{"id":4265,"date":"2021-05-06T18:40:10","date_gmt":"2021-05-06T16:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4265"},"modified":"2021-05-06T18:40:10","modified_gmt":"2021-05-06T16:40:10","slug":"rana-plaza-la-strage-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/05\/rana-plaza-la-strage-continua\/","title":{"rendered":"Rana Plaza: la strage continua"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 aprile di otto anni fa crollava l\u2019edificio Rana Plaza con migliaia di persone all\u2019interno, il peggior disastro industriale che il settore dell\u2019abbigliamento abbia mai visto: realizzata una piattaforma di commemorazione online. Su questa piattaforma sar\u00e0 anche possibile chiedere direttamente e pubblicamente ai marchi di mettere il paese nelle condizioni di continuare a prevenire futuri disastri<\/p>\n<p><strong>articolo tratto dal sito web della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.abitipuliti.org\/\">Campagna Abiti Puliti<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>24 aprile di otto anni fa crollava l\u2019edificio Rana Plaza<\/strong> con migliaia di persone all\u2019interno, di cui almeno <strong>1.134 morirono<\/strong>. Poich\u00e9 c\u2019\u00e8 il lockdown anche in Bangladesh, <strong>abbiamo realizzato una <\/strong><a href=\"http:\/\/www.ranaplazaneveragain.org\/\"><strong>piattaforma di commemorazione online<\/strong><\/a>. Su questa piattaforma sar\u00e0 anche <strong>possibile chiedere direttamente e pubblicamente ai marchi<\/strong> di mettere il paese nelle condizioni di continuare a <strong>prevenire futuri disastri<\/strong>: il programma che ha reso le fabbriche pi\u00f9 sicure dopo il crollo del Rana Plaza rischia di essere vanificato nelle prossime 6 settimane e dunque <strong>\u00e8 vitale agire ora.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>Il crollo del Rana Plaza \u00e8 <strong>il peggior disastro industriale che il settore dell\u2019abbigliamento abbia mai visto<\/strong>, e si poteva tranquillamente <strong>evitare<\/strong>. I lavoratori e le lavoratrici sono stati <strong>costretti a entrare in un edificio che sapevano non essere sicuro<\/strong> sotto la minaccia di perdere il loro salario. Questa settimana il <strong>nostro pensiero va a tutti coloro che hanno dovuto vivere o sono morti in questa tragedia<\/strong>. Per permettere di commemorare significativamente questo giorno e le persone che ne sono state colpite, anche durante un lockdown, in Bangladesh e a livello internazionale, abbiamo lanciato <strong>insieme ai sindacati del Bangladesh<\/strong> il sito web <a href=\"https:\/\/ranaplazaneveragain.org\/\"><strong>RanaPlazaNeverAgain.org<\/strong><\/a> in inglese e Bengalese. Qui ognuno pu\u00f2 lasciare un messaggio di commemorazione.<\/p>\n<p>La piattaforma commemorativa permette anche di inviare messaggi direttamente ai marchi che producono in Bangladesh e che stanno per <strong>far saltare il \u201cBangladesh Accord\u201d<\/strong>, un programma che \u00e8 stato certamente efficace nel rendere le fabbriche pi\u00f9 sicure per oltre 2 milioni di lavoratori e lavoratrici nel corso degli ultimi otto anni. L\u2019Accord, che favorisce la sicurezza degli edifici in Bangladesh e misure antincendio, \u00e8 stato ideato settimane dopo il crollo come un programma di sicurezza vincolante, sulla base della constatazione che i programmi volontari non erano riusciti a prevenire questa tragedia. Il <strong>Bangladesh Accord \u00e8 stato firmato da oltre 200 marchi e ha reso pi\u00f9 sicure oltre 1.600 fabbriche<\/strong> in tutto il paese. <strong>La natura vincolante dell\u2019Accordo, cruciale per il suo successo, scadr\u00e0 il 31 maggio<\/strong>. Nessun marchio o distributore attualmente membro dell\u2019Accordo si \u00e8 impegnato a firmare un nuovo programma altrettanto legalmente vincolante. Al contrario, i <strong>marchi stanno proponendo versioni del programma annacquate e indebolite<\/strong>, e ci\u00f2 rende estremamente probabile che la sicurezza sul posto di lavoro in Bangladesh torni ai livelli precedenti al crollo del Rana Plaza.<\/p>\n<p><strong>Kalpona Akter<\/strong>, presidente della <strong>Bangladesh Garment and Industrial Workers Federation <\/strong>ha dichiarato: \u201c<em>Rana Plaza non \u00e8 stato un incidente: \u00e8 stato un omicidio. Questo disastro era del tutto evitabile e non sarebbe accaduto se ci fossero state misure di sicurezza adeguate, un monitoraggio efficiente delle condizioni di lavoro e l\u2019ascolto dei lavoratori stessi. Il Bangladesh Accord ha introdotto e implementato tali misure di sicurezza negli ultimi otto anni. Se vogliamo prevenire un altro Rana Plaza e promuovere cambiamenti positivi, allora abbiamo bisogno di un nuovo accordo che sia firmato da tutti i marchi che producono in Bangladesh<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>\u201c<em>Abbiamo contattato Benetton, OVS e Artsana, i marchi italiani firmatari del Bangladesh Accord in scadenza, per chiedere di rinnovare l\u2019impegno per garantire la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nelle fabbriche dei loro fornitori, in Bangladesh e negli altri paesi a rischio<\/em>\u201d dichiara <strong>Deborah Lucchetti<\/strong>, coordinatrice della Campagna Abiti Puliti, coalizione italiana della Clean Clothes Campaign. \u201c<em>Ci aspettiamo che le imprese italiane non facciano marcia indietro e anzi si adoperino per garantire continuit\u00e0 al programma e proteggere i fondamentali progressi sulla sicurezza raggiunti in questi anni per almeno 2 milioni di lavoratrici e lavoratori. Senza un nuovo accordo vincolante il rischio di tornare alle condizioni che hanno causato il crollo del Rana Plaza \u00e8 davvero alto<\/em>\u201d conclude Lucchetti.<\/p>\n<p><strong>I sindacati e le organizzazioni per i diritti dei lavoratori in Bangladesh e a livello globale pretendono un accordo internazionale vinc<\/strong>olante sulla sicurezza nelle fabbriche. Solo un accordo siffatto pu\u00f2 assicurare che il lavoro in corso in Bangladesh non vada perso e continui anzi ad impegnare i brand, anche con responsabilit\u00e0 legali da far valere in tribunale.<\/p>\n<p>Un rinnovato accordo internazionale vincolante sulla sicurezza in Bangladesh avrebbe anche l\u2019effetto di <strong>condizionare altri paesi con fabbriche di abbigliamento notoriamente insicure, come ad esempio il Pakistan<\/strong>, a fare altrettanto. I recenti incidenti <strong>in <\/strong><a href=\"https:\/\/cleanclothes.org\/news\/2021\/factory-tragedy-shows-need-for-international-safety-agreement-and-improved-working-conditions-in-morocco\"><strong>Marocco<\/strong><\/a><strong> e in <\/strong><a href=\"https:\/\/cleanclothes.org\/news\/2021\/second-cairo-factory-tragedy-shows-need-for-international-safety-agreement\"><strong>Egitto<\/strong><\/a> dimostrano che nell\u2019industria tessile sono ancora troppe le fabbriche insicure e che <strong>i programmi volontari dei marchi non sono in grado di garantire la sicurezza dei lavoratori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Campagna Abiti Puliti ha scritto<\/strong> ai sottosegretari dei Ministeri dello Sviluppo Economico (on. <strong>Anna Ascani<\/strong>), Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (on. <strong>Manlio Di Stefano<\/strong>), Lavoro e Politiche Sociali (sen. <strong>Rossella Accoto<\/strong>), nonch\u00e9 ai Presidenti delle Commissioni Attivit\u00e0 Produttive e Affari Esteri di entrambe le Camere (on. <strong>Pietro Fassino<\/strong>, sen. <strong>Gianni Girotto<\/strong>, sen. <strong>Vito Petrocelli,<\/strong> on. <strong>Martina Nardi<\/strong>) oltre che al <strong>Punto di Contatto Nazionale dell\u2019OCSE<\/strong> presso il MISE per rendere nota la situazione e chiedere che <strong>si uniscano con convinzione alla richiesta della Campagna ai marchi tessili, anche italiani, di rinnovare l\u2019Accordo<\/strong> e non sottrarsi alle loro responsabilit\u00e0. Analoghe richieste sono state inoltrate dall\u2019ufficio europeo della Clean Clothes Campaign ai rappresentanti istituzionali dell\u2019Unione, inclusi molti italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 aprile di otto anni fa crollava l\u2019edificio Rana Plaza con migliaia di persone all\u2019interno, il peggior disastro industriale che il settore dell\u2019abbigliamento abbia mai visto: realizzata una piattaforma di commemorazione online. 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