{"id":4259,"date":"2021-05-06T18:30:00","date_gmt":"2021-05-06T16:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4259"},"modified":"2021-05-06T18:30:00","modified_gmt":"2021-05-06T16:30:00","slug":"libia-lo-scandalo-sotto-il-tappeto-di-gianluca-cicinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/05\/libia-lo-scandalo-sotto-il-tappeto-di-gianluca-cicinelli\/","title":{"rendered":"Libia, lo scandalo sotto il tappeto &#8211; di Gianluca Cicinelli"},"content":{"rendered":"<p>Mercenari russi, truppe turche e gruppi armati composti da siriani, ciadiani e sudanesi. Secondo le Nazioni Unite erano circa 20 mila i soldati e i mercenari presenti in Libia alla fine del 2020, nessun ritiro \u00e8 stato rilevato da allora. Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu ha chiesto, con una dichiarazione approvata all\u2019unanimit\u00e0, il ritiro senza ulteriori ritardi di tutte le forze straniere e dei mercenari dalla Libia con il pieno rispetto dell\u2019embargo sulle armi delle Nazioni Unite da parte di tutti gli Stati membri. Secondo gli esperti dell\u2019Onu addetti al controllo l\u2019embargo dal 2011 \u00e8 stato regolarmente violato per anni. Le Nazioni Unite hanno accolto comunque con favore il governo transitorio del premier Abdul Hamid Dbeibah, che ha ottenuto la fiducia del Parlamento a Sirte. Un\u2019apertura verso le buone intenzioni espresse dal neonato governo.<\/p>\n<p>Il ritiro di mercenari e stranieri secondo l\u2019inviato Onu nel paese, Jan Kubis, servir\u00e0 molto per ricostruire l\u2019unit\u00e0 e la sovranit\u00e0 della Libia e sanare le profonde ferite causate da molti anni di conflitti interni e interferenze straniere. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice e non baster\u00e0 una risoluzione Onu per raggiungere l\u2019obiettivo. La Libia ospita dieci basi militari completamente o parzialmente occupate dai 20 mila soldati stranieri e mercenari. \u201cUna sconvolgente violazione della sovranit\u00e0 libica\u201d l\u2019ha definita lo scorso dicembre l\u2019inviata Onu \u201cad interim\u201d in Libia, Stephanie Williams. \u201cPotreste credere \u2013 ha detto alle autorit\u00e0 locali \u2013 che questi stranieri siano qui come ospiti, ma ora stanno occupando la vostra casa. Questa \u00e8 una palese violazione dell\u2019embargo sulle armi. Stanno riversando armi nel vostro Paese, un Paese che non ha bisogno di altre armi. Non sono in Libia per i vostri interessi, sono in Libia per i loro interessi\u201d.<!--more--><\/p>\n<p>Il governo di Abdul Hamid Dbeibah intanto, dopo l\u2019accordo di Sirte \u2013 non a caso firmato lungo la linea che divide Tripolitania e Cirenaica, in sostanza la prima sotto l\u2019influenza turca e la seconda sotto quella russa \u2013 afferma di voler offrire alla Libia una reale opportunit\u00e0 per andare avanti verso l\u2019unit\u00e0 e la stabilit\u00e0, ma la situazione \u00e8 tutt\u2019altro che sotto controllo. L\u2019inserimento di Turchia e Russia nell\u2019area dalla fine del 2019 si \u00e8 aggiunta agli interessi gi\u00e0 difesi da Italia, Francia, Emirati ed Egitto. Ankara ha sostenuto Fayez al-Serraj, mandando soldati e alcune migliaia di mercenari precedentemente utilizzati in Siria. La Russia invece ha sostenuto Khalifa Haftar inviando uomini nella regione della Cirenaica. Nella visione degli Usa una Libia instabile destabilizza l\u2019intera sponda sud del Mediterraneo, alimentando flussi migratori incontrollati e potenziali minacce terroristiche. Da qui il sostegno all\u2019appello dell\u2019Onu per i ritiro dei militari stranieri.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019Italia sostiene con entusiasmo \u2013 parole di Mario Draghi del 5 aprile scorso da Tripoli \u2013 le politiche sull\u2019immigrazione e anche \u201ci salvataggi\u201d dei migranti da parte delle autorit\u00e0 libiche, il rapporto dell\u2019Onu confermato da Jan Kubis (548 pagine presentate in contemporanea alle lodi di Draghi ai libici) documenta le faide tra le milizie e gli accordi indicibili con i governi stranieri, il flop dell\u2019embargo sulle armi, le violazioni dei diritti umani, i campi di tortura istituzionalizzati, con il contrabbando di petrolio, armi, droga ed esseri umani. In materia poi di \u201csoddisfazione\u201d su come la Libia effettua il \u201csalvataggio\u201d dei migranti,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/attualita\/migranti-picchiati-con-un-bastone-dalla-guardia-costiera-libica-la-denuncia-dellong-sea-watch\/\">la Ong Sea Watch ha mostrato al mondo, , le immagini della guardia costiera libica che insegue i migranti in mare a bordo di un gommone, li picchia con un bastone e li riporta sulla costa<\/a>.<\/p>\n<p>Uccisioni, sparizioni forzate, stupri, arresti e detenzioni arbitrarie, attacchi contro attivisti e difensori dei diritti umani e crimini ispirati dall\u2019odio, libert\u00e0 d\u2019espressione compromessa, gruppi armati liberi di circolare. Questa la Libia reale che calpesta i diritti umani nella totale impunit\u00e0, documentata dall\u2019Onu senza possibilit\u00e0 di smentita. A fine marzo erano 3.858 i migranti detenuti in centri di detenzione ufficiali gestiti dal Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale in condizioni estreme, senza un giusto processo e con restrizioni all\u2019accesso umanitario. 10 mila persone sono detenute in centri di detenzione sotto l\u2019autorit\u00e0 di milizie e gruppi armati. Si stima che fra essi vi siano circa 480 donne, di cui 184 non libiche, con 63 minori e bambini.<\/p>\n<p>Gli occhi dei governi stranieri come delle autorit\u00e0 libiche sono chiusi in nome del petrolio, principale fonte di entrate, unica vera posta in gioco dello scontro interno e internazionale. Gli italiani, nel silenzio incredibile di stampa e propaganda filo governativa, hanno deciso l\u2019invio di un contingente militare con duecento persone nel Sahel, regione desertica dell\u2019Africa occidentale, che coinvolge Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso ed \u00e8 uno dei territori pi\u00f9 interessati dalla lotta globale al terrorismo jihadista. Il Consiglio della Ue, su pressione della Francia, ha poi prorogato il mandato della missione Eucap Sahel Mali fino al gennaio del 2023 e le ha assegnato un bilancio di 89 milioni di euro. In chiave libica il Sahel \u00e8 la regione da cui provengono molti dei mercenari presenti nel Paese e buona parte dei migranti in fuga dalle guerre e dalla fame che tentano dalle coste libiche di raggiungere l\u2019Europa. L\u2019uccisione di Idriss Deby, presidente del Ciad \u2013 la porta diretta per la Libia \u2013 da parte di bande locali legate a Turchia e Qatar, ha aggravato l\u2019instabilit\u00e0 politica delle regione e complicato la possibile ripresa di unit\u00e0 nazionale libica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercenari russi, truppe turche e gruppi armati composti da siriani, ciadiani e sudanesi. Secondo le Nazioni Unite erano circa 20 mila i soldati e i mercenari presenti in Libia alla fine del 2020, nessun ritiro \u00e8 stato rilevato da allora. 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