{"id":4588,"date":"2021-12-12T03:53:33","date_gmt":"2021-12-12T02:53:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4588"},"modified":"2021-12-12T03:53:33","modified_gmt":"2021-12-12T02:53:33","slug":"lettera-della-rete-di-quarrata-dicembre-natale-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/lettera-della-rete-di-quarrata-dicembre-natale-2021\/","title":{"rendered":"Lettera della Rete di Quarrata Dicembre-Natale 2021"},"content":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo,<\/p>\n<p>oggi in tanti Stati del mondo, 811 milioni di uomini e donne, anziani e bambini,\u00a0 stanno lottando per la loro liberazione dalla fame. Questi sono i dati della FAO pubblicati la settimana scorsa. Si lotta ancora per mangiare a sufficienza o per avere una casa per la propria famiglia. In altri paesi per il minimo benessere offerto dal progresso. Siamo ancora lontani dalla ricerca della liberazione su un piano sociale, politico, economico, spirituale e ambientale. Mentre gli operai, gli scartati, gli impoveriti, coloro che vivono ai margini, devono sapere che hanno il diritto e il dovere di impegnarsi lottando, per migliorare la propria vita. E\u2019 con loro che dobbiamo continuare a sostenere la lotta.<\/p>\n<p>Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo solo godere della felicit\u00e0 del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l\u2019un l\u2019altro. In questo mondo c\u2019\u00e8 posto per tutti. La vita pu\u00f2 essere felice e magnifica ma, noi l\u2019abbiamo dimenticato. L\u2019avidit\u00e0 ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell\u2019odio, facendoci sempre pi\u00f9 egoisti.<\/p>\n<p>Abbiamo i mezzi e le capacit\u00e0 per spaziare ma, ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell\u2019abbondanza ci ha dato povert\u00e0 interiore, la scienza ci sta trasformando in cinici, l\u2019abilit\u00e0 ci ha resi duri e cattivi pensando di bastare a noi stessi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Pi\u00f9 che macchinari e tecnologia, ci serve umanit\u00e0, pi\u00f9 che abilit\u00e0 ci serve bont\u00e0 e gentilezza. Senza queste qualit\u00e0 la vita \u00e8 violenza. La comunicazione ha avvicinato le persone, come i mezzi di trasporto, adesso il mondo reclama la bont\u00e0 di ognuno di noi, reclama la fratellanza universale, l\u2019unione nell\u2019umanit\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p>Milioni di uomini, donne e bambini disperati, sono vittime di un sistema che impone ad altri uomini di torturare e imprigionare gente innocente. L\u2019avidit\u00e0 che li comanda pu\u00f2 essere un male passeggero se ognuno di noi si impegna a fare la propria parte. Coloro che odiano sono quelli che non hanno ricevuto l\u2019amore altrui. In nome della democrazia facciamo in modo che la vita sia bella e libera per chi fa fatica. Solo unendoci possiamo preparare un mondo nuovo, migliore, che dia a tutti un lavoro, ai giovani un futuro, agli anziani la sicurezza. Lavoriamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti una base di benessere.<\/p>\n<p>Ci sono anche i segni che ci entusiasmano, le esperienze seppur minuscole che ci fanno sperare nel futuro, la stretta di mano fra un giovane del Gambia e del Senegal che parlano con confidenza della fraternit\u00e0 e hanno il desiderio di vivere secondo giustizia. E\u2019 anche grazie\u00a0 a piccoli gesti se\u00a0 dentro di noi si illumina qualcosa.\u00a0 Al contrario, se viviamo chiusi nelle nostre case, se abbiamo le nostre casseforti con doppia chiave, se ci asserragliamo nella sicurezza, la paura sar\u00e0 il nostro pane quotidiano, non avremo nessuna gioia se non quella superficiale della soddisfazione degli istinti. Dimenticando che quando ci chiudiamo agli altri avremo sempre e solo paura.<\/p>\n<p>E\u2019 scegliendo la linea dell&#8217;impegno illuminato dalla speranza che vivremo con una grande gioia interiore, con il senso profondo che la vita non \u00e8 spesa invano e che ogni attimo passato, ogni gesto compiuto\u00a0 si deposita dentro di noi. Prima o poi ne\u00a0 prenderemo coscienza e tutto diventer\u00e0 primavera.<\/p>\n<p>Siamo ormai giunti al termine dell\u2019anno. Solitamente \u00e8 uso fare bilanci. Sento urgente iniziare dalla Terra. Questo pianeta che ci \u00e8 Madre e Padre, da questa Terra dalla quale traiamo la vita. Per porsi l\u2019interrogativo che la salvezza della stessa non cade dal cielo ma, \u00e8 solo e unicamente frutto di una rinnovata attenzione da parte di ognuno di noi.<\/p>\n<p>Oggi, adesso, ora, \u00e8 urgente iniziare a praticare un\u2019etica della cura e della responsabilit\u00e0 della Terra. Ogni sapere, ogni istituzione, ogni religione, ogni persona, ogni comunit\u00e0 deve porsi questa domanda: \u201ccosa faccio io per<\/p>\n<p>preservarla e garantire che abbia un futuro?\u201d Noi uomini non siamo fuori dalla natura, non possiamo vivere a prescindere da essa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile che in questa meravigliosa e feconda terra, che produce molto pi\u00f9 cibo di quello necessario ai suoi abitanti, ci sia chi soffre la fame. Avete letto bene, la Madre Terra produce in abbondanza, tanto da avanzarne ma,<\/p>\n<p>insufficiente a soddisfare la voracit\u00e0 di pochi a sfavore dei molti. Non manca il cibo, manca la fame di giustizia. Al noi prepotentemente abbiamo sostituito l\u2019io.<\/p>\n<p>In questo momento, la met\u00e0 degli abitanti dell\u2019Africa vive con 0,70 centesimi al giorno. Un continente in agonia. Ci ricordiamo di questo continente ricchissimo che quotidianamente depauperiamo solo per giudicare i tanti africani che in cerca di \u201cvita\u201d, costretti dalla miseria, emigrano nel nostro paese.<\/p>\n<p>In Brasile attualmente sono cento milioni, il 45% della popolazione, le persone che fanno fatica a mettere insieme il pasto con la cena, questo \u00e8 ci\u00f2 che ci scrivono i nostri referenti e le notizie quotidiane che ci giungono.<\/p>\n<p>Lo scorso anno sono stati spesi 1.800 miliardi di dollari in armamenti. Questa nostra societ\u00e0, il nostro stile di vita, hanno determinato nuovi nemici dai quali difendersi: poveri-gli impoveriti, quelli che mettono in discussione il nostro stile di vita.<\/p>\n<p>K.Gibran, nel suo conosciutissimo libro Il Profeta alla domanda di un mercante che gli chiese:<em>\u201cParlaci del Comprare e del Vendere\u201d,<\/em> egli rispose:<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>\u201cla terra vi elargisce i propri frutti e questi non vi verranno mai a <\/strong><\/em><em><strong>mancare se solo saprete riempirvene le mani. E\u02bc nello scambio dei beni della terra che troverete l\u2019abbondanza e sarete sazi. Tuttavia se lo scambio non viene fatto con amore e generosa giustizia, condurr\u00e0 alcuni all\u2019avidit\u00e0 ed altri alla fame\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Quando attiveremo lo sguardo non per possedere, ma per ospitare l\u2019altro in noi stessi.<\/p>\n<p>Quando trasformarci e scoprire i gesti e le parole che possono esprimere il desiderio dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Quando poseremo realmente sugli impoveriti uno sguardo sincero interessato in modo da comunicare loro sicurezza, serenit\u00e0, gioia e stimolo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse questo, d\u2019altro canto, il vero fondamento dell\u2019amore? Non \u00e8 forse l\u2019amore, nel suo significato pi\u00f9 ampio la base della riuscita di ogni rapporto personale e sociale?<\/p>\n<p><strong>\u00c8 Natale<\/strong>, questo povero bambino nato \u201cemarginato\u201d in una mangiatoia poich\u00e9 non \u201caccolto\u201d cosa pu\u00f2 dirci oggi?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni di festa proviamo a guardare, a vedere con gli occhi del cuore, e non con gli occhi della ragione come siamo stati educati ed abituati a fare. Riscattiamo oggi i diritti del cuore: lasciamoci commuovere dai bambini, permettiamo che sognino e lasciamoci riempire di tenero amore da questo<strong> \u201cbambino\u201d<\/strong> che prov\u00f2 amore e gioia nel divenire uno di noi.<\/p>\n<p>A cosa serve essere credenti o credere nella giustizia? A stare dalla parte degli impoveriti, dei neri, degli indios. Abbracciare le loro cause, appoggiarli, partecipare alle loro sofferenze.<\/p>\n<p><strong>In questo Natale<\/strong>, una Chiesa e una societ\u00e0 che non ascoltano il grido degli impoveriti, come ci insegna papa Francesco, ha poche cose da dire agli uomini, a Dio e alla costruzione di un mondo giusto.<\/p>\n<p><strong>In questo Natale,<\/strong> cerchiamo di interrogarci su ci\u00f2 che rimane della nostra vita, non sono le cose materiali, ma i ricordi dei momenti che abbiamo vissuto, che abbiamo condiviso che ci hanno fatto felici. Perch\u00e8 questa nostra ricchezza sar\u00e0 sempre presente nella nostra mente, nel nostro cuore e nelle emozioni che abbiamo sentito dentro di noi e che ci hanno scaldato il cuore.<\/p>\n<p>Buon Natale e buon anno, Antonio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se desideri ricevere o fare ricevere una copia saggio ad una amica\/o della rivista: <\/strong><\/p>\n<p><strong>In Dialogo-Notiziario della Rete Radi\u00e8 Resch scrivi a: <\/strong><strong><a href=\"mailto:notiziario@rrrquarrata.it\">notiziario@rrrquarrata.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricordo ad ognuno di noi l\u2019autotassazione libera nella quantit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>e continuativa nel tempo a sostegno dei progetti<\/strong><\/p>\n<p><strong>I versamenti devono essere effettuati sui <\/strong><strong>seguenti <\/strong><strong>conti:<\/strong><\/p>\n<p>Conto della Banca Alta Toscana<\/p>\n<p>intestato a Rete Radi\u00e9 Resch<\/p>\n<p><strong>IBAN: IT 42 M 08922 70500 000000004665<\/strong><\/p>\n<p>Indicando sempre la causale<\/p>\n<p>oppure sul Conto corrente postale intestato a Notiziario della Rete Radi\u00e9 Resch:<\/p>\n<p><strong>IBAN: IT 15 N 07601 13800 000011468519<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima, carissimo, oggi in tanti Stati del mondo, 811 milioni di uomini e donne, anziani e bambini,\u00a0 stanno lottando per la loro liberazione dalla fame. 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