{"id":4456,"date":"2021-09-05T20:26:34","date_gmt":"2021-09-05T18:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4456"},"modified":"2021-09-05T20:26:34","modified_gmt":"2021-09-05T18:26:34","slug":"la-terra-brucia-le-conseguenze-di-un-assetto-climatico-fuori-controllo-di-edoardo-barbarossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/la-terra-brucia-le-conseguenze-di-un-assetto-climatico-fuori-controllo-di-edoardo-barbarossa\/","title":{"rendered":"La Terra brucia: le conseguenze di un assetto climatico fuori controllo &#8211; di Edoardo Barbarossa"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni, il caldo torrido ha letteralmente bruciato le Regioni del Sud Italia, mentre allagava quelle del Nord Italia. In entrambi i casi, si evidenzia come l\u2019assetto climatico sia fuori controllo e come la mano umana sia responsabile di ci\u00f2 che accade.<br \/>\nNon si tratta di un fenomeno circoscritto ad alcune Regioni e nemmeno solo all\u2019Italia: con una progressione vertiginosa e inarrestabile, si sta evidenziando una crisi climatica senza precedenti, rispetto alla quale si inizia ad avere una maggiore comprensione e qualche timido intervento istituzionale a livello internazionale.<br \/>\nDalla Grecia, Turchia e Italia alla California, dall\u2019Australia alla Siberia, l\u2019Amazzonia e l\u2019Africa, soprattutto l\u2019Africa e in particolare quella sub-sahariana. Il mondo sta bruciando e lo si pu\u00f2 vedere chiaramente dall\u2019immagine del Fire Information for Resource Management System (FIRMS) della NASA.<br \/>\nAnche se il fuoco \u00e8 un modo efficiente e economico per gestire la terra, soprattutto nella savana africana dove l\u2019ecosistema dipende dagli incendi periodici per la sua salute, i roghi sono fonti di pericolo, come fumo, rilascio di gas serra e distruzione degli ecosistemi. In Africa centrale, conclude la NASA, la stagione degli incendi di solito inizia a maggio e raggiunge il suo picco in agosto.<!--more--><br \/>\nIl 6\u00b0 Rapporto sul clima dell\u2019ONU, elaborato dall\u2019Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), l\u2019ha specificato con solare chiarezza: siamo stati noi con le nostre attivit\u00e0 predatorie nei confronti delle risorse terrestri a \u201csurriscaldare l\u2019atmosfera, gli oceani e la terra\u201d provocando cos\u00ec \u201ccambiamenti rapidi e irreversibili\u201d le conseguenze tragiche dei quali sono sotto gli occhi di tutti, compresi quelli di coloro i quali si ostinano a negare l\u2019evidenza.<br \/>\nLo studio specifica che a partire dal XIX secolo, l\u2019utilizzo sempre pi\u00f9 massiccio dei combustibili fossili (principalmente petrolio e carbone) ha immesso nell\u2019atmosfera colossali quantit\u00e0 di anidride carbonica (gas serra) che hanno innescato l\u2019aumento della temperatura dell\u2019aria.<br \/>\nTutto questo ha determinato e determiner\u00e0 ancora di pi\u00f9 in futuro \u2013 nel caso le cose non dovessero significativamente cambiare da subito \u2013\u00a0 una sorta di reazione a catena le conseguenze (nefaste) della quale sono\/saranno: scioglimento dei ghiacci; innalzamento del livello dei mari; inaridimento di aree coltivate; scatenamento di imponenti flussi migratori; sconvolgimenti climatici estremi ovunque.<br \/>\nTrasformazioni sempre pi\u00f9 frequenti, sempre pi\u00f9 intense e ovviamente sempre pi\u00f9 catastrofiche (basti pensare alle recentissime esondazioni che hanno disastrato la Germania) con cui dovremo fare i conti.<br \/>\nLa parola d\u2019ordine \u00e8 carbon neutrality entro il 2050: solo l\u2019abbandono progressivo delle fonti energetiche fossili conterr\u00e0 l\u2019aumento della temperatura entro i 2 gradi.<br \/>\nIl 6\u00b0 Rapporto Ipcc lancia un monito ben preciso: superare la soglia critica dei 2 gradi significherebbe andare oltre il punto di non ritorno, tanto \u00e8 vero che l\u2019ultima volta che l\u2019atmosfera si \u00e8 riscaldata di 2,5 gradi \u00e8 stato tre milioni di anni fa, quando ancora non c\u2019era l\u2019uomo. Mai come in questa circostanza \u00e8 vero che chi si ferma (o aspetta) \u00e8 perduto.<br \/>\nCi sono comportamenti omertosi e comportamenti attivi che contribuiscono senza dubbio al disastro ambientale a cui stiamo assistendo, senza poter apparentemente fare nulla.<br \/>\nCi indigniamo, infatti, di fronte alla devastazione degli incendi e ci scagliamo contro chi li appicca, augurando loro tutto il male possibile\u2026ma proviamo a pensare a tutte le volte che abbiamo preso l\u2019automobile e potevamo andare a piedi, a tutte le volte che abbiamo buttato la spazzatura tutta insieme, a quando abbiamo usato piatti e bicchieri di plastica, a quando abbiamo comprato decine di bottiglie di plastica pur sapendo che l\u2019acqua del rubinetto \u00e8 potabile, a quando abbiamo comprato l\u2019ennesimo vestito e borsetta e decine di oggetti inutili, a quando abbiamo buttato cibo nella spazzatura o telefoni e TV ancora funzionanti. A quanta acqua abbiamo sprecato sotto la doccia o a quanto sapone abbiamo usato per sentirci puliti. A quante lavatrici abbiamo caricato solo per sentire il profumo della nostra biancheria.<br \/>\nMa anche a quando abbiamo chiesto alla politica pi\u00f9 strade e pi\u00f9 parcheggi\u00a0 per girare sempre di pi\u00f9 in automobile o pi\u00f9 condoni per sanare i nostri abusi, pi\u00f9 supermercati per comprare quintali di cibo spazzatura e pi\u00f9 centri commerciali per soddisfare la nostra compulsione agli acquisti.<br \/>\nA quanta scarsa attenzione abbiamo dedicato a chi predicava azioni virtuose per contrastare i cambiamenti climatici, a quanto poco tempo a chi ci chiedeva fondi per riforestare la nostra citt\u00e0, a quando avete pensato che la Tumberg fosse una managrama e gli ambientalisti degli sfacinnati radical chic \u2026 \u00c8 in tutti questi comportamenti od omissioni che il volto degli incendiari somiglia molto anche al nostro.<br \/>\nLa cosiddetta transizione ecologica non \u00e8 n\u00e9 semplice, n\u00e9 indolore, n\u00e9 priva di pesanti costi sociali. Riconvertire\/reinventare il modo di produrre (passare cio\u00e8 dall\u2019economia lineare a quella circolare) non \u00e8 affatto una cosa scontata. Anche se dovrebbe esserlo, viste le conseguenze dell\u2019inazione.<br \/>\nCi troviamo davanti ad una terribile alternativa: se non facciamo niente cadiamo nel burrone, se facciamo qualcosa di realmente significativo mettiamo a rischio interi settori produttivi e relativi lavoratori in essi impiegati. Insomma, lasciare la strada vecchia per la nuova non \u00e8 e soprattutto non sar\u00e0 banale, per usare un blando eufemismo.<br \/>\nL\u2019homo sapiens con la sua scriteriata e miope avidit\u00e0 ha creato il problema e lo stesso homo sapiens con ci\u00f2 che gli rimane in termini di lungimirante e coraggiosa visione del futuro deve tentare di risolverlo (possibilmente prima di subito).<br \/>\nPer questa ragione, anche i morti di questi giorni in Sicilia e in Calabria, ci riguardano\u2026queste morti sono la punta di un iceberg che sta mettendo a ferro e fuoco il sud del mondo. L\u2019ultima della serie, la pi\u00f9 stridente, quella che ci ferisce dentro, nel profondo dell\u2019anima.<br \/>\nMorti che non hanno colpevoli, ma in effetti trascinano con s\u00e9 tanti colpevoli, troppi, nascosti nei luoghi pi\u00f9 inattesi. Difficilmente \u2013 oggi \u2013 qualcuno di noi pu\u00f2 sentirsi innocente. Ovunque si voglia guardare ci sono responsabilit\u00e0, complicit\u00e0, indifferenze, apatie e le tante teatralizzazioni ormai tanto di moda.<br \/>\nTra poco dimenticheremo tutto, terminate le nostre \u201cbelle\u201d vacanze, fino alla prossima tragedia, che potrebbe riguardarci molto pi\u00f9 da vicino.<br \/>\nLa terra brucia. L\u2019uomo violenta con il fuoco i boschi, le pianure, fino ai confini delle citt\u00e0. Il fuoco divampa tra le case, s\u2019insinua in quella campagna che accarezza le case, massacra le bestie, la vita che abita la natura. La terra brucia e le cause sono sicuramente di origine dolosa. L\u2019uomo, proprio lui, quello che dovrebbe coltivare e custodire la terra.<br \/>\nSe vogliamo capirci qualcosa dobbiamo partire da una semplice osservazione: cosa succede ai terreni dopo gli incendi? Possono diventare edificabili, possono essere destinati al pascolo, si possono montare pannelli fotovoltaici, si possono cambiare le colture.<br \/>\nLe responsabilit\u00e0 sono di tanti. Di chi ha acceso il fuoco per i suoi sporchi interessi personali e abbiamo visto che sono tanti. Di chi potrebbe pensare a una strategia di difesa efficace e invece partecipa solo del dolore delle vittime. Di chi dovrebbe mettere a disposizione dei territori, le tecnologie pi\u00f9 avanzate e invece privatizza la macchina dei soccorsi e non infrastruttura le campagne. Di chi dovrebbe stare vicino ai proprietari (contadini, allevatori, produttori, ecc.) con normative e azioni ad hoc per sostenere le attivit\u00e0 agricole (agro-pastorali).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni, il caldo torrido ha letteralmente bruciato le Regioni del Sud Italia, mentre allagava quelle del Nord Italia. 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