Torna a soffiare il vento di Riace – di Alex Zanotelli

Riace 2018. Foto di Roberta Ferruti

Il legame con Riace nasce in occasione del campo di lavoro che abbiamo fatto da quelle parti, i primi dieci giorni dell’agosto scorso, con un gruppo del Gim (Giovani impegno missionario) dei missionari comboniani. In breve tempo, siamo entrati in sintonia con i migranti, con Mimmo Lucano e con l’esperienza di Riace. Quando lo abbiamo invitato a parlare ai giovani, Mimmo si è commosso e ci ha detto che avrebbe iniziato un digiuno a oltranza per sollecitare il ministero degli interni a erogare i fondi dovuti per il funzionamento dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Siamo rimasti sempre in contatto e abbiamo vissuto da vicino l’iniziativa giudiziaria della Procura di Locri sulla gestione dei progetti d’accoglienza dei migranti e gli arresti domiciliari che Mimmo ha dovuto subire in ottobre. In seguito ha avuto il divieto di dimora a Riace e ora vive a Caulonia, piccolo centro dell’Alta Locride. È inconcepibile che un uomo che ha fatto del bene sia stato trattato in questo modo e la sua opera devastata. In questi mesi molti migranti se ne sono andati da Riace – dei trecento che erano ne sono rimasti una sessantina – e l’opera di accoglienza e di integrazione, che è stata e che può tornare a essere un esempio per tante realtà italiane, è stata di fatto smantellata.

Tuttavia è accaduto che molte realtà e associazioni, in giro per l’Italia, non si sono arrese a questa situazione e stanno provando a fare ripartire l’esperienza che è antitetica alle scelte che la politica italiana sta facendo.

Così è stato messo a punto il progetto di far nascere una Fondazione di Partecipazione che avrà nome “È stato il vento” (una frase che Mimmo Lucano spesso usa, per ricordare che è stato il vento a portare, anni fa, la cinquantina di curdi sulle spiagge di Riace e da lì è nato tutto), che ha appunto l’obiettivo di riprendere i progetti di Riace. E siccome per mettere in piedi la Fondazione ci vogliono centomila euro abbiamo deciso di costituire un Comitato promotore che si occupi degli aspetti procedurali e della raccolta fondi. Lo si è fatto il 12 gennaio a Caulonia nella biblioteca comunale strapiena di gente.

Mimmo Lucano, provato ma intenzionato a non mollare, era lì con noi. Gli abbiamo detto che il vento tornerà a soffiare su Riace. Tra l’altro, proprio quel giorno un gruppo di curdi è arrivato sulla spiaggia di Crotone e la gente si è buttata in acqua per aiutare quelle persone…

Intanto il Comitato promotore ha un presidente onorario, Giuseppe Lavorato ex sindaco di Rosarno; una presidente, Chiara Sasso coordinatrice della Rete comuni solidali; tre garanti: Livio Pepino ex magistrato, Emilio Sirianni giudice, e io; tra i consiglieri, Gianfranco Schiavone dell’associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi); Felicetta Parisi pediatra impegnata come volontaria nel rione Sanità a Napoli; Barbara Vecchio della rete di cooperative agricole Longo Mai.

Ora si tratta di raccogliere questi centomila euro e di partire al più presto con la Fondazione. Abbiamo tanta speranza che l’esperienza di Riace vada avanti perché è valida e perché potrebbe essere imitata da tanti paesini italiani che stanno morendo per mancanza di abitanti.

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