{"id":4837,"date":"2022-08-29T00:08:44","date_gmt":"2022-08-28T22:08:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2022\/08\/lettera-dei-nostri-referenti-del-progetto-a-favore-del-popolo-mapuche-in-cile-jose-nain-margot-collipal\/"},"modified":"2022-08-29T00:08:44","modified_gmt":"2022-08-28T22:08:44","slug":"lettera-dei-nostri-referenti-del-progetto-a-favore-del-popolo-mapuche-in-cile-jose-nain-margot-collipal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2022\/08\/lettera-dei-nostri-referenti-del-progetto-a-favore-del-popolo-mapuche-in-cile-jose-nain-margot-collipal\/","title":{"rendered":"Lettera dei nostri referenti del progetto a favore del popolo Mapuche in Cile: Jose Nain, Margot Collipal"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Associazione Regionale Mapuche Folilko<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>SIGNOR<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GABRIEL BORIC FONT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CILE.<\/p>\n\n\n\n<p>Signor Presidente della Repubblica del Cile,<\/p>\n\n\n\n<p>siamo un gruppo di comunit\u00e0 che appartengono all&#8217;onorevole Nazione Mapuche, dai comuni di Puerto Saavedra, Carahue, Nueva Imperial, Chol Chol, Galvarino, Traiguen, Lumaco, Lautaro, Padre las Casas, Pitrufquen, Freire, Villarrica, Curarrehue, Melipeuco e Vilcun, delle Province di Cautin e Malleco; della Regione dell&#8217;Araucania. Fin dall&#8217;antichit\u00e0 abbiamo abitato il cono meridionale dell&#8217;America, un vasto territorio che si estende dall&#8217;Oceano Atlantico all&#8217;Oceano Pacifico, dalla Valle del Mapocho a sud e dalla parte argentina dalla Provincia di Buenos Aires sempre a sud. Dopo un lungo processo di invasione da parte della Corona Spagnola siamo stati ridotti in un territorio dal Rio Bio Bio a sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla nostra convergenza mapuche, abbiamo ottenuto una profonda riflessione sul nostro passato, presente e futuro come Popolo. Quindi, da questa realt\u00e0 in cui siamo immersi come Nazione Originaria, in questo senso siamo riusciti ad avanzare nel rivitalizzare, valorizzare e riconoscere la guida delle nostre Autorit\u00e0 Tradizionali: Lonko, Machi, Kimche, Ngempin, Weupife e Werken. La partecipazione attiva del movimento Mapuche, cos\u00ec come i consigli e le istanze rilevanti di tipo culturale, spirituale, sociale e politico, sono le questioni che possono convalidare qualsiasi tentativo di dialogo in cui vengano affrontati argomenti relativi alla Nazione Mapuche e ai suoi diritti. Quelle e quelli di noi che vi partecipano non sono rappresentanti della Nazione Mapuche nel suo insieme, ma rappresentiamo le nostre comunit\u00e0 e i relativi spazi territoriali tuttavia, non per questo, cessiamo di essere meno importanti e significativi per gettare le basi per un trattamento diverso dello Stato del Cile verso la Nazione Mapuche.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>La violenza \u00e8 una questione traboccante, ha prevalso sul dialogo e sulla diplomazia. Questo \u00e8 accaduto fondamentalmente perch\u00e9 lo Stato del Cile e i suoi governanti non hanno mai avuto la volont\u00e0 politica di affrontare con fermezza e decisione il conflitto dal fiume Bio Bio a sud. La Repubblica del Cile ha non ha mai riconosciuto il ruolo sproporzionato e l&#8217;imposizione brutale che ha esercitato contro il popolo mapuche e le sue comunit\u00e0 e, di fronte a quel vuoto, ha preso la strada politica sbagliata e l&#8217;ha mutata in una questione interna, trasferendo la responsabilit\u00e0 alla polizia e ai tribunali cileni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una prolungata invasione del territorio della Nazione Mapuche da parte della Corona Spagnola, vi fu una permanente resistenza all&#8217;ingresso totale degli Spagnoli nel nostro territorio mapuche, perch\u00e9 non fu mai perso di vista il concetto di territorio. Questione molto fortemente accentuata da uno degli uomini pi\u00f9 visionari del nostro Popolo Mapuche, Toki Pelantraru, che mantenne una guida fortemente energica dal 1570 al 1590. Per sua convinzione ebbe sempre l&#8217;idea di tenere gli spagnoli a nord del Rio Bio Bio, un forma per mantenere l&#8217;unit\u00e0 della Nazione Mapuche e del suo territorio (Wallmapu). L&#8217;esercizio dell&#8217;Autodeterminazione sarebbe stato pienamente mantenuto, garantendo pace e tranquillit\u00e0. Poi va segnalato il Trattato di Tapihue del 1825, concordato dalla Repubblica del Cile e dalla Nazione Mapuche, che riconosce la Libera Determinazione e l&#8217;autonomia territoriale dal Bio Bio a sud.<\/p>\n\n\n\n<p>Consapevoli di questa teoria, riaffermiamo che in effetti il \u200b\u200bnostro popolo avrebbe potuto proiettare meglio se stesso, la sua cultura, economia e spiritualit\u00e0 fondate fondamentalmente sul rispetto e sulla valorizzazione della biodiversit\u00e0 che ci ha dato cibo, medicine e salute, per i membri&nbsp;&nbsp;delle nostre comunit\u00e0 mapuche. Per noi, per i nostri capi mapuche che resistettero all&#8217;invasione, c&#8217;era sempre assoluta chiarezza sul fatto che le nostre terre e il nostro territorio avevano un posto per i figli e le figlie di Ngenemapun (forza della terra) ai quali avevano affidato il compito di custodirlo e proteggerlo da qualsiasi aggressione. Quella convinta missione \u00e8 ci\u00f2 che muove i Mapuche a difendere la loro madre terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre secoli di incontri e scontri, battaglie dopo battaglie, gli Spagnoli riuscirono a capire che non potevamo convivere all&#8217;interno dello stesso territorio, cio\u00e8 dal fiume Bio Bio a sud. Era uno spazio assolutamente mapuche, quindi accettarono di creare il confine e i valichi di frontiera che delimitavano entrambe le istituzioni, sia della Corona spagnola che della Nazione Mapuche. Nell&#8217;anno 1641 (6 gennaio) fu firmato il primo Parlamento o Patto di Quilin. Francisco L\u00f3pez de Z\u00fa\u00f1iga firma con il Lonko sulle rive del fiume Quillen (l&#8217;attuale provincia di Caut\u00edn), e il trattato di Tapihue del 1825 concluso con lo Stato del Cile e il nostro popolo Mapuche. Quest&#8217;ultimo Parlamento ha riaffermato l&#8217;impegno storico a rispettare gli accordi stabiliti, cosa che attualmente permetter\u00e0 di gettare le basi e stabilire una carta di navigazione pi\u00f9 chiara e coerente con la realt\u00e0 che viviamo nel Wallmapu.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver stabilito misure di convivenza basate sul riconoscimento di entrambi i Popoli &#8211; della Corona Spagnola e della Nazione Mapuche (circa 300 anni) &#8211; inizia in America il processo di indipendenza dei Creoli. Questi, tutelati nei loro litigi e desideri economici e politici, iniziarono a generare destabilizzazione nel nostro territorio che cre\u00f2 confusione e rivalit\u00e0 in settori sostenuti dai detti trattati (o parlamenti) da parte di coloro che volevano solo distruggere quanto stabilito. Questo port\u00f2 a grandi battaglie contro gli Spagnoli e la persecuzione della Nazione Mapuche rispetto agli accordi stabiliti in clima coloniale.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio del 1800 comincia a delinearsi il concetto di Repubblica, che si conclude infine con l&#8217;istituzione del Primo Consiglio Nazionale per stabilire le linee guida e i pilastri della Repubblica del Cile. In questo senso la Corona Spagnola inizia a perdere forza, mentre nel caso del Popolo Mapuche inizia la minaccia al nostro territorio che sfocia infine in un provvedimento arbitrario e fiscale che vincola con la forza il territorio mapuche alla sua giurisdizione. In tal senso ci \u00e8 stata mposta la nazionalit\u00e0 cilena, le sue istituzioni, le dogane e leggi, che ci mantengono spogliati dei nostri diritti pi\u00f9 elementari.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il processo di occupazione del territorio mapuche da parte dello Stato del Cile (noto come la pacificazione dell&#8217;Araucan\u00eda), molti mapuche furono assassinati, le nostre madri e sorelle violentate, i nostri anziani uomini e donne furono uccisi, bambini e bambine assassinati, essi furono rinchiusi nei Ruka (antiche abitazioni mapuche, ndt) e bruciati vivi. Secondo le cronache dei giornali della zona 1881-1906, furono divise le terre e il territorio mapuche come veri criminali e teppisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;usurpazione delle nostre terre, lo Stato del Cile ha consegnato a ogni colono arrivato dall&#8217;Europa oltre 500 ettari di terra, 60 ettari per ogni famiglia di cileni e per ogni famiglia mapuche 6,5 ettari. Tuttavia, i coloni, non soddisfatti del bottino, hanno continuato con abusi, assedi, uccisioni, inganni e espropriazioni, il tutto protetto e convalidato da tribunali corrotti e giudici del tempo e in collusione con l&#8217;oligarchia e i militari. In questo modo hanno consolidato il genocidio del nostro popolo mapuche e del loro territorio, distruggendo la ricchezza culturale e naturale dei Wallmapu, isolando le nostre comunit\u00e0 mapuche in piccoli pezzi di terra che chiamavano \u201criduzione indigena\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli anni l&#8217;invasione del nostro popolo mapuche si \u00e8 consolidata. Tuttavia, non abbiamo mai accettato n\u00e9 convalidato la vostra invasione militare come un&#8217;azione legittima, anzi, \u00e8 sempre stata vista come un&#8217;azione di malafede, piena di odio e di meschini interessi che cercavano solo di impadronirsi delle ricchezze che avevamo nelle nostre terre, del desiderio mercenario che li accecava, portandoli a commettere atti disumani, descritti dagli storici dell&#8217;epoca nelle loro cronache. Se il popolo cileno sapesse cosa \u00e8 realmente accaduto dal fiume Bio Bio a sud, forse potrebbe capire pi\u00f9 a fondo la gravit\u00e0 della questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Signor Presidente, \u00e8 attualmente in corso un&#8217;azione politica, legale e istituzionale da parte dello Stato che Lei rappresenta, una misura che colpisce gravemente la libert\u00e0 del nostro popolo mapuche e delle sue comunit\u00e0 nel Wallmapu. Lo Stato di eccezione costituzionale \u00e8 un provvedimento che \u00e8 stato applicato anche durante l&#8217;invasione, forse con altro nome e modalit\u00e0 diversa. Il Suo Stato, attraverso l&#8217;esercito cileno, immobilizz\u00f2 le comunit\u00e0 Mapuche per evitare che difendessero le loro terre e il loro territorio dai mercenari e dopo 141 anni tornano a proteggere il potere economico, i coloni invasori, i proprietari terrieri e le compagnie forestali, presumibilmente per evitare sabotaggi e attacchi.Tuttavia sono questi stessi attori che continuano a distruggere il Wallmapu.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che stiamo vivendo attualmente sono momenti senza dubbio complessi e difficili, ma non impossibili da risolvere. Per noi Mapuche non sarebbe la prima volta che ci sediamo in Parlamento per riaffermare le nostre convinzioni nella storia e la nostra condizione di Nazione Originaria. Mettiamo sul tavolo in primo luogo la volont\u00e0 politica, il rispetto, la storia e che ciascuno assuma le responsabilit\u00e0 che gli corrispondono per il ruolo che ciascuno ha in questo passaggio storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, e tenuto conto di quanto sopra, dobbiamo chiarire che il Vostro Stato \u00e8 arrivato nel nostro territorio senza che nessuno dei Mapuche vi invitasse. Quindi il Vostro Stato \u00e8 arrivato senza il nostro aiuto per atto di malafede, poi sono arrivate le Vostre istituzioni: leggi, usi e costumi estranei alla nostra cultura. Successivamente sono stati portati investitori e uomini d&#8217;affari, lasciando il nostro territorio mapuche alla loro merc\u00e9 affinch\u00e9 potessero svolgere le loro attivit\u00e0 economiche nonostante i danni irreversibili alle nostre vite, alla biodiversit\u00e0 e a tutte le risorse naturali che preesistevano alla Vostra Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel processo di invasione e colonizzazione del territorio mapuche, i coloni iniziarono l&#8217;abbattimento della foresta nativa endemica che faceva parte del mantello naturale che proteggeva la nostra cultura mapuche, ospitava la nostra conoscenza e filosofia di vita, alimentava la nostra spiritualit\u00e0 e proiettava la nostra antica cultura verso uno splendido futuro, che a poco a poco stava perdendo forza a causa della distruzione estranea alle nostre antiche pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aziende forestali, beneficiate dalla dittatura militare, furono la goccia che fece traboccare il vaso. Protette dal decreto legge 701, arrivarono a generare l&#8217;ecocidio del clima. Rasero al suolo e bruciarono gli ultimi resti di foresta nativa endemica del cono meridionale d&#8217;America provocando un&#8217;accelerazione nel processo della crisi climatica che stiamo vivendo oggi. Nessuno \u00e8 stato in grado di visualizzare l\u2019accaduto solo perch\u00e9 protetto dal denaro e dal potere.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, nel suo articolo 28 afferma: \u201c<em>I popoli indigeni hanno diritto al risarcimento mediante mezzi che possono includere la restituzione o, quando ci\u00f2 non \u00e8 possibile, un indennizzo equo per le terre, i territori e le risorse che hanno tradizionalmente posseduto o occupato o utilizzato e che sono stati confiscati, presi, occupati, utilizzati o danneggiati senza il loro libero, preventivo e informato consenso<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutto quanto sopra indicato e confortato dalla verit\u00e0 storica e assoluta, lo Stato che Lei guida e rappresenta deve intervenire in materia e generare meccanismi chiari per risolvere il conflitto, considerando che la storia Le offre un&#8217;opportunit\u00e0 unica. Non permetta che si perpetuino violenze e ingiustizie nei confronti del nostro Popolo e le sue comunit\u00e0 e non continui ad alimentare con il nostro sangue i malvagi che, per ricchezza e potere, violentarono e assassinarono i figli e le figlie mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei e il Suo governo dovete chiamare le vostre istituzioni all&#8217;ordine e migliorare il comportamento disumano dei vostri alleati economici, le aziende forestali, i coloni. Insieme dovete stipulare accordi di riparazione per i danni causati alla Nazione Mapuche e alle sue Comunit\u00e0. Occorre favorire un accordo trasversale di carattere nazionale tra governo, opposizione, imprese forestali e proprietari di fondi. Da questa istanza politica si creano le condizioni per avviare un processo di concertazione sull&#8217;agenda di lavoro discussa e concordata insieme con la Nazione Mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Assi tematici da considerare all&#8217;interno di un processo di dialogo (o Parlamento) tra la Repubblica del Cile e la Nazione Mapuche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>TERRITORIO E TERRE MAPUCHE.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il chiarimento storico e la riparazione del processo di usurpazione delle terre e del territorio mapuche, consapevoli dell&#8217;invasione, delle cattive pratiche e delle atrocit\u00e0 commesse dallo Stato del Cile, dal fiume Bio Bio a sud, dovrebbero essere indagati da una Commissione speciale accompagnata da una agenzia specializzata delle Nazioni Unite, in merito alle procedure e ai criteri giuridici utilizzati nel processo di usurpazione del Wallmapu.<\/p>\n\n\n\n<p>Revisione di tutti i&nbsp;<em>Titoli della Misercordia<\/em>&nbsp;<em>e dei Commissari<\/em>(praticamente&nbsp;<em>riserve<\/em>&nbsp;o luoghi di confino, ndt) concessi dallo Stato del Cile alle comunit\u00e0 attraverso la legge di insediamento e colonizzazione delle terre mapuche, per poi riparare completamente, restituendo le terre originali a ciascuna comunit\u00e0, riconoscendo altres\u00ec che gran parte delle propriet\u00e0 erano state stipulate contestualmente alla concessione dei&nbsp;<em>Titoli della&nbsp;&nbsp;Misericordia e Commissiariali<\/em>. Per tale motivo, una notevole quantit\u00e0 di terreno non risulta censita a favore delle comunit\u00e0 mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo vanno ricercati meccanismi per la restituzione di luoghi comuni e luoghi sacri appartenenti alla visione del mondo e alla spiritualit\u00e0 mapuche. Come aree protette, parchi nazionali, monumenti naturali, riserve naturali, da dove lo Stato cileno ha spostato ed espulso le comunit\u00e0 mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto sopra descritto in termini di Terre, Territori e risorse naturali, \u00e8 correlato a quanto stabilito nel sistema di diritto internazionale sui popoli indigeni, in particolare a quanto richiamato nella Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, sottolineando l\u2019articolo 40: \u201c<em>I Popoli Indigeni hanno diritto a procedure eque e giuste per la composizione di conflitti e controversie con gli Stati o con altre parti, e a una pronta decisione su tali controversie, nonch\u00e9 un rimedio effettivo per qualsiasi violazione della loro persona e dei diritti collettivi. In tali decisioni devono essere presi in debita considerazione i costumi, le tradizioni, le norme e gli ordinamenti giuridici dei Popoli Indigeni interessati e gli standard internazionali in materia di diritti umani<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla stessa linea l&#8217;articolo 25: \u201c<em>I popoli indigeni hanno il diritto di mantenere e rafforzare la propria relazione spirituale con le terre, i territori, le acque, i mari costieri e le altre risorse che hanno tradizionalmente posseduto o occupato e utilizzato e di assumersi le responsabilit\u00e0 che a tal fine spetta loro per le generazioni a venire<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E l&#8217;articolo 26: &#8220;<em>I popoli indigeni hanno diritto alle terre, al territorio e alle risorse che hanno tradizionalmente posseduto, occupato o utilizzato o acquisito<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ESERCIZIO DI LIBERA DETERMINAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;esercizio dell&#8217;autodeterminazione, le Nazioni Unite, attraverso la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, riconoscono che l&#8217;autodeterminazione \u00e8 un diritto inalienabile e imprescrittibile e che deve essere applicato ed esercitato dai popoli indigeni nelle loro terre e territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo 3: \u201c<em>I popoli indigeni hanno diritto all&#8217;autodeterminazione. In virt\u00f9 di tale diritto, determinano liberamente il proprio status politico e perseguono liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo l&#8217;articolo 4: \u201c<em>I popoli indigeni, nell&#8217;esercizio del loro diritto all&#8217;autodeterminazione, hanno il diritto all&#8217;autonomia o all&#8217;autogoverno nelle questioni relative ai loro affari interni e locali, nonch\u00e9 ad avere i mezzi per finanziare la loro funzioni autonome<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, come meccanismo di risoluzione dei conflitti, riacquistano importanza i trattati firmati tra la Corona Spagnola e la Nazione Mapuche, durante l&#8217;epoca coloniale. Questi strumenti fungerebbero da antecedenti storici della legittimit\u00e0 della nostra rivendicazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DIRITTO ALL&#8217;ACQUA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi climatica si \u00e8 aggiunta a questo. Le pratiche dannose delle aziende forestali hanno generato molta perdita di biodiversit\u00e0 e di ecosistemi che hanno dato vita a spiritualit\u00e0, salute, medicine, che sono ormai elementi praticamente perduti. Non abbiamo acqua nemmeno per il consumo umano, questo \u00e8 indubbiamente un attacco alla vita mapuche, visto che le Nazioni Unite nel 2010 hanno dichiarato che il diritto all&#8217;acqua \u00e8 un diritto umano, che deve essere assicurato e garantito dagli Stati del mondo alla popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Va risolta la mancanza di acqua per il consumo umano, per gli animali e per lo sviluppo produttivo delle comunit\u00e0 mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono da definire piani e programmi per la crisi climatica e la perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DIRITTO DI PARTECIPAZIONE E CONSULTAZIONE PREVIA ED INFORMATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In relazione a questa materia le Nazioni Unite fanno anche una menzione speciale nel loro articolo 19: &#8220;<em>Gli Stati devono consultarsi e cooperare in buona fede con i popoli indigeni interessati, attraverso le loro istituzioni rappresentative, prima di adottare e applicare misure legislative o amministrative che li&nbsp;&nbsp;interessa al fine di ottenere il loro consenso libero, preventivo e informato<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Interventi e investimenti nel territorio mapuche, progetti economici ad alto impatto con piena ed effettiva partecipazione attraverso una preventiva e consapevole consultazione con le comunit\u00e0 interessate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PIANO DI INTERVENTO ED INVESTIMENTO PRODUTTIVO NELLE TERRE MAPUCHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Piani e programmi di sviluppo produttivo nelle comunit\u00e0 mapuche devono essere promossi attraverso un processo di consultazione preventiva e informata al fine di considerare e includere i bisogni che lo stesso popolo mapuche definisce nelle sue attivit\u00e0 economiche da sviluppare.<\/p>\n\n\n\n<p>Incoraggiare e promuovere progetti pi\u00f9 rispettosi dell&#8217;ambiente e della salute, per affrontare la crisi climatica e garantire la sicurezza alimentare delle famiglie mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, signor Presidente, nella nostra lettera abbiamo delineato lo sfondo storico e i meccanismi che possono gettare luce su una possibile soluzione politica al conflitto che colpisce la nostra Nazione Mapuche e il suo Stato del Cile.<\/p>\n\n\n\n<p>Le comunit\u00e0 mapuche che aderiscono all&#8217;opera sono convinte che attraverso la volont\u00e0 politica si possa avanzare nella risoluzione del conflitto, ma con un dialogo politico, e non un dialogo di natura domestica come il piano del buon vivere promosso dal Suo governo nel territorio mapuche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci auguriamo di avere un incontro (o Trawun) con Lei il prima possibile per sviluppare e avvicinare le posizioni politiche di entrambe le parti coinvolte nel conflitto. Se non avremo una risposta positiva, capiremo che il Suo governo non ha alcuna intenzione di trattare in modo diverso dai governi che lo hanno preceduto al potere, il che produrr\u00e0 l\u2019inutile prolungamento di questa difficile e grave situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cordiali saluti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comunit\u00e0 mapuche per l&#8217;autodeterminazione, l&#8217;autonomia economica, politica, sociale e culturale della regione dell&#8217;Araucan\u00eda, delle province di Malleco e Cautin, del Ngulu Mapu-Cile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tel\u00e9fono de contactos : Werkenes (Voceros) ; Miguel Millacoi,&nbsp;986459463, Ernesto Melin, 9&nbsp;49911200, Mario Melillan, 9&nbsp;74923758, Jos\u00e9 Nain P. 9&nbsp;63348613.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Wallmapuche, Region de la Araucania, 28 de Julio de 2022.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Associazione Regionale Mapuche Folilko SIGNOR GABRIEL BORIC FONT PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CILE. 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