{"id":4818,"date":"2022-07-15T05:27:02","date_gmt":"2022-07-15T03:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4818"},"modified":"2022-07-15T05:27:02","modified_gmt":"2022-07-15T03:27:02","slug":"ricordi-la-jenin-di-shireen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2022\/07\/ricordi-la-jenin-di-shireen\/","title":{"rendered":"Ricordi. La Jenin di Shireen"},"content":{"rendered":"<p>Shireen Abu Akleh<\/p>\n<p>\u00abCi siamo resi visibili ai soldati. Siamo rimasti fermi per circa dieci minuti per assicurarci che sapessero che eravamo l\u00ec come giornalisti. Non ci sono stati colpi di avvertimento, cos\u00ec ci siamo spostati verso il campo profughi di Jenin\u00bb. Shatha Hanaysha, giovane giornalista palestinese, ha raccontato cos\u00ec gli ultimi minuti di vita di Shireen Abu Akleh. Lo racconta, nel suo articolo sul manifesto, Michele Giorgio, che precisa come in quel momento fosse in corso un\u2019incursione dell\u2019esercito israeliano a copertura dell\u2019unit\u00e0 scelta Dovdovan entrata nel campo profughi per arrestare un presunto militante armato del Jihad Islami. Testimonianze dirette riportate da Al Jazeera e altri giornalisti parlano di cecchini dell\u2019esercito israeliano sui tetti delle case circostanti. Le autorit\u00e0 israeliane confermano l\u2019operazione militare nel campo e accusano dell\u2019assassinio della nota giornalista palestinese \u2013 anche cittadina statunitense \u2013 di Al Jazeera ipotetici \u201cterroristi palestinesi\u201d. Qui riportiamo un articolo dello scorso anno, breve ma assai significativo della straordinaria passione con la quale Shireen interpretava il suo lavoro e della Jenin che i suoi assassini non volevano fosse pi\u00f9 raccontata cos\u00ec.<\/p>\n<p>Probabilmente \u00e8 stata una coincidenza a riportarmi indietro di vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Quando sono arrivata a Jenin a settembre, non mi aspettavo di rivivere questa sensazione travolgente. Jenin \u00e8 sempre la stessa fiamma inestinguibile che ospita giovani senza paura che non sono intimiditi da alcuna potenziale invasione israeliana.<!--more--><\/p>\n<p>Il successo della fuga dalla prigione di Jalbou \u00e8 stato il motivo per cui ho trascorso diversi giorni e notti in citt\u00e0. \u00c8 stato come tornare al 2002, quando Jenin visse qualcosa di unico, diverso da qualsiasi altra citt\u00e0 della Cisgiordania. Verso la fine dell\u2019Intifada di Al-Aqsa, cittadini armati si sparpagliarono per tutta la citt\u00e0 e sfidarono pubblicamente le forze di occupazione a fare irruzione nel campo.<\/p>\n<p>Nel 2002, Jenin divenne una leggenda nella mente di molti. La battaglia che ebbe luogo nel campo in quell\u2019aprile contro le forze di occupazione \u00e8 ancora potentemente presente nella mente dei suoi abitanti, anche di quelli che quando avvenne non erano ancora nati.<\/p>\n<p>Tornando a Jenin ora, 20 anni dopo, ho incontrato molti volti familiari. In un ristorante ho incontrato Mahmoud che mi ha accolto con la domanda: \u201cTi ricordi di me?\u201d \u201cS\u00ec\u201d, risposi, \u201cmi ricordo di te\u201d. \u00c8 difficile dimenticare quel viso e quegli occhi. Ha continuato: \u201cSono stato rilasciato dal carcere pochi mesi fa\u201d. Mahmoud era ricercato dagli israeliani quando l\u2019avevo incontrato durante gli anni dell\u2019Intifada.<\/p>\n<p>Ho rivissuto quei sentimenti di ansia e di orrore che provavamo ogni volta che incontravamo una persona armata nel campo. Mahmoud \u00e8 uno dei fortunati; \u00e8 stato imprigionato e rilasciato, ma i volti di molti altri si sono trasformati in simboli o meri ricordi per gli abitanti di Jenin e per i palestinesi in generale.<\/p>\n<p>Durante questa visita non abbiamo avuto difficolt\u00e0 a trovare un posto dove alloggiare, a differenza di dieci anni fa quando dovevamo stare in case di persone che non conoscevamo. A quel tempo, non c\u2019erano alberghi e le persone ci aprivano le loro case .<\/p>\n<p>A prima vista, la vita a Jenin pu\u00f2 sembrare normale, con ristoranti, hotel e negozi che aprono le porte ogni mattina. Ma a Jenin abbiamo la sensazione di essere in un piccolo villaggio in cui si controlla ogni estraneo che entra. In ogni strada, la gente chiede alla troupe: \u201cSiete della stampa israeliana?\u201d \u201cNo, veniamo da Al-Jazeera\u201d. Le targhe gialle dei veicoli israeliani suscitano sospetto e paura. L\u2019auto \u00e8 stata fotografata e la fotografia \u00e8 stata fatta circolare pi\u00f9 volte prima che il nostro movimento in citt\u00e0 diventasse familiare agli abitanti.<\/p>\n<p>A Jenin abbiamo incontrato persone che non hanno mai perso la speranza; non hanno permesso alla paura di infiltrarsi nei loro cuori e non sono stati spezzate dalle forze di occupazione israeliane. Probabilmente non \u00e8 un caso che i sei prigionieri che sono riusciti a fuggire provengano tutti dalle vicinanze di Jenin e del campo.<\/p>\n<p>Per me, Jenin non \u00e8 una storia effimera nella mia carriera e nemmeno nella mia vita personale. \u00c8 la citt\u00e0 che pu\u00f2 alzarmi il morale e aiutarmi a volare. Incarna lo spirito palestinese che a volte trema e cade ma, al di l\u00e0 di ogni aspettativa, si rialza per perseguire i suoi voli e i suoi sogni.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 stata la mia esperienza di giornalista; nel momento in cui sono fisicamente e mentalmente esausta, mi trovo di fronte a una nuova, sorprendente leggenda.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 emergere da una piccola apertura, o da un tunnel scavato nel sottosuolo.<\/p>\n<p>Shireen Abu Aqleh:  da 24 anni mi occupo del conflitto israelo-palestinese per conto di Al Jazeera. Oltre alla questione politica, la mia preoccupazione \u00e8 stata e sar\u00e0 sempre la storia umana e la sofferenza quotidiana del mio popolo occupato. Prima di entrare ad Al Jazeera , sono stata co-fondatrice di Sawt Falasteen Radio. Nel corso della mia carriera, ho seguito quattro guerre contro la Striscia di Gaza e la guerra israeliana in Libano nel 2009, oltre alle incursioni in Cisgiordania. Inoltre, ho seguito eventi negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Turchia e in Egitto.<\/p>\n<p>Fonte e versione originale in inglese: This Week in Palestine<\/p>\n<p>Traduzione di Grazia Parolari \u201cTutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali\u201d \u2013 Invictapalestina.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Shireen Abu Akleh \u00abCi siamo resi visibili ai soldati. Siamo rimasti fermi per circa dieci minuti per assicurarci che sapessero che eravamo l\u00ec come giornalisti. Non ci sono stati colpi di avvertimento, cos\u00ec ci siamo spostati verso il campo profughi di Jenin\u00bb. Shatha Hanaysha, giovane giornalista palestinese, ha raccontato cos\u00ec gli ultimi minuti di vita&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2022\/07\/ricordi-la-jenin-di-shireen\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Ricordi. 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