{"id":4444,"date":"2021-09-05T18:15:00","date_gmt":"2021-09-05T16:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4444"},"modified":"2021-09-05T18:15:00","modified_gmt":"2021-09-05T16:15:00","slug":"il-grido-della-terra-di-alberto-castagnola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/il-grido-della-terra-di-alberto-castagnola\/","title":{"rendered":"Il grido della terra &#8211; di Alberto Castagnola"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2020 la temperatura media registrata in Russia ha superato di 3,22 gradi quella del periodo 1961-1990, mentre la banchisa artica vede sciogliersi a grande velocit\u00e0 i ghiacci che la ricoprono almeno d\u2019inverno.<\/p>\n<p>Intanto si constata che le conoscenze delle caratteristiche del permafrost nell\u2019intera area sono ancora poco conosciute. Sembra non si conoscano le emissioni di anidride carbonica e di metano durante l\u2019inverno, perch\u00e8 le rilevazioni vengono effettuate solo d\u2019estate.<\/p>\n<p>Un altro esempio di informazione incompleta \u00e8 la valutazione dell\u2019aumento dei livelli dei mari, poich\u00e8 mancano le rilevazioni in molti dei paesi africani. Altre carenze riguardano ancora correnti e temperature delle acque marine al di sotto dei 2000 metri di profondit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 invece ben documentato l\u2019aumento delle emissioni di gas serra causato dai consumi energetici. Secondo l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia, Aie, nel 2021 le emissioni di gas ad effetto serra causate dalla produzione e dal consumo di energia supereranno i livilli del periodo precedente all\u2019epidemia, a causa della ripresa della domanda dicombustibili fossili, in particolare dal carbone.<!--more--><\/p>\n<p>Inoltre questa ripresa non sar\u00e0 compensata da un aumento dell\u2019energia da fonti rinnovabili, che non hanno ancora raggiunto le dimensioni necessarie.<\/p>\n<p><strong>Intanto una temperatura record di 101 gradi centigradi sottozero \u00e8 stata registrata da un satellite mentre sorvolava l\u2019sola di Nauru, nell\u2019oceano Pacifico, il 29 dicebre 2018.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal caldo mare tropicale sottostante si era sollevato un flusso d\u2019aria che ha superato i venti chilometri di altezza.\u00a0<\/strong>L\u2019aria ha poi assunto una forma a incudine, e ha continuato a salire formando una ulteriore protuberanza. Secondo la fonte qui utilizzata, strutture di questo tipo producono tempeste estreme al livello del mare, accompagnate da grandinate violente e da un numero rilevante di fulmini.<\/p>\n<p>Questi eventi sono ovviamenti pericolosi per le persone che vivono nell\u2019area, ma non sono abbastanza conosciuti a livello delle ricerche.<\/p>\n<p>Infine, dopo oltre 6o anni, il ghiacciaio Muldrow, in Alaska, ha cominciato a muoversi pi\u00f9 rapidamente. Si trova sul lato nord orientale del Monte Denali, (ex McKinley) che con i suoi 6190 metri \u00e8 la vetta pi\u00f9 alta del Nordamerica. Questo specie di fiume ghiacciato in certi periodi comincia a muoversi da 50 a 100 volte pi\u00f9 velocemente del solito e pu\u00f2 avanzare anche di sessanta metri al giorno.<\/p>\n<p>Il fenomeno \u00e8 del tutto naturale, poich\u00e8 nel corso degli anni dell\u2019acqua rimane intrappolata alla base del ghiacciao, mentre nella parte superiore si deposita lentamente sempre pi\u00f9 ghiaccio.<\/p>\n<p>Quando la massa ghiacciata supera un certo limite, l\u2019intero ghiacciaio comincia a scorrere ridistribuendo la sua massa. L\u2019ultima accelerazione risaliva al 1956, e quindi una ripresa del movimento era attesa.<\/p>\n<p>Invece in futuro si potrebbe modificare l\u2019intera situazione, perch\u00e8 l\u2019aumento della temperatura potrebbe assottigliare la massa ghiacciata, rendendola meno in grado di causare l\u2019accelerazione. Il fenomeno quindi potrebbe non ripetersi pi\u00f9 o verificarsi solo ad intervalli maggiori.<\/p>\n<p><strong>Alcuni fenomeni stanno assumendo rilevanza globale e dovranno essere seguiti con la massima attenzione.\u00a0<\/strong>Le foreste dell\u2019Africa centrale sono diventate pi\u00f9 vulnerabili e alcuni ricercatori hanno creato una mappa delle foreste in cinque paesi: Camerun, Gabon, Congo, Repubblica Democratica del Congo e repubblica Centro africana, analizzando i rischi legati alla pressione antropogenica e e alla crisi climatica.<\/p>\n<p><strong>Alcune aree sono vulnerabili a entrambe le cause, ad esempio lungo lacosta atlantica. Altre sono in sofferenza o per l\u2019una o per l\u2019altra causa. La foresta al confine tra Camerun, Congo e Gabon risulta invece in buona salute.<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019altra mappa \u00e8 stata creata a livello mondiale per far emergere l\u2019uso di pesticidi in agricoltura,(erbicidi, fungicidi e insetticidi),\u00a0 inserendo l\u2019uso di 92 sostanze attive in 168 paesi.<\/p>\n<p>Il 64 per cento della superficie agricola totale \u2013 oltre 24 milioni di\u00a0 chilometri quadrati \u2013 \u00e8 a rischio di inquinamento perl\u2019uso di pi\u00f9 di una sostanza, mentre il 31% \u00e8 considerato ad alto rischio. In Europa i paesi con la superficie a rischio pi\u00f9 ampia sono la Russia, l\u2019Ucraina e la Spagna.<\/p>\n<p>In Asia\u00a0 i paesi a rischio pi\u00f9 elevato sono la Cina e il Kazakistan.\u00a0 Le zone critiche a rischio pi\u00f9 elevato di un inquinamento da pesticidi\u00a0 sono in sette paesi, Sudafrica, Cina, India, Australia, Argentina, Messico ed Ecuador.<\/p>\n<p>Anche nelle analisi internazionali pi\u00f9 accurate vi \u00e8 un aspetto che viene quasi sempre trascurato, il suolo, un ecosistema che\u00a0 pure rappresenta un importante serbatoio di carbonio.<\/p>\n<p>Riportiamo i dati essenziali di un articolo di grande interesse (F. Bilotta, \u201cil suolo \u00e8 l\u2019ecosistema decisivo contro il risaldamento globale, L\u2019ExtraTerrestre del 22 aprile 2021) che incentiva ulteriori approfondimenti.\u00a0<strong>Si stima infatti che nei primi 30 centimetri di suolo del pianeta siano immagazzinati 680 miliardi di tonnellate di carbonio, il doppio della quantit\u00e0 presente nell\u2019atmosfera\u00a0<\/strong>e cifra\u00a0 superiore anche a quello contenuto in tutta la vegetazione terrestre. Sono necessari fino a mille anni per formare un centimetro di suolo con la sua componente organica, ma bastano pochi anni di pratiche di coltivazione scorrette per alterarne le funzioni.<\/p>\n<p><strong>La Fao calcola che un terzo dei terreni del pianeta \u00e8 degradato per la perdita di materia organica.\u00a0<\/strong>Siamo ormai nella condizione in cui i suoli cedono pi\u00f9 carbonio di quanto siano capaci di assorbire. In altre parole, una perdita dell\u20191,0% di carbonio da parte dei suoli europei equivale alle emissioni di un anno dei veicoli che circolano in Europa.<\/p>\n<p>Inoltre un terreno che non ha un manto vegetale \u00e8 esposto a fenomeni di erosione\u00a0 e rilascia grandi quantit\u00e0 di carbonio. Inoltre, si calcola che attualmente solo il 55% del carbonio emesso ogni anno viene assorbito dai sistemi naturali (suoli, oceani, vegetazione), mente il 45% finisce nell\u2019atmosfera e si aggiunge all\u2019anidride carbonica gi\u00e0 presente e da anni in fase di continuo aumento.<\/p>\n<p>In particolare, sono i suoli coperti da foreste a immagazzinare la maggiore quantit\u00e0 di carbonio,\u00a0 mentre i processi di deforestazione costituiscono una delle cause principali del rilascio e dell\u2019accumulo nell\u2019atmosfera dell\u2019anidride carbonica. Ne consegue che tutti i progetti territoriali di contrasto al cambiamento climatico\u00a0 passano attraverso la salvaguardia di boschi e foreste, Secondo l\u2019Accordo di Parigi dovremmo eliminare ogni anno dall\u2019atmosfera 20 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e un risultato di tale portata pu\u00f2 essere raggiunto solo aumentando il contenuto di carbonio nel suolo.<\/p>\n<p>L\u2019articolo fornisce anche una serie di informazioni sulle torbiere, oggi ancora sottoposte ad una molteplicit\u00e0 di tentativi di completare la loro sparizione, trasformandole in terreni da coltivare ad alto rendimento, mentre sarebbe essenziale salvaguardarle, proprio perch\u00e8 rappresentano circa il 30% del carbonio immagazzinato nei suoli.<\/p>\n<p><strong>Vi \u00e8 poi un fenomeno che di recente\u00a0 sta assumendo dimensioni preoccupanti. Negli ultimi sei anni, 12,6 mioni di persone nel mondo hanno lasciato la loro casa per trasferirsi in altra zona del loro paese.<\/strong><\/p>\n<p>L\u201980% degli \u201csfollati interni\u201d \u00e8 stato colpito da disastri naturali, legati a fattori climatici o meteorologici. Ad esempio, nell\u2019aprile del 2018 l\u2019Afghanistan \u00e8 stato colpito da una grave siccit\u00e0, che ha spinto 371mila persone\u00a0 a trasferirsi in accampamenti improvvisatiall\u2019interno del paese.<\/p>\n<p>Nel marzo dell\u2019anno successivo le piogge torrenziali hanno costretto altre 42mila persone a spostarsi sempre all\u2019interno del paese. Anche negli Stati Uniti il mercato immobiliare risente degli eventi climatici. Un sondaggio condotto su duemila statunitensi che si sono trasferiti per motivi climatici ha evidenziato le seguenti motivazioni: per il 49% il trasferimento era legato alla frequenza o all\u2019intensit\u00e0 dei disastri naturali; per il 48% alle temperature estreme; e per il 36% all\u2019aumento del livello del mare. Le case sul mare, ad esempio in Florida, cominciano a costare meno.<\/p>\n<p><strong>Infine, uno studio analizza gli spostamenti dell\u2019asse di rotazione terrestre verificatisi negli anni novanta. Si tratta di tre millimetri ogni anno durante quel decennio, ma appare dovuto alla riduzione delle masse d\u2019acqua sui continenti emersi, causati in parte dall\u2019uso delle falde acquifere sotterranee per scopi agricoli.<\/strong><\/p>\n<p>Lo studio non fornisce dati relativi ai due decenni successivi, ma l\u2019eventuale spostamento potrebbe essere stato causato dallo scioglimento dei ghiacci polari legato alla crisi climatica. Siamo in presenza di un nuovo fattore di rischio\u00a0 per il pianeta, finora non preso in considerazione nelle analisi degli ambientalisti.<\/p>\n<p><strong>Cause ed effetti dei processi inquinanti<\/strong><\/p>\n<p>Nuovi progetti di estrazione del petrolio potrebbero partire presto in una vasta area dell\u2019Africa meridionale. Nel nord est della Namibia, nella regione attraversata dal fiume Okavango, sono state realizzate le prime esplorazioni, ma i progetti riguardano anche la confinante Botswana.<\/p>\n<p><strong>La regione non \u00e8 densamente abitata, e i circa duecentomila abitanti sono addetti in gran parte ad assistere i rilevanti flussi turistic<\/strong>i, attratti dalla fauna che ancora popola il deserto del Kalahari. Si prevede che bacino potrebbe produrre complessivamente 120 miliardi di barili di petrolio e quindi richiederebbe la costruzione di molti pozzi nonch\u00e8 di strade e oleodotti.<\/p>\n<p>A fine maggio il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione\u00a0 di rendere\u00a0\u00a0 le normative sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria pi\u00f9 stringenti e allineate con le raccomandazioni dell\u2019OMS, controlli pi\u00f9 severi e la lista degli inquinanti pi\u00f9 esaustiva.<\/p>\n<p>I<strong>\u00a0limiti massimi di inquinamento fissati nel 2005 sono sistematicamente violati, ma nessuna delle procedure giudiziarie avviate \u2013 32 alla fine del 2019 in 20 Stati membri \u2013 si \u00e8 mai conclusa con una sanzione pecunaria o davanti alla Corte di Giustizia europea.<\/strong><\/p>\n<p>Molte delle questioni dirette a migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria restano aperte: sarebbe infatti necessario:<\/p>\n<ol>\n<li>a) fissare limiti pi\u00f9 severi per le polveri ultrasottili (Pm 2,5)<\/li>\n<li>b) fissare nuovi limiti per il biossido di azoto (NO2), il mercurio e l\u2019ammoniaca,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 c) fissare limiti su inquinanti ancora non regolati come le microplatiche che si originano dagli pneumatici e il black carbon ((nero di carbonio) prodotto dalla combustione incompleta di stufe e diesel,ma tutto ci\u00f2 non potr\u00e0 avvenire prima del 2022, data la complessit\u00e0 della burocrazia europea.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Parlamento chiede quindi alla Commissione di<\/p>\n<ol>\n<li>ridurre fortemente le emissioni delle industrie e le deroghe per gli impianti di energia a carbone e per i cementifici che bruciano rifiuti per produrre energia<\/li>\n<li>limiti pi\u00f9 severi per l\u2019ammoniaca, che per il 90% proviene dall\u2019agricoltura intensiva<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>La pessima qualit\u00e0 dell\u2019aria in gran parte dell\u2019Europa causa ogni anno pi\u00f9 di 450mila morti premature (379mila causate dalle polveri ultrasottili, 54mila dal biossido d\u2019azoto e 19.400 dall\u2019ozono), anche se le morti premature si sono dimezzate rispetto al 1990.<\/strong><\/p>\n<p>Anche\u00a0 gli ecosistemi sono colpiti: lo smog contamina acqua e suolo, gli ossidi di azoto, di zolfo e ammoniaca causano eutrofizzazione e acidificazione, l\u2019ozono danneggia le piante, ne limita la crescit\u00e0 e la biodiversit\u00e0, mentre diversi inquinanti sono dei gas ad effetto serra.<\/p>\n<p>Cominciano i buoni affari con le emissioni dannose per l\u2019ambiente. Colossi dell\u2019energia come Exxon Mobil e Royal Dutch Shell hanno puntato sulla tecnologia di cattura e stoccaggio dell\u2019anidride carbonica nel sottosuolo per ridurre le loro emissioni e quelle dei loro clienti.<\/p>\n<p>A marzo scorso la Shelle, la Total e la Equinor hanno lanciatoinsieme una iniziativa, la Northern Lights, finanziata anche dal governo norvegese, per stoccarla nelle profondit\u00e0 marine al largo della Norvegia.<\/p>\n<p>Quindi anche aziende che non appartengono al settore energetico pagheranno per la raccolta e lo stoccaggio delle loro emissioni di anidride carbonica. L<strong>a Exxon ha annunciato che creer\u00e0 una nuova unit\u00e0 per offrire questo servizio, in un mercato che secondo le sue previsioni, potrebbe raggiungere le dimensioni deiduemila miliardi di dollari entro il 2040<\/strong>. I<\/p>\n<p>ntanto ha proposto un piano pubblico-privato da 100 miliardi di dollari per seppellire nel Golfo del Messico 50 miliardi di metri cubi di anidride carbonica entro il 2030, mentre Elon Musk ha lanciato una gara per nuovi progetti in questo campo, con una donazione di 100 milioni di dollari per finanziare tali progetti.<\/p>\n<p>Sempre nel settore delle cause e degli effetti di attivit\u00e0 inquinanti, elenchiamo alcune notizie di notevole importanza e delle quali \u00e8 facile comprendere la Gravit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>A Fukushima si sta decidendo di versare in mare l\u2019acqua contaminata con la quale si sono raffreddati i reattori nucleari negli ultimi anni, poich\u00e8 i serbatoi sono ormai colmi.\u00a0 Ma l\u2019acqua\u00a0 potrebbe inquinare le acque del mare, con effetti terribili su animali e popolazioni rivierasche. <\/strong><\/p>\n<p>Le grandi banche in quattro anni hanno versato 3800 miliardi di dollari alle imprese che producono combustibili fossili. Molti altri dati sono contenuti in un articolo di Luca Manes apparso su l\u2019Extra Terrestre del primo aprile 2021.<\/p>\n<p>Sia la strategia finanziaria dei maggiori istituti di credito, sia le richieste dei principali gruppi petroliferi confermano che nulla \u00e8 ancora mutato\u00a0 nelle attivit\u00e0 industriali che producono due terzi delle emissioni dannose per l\u2019ambiente. Ne tanto meno suggeriscono che abbiano intenzione di effettuare cambiamenti strutturali nei prossimi anni, che purtroppo sono quelli cruciali per ottenere dei risultati significativi per il cambiamento climatico. Chiss\u00e0 se la COP 26 prender\u00e0 in considerazione indicatori di questa natura.<\/p>\n<p>Secondo il Rapporto Wnisr, World Nuclear Industry Status Report, produrre un chilovattora di elettricit\u00e0 nel 2020 \u00e8 costato, in media, 3,7 dollari, con l\u2019eolico 4,0 dollari, con il gas %,9, con il carbone 11,2\u00a0 e con il nucleare 16,3 dollari. E\u2019 inoltre sempre pi\u00f9 costoso costruire nuovi impianti nucleari; inoltre si impiega molto tempo per realizzarli e metterli in funzione, quindi in termini economici dovrebbe essere semplicemente esclusa ogni decisione di questo tipo.<\/p>\n<p>Una notizia positiva arriva dalla Scozia:<strong>\u00a0nel 2020 con le energie rinnovabili ha fornito il 97% dell\u2019energia consumata, ha raggiunto 7 milioni di famiglie e ha dato lavoro ad oltre 17.000 persone.\u00a0<\/strong>In effetti, tutte le fonti di energia rinnovabili hanno fatto registrare notevoi progressi a scala mondiale. Nel corso del 2020 sono stati installati oltre 260 gigawatt di nuova potenza, una crescita record che ha superato di quasi il 50% i risultati dell\u2019anno precedente. Il totale complessivo finora istallato \u00e8 di 2800 gigawatt, con un aumento del 105 rispetto\u00a0 al 2019.<\/p>\n<p>Notizie pi\u00f9 generali, ma sempre importanti dal punto di vista ambientale,\u00a0 vengono dalla Cina, che per la prima volta dal 1949 ha registrato un calo della popolazione, scendendo sotto gli 1,4 miliardi di persone registrati in quell\u2019anno. Infatti dal 2016 le coppie possono aver due figli, dopo la politica del \u201cfiglio unico, adottata nel 1979.<\/p>\n<p>In un libro di Pievani e Varotto, si illustrano con mappe una serie di previsioni riguardanti un fututo abbastanza lontano; a<strong>d esempio si vede la pianura padana completamente coperta dalle acque e una Sicilia desertificata.<\/strong>\u00a0Il titolo: \u201cViaggio nell\u2019Italia dell\u2019Antropocene\u201d, la geografia visionaria del nostro futuro, Aboca, 22 euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2020 la temperatura media registrata in Russia ha superato di 3,22 gradi quella del periodo 1961-1990, mentre la banchisa artica vede sciogliersi a grande velocit\u00e0 i ghiacci che la ricoprono almeno d\u2019inverno. Intanto si constata che le conoscenze delle caratteristiche del permafrost nell\u2019intera area sono ancora poco conosciute. 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