Rete Radié Resch di Quarrata – Lettera di Natale 2017

Carissima, carissimo,
quest’anno in particolare mi appare chiaro quanto questo Natale sia dalla parte degli impoveriti. Ognuno di noi sa quanto abbiamo oggi bisogno di creare momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto nei confronti di chi si ritrova impastoiato in qualsiasi tipo di povertà, da quella che costringe a indossare vestiti laceri e sporchi, a dormire sotto i ponti e dentro cartoni. E quella ancor più spietata che degenera in emarginazione e solitudine, in delusione e disperazione, in rabbia e violenza. Quella delle centinaia di milioni di uomini e donne che nel Sud del mondo soffrono perennemente la fame e l’esclusione. Conosciamo tante storie con cui siamo in contatto e con cui abbiamo creato una relazione di solidarietà, che ci descrivono, purtroppo quanto la povertà sia profonda. Questi amici ci interpellano ogni giorno con i loro volti segnati dal dolore,  dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione delle libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria alla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. Questa povertà ha il volto di donne, di uomini e bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro.

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24ª Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata

marcia per la giustizia 2017

Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro

di Centro studi Unimed

di Claudia De Martino

Lo scorso 5 giugno si sono celebrati i 50 anni della Guerra dei Sei Giorni, che ricordano ufficialmente l’affermazione di Israele nella regione e lo sbaragliamento di tutti gli eserciti arabi nemici, ma anche la ben più importante conquista di territorioconseguita alla vittoria militare (Cisgiordania, Striscia di Gaza, alture del Golan e Sinai, del quale solo due a oggi sono stati restituiti). Tutti gli altri rimangono sotto il controllo di Israele e costituiscono, de facto, parte integrante del suo territorio: sono infatti oggetto di continui innesti di popolazioni ebraiche ma anche di consistenti investimenti economici e rafforzamento militare. Leggi tutto “Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro”

Brasile: il governo Temer in agonia. E i movimenti intensificano la lotta – di Claudia Fanti

Nessuno può sapere quanto durerà l’agonia del governo illegittimo di Michel Temer, il quale, incastrato da una registrazione audio che dimostra inequivocabilmente il suo consenso al pagamento di tangenti, è stato incriminato dal Tribunale Supremo Federale per i reati di corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. Se l’attuale presidente – figlio del golpe parlamentare-mediatico-giudiziario consumato lo scorso agosto contro Dilma Rousseff – si mantiene ancora al potere, è, secondo tutti gli osservatori, solo per la difficoltà di individuare un successore credibile: «Nell’istante in cui la maggioranza dei leader conservatori raggiunge un accordo sul nome del sostituto – afferma il docente di Economia dell’Università federale di Bahia Renildo Souza –, Temer esce dal Palazzo del Planalto».
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Sui prigioneri palestinesi

Scheda informativa sui prigionieri palestinesi in occasione della giornata per i prigionieri palestinesi e dello sciopero della fame “Libertà e Dignità”.

Nel corso degli anni, Israele ha tenuto centinaia di migliaia di Palestinesi in carcere, per periodi che vanno da diversi mesi a diversi decenni. Da quando, nel 1967, Israele ha occupato la Cisgiordania con Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, circa 800.000 Palestinesi sono stati detenuti nelle carceri israeliane.

Questo numero rappresenta il 20% di tutta la popolazione palestinese dei Territori Occupati e addirittura il 40% della popolazione maschile. Ogni famiglia palestinese è stata colpita dal dramma di avere uno o più dei suoi componenti in prigione. I Palestinesi, quindi, sono stati oggetto di unodei più altitassi di carcerazione del mondo, e rappresentano l’esempio più impressionante di carcerazione di massa per motivi politici di tutta la storia contemporanea. Leggi tutto “Sui prigioneri palestinesi”

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi  ai suoi colleghi nel mondo in occasione dello sciopero della fame  dei prigionieri palestinesi “Per la pace e la dignità”

Cari colleghi parlamentari,

se ricevete questa lettera è perché Israele, anziché andare incontro alle  legittime richieste dei detenuti palestinesi, ha scelto di continuare nella sua politica provocatoria di persecuzione collettiva.

Insieme ai compagni che portano avanti con me lo sciopero della fame sono stato di nuovo messo in isolamento. Ma non staremo per questo in silenzio, né ci arrenderemo. Leggi tutto “Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo”

Con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà

19 Aprile Giovedi’ – Roma ore 17-19 Largo ArgentinaCon i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà

Le parole di Marwan Barghouthi dalla prigione di Hadarim, pubblicate dal NY Times il giorno 16.4.2017

“Dopo aver trascorso gli ultimi 15 anni in una prigione israeliana, sono stato sia un testimone, sia vittima, del sistema illegale di Israele di arresti arbitrari di massa e maltrattamenti di prigionieri palestinesi. Dopo aver esaurito tutte le altre opzioni, ho deciso che non c’era altra scelta che resistere a questi abusi cominciando uno sciopero della fame. Leggi tutto “Con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà”