{"id":4573,"date":"2021-12-05T22:27:11","date_gmt":"2021-12-05T21:27:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4573"},"modified":"2021-12-05T22:27:11","modified_gmt":"2021-12-05T21:27:11","slug":"migranti-profughi-e-rifugiati-fra-accoglienza-e-apocalisse-di-guido-viale-e-domenico-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/migranti-profughi-e-rifugiati-fra-accoglienza-e-apocalisse-di-guido-viale-e-domenico-gallo\/","title":{"rendered":"Migranti, profughi e rifugiati: fra accoglienza e apocalisse &#8211; di Guido Viale e Domenico Gallo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Apocalypse Now \u2013 Guido Viale<\/strong><\/p>\n<p>Apocalisse vuol dire rivelazione. Quale rivelazione ci riserva l\u2019Apocalisse ormai in corso? Decine di migliaia di profughi si ammassano ai confini dell\u2019Europa, degli Stati Uniti e dell\u2019Australia: alcuni per sfuggire a guerre e bombardamenti, altri costretti dall\u2019impossibilit\u00e0 di sopravvivere nelle loro terre devastate, molti spinti dal desiderio di sfuggire a un ambiente senza futuro (come fanno migliaia di giovani italiani che cercano all\u2019estero quello che il loro paese gli nega).<\/p>\n<p>In molti casi, si sentenzia, quei \u201cmigranti\u201d sono la componente meno sofferente delle loro comunit\u00e0: i pi\u00f9 istruiti, i pi\u00f9 intraprendenti, i meno poveri. E\u2019 vero; gli altri non hanno i mezzi per muoversi se non fino al territorio pi\u00f9 vicino, in attesa di poter tornare a casa, ma quelli che cercano una via di fuga lontano lo fanno spesso per cercare di aiutare chi resta. Magari con una parte dei 30 euro al giorno che guadagnano spaccandosi la schiena in un campo. Poi ci sono quelli ancora lontani dai nostri confini, intrappolati in paesi di transito dove l\u2019Europa e gli Usa vorrebbero che restassero per sempre.<!--more--><\/p>\n<p>Governi e associazioni criminali paragovernative (come in Libia) giocano sulla loro pelle per ricattare i Paesi meta di quei viaggi. La Turchia si fa pagare senza rinunciare, di quando in quando, a minacciare di \u201caprire la diga\u201d. Il Marocco ha cominciato a farlo. La Libia \u2013 o chi per essa \u2013 si riprende, a pagamento, quelli che non riescono a raggiungere le navi delle ONG. Non per portarli in salvo, per\u00f2, ma per depredare di nuovo loro e le loro famiglie e poi imbarcarli in un nuovo viaggio. La Bielorussia li fa arrivare in aereo come turisti e li spinge contro la frontiera polacca per ricattare l\u2019Unione Europea. Ma non si tratta certo di sprovveduti; quei profughi non se li \u00e8 inventati Lukashenko. Molti di loro, senza questa \u201copportunit\u00e0\u201d, intraprenderebbero comunque quel viaggio con altri mezzi.<\/p>\n<p>Di fronte a questo \u201cassedio\u201d l\u2019Unione Europea ha fatto una scelta univoca: guerra ai migranti. A questo servono l\u2019agenzia Frontex, ormai finanziata con centinaia di milioni di euro, il suo esercito in formazione di 10.000 unit\u00e0 e, soprattutto, l\u2019apparato ipertecnologico di sorveglianza dei confini. Le navi di Frontex non salvano i migranti in mare; i suoi aerei non ne segnalano la presenza alle navi commerciali. Se non c\u2019\u00e8 una motovedetta libica pronta a sequestrarli per riportarli all\u2019inferno, li lasciano annegare. Cos\u00ec succede anche alle frontiere di terra: sia di qua che di l\u00e0 del filo spinato viene lasciata mano libera a polizie, milizie parafasciste, truppe nazionali e ora anche alla Nato, per respingere i migranti catturati, o abbandonarli al gelo in un bosco, dopo averli depredati e massacrati di botte. Li aspetta la morte.<\/p>\n<p>Sono fatti noti e documentati: trattamenti riservati a uomini, donne, famiglie, bambini, non pi\u00f9 considerati esseri umani, ma topi, scarafaggi, parassiti, intrusi. E\u2019 questo il messaggio che le politiche dell\u2019UE fanno passare nell\u2019opinione pubblica. Addio ai decantati \u201cvalori europei\u201d: non solo per i tanti che non sanno che farsene, ma anche per chi finge di \u201ctenerci\u201d. Scrive Bernard Guetta su Repubblica del 9.11: \u201cDevo confessarlo, per quanto sia ironico, per quanto sia doloroso\u2026 non resta che sistemare reticolati\u2026 Se non fosse che alla frontiera tra la Bielorussia e la Polonia le temperature sono cos\u00ec rigide che i rifugiati muoiono di freddo\u2026 Nondimeno, <em>dramma umano o no<\/em>, i polacchi non possono cedere a questo ricatto. <em>In guerra come in guerra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 qualcuno che pensa che queste \u201condate\u201d possano arrestarsi, o invertire la rotta? E\u2019 ovvio che continueranno a crescere come valanghe, tanto pi\u00f9 che le non decisioni del G20 e della COP26 renderanno sempre pi\u00f9 inospitale un numero crescente di aree della Terra, le cui popolazioni non potranno che cercare di sfondare le barriere dei paesi dove la vita sar\u00e0 o sembrer\u00e0 ancora possibile.<\/p>\n<p>Ecco allora che cosa ci rivela l\u2019Apocalisse gi\u00e0 in corso: nel nostro futuro c\u2019\u00e8 una guerra sempre pi\u00f9 intensa contro una moltitudine crescente di genti escluse dal novero degli esseri umani, condannate allo sterminio. Per loro, in un mondo stravolto dalla crisi climatica e ambientale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto e farglielo capire toccher\u00e0, in modo sempre pi\u00f9 diretto, a tutti noi. Per difendere il nostro \u201cstile di vita\u201d non negoziabile? Neanche per sogno! Se il covid 19, con \u201csolo\u201d 5 milioni di morti (o forse il doppio) ha stravolto catene di fornitura, prezzi delle materie prime, rifornimenti di gas, vita quotidiana, \u00e8 facile immaginare che cosa provocher\u00e0 la crisi climatica mano a mano che i suoi effetti si faranno pi\u00f9 pesanti: altro che auto elettriche, riscaldamento a gog\u00f2, vacanze all\u2019estero\u2026<\/p>\n<p>Riusciranno forse a \u201csfangarla\u201d le comunit\u00e0 che avranno organizzato per tempo sistemi energetici, di mobilit\u00e0, di alimentazione diversi, stili di vita pi\u00f9 sobri, una rinnovata attenzione per la vita che ancora popola il nostro pianeta. In comunit\u00e0 del genere c\u2019\u00e8 posto per tutti. Sperando che il loro esempio si diffonda nel resto del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per un piano di accoglienza e inclusione dal basso<\/strong><\/p>\n<p>La casa che non c\u2019\u00e8, il lavoro intermittente e senza garanzie, il welfare che esclude, le istituzioni respingenti: il quadro tracciato da <em><strong>Mappature del reale per un futuro da creare<\/strong><\/em>, il <strong>piano dal basso per l\u2019accoglienza e l\u2019inclusione elaborato dal Forum per cambiare l\u2019ordine delle cose<\/strong>, \u00e8 allarmante. Un documento con cui il Forum, insieme a diverse realt\u00e0 impegnate nella tutela dei diritti \u2013 tra le altre <strong>Refugees Welcome, Grei250, Fondazione Migrantes, Rete EuropAsilo <\/strong>\u2013 guarda al<strong> Piano di sostegno all\u2019integrazione che dovrebbe varare il Governo<\/strong>, stando al decreto legislativo 18\/14 e a partire dall\u2019art 5 del DL 130\/2020 convertito in legge n.173 il 18 dicembre.<br \/>\nL\u2019obiettivo delle associazioni \u00e8 quello di fornire al governo una <strong>panoramica dello status quo in merito a accoglienza e percorsi di inclusione<\/strong>, per allargare il campo e indicare <strong>suggerimenti di policy e proposte concrete<\/strong>. E\u2019 un ruolo attivo quello rivendicato dalle realt\u00e0 che oggi hanno presentato il piano dal basso, che <strong>sollecitano le istituzioni a costruire un dialogo costante e continuativo con chi si impegna sul campo<\/strong> per la garanzia dei diritti di tutte e tutti e la tutela dei processi di inclusione. Sono proprio i gruppi e le associazioni che nei territori agiscono concretamente \u2013 con sportelli di sostegno legale, spazi informativi, percorsi di accompagnamento all\u2019autonomia, azioni di contrasto allo sfruttamento sul lavoro, attivit\u00e0 di inclusione sociale\u2026 \u2013\u00a0 a poter indicare le debolezze, i punti forti, le necessit\u00e0 dei territori stessi e delle persone che li abitano. Sono loro ad essere stati ascoltati dal Forum per cambiare l\u2019ordine delle cose, in un <strong>percorso di confronto durato oltre sei mesi, che ha coinvolto pi\u00f9 di trenta realt\u00e0<\/strong> di base, gruppi organizzativi e associazioni presenti su tutto il territorio nazionale. Da questo confronto non \u00e8 nata solo la mappatura delle urgenze, ma anche <strong>il quadro di ci\u00f2 che gi\u00e0 viene realizzato, spesso dal basso,<\/strong> proprio per sopperire ai nodi causati dalle mancanze istituzionali: <strong>azioni concrete ed esperienze reali che fanno la differenza nella vita delle persone, migranti e rifugiati ma anche cittadine e cittadini dell\u2019intera comunit\u00e0. <\/strong>Perch\u00e9 se i diritti sono rispettati, se le persone si relazionano, se la societ\u00e0 \u00e8 inclusiva, ne giovano tutte e tutti.<br \/>\nA queste esperienze il governo dovrebbe guardare come a <strong>modelli concreti di alternative possibili e gi\u00e0 in essere,<\/strong> con cui interfacciarsi e a cui chiedere come plasmare politiche aderenti ai bisogni reali: questo servirebbe, <strong>per un Piano di integrazione veramente efficace e che non resti tale solo sulla carta<\/strong>, che possa finalmente intervenire sui nodi cruciali che si frappongono tra l\u2019individuo e la sua realizzazione autonoma nella societ\u00e0.<br \/>\n<strong>Il lavoro e la casa in primis<\/strong>: due aspetti ancora troppo precari per l\u2019intera collettivit\u00e0, e ancor pi\u00f9 per i soggetti pi\u00f9 vulnerabili, tra cui migranti e rifugiati. Discriminazioni, sfruttamento, mancanza di politiche di sostegno sono le prime barriere con cui le persone con background migratorio si scontrano tanto nella ricerca di un impiego quanto di un\u2019abitazione.<br \/>\nA questo si associa un <strong>welfare che, contrariamente all\u2019obiettivo per cui dovrebbe esistere, si rivela spesso escludente<\/strong>: la mancanza di formazione degli operatori e la scarsa attenzione alle necessit\u00e0 di cui i nuovi cittadini sono portatori rivela come le istituzioni non sostengano al momento reali percorsi di inclusione, quanto piuttosto mantengano una forma di ghettizzazione sociale, che di fatto costringe migranti e rifugiati a restare in uno status di costante bisogno. Un aspetto che va di pari passo con <strong>l\u2019atteggiamento distante quando non apertamente ostile delle istituzioni<\/strong>, che spesso ostacolano il godimento dei diritti di cui migranti e rifugiati sono portatori.<br \/>\nAlle voci delle realt\u00e0 che operano sul campo, e che nel piano dal basso vengono fatte emergere e valorizzate, si affianca anche quella delle <strong>diaspore, che denunciano l\u2019assenza pressoch\u00e9 totale di protagonismo nella societ\u00e0.<\/strong> Il punto di vista, le raccomandazioni, le valutazioni dei soggetti con background migratorio stentano ad essere raccolti dalle istituzioni, ad essere fatti propri da chi poi deve produrre politiche e norme. Tale mancanza di attenzione non si traduce solo in policy lacunose, parziali e inefficaci, ma anche in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 chiusa su se stessa, che non comprende l\u2019arricchimento che potrebbe derivare da una vera apertura a chi pu\u00f2 portare un punto di vista innovativo, critiche costruttive allo status quo e nuove prospettive per cambiare il reale.<br \/>\n<strong>E\u2019 a partire dal confronto con i territori e chi li vive, e dalla sintesi trovata con tutte le realt\u00e0 coinvolte, che il Forum per cambiare l\u2019ordine delle cose, insieme alle realt\u00e0 che hanno partecipato al percorso, sollecita il governo su alcuni punti precisi:<\/strong><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo si debba ripartire dal contesto locale, dal ruolo delle Regioni e delle reti sociali esistenti per affrontare le criticit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo sia necessaria una piattaforma di proposta e di monitoraggio del piano integrazione che possa coinvolgere gli attori sociali e le diaspore, a partire da un piano di osservazione territoriale.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo che sia indispensabile tracciare un bilancio periodico dei processi di inclusione e della loro riuscita in termini di qualit\u00e0 della vita delle persone, che possa essere misurato da indicatori del benessere, un benessere che deve caratterizzarsi a partire proprio dalla qualit\u00e0 della consapevolezza dei limiti e potenzialit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo che la molteplicit\u00e0 dei piani di intervento, le prassi sperimentali frutto dell\u2019attivazione della societ\u00e0 civile, le voci delle esperienze dirette dei cittadini con background migratorio debbano essere oggetto di un attento studio socio-antropologico al fine di elaborare nuove strategie.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo che debba essere ripreso con forza il progetto lanciato nel 2019 dal Comitato delle Regioni dell\u2019UE, insieme alla Commissione europea e agli enti locali e regionali, \u201cRegioni per l\u2019iniziativa di integrazione\u201d volto a migliorare i processi inclusivi e i potenziali benefici nelle citt\u00e0, nei centri e nelle zone rurali dell\u2019UE, nonch\u00e9 i costi politici, sociali ed economici della mancata integrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo che sia necessario prendere in considerazione le tante esperienze che mettono in atto percorsi di inclusione attraverso attivit\u00e0 artistico-culturali: numerose, ma spesso frammentate, gioverebbero di uno momento di monitoraggio e coordinamento sul piano nazionale, che porterebbe alla conoscenza di quanto gi\u00e0 presente e al confronto istituzionale, per arrivare a una vera valorizzazione delle stesse.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo ora pi\u00f9 che mai che il ruolo svolto dalla societ\u00e0 civile e dalle autorit\u00e0 locali sia fondamentale al fine di creare una forte rete di relazioni tra le comunit\u00e0 di accoglienza, i migranti e le istituzioni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Crediamo che la spontaneit\u00e0 degli interventi sociali e di solidariet\u00e0 verso i migranti e rifugiati, debbano essere valorizzati in un confronto continuo con gli enti di tutela per una ricaduta nell\u2019elaborazione delle necessarie nuove policy, cos\u00ec come sicuramente debbano essere centrali i piani di intervento regionali e gli stanziamenti verso un welfare pi\u00f9 accessibile.<\/em><\/p>\n<p>Dalle migrazioni, i paesi di ingresso possono trarre miglioramenti culturali, sociali, economici. Occorre per\u00f2 il <strong>coraggio politico di effettuare scelte che sovvertano l\u2019ordine attuale<\/strong>, fatto di leggi spesso superficiali e estremamente mutevoli, che tengono davvero poco conto delle persone e del necessario sostegno alla loro inclusione e autodeterminazione. Le sfide che arrivano dalle migrazioni vanno viste come opportunit\u00e0, soprattutto in un contesto in cui la crisi economica europea fa emergere disuguaglianze sempre maggiori e tensioni sociali. Su queste intervengono le esperienze dal basso, con azioni di mutualismo, sostegno, rafforzamento delle comunit\u00e0 locali: straordinarie esperienze di costruzione di coesione sociale. Se finora hanno costituito un\u2019alternativa, ora devono assumere il ruolo di protagonisti attivi del cambiamento sociale e politico, con la valorizzazione e il riconoscimento delle istituzioni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.percambiarelordinedellecose.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/mappaturadelreale.pdf\">SCARICA IL DOSSIER<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.percambiarelordinedellecose.eu\/mappature-del-reale-per-un-futuro-da-creare-2\/\">https:\/\/www.<\/a><a href=\"https:\/\/www.percambiarelordinedellecose.eu\/mappature-del-reale-per-un-futuro-da-creare-2\/\">percambiarelordinedellecose<\/a><a href=\"https:\/\/www.percambiarelordinedellecose.eu\/mappature-del-reale-per-un-futuro-da-creare-2\/\">.eu\/mappature-del-reale-per-un-futuro-da-creare-2\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bussate e vi costruiremo un muro \u2013 Domenico Gallo (*)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>(*) da newsletter n. 54 di\u00a0<a href=\"https:\/\/costituenteterra.us4.list-manage.com\/track\/click?u=e85a857730941b6698a0f69c7&amp;id=5ad4d55e87&amp;e=5a563800ec\"><strong>Costituente Terra<\/strong><\/a>\u00a0del 17 novembre 2021<\/p>\n<p>\u201c<em>Bussate e vi sar\u00e0 aperto<\/em>\u201d, il ben noto versetto del Vangelo di Luca nella cattolicissima Polonia viene interpretato a contrario: <em>bussate quanto vi pare, mai vi sar\u00e0 aperto<\/em>. Anzi non solo non vi sar\u00e0 aperto ma alzeremo un muro, proprio come \u00e8 avvenuto a Berlino nell\u2019agosto del 1961, per impedire a chiunque l\u2019attraversamento della frontiera. E\u2019 questo l\u2019annuncio dato il 15 novembre dal premier polacco Mateusz Morawiecki, che ha precisato che la costruzione inizier\u00e0 gi\u00e0 nel mese di dicembre. Nella stessa giornata in un\u2019intervista concessa all\u2019Agenzia Pap, il premier polacco ha ventilato l\u2019intervento della NATO: \u201cStiamo discutendo con la Lettonia ma soprattutto con la Lituania se non mettere in funzione l\u2019articolo 4 della Nato; ci sembra che ne abbiamo sempre pi\u00f9 bisogno (..) Ormai sappiamo che per fermare il regime bielorusso non bastano solo le parole\u201d. L\u2019art. 4 del Trattato Nato riguarda la difesa esterna.<\/p>\n<p>Ormai \u00e8 evidente che ci troviamo di fronte allo scatenarsi di una nuova guerra fredda, alla nascita di una nuova cortina di ferro, spostata un po\u2019 pi\u00f9 a est della precedente ma ugualmente contrassegnata da muri, distese di cavalli di frisia, eserciti che si confrontano, armi che si accumulano.\u00a0 C\u2019\u00e8 da chiedersi allora, dov\u2019\u00e8 il casus belli, qual \u00e8 l\u2019oggetto della controversia che ci ha fatto precipitare in una crisi cos\u00ec profonda e grave? Dove sono le truppe che minacciano la frontiera polacca e con quali armi?<br \/>\nE\u2019 paradossale, ma l\u2019armata che minaccia la Polonia ed i confini orientali dell\u2019Unione Europea \u00e8 uno sparuto nucleo di uomini, donne e bambini, accampati in un bosco al freddo e al gelo, armati solo dalla speranza di una vita migliore, sottratta agli insulti della violenza e della fame da cui sono fuggiti.<br \/>\nCertamente queste persone sono state portate alla frontiera nel quadro di una politica cinica che sfrutta la loro disperazione come merce di scambio politico o come rivalsa verso le sanzioni che la UE ha adottato nei confronti della Bielorussia, ma questo non cambia la sostanza del problema: il rifiuto di ogni forma di umana solidariet\u00e0 e di accoglienza nei confronti dei profughi che percorre tutta l\u2019Unione Europea ed assume caratteri di vera paranoia in Polonia e Ungheria.<br \/>\nParlando del dramma dei migranti all\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico a Siena, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato: \u201cE\u2019 sconcertante quanto avviene ai confini dell\u2019UE, c\u2019\u00e8 un divario con i principi proclamati (..) Sorprendente il divario tra i grandi principi proclamati e non tenere conto della fame e del freddo a cui sono esposti esseri umani ai confini dell\u2019Unione\u201d.<br \/>\nAnche se non ne ha tratto le conclusioni politiche, Mattarella ha rotto il tab\u00f9 dell\u2019indifferenza qualificando i profughi accalcati alla frontiera, non come invasori, non come alieni, ma come \u201cesseri umani\u201d.<br \/>\nE\u2019 proprio questo il punto, le politiche di respingimento dei flussi migratori adottate dall\u2019Unione Europea sono sostenibili solo al prezzo di disumanizzare la folla dei profughi, di considerarli merce indesiderata da bloccare ai confini, ancor meglio prima che arrivino ai confini dell\u2019UE.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un divario sconcertante fra i grandi principi proclamati solennemente nella Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea e quello che sta accadendo sotto i nostri occhi. Che senso ha dichiarare che la dignit\u00e0 umana \u00e8 inviolabile (art.1), che ogni persona ha diritto alla vita (art. 2), che ogni persona ha diritto alla propria integrit\u00e0 fisica e psichica (art. 3), se poi si lasciano morire di fame e di freddo le persone accampate alla frontiera, che senso ha riconoscere il diritto di asilo (art. 18) secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, se poi si impedisce ai profughi di presentarsi alla frontiera per richiedere asilo?<br \/>\nPersino Putin si \u00e8 potuto permettere di bacchettare l\u2019Unione Europea osservando che non rispetta i suoi stessi principi umanitari.<br \/>\nE\u2019 veramente assurdo che si schieri un\u2019armata in assetto di guerra per proteggere la frontiera dall\u2019assalto di 4.000 persone disarmate che chiedono solo di poter vivere. Nell\u2019Unione Europea vivono circa 400 milioni di persone; i profughi accampati alla frontiera polacca, percepiti come una minaccia dai leaders sovranisti, non rappresentano neppure lo 0,01% della popolazione europea. In Italia negli ultimi dieci anni sono sbarcate 876.000 persone giunte dal mare; una piccola parte sono state rimpatriate, tutti gli altri sono stati assorbili senza drammi dall\u2019Italia e dagli altri Paesi europei.\u00a0 E\u2019 singolare che il Consiglio dei Ministri degli esteri abbia varato nuove sanzioni contro la Bielorussia, senza muovere un dito per consentire che le persone accampate nella foresta potessero essere accolte da qualche Paese europeo.<br \/>\nE\u2019 singolare che un continente in crisi demografica in cui cresce l\u2019invecchiamento della popolazione, respinga i bambini accampati al freddo nella foresta, privandosi dei loro sogni, della loro gioia di vivere, della loro energia vitale, e si cinga di filo spinato alle frontiere.<br \/>\nE\u2019 urgente una rivolta morale ed un\u2019azione politica coerente: dobbiamo pretendere che siano salvati i profughi alla frontiera per salvare l\u2019onore e l\u2019anima dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>P.S.\u00a0<strong>Si riunir\u00e0 mercoled\u00ec 24 novembre 2021 alle ore 16 alla Biblioteca Vallicelliana in piazza della Chiesa Nuova 18, Roma,<\/strong>\u00a0 con la\u00a0 partecipazione di Paola Paesano, Raul Mordenti e Luigi Narducci il gruppo di lavoro Costituente Terra\/Scuola. A tema dell\u2019incontro il progetto avviato con il liceo romano Keplero per una riflessione nella\u00a0 prospettiva di un costituzionalismo globale sui temi posti da Costituente Terra, quali il cambiamento climatico, l\u2019ambiente, guerre e produzione delle armi, fame e diritto alla salute, migrazioni. Gli associati a Costituente Terra presenti a Roma che vi siano interessati, sono invitati a partecipare.<\/p>\n<p>P.S. Un appello diffuso dalla \u201cSociet\u00e0 della cura\u201d esprime perplessit\u00e0 e preoccupazione per l\u2019ormai prossima assunzione italiana del comando della missione della Nato in Iraq lamentando che non vi sia stata un\u2019adeguata discussione pubblica in proposito. La missione verrebbe ampliata da 500 a 4.000 uomini trasformandosi di fatto in missione di combattimento rispetto a quella che, almeno sulla carta, era solamente funzionale all\u2019addestramento dell\u2019esercito iracheno. La recente decisione di dotare le Forze Armate italiane di una flotta di Hero-30, i cosiddetti droni Kamikaze finalizzati all\u2019utilizzo nel \u201cmutato scenario operativo in Iraq\u201d, come scritto nella relazione del Ministero della Difesa riportata dall\u2019osservatorio Milex, non pu\u00f2 che aggravare \u2013 dice l\u2019appello \u2013 questa preoccupazione. L\u2019Iraq \u00e8 uno dei Paesi nel quale si combatte da tempo il conflitto che oppone Stati Uniti e Iran. Il rischio\u00a0 \u00e8 che l\u2019Italia rimanga invischiata nella lotta per il controllo dell\u2019Iraq, per conto di potenze che, come si \u00e8 visto in Afghanistan, non sono in grado di favorire lo sviluppo della democrazia e dei diritti umani; anche con la conseguenza di nuovi rischi pi\u00f9 gravi per la sicurezza delle organizzazioni umanitarie italiane che operano in Iraq. Chi intende aderire all\u2019appello lo pu\u00f2 fare scrivendo a\u00a0<strong><a href=\"mailto:societadellacura@gmail.com\">societadellacura@gmail.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apocalypse Now \u2013 Guido Viale Apocalisse vuol dire rivelazione. Quale rivelazione ci riserva l\u2019Apocalisse ormai in corso? Decine di migliaia di profughi si ammassano ai confini dell\u2019Europa, degli Stati Uniti e dell\u2019Australia: alcuni per sfuggire a guerre e bombardamenti, altri costretti dall\u2019impossibilit\u00e0 di sopravvivere nelle loro terre devastate, molti spinti dal desiderio di sfuggire a&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/migranti-profughi-e-rifugiati-fra-accoglienza-e-apocalisse-di-guido-viale-e-domenico-gallo\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Migranti, profughi e rifugiati: fra accoglienza e apocalisse &#8211; di Guido Viale e Domenico Gallo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[7,35,36,41,33,37,46,32,12],"tags":[],"class_list":["post-4573","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-appuntamenti","category-democrazia","category-diritti-umani","category-guerra","category-italia","category-migrazioni","category-minoranze","category-multinazionali","category-news","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-1bL","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4573"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4573\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4574,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4573\/revisions\/4574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}