{"id":4338,"date":"2021-06-04T01:54:20","date_gmt":"2021-06-03T23:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4338"},"modified":"2021-06-04T01:54:20","modified_gmt":"2021-06-03T23:54:20","slug":"dalle-ambasciate-usa-un-nuovo-plan-condor-di-geraldina-colotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/06\/dalle-ambasciate-usa-un-nuovo-plan-condor-di-geraldina-colotti\/","title":{"rendered":"Dalle ambasciate USA: un nuovo Plan Condor&#8230; &#8211; di Geraldina Colotti"},"content":{"rendered":"<p>\u2026 contro il socialismo latinoamericano.<\/p>\n<p>di\u00a0<strong>Geraldina Colotti<\/strong><\/p>\n<p>In nome della \u201clotta al terrorismo\u201d, dalla Colombia al Paraguay, dal Cile al Per\u00f9, fino a Bolivia e Venezuela ritornano le sparizioni forzate, le torture, l\u2019uso di paramilitari travestiti da civili e una diplomazia a senso unico che cerca di delegittimare ad ogni costo i governi popolari.<\/p>\n<p>Il continente latinoamericano mostra con chiarezza i termini dello scontro a livello globale, nel quadro della nuova fase di resettaggio del capitalismo, che ha bisogno di formattare anche il conflitto di classe: schiacciandolo o cooptandolo a seconda dei rapporti di forza, storicamente determinati. E cos\u00ec, mentre nei paesi europei gli apparati ideologici di controllo acuiscono la perdita di memoria del passato conflitto per imporre la visione dei vincitori, la borghesia riadatta, al pi\u00f9 alto livello, le tecniche di controllo e repressione messe a punto nei momenti pi\u00f9 acuti dello scontro novecentesco, e diventati elementi strutturali della nuova economia di guerra.<\/p>\n<p>Dalla Colombia, al Paraguay, al Cile, vediamo allora riapparire le sparizioni forzate, le torture, l\u2019uso di paramilitari travestiti da civili, coperti dal medesimo silenzio con il quale le organizzazioni internazionali hanno permesso le torture ai baschi in Spagna, ai comunisti in Italia, in Francia, in Gran Bretagna, in Germania: sempre in nome, beninteso, della \u201clotta al terrorismo\u201d e della difesa \u201cpacifica\u201d della democrazia borghese. Da Cuba al Venezuela, dalla Bolivia all\u2019Ecuador, vediamo continuare le politiche messe in campo nel secolo scorso, tra intossicazione mediatica e arroganza imperialista, per far pesare l\u2019argomento della \u201clotta al terrorismo\u201d onde mantenere in piedi il circo perverso delle \u201csanzioni\u201d.<!--more--><\/p>\n<p>Lo ha ricordato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez denunciando la grottesca decisione degli Stati Uniti di includere anche per quest\u2019anno Cuba, insieme al Venezuela, nella \u201clista nera\u201d dei paesi che \u201cnon collaborano pienamente nella lotta al terrorismo\u201d. Via Twitter, Rodriguez ha espresso \u201csorpresa e irritazione\u201d per l\u2019annuncio del Dipartimento di Stato che \u201cindica \u2013 ha scritto \u2013 una continuit\u00e0 dell\u2019attuale amministrazione statunitense con la politica di Donald Trump\u201d. Soprattutto perch\u00e9, ha aggiunto, questo significa la permanenza di 243 misure coercitive imposte da Trump a Cuba, che soffre da quasi 60 anni per un bloqueo economico unilaterale di Washington.<\/p>\n<p>Solo tra aprile 2019 e marzo 2020, le perdite causate da questa politica all\u2019isola pi\u00f9 grande delle Antille \u201channo superato i cinque miliardi di dollari, il che rappresenta una cifra record per un solo anno\u201d. I danni inferti alla rivoluzione durante i quasi sei decenni di blocco ammontano a 144 miliardi di dollari. Per aumentare ulteriormente la pressione sull\u2019Avana, Trump ha deciso perci\u00f2 di inserire Cuba nella lista dei paesi che non collaborano nella lotta al terrorismo. Dal 1992, l\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite approva annualmente una risoluzione che condanna e chiede la fine del blocco degli Stati Uniti contro Cuba, un criminale impedimento al libero sviluppo dell\u2019economia cubana, dedicato a costruire medici e non strumenti di guerra. Il voto si ripeter\u00e0 il 23 giugno, e il governo nordamericano cerca di imporre anche quest\u2019anno la propria politica dei fatti compiuti, in continuit\u00e0 sostanziale con le scelte del precedente governo Trump.<\/p>\n<p>La politica dei fatti compiuti, imposta mediante l\u2019esautoramento delle istituzioni internazionali quando queste non si piegano ai voleri dell\u2019imperialismo USA, \u00e8 un altro degli strumenti ormai pienamente dispiegati contro i governi che devono essere distrutti o sottomessi, dentro e fuori l\u2019America Latina. La stessa politica portata avanti da Israele contro l\u2019eroico popolo palestinese, come si \u00e8 visto con i massacri di questi giorni a Gaza. Massacri che, per\u00f2, per la prima volta, paiono risvegliare le coscienze addormentate dalla propaganda internazionale, che obnubila l\u2019asimmetria tra dominanti e dominati, cos\u00ec come occulta quella insita nella contraddizione tra capitale e lavoro, criminalizzando il diritto dei popoli e degli sfruttati alla rivolta.<\/p>\n<p>Mentre, infatti, i padroni della rete si dedicano a sanzionare chi mostra le immagini della repressione e dei massacri che indicano un medesimo nemico da una parte all\u2019altra del sistema globalizzato, i governanti e i loro articolati si scambiano \u201cconsigli\u201d diretti su come perfezionare l\u2019eliminazione dell\u2019avversario di classe, motivandola con gli argomenti di cui sopra. \u201cPiombo, piombo per difendere le persone perbene\u201d, scrivono gli uribisti in Colombia, incitando ai massacri dei manifestanti, definiti \u201cterroristi\u201d che impediscono il libero fluire dell\u2019economia mediante i blocchi stradali.<\/p>\n<p>Che tipo di economia si decida in Colombia e chi debba pagarne i costi, \u00e8 dimostrato da una protesta che dura ormai da un mese e che sta riunendo tutti quei settori che non hanno pi\u00f9 niente da perdere se non le proprie catene. Le classi dominanti lo sanno e difendono i propri privilegi, motivando il persistere di quell\u2019apparato repressivo che, in un mese di protesta popolare ha torturato, violentato e fatto scomparire i giovanissimi e giovanissime manifestanti.<\/p>\n<p>Le manifestazioni che si stanno svolgendo in quasi tutti i paesi dove vivono le comunit\u00e0 colombiane, cresciute negli anni proprio a causa delle politiche di esclusione e repressione, denunciano il perpetrarsi di quotidiane violazioni di quei \u201cdiritti umani\u201d usati come arma contro i governi che, come Cuba e Venezuela, li hanno invece messi al primo posto, dedicandosi a garantire prima di tutto i diritti elementari.<\/p>\n<p>Lo vediamo in Paraguay, dove l\u2019uccisione di due ragazzine \u00e8 stata presentata come un\u2019azione antiterrorista contro la guerriglia dell\u2019Esercito del popolo, e dove si cerca ancora una quindicenne figlia di prigionieri politici, Lichita, fatta scomparire durante un\u2019operazione dei militari. Una barbarie erede della lunga e feroce dittatura di Alfredo Stroessner, patrocinata dagli Stati Uniti, i cui meccanismi hanno continuato ad agire anche nel presente, rendendo impossibile ogni cambiamento vero.<\/p>\n<p>Lo vediamo in Per\u00f9, dove con il pretesto del \u201critorno del terrorismo\u201d si cerca di compattare tutta la destra, e impedire la vittoria di Pedro Castillo, il dirigente dei maestri risultato vincitore al primo turno delle presidenziali, ma con un numero di voti insufficienti per battere la seconda classificata, Keiko Fujimori. La figlia del dittatore ora cerca di evitare il carcere dove dovrebbe finire per corruzione e malversazione aggravata e ha dalla sua tutto l\u2019arco di forze reazionarie o finto-progressiste timorose che possa cambiare qualcosa in Per\u00f9 a favore dei settori popolari.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, tutte le forze reazionarie si stanno coalizzando usando una volta ancora lo spettro della passata guerra di classe e attribuendo alla \u2013 peraltro scomparsa \u2013 guerriglia di Sendero Luminoso il massacro di 14 persone, tra cui diversi bambini. In questo modo, si pu\u00f2 giustificare il persistere dell\u2019economia di guerra e degli apparati che la dirigono, e che hanno portato in carcere anche gli avvocati difensori dei prigionieri politici mediante la pretestuosa Operazione Olimpo.<\/p>\n<p>Che cosa si rimette in moto quando la destra torna a governare in America Latina, lo si \u00e8 visto in Brasile, in Bolivia con il golpe contro Morales, e lo si vede ora in Ecuador, dove il banchiere Lasso sta terminando l\u2019opera di demolizione delle politiche messe in campo da Correa, demolizione iniziata con il tradimento di Lenin Moreno. All\u2019assunzione d\u2019incarico di Lasso c\u2019\u00e8 stata l\u2019esibizione di quella internazionale reazionaria che anima con ogni mezzo il conflitto di classe in America Latina e i cui fili sono tirati ovviamente dall\u2019imperialismo nordamericano.<\/p>\n<p>La presenza dei golpisti venezuelani ne \u00e8 stata la manifestazione pi\u00f9 evidente. Guaid\u00f3 e la sua banda di ladroni all\u2019estero hanno cercato appoggio per tentare anche l\u2019arrembaggio alla rete Telesur. Per usurparne e inquinarne i contenuti, hanno creato un falso account, denunciato da una campagna internazionale ancora in corso. Uno dei centri principali delle strategie golpiste \u00e8 l\u2019ambasciata nordamericana in Colombia, dal momento che non ne esiste pi\u00f9 una operativa in Venezuela.<\/p>\n<p>Le recenti dichiarazioni di James Story, ambasciatore degli Stati Uniti per il Venezuela, che opera dalla sua sede in Bogot\u00e0, lo hanno una volta di pi\u00f9 confermato in modo plateale. Story, infatti, ha anticipato la composizione dei \u201cmediatori\u201d dell\u2019estrema destra venezuelana e i termini nei quali avrebbero avuto facolt\u00e0 di agire negli incontri con il governo legittimo di Nicolas Maduro, impegnato in una nuova tornata di dialogo anche con Guaid\u00f3 e compari.<\/p>\n<p>Il governo bolivariano ha posto tre condizioni, tre punti chiave, ha detto Maduro: la revoca di tutte le sanzioni, il riconoscimento dell\u2019Assemblea nazionale nata dalle elezioni del 6 dicembre 2020 e di tutti i poteri costituiti, e la restituzione dei conti bancari e degli attivi sequestrati all\u2019estero alle istituzioni dello Stato venezuelano. Punti sui quali cerca di interferire l\u2019amministrazione nordamericana per imporre l\u2019agenda dei golpisti, necessaria per riportare indietro l\u2019orologio della storia anche in Venezuela e per imporre al ricco territorio bolivariano il modello imperialista dell\u2019economia di guerra, architrave \u2013 com\u2019\u00e8 noto \u2013 delle politiche statunitensi.<\/p>\n<p>Il bilancio militare degli Stati Uniti rappresenta il 39% di tutti quelli del pianeta. Nel 2020, le spese militari statunitensi hanno raggiunto i 778 miliardi di dollari, cio\u00e8 il triplo di quelle cinesi (252 miliardi). L\u2019asse Washington-Bogot\u00e0-Tel Aviv, con il suo esercito di milizie per la sicurezza privata, centri di controllo satellitare, centri studi e giornalisti prezzolati, \u00e8 fondamentale per mantenere il controllo dell\u2019America Latina e contrastare l\u2019influenza della Cina e della Russia nel continente.<\/p>\n<p>Per estendere il loro controllo a livello globale, gli Usa si servono della rete diplomatico-consolare, dei centri di intelligence, delle basi militari offshore dislocate nei cinque continenti, ma anche di un altro comparto strategico: gli uffici di collegamento che fanno capo alle forze di contrasto USA e che agiscono all\u2019interno delle ambasciate. Strumenti pi\u00f9 agili e disinvolti delle stesse basi militari, che comunque per essere allestite richiedono il consenso del paese ospitante.<\/p>\n<p>Avamposti all\u2019estero delle agenzie federali per la sicurezza che agiscono come \u201cantenne\u201d di ricezione, controllo e contrasto delle politiche \u201cnemiche\u201d e di potenziali minacce alla sicurezza Usa.<\/p>\n<p>Come ha rivelato anche il <em>Newsweek<\/em>, nell\u2019ultimo decennio il Pentagono ha messo su un vero e proprio esercito parallelo di 60.000 civili, militari, prevalentemente appartenenti alle forze speciali, e contractors. Effettivi che agiscono sotto copertura e che traggono la loro principale manovalanza nei paesi dell\u2019America latina, uno dei grandi scenari per le guerre di nuovo tipo, principalmente rivolte contro il conflitto di classe. Una parte corposa di questi effettivi occulti \u00e8 costituita da specialisti di intelligence, linguisti, esperti nella guerriglia digitale, nell\u2019hackeraggio e nella manipolazione dei media. La cifra d\u2019affari manovrata da un pugno di agenzie governative nordamericane che agiscono nell\u2019ombra ammonta a circa 900 milioni di dollari in termini di appalti e contratti erogati a oltre un centinaio di aziende private che ne devono supportare l\u2019intera attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono queste reti che forniscono il carburante alle campagne mercenarie contro i governi da assoggettare, sia in termini militari che mediatici. Da questi centri parte la diffusione di statistiche e annunci che devono pesare sulla politica di un determinato paese. E cos\u00ec, ecco che il ricercato Julio Borges, ha annunciato come una propria vittoria una prossima Conferenza Internazionale dei Donanti, indetta dal Canada il 17 giugno a favore dei migranti venezuelani, a cui Biden ha confermato il finanziamento l\u20198 marzo.<\/p>\n<p>Finanziamento che, ovviamente, andr\u00e0 a quelle politiche per la sicurezza di cui si nutrono i governi subalterni a Washington e le istituzioni che, come l\u2019Unione Europea, li sostengono, diventando improvvisamente generose come non sono affatto nei confronti dei popoli e dei migranti dei propri paesi. Quasi un anno fa, una conferenza analoga aveva fruttato un bel bottino alla banda di Guaid\u00f3: 2.544 milioni di euro, 595 milioni dei quali, erogati direttamente e in gran parte finiti nelle capaci tasche degli autoproclamati.<\/p>\n<p>In questi giorni, una dozzina di paesi latinoamericani si \u00e8 riunita a Lima al riguardo, per emettere l\u2019ottava Dichiarazione Congiunta del Processo di Quito, sottoscritta in presenza di delegati dell\u2019agenzia Onu per i rifugiati (Acnur) e dell\u2019Organizzazione per le Migrazioni (Oim) insieme agli Stati destinatari di queste politiche.<\/p>\n<p>Il Processo di Quito \u00e8 un altro capitolo di quelle istituzioni artificiali creato contro il Venezuela bolivariano nel 2018 per iniziativa dell\u2019Ecuador di Moreno. Con la presidenza pro-tempore del Per\u00f9 ha incluso il Regno Unito, l\u2019Italia, il Banco Interamericano di Sviluppo (Bid) come nuovi membri del Gruppo di Amici formato prima da Spagna, Paesi Baschi, Svizzera, Germania, Francia, Unione Europea, Stati Uniti e Canada, che ora organizza, appunto, la nuova Conferenza dei Donanti. Altri paesi membri sono Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guyana, M\u00e9xico, Paraguay, Panam\u00e1, Rep\u00fablica Dominicana, Per\u00fa e Uruguay. Ora la presidenza passa al Brasile di Bolsonaro.<\/p>\n<p>Il Gruppo di Amici formato da otto paesi della cosiddetta Comunit\u00e0 Internazionale, istituito nella settima riunione, partecipa a riunioni plenarie e spazi tecnici e agisce anche sull\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) dalla quale, non a caso, stanno partendo di nuovi attacchi al Venezuela.<\/p>\n<p>Traffici che hanno avuto un ulteriore corso durante gli \u201cincontri bilaterali\u201d per l\u2019assunzione d\u2019incarico del banchiere Lasso in Ecuador, patrocinati dalla rappresentante degli Stati Uniti, Julie Chung. Un ulteriore escamotage per sottrarre altri miliardi al popolo venezuelano e per contrastare con la menzogna le stesse statistiche di una firma non certo a favore del socialismo com\u2019\u00e8 quella di Torino Economics, patrocinata dalla Banca di investimenti Torino Capitale, che si dedica ad analizzare i fatti economici e politici rilevanti per il mercato in Argentina, Ecuador, Bolivia e Venezuela.<\/p>\n<p>Dopo essersi rammaricata perch\u00e9 l\u2019azione delle istituzioni artificiali come il gruppo di Lima non abbia prodotto risultati contro il governo Maduro, l\u2019istituto di analisi ha comunque quantificato i danni prodotti all\u2019economia venezuelana dalle misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti, ha descritto lo scontro in corso fra le varie tendenze politiche dell\u2019amministrazione Biden circa un loro incremento o una loro sospensione, e ha dovuto riconoscere l\u2019efficacia delle politiche contro il bloqueo messe in atto dal governo bolivariano. E ha previsto una ripresa per l\u2019economia venezuelana.<\/p>\n<p>Ma per evitare che il Venezuela si stabilizzi e continui a sviluppare la sua \u201cdiplomazia di pace con giustizia sociale\u201d all\u2019interno delle alleanze che, con Cina e Russia al centro, si muovono per la costruzione di un mondo multicentrico e multipolare, vediamo una nuova poderosa alzata di scudi a livello internazionale, animata dalle lobby al soldo di Washington: a cominciare da Amnesty International, che ha protestato perch\u00e9 il governo argentino, tornato al progressismo, ha deciso di sfilarsi dalla denuncia presentata alla Corte penale internazionale contro Maduro dall\u2019arco dei governi conservatori, che si considerano \u201cdifensori dei diritti umani\u201d.<\/p>\n<p>Uno scontro che si fa evidente anche all\u2019interno del Mercosur, dove le forze conservatrici spingono perch\u00e9 si ratifichi l\u2019accordo di libero commercio con l\u2019Europa, si ratifichi l\u2019esclusione del Venezuela, e si determini il passaggio definitivo nel campo di Washington. Per impostare il nuovo multilateralismo modello nordamericano nella regione, il presidente della Banca interamericana di sviluppo, Mauricio Claver-Carone, \u00e8 arrivato a Quito, nel suo primo viaggio in America latina. Ha incontrato il banchiere Lasso e vari membri del suo governo e ha promesso oltre 1.000 milioni di dollari nel 2021.<\/p>\n<p>Si tratta \u2013 ha spiegato Carone \u2013 di 553 milioni di dollari per rafforzare l\u2019amministrazione doganale e fiscale, migliorare la connettivit\u00e0 digitale, rafforzare l\u2019accesso alla giustizia, migliorare l\u2019interconnessione energetica con il Per\u00f9 e fornire anche un meccanismo finanziario che faciliti l\u2019acquisto di vaccini. E poi, un prestito di 500 milioni di dollari per cosiddetti programmi sociali dedicati ai pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>Come dire: una volta deciso chi comanda, apriamo i cordoni della borsa. In che modo, lo si \u00e8 visto in Cile durante il secondo governo Pi\u00f1era, che aveva vinto in base alle stesse trappole retoriche secondo cui solo i banchieri possono salvare dalle crisi che le loro politiche provocano, come abbiamo visto con Draghi in Grecia, eccetera eccetera.<\/p>\n<p>In assenza di una forte organizzazione di classe che faccia crescere la coscienza del proletariato e attragga a s\u00e9 anche altri settori popolari impoveriti, la trappola funziona sempre. Per questo, occorre demonizzare e demolire chi cerca di costruire un\u2019alternativa, come il Venezuela e prima ancora Cuba. E anche quando la conclamata crisi delle politiche neoliberiste e della democrazia borghese porta a una ripresa delle forze alternative, come si \u00e8 visto in Cile con la vittoria dei comunisti in importanti bastioni comunali, bisogna occultare la realt\u00e0 della democrazia partecipata e protagonista del Venezuela, che resiste da 22 anni.<\/p>\n<p>Un processo messo in moto dall\u2019approvazione dell\u2019Assemblea nazionale costituente che, nel 1999, ha licenziato la nuova Carta Magna e ha messo al centro il potere popolare. Il messaggio \u00e8 semplice: con o senza rivoluzione, con o senza dittatura del proletariato, il socialismo non deve passare, lasciate manovrare il solito manovratore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026 contro il socialismo latinoamericano. di\u00a0Geraldina Colotti In nome della \u201clotta al terrorismo\u201d, dalla Colombia al Paraguay, dal Cile al Per\u00f9, fino a Bolivia e Venezuela ritornano le sparizioni forzate, le torture, l\u2019uso di paramilitari travestiti da civili e una diplomazia a senso unico che cerca di delegittimare ad ogni costo i governi popolari. 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