Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar

Un appello della Società civile per la Palestina contro la deportazione, un articolo di Amira Hass (Haaretz) e uno di Tamara Nassar (The Electronic Intifada), il comunicato di B’Tselem . Anche la “scuola di gomme” costruita dalla ong italiana Vento di Terra, sarà demolita.

Dopo 9 anni di iter processuale il 5 settembre 2018 la Corte suprema israeliana ha emesso il proprio verdetto definitivo: La Scuola di gomme deve essere demolita assieme al villaggio di Khan al Ahmar entro la prossima settimana e la popolazione deportata nei pressi della discarica di rifiuti di Al Jabal.

La Scuola di Gomme fu costruita con fondi della Cooperazione italiana dalla Ong italiana Vento di Terra con un progetto originale che si riuscì a realizzare grazie all’impegno della locale comunità beduina Jahalin, all’economicità dei materiali utilizzati ed ai tempi rapidi di costruzione. La Cooperazione italiana rispondeva in tal modo alla pressante richiesta dei beduini Jahalin di poter contare su di una scuola per i propri figli. Leggi tutto “Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar”

L’unica democrazia mediorientale tra guerra e apartheid – di Zvi Schuldiner

19 luglio 2018 – il manifesto

Mentre la tensione cresce enormemente nel sud di Israele, dove la guerra sembra inevitabile, anche su altri fronti gli intenti molto poco chiari del governo israeliano sembrano accelerare il passo. Guerra con chi? Con la Siria o Con Hezbollah o Con l’Iran?

A Helsinki il governo israeliano ha segnato un punto: sia Donald Trump che Vladimir Putin, per ragioni diverse, sembrano aver approvato le intenzioni di Israele quanto alla situazione in Siria e alla presenza dell’Iran in quel paese. I russi sono diventati la superpotenza che domina la guerra, decidono rispetto al cessate il fuoco nel sud e appoggiano o frenano l’azione dell’esercito siriano. Il ruolo centrale della Russia è decisivo, ma al tempo stesso Assad e i russi sanno che parte delle vittorie sono state assicurate dalla presenza di combattenti libanesi di Hezbollah e di quelli iraniani. Leggi tutto “L’unica democrazia mediorientale tra guerra e apartheid – di Zvi Schuldiner”

Nella Striscia di Gaza il 70% della popolazione “dipende” dagli aiuti internazionali

22 marzo 2018

Israele taglia acqua potabile a Gaza
Gaza – MEMO, Quds Press. Israele ha interrotto i rifornimenti d’acqua potabile per la Striscia di Gaza dallo scorso mercoledì, secondo quanto riportato da Quds Press.
La mossa è stata fatta senza alcun preavviso. “Mekorot, il fornitore d’acqua israeliano, ci ha confermato mercoledì scorso che avrebbe tagliato l’acqua per un paio d’ore a scopo di manutenzione”, ha spiegato Maher Salem, il direttore dell’Autorità per l’acqua di Gaza. “Da allora, l’acqua non è più tornata. Il pompaggio non è stato ripreso come concordato con loro. Ciò ha influito sulla distribuzione dell’acqua a Gaza”. Leggi tutto “Nella Striscia di Gaza il 70% della popolazione “dipende” dagli aiuti internazionali”

50 anni dopo: un intervento di Daniel Barenboim, grande direttore d’orchestra israeliano

Daniel Barenboim, direttore d’orchestra, fondatore dell’Orchestra del Divan occidentale-orientale di cui fanno parte musicisti israeliani, arabi e palestinesi.

La politica internazionale è attualmente dominata da argomenti come la crisi dell’euro e dei rifugiati, il ripiegamento su se stessi degli Stati Uniti di Donald Trump, la guerra in Siria e la lotta al fanatismo islamista. Eppure un argomento quasi onnipresente fino alla metà del primo decennio del nuovo secolo si è sempre più allontanato dalla televisione e anche dalla coscienza della popolazione: il conflitto in Medio oriente. Per decenni il conflitto tra israeliani e palestinesi è stato un argomento fisso e la sua risoluzione una priorità della politica americana ed europea. Dopo numerosi fallimenti degli ultimi tentativi di soluzione, si è instaurato una sorta di status quo. Il conflitto viene considerato con un certo disagio, ma anche una certa perplessità e una forma di disillusione. Leggi tutto “50 anni dopo: un intervento di Daniel Barenboim, grande direttore d’orchestra israeliano”

L’attacco silenzioso di Israele a Gaza

Gideon Levy, Haaretz, Israele

20 giugno 2017

Israele e Gaza non si stanno affrontando in un’altra guerra né si stanno dirigendo verso un’altra “operazione” o un altro “round”. Questa terminologia è ingannevole e vuole addormentare quel che resta delle coscienze.

Oggi si rischia un nuovo massacro nella Striscia di Gaza. Controllato, misurato, non di massa, ma comunque un massacro. Quando politici, funzionari e opinionisti israeliani parlano del “prossimo round”, stanno parlando del prossimo massacro. Leggi tutto “L’attacco silenzioso di Israele a Gaza”

Annettere Israele alle colonie

I leader dei coloni ne hanno abbastanza dell’interminabile dibattito israeliano sull’annessione dei territori occupati. Così, invece di star lì ad aspettare, hanno cominciato ad annettere Israele alle colonie.

di Oren Yiftachel

Haaretz, 12 giugno 2017.

“Abbiamo trovato una soluzione creativa al problema, come si fa nelle colonie. Li abbiamo sloggiati: dov’è il problema?” ha detto Yair Maayan, che vive nella colonia di Nokdim e, all’interno  dell’ufficio del Primo Ministro, è a capo dell’Autorità per lo sviluppo e l’insediamento dei Beduini. Stava parlando nel corso di una recente puntata dello show televisivo Hamakor (“La Sorgente”), a proposito del villaggio beduino non riconosciuto di Umm al-Hiran. Questa disinvolta dichiarazione ci dice qualcosa sui metodi usati dal progetto per popolare il Negev con gli Ebrei, un progetto che il governo ha promosso da molti anni e che danneggia fortemente i Beduini. Leggi tutto “Annettere Israele alle colonie”

Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro

di Centro studi Unimed

di Claudia De Martino

Lo scorso 5 giugno si sono celebrati i 50 anni della Guerra dei Sei Giorni, che ricordano ufficialmente l’affermazione di Israele nella regione e lo sbaragliamento di tutti gli eserciti arabi nemici, ma anche la ben più importante conquista di territorioconseguita alla vittoria militare (Cisgiordania, Striscia di Gaza, alture del Golan e Sinai, del quale solo due a oggi sono stati restituiti). Tutti gli altri rimangono sotto il controllo di Israele e costituiscono, de facto, parte integrante del suo territorio: sono infatti oggetto di continui innesti di popolazioni ebraiche ma anche di consistenti investimenti economici e rafforzamento militare. Leggi tutto “Guerra dei Sei giorni, la fine del conflitto israelo-palestinese passa dall’abbattimento del muro”

Sui prigioneri palestinesi

Scheda informativa sui prigionieri palestinesi in occasione della giornata per i prigionieri palestinesi e dello sciopero della fame “Libertà e Dignità”.

Nel corso degli anni, Israele ha tenuto centinaia di migliaia di Palestinesi in carcere, per periodi che vanno da diversi mesi a diversi decenni. Da quando, nel 1967, Israele ha occupato la Cisgiordania con Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, circa 800.000 Palestinesi sono stati detenuti nelle carceri israeliane.

Questo numero rappresenta il 20% di tutta la popolazione palestinese dei Territori Occupati e addirittura il 40% della popolazione maschile. Ogni famiglia palestinese è stata colpita dal dramma di avere uno o più dei suoi componenti in prigione. I Palestinesi, quindi, sono stati oggetto di unodei più altitassi di carcerazione del mondo, e rappresentano l’esempio più impressionante di carcerazione di massa per motivi politici di tutta la storia contemporanea. Leggi tutto “Sui prigioneri palestinesi”

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo

Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi  ai suoi colleghi nel mondo in occasione dello sciopero della fame  dei prigionieri palestinesi “Per la pace e la dignità”

Cari colleghi parlamentari,

se ricevete questa lettera è perché Israele, anziché andare incontro alle  legittime richieste dei detenuti palestinesi, ha scelto di continuare nella sua politica provocatoria di persecuzione collettiva.

Insieme ai compagni che portano avanti con me lo sciopero della fame sono stato di nuovo messo in isolamento. Ma non staremo per questo in silenzio, né ci arrenderemo. Leggi tutto “Lettera del leader e parlamentare palestinese Marwan Barghouthi ai suoi colleghi nel mondo”

Con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà

19 Aprile Giovedi’ – Roma ore 17-19 Largo ArgentinaCon i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà

Le parole di Marwan Barghouthi dalla prigione di Hadarim, pubblicate dal NY Times il giorno 16.4.2017

“Dopo aver trascorso gli ultimi 15 anni in una prigione israeliana, sono stato sia un testimone, sia vittima, del sistema illegale di Israele di arresti arbitrari di massa e maltrattamenti di prigionieri palestinesi. Dopo aver esaurito tutte le altre opzioni, ho deciso che non c’era altra scelta che resistere a questi abusi cominciando uno sciopero della fame. Leggi tutto “Con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la dignità e la libertà”