{"id":4976,"date":"2023-03-12T03:03:57","date_gmt":"2023-03-12T02:03:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/?p=4976"},"modified":"2023-03-12T03:03:57","modified_gmt":"2023-03-12T02:03:57","slug":"guerre-riarmo-e-tecnocrazia-ritardano-la-transizione-energetica-di-mario-agostinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2023\/03\/guerre-riarmo-e-tecnocrazia-ritardano-la-transizione-energetica-di-mario-agostinelli\/","title":{"rendered":"Guerre, riarmo e tecnocrazia ritardano la transizione energetica &#8211; di Mario Agostinelli"},"content":{"rendered":"<p><em>Mario Agostinelli, Alternative per il Socialismo, Gennaio 2023<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PREMESSA<\/p>\n<p>Rileggendo a sprazzi le sequenze della monumentale \u201cFondazione\u201d di Asimov ho provato ad attualizzare le tre leggi della robotica formulate dal biochimico e scrittore sovietico gi\u00e0 nel 1942, mentre era in corso la Seconda Guerra Mondiale e l\u2019Universo veniva da lui immaginato popolato da etnie diverse e da comporre in una definitiva armonia. Ho cos\u00ec potuto comparare con rammarico come l\u2019avanzamento della tecnologia e la pretesa di una \u201csingolarit\u00e0\u201d che oltrepassi i limiti dell\u2019umano &#8211; cos\u00ec scontata e affascinante in quei corposi romanzi di fantascienza \u2013 sia stata accesa e distorta in questo inizio millennio in un perverso vortice di guerre di cui non si intravvede la fine. Al punto che un riarmo, tanto pi\u00f9 sofisticato quanto pi\u00f9 annientante, si presenta come lo stigma degli anni a venire. Anzich\u00e9 verso una prospettiva di pacificazione universale, cui faticosamente tendeva la mitica Fondazione di Hari Seldom, gli impieghi dell\u2019intelligenza artificiale, l\u2019innovazione dei sistemi di propulsione balistica, l\u2019innesco a velocit\u00e0 subluminale degli ordigni bellici, puntano tutti \u00a0a trasformare i campi di battaglia in piattaforme mobili da cui soldati-robot bersagliano le popolazioni civili e distruggono le infrastrutture per rendere invivibili i territori del nemico. Le tre leggi su cui Asimov aveva ipotizzato il contributo della robotica alla evoluzione umana (i robot erano a quel tempo la personificazione dell\u2019intelligenza artificiale ed il sostegno delle attivit\u00e0 pi\u00f9 gravose) erano volutamente conciliabili con una prospettiva di pace, da raggiungersi nel tempo e nello spazio. Lo scenario di lotte che impegnavano generazioni sempre pi\u00f9 evolute non sarebbe stato quello della fine delle specie, ma il diritto alla convivenza \u2013 la pace alfine! &#8211; da cui derivano tutti i diritti civili, sociali e naturali. \u00a0La loro enunciazione svela una tensione verso una societ\u00e0 non pi\u00f9 lacerata da conflitti indomabili: 1) un robot non pu\u00f2 recare danno agli esseri umani, n\u00e9 pu\u00f2 permettere che, a causa del suo mancato intervento, gli esseri umani ricevano danno; 2) un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, tranne nel caso che tali ordini contrastino con la Prima Legge; 3) un robot deve salvaguardare la propria esistenza, purch\u00e9 ci\u00f2 non contrasti con la Prima e la Seconda Legge. Ed a complemento, quasi ad anticipare il tempo delle attuali emergenze che minacciano la sopravvivenza, una quarta disposizione: un robot non pu\u00f2 recare danno all\u2019Umanit\u00e0, n\u00e9 pu\u00f2 permettere che, a causa del suo mancato intervento, l\u2019Umanit\u00e0 riceva un danno.<\/p>\n<p>Ho avuto la tentazione di mettere le intuizioni fantasiose di Asimov a cospetto del paradosso di guerre senza fine come quelle in corso, sempre pi\u00f9 pericolosamente in estensione e sovrastate dalla minaccia nucleare. Il paradosso \u00e8 ancor pi\u00f9 insopportabile se si considera che la societ\u00e0 dell\u2019intero Pianeta \u00e8 impegnata in una transizione energetica evocata e promessa, ma, nei fatti, cancellata dagli effetti dei conflitti armati e dall\u2019intensificarsi del ricorso alle fonti fossili climalteranti per tempi incompatibili con gli obbiettivi dichiarati invalicabili nelle sedi scientifiche e, ormai, anche in quelle istituzionali come le numerose Cop o i progetti UE di Next Generation.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece di consumarsi in una devastazione irreversibile, come si potrebbe immaginare il mondo della Grande Transizione per uscire dalle emergenze che lo affliggono? Sarebbe naturale concentrarsi su caratteristiche tangibili come la demografia, le trasmigrazioni funeste private di accoglienza, gli stili di vita, la cura della Terra e gli accordi politici ed economici per promuovere a livello universale la giustizia sociale, la rivalutazione del lavoro. Ci accorgeremmo, allora, che le prospettive di un cambiamento sistemico nella sfera istituzionale si basano in definitiva su un corrispondente cambiamento nella sfera intangibile della coscienza umana, oggi bersagliata da narrazioni fatue, quando non delittuose. I valori dominanti del mondo convenzionale &#8211; antropocentrismo, consumismo, liberismo e individualismo \u2013 dovrebbero lasciare il posto a una triade ascendente: uguaglianza, ecocentrismo, sobriet\u00e0, per consegnare alla solidariet\u00e0 il riscatto da un capitalismo onnivoro e riscoprire la lotta di classe corroborata dalla non violenza e dalla riproducibilit\u00e0 della biosfera. Dobbiamo purtroppo constatare che questo percorso \u00e8 in grande affanno, non solo per la tragedia della pandemia ancora in corso, ma, come scrive Domenico Quirico su \u201cLa Stampa\u201d del 6 Gennaio, \u201cper il sopravvenire di una nuova globalizzazione bellica, che si far\u00e0 con i Paesi su cui gli americani possono contare, quelli che accetteranno, riconoscenti e obbedienti, i cantucci e lo spartito della integrazione economica senza alzare pretese geo-politiche\u201d. Una riflessione nuova per la comunicazione mainstream, che va al di l\u00e0 della sola asserita responsabilit\u00e0 dell\u2019invasore del suolo ucraino: l\u2019orizzonte si allarga con una condanna della guerra e della pretesa di una improbabile vittoria o sconfitta dei contendenti, che ha fatto dell\u2019Ucraina solo \u201cla prima linea della quarta Guerra Mondiale\u201d. Molte delle riflessioni di questo inizio 2023 si proiettano su un fronte su cui insisteva inascoltato Bergoglio nel mettere al centro la sofferenza e la privazione di futuro dei popoli, rifuggendo dalla personalizzazione e dal giudizio riservato solo ai leader, obbligati in \u00a0un contrasto senza fine e privo di qualsiasi comunicazione. Negli stessi giorni di Gennaio in cui il papa si rivolge al dolore \u201cdelle madri dei soldati di ambo le parti di una guerra insensata\u201d, Francesco Strazzari su \u201cil manifesto\u201d afferma che \u201cla guerra come strumento della volont\u00e0 politica sembra funzionare sempre meno rispetto al conseguimento degli obiettivi dichiarati\u201d e Walter Sini su \u201cDomani\u201d riflette su come \u201cSarebbe bello (ma non succeder\u00e0) che i primi incontri tra le parti in conflitto, comprese quelle che la guerra non l\u2019hanno dichiarata, si intitolassero \u2018conferenza per il riequilibrio del quadro geopolitico\u2019, e che nelle prime sedute si evitasse di parlare di Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>Ritengo che ci si stia approssimando ad una svolta in un percorso che va rimeditato e fermato al pi\u00f9 presto, sospendendo le ostilit\u00e0 che hanno come posta in gioco una divisione incolmabile del mondo in blocchi di potenze e di scarti. Con una ripresa di autonomia della societ\u00e0 civile ed una riapertura di responsabilit\u00e0 della sinistra rendiamoci prontamente conto che siamo al punto di non ritorno. In molti ambienti, non solo in Russia o in modo pi\u00f9 latente in Cina, ma soprattutto nell\u2019Occidente angloamericano, si sta preparando una sorta di \u201csingolarit\u00e0 tecnologica proprietaria\u201d, che punta a preservare una crescita incontrollabile e irreversibile, non destinabile a tutti gli abitanti del Pianeta e che determiner\u00e0 cambiamenti ed un dominio imprevedibili nella civilt\u00e0 umana. Clima, Nucleare e Ingiustizia scivolerebbero cos\u00ec in secondo piano, mentre la tensione alla produzione e all\u2019impiego di armi e di fonti fossili, occuperebbe le menti in una improvvida eccitazione su quale blocco alternativo (USA o Cina?) debba essere riconosciuto egemone entro il prossimo decennio. \u00a0Preparando gi\u00e0 da adesso lo scontro finale in un\u2019escalation di conflitti per procura, sparsi in pi\u00f9 parti del globo.<\/p>\n<p>Le intuizioni di Asimov sulla direzione di una tecnologia ancora non sfuggita di mano agli umani predispongono ad una visione dell\u2019intero universo come un sistema interconnesso, cooperante e proteso a responsabilizzarsi su tempi lunghi di sopravvivenza, paurosamente accorciati invece ai nostri giorni dalla incommensurabile potenza dell\u2019energia nucleare e dalle percosse antropiche inferte all\u2019atmosfera, alla vegetazione, agli oceani, al vivente. Credo, allora, che, per uscire indenni dall\u2019Antropocene non basti pi\u00f9 ricorrere alla contrapposizione deviante tra un Occidente liberista dimentico della sua profonda tradizione di democrazia sociale ed un Oriente (asiatico) in cui la rappresentanza popolare \u00e8 abitualmente resa opaca: due forme di imperialismo che si ripartirebbero una ricchezza ben pi\u00f9 consistente e articolata da affidare alle nuove generazioni,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA CORSA AL RIARMO E LE NUOVE STRATEGIE MILITARI<\/p>\n<p>La guerra in corso in Ucraina funge da intenso catalizzatore per le operazioni di riarmo, non solo degli attuali cobelligeranti. La tendenza, infatti, non si rivela come un aspetto contingente: \u00e8 diventata strutturale e consolidata in diversi Paesi nel 2020, ma venne esplicitata in particolare dalla NATO ormai 10 anni fa. Il 2022 appena terminato segna un record di spesa: per la prima volta si sono sborsati pi\u00f9 di 2100 miliardi di dollari. La corsa al riarmo sembra inarrestabile, come dicono i numeri snocciolati dal \u201cStockholm International Peace Research Institute\u201d. La Russia sta investendo cifre inverosimili per i suoi arsenali: tra il 1999 e il 2020 ha incrementato le spese militari di 9,5 volte e di altre 3 tra 2021 e 2022. Sulla Cina, le informazioni sono nebulose, ma il riarmo \u00e8 plateale: si stima che la spesa militare cinese sia stata di 252 miliardi di dollari nel 2020, con un aumento del 76% rispetto al 2011. E poi c\u2019\u00e8 la gigantesca spesa statunitense, che l\u2019anno scorso ha raggiunto gli 800 miliardi di dollari. Gli Europei, che avevano frenato sulle spese militari, confidando sul \u201cdividendo della pace\u201d, una proposta lanciata da 60 premi Nobel per tagliare il 2% delle spese militari per liberare mille miliardi di dollari da utilizzare per il clima e la salute, ora stanno riprendendo ad investire, pur tra contrasti interni e sotto la pressione dell\u2019invio di armi a Zelensky.<\/p>\n<p>Un aumento di spesa militare accade nell\u2019Indo-Pacifico, dove Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, e anche Australia e India stanno stanziando cifre sempre pi\u00f9 imponenti. Emblematico \u00e8 il caso giapponese, che ha archiviato la sua impostazione solo difensiva: ha ordinato i costosissimi aerei caccia F-35, ma anche annunciato l\u2019ingresso nel progetto italo-britannico Tempest (con \u00a0l\u2019italiana Leonardo) per un jet di sesta generazione che vedr\u00e0 la luce tra quindici anni e mira ad un avveniristico sistema di missili e bombardieri strategici. Leonardo \u00e8 in questa partita, come nella commessa alla Polonia per 32 elicotteri militari, pari a 1,7 miliardi di euro. Anche Fincantieri, l\u2019altro colosso italiano, \u00e8 in pista. L\u2019Italia nel 2021 si \u00e8 attestata ad una spesa di 24,4 miliardi di euro (1,37 per cento del Pil) per decidere nell\u2019anno in corso di proiettarsi al 2%. Un caso emblematico riguarda la Germania che spender\u00e0 100 miliardi di euro in pochi anni per arrivare a 200 miliardi nel proprio budget militare.<\/p>\n<p>Gli aiuti a Kiev, secondo il Kiel institute for world economy (Ifw) sono in continuo crescendo: Usa 25 mld di euro, Londra 4 mld, 1,8 mld la Polonia, mentre Germania e Francia si sono per ora limitati a 1,2 miliardi e solo 233 milioni rispettivamente. Quanto all&#8217;Italia, non \u00e8 andata per ora oltre i 150 milioni di euro, ma il ministro Crosetto ha assicurato un congruo aumento entro la primavera.<\/p>\n<p>Impressionante \u00e8 il boom dell\u2019industria militare USA: l&#8217;attuale protagonista dell&#8217;aiuto militare statunitense all&#8217;Ucraina \u00e8 il sistema missilistico HIMARS di Lockheed Martin, la stessa arma usata dai marines statunitensi per ridurre in macerie gran parte di Mosul. il Congresso ha gi\u00e0 speso 340 milioni di dollari per 2.800 Stinger per sostituire i 1.400 inviati in Ucraina. Per quanto riguarda il sistema di difesa aerea Patriot, l\u2019arma non \u00e8 stata ancora inviata in Ucraina, perch\u00e9 ogni sistema pu\u00f2 costare un miliardo di dollari e il corso di formazione di base per i tecnici per la manutenzione e la riparazione richiede pi\u00f9 di un anno per essere completato.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 a lungo la guerra va avanti e pi\u00f9 si intensifica e pi\u00f9 diventa chiaro che le forze statunitensi sono direttamente coinvolte in molti aspetti come: \u00a0aumentare la gittata dei missili; aiutare a pianificare le operazioni ucraine; fornire intelligence satellitare; intraprendere una guerra informatica; operare segretamente all&#8217;interno dell&#8217;Ucraina con forze per operazioni speciali e paramilitari della CIA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 9 Gennaio undici storici corrispondenti di grandi media (Corriere, Rai, Ansa, Tg5, Repubblica, Panorama, Sole 24 Ore) hanno lanciato l&#8217;allarme sui rischi della narrazione schierata e iper-semplicistica del conflitto ucraino:<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo renderci conto \u2013 hanno sottoscritto &#8211; che la guerra muove interessi inconfessabili che si evita di rivelare al grande pubblico. La propaganda ha una sola vittima: il giornalismo e l\u2019opinione pubblica viene spinta verso la corsa al riarmo\u201d<\/p>\n<p>(v. <a href=\"https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/mondo\/ucraina-letteradi-10-giornalisti-ex-corrispondenti-di-guerra-contro-la-propaganda-dei-nostri-media-sulla-guerra_59478148-202302k.shtml\">https:\/\/www.tgcom24.mediaset.it\/mondo\/ucraina-letteradi-10-giornalisti-ex-corrispondenti-di-guerra-contro-la-propaganda-dei-nostri-media-sulla-guerra_59478148-202302k.shtml<\/a>)<\/p>\n<p>In effetti, i documenti che sostengono la nuova strategia di difesa nazionale di Russia e USA, usciti in questi mesi, esprimono una discontinuit\u00e0, quasi una frattura rispetto alle impostazioni precedenti ed indicano che siamo entrati in una nuova pericolosissima fase. Non conosco in dettaglio il documento russo, ma ne traggo deduzioni dalle continue mezze dichiarazioni sull\u2019arma nucleare e dalle affermazioni di Putin che \u201cil mondo sta entrando nel suo decennio pi\u00f9 pericoloso, imprevedibile e importante dalla fine della Seconda Guerra Mondiale\u201d e che \u201cc\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di un nuovo ordine mondiale, ovvero, di un multipolarismo che abbia come centri l\u2019Asia (attenzione: ha citato l\u2019Asia, non la Cina), i Paesi islamici, le monarchie del Golfo. Per quanto riguarda il documento USA, invece, ne ho letto con cura le ottanta pagine che sono passate al vaglio del Pentagono, di Capitol Hill e di Biden sotto il nome di \u201cNational Defence Strategy\u201d (NDS). Perfino nella forma lessicale si notano cambiamenti inquietanti: per 59 volte viene citato \u201cl\u2019interesse della propria patria\u201d; il terrorismo \u00e8 derubricato a minaccia non pi\u00f9 centrale; la Russia \u00e8 considerata, pur nella sua aggressivit\u00e0, un avversario da tenere a bada con un peso pi\u00f9 consistente degli alleati NATO; mentre il nemico del prossimo decisivo decennio \u00e8 dichiaratamente e irreversibilmente la Cina.<\/p>\n<p>Per rendere pi\u00f9 evidente il salto di qualit\u00e0 di impostazioni che danno per scontato uno stato di guerra fuori dai propri confini di lunga durata, cito di seguito alcuni passi, ricorrendo alla traduzione letterale in virgolettato. \u201cGli Stati Uniti continueranno a cercare modi per integrarsi e interagire\u201d con alleati e partner che \u201cla pensano allo stesso modo\u201d. La deterrenza nucleare assume ora il titolo di \u201cdeterrenza integrata\u201d, al fine di dissuadere \u201ci concorrenti\u201d dal minacciare \u201canche solo con armi convenzionali il paese oggi militarmente pi\u00f9 forte\u201d. Viene esteso alle imprese private un ruolo determinante nel riarmo e nella ricerca di nuove tecnologie, \u201ccreando blocchi politici basati sui valori d\u2019impresa\u201d. Gli Istituti Universitari saranno sostenuti con programmi militari, come sta accadendo per il Livermore National Laboratory, autore del propagandato esperimento di fusione ad esclusiva destinazione militare. La postura delle armi nucleari \u00e8 definita \u201cdeterminante\u201d e, per la prima volta, si mette in conto che possa spettare agli Stati Uniti nella persona del suo Presidente il compito di decidere il \u201cFirst strike\u201d, l\u2019innesco della guerra nucleare. Con una certa sorpresa il clima viene preso seriamente in considerazione: \u201cl\u2019esercito deve diventare resiliente ai cambiamenti climatici\u201d e le basi e infrastrutture militari in tutto il globo devono essere assicurate da inondazioni o eventi gravemente perturbativi. Inoltre, il dominio marittimo va assicurato con la presenza adeguata della Marina in tutti gli oceani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta, in definitiva, di una rivoluzione nella dottrina internazionale relativa all&#8217;uso e al significato delle armi nucleari e, nello specifico, dell\u2019intera architettura di sicurezza militare statunitense. Si noti che nel corso dell\u2019analisi del ruolo del Dipartimento per il decennio a venire l\u2019Ucraina non entra per niente. Il marchio sotto cui viene argomentato uno sforzo possente come mai prima d\u2019ora attuato, sta nel riconoscimento &#8211; in analogia con la dichiarazione di Putin prima citata &#8211; che \u201cnella finestra dei prossimi dieci anni si definir\u00e0 l\u2019egemonia mondiale e si potr\u00e0 cos\u00ec realizzare la difesa dei nostri valori democratici\u201d.<\/p>\n<p>Dalla lettura della NDS si deduce anche che non esiste un\u2019idea alternativa di un modello di sviluppo possibile, ma che si fa indifferibilmente conto sulla superiorit\u00e0 nel campo degli algoritmi e dell\u2019intelligenza artificiale, oggi nelle mani non certo trasparenti di una manciata di soggetti privati. E, di conseguenza, viene oscurato il tema, sempre pi\u00f9 impellente, della rivendicazione dell\u2019umano e della sua dignit\u00e0 contro lo strapotere delle macchine militari estremamente energivore, che a loro volta, non fanno i conti con la crisi ambientale, che ha acquisito una radicalit\u00e0 e un\u2019impellenza oggettive. Nel documento si esplicita un\u2019autentica spinta verso una \u201csingolarit\u00e0\u201d nel campo delle tecnologie (non solo militari), intesa come una definitiva supremazia dell\u2019artificiale (prodotto esclusivo dell\u2019intelligenza e della sua organizzazione) su quanto \u00e8 prodotto della esclusiva evoluzione di natura \u00a0biologica.<\/p>\n<p>Nella DNS si dichiara che non ci si limiter\u00e0 a sistemi cinetici, ma ci si rivolger\u00e0 ai domini cyber e spaziale, anche schierando sistemi di satelliti ridondanti e che, sul piano finanziario e commerciale, verranno comminate sanzioni economiche, controlli sulle esportazioni e misure diplomatiche stringenti su manufatti e brevetti \u201csensibili\u201d. Sul piano della comunicazione e informazione, infine, \u00a0si punta ad aumentare il consenso internazionale su ci\u00f2 che costituisce \u2013 cos\u00ec e definito \u2013 \u201cun comportamento maligno e aggressivo\u201d. Sensori resistenti e ridondanti forniscono un&#8217;elevata sicurezza che potenziali attacchi verranno rilevati e caratterizzati, permettendo politiche e procedure che garantiscono un processo deliberativo e \u201cconsentendo il tempo sufficiente al Presidente per raccogliere informazioni e considerare linee d&#8217;azione in quanto essere umano <em>in the loop<\/em> per tutte le azioni critiche da avviare e terminare per l&#8217;impiego di armi nucleari\u201d. In questo contesto \u00e8 previsto il ripristino della capacit\u00e0 di produrre pozzi di plutonio per proteggere dalle incertezze dell&#8217;invecchiamento del plutonio nelle scorte odierne, consentendo anche la produzione di nuovi progetti di fossa, se necessario, per armi future che sostituiscano le attuali (\u00e8 quanto sta succedendo a Ghedi con la sostituzione delle bombe nucleari B61 con le nuove B61-12).<\/p>\n<p>Lo scenario qui descritto fa presumere che la guerra provocata dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina non trover\u00e0 facilmente fine, mentre la societ\u00e0, pur sotto il segno di atroci sofferenze, distoglier\u00e0 lo sguardo dal fare del Pianeta che abitiamo un luogo vivibile, ben oltre il prossimo decennio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019INTELLIGENZA ARTIFICIALE E IL POTERE DELLE TECNOCRAZIE<\/p>\n<p>La maggior parte dei metodi proposti per creare menti sovrumane o transumane rientrano in una di due categorie: 1) amplificazione dell&#8217;intelligenza e della potenza del cervello umano, 2) intelligenza artificiale surrogatoria di quella umana e del pensiero stesso. I molti modi ipotizzati per aumentare l&#8217;intelligenza umana includono la bioingegneria, l&#8217;ingegneria genetica, la farmacologia, le funzioni dei computer quantistici e lo stesso caricamento delle funzioni mentali, che vanno oltre la semplice registrazione della memoria. I possibili percorsi verso un&#8217;esplosione di intelligenza, variamente perseguiti, rendono, secondo molti tecnocrati, possibile una singolarit\u00e0 nel percorso dell\u2019evoluzione, cio\u00e8 un punto, nello sviluppo di una civilt\u00e0, in cui il progresso tecnologico accelera persino oltre la capacit\u00e0 di comprendere e prevedere degli esseri umani. Un aspetto che \u00e8 oggetto di interesse anche da parte degli ambienti militari.<\/p>\n<p>In sostanza, poich\u00e9 la progettazione di macchine \u00e8 una delle attivit\u00e0 intellettuali, una macchina ultra-intelligente potrebbe progettare macchine ancora migliori; ci sarebbe quindi indubbiamente una tale esplosione da superare le facolt\u00e0 umane. Quindi, la prima macchina ultra-intelligente sarebbe l&#8217;ultima invenzione che l&#8217;uomo abbia mai bisogno di fare, a patto che la macchina sia abbastanza docile da comunicare come tenerla sotto controllo. Un pericoloso paradosso, che segna un confine etico oggi gi\u00e0 alla prova in ambiti politico-militari esclusivi, esposti alla terrificante possibilit\u00e0 del ricorso al nucleare, magari con un passaggio intermedio da un uso tattico a quello strategico della bomba. Che il progresso delle tecniche possa andare in direzioni irrecuperabili \u00e8 nella prospettiva, purtroppo, della guerra in corso e di quelle future, se ci saranno. Infatti, non esiste una motivazione evolutiva scontata perch\u00e9 un&#8217;intelligenza artificiale debba essere amichevole con gli umani. L&#8217;evoluzione non ha alcuna tendenza intrinseca a produrre risultati apprezzati dai viventi e ci sono poche ragioni per aspettarsi che un processo di ottimizzazione arbitrario promuova un risultato desiderato.<\/p>\n<p>Numerosi scenari di studi sul futuro suggeriscono che sia pi\u00f9 che probabile che gli esseri umani si interfaccino con i computer o carichino su di essi le loro menti, in un modo che consenta una sostanziale amplificazione dell&#8217;intelligenza singola e, con diverse modalit\u00e0 di accesso, collettiva. Una versione di una simile esplosione \u00e8 quella in cui la potenza di calcolo si avvicina all&#8217;infinito in un periodo di tempo finito. A meno che non sia impedito da limiti fisici di calcolo o dalla quantizzazione del tempo, questo processo inquietante potrebbe raggiungere letteralmente una potenza di computo infinita in uno o due lustri, guadagnandosi propriamente il nome di &#8220;singolarit\u00e0&#8221; per lo stato finale. Entro questo periodo il cambiamento climatico potrebbe essere giunto ad uno stadio cos\u00ec brusco da non essere reversibile, le guerre cos\u00ec estese da non trovare soluzioni, l\u2019ingiustizia sociale tanto grande da negare l\u2019universalit\u00e0 dei diritti. Se le risorse continuassero ad essere iniquamente distribuite, come oggi gi\u00e0 sta avvenendo, c\u2019\u00e8 da chiedersi come sarebbero le vite degli esseri umani in un mondo di \u201cpost-singolarit\u00e0\u201d, quando le decisioni non avverrebbero pi\u00f9 in un contesto democratico, ma in uno stato di necessit\u00e0 ed in una situazione di squilibrio fra potenze, consegnata ad algoritmi sfuggiti di mano, che apprendono e che si autoriproducono. Ad esempio, con un aumento di un milione di volte nella velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni rispetto a quella degli esseri umani, un anno soggettivo trascorrerebbe, in un manufatto di nuova generazione, in 30 secondi fisici. Una tale differenza nella velocit\u00e0 di elaborazione delle informazioni potrebbe determinare previsioni che nulla abbiano a che vedere con i bisogni della comunit\u00e0 umana o di qualunque specie sopravvissuta.<\/p>\n<p>Naturalmente stiamo ragionando su ipotesi, ma scordiamoci che siano semplicemente fantascientifiche. Come afferma Massimo Buscema in una intervista su \u201cQuality and Quantity\u201d di Ottobre 2022, \u201cagenti incontrollabili, intelligenti e aggiornabili, alla fine entreranno in una &#8220;reazione incontrollata&#8221; di cicli di auto-miglioramento ed ogni nuova e pi\u00f9 intelligente generazione apparir\u00e0 sempre pi\u00f9 rapidamente, risultando in una potente super-intelligenza che qualitativamente supera di gran lunga tutta l&#8217;intelligenza umana\u201d. Una caratteristica prima inimmaginabile, una \u201csingolarit\u00e0\u201d cui ci avviciniamo incoscientemente passo dopo passo e la cui sperimentazione \u00e8 gi\u00e0 in atto nei conflitti in corso, i cui confini sono segnati dalle incommensurabili gittate delle armi automatiche, dai rilievi satellitari di massima precisione e da tecnologie secretate e ignote alla maggioranza dell\u2019opinione pubblica. Il ricorso a sistemi sempre pi\u00f9 avanzati di intelligenza artificiale ha un impiego specifico nelle guerre per procura, cio\u00e8 in azioni guidate da fuori, laddove lo scopo \u00e8 farsi una rappresentazione del contesto nella quale un dispositivo \u00e8 immerso, facendo addirittura previsioni sull&#8217;ambiente. Stabilendo rapporti di causa-effetto, sviluppi possibili, origine di certi segnali e scaricando con precisione tutto il potenziale distruttivo portato a destinazione, la missione del dispositivo di intelligenza artificiale \u00e8 compiuta.<\/p>\n<p>Dare una direzione alternativa a questo sviluppo letale \u00e8 argomento primario della politica e dei movimenti in democrazia e, proprio in tempo di guerra, occorrerebbe adoperarsi per opporsi ad impieghi criminosi e riconvertire conoscenze e manufatti potentissimi in direzione delle emergenze incombenti sulle nostre vite e su quelle delle generazioni future che hanno diritto alla pace.<\/p>\n<p>Occorre, in definitiva, credere nell&#8217;agire umano rispetto al determinismo tecnologico e che sia possibile disporre di un\u2019economia in cui le persone soddisfino i propri bisogni dando senso al lavoro e inventando la propria vita con la conquista di un sistema democratico che contempli giustizia climatica e sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA TRANSIZIONE ENERGETICA POSTICIPATA DALLA GUERRA<\/p>\n<p>In un frangente cos\u00ec deviato dal concetto di potenza e dalla supremazia della tecnocrazia, \u00e8 l\u2019energia che la fa da padrona e non solo \u2013 come ho cercato di accennare &#8211; sotto la forma incontrollabile delle armi.<\/p>\n<p>Se la bomba nucleare non \u00e8 pi\u00f9 solo un elemento di deterrenza &#8211; come lo \u00e8 stata fino ad ieri dopo Hiroshima e Nagasaki \u2013 ma una eventualit\u00e0 possibile, \u00e8 facile far scivolare l\u2019opinione pubblica verso il nucleare civile, da fissione o fusione che sia, raccontato come praticabile e difendibile quanto l\u2019invio di armi ai belligeranti.<\/p>\n<p>Intanto, il rilancio dei fossili fa parte di un \u201critorno a prima\u201d, che la pandemia sembrava avere esorcizzato. Mentre viene sanzionato e tolto di mezzo il gas russo, non si programma affatto il rilancio delle rinnovabili, ma si acquista addirittura metano liquido estratto da pozzi oltremarini e localmente rigassificato, con un bilancio energetico ed economico disastroso.<\/p>\n<p>Se dovessimo fare un bilancio sull\u2019avanzamento della conversione energetica nel 2022 difficilmente potremmo essere ottimisti, anzi! L&#8217;energia \u00e8 emersa nel suo aspetto pi\u00f9 politico, svincolandosi dal peso del solo mercato, condizionata ampiamente dall\u2019incipiente \u201cterza guerra mondiale a pezzi\u201d. La stessa coesione della UE, dimostrata al tempo del \u201c20\/20\/20\u201d, si \u00e8 frantumata a fronte di una crisi energetica senza precedenti. Invece del &#8220;grande affare energetico europeo&#8221; di cui l&#8217;Europa aveva bisogno, i leader dell&#8217;UE sono rimasti bloccati nella politica interna. Al di l\u00e0 della svolta politica, indotta dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, ci\u00f2 che rimane \u00e8 una lotta senza senso per un tetto massimo del prezzo del gas, che nella migliore delle ipotesi far\u00e0 ben poco per abbassare i prezzi dell&#8217;energia e, nella peggiore, spaventer\u00e0 i venditori sul mercato.<\/p>\n<p>I centri di potere legati ai fossili sono tuttora colossi pubblici che rendicontano al Governo del proprio Paese del loro operato. Il ruolo delle lobby ha di conseguenza sovrastato la svolta ancora timida verso l\u2019autoproduzione da fonti naturali, il decentramento territoriale, il risparmio, le forme di consumo comunitarie. I governi europei ad inizio 2023 rimangono riluttanti a impegnarsi per un obiettivo di rinnovabili al di sopra del 40% per il 2030.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019ultimo rapporto della Iea, nel 2022 le emissioni mondiali di CO<sub>2<\/sub> sono aumentate di 330 milioni di tonnellate. Ma le tonnellate in pi\u00f9 sarebbero state il triplo senza il contributo delle rinnovabili e della mobilit\u00e0 elettrica.<\/p>\n<p>L\u2019incremento mondiale della di CO<sub>2<\/sub> in questo anno (+1%) \u00e8 stato determinato da un piccolo aumento (+1,5%) delle emissioni statunitensi e da uno pi\u00f9 elevato di quelle indiane. Le emissioni cinesi hanno registrato invece un lieve calo (-0,9%), analogo a quello della UE (-0,8%).<\/p>\n<p>La crisi pandemica, i lockdown, il caro energia e di materie prime con un\u2019inflazione a due cifre, la guerra in Ucraina e nel resto del mondo, i rischi sempre pi\u00f9 concreti di sicurezza sulle forniture, gli eventi climatici sempre pi\u00f9 estremi, sono tra loro interdipendenti e il cambio di paradigma energetico assume in essi un ruolo molto rilevante: basta pensare che l\u2019Italia ha speso nel 2022 circa 75 miliardi di euro in pi\u00f9 per l\u2019energia rispetto alla media dei 10 anni precedenti. Una cifra comparabile con gli investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in base agli obbiettivi europei assegnatici dalla UE al 2030.<\/p>\n<p>Cingolani sul Corriere della Sera del 31 Dicembre 2022 proclamava: \u201cnucleare niente pregiudizi, il futuro passa da qui: armi ed energia sono cose diverse\u201d Buon per lui.<\/p>\n<p>I fatti mostrano purtroppo una geopolitica al top, mentre biosfera e natura sono retrocesse a preda del vincitore. In un contesto cos\u00ec alterato prende corpo il miraggio della fusione, un\u2019energia come quella che proviene dal sole (ma ad una distanza di 150.000 KM!) che nell\u2019esperimento propagandato a Livermore non tiene conto del divario incolmabile tra il risultato dell&#8217;accensione e l&#8217;energia necessaria per il pareggio del dispositivo. Questo modo di procedere e di spacciare per ingegnerizzabile e commerciabile in anni vicini un esperimento di prevalente destinazione militare, ha instaurato tra scienza e tecnologia un processo politico di decisione e informazione dei cittadini con l\u2019obbiettivo di mettere sotto il tappeto quel \u201cnon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo\u201d, che invece \u00e8 ormai patrimonio del senso comune ed ha a portata di mano la rivoluzione\u00a0 delle rinnovabili con il sostegno delle nuove generazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mario Agostinelli, Alternative per il Socialismo, Gennaio 2023 &nbsp; PREMESSA Rileggendo a sprazzi le sequenze della monumentale \u201cFondazione\u201d di Asimov ho provato ad attualizzare le tre leggi della robotica formulate dal biochimico e scrittore sovietico gi\u00e0 nel 1942, mentre era in corso la Seconda Guerra Mondiale e l\u2019Universo veniva da lui immaginato popolato da etnie&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/2023\/03\/guerre-riarmo-e-tecnocrazia-ritardano-la-transizione-energetica-di-mario-agostinelli\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Guerre, riarmo e tecnocrazia ritardano la transizione energetica &#8211; di Mario Agostinelli<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"enabled":false},"version":2}},"categories":[35,36,34,37,46,32,6,15],"tags":[],"class_list":["post-4976","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-democrazia","category-diritti-umani","category-economia","category-migrazioni","category-minoranze","category-multinazionali","category-opinioni","category-quale-politica","entry"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2vEQL-1ig","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4976"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4977,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4976\/revisions\/4977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rrrquarrata.it\/www\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}