{"id":4000,"date":"2020-11-27T16:16:17","date_gmt":"2020-11-27T15:16:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4000"},"modified":"2020-11-27T16:16:17","modified_gmt":"2020-11-27T15:16:17","slug":"un-complesso-militare-industriale-rinnovato-e-senza-remore-anche-durante-il-covid-19-di-eric-salerno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2020\/11\/un-complesso-militare-industriale-rinnovato-e-senza-remore-anche-durante-il-covid-19-di-eric-salerno\/","title":{"rendered":"Un complesso militare-industriale rinnovato e senza remore anche durante il COVID-19 &#8211; di Eric Salerno"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4001\" src=\"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/EricSalerno-MauroBiani.jpg\" alt=\"EricSalerno-MauroBiani\" width=\"289\" height=\"174\" \/><\/h3>\n<h3><em>da &#8220;La Bottega del Barbieri&#8221;<\/em><\/h3>\n<h3><strong><em>A volte ritornano\u2026 le tangenti Lockheed<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Guerra e Pace. Pace e guerra. Distruzione e ricostruzione. Elementi fondamentali delle economie e delle contorte politiche mondiali. Appena incassati i cosiddetti \u201c<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/il-vecchio-sogno-sionista-lambisce-il-sudan\/\">Accordi di Abramo<\/a>\u201d tra gli Emirati arabi e Israele, Donald Trump ha informato il Congresso della sua intenzione di vendere al piccolo stato arabo di fronte all\u2019Iran 50 caccia-bombardieri Lockheed Martin F-35-II, per una cifra che potrebbe aggirarsi attorno ai 10 miliardi di dollari (8421514000,00 euro). L\u2019operazione ha bisogno dell\u2019approvazione del Congresso e, indirettamente, di Israele che per bocca del suo premier Netanyahu, amico e complice del presidente uscente che far\u00e0 i bagagli a fine gennaio, ha chiesto soltanto di far in modo che venisse mantenuto, come da accordi ormai consolidati dalla legislazione Usa, la superiorit\u00e0 militare del suo paese su tutte le altre nazioni arabe e del Vicino Oriente. <!--more--><\/p>\n<p>E per mantenere questa superiorit\u00e0 serviranno nuove armi. Un funzionario della difesa israeliana ha atteso soltanto la conferma ufficiosa della sconfitta di Trump per dire al \u201c<a href=\"https:\/\/www.jpost.com\/us-elections\/israel-to-talk-with-biden-administration-over-long-term-military-aid-648404\">Jerusalem Post\u201d<\/a>\u00a0che non appena sar\u00e0 possibile Tel Aviv vuole negoziare un nuovo pacchetto multimiliardario di assistenza militare da mettere in coda a quello stilato con Barak Obama e che scade nel 2027. Sicuramente dovr\u00e0 tenere in considerazione la corsa degli arabi al F-35 e l\u2019enorme quantit\u00e0 di armi acquistate dall\u2019Arabia saudita negli ultimi anni. Sono stati che Israele considera alleati nella guerra all\u2019<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/iran\/\">Iran<\/a>\u00a0ma di cui si fida poco soprattutto per quanto riguarda la stabilit\u00e0 dei loro regimi. Stati clientelari per gli Usa che vi hanno basi militari importanti e che con i loro petro\/gas-dollari continuano ad arricchire l\u2019industria bellica americana. Spesso contro la volont\u00e0 di una parte dell\u2019establishment Usa, apparentemente incapace di contrastare la Casa bianca. Nel giugno di quest\u2019anno l\u2019Ispettore generale del Dipartimento di Stato (ossia il ministero degli esteri) fu licenziato su due piedi da Trump. Il presidente lo aveva scoraggiato dall\u2019indagare sulla massiccia\u00a0<a href=\"https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2020\/06\/11\/nuove-rivelazioni-sulla-vendita-armi-dagli-usa-allarabia-saudita\/\">vendita di armi all\u2019Arabia saudita<\/a>\u00a0portata avanti nonostante l\u2019opposizione di una parte del Congresso. Il Regno era nel mirino dei parlamentari per il suo ruolo criminale nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.securitycouncilreport.org\/monthly-forecast\/2020-07\/yemen-20.php\">guerra in Yemen<\/a>; per l\u2019assassinio del giornalista del \u201cWashington Post\u201d\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-45812399\">Jamal Khashoggi<\/a>; e anche per i finanziamenti diretti o indiretti a organizzazioni islamiste collegate al terrorismo internazionale antioccidentale.<\/p>\n<h5><em>Nuovi armamenti sofisticati e suk dell\u2019usato sicuro<\/em><\/h5>\n<p>\u00c8 presto per capire cosa Joe Biden, sostenitore senza incertezze d\u2019Israele, cambier\u00e0 nella confusa politica Usa nei confronti di quella regione. \u00c8 probabile un ritorno ai negoziati sul nucleare con l\u2019Iran e forse ci sar\u00e0 qualche passo per fermare l\u2019idea \u2013 la \u201cAbraham Peace\u201d perorata da Trump e dal suo entourage di ebrei americani vicini a Netanyahu e alle sue idee estremiste \u2013 di mettere fine al conflitto arabo-israeliano, abbandonando completamente il popolo palestinese a un destino incomprensibile. Non \u00e8 detto, per\u00f2, che il Congresso bloccher\u00e0 la vendita degli F-35 agli Emirati: non ha mai vietato una vendita gi\u00e0 decisa al livello governativo. Di sicuro, se come probabile andr\u00e0 avanti, favorir\u00e0 una rinnovata corsa a nuovi pi\u00f9 sofisticati armamenti da parte di tutti i giocatori, grandi e minuscoli, della regione. E con l\u2019arrivo delle nuove armi, si movimenter\u00e0 il solito grande suk dell\u2019usato che come pi\u00f9 di una volta in passato potrebbe portare armi \u201csuperate\u201d ma pi\u00f9 che efficienti nelle mani dei nemici degli Usa e dell\u2019intero mondo occidentale.<\/p>\n<h3><strong><em>Un filo di acciaio imbastisce l\u2019industria bellica con la politica americana<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Donald Trump, a differenza del suo predecessore Barak Obama, responsabile quanto meno della devastazione della Libia e, in qualche modo, anche della Siria, mantenendo le sue promesse pre-elettorali non ha avviato nuovi conflitti ma questo non significa che non abbia mantenuto quello stretto rapporto che da anni lega il mondo degli armamenti alla politica americana. E non solo americana. Oltre mezzo secolo dopo il famoso discorso-ammonimento d\u2019addio dell\u2019allora presidente Usa Dwight D. Eisenhower, i timori del generale passato alla politica sono diventati una realt\u00e0 che influisce su tutti gli inquilini della sala ovale. E su chi aspira ad abitarci.<\/p>\n<p>\u00abNei concili di governo dobbiamo guardarci dall\u2019acquisizione di influenze che non diano garanzie, sia palesi che occulte, esercitate dal complesso militare-industriale. Il potenziale per l\u2019ascesa disastrosa di poteri che scavalcano la loro sede e le loro prerogative esiste ora e persister\u00e0 in futuro\u00bb.<\/p>\n<h5><em>Ike didn\u2019t like weapons?<\/em><\/h5>\n<p>Pochi allora vollero attribuire molta importanza a quelle parole di Eisenhower \u2013 il generale che aveva portato alla vittoria l\u2019alleanza contro il nazifascismo \u2013 pronunciate il 17 gennaio 1961 nel momento in cui stava lasciando la Casa bianca. Era stato eletto nelle liste del Partito repubblicano, lo stesso di Donald Trump e di altri outsider alla politica come l\u2019attore Ronald Reagan, di ben altro spessore grazie a una squadra di consiglieri pi\u00f9 capaci. Ike, cos\u00ec era chiamato da tutti, era l\u2019uomo pi\u00f9 popolare degli Stati Uniti. Sei anni prima, il 17 giugno 1945, mia madre volle portarmi \u2013 avevo sei anni \u2013 dalla nostra casa nel Bronx fino a Manhattan per essere con i quattro milioni di americani che accolsero al suo ritorno negli Usa l\u2019eroe della guerra. Indossavo orgoglioso una giacca \u201cmodello Ike\u201d \u2013 di moda perch\u00e9 era stato adottato dal generale e da molte truppe \u2013 che la mamma aveva tagliato e cucito con le sue mani.<\/p>\n<p>Per Eisenhower, furono sufficienti i due mandati, otto anni, alla Casa Bianca, per comprendere i rischi insiti in un\u2019industria bellica capace di influenzare la politica di una grande potenza come erano diventati gli Stati Uniti. Voleva un\u2019America in grado di difendersi dagli orrori che aveva visto con i suoi occhi in un\u2019Europa devastata dalla ferocia delle menti e delle armi ma nutriva molto pi\u00f9 di un sospetto sul mostro che era cresciuto in casa per combattere quei mali.<\/p>\n<p>\u00abUn elemento vitale nel mantenimento della pace sono le nostre istituzioni militari. Le nostre armi devono essere poderose, pronte all\u2019azione istantanea, in modo che nessun aggressore potenziale possa essere tentato dal rischiare la propria distruzione\u2026<\/p>\n<p>Questa congiunzione tra un immenso corpo di istituzioni militari e un\u2019enorme industria di armamenti \u00e8 nuovo nell\u2019esperienza americana. L\u2019influenza totale nell\u2019economia, nella politica, anche nella spiritualit\u00e0 \u00e8 sentita in ogni citt\u00e0, in ogni organismo statale, in ogni ufficio del governo federale. Riconosciamo il bisogno imperativo di questo sviluppo. Ma tuttavia non dobbiamo mancare di comprenderne le gravi implicazioni. La nostra filosofia ed etica, le nostre risorse e il nostro stile di vita sono coinvolti; la struttura portante della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libert\u00e0 o processi democratici. Non dobbiamo presumere che nessun diritto sia dato per garantito. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole pu\u00f2 esercitare un adeguato compromesso tra l\u2019enorme macchina industriale e militare di difesa e i nostri metodi pacifici e obiettivi a lungo termine in modo che sia la sicurezza che la libert\u00e0 possano prosperare assieme\u00bb.<\/p>\n<h3><strong><em>Corruzione e finanziamenti nel traffico di armi<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>I rischi insiti nella politica degli armamenti Usa sono stati documentati e denunciati nel 2018 da uno studio approfondito di due ricercatori \u2013 A. Trevor Thrall e Caroline Dorminey \u2013 del Cato Institute:\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.cato.org\/publications\/policy-analysis\/risky-business-role-arms-sales-us-foreign-policy\">Risky Business: The Role of Arms Sales in U.S. Foreign Policy<\/a>.<\/em>\u00a0Tra i pericoli illustrati e ampiamente documentati, le situazioni di guerra in cui le armi americane vendute a \u201cpaesi amici\u201d finiscono nelle mani di nemici degli Usa e vengono usate contro le truppe americane. Il caso recente pi\u00f9 clamoroso riguarda l\u2019Iraq dove interi arsenali hanno armato gruppi di islamisti in lotta contro le forze occidentali in quel paese.<\/p>\n<h5><em>Tangenti Lockheed Martin nei decenni<\/em><\/h5>\n<p>Corruzione e finanziamenti sono all\u2019ordine del giorno nel mondo degli armamenti. Per restare nella regione che ci interessa, Netanyahu e alcune personalit\u00e0 israeliane del mondo militare e civile sono sotto inchiesta per tangenti che sarebbero state pagate per un affare miliardario di sommergibili tedeschi. Qualcuno si chieder\u00e0 se l\u2019affare degli F-35 e le massicce vendite di armi all\u2019Arabia saudita in questi ultimi anni sono servite a rafforzare economicamente le campagne elettorali del presidente uscente o di altri politici impegnati nelle lunghe costose campagne per presidenza, congresso e senato. Ipotesi basate su fatti avvenuti in passato. Gli stessi costruttori degli F-35 furono incriminati negli anni Settanta quando il Congresso americano accert\u00f2 che la corruzione era un sistema diffuso da parte della Lockheed Corporation e della pi\u00f9 piccola Northrop. Nel 1976 il \u201cNew York Magazine\u201d scrisse che il senatore Church, capo della commissione d\u2019inchiesta, \u00abha prove che la Lockheed ha pagato tangenti in almeno quindici paesi, e che in almeno sei paesi ha provocato gravi crisi di governo\u00bb. L\u2019Italia fu una di questi. Mario Tanassi, ministro della difesa, fu silurato per aver intascato una tangente di 50000 dollari su circa 2 milioni di dollari, destinati dalla Lockheed alla corruzione in Italia. Furono condannati anche il generale dell\u2019aeronautica Duilio Fanali, il segretario di Tanassi Bruno Palmiotti, i faccendieri Ovidio Lefebvre e Antonio Lefebvre, e il presidente di Finmeccanica Camillo Crociani.<\/p>\n<h5><em>Nuovi armamenti e suk dell\u2019usato sicuro<\/em><\/h5>\n<p>Torniamo in Vicino Oriente e dintorni. Non soltanto perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 grande mercato di armi di ogni tipo ma perch\u00e9 \u00e8 il perfetto testing-ground, il terreno su cui le armi nuove possono essere sperimentate prima di finire sulla linea di produzione e poi sul mercato. Usa, Russia, Francia e Israele sono qui in prima linea. In tutti i sensi. Secondo una delle pi\u00f9 recenti ricerche del Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), nella regione in guerra \u2013 dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/siria\/\">Siria<\/a>, allo Yemen, dall\u2019<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/iraq\/\">Iraq<\/a>\u00a0alla\u00a0<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/palestinesi\/\">Palestina<\/a>\u00a0e poi al pi\u00f9 distante Sud\u00a0<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/sudan\/\">Sudan<\/a>\u00a0\u2013 le commesse sono aumentate del 61 per cento dal 2015 al 2019. Gli Usa sono in cima alla lista dei venditori l\u00ec e nel mondo: hanno ben 96 paesi-clienti. La\u00a0<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/russia\/\">Russia<\/a>, ex superpotenza, ha perso una fetta importante del mercato dopo che l\u2019India con un leader nazionalista di destra ha stretto rapporti con Israele dove ha trovato non soltanto una politica simile ma anche una delle pi\u00f9 grandi, moderne e immorali delle industrie belliche pronte a vendere senza fare troppe domande. Nel maggio 2019 Amnesty International ha sottolineato che le armi israeliane vengono vendute a nazioni notoriamente colpevoli di violazioni dei diritti umani delle proprie popolazioni come Myanmar, Filippine, Sud Sudan e Sri Lanka. Negli ultimi mesi, bombe a grappolo israeliane, vietate dalle convenzioni internazionali, hanno seminato morte e feriti nella regione del\u00a0<a href=\"https:\/\/ogzero.org\/tag\/nagorno-karabach\/\">Nagorno-Karabakh<\/a>\u00a0contesa tra Azerbaijan e Armenia. Grazie a testimonianze raccolte da giornalisti e analisi delle immagini dei bombardamenti nella capitale dell\u2019autoproclamata repubblica dell\u2018Artsakh, Stepanakert, gli esperti di Amnesty hanno potuto confermare l\u2019uso di bombe a grappolo di tipo M095 Dpicm, di fabbricazione israeliana. \u00abVecchi stock\u00bb, hanno risposto da Tel Aviv per difendersi dalle critiche in uno scacchiere in cui le sue alleanze sono confuse. La guerra \u00e8 guerra: la logica del potente apparato militare-industriale israeliano \u00e8 strettamente controllato e gestito ai massimi livelli del governo.<\/p>\n<p>Ma, ancora pi\u00f9 importante della disponibilit\u00e0 a non fare domande o giudicare chi deve comprare, Israele offre (anche rispondendo a richieste specifiche quando possibile) di provare le armi nei conflitti dietro casa, da Gaza al Libano, alla Siria.\u00a0<em>Ci sono segnalazioni di richieste precise da parte di paesi acquirenti (gli Usa tra questi) perch\u00e9 certe armi sofisticate (come i droni e i loro armamenti ormai entrati in prima linea nelle moderne guerre) vengano usate in combattimento e approvate prima di finire sul mercato<\/em>. La distruzione senza senso di abitazioni e altri edifici nella striscia di Gaza \u00e8 spesso servita a questo scopo. E c\u2019\u00e8 chi \u2013 in Israele e fuori \u2013 vorrebbe assistere ad almeno uno scontro limitato con il meglio armato Hezbollah in Libano per mettere alla prova nuove generazioni di ordigni contro i bunker in profondit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Nel 2017 le esportazioni di armi israeliane hanno raggiunto la cifra record di 9 miliardi di dollari. Questo non include il reddito delle societ\u00e0 paramilitari che operano nel settore dell\u2019informatica e della sicurezza. Un settore accusato di aver collaborato con regimi noti per i loro bassi voti nel rispetto dei diritti dei loro cittadini. E di spiare anche paesi amici.<\/em><\/p>\n<p><strong>Articolo ripreso da <a href=\"http:\/\/ogzero.org\/\">ogzero.org<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da &#8220;La Bottega del Barbieri&#8221; A volte ritornano\u2026 le tangenti Lockheed Guerra e Pace. Pace e guerra. Distruzione e ricostruzione. 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