{"id":4611,"date":"2021-12-25T12:05:22","date_gmt":"2021-12-25T11:05:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4611"},"modified":"2021-12-25T12:05:22","modified_gmt":"2021-12-25T11:05:22","slug":"i-leader-il-gruppo-la-fabbrica-comunita-ecco-come-gkn-e-diventata-un-simbolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/12\/i-leader-il-gruppo-la-fabbrica-comunita-ecco-come-gkn-e-diventata-un-simbolo\/","title":{"rendered":"I leader, il gruppo, la fabbrica-comunit\u00e0: ecco come Gkn \u00e8 diventata un simbolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Vi racconto i nostri mesi di lotta: perch\u00e9 siamo riusciti ad arrivare fin qui&#8221;. Matteo Moretti, operaio e rappresentante sindacalele, parla del segreto dei lavoratori Gkn<\/strong><\/p>\n<p>Gli operai della Gkn hanno vinto, dopo sei mesi di assemblea permanente, manifestazioni e iniziative siamo a un punto di svolta. L\u2019advisor Francesco Borgomeo ha acquistato lo stabilimento, i licenziamenti sono scongiurati e nei prossimi sei mesi l\u2019azienda sar\u00e0 rilevata da un nuovo gruppo e si lavorer\u00e0 a una trasformazione. Matteo Moretti, rappresentante sindacale interno della Fiom e membro del direttivo, fa il punto sui sei mesi di \u201cresistenza\u201d e sui motivi che hanno portato proprio Gkn da stabilimento di Campi Bisenzio a vertenza simbolo a livello nazionale.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la cosa positiva del passaggio di propriet\u00e0 di Gkn, da Melrose a Borgomeo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aspetto positivo \u00e8 che abbiamo respinto i licenziamenti, di conseguenza\u00a0 \u00e8 ritirato lo stato di liquidazione della societ\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p><strong>La cosa pi\u00f9 importante che avete fatto e che vi ha portato a questa nuova fase?<\/strong><\/p>\n<p>A differenza delle altre vertenze abbiamo aperto la lotta al territorio, incrociato altre vertenze, altri mondi del lavoro. Siamo usciti dal classico disegno \u201cpoverini perdono il lavoro\u201d e non abbiamo cercato una soluzione individuale e individualista. Dal primo minuto abbiamo ripetuto che era una battaglia nazionale che coinvolgeva un intero settore. Poi c\u2019\u00e8 stato l\u2019articolo 28, senza la condanna del tribunale di Firenze, il 22 settembre, la\u00a0 fabbrica sarebbe stata chiusa. La combinazione di queste due situazioni ha portato a evitare i licenziamenti,\u00a0 non una volta ma due volte.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tra tante vertenze proprio voi siete diventati un simbolo? Qual \u00e8 il segreto del vostro gruppo?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019abitudine all\u2019attivit\u00e0 sindacale. Il nostro motto era \u201cnon importa essere un delegato per fare il sindacato\u201d. Chiunque poteva affacciarsi alla dialettica, interna ed esterna, e partecipare. Tutto il gruppo era quindi cosciente, forte. E questa forza l\u2019abbiamo sempre messa a disposizione. Con le lotte delle aziende di appalto: noi ci sedevamo con loro al tavolo. Abbiamo sempre fatto fronte comune con i precari, con il personale esterno. Questa nostra abitudine il 9 luglio \u00e8 servita a noi ed \u00e8 stata portata anche nelle altre vertenze italiane. Le nostre parole sono state ascoltate e sono piaciute. Siamo stati insieme ai movimenti del clima, agli studenti delle scuole, alle altre fabbriche e alle loro vertenze. Purtroppo non siamo i salvatori dei lavoratori ma possiamo raccontare un modello.<\/p>\n<p><strong>Non nascondiamo che tra voi ci sono dei leader. Persone che sono riuscite a creare una squadra con tutti gli operai, a parlare al mondo della cultura, agli intellettuali, agli economisti.<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono persone che hanno attitudini diverse che hanno fatto ci\u00f2 che serviva ed era nelle proprie corde. C\u2019\u00e8 stato chi \u00e8 bravo con la scrittura e la parola, chi ha attitudine a stare in gruppo, chi sa fare politica, chi invece ha un percorso sindacale. E chi faceva il magazziniere e si \u00e8 trasformato in responsabile del reparto mensa. Chi ha gestito il bar. Ci sono compagni che si sono messi a disposizione per raccogliere risorse ches servivano: facendo felpe, magliette. C\u2019\u00e8 stato l\u2019aiuto delle mogli: le famiglie hanno condiviso la nostra lotta e ci hanno garantito la giusta\u00a0 serenit\u00e0. Alcuni compagni ci hanno detto che hanno dovuto lasciare perch\u00e9 le famiglie non erano d\u2019accordo. Poi ci sono stati i \u201csolidali\u201d: abbiamo creato una segreteria tecnica, un ufficio stampa. La comunit\u00e0 che c\u2019era nella nostra fabbrica ha abbracciato il territorio che si \u00e8 messo a disposizione per salvare i posti di lavoro che noi dicevamo \u201cnon sono nostri, li abbiamo ereditati ed \u00e8 giusto che vengano lasciati al territorio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quando avete avuto paura?<\/strong><\/p>\n<p>Paura mai, rabbia s\u00ec. Tanta. Preoccupazione che quello che noi, negli anni, avevamo venisse\u00a0 spazzato via da un fondo finanziario. Non temevamo per il nostro posto: era chiaro che quello ce lo avrebbero ritrovato avrebbero fatto a corsa per assumere i lavoratori della Gkn per le competenze e perch\u00e9 ormai eravamo un simbolo. Ma quei posti erano a Firenze dal 1930. Perdere quello che ci era stato lasciato, da chi era passato prima di noi dall\u2019ex Fiat, non potevamo accettarlo.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 chi vi ha messo i bastoni tra le ruote.<\/strong><\/p>\n<p>In primis il fondo finanziario, poi\u00a0 la politica che ha votato un emendamento che sostanzialmente legittima quello che il fondo Melrose voleva . La politica si \u00e8 mostrata come un mediatore ma non aveva leve per cambiare le cose, un po\u2019 come quello che d\u00e0 la parola nei dibattiti pubblici. Parla ma i contenuti arrivano da altri. La politica non ha dato la sensazione di voler davvero fare qualcosa. Ora ha legittimato la fuga da un territorio delle multinazionali con\u00a0 un po\u2019 di cassa integrazione, qualche incentivo all\u2019esodo e un po\u2019 di multe.Mi sorprende non ci sia stata una levata di scudi a livello locale: le multinazionali possano lasciare il territorio pagando una manciata di spiccioli e lasciare scheletri.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 chi avrebbe brindato a questo punto. Voi avete ancora un atteggiamento molto cauto.<\/strong><\/p>\n<p>Siamo soddisfattissimi di quello che sta accadendo. Elettrolux che \u00e8 a pochi chilometri dal nostro stabilimento e di cui conosciamo i lavoratori ha\u00a0 visto l\u2019investitore privato arrivare e poi sparire col bottino.<\/p>\n<p>Se guardiamo a \u201cFiducia nel futuro della fabbrica di firenze\u201d, il nuovo nome, vediamo una fabbrica con uno nome che rappresenta uno stato emozionale. Abbiamo massimo rispetto per chi ci ha acquistato ma prima di suonare la fanfara vogliamo vedere seriet\u00e0. Firmiamo un accordo con quello che accadr\u00e0 e le garanzie necessarie e poi potremo far festa. \u201cVi riprendo ma decurtatevi lo stipendio. Un po\u2019 di personale serve ma siete troppi\u201d sono frasi dietro l\u2019angolo. Ora recupereremo il nostro tavolo, quello sindacale, e parleremo. Siamo contenti di questo punto di partenza.<\/p>\n<p><strong>Avete un progetto per una fabbrica di auto e mezzi elettrici. E\u2019 stilato con economisti, professori universitari. Lo presenterete a Borgomeo?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. E\u2019 un piano che ha varie sfaccettature: prevede un centro ricerca, laboratori per lo sviluppo delle nuove tecnologie con le universit\u00e0. Se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica e industriale pu\u00f2 essere portato avanti anche se il settore non sar\u00e0 quello dell\u2019automotive o con altre realt\u00e0 produttive. Borgomeo \u00e8 venuto a dirci, per assurdo, quello che noi abbiamo sempre detto: che Fiat e Fca non esistono pi\u00f9 e che Stellantis sta spostando le produzioni in Nord Europa\u00a0 \u00e8 quindi l\u2019automotive sar\u00e0\u00a0 fortemente ridimensionato. Il governo, mentre anche lui lo sosteneva, \u00e8 stato in silenzio. Chi tace acconsente, diceva qualcuno. Da queste aziende dell\u2019indotto che ci sono e sono a rischio, con noi o senza di noi, potrebbe nascere il polo pubblico dei mezzi sostenibili.<\/p>\n<p><strong>Avete detto: non trattateci come uno spot di Natale.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec perch\u00e9 tra i lavoratori c\u2019\u00e8 tanta rabbia. Il fondo Melrose se ne va impunito. Toglie le tende senza che nessuno gli abbia torto un capello. Spero si capisca quel \u00e8\u00a0 il nostro stato d\u2019animo, che i\u00a0 lavoratori sono frustrati.\u00a0 Non ci saranno i licenziamenti e c\u2019\u00e8 speranza. Chiediamo seriet\u00e0, competenza, sobriet\u00e0 per portare l\u2019ex Gkn verso un nuovo futuro<\/p>\n<p><strong>Lo spumante lo mettiamo in frigo?<\/strong><\/p>\n<p>Certo, ma per brindare, stateci a sentire, \u00e8 ancora presto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Vi racconto i nostri mesi di lotta: perch\u00e9 siamo riusciti ad arrivare fin qui&#8221;. Matteo Moretti, operaio e rappresentante sindacalele, parla del segreto dei lavoratori Gkn Gli operai della Gkn hanno vinto, dopo sei mesi di assemblea permanente, manifestazioni e iniziative siamo a un punto di svolta. 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