{"id":4844,"date":"2021-09-20T19:38:46","date_gmt":"2021-09-20T17:38:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4844"},"modified":"2022-09-03T19:42:02","modified_gmt":"2022-09-03T17:42:02","slug":"sabato-4-settembre-2021-quarrata-28a-marcia-della-giustizia-grido-della-terra-grido-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/sabato-4-settembre-2021-quarrata-28a-marcia-della-giustizia-grido-della-terra-grido-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Sabato 4 settembre 2021 &#8211; Quarrata 28a Marcia della Giustizia Grido della Terra Grido dei Poveri"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 4 settembre 2021 &#8211; Quarrata 28a Marcia della Giustizia<br \/>\nGrido della Terra Grido dei Poveri<\/p>\n<p><strong>Antonietta Potente, teologa e suora domenicana<\/strong><br \/>\nLa situazione mondiale che viviamo e allo stesso tempo che abbiamo da- vanti agli occhi, non ha nessuna forza vocale per gridare; non si impone con il suo grido, altrimenti, penso, qualcosa sarebbe successo.<br \/>\n\u00c8 un momento cos\u00ec particolare quello che viviamo oggi nel mondo e nell\u2019ecosistema. Se da una parte percepisco che \u00e8 l\u2019unico spazio e tempo in cui abbiamo ancora la possibilit\u00e0 di vivere con passione d\u2019amore, dall\u2019altra sento che siamo avvolte e avvolti da un dolore cos\u00ec diffuso, che si moltiplica cos\u00ec velocemente, tanto da farci sentire impotenti. Per questo faccio sempre pi\u00f9 fatica a percepire la situazione della Terra e di tutto l\u2019Ecosistema, cos\u00ec come quella di milioni e milioni di donne e uomini, bambine, bambini e giovani, come un \u201cgrido\u201d. Anzi mi sembra di essere avvolta in un silenzio totale: oggi c\u2019\u00e8 grande silenzio e solitudine -scriveva un autore anonimo o chiss\u00e0 autrice anonima del IV secolo, nel giorno del venerd\u00ec santo-. Silenzio e solitudine, questo \u00e8 il mio sentire di questi tempi. E mentre percepisco questa intensit\u00e0 silenziosa di tante situazioni che comunque palpitano an- cora vita, sento anche che dobbiamo trovare altre vie, che qualcosa abbiamo sbagliato. Che non basta sapere chi sono i cattivi, o solo tenere chiaro ci\u00f2 che dobbiamo fare.<br \/>\nOggi sta accadendo qualcosa che non riusciamo mai a mettere in conto nelle nostre pratiche di giustizia. Io potrei dirvi cosa vedo, ed \u00e8 ci\u00f2 che vedete anche voi e sicuramente meglio di me. La violenza esercitata su esseri umani e su ogni essere vivente; il perpetuarsi di guerre che si moltiplicano cos\u00ec tanto che quando ne spunta una che ci sembra nuova (anche se in realt\u00e0 esisteva gi\u00e0) pensiamo che da un\u2019altra parte sia finita.<!--more--><br \/>\nQuesto perch\u00e9 le armi sono le alleate pi\u00f9 fedeli della finanza mondiale. Il loro mercato \u00e8 resistito anche quando tutto sembrava fermo, anzi, \u00e8 aumentato. La loro circolazione \u00e8 sempre pi\u00f9 intensa anche se sempre pi\u00f9 illegale, contro la costituzione (almeno nel nostro paese), anche quando queste armi sono vendute dal governo. C\u2019\u00e8 morte, s\u00ec c\u2019\u00e8 molta morte; ovunque guardia- mo la morte \u00e8 gi\u00e0 passata. Le guerre provocano profondo dolore, silenzio e solitudine, sia tra gli esseri umani, sia sulla Terra. Nelle guerre salta in aria tutto, ogni possibilit\u00e0 di relazione tra gli esseri umani e l\u2019ecosistema. Tutto viene buttato all\u2019aria, prima gli affetti, poi la casa, le cose, poche o tante che siano; gli animali, le piante, gli alberi. Si uccidono culture, narrazioni preziose della sapienza dei popoli che ci interessa sempre troppo poco o che prendiamo solamente come qualcosa di folklorico.<br \/>\nQualcuno osa ancora parlare della violenza della natura che, con i suoi venti e le sue piogge, spazza via tutto. Ma nessuno si domanda mai cosa succede negli abissi degli oceani, quanti esperimenti si fanno nei mari del nostro universo-mondo. \u00c8 tutto un groviglio di dolori, ingiustizie, espropriazioni indebite, che sembrano non avere fine. Mentre miliardi di esseri umani vengono colpiti da un virus, altri si arricchiscono per i suoi antidoti. Assurdo, s\u00ec \u00e8 un mondo assurdo, retto da una logica assurda, ma farne un\u2019analisi \u00e8 troppo poco.<br \/>\nDobbiamo cercare un\u2019altra via e oso pronunciare qui, in questo contesto dove si ricercano pratiche di giustizia, quella parola che sempre celiamo, come se il suo spazio non fosse quello pubblico o del bene comune. Questa parola \u00e8 passione d\u2019amore.<br \/>\nAmore per me significa che nonostante tutto ogni persona, di ogni cultura, in ogni situazione ha qual- cosa da dire perch\u00e9 il mondo cambi la sua violenta e dolorosa rotta. Ha qualcosa da dire per cercare insieme vie e pratiche politiche diverse.<br \/>\nAmore per me \u00e8 che ogni persona nella sua pi\u00f9 sottile differenza, anche in situazione di precariet\u00e0 \u00e8 soggetto prezioso per trovare pratiche altre. Amore \u00e8 anche restare umilmente e consapevolmente fuori da quel circolo ristretto e deleterio in cui tutto si gioca tra buoni e cattivi. Una visione molto maschilista per me che sono una donna. Visione che comunque mi fa restare sempre in una logica del duello tra bene e male, buoni e cattivi, giusti e ingiusti. Ma io voglio uscire dal duello; non amo il duello che \u00e8 radice di ogni schizofrenico dualismo, nella vita personale e nelle relazioni sociopolitiche.<br \/>\nAmore per me \u00e8 un sentire positivo, come una brezza in giorno di afa; \u00e8 impulso creativo che mi sostiene ancora per cercare altre vie.<br \/>\nAmore per me \u00e8 restare consapevolmente nel mistero e dunque nel dubbio e questo mi sospinge a cercare con altre e altri che per me sono sempre e solo soggetti d\u2019amore, di idee e gesti alternativi, di pratiche di vita e mai oggetti o realt\u00e0 da salvare.<br \/>\nQuesta sera avrei voluto leggervi alcuni pensieri della filosofa Maria Zambrano che di esili e guerre se ne intendeva, per rendere la piazza -come sempre- luogo di sapiente cultura. Ma non essendo tra voi, trascrivo queste parole.<br \/>\n\u201cIl progresso umano condanner\u00e0 irrimediabilmente la Piet\u00e0? L\u2019etica moderna ha preteso di sostituirla con differenti virt\u00f9 o valori: la filantropia, la cooperazione e la giustizia. Oggi si chiede sempre in nome della giustizia e ci\u00f2 che si concede e ci\u00f2 che si fa, ugualmente, lo si fa a nome suo. Sar\u00e0 sufficiente? [&#8230;] L\u2019angoscia in cui oggi ci dibattiamo potr\u00e0 essere dissipata con rimedi nati dalla mente? [&#8230;] Non ci saranno cose e relazioni tanto sottili, nascoste e indiscernibili che solo per il presentimento o l\u2019intuizione, siano comprensibili? Si potr\u00e0 prescindere dall\u2019ispirazione?\u201d<br \/>\nAmore \u00e8 anche questo: si potr\u00e0 prescindere dall\u2019ispirazione? Proseguiamo dunque e cerchiamo ancora. Osiamo altre vie che non eliminano quelle gi\u00e0 percorse, ma che le rafforzano e le rendono pi\u00f9 vere e capaci di concepire ancora vita.<\/p>\n<p><strong>Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo della nave Mediterranea<\/strong><br \/>\nGrazie da parte di tutta Mediterranea Saving Humans. Conosco bene il vostro Antonio Vermigli perch\u00e9 sono il viceparroco di Nonantola e come sapete noi e voi di Quarrata abbiamo Antonio in comune. Met\u00e0 da voi e l\u2019altra met\u00e0 da noi.<br \/>\nLui \u00e8 importante anche per la nostra comunit\u00e0 perch\u00e9 oltre alla sua ca- rica umana \u00e8 portatore di quelle istanze che sono la nostra storia e che noi riassumiamo con Mediterranea.<br \/>\nNello spirito di quella \u201cpiattaforma\u201d in cui mi trovo essere cappellano.<br \/>\nIl progetto di Mediterranea nasce proprio in risposta a una sfida che ci presenta la storia e quel titolo che avete dato alla marcia \u201cGrido dei Poveri. Grido della Terra\u201d \u00e8 come l\u2019espressione del Santo Padre, Francesco, quando ci richiama a porgere l\u2019orecchie e mettere il cuore in ascolto del grido che si fa sempre pi\u00f9 forte.<br \/>\nIl grido che arriva dalle nostre fabbriche, come arriva dal nostro mare, come arriva dalla Libia.<br \/>\nCome arriva dalle campagne e dalla grande parte della societ\u00e0 del mon- do.<br \/>\nAscoltare la sfida che al centro di questa marcia diventa fondamentale per riuscire a risolvere tutti gli altri temi di quella cosiddetta \u201ccrisi migratoria\u201d come a volte viene definita.<br \/>\nMa non si tratta di una crisi migratoria ma come dice Carola Rakete, si tratta di una crisi della giustizia globale. L\u2019ha spiegato bene anche Mohamed BA nel corso del suo intervento qui dal palco della Marcia per la Giustizia.<br \/>\nNoi continuiamo a cercare di cambiare la realt\u00e0 per certi nostri schemi ma se solo approfondiamo questa distinzione fra rifugiati e migranti economici vediamo che si tratta di una differenza che esiste solo nelle nostre leggi. Una differenza che nella realt\u00e0 delle persone non esiste.<br \/>\nIn questo nostro mondo ci sono tante persone che s\u2019impegnano alla ri- cerca di una vita degna. Tentano e provano ad arrivare in Europa, in quello stesso continente che nei secoli, ma anche in questo momento, sta devastando le terre dalla quale provengono.<br \/>\nBasta sentire i loro racconti, quello che succede loro.<br \/>\nQueste persone che vengono per cercare una vita degna, provano ad arrivare in Europa ma non possono arrivare con i documenti, con i canali legali di accesso.<br \/>\nArrivano clandestini, attraversando valichi, fuggono in aereo o in nave, sono costretti a sfidare i confini, il mare, con i loro morti, dopo aver attraversato il deserto.<br \/>\nQuesto \u00e8 quello quello che sta avvenendo in questo momento alle frontiere dell\u2019Europa. In Libia siamo al collasso dell\u2019umanit\u00e0 mentre l\u2019Europa<br \/>\ncontinua comunque su questa linea.<br \/>\nAlcune delle figure che rappresentano le pi\u00f9 alte istituzioni europee hanno celebrato la chiusura dei programmi di salvataggio in mare.<br \/>\nMa la sostanziale chiusura delle frontiere vuol dire rimandare le persone che arrivano nei luoghi dove vengono torturate.<br \/>\nQuesta mattina abbiamo letto che in Libia scritto vengono stuprate e donne e bambini.<br \/>\nL\u2019Europa, grazie ai famosi accordi della Libia, fatti<br \/>\ncon l\u2019Italia nel 2017 e rinnovati tutti gli anni, rimanda le persone in quei lager dove i bambini vengono torturati e sfruttati.<br \/>\nSu questo punto abbiamo un\u2019abbondanza di prove, abbiamo testimonianze vissute sulla carne viva e di questi fratelli e sorelle.<br \/>\nCi sono reportage di giornalisti coraggiosi, come Nello Scavo, abbiamo la parola delle Nazioni Unite e ma ancora non basta evidentemente. Oggi ad opera del governo Europa siamo dunque a celebrare il modello dei re- stringimenti.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha portato una persona a dire una frase che vi dico, una frase di vita molto forte e molto vera: \u201cIn questi anni, abbiamo pronunciato bellissime parole sui diritti umani e sui valori europei. C\u2019\u00e8 gente che ha creduto in quello che stavamo dicendo. Ma arrivati l\u00ec, ai confini con l\u2019Europa, si sono accorti che quello che fino ad oggi abbiamo detto, erano solo bugie. Facciamo attenzione anche quando parliamo di identit\u00e0 cristiana dell\u2019Europa perch\u00e9 non posso andare in Chiesa, pregare Dio e, sapendo che c\u2019\u00e8 gente che muore e soffre, non fare niente. Non \u00e8 possibile\u201d.<br \/>\nQuesta frase si potrebbe pensare che l\u2019abbia detta Antonio Vermigli e magari lui sarebbe capace benissimo di dirla.<br \/>\nMa, invece, questa frase non l\u2019ha detta Antonio ma il cardinale Jean- Claude Hollerich, presidente della Commissione degli episcopato dell\u2019Unione Europea e relatore generale del prossimo sinodo dei vescovi.<br \/>\nIn questo momento abbiamo una consistente parte della nostra societ\u00e0 e anche tanti di coloro che detengono il potere che cadono in queste scelte disumane ma dall\u2019altra parte troviamo una convergenza che va dalla Chiesa a tante perso- ne di buona volont\u00e0 che camminano insieme e che non vogliono rassegnarsi ma compiere un\u2019opera di resistenza.<br \/>\nUna resistenza che oggi si pu\u00f2 fare mettendoci accanto ai veri protagonisti che sono proprio le persone migranti.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec che nasce Mediterranea, nel 2018, perch\u00e9 appunto in quell\u2019estate, pi\u00f9 di tre anni fa, davanti alla situazione che c\u2019era e che non era molto dissimile dalla situazione che abbiamo oggi, c\u2019erano alcune persone che non riuscivano a dormire la notte.<br \/>\nPersone che sentivano dentro di loro il peso di quanto avveniva intorno e che non potevano stare ferme davanti alla tragedia di quanti venivano a lasciati annegare in mare.<br \/>\nDa quanti venivano respinti nei lager.<br \/>\nCos\u00ec, dopo l\u2019ennesima notte insonne, queste persone hanno concepito questo sogno, quello di prendere una nave, appunto la Mare Ionio e di fon- dare una ONG.<br \/>\nDi fondare Mediterranea, una piattaforma che chiamasse raccolta tutta la societ\u00e0 civile, le persone di buona volont\u00e0 di qualsiasi provenienza sociale, culturale e religiosa.<br \/>\nAbbiamo compreso che solo mettendoci insieme, tutti quanti, possiamo vincere questa sfida che il momento storico ci sta ponendo davanti.<br \/>\nMediterranea sta andando avanti prevalentemente attraverso le nostre navi ma anche attraverso la \u201cflotta civile\u201d.<br \/>\nTutti insieme andiamo avanti per compiere queste azioni in mare che si saldano con le azioni in terra.<br \/>\nAzioni ed interventi che vengono realizzate da tante realt\u00e0 come senti- remo dire da questo palco da Aboubakar Soumahoro della Lega Braccianti e da don Luigi Ciotti del Gruppo Abele, di Libera. Anche loro sono fra le prime tessere di Mediterranea.<br \/>\nTutti sappiamo che la sfida di Mediterranea \u00e8 un pezzettino di una sfida complessa che vuol costruire un mondo pi\u00f9 giusto.<br \/>\nSono oramai tre anni abbondanti che la nostra piattaforma esiste, molte vite sono state salvate, recuperate come fanno le altre navi di salvataggio delle ong ma la situazione non \u00e8 cambiata granch\u00e9, anzi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 il fango di certa politica e c\u2019\u00e8 tutto quello che sapete che viene messo in campo, sul come si fa ad andare avanti in mezzo a tutte queste difficolt\u00e0. Luca Casarini \u00e8 stata quella persona che non riusciva a dormire la notte.<br \/>\nUn sabato Luca parlando con un amico decise di prendere una nave.<br \/>\nEd eccoci qua, eccoci alla domanda dell\u2019arcivescovo metropolita di Palermo, Corrado Lorefice, amico di don Luigi che volle domandare a Luca \u201ccome fai ad andare avanti in questa situazione che cosa ti muove?\u201d.<br \/>\nLa risposta fu semplice: \u201cQuello che mi spinge \u00e8 quello che mi ha por- tato tre anni fa a fondare Mediterranea. \u00c8 quello che ogni giorno sostiene il nostro impegno ed \u00e8 il fatto\u201c, dice ancora oggi Luca \u201cche nelle mie viscere e nelle nostre viscere, dentro di me, dentro di noi, sento il grido degli \u201caltri\u201d, sento le loro sofferenze e le loro speranze.<br \/>\nSento le loro angosce, i loro dolori mi danno la forza per andare avanti, sempre e comunque, perch\u00e9 mi fanno capire che la mia stessa vita trover\u00e0 pienezza, trover\u00e0 senso, pace e gioia nell\u2019incontro con queste persone\u201d.<br \/>\nA questo punto l\u2019amico di don Luigi, Lorefice dopo che Luca gli ha detto gli ha risposto, dice: \u201cGrazie perch\u00e9 tu, Luca, mi stai dando una grande testimonianza di Vangelo. Per chi \u00e8 credente ed anche per chi non \u00e8 credente, per chi non tiene lontano il Van- gelo dal proprio dal cuore.<br \/>\nSe noi apriamo il nostro cuore alle sofferenze e alle speranze delle altre persone saremo portati a metterci in gioco e a rischiare. Potremo anche abituarci alle calunnie e beccarci delle denunce, delle minacce, ma nonostante tutte le difficolt\u00e0 che incontreremo nulla sar\u00e0 mai pi\u00f9 grande, pi\u00f9 forte, della gioia che da il fatto fatto che la nostra vita la mettiamo in gioco, per quelle persone che hanno bisogno e che uno sia cristiano\u201d.<br \/>\nNon si tratta dunque di un dato di merito ma di esperienza per tutte le lotte che noi conduciamo.<br \/>\nSia che si tratti di una lotta contro la mafia, che siano le lotte nelle campagne, che siano le lotte come per i lavoratori di Gkn, che siano le lotte per aiutare a salvare ad attraversare i confini.<br \/>\nSiamo fratelli, sono fratelli e sorelle, qualsiasi siano le lotte che facciamo e che per quanto possano essere difficili, la gioia pu\u00f2 farci veramente fratelli e suo fratello e sua sorella. Dunque chi sta lottando ti d\u00e0 una gioia.<br \/>\n\u00c8 una pace che nulla si pu\u00f2 togliere o dare. Ci\u00f2 che sostanzi tutto il nostro agire e per cui continuiamo ad andare avanti. Grazie.<\/p>\n<p><strong>Aboubakar Soumahoro, fondatore della Lega dei Braccianti<\/strong><br \/>\nPer quanto detto da Antonio Vermigli che nel presentarmi su questo palco ringrazio sinceramente, il merito di quanto faccio va, in realt\u00e0, a tante donne e tanti uomini, a tante persone che hanno permesso di farmi raccontare le cose che lui rammentava prima.<br \/>\nDa soli non si riesce e non si pu\u00f2 minimamente ambire, proiettarsi ma anche immaginare di avviare dei percorsi se questi non vengono portati avanti con la prospettiva collettiva di un noi dove l\u2019io diventa il relazionale che si mette al servizio con generosit\u00e0, con altruismo di un progetto ancora pi\u00f9 ambizioso; quello del miglioramento della condizione delle persone.<br \/>\nVoglio ricordare quanto diceva uno scrittore ivoriano Jean Marie Adiaffi: \u201cUn popolo che non riesce pi\u00f9 ad interpretare i propri segni, i propri miti, i propri simboli, diventa estraneo a se stesso e perde la fede del proprio destino.\u201d<br \/>\nQuante volte noi abbiamo perso la capacit\u00e0 di interpretare i segni che cercano di attirare la nostra attenzione a focalizzarsi su quei drammi, su quei bisogni e quelle problematiche che dovrebbero essere al cuore, al centro del nostro agire.<br \/>\nNell\u2019era della costante connessione digitale vi \u00e8 una tendenza che va verso una disconnessione sentimentale perch\u00e9 non riusciamo pi\u00f9 a sentire il grido di dolore perch\u00e9 quel grido viene silenziato dall\u2019indifferenza, viene silenziato dall\u2019assuefazione.<br \/>\nQuel grido viene silenziato da \u201ctanto ormai va di moda\u201d, ma quel grido \u00e8 quello dei precari, \u00e8 quello dei nostri giovani.<br \/>\nAbbiamo sentito la testimonianza dei lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, ma quel grido \u00e8 quello di tante lavoratrici e di tanti lavoratori che della parola lavoro, rispetto a quanto scritto e richiamato all\u2019articolo uno della nostra Costituzione, sta pi\u00f9 diventando quella variabile che mette in evidenza quanto oggi la nostra democrazia, stia subendo delle ferite.<br \/>\nLa qualit\u00e0 della nostra democrazia va verificata attraverso quella del la- voro, di quello che da questo punto di vista, non \u00e8 quel lavoro che ci da quella serenit\u00e0 quella dignit\u00e0.<br \/>\nUn lavoro che oggi viene svolto nella costante situazione dell\u2019incertezza non porta a proiettarsi nel futuro, non soltanto dal punto di vista di migliorare le proprie condizioni, ma anche per soddisfare i bisogni dei propri familiari.<br \/>\nQuante persone che hanno svolto un lavoro per 30 o 40 anni e oggi, guardando negli occhi i propri figli, vedono nell\u2019orizzonte l\u2019incertezza e hanno paura, sono preoccupati?<br \/>\nQuesto \u00e8 quello che intendo per i segni della nostra societ\u00e0 di oggi.<br \/>\nQuel grido che viene silenziato ma anche la nostra incapacit\u00e0 di sentire quel \u201csilenzio gridante\u201d.<br \/>\nSiamo di fronte alla \u201cdisconnessione sentimentale\u201d che non riesce pi\u00f9 ad interpretare quel silenzio che diventa espressione di una vergogna che dice che sei un povero, una persona impoverita e quindi ti devi vergognare.<br \/>\nQuante lavoratrici e lavoratori, quante persone, durante questa ondata di pandemia, hanno dovuto subire quelle sofferenze che abbiamo riscontrato?<br \/>\nQuante persone che non sapevano neanche il prezzo di un litro di latte, da un giorno all\u2019indomani, si sono ritrovati nelle condizioni di chi, quel litro di latte, si \u00e8 sempre ricordato del prezzo?<br \/>\nQuella persona deve cos\u00ec vergognarsi nel dire, anche lei, di non essere pi\u00f9 in grado di soddisfare i propri bisogni fondamentali.<br \/>\nQuesto a causa di una societ\u00e0 costruita su un livello di meritocrazia che in realt\u00e0 non partiva dalle basi dell\u2019uguaglianza, come richiamato dall\u2019arti- colo 3 della nostra Costituzione, una societ\u00e0 che ci ha portato cos\u00ec al tema di cui parliamo oggi.<br \/>\nQuindi, in questo tempo, noi riusciamo oggi, a sentire il \u201csilenzio gridante\u201d o riusciamo ad ascoltare quel \u201cgrido silenziato\u201d?<br \/>\nIn quale modo noi ci possiamo sentire parte della stessa comunit\u00e0 umana se non parliamo pi\u00f9 lo stesso linguaggio, non soltanto nella fratellanza ma nella bellezza della nostra relazione con il mondo, come dice Papa Francesco?<br \/>\nPossiamo sentirci parte della stessa comunit\u00e0 umana quando noi, per la parola giustizia, non diamo una connotazione ancorata alla libert\u00e0, alla solidariet\u00e0 nella fratellanza e se noi, allo stesso tempo nella parola giustizia ambientale non riusciamo a dare la prospettiva che tocchi la giustizia sociale?<br \/>\nQuante persone oggi nel sentir dire giustizia ambientale preferiscono dire vorrei prima di tutto placare le fame, vorrei innanzitutto avere dei mezzi di trasporto funzionali, vorrei vedere, nel mio quartiere, la possibilit\u00e0 per i miei figli di socializzare.<br \/>\nQuindi, ecco, una giustizia ambientale che rischia di diventare per po- chi, un privilegio.<br \/>\nNoi in che modo possiamo dirci oggi espressione di una solidariet\u00e0 nuova quando tale solidariet\u00e0 non \u00e8 nient\u2019altro che una forma di auto assoluzione del nostro agire?<br \/>\nPrendiamo il caso dell\u2019Afghanistan, vent\u2019anni di guerra, di occupazione e non riusciamo ad avviare un dibattito, una riflessione, per interrogarci sul senso di ci\u00f2 che noi vogliamo chiamare oggi democrazia.<br \/>\nAmartya Sen nel suo libro \u201cLa democrazia degli altri\u201d, oppure ancora di pi\u00f9, se vogliamo riferirci a quelli di Nelson Mandela, ci invitano a meditare sul nostro agire.<br \/>\nQuesto ci permetter\u00e0 d\u2019identificarci a partire dal nostro rapporto con l\u2019altro.<br \/>\nNon si tratta di dare dei soldi ad uno Stato vicino all\u2019Afghanistan per dire che abbiamo risolto tutto, non si tratta di continuare a portare avanti le iniziative politi- che, come si \u00e8 visto nel caso della Turchia, dei rifugiati in Turchia.<br \/>\nThomas Sankara parlando con i contadini continuava a parlare dell\u2019imperialismo e loro gli chiedevano su cosa fosse l\u2019imperialismo e lui a rispondere \u201c\u00e8 il riso che state mangiando\u201d.<br \/>\nIl tema non \u00e8 quello di sbandierare la giusta e doverosa accoglienza che va garantita a tutte le persone. Allo stesso tempo ci\u00f2 non pu\u00f2 diventare, come va di moda oggi, il profugo afgano che consenta di creare una forma di gerarchia.<br \/>\nUn sistema dove si dice che quanti sono impegnati nell\u2019accoglienza, chi salva vite umane, anche sotto le nostre finestre, non va di moda fino a quando non vengono chiamati afghani.<br \/>\nIl tema, piuttosto \u00e8 chiamarli esseri umani, persone. Il tema \u00e8 dare dignit\u00e0 al lavoro, ascoltare i nostri giovani.<br \/>\nPer quale motivo non riusciamo pi\u00f9 ad ascoltarli e quando li ascoltiamo diventano un peso?<br \/>\nPerch\u00e9 i centri sono diventati dei parcheggi, mentre continuiamo a dire che siamo una civilt\u00e0 capace di dare un sostegno e interpretare i bisogni delle famiglie?<br \/>\nCi accorgiamo della velocit\u00e0 con la quale noi stiamo correndo di quando ci si ferma, improvvisamente, a parlare con una persona.<br \/>\nIl corpo \u00e8 l\u00ec ma la mente \u00e8 gi\u00e0 altrove, \u00e8 gi\u00e0 avanti, eppure bisogna saperci fermare. Fermarsi, \u00e8 meditare, \u00e8 agire anche interpretando delle nuove basi per i nostri rapporti e questo non pu\u00f2 essere tradotto se non a partire dalla capacit\u00e0 nostra di individuare un nuovo paradigma.<br \/>\nUn modello economico al servizio dell\u2019essere umano e della persona. Qui vedo amministratrici e amministratori; quante volte i bisogni pressanti dei cittadini e delle cittadine che arrivano, ogni giorno, in quelle vostre stanze, si scontrano rispetto alla capacit\u00e0 di disegnare una societ\u00e0, una citt\u00e0 diversa?<br \/>\nChi soffre di allergia a causa di una pianta \u00e8 portato a prendere delle precauzioni, allo stesso modo l\u2019attuale paradigma economico \u00e8 fondato sullo spirito dell\u2019avidit\u00e0 quindi lo sfruttamento \u00e8 un prodotto naturale da combattere.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 la povert\u00e0, \u00e8 la povert\u00e0 materiale delle nostre coscienze dormienti, appiattite?<br \/>\nSono queste le due dimensioni che dobbiamo in qualche modo cercare di interpretare, abbiamo sentito dire a lungo, qualche anno fa che era stata abolita la povert\u00e0 ma oggi l\u2019Istat ci dice che ci sono 5.600.000 di poveri.<br \/>\nAncora di pi\u00f9 chi \u00e8 povero viene colpevolizzato di tutti i mali e di conseguenza dobbiamo abolire il reddito di cittadinanza. Signori miei, uscite da quelle stanze e venite nei mercati popolari ad ascoltare, a guardare negli occhi di chi cammina fra un banco e l\u2019altro, fra chi fa fatica a spendere i soldi perch\u00e9 non ne ha pi\u00f9.<br \/>\nProvate ad ascoltare i giovani e provate soprattutto ad immedesimarvi nei panni di chi non riesce pi\u00f9 a soddisfare i propri bisogni vitali.<br \/>\nTutti noi vogliamo tornare a ritrovare quella dimensione della bellezza della vita ma per averla bisogna calarsi nel fango della miseria e poi risollevarci come un\u2019unica comunit\u00e0 umana. \u00c8 questa la nostra sfida.<\/p>\n<p><strong>don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera<\/strong><br \/>\nGrazie a voi, sono tanti anni che c\u2019incontriamo e vi devo dire che alcune parole sono ormai stanche perch\u00e9 rischiamo, purtroppo, di ripeterle. Questo non deve trarci in inganno e anzi dobbiamo tutti avere il coraggio, di avere sempre pi\u00f9 coraggio, di osare di pi\u00f9, di non scoraggiarci, di diventare sempre pi\u00f9 lottatori per la vita perch\u00e9 lottare per la vita vuol dire dare pi\u00f9 dignit\u00e0, libert\u00e0 e speranza a tante persone.<br \/>\nLo so che alcune parole continuiamo a ripetercele ma non stanchiamoci di alzare il tono della voce quando vediamo che la libert\u00e0, la dignit\u00e0 di tante persone, ieri come oggi, viene continuamente calpestata.<br \/>\nLo slogan della Marcia \u00e8 \u201cGrido della Terra, grido dei poveri\u201d che vuol dire ed \u00e8 stato detto molto bene che la tutela della natura e la giustizia sociale vanno considerate come un binomio inscindibile, facce di un\u2019unica medaglia che si chiama vita.<br \/>\nNoi, questa sera, siamo qui nel nome della vita, siamo qui per lottare per la vita ognuno fa la propria parte, ma tutti in quella direzione lottare per la vita.<br \/>\nQuesta \u00e8 una sfida che riguarda tutti perch\u00e9 tutto \u00e8 connesso in questo mondo. Ci sono cose che voi mi insegnate che dobbiamo ripeterle questa sera e cio\u00e8 che l\u2019uomo e gli esseri umani hanno gravemente alterato il 75% delle terre emerse e il 66% dei mari.<br \/>\nIl Mar Mediterraneo \u00e8 solo l\u20191% degli oceani e quando parliamo che gli esseri umani hanno alterato il 66% dei mari allora diventa grave, seria e necessaria la riflessione.<br \/>\nQuesto \u00e8 lo scenario altrimenti non ci sarebbe il grido della terra e il grido dei poveri.<br \/>\nQuesto \u00e8 lo scenario della sesta estinzione di massa ma \u00e8 la prima provocata dall\u2019essere umano.<br \/>\nNoi stiamo distruggendo la terra, la faccia del nostro pianeta.<br \/>\nQuesto \u00e8 il dato che ci viene consegnato dagli studiosi, dai ricercatori, questo \u00e8 il dato che noi tocchiamo completamente con mano.<br \/>\nQuando ci viene detto seriamente in modo scomodo, difficile che ogni anno 60 miliardi di tonnellate di risorse del pianeta vengono sottratte, di- strutte, inquinate non ci pu\u00f2 non essere che un sussulto di conoscenza, di maggiore consapevolezza e di responsabilit\u00e0 da parte di tutti.<br \/>\nNon \u00e8 possibile che diventiamo indifferenti perch\u00e9 sono troppe le perso- ne superficiali che non prendono coscienza che questa considerazione.<br \/>\nSiamo di fronte alla sesta estinzione di massa e lo ripeto, la prima provo- cata dall\u2019essere umano, stiamo distruggendo noi la faccia del pianeta.<br \/>\nVoi lo sapete molto bene e la nostra vuole essere una riflessione anche perch\u00e9 la fame \u00e8 fortemente aumentata e lo \u00e8 sempre di pi\u00f9 nell\u2019arco degli ultimi anni mentre ciascuno di noi ha cresciuto del 15% il consumo delle materie prime della Terra.<br \/>\nSe \u00e8 cos\u00ec io respingo che si parli di transizione ecologica e perch\u00e9 transizione da che cosa?<br \/>\nForse il paradigma che c\u2019\u00e8 stato ricordato noi non lo possiamo accettare perch\u00e9 quel paradigma tecnocratico \u00e8 quello che ha creato povert\u00e0, disuguaglianze, ingiustizie; \u00e8 un sistema che ha calpestato la dignit\u00e0 e la vita di tante persone.<br \/>\nNon \u00e8 dunque transizione ecologica, proviamo a recuperare quello che Papa Francesco ci ha detto detto come conversione ecologica e non una transizione con paradigma che ha creato questi disastri, queste fatiche, queste sofferenze.<br \/>\nLa conversione ecologica verso un\u2019ecologia integrale, per salvaguardare il pianeta Terra e allora l\u2019ecologia \u00e8 ecologia che il Papa ha voluto in quell\u2019en- ciclica Laudato s\u00ec che deve diventare laudato qui!<br \/>\nDobbiamo fare in modo di tradurre tutto questo e di tradurlo veramente mentre ci viene ricordato che l\u2019ecologia studia la relazione fra gli esseri vi- venti e l\u2019ambiente in cui si sviluppano.<br \/>\nQui c\u2019\u00e8 un aspetto importante che voi conoscete e che noi dobbiamo fare il nostro che l\u201985% della Terra \u00e8 costituito dalla specie vegetale e solo il 3% dagli esseri animali, dagli uomini e dalle donne.<br \/>\nNoi siamo solo il 3% sulla faccia del pianeta questo \u00e8 importante che ce lo diciamo e che lo sottolineiamo.<br \/>\nL\u201985% \u00e8 costituito dalle speci vegetali allora va preso in maggiore considerazione l\u2019intelligenza vegetale non limitandoci alla sola intelligenza ani- male, allora torniamo a prenderci cura del pianeta e quindi lottare anche per i diritti dell\u2019ambiente, per i diritti umani e per i diritti della natura.<br \/>\nGuai se non se non lo facciamo e va presa in maggiore considerazione l\u2019intelligenza vegetale non limitandosi all\u2019intelligenza animale.<br \/>\nIl grido della terra questa sera, va aggiunto a quello di questi nostri carissimi amici a cui va attenzione e gratitudine.<br \/>\nVa preso in considerazione tutto questo e l\u2019alternativa. Loro hanno portato il grido, il loro vissuto, le loro esperienze di cui io sono grato.<br \/>\nPer ascoltare il grido della terra occorre una sensibilit\u00e0, una grande sensibilit\u00e0 che da troppe parti abbiamo perso perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un deficit culturale, educativo, politico ed etico nel nostro Paese.<br \/>\nMolti di noi sono andati a firmare, ben 27 milioni di italiani hanno votato e due sentenze hanno ratificato quel referendum perch\u00e9 l\u2019acqua in Italia non venga privatizzata ma resti un bene accessibile a tutti, perch\u00e9 sia un bene universale.<br \/>\nOggi, c\u2019\u00e8 solo una citt\u00e0 in Italia che ha fatto questo, dopo un referendum e due sentenze.<br \/>\nAllora si incominci anche a casa nostra ad applicare tutto questo perch\u00e9 anche qui viene calpestato l\u2019ambiente.<br \/>\nL\u2019acqua \u00e8 un bene di tutti e allora bisogna incominciare a ribadirlo umilmente, vi prego, in casa nostra, quel grido della Terra. Allora passiamo al grido dei poveri, c\u2019\u00e8 il diritto alla vita.<br \/>\n\u00c8 il diritto fondamentale, \u00e8 quello che rende possibile tutti gli altri diritti.<br \/>\nQuei diritti, m\u2019insegnate, significano riconoscimento giuridico di uguale dignit\u00e0 di tutte le persone.<br \/>\nMa non c\u2019\u00e8 il vaccino per tutti, l\u2019Europa e gli Stati Uniti hanno gestito, al momento attuale, il 75% dei vaccini e l\u2019Africa solo l\u20191% e noi stiamo lottando, per un atto di civilt\u00e0 e di amore, di giustizia, noi stiamo lottando perch\u00e9 sia veramente accessibile e disponibile a tutti.<br \/>\nAvete sentito che anche l\u2019Europa, l\u2019Occidente ha dichiarato che questo \u00e8 giusto, ma i nostri Paesi, l\u2019Unione Europea, ha dichiarato che \u00e8 giusto fare questo ma quei provvedimenti necessari, perch\u00e9 tutto questo si possa realizzare, non sono stati messi ancora in campo.<br \/>\nAllora, scusate, abbiate pazienza, c\u2019\u00e8 una parola una che diventa importante nelle vostre conoscenze ma che deve alzarsi rispetto alla politica, non solo in casa nostra ma nella visione pi\u00f9 ampia.<br \/>\nQual\u2019\u00e8 questa parola \u00e8 la parola urgenza. \u00c8 urgente tutto questo.<br \/>\nIl virus ci ha mostrato che gli esseri umani sono interconnessi, interdipendenti, ci ha dimostrato ancora una volta che il bene del singolo \u00e8 il bene di tutti.<br \/>\nVoi lo sapete che mentre nel 2020 abbiamo pianto i nostri morti per il COVID, abbiamo toccato con mano la generosit\u00e0 stupenda di tante persone, dei medici, degli infermieri ma tutto quello che \u00e8 scattato nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri paesi per andare incontro alla fragilit\u00e0, alle povert\u00e0, alle solitudini delle persone, ebbene s\u00ec, mentre vogliamo ricordare le cose belle, importanti, positive che dobbiamo riconoscere, sostenere e incoraggiare in quegli stessi mesi, non dimentichiamolo, i morti \u201cufficiali\u201d, per fame del mondo, sono stati 3 milioni e non ci possono essere i numeri \u201cufficiali\u201d, ve lo dico io che nella Costa d\u2019Avorio dove siamo come gruppo Abele, in quella stupenda terra, se muore qualcuno, in quella statistica non ci rientrer\u00e0 mai.<br \/>\nMentre noi piangiamo i nostri morti, nel mondo, tre milioni di morti \u201cufficiali\u201d per fame, mezzo milione per aids e altre migliaia di persone per le malattie e per quell\u2019acqua inquinata, violentata che crea altre malattie e nuova morte.<br \/>\nMi ha fatto piacere sentire qui, dal palco della Marcia, un dato che graffia dentro le coscienze e mi ha fatto piacere sentirlo perch\u00e9 vuol dire che tocca tutte le nostre coscienze; ogni minuto che passa, lo sapete, muoiono 7 o 8 bambini e sono 5 milioni le persone, sotto i cinque anni, morte l\u2019anno scorso.<br \/>\n\u00c8 un dato che si ripete, sono parole stanche, ma continuiamo ad alzare la nostra voce, non dobbiamo stancarci, non ci sono solo parole ma gesti, di azioni, d\u2019impegni, di metterci di pi\u00f9 e veramente la nostra faccia.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un amico che se ne andato tanti anni fa, un profeta, pensate nel 1992, un santo un amico per molti di noi, Don Tonino Bello.<br \/>\nNel 1992 disse parlando dell\u2019Europa, Lui, vescovo di Molfetta e anche presidente di Pax Christi, il movimento per la Pace, disse parlando dell\u2019Europa che era preoccupato.<br \/>\nVedeva una politica ridotta a regolatrice di interessi e intravide lo \u201csviluppo\u201d di una Europa \u201ccassa\u201d comune e non \u201ccasa\u201d comune, \u00e8 quello che avviene oggi. Faccio fatica a dirlo, ma lottiamo perch\u00e9 non sia cos\u00ec.<br \/>\nDobbiamo avere un atto d\u2019amore verso il nostro Paese e augurarci che non sia cos\u00ec anche per l\u2019Italia e incoraggiare le cose positive anche verso l\u2019Europa che deve rimettere insieme le diversit\u00e0 dei Paesi in un\u2019unit\u00e0 che riporti al centro la persona e i suoi bisogni fondamentali.<br \/>\nOggi l\u2019Europa pare diventata molto \u201ccassa\u201d comune e poco \u201ccasa\u201d, quindi pi\u00f9 di mercanti che di fratelli.<br \/>\nAbbiamo bisogno di fare pi\u00f9 casa comune, l\u2019Italia \u00e8 una piccola cosa ma dobbiamo adoperarci per quel sogno dei fondatori di un\u2019Europa vera.<br \/>\nAmici, se la persona umana conta, allora s\u2019\u00e8 pi\u00f9 importante di ogni cosa, non possiamo pi\u00f9 continuare a sostenere, ad accettare, a difendere un sistema dove le cose contano pi\u00f9 delle persone.<br \/>\nAllora, com\u2019\u00e8 possibile che non si riesca ad avere lo Ius soli nel nostro Paese?<br \/>\n\u00c8 una vergogna e mi ha fatto molto piacere che tu poco fa, ( rivolgendosi ad Aboubakar Soumahoro, presente sul palco della Marcia ndr.) hai fatto un passaggio ed hai detto, parlando dell\u2019articolo tre della Costituzione, hai ricordato la \u201cnostra\u201d Costituzione.<br \/>\nNon mi \u00e8 sfuggito questo passaggio e poi tu hai detto di essere milanese.<br \/>\nPenso a queste migliaia di ragazzi che sono cresciuti qui, ci pare che sia un Paese civile che non da questo riconoscimento giusto, dovuto?<br \/>\nLe forze di sinistra abbiano il coraggio, magari si perde il consenso, ma di fronte alle proprie coscienze, si guadagner\u00e0 di pi\u00f9 e dopo.<br \/>\n\u00c8 una vergogna, abbiamo \u201cbisogno\u201d di migliaia di bambini e di ragazzi.<br \/>\nInvece tutti a dire bravi con le medaglie d\u2019oro a quelli che sono stati poi riconosciuti cittadini italiani \u201cdopo\u201d.<br \/>\nPoi abbiamo avuto i truffatori che sono andati a Perugia a fare degli esami per avere diritto di<br \/>\npoter giocare in Italia nelle squadre di serie A.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato possibile ed i gradassi gli abbiamo visti ed invece c\u2019\u00e8 una marea di persone che chiede da anni un sistema, un metodo.<br \/>\nIo mi domando, adesso e sono parole stanche che ripetiamo, non mandiamolo a dire, voglio anch\u2019io esprimere non la solidariet\u00e0, io non esprimo la solidariet\u00e0, sarebbe troppo facile perch\u00e9 tutti esprimono solidariet\u00e0.<br \/>\nDovete invece sapere, anche se siamo tutti piccoli e fragili che lotteremo al fianco dei lavoratori, per tutti, lo facciamo, continueremo a farlo (rivolgendosi questa volta ai rappresentanti presenti, del Collettivo della Gkn impegnato nella lotta in difesa del posto di lavoro ndr.).<br \/>\nMa questa \u00e8 una lotta che deve vederci tutti pi\u00f9 uniti \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi ferite che oggi viviamo nel nostro Paese e quindi voi, amici della GKN che ho conosciuto questa sera, abbiamo letto nella cronaca che abbia- mo aiutato ognuno come pu\u00f2, ci impegneremo a non lasciarvi soli.<br \/>\nVi sosterremo, non sappiamo come, per\u00f2 non vi lasceremo soli.<br \/>\nEcco, allora amici, siamo un po\u2019 tutti stanchi di troppe affermazioni di principio perch\u00e9 di parole ne troviamo tante nei discorsi del nostro Paese, ma che poi non trovano riscontro nella vita.<br \/>\nMi permetto di dirlo a me, adesso e di gridarlo ancora una volta davanti a voi, \u201cinsorgiamo\u201d per piacere, insorgiamo. Quando vengono violati i pi\u00f9 elementari diritti umani, in ogni angolo del mondo, dobbiamo insorgere e non stare alla finestra. Siamo fin troppo tiepidi, non dico che dobbiamo fare chiss\u00e0 che cosa e che tutti dobbiamo avere il medesimo impegno, ma una spinta di pi\u00f9 deve essere data, per piacere.<br \/>\nSe poi qualcuno ha qualche \u201clira\u201d le faccia avere a Don Mattia Ferra- ri (intervenuto anche lui dal palco della Marcia, ndr) perch\u00e9 queste ONG vengono criminalizzate, \u201critardate\u201d, giudicate perch\u00e9 scendono in mare per salvare la vita delle persone.<br \/>\nSono una vergogna tutti questi meccanismi messi in campo per ostacolarle.<br \/>\nVi prego, \u00e8 in gioco la vita.<br \/>\nL\u2019appuntamento di questa sera \u00e8 l\u2019appuntamento per la vita, per riempi- re la nostra vita di vita e per spendere un po\u2019 della nostra vita per dare vita a tanti altri.<br \/>\nAllora siamo un po\u2019 stanchi di far appelli pur necessari e non c\u2019\u00e8 giorno che alziamo la voce per farli. Sono anche quelli sono necessari.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 possibile concepire una societ\u00e0 in cui le risorse sono nelle mani di pochi ed i meno privilegiati sono costretti a raccogliere le briciole e fare genuflessioni.<br \/>\nNoi li vediamo, anche i poveri di casa nostra che sono costretti a fare le tante genuflessioni. Abbiamo un mondo ch\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 a doppia corsia.<br \/>\nVoi lo sapete molto bene, perch\u00e9 in questo dato lo si dice, il patrimonio netto dei miliardari del mondo, durante le \u201cgiornate\u201d della tempesta del COVID ed \u00e8 dato ufficiale, i pi\u00f9 ricchi hanno accumulato al giorno, 5 miliardi di dollari.<br \/>\nOgni giorno cresce il patrimonio delle persone pi\u00f9 ricche.<br \/>\nNoi vediamo, invece, dall\u2019altra parte la sofferenza e la fatica delle perso- ne pi\u00f9 povere.<br \/>\nS\u00ec, un mondo a doppia corsia ed anche in casa nostra tocchiamo con mano la fatica di tante e di tante persone.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un altro elemento molto importante e vedo i sindaci e personalmente mi fa piacere ringraziarvi perch\u00e9 siete qui. \u00c8 una bella testimonianza perch\u00e9 danno un segno che sono veramente nella pancia dei problemi della gente e voi mi insegnate che la politica \u00e8 proprio dedita ai bisogni della comunit\u00e0.<br \/>\nQuindi \u00e8 bello vedere gli amministratori che vivono con intensit\u00e0 tutto questo ma ne abbiamo anche altri che vivono un divorzio fra l\u2019etica e la politica e se la politica \u00e8 lontana dalla vita concreta delle persone, dai poveri, dagli ultimi, dalla strada, la politica non \u00e8 politica, \u00e8 un\u2019altra cosa.<br \/>\nGrazie a tutti voi che rappresentate questa sera la vera \u201cpolitica\u201d che mi permette di dire che l\u2019impegno per il sociale non \u00e8 un costo ma \u00e8 il pi\u00f9 grande investimento. Non dobbiamo guardare al sociale come un mondo a parte, uno tra gli altri, ma dobbiamo guardare al sociale per portare le pro- pensioni politiche, i servizi, le presenze nei territori<br \/>\nUn\u2019altro aspetto, mi permetto di dire che l\u2019Italia, in questo senso, \u00e8 in guerra. Nessuno si stupisca nel dire questo perch\u00e9 la guerra, oggi, non si fa solo in modo diretto con le armi ma si fa con un sistema economico, come Papa Francesco ci ha ricordato, ingiusto alla radice.<br \/>\nUn sistema che seleziona, allarga le distanze economiche e sociali in nome del profitto che toglie dignit\u00e0 a milioni di persone, ma occhio, quando il valore del denaro \u00e8 superiore al valore della vita si \u00e8 gi\u00e0 in stato di guerra.<br \/>\nIl mio Paese che amo, vive lo stato di guerra perch\u00e9 \u00e8 un Paese che ha milioni di persone in povert\u00e0 asso- luta, perch\u00e9 prima del covid era gi\u00e0 all\u2019ultimo posto in Europa per la povert\u00e0 educativa, agli ultimi posti per la dispersione scolastica.<br \/>\n\u00c8 un Paese che vive una condizione di estrema fragilit\u00e0.<br \/>\nDico in guerra in questo senso perch\u00e9 \u00e8 una guerra non dichiarata e perci\u00f2 ancora pi\u00f9 pericolosa, subdola, ipocrita e silenziosa.<br \/>\nAbbiate pazienza di un Paese che da 200 anni ha la presenza della mafia, nonostante l\u2019impegno, il lavoro, il sacrificio di tanti, noi continuiamo a parlarne come di un Paese che vive ancora sotto la mafia.<br \/>\nAllora dobbiamo risvegliarci, \u00e8 necessario uno scatto della mente, da parte di tutti.<br \/>\nManca ancora una parola mentre c\u2019\u00e8 chi parla di guerra contro i virus perch\u00e9 troppi hanno taciuto e continuano a tacere di fronte alla guerra, alle guerre che continuano spargere sofferenza nel mondo.<br \/>\nLa guerra \u00e8 un tema quasi assente dalla riflessione pubblica ma che di fatto continua a condizionare in mille modi la vita di milioni di persone.<br \/>\nCi siamo dimenticati che in questo momento ci sono 20 guerre in corso e forse molti si sono dimenticati che la guerra nello Yemen, in cinque anni di combattimenti, ha portato 250.000 morti e 20 milioni di persone ridotte alla fame.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 possibile? \u00c8 quello che sta succedendo in altri Paesi che sono in guerra di cui non si parla o se ne parla solo quando ci\u00f2 tocca un po\u2019 i nostri interessi o tocca la vita di persone a noi care. Quando, 20 anni fa, eravamo a Genova, a quel G8, non era il \u201cno global\u201d, non avevamo detto solo dei \u201cno\u201d. Noi dicevamo dei \u201cno\u201d a quel sistema ch\u2019\u00e8 quello ci siamo ritrovati vent\u2019anni dopo davanti agli occhi di tutti. Avevamo denunciato, allora, quel sistema e va ricordato che proprio pochi giorni dopo c\u2019\u00e8 stato l\u201911 settembre e voi ricordate benissimo, che da l\u00ec \u00e8 cominciata quella guerra infinita, voi ricordate quando siamo scesi sulle strade, due anni dopo, per dire \u201cno\u201d, in centodieci milioni di persone, c\u2019era movimento, contro la guerra nell\u2019Iraq, un grande movimento, per dire basta.<br \/>\nNoi avevamo detto cose per costruire un mondo diverso, dobbiamo ripetercelo questa sera e allora di fronte a milioni di profughi noi dobbiamo agire, esserci, impegnarci, non dimenticare che sono persone condannate a vita dal proprio luogo di nascita.<br \/>\nIl loro migrare \u00e8 spesso una deportazione indotta che produce Olocausto che si \u00e8 consumato e si consuma sotto gli occhi del mondo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un\u2019emorragia di umanit\u00e0, ma state attenti, dobbiamo lottare in difesa dei diritti umani, universali come la libert\u00e0 di espressione, \u00e8 intollerabile la detenzione di Patrick Zaki e non sono perdonabili le menzogne ed i silenzi sull\u2019omicidio di Giulio Regeni.<br \/>\nIl fatto pi\u00f9 grave \u00e8 che quel regime \u00e8 sordo ai diritti umani ma \u00e8 un regime molto sensibile ai rapporti economici e di potere.<br \/>\n\u00c8 un regime dittatoriale e noi siamo complici.<br \/>\nScusate, l\u2019ho detto prima che siamo in guerra, noi siamo complici di tutto questo perch\u00e9 nel 2020, l\u2019Italia, ha incrementato la vendita di armi all\u2019Egitto. L\u2019anno scorso ci sono stati 891 milioni per vendita di armi di armamenti e c\u2019\u00e8 una commessa di fase di previsione per 9 miliardi nei prossimi anni.<br \/>\nVoi capite che questa \u00e8 una violazione, anzi la negazione di un principio fondamentale della nostra democrazia che dice di non fare affari con i regimi totalitari.<br \/>\nEcco perch\u00e9 non possiamo tacere. Intanto la guardia costiera libica, con le varie coperture, continua a essere in parte criminale e noi proseguiamo a foraggiarla e l\u2019Europa paga la Turchia in mano al dittatore perch\u00e9 tengano alcuni milioni di profughi fuori dall\u2019Occidente.<br \/>\nMa vi pare che sia possibile tutto ci\u00f2?<br \/>\nDevo dire che proprio in Egitto, nel 2013, gli omicidi di massa sono stati 3885. Tutte persone che sarebbero state uccise dalle forze di sicurezza. Le persone condannate a morte, in Egitto, sono state 2437, di cui 1884 attraverso processi collettivi, almeno 763 persone sarebbero morte in regime di detenzione per torture, negligenza o uccisione diretta. Questo \u00e8 l\u2019E- gitto che noi \u201cforgiamo\u201d, questi sono i dati degli organismi internazionali seri. Ecco perch\u00e9 mi sono permesso con fatica e sofferenza di consegnarli ai media perch\u00e9, anche noi, rischiamo di essere un po\u2019 travolti da troppi fatti drammatici.<br \/>\nAllora forza amici perch\u00e9 ci\u00f2 che non si rigenera, degenera.<br \/>\nDobbiamo rigenerarci tutti per non degenerare e farlo come movimenti, come associazioni ma anche come persone.<br \/>\nDobbiamo farlo insieme, vi prego, occorre disinnescare la miccia della fragilit\u00e0, del disorientamento, la miccia della paura, della rassegnazione e della delega.<br \/>\nDobbiamo riportare al centro della societ\u00e0 i valori positivi, profondi che ancora sono presenti. Occorre agire tutti insieme, ognuno per la propria parte di responsabilit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 necessario un cambio di rotta rispetto alla direzione attuale nella chiarezza che senza responsabilit\u00e0 attiva non \u00e8 dato il futuro.<br \/>\nAllora forza, da parte di tutti.<br \/>\nVorrei terminare dando voce a Gino Strada, per me un caro amico con cui abbiamo condiviso tante battaglie.<br \/>\nProprio con lui e con gli amici di Emergency, nel- la Piana di Gioia Tauro, in un bene confiscato alla mafia, si era aperto uno di quei tanti luoghi per la libert\u00e0 e per la salute delle persone.<br \/>\nAdesso, amici, voglio dirvi delle parole importanti di Gino, vi affido un simbolo importante che riguarda gli occhi, anche i nostri.<br \/>\nMolti di voi sapranno il simbolo dei monaci antichi era l\u2019uccello notturno dai grandi occhi. C\u2019\u00e8 chi dice fosse la civetta, forse il gufo, comunque era l\u2019uccello che vede nel buio che canta il suo richiamo quando il silenzio della notte avvolge tutti gli altri.<br \/>\nPrendo questo simbolo dei monaci antichi perch\u00e9 anche noi, nel mo- mento di buio, di covid, di fragilit\u00e0, di povert\u00e0 e di sofferenza dobbiamo avere occhi grandi che cercano nella notte per continuare tutti insieme il nostro cammino. Gino Strada, ecco le sue parole che vi consegno perch\u00e9, se lui fosse qui, le avrebbe dette a voi:<br \/>\n\u201cCi sono vite immense, inestimabili, vite che ispirano migliaia di altre vite. Vite che ci fanno capire quanto l\u2019essere buoni e il voler costruire il bene sia l\u2019esatto opposto dell\u2019essere passivi e neutrali. Vite che ti dicono tutti i giorni di spenderti, di agire, di schierarti a favore del Bene. Vite che sono modelli a cui tendere che tanto lo sai che non ce la farei mai ad avere lo stesso coraggio ma almeno sai verso dove devi andare\u201d. Ciao, Gino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 4 settembre 2021 &#8211; Quarrata 28a Marcia della Giustizia Grido della Terra Grido dei Poveri Antonietta Potente, teologa e suora domenicana La situazione mondiale che viviamo e allo stesso tempo che abbiamo da- vanti agli occhi, non ha nessuna forza vocale per gridare; non si impone con il suo grido, altrimenti, penso, qualcosa sarebbe&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2021\/09\/sabato-4-settembre-2021-quarrata-28a-marcia-della-giustizia-grido-della-terra-grido-dei-poveri\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Sabato 4 settembre 2021 &#8211; Quarrata 28a Marcia della Giustizia Grido della Terra Grido dei Poveri<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,36,34,33,44,8,37,46,12,1,6,42,15],"tags":[],"class_list":["post-4844","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-diritti-umani","category-economia","category-italia","category-libera","category-marcia","category-migrazioni","category-minoranze","category-news","category-notiziario_indialogo","category-opinioni","category-pace","category-quale-politica","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-1g8","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4844"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4845,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4844\/revisions\/4845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}