50 anni dopo: un intervento di Daniel Barenboim, grande direttore d’orchestra israeliano

Daniel Barenboim, direttore d’orchestra, fondatore dell’Orchestra del Divan occidentale-orientale di cui fanno parte musicisti israeliani, arabi e palestinesi.

La politica internazionale è attualmente dominata da argomenti come la crisi dell’euro e dei rifugiati, il ripiegamento su se stessi degli Stati Uniti di Donald Trump, la guerra in Siria e la lotta al fanatismo islamista. Eppure un argomento quasi onnipresente fino alla metà del primo decennio del nuovo secolo si è sempre più allontanato dalla televisione e anche dalla coscienza della popolazione: il conflitto in Medio oriente. Per decenni il conflitto tra israeliani e palestinesi è stato un argomento fisso e la sua risoluzione una priorità della politica americana ed europea. Dopo numerosi fallimenti degli ultimi tentativi di soluzione, si è instaurato una sorta di status quo. Il conflitto viene considerato con un certo disagio, ma anche una certa perplessità e una forma di disillusione. Leggi tutto “50 anni dopo: un intervento di Daniel Barenboim, grande direttore d’orchestra israeliano”

L’attacco silenzioso di Israele a Gaza

Gideon Levy, Haaretz, Israele

20 giugno 2017

Israele e Gaza non si stanno affrontando in un’altra guerra né si stanno dirigendo verso un’altra “operazione” o un altro “round”. Questa terminologia è ingannevole e vuole addormentare quel che resta delle coscienze.

Oggi si rischia un nuovo massacro nella Striscia di Gaza. Controllato, misurato, non di massa, ma comunque un massacro. Quando politici, funzionari e opinionisti israeliani parlano del “prossimo round”, stanno parlando del prossimo massacro. Leggi tutto “L’attacco silenzioso di Israele a Gaza”

Annettere Israele alle colonie

I leader dei coloni ne hanno abbastanza dell’interminabile dibattito israeliano sull’annessione dei territori occupati. Così, invece di star lì ad aspettare, hanno cominciato ad annettere Israele alle colonie.

di Oren Yiftachel

Haaretz, 12 giugno 2017.

“Abbiamo trovato una soluzione creativa al problema, come si fa nelle colonie. Li abbiamo sloggiati: dov’è il problema?” ha detto Yair Maayan, che vive nella colonia di Nokdim e, all’interno  dell’ufficio del Primo Ministro, è a capo dell’Autorità per lo sviluppo e l’insediamento dei Beduini. Stava parlando nel corso di una recente puntata dello show televisivo Hamakor (“La Sorgente”), a proposito del villaggio beduino non riconosciuto di Umm al-Hiran. Questa disinvolta dichiarazione ci dice qualcosa sui metodi usati dal progetto per popolare il Negev con gli Ebrei, un progetto che il governo ha promosso da molti anni e che danneggia fortemente i Beduini. Leggi tutto “Annettere Israele alle colonie”

Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro

di Centro studi Unimed

di Claudia De Martino

Lo scorso 5 giugno si sono celebrati i 50 anni della Guerra dei Sei Giorni, che ricordano ufficialmente l’affermazione di Israele nella regione e lo sbaragliamento di tutti gli eserciti arabi nemici, ma anche la ben più importante conquista di territorioconseguita alla vittoria militare (Cisgiordania, Striscia di Gaza, alture del Golan e Sinai, del quale solo due a oggi sono stati restituiti). Tutti gli altri rimangono sotto il controllo di Israele e costituiscono, de facto, parte integrante del suo territorio: sono infatti oggetto di continui innesti di popolazioni ebraiche ma anche di consistenti investimenti economici e rafforzamento militare. Leggi tutto “Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro”

Brasile: il governo Temer in agonia. E i movimenti intensificano la lotta – di Claudia Fanti

Nessuno può sapere quanto durerà l’agonia del governo illegittimo di Michel Temer, il quale, incastrato da una registrazione audio che dimostra inequivocabilmente il suo consenso al pagamento di tangenti, è stato incriminato dal Tribunale Supremo Federale per i reati di corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. Se l’attuale presidente – figlio del golpe parlamentare-mediatico-giudiziario consumato lo scorso agosto contro Dilma Rousseff – si mantiene ancora al potere, è, secondo tutti gli osservatori, solo per la difficoltà di individuare un successore credibile: «Nell’istante in cui la maggioranza dei leader conservatori raggiunge un accordo sul nome del sostituto – afferma il docente di Economia dell’Università federale di Bahia Renildo Souza –, Temer esce dal Palazzo del Planalto».
Leggi tutto “Brasile: il governo Temer in agonia. E i movimenti intensificano la lotta – di Claudia Fanti”

La resistenza è un lavoro sacro, di Alex Zanotelli

APPELLO ALLE CHIESE/”Sanctuary Movement”

“LA RESISTENZA E’ UN LAVORO SACRO”

La politica anti-migranti della UE , come del governo Gentiloni, si fa sempre più pesante. La UE, dopo aver siglato quel criminale accordo con la Turchia( costato sei miliardi di euro!) per bloccare i profughi siriani, ha stipulato simili accordi con l’Egitto di Al Sisi (un miliardo di euro) e con il Niger (cinquecento milioni di euro)

per bloccare i migranti sub-sahariani. Anche l’Italia, con il governo Renzi ed ora con Gentiloni, ha perseguito la stessa politica del Migration Compact  firmando un patto scellerato con la Libia di El Serraj e un altro con i capi ‘tribali’ del Fezzan, per bloccare i migranti dell’Africa nera. Il governo italiano ha fatto altrettanto con il governo del Niger regalandogli duecento milioni di euro. Questa è la politica europea : esternalizzare le frontiere siglando patti con i peggiori dittatori e pagata a caro prezzo dai disperati della terra. Inoltre la UE ha pesantemente militarizzato il Mediterraneo trasformandolo in un cimitero(sono oltre cinquantamila i migranti che vi sono sepolti!). Leggi tutto “La resistenza è un lavoro sacro, di Alex Zanotelli”

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi  ai suoi colleghi nel mondo in occasione dello sciopero della fame  dei prigionieri palestinesi “Per la pace e la dignità”

Cari colleghi parlamentari,

se ricevete questa lettera è perché Israele, anziché andare incontro alle  legittime richieste dei detenuti palestinesi, ha scelto di continuare nella sua politica provocatoria di persecuzione collettiva.

Insieme ai compagni che portano avanti con me lo sciopero della fame sono stato di nuovo messo in isolamento. Ma non staremo per questo in silenzio, né ci arrenderemo. Leggi tutto “Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo”