Rete di Quarrata – Lettera Maggio-Giugno 2017

Carissima, carissimo,
niente è più umanitario, sociale, politico, etico e spirituale che soddisfare la fame dei poveri della Terra. Dom Helder Camara, brasiliano, vescovo dei poveri diceva: “Se tu fossi in estasi davanti a Dio e un affamato bussasse alla tua porta, lascia il Dio dell’estasi e vai a servire l’affamato. Il Dio che hai lasciato nell’estasi è meno sicuro del Dio che troverai nell’affamato”. Gesù stesso era pieno di compassione e ha soddisfatto con pane e pesci centinaia di persone affamate che lo seguivano. Al centro del suo messaggio c’è il Padre Nostro e il Pane Nostro quotidiano. È erede di Gesù solamente chi tiene sempre insieme il Padre Nostro con il Pane Nostro. Solo questa persona può dire Amen=Si a Dio!.
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Brasile: il governo Temer in agonia. E i movimenti intensificano la lotta – di Claudia Fanti

Nessuno può sapere quanto durerà l’agonia del governo illegittimo di Michel Temer, il quale, incastrato da una registrazione audio che dimostra inequivocabilmente il suo consenso al pagamento di tangenti, è stato incriminato dal Tribunale Supremo Federale per i reati di corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. Se l’attuale presidente – figlio del golpe parlamentare-mediatico-giudiziario consumato lo scorso agosto contro Dilma Rousseff – si mantiene ancora al potere, è, secondo tutti gli osservatori, solo per la difficoltà di individuare un successore credibile: «Nell’istante in cui la maggioranza dei leader conservatori raggiunge un accordo sul nome del sostituto – afferma il docente di Economia dell’Università federale di Bahia Renildo Souza –, Temer esce dal Palazzo del Planalto».
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In Dialogo 116

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Editoriale – In Dialogo 116

Per un attimo, chiudi gli occhi… Adesso. Qui. Nella via del tuo paese, vicino alla tua casa, o al tuo lavoro, auto che passano, gente che va e viene. Quando li riapri, la strada è piena di macerie, le case sono sventrate, rovine ovunque, il rombo degli aerei e il boato delle esplosioni sono assordanti, ma ancora di più le urla e i pianti.

Il primo pensiero è la tua famiglia, i tuoi figli, le persone che ami.

Correre da loro è l’unico pensiero. Cercare salvezza, tentare di portarli al sicuro. E poi ti rendi conto che non ci sono posti sicuri per chilometri e chilometri, per migliaia di chilometri. Leggi tutto “Editoriale – In Dialogo 116”

“Informarsi su chi ci informa” – Rocco Artifoni

“La democrazia è il potere di un popolo informato”, scriveva quasi duecento anni fa Alexis de Tocqueville. Parole che si sono rivelate profetiche, visto che la stampa (e successivamente tutti i media) sono stati definiti come “quarto potere”, per l’evidente capacità di influenzare e orientare l’opinione pubblica.

Oggi in Italia le fonti di informazione sono molto varie: da internet alle tv, dalle radio alla carta stampata. Sicuramente l’importanza dei giornali quotidiani è diminuita, ma non va sottovalutata, dato che ogni giorno vengono ancora letti da milioni di persone.

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Rubrica Racconti di Luna – L’Arca di Francesco

A don Angelo Casati, poeta

A margine della Laudato sii di papa Francesco si può immaginare una storia.

Come al tempio del diluvio, la terra è in pericolo. E’ stata umiliata, ferita, sfruttata. Piangono gli alberi delle foreste insieme ai mari e alle montagne. Francesco come Noè costruisce un’arca, grande grande. Vuole salvare il mondo da una tragedia annunziata. Una guerra mondiale a pezzetti ha sconvolto le città del mondo e le ha rese macerie. Popoli interi sono morti di guerra. Francesco comincia a chiamare per nome, uno ad uno, una da una, le persone da salvare. Gli hanno preparato la lista.

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Per la pace e la dignità – Marwan Barghouthi

“Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo in occasione dello sciopero della fame dei prigionieri palestinesi

Cari colleghi parlamentari, se ricevete questa lettera è perché Israele, anziché andare incontro alle legittime richieste dei detenuti palestinesi, ha scelto di continuare nella sua politica provocatoria di persecuzione collettiva.

Insieme ai compagni che portano avanti con me lo sciopero della fame sono stato di nuovo messo in isolamento.

Ma non staremo per questo in silenzio, né ci arrenderemo.

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