{"id":4511,"date":"2021-09-17T03:47:06","date_gmt":"2021-09-17T01:47:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4511"},"modified":"2021-10-02T03:47:29","modified_gmt":"2021-10-02T01:47:29","slug":"lettera-di-settembre-2021-rete-di-quarrata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/lettera-di-settembre-2021-rete-di-quarrata\/","title":{"rendered":"Lettera di Settembre 2021 &#8211; Rete di Quarrata"},"content":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo,<\/p>\n<p>alcune settimane fa ci siamo ritrovati attraverso la 28a Marcia della Giustizia ad ascoltare<strong>: Il Grido della terra e il grido dei poveri, <\/strong>gli invitati ci hanno incoraggiato ad insorgere contro le ingiustizie presenti, a individuare le priorit\u00e0 e gli obiettivi da perseguire, che riaffermino un\u2019idea di comunit\u00e0 e di coesione sociale e politica alternativa all\u2019individualismo esasperato. Urge una umanit\u00e0 che aspiri a un mondo pi\u00f9 giusto e sostenibile, che senta la responsabilit\u00e0 di chi verr\u00e0 dopo, trovando soggetti politici capaci di interpretarne le istanze, in modo credibile e autorevole, nella politica e nelle istituzioni.<\/p>\n<p>Oggi non si investe per soddisfare bisogni essenziali dell\u2019uomo: investire per i poveri della Terra non d\u00e0 tanto profitto quanto investire per i non-bisogni dei ricchi. Grandi corporations medicali rifiutano di investire in ricerca per le urgenze sanitarie dei poveri, non si liberano i brevetti per il Coronavirus per farlo produrre nei Paesi Im-Poveriti, dichiarando esplicitamente che la ricerca non darebbe sufficiente ritorno finanziario. Meglio investire in armi, droga, alte tecnologie. Non si investe per creare occupazione, ma disoccupazione: con nuove macchine si riducono i costi del lavoro. Di norma nelle grandi Borse la notizia dell\u2019aumento dell\u2019occupazione crea crolli di azioni. Ogni cautela ecologica incide inevitabilmente sui profitti, e non offre sufficiente rapporto costi\/benefici in tempi brevi. La tragedia della famiglia umana si andr\u00e0 sempre pi\u00f9 approfondendo. Solo da pochi anni alcuni liberisti pi\u00f9 illuminati insistono su sanit\u00e0 e educazione per i poveri, ma la maggior parte degli economisti e la totalit\u00e0 degli operatori economici non ci pensano neppure.<!--more--><\/p>\n<p>Gravi sono le colpe della teologia cristiana, cattolica e protestante (soprattutto riformata nordamericana). Colpe della teologia sistematica, che si \u00e8 occupata solo della salvezza delle singole anime dimenticando totalmente il cammino dell\u2019umanit\u00e0 verso la pienezza del Regno. Colpe della teologia morale che si \u00e8 fermata, a partire dal Catechismo Romano dopo il Concilio di Trento, al tema del \u201cnon rubare\u201d: il vero tema della morale economica nel Vangelo \u00e8 invece quello del significato che i beni terreni hanno nell\u2019orizzonte di fede del cristiano. Invece si \u00e8 annunciato che le ricchezze, una volta legittimamente acquistate, sono strumento di esercizio della libert\u00e0 personale col solo limite di fare ogni tanto qualche elemosina. Ma per papa Francesco chi non d\u00e0 del suo al bisognoso commette ingiustizia: \u00e8 tanto ladro chi non soccorre il povero quanto chi ruba i beni altrui.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 <strong>stato qualcosa di inedito<\/strong> in questa <strong>estate rovente<\/strong>. Il termometro ha segnato 48,8 in una cittadina della Sicilia. La fiammata africana che ha raggiunto l\u2019Italia ha portato un<strong> record<\/strong> di caldo <strong>mai fino ad ora registrato in Europa<\/strong>. E non \u00e8 soltanto una questione di gradi. <strong>Gli incendi sono divampati<\/strong> nell\u2019Italia del Sud distruggendo ettari di vegetazione. In Sardegna e in Calabria sono andate in fumo boschi e foreste. I danni sono incalcolabili e il Governo ha dichiarato lo <strong>stato di calamit\u00e0 naturale<\/strong> in aiuto alle popolazioni delle quattro Regioni pi\u00f9 colpite dal disastro ambientale. Occorre un piano straordinario per <strong>mettere in sicurezza<\/strong> il territorio nazionale, a partire dalle misure per il <strong>rimboschimento<\/strong> delle zone colpite. Ma in Italia manca ancora una <strong>legge sulla protezione del clima<\/strong> per fissare una chiara strategia di decarbonizzazione. Sono stati oltre 400 incendi di <strong>grandi dimensioni<\/strong>, con un <strong>ritmo doppio<\/strong> rispetto agli anni passati. Del resto, il<strong> cambiamento climatico<\/strong>, che si presenta con fenomeni estremi e caratteristiche opposte, non risparmia nessuna area della terra: dal surriscaldamento del globo, alle inondazioni, alla siccit\u00e0, i cambiamenti climatici sono diffusi e si stanno intensificando a ritmo serrato. In luglio, un\u2019ondata di calore senza precedenti ha raggiunto il Canada, causando 130 incendi e centinaia di vittime. Ma l\u2019incendio di maggiore estensione ha interessato <strong>una delle regioni pi\u00f9 fredde del pianeta<\/strong>, la Siberia. I roghi hanno distrutto un territorio immenso <strong>pari a tutti gli altri incendi del globo messi insieme<\/strong>. Il Greenpeace Russia informa che in Jacuzia, gelida regione della Russia, le fiamme hanno coinvolto <strong>1,5 milioni di ettari <\/strong>e il fumo ha raggiunto le citt\u00e0 a migliaia di chilometri di distanza. La crisi climatica sta registrando livelli di allarme oltre ogni previsione catastrofista, il riscaldamento globale in atto causa <strong>danni irreparabili<\/strong> e determina <strong>temperature torride<\/strong> e <strong>piogge torrenziali<\/strong>. La situazione sembra destinata a subire ulteriori peggioramenti nei prossimi decenni poich\u00e9 il riscaldamento globale non accenner\u00e0 a diminuire, a meno che non si riducano in maniera significativa le emissioni di <strong>anidride carbonica<\/strong> e di altri gas ad effetto serra. Una delle tante conseguenze dei mutamenti climatici \u00e8 costituita dalla <strong>carenza di risorse idriche<\/strong>.<\/p>\n<p>Le politiche neoliberiste degli ultimi vent\u2019anni hanno s\u00ec fatto crescere il Pil mondiale, che \u00e8 ampiamente raddoppiato; ma non hanno fatto \u201cricadere\u201d questa crescita su tutta la popolazione. Le diseguaglianze economiche sono aumentate, tanto che l\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione riceve un reddito pari a quello di oltre la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione mondiale (57%) tutto insieme. Le diseguaglianze sono cresciute in modo particolare tra gli Stati: il \u201cvillaggio globale\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 inegualitario di qualunque altro \u201cstato nazionale\u201d. Il <em>Rapporto<\/em> delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano del 1999 \u00absegnala come, dopo un ventennio di crescita \u201cglobale\u201d, \u201clo stato economico dei primi tre top miliardari\u201d superassero da soli il Prodotto nazionale lordo combinato di tutti \u201ci paesi meno sviluppati con i loro 600 milioni di abitanti\u201d. E come il 20% della popolazione mondiale collocata nei paesi pi\u00f9 ricchi si appropriasse dell\u201986% del prodotto lordo mondiale, mentre al 20% pi\u00f9 povero non ne restasse che l\u20191%\u00bb.Mentre in questi quasi due anni di pandemia i principali miliardari hanno raddoppiato i loro guadagni portandoli a possedere quanto la met\u00e0 dell\u2019attuale popolazione mondiale. 3 miliardi e seicento milioni di persone. Ci\u00f2 non rappresenta il NOI ma il grande individualismo ed egoismo che determina la situazione attuale del mondo.<\/p>\n<p>Negli ultimi 50 anni la produzione <strong>alimentare <\/strong>\u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata. L\u2019espansione agricola ha raggiunto alti livelli ma le <strong>risorse<\/strong> sono ancora distribuite in modo malsano. L\u2019aumento della produzione di <strong>cibo <\/strong>\u00e8 andato a discapito degli ecosistemi naturali che avrebbero dovuto fornire all\u2019umanit\u00e0 una garanzia a lungo termine. E\u2019 stato visto che il Nazioni come l\u2019Austria dove \u00e8 stata conservata la <strong>biodiversit\u00e0 <\/strong>naturale del territorio, i <strong>raccolti <\/strong>sono pi\u00f9 elevati! Nei mari non <strong>inquinati<\/strong>, le acque riescono a fornire pi\u00f9 pesci destinate all\u2019<strong>alimentazione <\/strong>delle popolazioni locali. Ci sono molti altri esempi di territori ben conservati, questi esempi dimostrano che le aree pi\u00f9 <strong>sane <\/strong>e pi\u00f9 naturali, riescono a fornire pi\u00f9 <strong>alimenti, <\/strong>penso alle occupazioni del Movimento Sem Terra del Brasile, a Via Campesina, all\u2019organizzazione dei contadini indiani. L\u2019Occidente deve limitare gli elevati sprechi di cibo! Si \u00e8 stimato che ognuno di noi getta via il 30% degli alimenti che acquista, senza parlare dei grossi <strong>sprechi alimentari<\/strong> effettuati dalla grande catena di distribuzione. Solo con i nostri <strong>sprechi alimentari <\/strong>sarebbe possibile <strong>risolvere il problema<\/strong>\u00a0<strong>fame nel mondo<\/strong>. Ognuno di noi \u00e8 responsabili di ci\u00f2 che avviene nel Mondo. \u201c<em>Noi siamo il Mondo\u201d<\/em>, sembra una frase retorica ma \u00e8 pura realt\u00e0, non \u00e8 una frase fatta. Battersi per la <strong>tutela dei diritti umani<\/strong> \u00e8 un dovere di tutti. Il vero progresso consiste nell\u2019assicurare uno stile di <strong>vita dignitoso <\/strong>e un\u2019<strong>alimentazione adeguata <\/strong>a tutti, senza parlare di assistenza sanitaria, istruzione e protezione.<\/p>\n<p>Termino ricordando il dato uscito qualche giorno fa sui <strong>migranti climatici<\/strong> da parte delle Nazioni Unite: saranno 216 milioni di cui 86 solo dall\u2019Africa da ora al 2022.<\/p>\n<p><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riparazione storica: Brasile<\/strong><\/p>\n<p><strong>La strada del quartiere di Villa Leopoldina a San Paolo<\/strong>, che portava il nome del comandante-torturatore della famosa scuola<strong> DOPS<\/strong>, <strong>Sergio FLEURY<\/strong>, da pochi giorni si chiama: <strong>Via Frei TITO<\/strong>, domenicano, che fu da lui scelto personalmente per torturarlo.<\/p>\n<p>Antonio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se desideri ricevere o fare ricevere una copia saggio ad una amica\/o della rivista: In Dialogo-Notiziario della Rete Radi\u00e8 Resch scrivi a: <\/strong><strong><a href=\"mailto:notiziario@rrrquarrata.it\">notiziario@rrrquarrata.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricordo ad ognuno di noi l\u2019autotassazione libera nella quantit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>e continuativa nel tempo a sostegno dei progetti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I versamenti devono essere effettuati sui seguenti conti:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Conto corrente postale intestato a Notiziario della Rete Radi\u00e9 Resch:<\/strong><\/p>\n<p><strong>IBAN: IT 15 N 07601 13800 000011468519<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>o sul conto della Banca Alta Toscana<\/strong><\/p>\n<p><strong>intestato a Rete Radi\u00e9 Resch<\/strong><\/p>\n<p><strong>IBAN: IT 42 M 08922 70500 000000004665<\/strong><\/p>\n<p><strong>Indicando sempre la causale <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Infine ricordiamo il contributo alla nostra rivista: In Dialogo<\/strong><\/p>\n<p><strong>contributo ordinario\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2021\u00a0 \u20ac\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 40<\/strong><\/p>\n<p><strong>contributo sostenitore\u00a0 2021\u00a0 \u20ac\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 50<\/strong><\/p>\n<p><strong>contributo amicizia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2021\u00a0\u00a0\u00a0 \u20ac\u00a0\u00a0\u00a0 100<\/strong><\/p>\n<p><strong>contributo vitalizio\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2021\u00a0\u00a0\u00a0 \u20ac 1.000<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, alcune settimane fa ci siamo ritrovati attraverso la 28a Marcia della Giustizia ad ascoltare: Il Grido della terra e il grido dei poveri, gli invitati ci hanno incoraggiato ad insorgere contro le ingiustizie presenti, a individuare le priorit\u00e0 e gli obiettivi da perseguire, che riaffermino un\u2019idea di comunit\u00e0 e di coesione sociale e&hellip; 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