Quel che della Siria continuiamo a non sapere – Alberto Melandri

Recensione di «Esilio dalla Siria» scritto da Shady Hamadi e tradotto da Add editore.

Presentando il suo libro – il 5 giugno scorso a Giavera del Montello nell’ambito del 22° festival interculturale “Ritmi e danze dal mondo” – Shady Hamadi, nato a Milano da madre italiana e padre siriano, a chi gli faceva notare che parlando di Siria per più di un’ora aveva nominato solo di sfuggita l’Isis ha risposto dicendo che in Italia e in generale in Occidente si parla sempre di Isis e si sottovalutano le forze che lo combattono come se fossero “il male minore” quando non vengono considerate come “alleati e quindi difensori delle democrazie occidentali”, ma non è così.

Scrive l’autore: «Dire che in Siria c’è la guerra diventa una frase troppo semplificatoria e approssimativa, aggiungere che la situazione è confusa, al punto da non riuscire a individuare chi siano le vittime e chi i colpevoli, è tragico perché significa che mettiamo tutti sullo stesso piano, sottraendoci alla responsabilità di capire». Leggi tutto “Quel che della Siria continuiamo a non sapere – Alberto Melandri”

MST in ricordo di Eduardo Galeano

Cari amici, il dolore per la morte di Eduardo Galeano ci fa capire quanto siamo diventati anche noi un po’ latinoamericani. La lettura di “Le vene aperte dell’America latina” ci ha dimostrato quanto eravamo ignoranti e eurocentrici, ma la la poesia di “Memorie del fuoco” ci ha fatto vedere anche la bellezza e dato tanta speranza.
Qui sotto la traduzione del messaggio dei Sem Terra, con alcune bellissime citazioni.
Antonio Vermigli

Eduardo Galeano – Montevideo, America Latina (1940 -2015)

Abbiamo perso oggi la presenza fisica del compagno Eduardo Galeano. Uruguaiano di nascita, dei Caraibi e dell’America Latina per scelta di vita e di militanza politica.
La persecuzione politica subita dai governi dittatoriali, che colpirono il continente latinoamericano, sotto il patrocinio del governo degli Stati Uniti, lo costrinsero a vivere dodici anni in esilio (1973-1985), un tentativo frustrato di isolarlo dal suo popolo e indebolire il suo amore per il suo paese.
I suoi aguzzini non erano a conoscenza del sangue, latinoamericano, che scorreva nelle sue vene.
L’esilio e dittature latinoamericane forgiarono la sua tempra rivoluzionaria.
E la radicalità della sua attività politica è sempre stata alimentata da un umanesimo senza compromessi e dalla solidarietà in difesa di tutte le vittime del sistema oppressore.
Sapeva che una nuova realtà avrebbe avuto come protagonista il popolo oppresso.
Ha scritto: “il corpo non è una macchina come ci dice la scienza. Non è una colpa, come ci fa credere la religione. Il corpo è una festa.”
Una festa che un giorno, nell’eredità che ci ha lasciato questo compagno, si terrà in questo continente, dove non ci saranno sfruttatori e sfruttati.
In possesso di un lessico raffinato, senza rinunciare alle sue convinzioni politiche e all’identità culturale del suo popolo, sapeva quanto fosse saggio che il vero apprendimento è quello che sorge dal popolo. Per questo non esitò a dire che “la solidarietà è orizzontale: rispetta l’altro e impara con l’altro. La maggior parte di noi ha molto da imparare dalle altre persone.”
Sempre dalla parte dei poveri, venerato in tutto il mondo a causa delle sue opere letterarie, è stato un compagno instancabile dei Nessuno.
“I nessuno: i figli di nessuno, i proprietari di nulla.
I nessuno: i nessuno, correndo soli, morendo alla vita , fottuti e mal pagati:
Quelli che non sono, sebbene sono.
Che non parlano lingue, parlano dialetti.
Che non praticano religioni, praticano superstizioni.
Che non fanno arte, fanno artigianato.
Che non sono esseri umani, sono risorse umane.
Che non hanno cultura, hanno folclore.
Che non hanno faccia, hanno braccia.
Che non hanno nome, hanno un numero.
Che non compaiono nella storia del mondo, appaiono nella cronaca nera della stampa locale.
I nessuno, che costano meno della pallottola che li uccide. “
L’impossibilità di scrivere su Galeano senza ricorrere a quello che ci ha lasciato, è la prova più forte che rimane tra noi. A lui dovremo sempre ricorrere per avere sufficiente utopia, irraggiungibile, ma che ci fa camminare alla sua ricerca.
Questo è un po’ del Galeano che ci ha lasciato.
Già ci manca la sua convivenza e la presenza fisica, sempre presente, in prima fila nella lotta contro l’oppressione e l’ingiustizia e in difesa di una società socialista.
Continuerà tra noi, per gli insegnamenti e l’esempio di vita lasciato ai posteri.
Saremo suoi eredi e impegnati a seguire i suoi ideali di una società socialmente giusta, egualitaria e democratica. Galeano vive in mezzo a noi, perché la sua eredità è eterna.

Viva l’America Latina ed i Caraibi!
Evviva il socialismo! Viva Eduardo Galeano!
Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST), São Paulo, 13 Aprile 2015

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In Dialogo, numero 105

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In Dialogo, numero 104

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Frei Betto in Italia ad aprile: il programma

Lunedì 7 aprile – ROVERETO (TN)
tema: Comprendere le migrazioni e i conflitti al tempo della globalizzazione. Globalizzare la Giustizia e la Solidarietà
ore 20.30 presso la sala Filarmonica all’interno della scuola Media Damiano Chiesa in Corso Rosmini a 100 metri dalla stazione ferroviaria

Martedì 8 aprile – BUSSOLENGO (VR)
tema: La passione dell’uomo, l’uomo che passsione
ore 20.30 presso il teatro delle Parrocchia S, Maria Maggiore – Piazza Nuova
Leggi tutto “Frei Betto in Italia ad aprile: il programma”

Antonietta Potente – Terra benedetta, terra bruciata

Antonietta Potente

Terra benedetta, terra bruciata
Letture, ad alta voce, sulla realtà contemporanea

 

La vita si plasma, insieme alla fede, nei processi storici che in fin dei conti non appartengono solo alla propria esistenza, ma a quella di tutti e del cosmo intero. Ogni cambiamento, che non significa altro che la possibilità di vivere ancora con altri ed altre, è il frutto di questo dialogo planetario con donne e uomini contemporanei, insieme alla misteriosa e anarchica creatività della biodiversità cosmica.

Allora, queste note sparse, come sparsa è la vita, che salgono da humus differenti e in momenti diversi e che, in una raccolta scritta sembrano essere ordinate da un indice, oggi, diventano un nuovo spartito, per continuare ad ascoltare e a guardare, fino, chissà, a una “visione” più nitida e pacificata.

Il costo del libro è di € 10,00.

Antonietta Potente è nata in Liguria. È teologa e appartiene all’Unione Suore Domenicane San Tommaso. Dopo alcuni anni di insegnamento teologico a Roma e a Firenze, si trasferì  in Bolivia, dove attualmente insegna all’Università Cattolica di Cochabamba, nella Facoltà di Teologia e in altri centri formativi dell’America Latina e del mondo. La sua vita condivisa con una famiglia di origine Aymara, il suo impegno di sostegno a processi di liberazione dei popoli, nel dialogo e nello scambio interculturale e interreligioso, ha segnato il suo pensiero teologico e la sua scrittura, facendo della sua teologia, una disciplina aperta alle trasformazioni e alla ricerca di donne e uomini contemporanei. Attualmente in Italia, continua a collaborare con processi di giustizia per il riconoscimento della dignità e soggettività degli altri e della biodiversità cosmica. 

Antonietta Potente

Presentazione del libro di Lancisi su Don Puglisi – Quarrata 21 febbraio

Il Comune di Quarrata e la Casa della Solidarietà-Rete Radié Resch di Quarrata invitano a partecipare
Venerdì 21 febbraio alle ore 21
presso il palazzo comunale di Quarrata
alla presentazione del libro:
Don PUGLISI: il Vangelo contro la Mafia
Parteciperanno:
Mario LANCISI, autore del libro
Davide MATTIELLO, Libera Piemonte e deputato del PD

Intervista audio ad Arturo Paoli, di Raffaele Luise

Incontro con il vescovo Bianchi e Marcelo Barros – Pistoia 13 novembre

Mercoledì 13 novembre alle ore 21
presso il Seminario di Via Puccini 36 – Pistoia

si terrà l’incontro-dibattito su:
L’ecumenismo e l’impegno per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato

organizzato dalla Diocesi di Pistoia.

Saranno presenti:
Mansueto BIANCHI, vescovo di Pistoia e presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Conferenza episcopale italiana (CEI)
Marcelo BARROS, benedettino brasiliano, teologo della liberazione, biblista e scrittore
Nell’occasione potrete trovare il suo libro: Ecologia e Spiritualità

Biografia di M. Barros
Entra nel monastero benedettino di Recife a 18 anni. Dal 1967 al 1969, senza staccarsi dal monastero, vive come membro di una comunità ecumenica, abitando con i fratelli di Taizè a Olinda. Ordinato sacerdote nel 1969 dall’ arcivescovo dei poveri, dom Helder CAMARA, di cui diviene, per sette anni, stretto collaboratore della pastorale giovanile e l’ecumenismo. Dopo aver passato vari anni nel monastero di Recife  si sposta in quello di Curitiba per poi fondare, 35 anni fa, insieme ad altri monaci, il monastero dell’Annunciazione a Goias, nel centro del Brasile. E’ stato tra i fondatori del CEBI, centro studi biblico, assessore della Commissione Pastorale della Terra (C.P.T.) e delle Comunità Ecclesiali di Base (C.E.B.s); espressioni della Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani (C.N.B.B.) Nello scorso aprile è stato eletto Segretario, per l’america latina, dell’associazione ecumenica dei Teologi del Terzo Mondo: Africa, America Latina e Asia. Ha scritto 50 libri, di cui 15 editi in Italia, l’ultimo: Ecologia e Spiritualità. Settimanalmente scrive un articolo per vari quotidiani brasiliani su: Spiritualità ecumenica e le sfide della vita.

Ancora una vittima tra i militanti del Movimento Sem Terra (MST)

Ieri mattina Fábio dos Santos Silva, dirigente del MST (Movimento Sem Terra – Movimento dei lavoratori rurali senza terra) nello stato di Bahia (Brasile), è stato assassinato con 15 colpi di fronte alla moglie e al figlio, mentre andava in macchina verso Palmeirinha, vicino a Iguaí. Secondo la testimonianza della moglie, una moto si è accostata alla macchina e Fabio è stato ucciso. Il dirigente MST era stato minacciato di morte. In quella regione il latifondo non accetta la democratizzazione della terra né la presenza dei tre insediamenti e dell’accampamento esistenti nella zona.
Fabio, che è stato anche candidato a consigliere per il PT (Partido dos Trabalhadores – Partito dei Lavoratori) della regione, è stato un grande lottatore. Come tutti i militanti del MST voleva vedere la Riforma Agraria realizzata.