{"id":4547,"date":"2021-12-02T20:04:31","date_gmt":"2021-12-02T19:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/prima-vittoria-delle-contadine-e-dei-contadini-dellindia\/"},"modified":"2021-12-02T20:04:31","modified_gmt":"2021-12-02T19:04:31","slug":"prima-vittoria-delle-contadine-e-dei-contadini-dellindia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/prima-vittoria-delle-contadine-e-dei-contadini-dellindia\/","title":{"rendered":"Prima vittoria delle contadine e dei contadini dell\u2019India"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/121.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/121-300x225.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123043\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>articoli di Marinella Correggia e Beppe Facchini (ripresi dalle pagine di Pressenza e FanPage)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Prima, storica vittoria di un grande movimento, quello degli agricoltori indiani, che andr\u00e0 studiato per le sue modalit\u00e0 (pacifiche), le sue dimensioni (oceaniche), la sua costanza (quotidiana), e un contesto interamente sfavorevole (la crisi sanitaria).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/11\/india-vittoria-storica-della-lotta-nonviolenta-le-tre-leggi-contro-i-contadini-saranno-abrogate\/\">Comunicato della coalizione sindacale Samyukta Kisan Morcha.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>India, stop alle riforme agricole dopo un anno di proteste: \u201c\u00c8 una vittoria per tutti\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Jorawar Singh, portavoce della comunit\u00e0 Sikh in Italia: \u201cSiamo molto felici, ma non dimentichiamoci delle 700 persone morte per il bene delle future generazioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A cura di Beppe Facchini<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quasi un anno di proteste, il governo indiano ha deciso di fare un passo indietro: le tre leggi di riforma del settore agricolo, lo stesso che impiega oltre il 70% della popolazione nel Paese asiatico, verranno abrogate. Ad annunciarlo in diretta tv \u00e8 stato direttamente il primo ministro Narendra Modi. \u201cInizieremo il processo costituzionale per abrogare tutte e tre le leggi nella sessione parlamentare che inizia alla fine di questo mese\u201d, ha affermato in un discorso alla nazione, aggiungendo: \u201cLancio un appello a tutti gli agricoltori che stanno partecipando alle manifestazioni perch\u00e9 tornino a casa, riunendosi con i loro cari, le fattorie e le famiglie\u201d.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La protesta degli agricoltori indiani era cominciata nei mesi finali del 2020 e aveva coinvolto anche le pi\u00f9 grandi comunit\u00e0 Sikh oltre i propri confini nazionali, compresa quella italiana che a&nbsp;Fanpage.it, tramite il portavoce Jorawar Singh, aveva spiegato: \u201cQuesta riforma \u00e8 arrivata senza il coinvolgimento di sindacati e rappresentanti dei lavoratori agricoli e permetter\u00e0 alle grandi multinazionali di comprare i terreni dagli agricoltori, i quali, se dovessero trovarsi in situazioni di debito, non lo saranno pi\u00f9 nei confronti dello Stato, ma verso delle multinazionali che ovviamente funzionano in modo diverso\u201d. Non solo. Con la riforma, aveva sottolineato ancora Singh, \u201cnon \u00e8 neanche pi\u00f9 garantito il prezzo minimo statale che consente la sopravvivenza degli agricoltori anche nei momenti bui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso rappresentante in Italia della comunit\u00e0, residente a Piacenza, oggi commenta: \u201cLe parole del primo ministro, che si spera diventino fatti, rappresentano una grande vittoria per tutti i contadini che si sono messi in prima linea da 11 mesi a questa parte per lottare e fare una protesta pacifica, in cui per\u00f2 hanno anche perso la vita oltre 700 persone, oggi rinominati come martiri perch\u00e9 hanno combattuto per qualcosa di pi\u00f9 grande di loro. Qualcosa che andava oltre il proprio interesse personale, anche perch\u00e9 la maggior parte di loro era gente avanti con l\u2019et\u00e0 e ormai non faceva pi\u00f9 il contadino, ma ciononostante si \u00e8 preoccupato del futuro delle prossime generazioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le leggi in questione erano state approvate a settembre del 2020 e il governo le aveva difese definendole necessarie per modernizzare il settore e spingere la produzione tramite investimenti privati. Ma gli agricoltori hanno fin da subito protestato duramente, sostenendo che invece le riforme avrebbero devastato i loro guadagni, protestando a oltranza, nonostante la pandemia e i diversi episodi che hanno rischiato di far degenerare la loro battaglia in gravi violenze, riuscendo anche a intavolare delle trattative col governo. Peccato che gli oltre quindici incontri con le delegazioni di agricoltori non abbiano mai portato a nulla, almeno fino ai giorni scorsi. Le richieste non negoziabili dei contadini, con milioni di persone per le strade delle principali citt\u00e0 del Paese, avevano portato ad inizio estate ad un intervento persino della Corte Suprema indiana, intervenuta nella vicenda con uno stop momentaneo all\u2019applicazione delle riforme, cui ha fatto quindi seguito l\u2019annuncio di Modi in diretta tv. Un annuncio accolto con grande festa anche dagli esponenti politici pi\u00f9 vicini ai manifestanti, come Arvind Kejriwal, il governatore di Delhi, che ha ad esempio accolto la novit\u00e0 come \u201cuna vittoria della democrazia, non solo dei contadini\u201d. Dal canto suo, il primo ministro, spiegando che la scelta della revoca delle leggi \u00e8 arrivata perch\u00e9 il suo governo \u201cnon \u00e8 stato in grado di convincere i contadini\u201d, ha inoltre annunciato la creazione di un comitato che includer\u00e0 rappresentanti del governo centrale, di quelli di vari Stati, delle organizzazioni dei contadini, di agronomi ed esperti economici per concordare le prossime decisioni e per rendere il prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli \u201cuna misura pi\u00f9 efficace e trasparente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo tutti molto felici \u2013 dice ancora Jorawar Singh-. \u00c8 una grande vittoria anche per le comunit\u00e0 indiane e Sikh all\u2019estero, che non hanno mai smesso di seguire la vicenda, nonostante le condizioni di un periodo storico cos\u00ec difficile, che impediva a chiunque di andare l\u00ec e unirsi ai manifestanti. Da parte mia, ci\u00f2 che vorrei sottolineare \u00e8 proprio il fatto che questa protesta non \u00e8 mai stata trascurata anche da chi non \u00e8 contadino, cercando per un anno di tenerne alta l\u2019attenzione, anche grazie ai social. \u00c8 la dimostrazione che l\u2019unione fa la forza\u201d. Alcuni in patria, per\u00f2, nutrono ancora delle perplessit\u00e0 sulla questione, sostenendo che la decisione di revocare le riforme sia legata alle imminenti elezioni negli stati dell\u2019Uttar Pradesh e del Punjab, dove gli agricoltori sono buona parte del bacino di elettori e dove le organizzazioni agricole hanno grande potere e influenza. Alcuni leader delle proteste, infatti, hanno fatto sapere che non smetteranno di manifestare. E uno di loro, Rikesh Tikait, come riporta il The Guardian, ha annunciato che comunque gli agricoltori non si sposteranno dai loro accampamenti fino a quando le leggi non saranno state ritirate definitivamente, dopo le discussioni in Parlamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articoli di Marinella Correggia e Beppe Facchini (ripresi dalle pagine di Pressenza e FanPage) Prima, storica vittoria di un grande movimento, quello degli agricoltori indiani, che andr\u00e0 studiato per le sue modalit\u00e0 (pacifiche), le sue dimensioni (oceaniche), la sua costanza (quotidiana), e un contesto interamente sfavorevole (la crisi sanitaria). 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