{"id":3757,"date":"2020-08-16T03:42:24","date_gmt":"2020-08-16T01:42:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=3757"},"modified":"2020-08-16T03:42:24","modified_gmt":"2020-08-16T01:42:24","slug":"egitto-vergogna-italiana-di-umberto-de-giovannangeli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2020\/08\/egitto-vergogna-italiana-di-umberto-de-giovannangeli\/","title":{"rendered":"Egitto, vergogna italiana &#8211; di Umberto De Giovannangeli"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3758\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/000576DA-edex-2020.jpg\" alt=\"000576DA-edex-2020.jpg\" width=\"700\" height=\"410\" \/><\/p>\n<p>Gli vendiamo le armi e sponsorizziamo anche la fiera. Il ministro della difesa Guerini ha detto che dopo il caso Regeni sono stati diradati i rapporti: ma chi ha dato il via libera a Fincantieri a diventare il primo sponsor della fiera militare egiziana Edex 2020?<\/p>\n<p>di\u00a0<strong>Umberto De Giovannangeli<\/strong><\/p>\n<p>Della serie: vergogne italiane nel mondo. Vergogne pesanti, a volte indicibili, che investono un Governo di cui fanno parte forze politiche si dicono progressiste e di sinistra. Ma cosa c\u2019\u00e8 di \u201cprogressista\u201d e di \u201csinistra\u201d nelle continue genuflessioni nei riguardi di autocrati che fanno quotidiano scempio dei pi\u00f9 elementari diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali? Due nomi non a caso: Abdel Fattah al-Sisi e Recep Tayyp Erdogan. Col presidente-carceriere egiziano, poi, siamo alla prostrazione pi\u00f9 totale, come dimostrano ampiamente le vicende Regeni e Zaki. Ma \u00e8 una \u201cprostrazione\u201d interessata, sollecitata, se non imposta, dall\u2019onnipotente apparato militare-industriale, che sembra dettare le linee di politica estera dell\u2019Italia, ancor pi\u00f9 di Eni.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Vergogne italiane<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultimo episodio, in ordine di tempo, \u00e8 avvenuto qualche giorno fa, occultato dai media nazionali. Audito dalla Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il ministro della Difesa (Pd) Lorenzo Guerini ha detto che: in seguito all\u2019omicidio di Giulio Regeni, la Difesa, in completa sintonia e raccordo con le altre amministrazioni dello Stato, in primis con la Farnesina, ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con l\u2019omologo comparto egiziano\u2026<\/p>\n<p>Alla faccia del \u201cprontamente\u201d e del \u201cdiradato\u201d! Abbiamo, anzi hanno, cos\u00ec \u201cprontamente diradato\u201d, da finanziare la principale fiera di armamenti egiziana.<\/p>\n<p>\u201cSe \u00e8 vero quanto ha affermato il ministro Guerini in audizione \u2013 commenta Giorgio Beretta, dell\u2019Osservatorio Opal.\u00a0 e della Rete Italiana per il Disarmo \u2013 e cio\u00e8 che \u201cin seguito all\u2019omicidio di Giulio Regeni, la Difesa, in completa sintonia e raccordo con le altre amministrazioni dello Stato, in primis con la Farnesina, ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con l\u2019omologo comparto egiziano\u201d, allora chi ha dato il via libera a Fincantieri a diventare il primo sponsor della fiera militare egiziana Edex 2020? O dobbiamo pensare che sia stata una decisione che Fincantieri ha assunto ad insaputa del ministro? Qui non si tratta di semplice interlocuzione o di rapporti commerciali con l\u2019Egitto: la sponsorizzazione da parte di un\u2019azienda a controllo statale come Fincantieri del salone militare Edex \u00e8 un diretto sostegno alla politica militare del regime di Al Sisi nel Mediterraneo ed in Libia. E\u2019 bene che gli italiani lo sappiano\u201d.<\/p>\n<p>Come si nota entrando sul sito di Edex 2020, Fincantieri \u00e8 l\u2019unico <em>headline sponsor<\/em> dell\u2019appuntamento che si terr\u00e0 al Cairo dal 7 al 10 dicembre 2020. Da specificare che, pur producendo anche mezzi militari, l\u2019azienda \u00e8 comunque detenuta per oltre il 70% dal ministero delle Finanze attraverso Cassa Depositi e Prestiti.<\/p>\n<p>Quanto a Luigi Di Maio, lui non \u00e8 pregiudizialmente contrario alla vendita. Lui, confidano fonti della Farnesina, \u00e8 dell\u2019opinione che buoni rapporti con il regime del Cairo aiuterebbero le indagini, e non il contrario. N\u00e9 sottovaluta gli aspetti geopolitici: nell\u2019area sono in corso grandi manovre, e per questo ha sottolineato come l\u2019Egitto \u201cresti uno degli interlocutori fondamentali nel quadrante mediterraneo nell\u2019ambito di importanti dossier come il conflitto in Libia, la lotta al terrorismo e ai traffici illeciti, nonch\u00e9 la gestione dei flussi migratori e la cooperazione in campo energetico\u201d.<\/p>\n<p>La vendita di armamenti \u00e8 un grosso business, insomma, ma non solo. Le due fregate valgono 1,2 miliardi di euro. All\u2019orizzonte ci sono opzioni per altre quattro fregate, venti pattugliatori, 24 caccia Eurofighter e altrettanti addestratori M-346. Una partita da oltre 10 miliardi di euro. E poi c\u2019\u00e8 il gas, trovato dall\u2019Eni nel mare egiziano.<\/p>\n<p><strong>Pd spaccato<\/strong><\/p>\n<p>Lo sblocco delle commesse militari, per\u00f2, riapre vecchie ferite dolenti. \u00c8 partita sui social la campagna StopArmiEgitto, su iniziativa di Rete italiana per il disarmo, Amnesty International e Rete della pace. E non ci sono soltanto i mal di pancia grillini o la sofferenza di Roberto Speranza. Si \u00e8 spaccato anche il Pd.<\/p>\n<p>La deputata dem Barbara Pollastrini esprime \u201cprofonda amarezza\u201d e considera la cessione delle due imbarcazioni come \u201cuna ferita\u201d: \u201cPatrick Zaki \u2013 ricorda \u2013 \u00e8 ancora detenuto nelle carceri e cos\u00ec tanti oppositori al dittatore. Da quattro anni al Sisi boicotta le indagini sull\u2019omicidio di Giulio Regeni. Promesse e impegni delle istituzioni sembrano scritte sulla sabbia. Non possiamo tacere\u201d.Lia Quartapelle, capogruppo del Pd in commissione Esteri alla Camera da sempre avversaria all\u2019operazione, ha avvisato: \u201cLa vendita delle due fregate porta con s\u00e8 grossi rischi. Non solo gli sforzi internazionali dovrebbero andare verso la de-escalation militare nella regione, ma l\u2019Egitto non \u00e8 un nostro alleato: nel Mediterraneo abbiamo interessi diversi, con gli egiziani che fanno parte di un\u2019asse regionale reazionaria e che in Libia sostengono il governo di Haftar, mentre l\u2019Italia quello internazionalmente riconosciuto di Sarraj\u201d. A questo quadro, afferma ancora, \u201csi aggiunge la mancanza di collaborazione da parte egiziana sia sulla vicenda di Giulio Regeni che quella di Patrick Zaki, a testimonianza di una scarsa attenzione verso le richieste italiane. E\u2019 quindi sia una questione di interesse nazionale che di prestigio della nostra nazione: per farci rispettare ed avere giustizia, avremmo dovuto dire di no\u201d. \u201cVoglio esprimere la mia profonda contrariet\u00e0 alla vendita di armi da guerra all\u2019Egitto, un Paese retto da un governo che ostacola la ricerca della verit\u00e0 sull\u2019omicidio Regeni e che da quattro mesi trattiene in prigione Patrick Zaki\u201c, le fa eco\u00a0 Laura Boldrini, gi\u00e0 presidente della Camera e oggi deputata del Partito democratico. E sulla stessa lunghezza d\u2019onda sono Gianni Cuperlo e Matteo Orfini. Di contro il capogruppo in commissione Difesa al Senato, Vito Vattuone, ha detto che non \u201cpu\u00f2 venir meno la cooperazione con un Paese importante in un\u2019area strategica tra nord Africa e Vicino Oriente\u201d.<\/p>\n<p>Diversa l\u2019opinione di Alberto Pagani, deputato del Pd e membro della Commissione Difesa, e di Carmelo Miceli, deputato Pd e responsabile della Sicurezza nella segreteria nazionale: \u201cLa decisione del governo italiano di autorizzare (come prevede la normativa vigente) la cessione all\u2019Egitto delle due fregate Fremm richieste, che erano destinate alla Marina Militare Italiana, \u00e8 ragionevole e politicamente opportuna \u2013 scrivono in un intervento \u2013 Legare le decisioni su un tema di questa portata solamente alla giusta insoddisfazione per l\u2019inconcludenza delle indagini sul caso Regeni sarebbe l\u2019espressione di una visione politica angusta, che non offrirebbe certo pi\u00f9 opportunit\u00e0 alla ricerca della verit\u00e0 e della giustizia a cui tutti miriamo\u201d.\u00a0 Nella compagine governativa dem, decisamente a favore della vendita, a quanto consta a <em>Globalist<\/em>, si sono mostrati il ministro dell\u2019Economia, Roberto Gualtieri, e il titolare della Difesa, Lorenzo Guerini.<\/p>\n<p><strong>Promemoria per gli \u201csmemorati\u201d di governo<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019Egitto di al-Sisi i \u201cdesaparecidos\u201d si contano ormai a decine di migliaia. E pi\u00f9 della met\u00e0 dei detenuti nelle carceri lo sono per motivi politici. Per contenerli, il governo ha dovuto costruire 19 nuove strutture carcerarie. Un conteggio ufficiale non \u00e8 stato fatto, ma attivisti per i diritti umani egiziani, con la garanzia dell\u2019anonimato per non fare una brutta fine, hanno detto a <em>Globalist <\/em>che un conteggio in difetto, porta a non meno di 43.000 desaparecidos. Per comprendere l\u2019enormit\u00e0 di questo crimine, va ricordato che, tra il 1976 e il 1983, in Argentina, sotto il regime della Giunta militare, sono scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali \u2013 9.000 accertati secondo i rapporti ufficiali della Comisi\u00f3n Nacional sobre la Desaparici\u00f3n de Personas (Conadep) \u2013 su 40.000 vittime totali.<\/p>\n<p>Uno Stato di polizia tra i pi\u00f9 brutali al mondo e che non risparmia neanche i pi\u00f9 indifesi tra gli indifesi: i bambini.<\/p>\n<p>\u201cCi sono bambini che descrivono di essere stati vittime di \u2018\u201dwaterboarding\u201d e di scariche elettriche sulla lingua e sui genitali, senza alcuna conseguenza giuridica per le forze di sicurezza egiziane,\u201d spiega Bill Van Esveld, responsabile del settore diritti dei bambini di Human Rights Watch (Hrw)\u00a0 In un recente rapporto di 43 pagine, Hrw sostiene di aver documentato abusi contro 20 ragazzi di et\u00e0 compresa tra 12 e 17 anni al momento dell\u2019arresto. Quindici di loro hanno dichiarato di essere stati torturati in detenzione preventiva, di solito durante un interrogatorio tenuto mentre erano in isolamento. Sette bambini hanno riferito che gli agenti di sicurezza li hanno torturati con l\u2019elettricit\u00e0, incluso il \u201ctaser\u201d.<\/p>\n<p>Tra le storie riportate nella denuncia quella di un ragazzo che ha raccontato di essere stato arrestato all\u2019et\u00e0 di 16 anni e che temeva di non poter \u201csposarsi o essere in grado di avere figli\u201d a causa di ci\u00f2 che gli avevano fatto gli agenti di sicurezza durante la detenzione. Le accuse di Hrw sono confermate da Belady, un\u2019organizzazione non governativa che aiuta i bambini di strada che ha raccolto testimonianze verificate dei ragazzi, delle loro famiglie e degli avvocati difensori, e documenti giudiziari, ricorsi alle autorit\u00e0, cartelle cliniche e video. \u201cI racconti strazianti di questi bambini e delle loro famiglie rivelano come il meccanismo di repressione egiziano abbia sottoposto i bambini a gravi abusi,\u201d spiega Aya Hijazi, condirettrice di Belady. Hijazi, che ha la doppia cittadinanza egiziana e americana \u00e8 stata arrestata per l\u2019attivismo di Belady, che in arabo significa \u201cla nostra nazione\u201d. \u00c8 stata arrestata insieme a suo marito e ad altri sei nel maggio 2014 con l\u2019accusa di abuso di minori per poi essere assolta e rilasciata ma dopo aver trascorso in carcere quasi tre anni.<\/p>\n<p>Il generale-presidente esercita un potere che si ramifica in tutta la societ\u00e0 attraverso l\u2019esercito, la polizia, le bande paramilitari e i servizi segreti, i famigerati Mukhabarat, quasi sempre pi\u00f9 di uno. Al-Sisi si pone all\u2019apice di un triangolo, quello dello Stato-ombra: esercito, Ministero degli Interni (e l\u2019Nsa, la National Security Agency.) e Gis (General Intelligence Service, i servizi segreti esterni).\u00a0 Se lo standard di sicurezza si misurasse sul numero degli oppositori incarcerati, l\u2019Egitto di al-Sisi I\u00b0 sarebbe tra i Paesi pi\u00f9 sicuri al mondo: recenti rapporti delle pi\u00f9 autorevoli organizzazioni internazionali per i diritti umani, da Human Rights Watch ad Amnesty International, calcolano in oltre\u00a0 60mila i detenuti politici (un numero pari all\u2019intera popolazione carceraria italiana): membri dei fuorilegge Fratelli musulmani, ma anche blogger, attivisti per i diritti umani, avvocati\u2026Tutti accusati di attentare alla sicurezza dello Stato.<\/p>\n<p>E a questo Stato di polizia che l\u2019Italia vende armi. E sponsorizza la loro fiera. Se c\u2019\u00e8 del \u201crosso\u201d nel Conte II, \u00e8 un rosso vergogna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli vendiamo le armi e sponsorizziamo anche la fiera. 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