Il mostro di Riace. E noi? – di Ascanio Celestini

Quanto stiamo diventando cattivi? Come quelli che prendevano il caffè alla stazione quando partivano i treni pieni di ebrei e zingari? Come quelli che erano contenti dell’impero. Quando l’Amba Aradam era sinonimo di confusione?

Ecco, noi siamo cattivi come Salvini. Un signore che ci parla dal suo telefonino. Si riprende. Dice che è un papà. Vuole un po’ di ordine nelle nostre città. Conta i “like” sulla sua pagina facebook e imposta la politica del suo partito seguendo le indicazioni dei followers. Non è un politico. No. È un contatore.

Più ci penso e più credo che non serve molto parlare di immigrati, di stranieri. Dobbiamo parlare di noi. Dell’umanità che ci stiamo perdendo per strada. Leggi tutto “Il mostro di Riace. E noi? – di Ascanio Celestini”

Messico: Nessun essere umano è illegale

I migranti honduregni che stanno attraversando il Messico «non sono una minaccia al nostro benessere ma un’opportunità per servire cristianamente coloro che hanno lasciato tutto per raggiungere una vita più dignitosa»: a scriverlo è l’arcidiocesi di Città del Messico sul suo settimanale «Desde la fe», invitando i cittadini a proteggere la carovana lungo il percorso di avvicinamento agli Stati Uniti. Si tratta di «una sfida per il paese», in particolare per la Chiesa cattolica per la quale nessun essere umano è “illegale” e questa manifestazione legittima di migliaia di persone che cercano di sopravvivere o di dare un minimo di decenza alla propria esistenza costituisce il grido di denuncia di un «silenzioso quanto disumano spostamento». Per sottolineare ancora una volta la vicinanza dei cattolici messicani ai migranti honduregni, martedì 30 ottobre, su invito della Conferenza episcopale, vescovi e sacerdoti hanno celebrato in tutto il paese l’eucaristia «come segno della Chiesa unita che accompagna chi cammina attraverso il Messico». Leggi tutto “Messico: Nessun essere umano è illegale”

Difesa dei diritti umani – alcuni articoli

UN DOSSIER. L’appuntamento (29-31 ottobre) di Parigi. Un comunicato di Amnesty, Access Now e Reporter Senza frontiere. Uno “sguardo lungo” di Franco Astengo su sicurezza e democrazia

PIÙ DI 150 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI INSIEME PER GUIDARE IL CAMBIAMENTO E COMBATTERE LA REPRESSIONE, IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE.

In occasione del 20esimo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, più di 150 difensori dei diritti umani provenienti da tutto il mondo si riuniscono a Parigi per pianificare i prossimi 20 anni di passi avanti per i diritti umani e la lotta per il cambiamento contro la repressione, il razzismo e la discriminazione.

Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani 2018 arriva in un momento in cui quasi ogni giorno un difensore dei diritti umani viene ucciso, in cui la criminalizzazione e la diffamazione sono diventati un rischio ordinario e in cui i governi stanno fallendo gli impegni presi nel 1998 di rispettare e proteggere i difensori dei diritti umani. Leggi tutto “Difesa dei diritti umani – alcuni articoli”

Ecchimosi – di Erri De Luca

La politica italiana ha ottenuto il brevetto di discarica dei sentimenti amareggiati. Ci si sfoga scaricando le colpe verso il basso senza nemmeno un provvisorio risultato di sollievo.
Invece di alzare il pugno contro i piani alti, si gira in giù il pollice nel Colosseo a decretare la morte dei soliti sconfitti. I piccoli schermi collegati tra loro sono a forma di spalti e nell’arena il gladiatore spaccia il disarmato. Gli stranieri non turistici sono colpevoli di occupare i nostri posti anche quando loro viaggiano in piedi e noi da seduti. L’immagine è di un poeta brasiliano, Ledo Ivo.
Il tribuno sogna di diventare Cesare e fare del Parlamento il proprio ufficio di segreteria impiegato a convalidare decreti.
Si sta in una fase di cattiva digestione del corpo elettorale. Un terzo si è astenuto dall’imboccare l’urna di cartone. Gli altri neanche si sono accorti che con i loro voti gli eletti hanno fatto barchette per lo stagno e razzetti da far volare in aula. Insomma era per loro una materia grezza da trasformare a loro uso e piacere. Leggi tutto “Ecchimosi – di Erri De Luca”

Stiamo a galla come l’immondizia – di Ascanio Celestini

“Un corpo senza mutandine né vestiti” così inizia l’articolo di Giovanna Pavesi su Il Giornale. C’è qualcuno che ha il fegato di iniziare un discorso pensando alle “mutandine” quando si parla di una ragazzina violentata?

Un lettore col nome virtuale “19gig50” commenta: “Speriamo che trovino questi spacciatori e li facciano fuori… ma, soprattutto speriamo che questi spacciatori non abbiano sorelle!”. E questo è il commento che si sposa perfettamente con l’articolo e col pensiero corrente dei nazisti in giacca e cravatta, o in tailleur, che ci stanno circondando. Leggi tutto “Stiamo a galla come l’immondizia – di Ascanio Celestini”

Fermiamo il lavoro minorile nelle miniere di cobalto del Congo

Secondo le ultime stime (Dato Unicef 2014) sono circa 40.000 i ragazzi e le ragazze minorenni impegnati nelle miniere del sud della Repubblica democratica del Congo. Molti di loro lavorano nelle miniere di cobalto, prezioso minerale utilizzato per la produzione di batterie ricaricabili utilizzate per i nostri cellulari, tablet, computer e altri dispositivi elettronici.

Questi bambini lavorano in condizioni estreme, alcuni di loro più di dodici ore al giorno, senza alcuna protezione e percependo salari da fame. Si ammalano prima e più dei loro coetanei. Rischiano ogni giorno incidenti sul lavoro a causa di carichi troppo pesanti fino alla morte a causa dei frequenti crolli nelle grotte artigianali. Spesso sono picchiati e maltrattati dalle guardie della sicurezza se oltrepassano i confini della miniera. Alcuni di loro lavorano dopo aver frequentato la scuola, altri hanno per necessità abbandonato i libri.

Chiediamo al Governo della Repubblica democratica del Congo di fermare ora questa barbarie e di mettere in atto tutte le misure per affrontare la salute dei bambini, i loro bisogni fisici, educativi, economici e psicologici.

Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino

Mauro Armanino, missionario italiano in Niger, ci ricorda – dal Niger dove vive – che l’Europa ricca/armata nulla vuole sapere delle Afriche (che continua a rapinare).

Il numero che avete chiamato non è disponibile. Moov nel Sahel

Una voce di donna risponde esattamente così. Dopo aver composto il numero dell’amico ostaggio la voce di donna aggiunge che la chiamata sarà notificata. E’ dal passato lunedì 17 settembre alle 22 ora locale che si ripete la stessa risposta automatica femminile. Si tratta della compagnia telefonica Moov, attiva, assieme ad altre nel Niger e dintorni. Come altre fa promozioni di vendita e promette abbuoni ogni martedì e venerdì. Solo che il cliente è stato preso come ostaggio un lunedì, nessun premio, abbuono o sconto. In questo Moov, nella sua pubblicità, aveva visto giusto. Moov No Limit, si erano definiti, senza limiti. Nel nostro Sahel, da tempo ormai, i limiti sono stati superati . Traffici, commerci, terrorismo, bande armate dal sapore ‘comunitario-etnico’e risposte ancora più armate. E, infine, la definizione di criminali attribuita ai migranti irregolari, illegali, clandestini e dunque da insabbiare da qualche parte nella storia odierna del Sahel. Il numero che avete chiamato non è disponibile. La vostra chiamata sarà notificata, conclude la voce di donna con la stessa convinzione. Il numero chiamato non è disponibile da quasi due settimane. Leggi tutto “Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino”