{"id":4441,"date":"2021-09-05T18:11:41","date_gmt":"2021-09-05T16:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4441"},"modified":"2021-09-05T18:11:41","modified_gmt":"2021-09-05T16:11:41","slug":"insorgere-dalla-fabbrica-in-poi-di-alberto-zoratti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/insorgere-dalla-fabbrica-in-poi-di-alberto-zoratti\/","title":{"rendered":"Insorgere. Dalla fabbrica in poi &#8211; di Alberto Zoratti"},"content":{"rendered":"<p>27 Agosto 2021<br \/>\nLe metafore belliche banalizzano le questioni sociali e politiche, ma la posizione di Confindustria non pu\u00f2 non essere considerata un vero e proprio atto di guerra contro chi lavora. Dopo aver preteso la continuit\u00e0 della produzione anche nei momenti peggiori della pandemia, oggi gli imprenditori pretendono che i costi della crisi siano pagati da lavoratrici e lavoratori, pura variabile dipendente dai profitti e dai dividendi degli azionisti. Il caso della Gkn \u00e8 diventato la prima linea di questo scontro frontale, dove la lotta di classe portata avanti dall\u2019unica classe con piena consapevolezza di esserlo spinge a una sempre maggiore precarizzazione e frantumazione del mondo del lavoro. Per questo \u00e8 importante esserci, in tutti i modi possibili, perch\u00e9 la fabbrica e le storie che contiene non rimangano un pezzo di cronaca, ma diventino parte della storia di questo Paese. A settembre si cercher\u00e0 di allargare la lotta, le altre fabbriche, ma soprattutto gli altri territori dovranno giocare la loro partita, creando gruppi di sostegno, organizzando iniziative, eventi, mobilitazioni perch\u00e9 #insorgiamo non rimanga semplicemente un hashtag da far circolare sui social.<br \/>\nLa fabbrica \u00e8 come un grande bestione addormentato, con un metabolismo basale ridotto al minimo per evitare che dal letargo passi, velocemente, a miglior vita. Lo avverti soprattutto alla notte, sotto la luce dei riflettori che illumina gli ampi spazi esterni animati dalle decine di persone, tra operai e solidali, mobilitati per evitare che la Gkn diventi bersaglio di una propriet\u00e0 che, dopo aver cercato di azzerarla, potrebbe farla sgomberare con ogni mezzo necessario.<!--more--><\/p>\n<p>Il 9 luglio, quando il consiglio di amministrazione del fondo Melrose decise di chiudere lo stabilimento da un giorno all\u2019altro con una semplice email, \u00e8 stato il primo momento in cui si \u00e8 concretizzato l\u2019avviso comune firmato dalle parti sociali poco pi\u00f9 di una settimana prima a Roma che, sbloccando i licenziamenti, ha di fatto aperto le cataratte di un\u2019alluvione ormai alle porte del sistema Italia.<\/p>\n<p>Al nome Gkn si sono associati la Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, la Timken di Brescia, con i licenziamenti oramai confermati dal fondo finanziario Quantum, e che si va ad associare alle decine di crisi industriali che vedono, tra i casi oramai storici, la Whirlpool di Napoli.<\/p>\n<p><strong>In attesa delle prossime crisi e che alla fine di ottobre si sblocchi il comparto tessile e abbigliamento, con effetti che impatteranno anche a pochi chilometri dalla stessa Gkn, nel comprensorio tessile di Prato.<\/strong><\/p>\n<p>Spesso le metafore belliche banalizzano le questioni sociali e politiche, ma la posizione di Confindustria non pu\u00f2 non essere considerata un vero e proprio atto di guerra contro il mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Dopo aver preteso la continuit\u00e0 della produzione anche nei momenti peggiori della pandemia, oggi da viale dell\u2019Astronomia l\u2019ulteriore pretesa \u00e8 che i costi della crisi siano pagati da lavoratrici e lavoratori, oramai variabile dipendente dai profitti e dai dividendi degli azionisti.<\/p>\n<p><strong>E il caso Gkn \u00e8 diventata la prima linea di questo scontro frontale, dove la lotta di classe portata avanti dall\u2019unica classe con piena consapevolezza di esserlo spinge a una sempre maggiore precarizzazione e frantumazione del mondo del lavoro.<\/strong><\/p>\n<p>Aver sbloccato i licenziamenti \u00e8 stato l\u2019omaggio portato a Confindustria come scorciatoia per l\u2019uscita dalla crisi, scaricandone i costi sociali sulla collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>E averlo fatto dopo decenni disarticolazione dei diritti del lavoro, non ultimi il Jobs Act e l\u2019ulteriore indebolimento dei contratti a tempo determinato deciso nel luglio scorso, mentre dal Governo e Parlamento fioccava la solidariet\u00e0 agli operai Gkn, \u00e8 da considerarsi non solo irresponsabile, ma ai limiti del criminale, perch\u00e9 conferma la visione neoliberista e opportunistica del Governo dei migliori. Si \u00e8 preferito correre nel lasciare mano libera alle imprese, mettendo in secondo piano le vere priorit\u00e0: una seria riforma del welfare, o questioni come il reddito universale, il salario minimo e la riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario.<\/p>\n<p><strong>Il tutto, tra l\u2019altro, senza un vero e proprio piano industriale capace di dare gambe a una reale conversione ecologica nonostante le decine di miliardi del PNRR e all\u2019interno di un sistema in cui non esistono tutele dalla facilit\u00e0 di delocalizzare e dalla libera circolazione dei capitali.Ma averlo fatto, per di pi\u00f9, senza una visione di Paese \u00e8 da considerarsi non solo irresponsabile, ma ai limiti del criminale.<\/strong><\/p>\n<p>La bozza di decreto Orlando \u2013 Todde \u00e8 figlia di questo disastro, nata con l\u2019obiettivo retorico di spingere sulla responsabilit\u00e0 sociale delle imprese, ma senza nessun vero impianto sanzionatorio per chi decide di chiudere per produrre altrove, con un approccio solamente procedurale e per nulla politico della gestione delle questioni aziendali.<\/p>\n<p>Con l\u2019alibi, contestabile, che le normative europee, ispirate agli indirizzi dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio, impedirebbero limiti alla libert\u00e0 di impresa all\u2019interno dei confini dell\u2019Unione Europea, favorendo la competizione tra i Paesi UE tra chi \u00e8 capace di attrarre pi\u00f9 investimenti.<\/p>\n<p>Del resto se in Polonia il costo del lavoro \u00e8 pi\u00f9 basso, i diritti meno tutelati e l\u2019energia meno costosa (anche per l\u2019ampio ricorso al carbone come fonte energetica) le imprese l\u00e0 guardano per consolidare i propri profitti.<\/p>\n<p>E l\u2019ulteriore baluardo di chi difende l\u2019indifendibile, al di l\u00e0 delle norme europee, \u00e8 l\u2019\u2019interpretazione faziosa della nostra Costituzione, perch\u00e9 se \u00e8 vero che l\u2019articolo 41 sottolinea che \u201cl\u2019iniziativa economica privata \u00e8 libera\u201d si omettono altre parti rilevanti della Carta costituzionale, come il fatto che non possa svolgersi in contrasto con l\u2019utilit\u00e0 sociale e che non possa recare danno alla dignit\u00e0 umana, e si tende sempre a omettere l\u2019articolo 42, dove si sottolinea che una volta persa la funzione sociale, la propriet\u00e0 pu\u00f2 persino essere espropriata dallo Stato.<\/p>\n<p>E l\u2019indennit\u00e0? Potrebbe non essere automatica, secondo alcune interpretazioni giuridiche, come quelle dell\u2019ex giudice della Corte Costituzionale Paolo Maddalena.<\/p>\n<p>E la rimozione, chiss\u00e0 perch\u00e9, c\u2019\u00e8 anche per altri articoli come il 4 o il 36, dove si fa presente che l\u2019occupazione dovrebbe garantire un\u2019esistenza libera e dignitosa. Lapsus ben poco freudiani e molto funzionali a un\u2019interpretazione ideologica del diritto costituzionale e del diritto del lavoro.<\/p>\n<p><strong>La vertenza Gkn apre uno spazio politico senza precedenti che va oltre la necessaria difesa di un futuro per i 500 lavoratori e lavoratrici coinvolti. Rimette al centro di un Paese normalizzato dai conflitti la questione dei rapporti di forza tra capitale e lavoro e tra capitale e pianeta, e la necessit\u00e0 di cominciare a lavorare in modo serrato per un loro ribaltamento.<\/strong><br \/>\nInsorgiamo con i lavoratori GKN<\/p>\n<p>In questo un ruolo fondamentale dovr\u00e0 essere giocato dai territori e dalle loro comunit\u00e0, dove gli impatti del liberismo e della libert\u00e0 di fare profitti sono pi\u00f9 pesanti: non sar\u00e0 sufficiente creare gruppi di sostegno al collettivo di fabbrica Gkn e iniziative locali di mobilitazione e di sensibilizzazione, ma si dovranno creare le condizioni per una messa in rete di tutte le vertenze del territorio per far crescere una massa critica capace di opposizione sociale e di visione alternativa.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 solo una prima tappa, in questo periodo distopico di pandemie della nuova era dell\u2019antropocene, ma un piccolo passo \u00e8 sempre un ottimo incipit della lunga marcia che tutte e tutti siamo chiamati ad affrontare, dove le parole conflitto, ribaltamento dei rapporti di forza, diritti del lavoro e trasformazione ecologica dovranno diventare l\u2019asse trainante dell\u2019alternativa sociale che bisogner\u00e0 mettere in piedi.<\/p>\n<p data-a2a-url=\"https:\/\/comune-info.net\/insorgere-dalla-fabbrica-in-poi\/\" data-a2a-title=\"Insorgere. 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