{"id":4447,"date":"2021-09-05T20:16:39","date_gmt":"2021-09-05T18:16:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4447"},"modified":"2021-09-05T20:16:39","modified_gmt":"2021-09-05T18:16:39","slug":"il-sogno-di-martin-luther-king-di-lorenzo-cipolla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/il-sogno-di-martin-luther-king-di-lorenzo-cipolla\/","title":{"rendered":"Il sogno di Martin Luther King &#8211; di Lorenzo Cipolla"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il 28 agosto 1963 il pastore protestante e attivista per i diritti umani Martin Luther King Jr. profer\u00ec le celebri parole &#8220;I have a dream&#8221;. Per l&#8217;occasione, In Terris ha intervistato lo storico Carlo Felice Casula<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>28 agosto del 1963<\/strong>, davanti a duecentocinquantamila persone giunte al Lincoln Memorial di\u00a0<strong>Washington<\/strong>\u00a0per la Marcia per il lavoro e la libert\u00e0, il pastore protestante e attivista per i diritti civili\u00a0<strong>Martin Luther King<\/strong>\u00a0in 17 minuti pronunci\u00f2 uno dei discorsi passati alla Storia del Novecento e racchiuso nell\u2019efficace formula\u00a0<em>\u201cI have a dream\u201d<\/em>, cio\u00e8 \u201cIo ho un sogno\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di un discorso storico di quella che \u00e8 probabilmente stata la principale figura, all\u2019interno del vasto mondo delle realt\u00e0 afroamericane impegnate nella lotta per i diritti, ispirato nel suo cammino e nei suoi ideali dal\u00a0<strong>messaggio evangelico<\/strong>\u00a0e dalla\u00a0<strong>nonviolenza<\/strong>\u00a0predicata ed esercitata da\u00a0<strong>Mohandas \u201cMahatma\u201d Karamchand Gandhi<\/strong>, quest\u2019ultimo punto di riferimento anche per il\u00a0<em>leader<\/em>\u00a0sudafricano\u00a0<strong>Nelson Mandela<\/strong>, a sua volta protagonista della fine del regime segregazionista dell\u2019apartheid nel suo Paese all\u2019inizio degli anni Novanta. Ed entrambi, sia King che Mandela, hanno ricevuto il\u00a0<strong>premio Nobel per la Pace<\/strong>, anche se a quasi trent\u2019anni di distanza. Il pastore battista della Georgia nel 1964, mentre il primo presidente di colore del Sud Africa nel 1993.<!--more--><\/p>\n<p>Quella che lo stesso pastore King,\u00a0<strong>assassinato poi il 4 aprile 1968 a Memphis<\/strong>, chiamava la sua \u201ccrociata per la giustizia\u201d condusse a conquiste epocali per la popolazione afroamericana statunitense e per l\u2019intero Paese: la legge\u00a0<em>Civil Rights Act<\/em>\u00a0del 1964, che dichiar\u00f2 illegale la discriminazione basata, tra le altre cose, sul colore della pelle, e proib\u00ec la segregazione razziale nella registrazione per le elezioni e nelle strutture e nei luoghi pubblici in generale; e\u00a0<em>Voting Rights Act<\/em>\u00a0del 1965, che proib\u00ec la discriminazione razziale nel voto.<\/p>\n<h3>L\u2019intervista<\/h3>\n<p>In occasione dell\u2019anniversario di quella giornata,\u00a0<em>In Terris<\/em>\u00a0ha intervistato il professore emerito di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma 3\u00a0<strong>Carlo Felice\u00a0 Casula<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Qual era il sogno di Martin Luther King?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl conseguimento per gli afroamericani e per le minoranze della piena cittadinanza e l\u2019ottenimento e la pratica dei diritti. Per capire tutto questo, occorre avere presente le due biografie di Martin Luther King, quella umana e quella politica\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chi era allora King e in quale contesto \u00e8 cresciuto?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cE\u2019 nato nel 1929 e cresciuto ad Atlanta, in Georgia, nel Sud degli Stati Uniti, in una famiglia di due generazioni di pastori protestanti: il padre e il nonno. Il suo nome, Martin Luther, \u00e8 gi\u00e0 una fotografia di questa situazione. Gli USA dove nasce e trascorre la sua infanzia sono il Paese che da essere il pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 sviluppato del mondo, con la crisi economica del \u201829 \u00e8 finito in miseria, in molti contesti urbani. Questa situazione accentu\u00f2 le difficolt\u00e0 degli strati pi\u00f9 poveri della popolazione, cio\u00e8 gli immigrati e gli afroamericani, ottant\u2019anni dopo l\u2019affrancamento dalla schiavit\u00f9. Negli Stati del Sud degli USA, le chiese delle confessioni protestanti rappresentavano per gli afroamericani gli unici spazi di socializzazione, creativit\u00e0 e gioia, pensiamo per esempio al gospel. King apparteneva a quello che potremmo chiamare \u201cceto medio\u201d e ha fatto gli studi universitari a Boston, nel cuore pulsante dell\u2019intellighenzia americana pi\u00f9 aperta, dove ha incontrato quella che poi diventer\u00e0 sua moglie, Coretta Scott. Terminati gli studi, la coppia si trova di fronte a un bivio: restare a Boston o tornare nel Sud degli Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quale delle due strade hanno preso?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cHanno fatto una scelta di vita, tornando nel Sud e iniziando da subito a impegnarsi nella lotta per l\u2019emancipazione e la liberazione degli afroamericani che vivevano in una situazione di profonda discriminazione. C\u2019era una separazione tra cittadini bianchi e cittadini neri che riguardava tanti diversi aspetti della societ\u00e0, dall\u2019istruzione \u2013 con le scuole separate \u2013 al trasporto pubblico, con mezzi riservati solo ai bianchi oppure con una netta suddivisione dei posti. Un evento importante nella vita di King \u00e8 la vicenda di Rosa Parks, la sarta afroamericana che a Montgomery, in Alabama, un altro dei Stati del Sud degli Usa, l\u20191 dicembre 1955 rifiut\u00f2 di cedere il posto che occupava a un passeggero bianco e pochi giorno dopo venne arrestata. Da questo episodio, che non fu il primo nel suo genere, scatur\u00ec un boicottaggio dal basso dei mezzi pubblici da parte della comunit\u00e0 afroamericana che dur\u00f2 pi\u00f9 di un anno, quando la Corte suprema decret\u00f2 che la segregazione razziale sui mezzi pubblici era incostituzionale. L\u2019episodio diede avvio a un decennio di impegno e di lotta che per King non si muoveva sul piano individuale, ma su quella della lotta nonviolenta che nasceva dal basso. Il riferimento ideale era la frase del Vangelo \u201cPorgi l\u2019altra guancia\u201d, non intesa per\u00f2 come un atto remissivo\u201d.<\/p>\n<p><strong>In che modo King seppe toccare i cuori e le menti di chi lo ascoltava?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa manifestazione del 28 agosto 1963 a Washington vide la presenza di diverse personalit\u00e0 americane, ad esempio del mondo della musica come la cantante gospel Mahalia Jackson e i cantautori folk Joan Baez e Bob Dylan, e venne seguita in diretta dall\u2019emittente statunitense Cbs, avendo cos\u00ec un grande impatto mediatico. In quest\u2019occasione King parl\u00f2 a braccio e come ha detto uno studioso americano, il suo discorso non aveva uno stile politico ma era come un\u2019omelia, con la predica, la ripetizione e il coinvolgimento degli uditori. Il \u201csogno\u201d di cui parlava era ampio, e andava dal destino di libert\u00e0 per gli afroamericani, alla giustizia sociale e ai diritti civili\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Quali sono stati i riferimenti ideali di King?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI suoi riferimenti sono stati essenzialmente evangelici e biblici, per via della sua grande conoscenza delle Sacre scritture, e Gandhi, che in India aveva sperimentato l\u2019efficacia della nonviolenza e della resistenza passiva. Cos\u00ec come Mandela, che a sua volta si \u00e8 ispirato al Mahatma. Forse la scelta della nonviolenza da parte di King deriva dal contesto di violenza diffusa nel suo Paese\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Oggi possiamo dire che il sogno di King si \u00e8 realizzato?<\/strong><\/p>\n<p>In parte s\u00ec, con i due mandati da presidente degli Stati Uniti di Barack Obama e attuale vicepresidenza di Kamala Harris. Credo per\u00f2 che sia King che gli esponenti pi\u00f9 radicali dell\u2019universo afroamericano come Angela Davis avessero la consapevolezza che il \u201csogno\u201d non si realizzava completamente con la conquista dei diritti civili \u2013 che a met\u00e0 degli anni Cinquanta negli USA erano fortemente compressi \u2013, ma anche con l\u2019ottenimento dei diritti sociali. C\u2019\u00e8 ancora molto da costruire, perch\u00e9 oggi \u00e8 forte la presenza della componente afroamericana nella popolazione pi\u00f9 povera ed emarginata nei ghetti dell\u2019universo americano. Un cambiamento da\u00a0 registrare tra \u201cieri\u201d e \u201coggi\u201d si osserva nelle strutture dei movimenti di protesta: King e il mondo afroamericano pi\u00f9 radicale volevano creare strutture organizzative e associative, mentre movimenti pi\u00f9 recenti come Black Lives Matters sembrano non avere forme organizzate, sfruttano le potenzialit\u00e0 della Rete e non sviluppano dei leader riconosciuti e stabili. Li accomuna per\u00f2 la grande abilit\u00e0 nell\u2019uso dei media e la capacit\u00e0 di dare un respiro internazionale alle vicende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 28 agosto 1963 il pastore protestante e attivista per i diritti umani Martin Luther King Jr. profer\u00ec le celebri parole &#8220;I have a dream&#8221;. 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