Rete Radié Resch di Quarrata – Lettera di Natale 2017

Carissima, carissimo,
quest’anno in particolare mi appare chiaro quanto questo Natale sia dalla parte degli impoveriti. Ognuno di noi sa quanto abbiamo oggi bisogno di creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto nei confronti di chi si ritrova impastoiato in qualsiasi tipo di povertà, da quella che costringe a indossare vestiti laceri e sporchi, a dormire sotto i ponti e dentro cartoni. E quella ancor più spietata che degenera in emarginazione e solitudine, in delusione e disperazione, in rabbia e violenza. Quella delle centinaia di milioni di uomini e donne che nel Sud del mondo soffrono perennemente la fame e l’esclusione. Conosciamo tante storie con cui siamo in contatto e con cui abbiamo creato una relazione di solidarietà, che ci descrivono, purtroppo quanto la povertà sia profonda. Questi amici ci interpellano ogni giorno con i loro volti segnati dal dolore,  dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione delle libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria alla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. Questa povertà ha il volto di donne, di uomini e bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro.

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Aleida Guevara ad Agliana, 11 dicembre 2017

COMUNICATO STAMPA

Carissima, carissimo, ti comunichiamo che Lunedì 11 dicembre alle ore 21, presso la Canonica della Chiesa di Agliana (PT), Piazza Gramsci – da dove parte la Marcia della Giustizia

Aleida GUEVARA, la figlia del CHE, medico pediatra all’Avana parlerà sul tema:
“Senza perdere la tenerezza. I valori del Che oggi, a 50 anni dal suo assassinio”

L’evento è organizzato dalle parrocchie di San Piero Agliana e Santomato, dalla Casa della Solidarietà e dalla Rete Radiè Resch di Quarrata.

Rete di Quarrata – Lettera Novembre-Dicembre 2017

Carissima, carissimo,

l’importanza della “responsabilità condivisa”, è l’unica strada che può portare alla “corresponsabilità” e “alla crescita comune”.
Sono la cultura e la conoscenza che sciolgono le coscienze. Quando vado in giro per l’Italia a fare incontri, quando parlo nelle parrocchie ricordo sempre una frase del cardinale di Milano, Carlo Maria Martini: “Dio non è cattolico, Dio è di tutti”.
Accogliere è creare uno spazio, lasciare andare, lasciar essere, non fermare i sogni, non fare ombra al sole che arriva, saper chiedere aiuto, saper ringraziare, saper attendere, saper piangere.
Penso che dobbiamo riscoprire ciò che fa bene alla nostra vita e alla vita degli altri. In questi ultimi cinquanta anni ci siamo ubriacati di falsi valori che hanno avuto la conseguenza, dietro un apparente benessere, di peggiorare la vita di tutti.

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InDialogo, numero 118

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Editoriale del numero 118 di InDialogo

Don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro-Pistoia attivo e militante nell’accoglienza di migranti e profughi, è stato certamente il protagonista dell’informazione social e digitale delle ultime settimane. Di lui, in Rete e anche sulla carta stampata, abbiamo potuto leggere tanto, dal suo post sui “migranti portati in piscina” fino alla messa della domenica nella sua parrocchia, con l’annunciata presenza di militanti di Forza Nuova, giunti, immaginate: “per verificare la cattolicità di don Massimo”, e il vicario generale, inviato dal vescovo, scelta, in un momento così importante e delicato, che a molti, ha ricordato “don Abbondio!” Leggi tutto “Editoriale del numero 118 di InDialogo”

Lettera Rete di Quarrata settembre-ottobre 2017

Carissima, carissimo,
oggi il Brasile vive una crisi generalizzata gravissima, si fa sentire come un barcone alla deriva, abbandonato alla mercé dei venti e delle onde. Il timoniere, il presidente Temer, è accusato di crimini, circondato da marinai-pirati, in maggioranza (con nobili eccezioni) ugualmente corrotti o accusati di altri crimini. E’ incredibile che un presidente detestato dal 96% della popolazione, senza nessuna credibilità, senza carisma, voglia stare al timone di una nave mal governata.
Non so se per ostinazione o vanità, elevata a potenza in grado stratosferico. Ma, impavido, continua a stare là nel Palazzo, comprando voti, distribuendo benefici, corrompendo per evitare che risponda allo STF (supremo tribunale federale) a pesanti accuse di cui è imputato. E’ praticamente prigioniero di se stesso. In qualsiasi posto appaia in pubblico, sente subito il grido: “Via, Temer”.
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In Dialogo 117

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