Buon Anno 2016

In un frangente della storia umana, quella che ci appartiene, in cui le classi dirigenti a livello planetario ostentano grettezze di fronte alle istanze di liberazione di una moltitudine di popoli oppressi, papa Francesco non cessa di sorprendere. Alla prova dei fatti è l’unico leader mondiale  in grado di proporre un’agenda perspicace e illuminata sulla “casa comune”, andando oltre ormai le ormai croniche miopie determinate da certa politica.
Basta leggere il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2016 per rendersi conto della sua capacità d’interpretare la società. Efficacissima, peraltro,  la titolazione del tradizionale messaggio che codifica i contenuti, rendendoli immediati per credenti e non credenti: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. Leggi tutto “Buon Anno 2016”

Natale 2015 – La natura ci educa alla fiducia, la politica rinasca dalla “grotta”

L’angoscia, la paura, la diffidenza, l’incertezza e il sospetto sembrano essere i sentimenti prevalenti in questa nostra epoca in cui molte certezze e sicurezze del passato stanno crollando. Anche la nostra fiducia granitica del passato subisce forti scrolloni. Credere in dei valori forti voleva dire possedere certezze, avere risposte su tutti i problemi, sentirsi dalla parte giusta, fare blocco. Oggi questo credo non è più scontato, tutto è messo seriamente in discussione. Oggi, che questi valori vengono meno, pensiamo più ad aver fiducia nella nostra vita personale e siamo piuttosto critici verso le istituzioni.

Questi nostri valori sono messi alla prova in modo particolare in questo momento e sostituiti dalla paura della vita che abbiamo intorno e che ci attende. Perfino la la terra, la madre Terra, è diventata fonte di minaccia incombente, dato gli sconvolgimenti che abbiamo indotto nell’equilibrio ecologico. Leggi tutto “Natale 2015 – La natura ci educa alla fiducia, la politica rinasca dalla “grotta””

Il PD verso la disfatta o la rinascita?

“Io resto qui, io non mollo” sta qui il succo del dopo sentenza della Cassazione, detto con forza da B. nel suo comizio, non autorizzato, la domenica dopo la condanna gravissima per frode fiscale.

I suoi servili cortigiani dopo essere saliti al Colle, continuano la loro disponibilità a immolarsi per il loro padre padrone, dopo aver espresso con abbondanza di lacrime la loro sudditanza al suo demiurgo. L’Italia ormai è appesa alle sorti e agli interessi personali di colui che l’ha ridotta in queste condizioni. Ricorrendo come sempre al vittimismo, alla persecuzione giudiziaria.

Ieri sera Napolitano (voci affermano che di nascosto lo abbia prima visitato lo zio Gianni) è uscito dal suo riserbo, dopo il moltiplicarsi delle voci su una possibile sua dichiarazione prima di ferragosto. Ha giustamente confermato che la sentenza non si tocca, lasciando però una porta “spalancata” per la grazia: nessuno l’ha richiesta! Se la chiederanno, verrà esaminata. Incredibile, verrà esaminata! L’evasore fiscale ha ancora in corso quattro processi: due a Milano dove ha già ricevuto due condanne, 7 per il processo Ruby e uno per Fassino, il terzo a Bari (Tarantini-Lavitola), il quarto a Napoli (compra del senatore De Gregorio). Dopo l’esperienza della grazia (senza richiederla) a Sallustri e al capo della CIA in Italia, diciamo che questa volta, per adesso, non è andata male. E il PD, “apprezza”!

Attualmente il PD è “perso”, “senza rotta”. Epifani doveva già aver terminato il suo compito, è ancora lì! Di questo nessuno si vergogna, ogni regola salta, gli schieramenti mutano continuamente, per Renzi sia sono già aggiunti i “giovani turchi”, la Lombardia e Cofferati. Avendo ormai con i suoi discorsi scavalcato tutti a sinistra.

E’ rimasto solo l’uomo del “noi” che l’ha sempre inteso per “se stesso” a sbarragli la strada. Lui che aveva trattato al Colle le grandi intese: tre cose da fare oltre alla nuova legge elettorale e poi di nuovo a votare. Siamo invece alle larghe intese trasformatesi in grandi attese. Con un presidente del consiglio moderato e impassibile, che al momento, non sapendo che pesci prendere minaccia gli italiani dicendo: se cade il governo, a settembre pagate l’IMU. Sembra che stia diventando, con i suoi ricatti di potere, un perfetto scolaro alla scuola di B.

Lui, geneticamente disabituato agli scatti d’ira, lui, mai stato giovane, neanche nell’aspetto.

Lui, noto equilibrista della politica, resosi disponibile a Bersani, contro Renzi, perché non lo voleva B., ma principalmente il “noi” per se stesso”!

Lui, che fin da bambino adorava e venerava Andreotti che normalmente incontrava a casa dello zio.

Lui, oggi è sempre più somigliante all’ex-segretario Forlani, del quale ricorderete una delle sue massime storiche: “Parlo senza dire niente? Potrei farlo per ore”. Frase che da sola, racchiude buona parte della carriera politica dell’Enrico.

Diventerà il PD un nuovo soggetto politico? Le attuali sue difficoltà hanno riproposto un dibattito sul significato e le possibili prospettive della sinistra. Rappresenta o no la sinistra l’inaccettabilità contro l’oscenità delle disuguaglianze? Se si, possiamo discutere se può essere declinata in modo radicale o moderato, immediato o graduale. Ma non possiamo accettare un governo gestito dai potenti, per gli interessi di chi non ha bisogno, di chi non vuole trasformare la politica al servizio dei veri bisogni della gente. Altrimenti la sinistra perde la sua ragione di essere. Il dramma di oggi è questo!

Veniamo da un partito oligarchico, autoreferenziale e chiuso in se stesso. Dobbiamo creare una nuova prospettiva governativa. Dobbiamo capire se è importante vincere o no. Questo è il vero problema. Non pensare di vincere con il falso “noi” e fare di tutto per perdere, pensando di aver già vinto. Presentando gli otto punti dopo non aver vinto, perché come ha detto Civati a Bosco Albergati: poteva presentarli in campagna elettorale, così la gente avrebbe capito il nostro programma!

Occorre di conseguenza il carburante umano e sociale del cambiamento, facendo piazza pulita dei più, ancora presenti. Il dramma delle ultime elezioni non è ancora stato ben compreso: l’enorme astensionismo e l’esplosione di Grillo, non sono sintomi di antipolitica. Al contrario, sono segnali di una politica rabbiosa e sconfitta perché non ascoltata, interpretata e resa visibile. Questo è il vero nodo. Dispersi, soli e spaesati, senza nessun appiglio per migliorare la propria vita per renderla più giusta e libera. Siamo giunti al punto in cui la sofferenza non viene più riconosciuta socialmente,ricacciata com’è nelle proprie singole vite e famiglie, creando pesantezza spesso impossibili a sostenere.

Che fare allora? Occorre, radicalmente ripartire da lì: dalle persone. Tale spinta per essere politica deve trasformarsi in sovranità diffusa che non si limiti a scegliere i leaders, ma decide le fondamentali opzioni politiche a partire da chi ha più bisogno. Basta con i verbalismi radicali che non hanno mai portato a niente. Tutto deve avvenire attraverso procedure democratiche semplici, certe e continuative. Partendo dai tanti circoli, trasformandoli, cacciando i tanti piccoli capibastone che non hanno niente da invidiare ai livelli più alti, abituati soltanto a rispondere al capo più in alto o alla corrente, o alle mire personali.

Questo è il momento in cui urge riunire e mischiare tutti i democratici che in modo diverso hanno il medesimo sguardo sul mondo. Ci siamo divisi in molti casi pretestuosamente sui programmi o su presunte identità che non esistono e che sono solo funzionali alla conservazione di orticelli di potere. Non esistono riformismi perfetti, calati dall’alto. Gli attuali partiti sono assai meno del passato in grado di capire e di interpretare. Serve una nuova elaborazione. Adesso ci dobbiamo accontentare di tentarla questa strada. La società di oggi ci impone che le soluzioni debbono essere sempre aperte a una verifica continua. L’importante è far prevalere ciò che ci unisce. Un metodo trasparente. Questa è la sfida per il congresso del PD (se i “cattivi gestori di oggi” avranno il coraggio di indirlo e non di rinviarlo a mai…). La mia speranza è che ciò riguardi tutte le forze del cambiamento.

La superbia della politica

6 agosto 2013
Sabato 28 luglio sono stato invitato da un circolo del PD di Prato alla loro festa per introdurre e intervistare la senatrice Laura Puppato.
E’ stata una soddisfazione e una crescita, conoscerla e ascoltarla. Si é espressa con serenità e dolcezza, ma allo stesso tempo con chiarezza, presentando serie argomentazioni su una serie di suoi comportamenti in aula: ha votato No, contro il governo delle larghe-attese; contro la TAV, Torino-Lione, dopo essersi documentata ed essere andata più volte in Val di Susa. Il confronto costi-benefici é veramente vergognoso, come le bugie scritte e parlate per sostenerla; No contro l’acquisto degli F35, leggendo nel suo intervento il programma elettorale del PD, e spero non ultimo, un No chiaro e secco alla salvezza di Alfano. Che dire, niente male, eh?
I senatori modenesi e tutti gli emiliano-romagnoli come hanno votato quando il ministro Lupi, ha tolto 10 milioni di € dall’ emergenza terremoto per spostarli nell’emergenza Val di Susa-TAV, a sostegno delle forze dell’ordine lì impegnate? Lo sapevate? E’ stata sempre la Puppato che lo ha ricordato. Intervenendo sulla TAV.
I deputati modenesi e emiliano romagnoli, come hanno votato? Hanno informato? Se la gente che “abita” il terremoto ne fosse a conoscenza cosa succederebbe? Se non ne è a conoscenza ciò è gravissimo! I sindaci lo sanno? Se si, come si sono comportati?
Sabato 3 agosto, questa volta niente inviti, sono stato -con grande soddisfazione- a Firenze, nella meravigliosa cornice di piazza S. Croce ad ascoltare il 32° canto dell’Inferno, commentato da Benigni. Anticipato da 25 minuti di satira (realtà, purtroppo) politica attuale. Un’apoteosi… Alcune battute: fa più caldo all’inferno o nel governo Letta? Scontri in piazza davanti a palazzo Ghigi fra i pro e i contro Berlusconi: era Letta che si schiaffeggiava da solo. Bersani sapeva che Renzi avrebbe vinto a mani basse, ma era la sua unica occasione… lui che è per il Noi!
Domenica 4 agosto ore 17, palazzo Grazioli, manifestazione pro-B., 1.500 persone pagate presenti all’ascolto del nulla…
Domenica 4 agosto ore 21, Bosco Albergati-Modena, presente Bersani. Preoccupazione in casa PD per un eventuale flop di presenze. Grande attività d’informazione e mobilitazione per un nuovo ascolto del nulla…
Sempre domenica 4, é riportato con molta evidenza e foto, un articolo sul quotidiano Prima Pagina, delle tre poltrone-stipendi che riceve il segretario attuale del PD modenese, Paolo Negro: di segretario provinciale, di presidente dell’ASP e di capo di Gabinetto del sindaco di Formigine. Anch’egli uno dei 100mila, stipendiati di “tutta” la Politica Italiana. Avete letto bene, tra enti, ruoli vari, consorzi ecc… sono 100mila. Sarà perchè é tutta la politica che ne usufruisce che intorno a ciò: silenzio assoluto. Potrei continuare: sulla riforma elettorale, sulla diminuzione dei deputati, senatori e consiglieri regionali, sull’abolizione reale delle provincie, perchè non cambia niente, nonostante la grande richiesta di ciò da parte della gente?
Perché tanta tracotanza, perché tanta superbia?
Già san Tommaso e sant’Agostino, consideravano la superbia il culmine di ogni male morale. Perché presuppone e contiene in sé la causa prima di una squilibrio successivo. Un’esagerata e folgorante visione di sé. Queste manifestazioni mediocri e grottesche sono sperimentabili ogni giorno, dai piccoli poteri fino ai grandi, attraverso forme di sopraffazione, di prevaricazioni meschine, persino banali: la tracotanza del politico che abusa del suo potere, la vanità che antepone l’ammirazione e il successo ad ogni altro obiettivo, e si riserva generose eccezioni, richiamandosi a “regole” da loro stessi scritte. Quando non entra direttamente nella “stupidità” e usa la minaccia del “lei-tu non sai chi sono io”?
Questa rappresentazione di sentirsi “tante cose insieme”: superbi, ne fanno il vizio pubblico più praticato in un paese come il nostro, che ha ancora una struttura feudale basata sulle caste e i piaceri. Molte sono le sembianze politiche che la superbia assume, come pretesa di superiorità, di classe, di purezza, di legittimità che gerarchizza le appartenenze e i diritti, operando secondo una logica selettiva e verticale. Di ciò abbiamo avuto un grande maestro, il signor B.
Ma attenzione, perché è un’energia diabolica che si attacca dappertutto, in quanto discrimina, separa, giustifica le divisioni, minando la coesione sociale nelle forme più impensate: dall’individualismo sfrenato, al fanatismo, alla xenofobia, all’omofobia, al razzismo. E’ la nemica del cambiamento e non accetta cambiamenti, fa concentrare sempre più su di sé, cariche, titoli e poteri, facendo diventare questi soggetti sterili e asociali.
Credo che la superbia sia un autentico pericolo per la comunità fondata sulla condivisione dei doveri, perché inquina il principio di solidarietà e di equità.
Ti illude di essere “già arrivato” al culmine, bloccando ogni ricerca ulteriore, recidendo il rapporto di rispetto verso glòi altri. Come se l’uomo fosse un “dio mancato”.
Proviamo insieme a seminare un seme virtuoso, cercando emozioni che nascono da un’equilibrata e attiva rappresentazione di noi stessi: empatia, umiltà, senso della responsabilità, agire efficacemente per il bene comune, rinunciare alla seduzione del potere, affrontare le prove, reagire con resilienza al dolore e alla sconfitta e capacità di farsi da parte.

Il PD e la vergogna dei suoi iscritti e votanti

23 luglio 2013
E’ duro credetemi continuare a “pensare”!
Non ci accorgiamo che in Europa la sinistra sta scomparendo, mentre in Italia è ormai alla “macchia”. I giovani non vedono nei partiti i canali capaci di rappresentare gli aneliti popolari e di stabilire alternative. Ho già ricordato in un mio scritto di vari mesi fa cosa previde il sociologo Robert Michels già nel 1911, i partiti progressisti si lasceranno addomesticare facilmente dalle delicatezze borghesi quando si convertono in governo. Cambiano il progetto del Paese per il progetto del potere, si allontano dai movimenti sociali e si avvicinano a quelli dei suoi antichi avversari, smettono di interrogare il capitalismo per proporre misure cosmetiche per migliorare la vita dei più poveri, o meglio, degli impoveriti.
Il capitalismo é in profonda crisi, nel suo sforzo per perpetuarsi, ignora le raccomandazioni dell’ONU per la crisi finanziaria, come chiudere i paradisi fiscali, e si nega di regolamentare il capitale speculativo. Le sue proposte sono pannicelli caldi, rammendi su panni vecchi. Hanno inventato il capitalismo verde per combattere la povertà attraverso programmi sociali compensatori, mai emancipatori, proponendo la libertà individuale per sicurezza, disprezza i movimenti sociali, criminalizza lo scontento popolare e le conseguenti manifestazioni.
Quando ci accorgeremo che il capitalismo rappresenta un progetto solo per una grande minoranza dell’umanità. L’ONU dice che ci sono 4 miliardi di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Viviamo in un sistema distruttivo, a quando tramutarlo in creativo?
I partiti sono chiamati a proposte alternative non a essere gestori della crisi economica. Devono sottolineare le carenze e le alternative. In caso contrario l’attuale insoddisfazione si tramuterà in rivolta. Sono esempi eloquenti le primavere arabe, la Turchia, il Brasile.
Si rendono conto che non possono tenere chiusa in gabbia la speranza?
Stiamo deglutendo quella che ci é stata presentata come una necessità per salvare il Paese: le Larghe Intese. Il PD, ammonito dai suoi sapientoni che lo ammaestrano a sussurrare, nei teatrini, mi raccomando, non nelle piazze! per non spaventare e a non indignare le quattro M -i Mercati, i Moderati, il Monti, la Merkel-, non accorgendosi che i più spaventati sono i precari, gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati, i nuovi poveri e quelli che lo vanno diventando, i piccoli imprenditori falliti e quelli che temono di fallire, e che i più indignati erano tutti questi e altri ancora che si guadagnano onestamente da vivere e hanno visto crescere il malcostume e la corruzione politica come l’unica pianta bene innaffiata nel campo assetato.
Chi scrive é dell’idea, su cui insiste cocciutamente, che senza chiarezza sui fondamenti si costruisce sulla frana, pronta a cedere alle prime piogge. Certo, cambiamento: ma che cosa, come, perché? O si incomincerà di nuovo con le prediche agli altri o si guarderà prima a se stessi, ai propri errori e alle proprie magagne interiori?
Dunque la ricostruzione deve incominciare da se stessi, dalla propria costituzione etica e dunque sociale.
Una sinistra che non serva ai più deboli non serve a niente. Ma questa é una scelta innanzitutto morale, che chiede molto a se stessi e alla propria effettiva pratica politica.
L’attuale governo, si è caratterizzato per i suoi continui “rinvii”. Sottostà a continui ricatti, digerisce bugie che anche un cieco e un sordo insieme intuirebbe. Venerdì 19 si é superato ogni limite. Alfano vittorioso e illibato, a tal punto che sono rimasti increduli anche i “suoi”! Letta non solo l’ha difeso -Alfano non si tocca- (Corriere 17-7) ha messo sotto il tappeto tutte le “plateali” verità uscite giorno dopo giorno, fino ad ora che scrivo. Re Giorgio, anche lui l’ha seguito a ruota pronunciando la magica frase: -Alfano non si tocca- (Unità, 19-7) continua a fare il presidente di una ormai già chiara “repubblica presidenziale”, iniziata nel novembre del 2011, avocando a se entrambi.
Udite udite, B. su Repubblica, 19-7, parlando ai suoi: “Non dovete fare nulla, lasciamo che a difenderci siano Napolitano e Letta”.Guai a nominare il nome di Re Giorgio. Incredibile! Il presidente del Senato si è fatto ancora una volta notare interrompendo un senatore che, badate bene, non offendeva, ma lo citava. Mentre quando lo ha più volte citato l’Enrico, nella sua difesa: dormiva!
Siamo ormai giunti oltre l’essere completamente narcotizzati, adesso é chiaro che siamo “Allettati”, nel senso di “stesi politicamente”.
Mi sto domandando ma chi è costui? E’ Enrico Letta o Gianni Letta o GiannEnrico Letta? Il primo figlio, il secondo nipote di Re Giorgio?
Lo zio lo coccola, B. lo caldeggia, Re Giorgio. gli ha dato l’immunità?
Tra lui e la sinistra c’é la stessa comunanza che esiste tra un terrestre e un marziano. Ha, insieme a molti “pari” , pidiellizzato il PD, ex-partito di sinistra, ex-partito di opposizione, ex-partito di lotta. diventato ormai un partito “trangenico”.
Che fare di fronte a tutto ciò e molto altro volutamente tralasciato?
Benigni sabato sera a Firenze prima di esibirsi nel Canto 23 dell’Inferno sull’Ipocrisia, ha spiegato la sorpesa fattagli dalla classe dirigente del PD. Votando PD, ho subito sperato in un governo delle Larghe Intese. Ma non pensavo che la sua classe dirigente, dopo la campagna elettorale fatta non potesse arrivare a tanto. E bravo il PD, che “ruba le mie attese politiche”, una meraviglia!
Una sola cosa è fattibile, cari iscritti e cari elettori del PD, mi rivolgo agli anziani, a coloro che hanno sofferto e creduto in valori veri: rivoltatevi! Mandate a casa questa classe dirigente. Anche se vi sembra di avere le ali spezzate, da questa classe dirigente indegna e assetata di potere. Fatevi venire la voglia di tornare a volare, per guardare in alto.
Mi rivolgo a voi giovani, che avete le ali spezzate dalla crisi economico-finanziaria, che avete tre doti fondamentali che noi di una certa età non abbiamo più: creatività, entusiasmo e trasgressione, uscite in strada, occupate i circoli, mettendo al centro i veri bisogni della gente, cacciando gli equilibristi della politica, coloro che non hanno mai lavorato, coloro che quando terminano gli incarichi vanno a ricoprire ruoli profumatamente remunerati, coloro che pur giovani arrivano senza nessun merito, solo perchè optati da “qualcuno”. Create l’imprevedibile, mettendovi a disposizione per tornare a “volare abbracciati” per farsi trascinare dal vento della creazione di una società più giusta che batte nei vostri petti. Solo così potrete affrontare le paure, superare i timori, mettere a tacere i dubbi, che non ti fanno sentire il soffio di quel filo di vento tanto esile quanto robusto, capace di sostenervi in questo nuovo viaggio.
Il volare abita i cuori di ogni uomo e di ogni donna, e pulsa insistentemente, quasi a voler pompare nuovo sangue per accellerare la guarigione di questa politica ormai “morta”.
Andate nei circoli, prendete la tessera per dare una nuova vita a questo partito, prendetelo in mano con cura come una madre allatta il proprio bambino appena nato. Solo così possono nascere e “volare” le nuove politiche che gli impoveriti attendono.

Post-sentenza

13 luglio 2013
Chissà che estate sarà ora che quei delinquenti di magistrati hanno osato dare del puttaniere a un politico del calibro del maggior statista europeo, forse inferiore solo a Napoleone! E chissà che avverrà di noi! Dico, noi della Sinistra, amati così intensamente in questi giorni da Marchionne, che vorremmo nel profondo del cuore alzar le bandiere al coraggio dei giudici dei Ruby-gate e dobbiamo invece far le persone per bene e farfugliare che non c’entra, che il governo è altra cosa, che magari questi giudici comunisti un poco disturbano il manovratore. Non c’entra, stiam lì a dire. come se fosse robetta da nulla starsene al governo con una accolita di servi stesi in difesa del loro padrone, e tutti con i forconi all’aria a dar di piglio alla magistratura, come fosse il nulla del nulla, star stretti all’alleanza con un uomo che suscita nell’intera Europa, nell’intero pianeta lo scandalo e la risata e trascina il nostro Paese nella classe dei Paesi farsa, appunto tra le repubbliche delle banane, Adesso, è corretto star zitti, è politicamente ineccepibile far finta di niente, e insomma, in buona sostanza, divenir complici: e se “complice” vi par troppo grossa, diciamo delicatamente che rischiamo di divenire, come si dice in Toscana “portatori di moccolo”. Dunque, non mi rimane che cantare la canzone: “No, cara piccina, no, così non va…”. Così non va, cari compagni o amici, non per ragioni di serietà, di dignità: per noi e per il Paese. Tanto più che mentre reggiamo il moccolo al loro padrone, costoro stanno lì a raccontarci ogni giorno -con le belle facce di Alfano, di Cicchitto, di Brunetta, di Gasparri e delle imbufalite adoranti santissime Santanché e Biancofiore- che se il governo è servo delle loro promesse elettorali per filo e per segno, allora bene, altrimenti loro, allenatissimi a rovinar tavoli ed accordi, tolgono l’appoggio e impiantano campagne elettorali giornalmente. Non è fare il bene del Paese star lì a dire continuamente: a dire calma. Quando comprenderemo che siamo di fronte a personaggi che rappresentano uno squallido mondo senza idee e senza orizzonti. Sento tanta pena per questi giovani ridotti a burattini di un Mangiafuoco, che spezza i fili a chiunque azzardi un’idea, che non sa che cosa sia il confronto e che a tutti nega il con-fronto, poveri utopisti accesi da ideali resi sterili dalla loro incapacità di scegliere, ammutoliti dall’imperio di uno solo, ridotti a una massa anonima, priva del coraggio della parola e in quella subordinazione resi feroci verso i loro simili che s’azzardano a contestare, così deboli da non pretendere il coraggio della lotta, eliminabili in un ottuso istinto di morte mediante il puro atto di vigliaccheria del branco che uccide i suoi simili. Come cannibali!

Frattanto, oh bella!, B. ha appena abbaiato che o si fa la riforma della giustizia o cade il governo. Chiede il salvacondotto! Se ci metteremo sull’attenti, saremo bell’è che morti.

Napolitano non ha aiutato l’Italia, in questo ultimo anno e mezzo. Contro la vulgata edificante e incensatoria che lo vuole come unico rappresentante dell’unica istituzione sana, nella palude della vita politica italiana.. Contro il conformismo, appunto Napolitano ha di fatto impedito che si andasse all’elezioni nel novembre 2011, favorendo in tutti i modi la formazione del governo che ha risanato un bel niente, che ha aumentato il debito pubblico, che ha ridotto in povertà e spesso alla fame milioni di pensionati.

Dopo le elezioni impone le larghe intese. Ieri un altro atto da repubblica presidenziale, avallando la chiusura dei lavori per un giorno di Camera e Senato, come contestazione da parte del PDL alla messa a ruolo del processo a B. da parte della Corte di Cassazione. Incredibile, ma vero! Siamo al suicidio delle istituzioni. Dove andremo? Cosa ci aspetta? Perché? Per chi’ Naturalmente per Lui, il signor B. Sarà forse l’età che non gli fa ricordare che è anche il presidente del Consiglio superiore della Magistratura.

Adesso ancor di più, tutti capiamo che il governo delle grandi intese, è una scelta, non una necessità.

Infine, è notizia di oggi che Giorgio Mulé, direttore di Panorama, è stato condannato a 8 mesi senza sospensione della pena. Ma credo non sia preoccupato, sa che c’è ancora Napolitano, presidente delle Grazie non richieste, vedi Sallustri! O ancor peggio, il capo della CIA in Italia.

Roberto Speranza, immeritatamente presidente dei deputati del PD, solidale con B. Non poteva non essere che così? Basta ricordarsi, per chi l’ha letta, la sua intervista al Foglio sulla riforma della giustizia.

B. lo assumerà sicuramente come avvocato al posto dello smilzo Ghedini e del pistolero Longo.

Giovane di età, non ancora trentenne, si presenta come Matusalemme. Questo è il nuovo offerto, ciò che passa il mercato politico. Senza pudore né vergogna è stato disponibile e solidale ed ha accettato di “bloccare” la Camera, non per tre giorni, come chiedeva il PDL, ma per uno. Pensate, le Istituzioni contestate da chi le rappresenta, non si era mai visto prima, nessuno era arrivato a tanto, la sua immaginazione verso il servilismo ha superato ogni aspettativa. Basta guardarlo quando viene intervistato, impaurito come un passero fuori dal nido, che pare esprimere: ma cosa ci faccio io qui? Cosa rappresento?

Cresciuto dall’eurodeputato Pittella, già al terzo mandato, spera così di fare il quarto il prossimo anno, gestore del partito in Basilicata, cresciuto dalemiano poi aiutato da Veltroni infgine da Bersani che con l’avvento di Renzi ha cercato di ringiovanire, quindi anche lui, come gli altri, è divenuto giovane turco bersaniano, ce lo vedete lui, con i vari Orfini e c., mentre i giovani turchi, quelli veri, in piazza Tahrir cantano “bella ciao” in italiano, mettendo a rischio le loro vite per difendere i loro diritti?

Ha avallato politicamente che il Parlamento si rivolti contro la Cassazione, contro un altro potere autonomo dello Stato.

Oggi il centro della questione nel PD è che mancano i contenuti e le persone in grado di interpetrarli. A chi spetta l’onere di proporne di validi e attuali ai giovani? A Speranza?

Chi si vuole rappresentare? E entro quale orizzonte internazionale? Sono questi, tra gli altri, i nodi che il PD dovrà necessariamente sciogliere, al rientro estivo.

Quirinale e governo contro il Parlamento

10 luglio 2013
Carissimi deputati,
le carte sono chiare, dopo la presa di posizione di ieri del Consiglio Superiore di Difesa, sull’impossibilità del parlamento di esprimersi sull’acquisto degli F35 e sull’ammodernamento dell’esercito (presieduto da Napolitano che ha concesso grazie, “udite udite” senza che gli siano state “richieste” a Sallustri. direttore del Giornale di “Famiglia”, condannato a 14 mesi per avere pubblicato notizie false; e al colonnello americano della Nato Joseph Romano, capo della CIA in Italia, condannato a 7 anni in via definitiva per il sequesto di Abu Omar, l’Imam di Milano, rapito nel 2003 con l’appoggio del Sismi del generale Pollari e averlo imbarcato all’aeroporto della base della Nato di Aviano, per poi portarlo al Cairo, dove è stato barbaramente torturato? Riconosciuto innocente, adesso è in attesa di un risarcimento miliardario da parte del governo) non avete più voce in capitolo. Erano presenti: E. Letta, Alfano, Mauro, Bonino, Saccomanni e Zanonato più il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Mantelli.
Una settimana fa, avete ri-mandando di sei mesi la votazione in parlamento, costituendo una commissione parlamentare. L’avete sventolata ai quattro venti come una grande vittoria, a tal punto che la Pini mi ha risposto, comunicandomi che verrà fatto un incontro pubblico a Modena sul tema degli F35.
Pensavate di essere “adulti”, almeno una volta giunti in Parlamento, invece vi lasciate trattare ancora da bimbini da portare in braccio o da porre sulle ginocchia per essere accarezzati (naturalmente sono cose che non fanno male, di cui tutti avremmo bisogno, ma dalle persone giuste).
Vi è chiaro che il Consiglio Supremo di Difesa non può ledere l’autonomia del Parlamento nella decisione assunta con la mozione sugli F35?
Il Consiglio Supremo -composto in gran parte dai membri del Governo- avete letto bene. membri del governo che voi sostenete! Se fossi un Grillino, scriverei, sono “vostri dipendenti”. Intende garantirsi completa autonomia di azione, rispetto alla “democrazia parlamentare” da voi rappresentata, affermando che: “la facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”. Incredibile! Non vi prendono in considerazione, siete il “nulla”, se permettete che ciò avvenga. Non vi resterebbe che tornare a casa, avete letto bene: tornate a casa.
Padre Zanotelli nel suo appello: Tangenti sulla vendita di armi: quanto va ai partiti? Vedi: http://www.ildialogo.org/appelli/MaleOscuro_1369771177.htm ricorda le indagini in corso nelle procure di Napoli, Busto Arsizio e Roma sulle tangenti di Finmeccanica. Dove è appena arrivato alla sua presidenza: Gianni De Gennaro. L’uomo dei segreti. Non pensate che tutto questo sia immorale? Non pensate che dobbiate prendere decisioni coraggiose, concrete e immediate, per garantire la sovranità del parlamento?
Adesso veniamo ai senatori: in Senato l’11 luglio voterete la nuova mozione per la sospensione del programma degli F35, non pensate di difendere e tutelare con un voto chiaro e netto, il vostro mandato ricevuto da noi cittadini, contro ogni forzatura di chi tutela gli interessi di “pochi” a scapito dei “molti”?
Dimenticavo una pillola da ingoiare: sapete chi ha firmato il contratto per l’acquisto degli F35, D’Alema, quando era presidente del Consiglio.
Credo che necessitate di molta acqua per buttarla giù.

Papa Francesco a Lampedusa: e ora?

10 luglio 2013
Carissima, carissimo,
è una constatazione banale riconoscere che stiamo vivendo un’epoca di crisi in cui sembrano venir meno i punti di orientamento fondamentali per la vita umana.
Meno scontato, invece, è rendersi conto che la crisi attuale non è un semplice oscuramento delle certezze, ma lo sbriciolarsi dell’umanità, dell’uomo che sprofonda in una specie di abisso silenzioso la cui verità ultima è la morte. La cronaca attuale è abbastanza eloquente al riguardo.
Nel mondo, donne e uomini lottano e muoiono per le troppe libertà negate. In Italia invece corriamo il rischio di essere schiavi di un benessere economico che ci ha sedotti e affascinati con modelli di successo facile. A volte siamo come incatenati, mentre abbiamo bisogno di avere sete e fame di libertà per volare alto con il cuore e con la mente.
C’è molta sete di libertà, che significa saper individuare la strada che conduce a realizzare il proprio progetto di vita, nascosto dentro di noi, quello che sentiamo, che ci realizza pienamente.
E’ importante saper valutare se le nostre scelte quotidiane riescono a concretizzare questo nostro bisogno, questo nostro obiettivo.
Viviamo in una società caratterizzata da un senso di precarietà del presente e di incertezza del futuro. Abitiamo un mondo che sembra sfuggire al nostro controllo e impedirci di capire dove stiamo andando. Da tutte le latitudini le società civili invocano giustizia, libertà, verità, pace e riconciliazione. La crisi finanziaria colpisce l’Occidente, mentre la fame si abbatte sul Sud del pianeta togliendo la vita a milioni di uomini donne e bambini nell’indifferenza generale. Chi ha chiude la porta, chi soffre tende la braccia guardandoci negli occhi senza incontrare i nostri…
La democrazia è ormai ridotta ad uno show per cittadini spettatori.
Credo che sia giunto il tempo perchè ognuno di noi esca allo scoperto per condividere la corresponsabilità di una Terra futura, di una Terra Madre per tutti.
A volte, mediante le nostre scelte quotidiane, diventiamo complici di meccanismi economici e politici che generano ingiustizie sociali. In realtà, bisognerebbe accogliere e non emarginare le persone che fanno fatica a vivere. Come? Mediante una solidarietà intelligente, ossia un’azione che rimuova le cause dei problemi e non si limiti all’assistenzialismo. Quando andiamo a fare la spesa, per esempio, impariamo a favorire la filiera etica comprando prodotti di imprese che rispettino i lavoratori e l’ambiente. Anche questo è un modo concreto per promuovere una politica del bene comune.
Prendiamo esempio dalle lotte di alcuni popoli latinoamericani: Bolivia, Ecuador e Paraguay, che nelle loro Carte Costituzionali hanno messo il buon vivere, patrimonio delle tradizioni indigene, questi è indicato come l’obiettivo sociale che deve essere perseguito dallo Stato e da tutta la società. Quindi non il vivere meglio, che suppone un progetto illimitato non sostenibile e che richiede per molti, la maggioranza, il vivere male, ma il buon vivere, che mira ad un’etica del sufficente per tutta la comunità e non solo per l’individuo, in profonda comunione con la Madre Terra che ci ospita.
Oggi la stragrande maggioranza dei popoli vengono sempre più impoveriti, esclusi e schiacciati dal peso della miseria, costretti a prendere la via dell’immigrazione.
Non possiamo più accettare che il Mediterraneo diventi il cimitero di tanti fratelli e sorelle. Si stima che nei suoi fondali ci siano dai 15 ai 20mila cadaveri.
Veniamo alla visita di papa Francesco.
E’ fondamentale ricordare che a Roma -dal 4 al 25 ottobre 2009- si é svolto il secondo Sinodo Africano, a cui hanno partecipato 250 tra vescovi, laici, suore e preti. Perchè Sinodo e non Assemblea? E’ molto semplice: il Sinodo è riflessivo ecc…, ma solo consultivo! L’Assemblea -vedi quella che si svolge ogni 10 anni in America latina- è deliberativa! Un documento riconosciuto dalla Chiesa tutta, quindi attuativo per i cammini delle chiese locali. Sappiamo quanti problemi hanno creato in Vaticano l’opzione per i poveri e la Teologia della Liberazione.
L’Africa si presenta come un arcobaleno cromatico multiculturale e multireligioso, come uno scrigno di tesori culturali e spirituali, fatto da tradizioni popolari e familiari, di simboli e riti religiosi, di sapienza, memoria e folcrore.
L’Africa ha bisogno di stimoli forti per custodire la propria identità culturale e spirituale, impedendo che essa si dissolva sotto il vento della globalizzazione che soffia con forza sulle 53 nazioni che la compongano.
Sono stati oltre 150 gli interventi in aula, in un resoconto presentato ai giornalisti, emerge che la parola pace è stata evocata 402 volte. Segue il tema della giustizia che è stato evocato 345 volte. In aula si è quindi parlato di guerra (158 volte), di esorcismo (12 volte), di bambini (60 volte), di bambini soldato (4 volte). Il problema dell’Aids è stato citato 27 volte. Tra i temi principali, emergono anche la prostituzione, la violenza, le religioni tradizionali, il dialogo e l’Islam. Nelle riflessioni dei padri sinodali hanno risuonato anche parole di fede e di speranza: Amore (122 volte) e Speranza (57 volte).
Forte è stata la denuncia contro la classe politica. I politici ritemngono che essere eletti significhi avere il lasciapassare per rapinare il Paese, ha denunciato l’arcivescovo di Songea-Tanzania, mons. Norbert Wendelin Mtega.
“Per i nostri politici -ha affermato- pace significa un clima tranquillo che consenta loro di rubare e godere i soldi del loro Paese. Per loro, libere e giuste elezioni significa successo nel portare le persone alle urne nella totale ignoranza dei loro diritti e delle manovre subdole dei candidati”.
Al Sinodo si è elevata forte la voce contro la stregoneria. Molta gente viene ancora torturata, perseguitata e assassinata solo a causa di sospetti infondati, fomentati dalla magia, dagli stregoni e da motivazioni personali. Non ci sono leggi per difendere queste persone oppresse, i governi tacciono e condonano, alcuni leader approfittano di ciò per montare campagne contro gli avversari politici.
Forte è stato il richiamo alla situazione di fame e di miseria in cui versa il continente. L’economia in Africa -come in ogni parte del mondo!- ha bisogno dell’etica, di un’etica amica della persona. Liberare l’Africa dalla fame è possibile a una sola condizione: che ci sia la volontà politica.
La situazione della fame nel mondo è tragica, in Africa ancor più inquietante. Complice anche la crisi mondiale, per la prima volta nella storia, quest’anno, il numero delle persone affamate ha raggiunto e superatola cifra di un miliardo, ovvero il 16% della popolazione mondiale.
In Africa, la situazione è tragica, sono 280 milioni le persone malnutrite, il 25% della popolazione.
Di fronte a questa emergenza umanitaria bisogna intervenire in fretta. Capire dove e come intervenire. Si tratta di una questione di priorità assoluta.
Viviamo nella vergogna più evidente ma nessuno ne parla: ogni anno sosteniamo l’agricoltura nostra e dei Paesi occidentali con 300 miliardi di euro, mentre per le spese militari siamo arrivato a 1.000 miliardi di euro. Ma nessuno ne parla, nessuno dice che la nostra agricoltura è gonfiata ad arte per privilegiare l’esportazione e mettere in ginocchio i mercati del Sud. Nessuno chiede una moratoria sulle armi. Ma dove sono gli occhi e le azioni della sinistra, di chi crede e predica nella giustizia e poi “pratica” attraverso leggi “privilegio”, l’ingiustizia.
Mi viene in mente l’autunno, quanto traversiamo boschi, com non vedere la loro trasformazione. Foglie sugli alberi e in caduta come fiamme incandescenti, delicati ventagli d’oro e di bronzo volteggiavano nell’aria prima di adagiarsi a terra e lasciare i rami di aceri e pioppi. Sono le foglie che cambiano la loro funzione e diventano nuova linfa multicolore per boschi, parchi e giardini. Invadendo strade e tetti.
Quando saremo pronti noi per iniziare un nuovo ciclo, un nuovo progetto. Come la natura, quando saremo pronti per affrontare nuove sfide per dare al mondo uno stare diverso, e sentire gli altri sorelle e fratelli?
Ricordiamo sempre che il cambiamento, qualsiasi cambiamento ha bisogno di me, di te!
Lo scrittore Erri De Luca, (leggi sotto) precursore delle denuncie contro gli “impoveriti” e gli “sfruttati”, ci ha descritto cinque anni fa ciò di cui abbiamo fatto finta di non conoscere con l’andata a Lampedusa di papa Francesco.
Nei canali di Otranto e Sicilia
migratori senz’ali, contadini di Africa e di Oriente
affogano nel cavo delle onde.
Un viaggio su dieci s’impiglia sul fondo.
Il pacco dei semi si sparge sul solco
scavato dall’ancora e non dall’aratro.
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.
Non era affatto facile andare a Lampedusa, lo aveva detto papa Francesco in un’omelia a Santa Marta, parlando dei modi di raggiungere Dio: non serve un corso di aggiornamento, aveva detto, “per toccare Dio vivo bisogna uscire per strada, Una cosa non semplice, né naturale”.

Ha fatto bene il papa a non volere né governo, né altre autorità a fare da corona alla sua trasferta; non solo perchè i viaggi del papa devono tornare ad essere pastorali e non visite di Stato e vetrine dei Potenti, ma principalmente perchè noi e il nostro Stato non siamo innocenti di fronte a quelle vittime e di quelle piaghe.

Papa Francesco con le sue denunce: “viviamo la globalizzazione dell’indifferenza”, “ciò che è accaduto non si ripeta più, per favore. Chi é il responsabile di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo”. “Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro! Sono qui per scuotere le coscienze”, “non siamo più capaci di piangere”, come non pensare a Caino, quando il Signore chi domanda, “dov’è tuo Fratello?” Caino, risponde “sono forse io il guardiano di mio fratello”.

Quale fu la nostra risposta?

Quella della Politica?

Quella dei Partiti? Penso ad Andrea Sarrubbi, deputato del PD, dopo l’audizione di Laura Boldrini, allora portavoce dell’ONU, dove aveva denunciato che il Mediterraneo era un cimitero con 20.000 morti affogati, alla Commissione dei Diritti Umani della Camera, di cui faceva parte, si recò a Lampedusa, unico insieme a Furio Colombo. Dall’isola prima, e al suo ritorno poi, aveva parlato e testimoniato, la noscosta vergogna, conseguenza: non è stato più ricandidato! I

Infine, penso al silenzio complice e vergognoso della Chiesa? Penso a ciò che ha detto ai seminaristi riuniti in Vaticano prima di partire per Lampedusa: la Chiesa del Terzo Millennio deve essere “essenziale” e “fa schifi” quel clero che non si mostra coerente con la sua missione. Frase che “Avvenire” il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, non ha avuto il coraggio di pubblicare.

Padre Zanotelli e molti vescovi africani che hanno partecipato al Sinodo, avevano proposto di andare a Lampedusa per fare una solenne celebrazione in ricordo di questa tragedia, le alte sfere vaticane (conosciamo benissimo il nome) non l’hanno ritenuto necessario.Avrebbe creato problemi al Governo Berlusconi.
Un amico sacerdote ci ha raccontato che gli emigranti di fede cattolica che salgono sulle barche della speranza, in mezzo al mare pregano recitando il Padre Nostro, e quando arrivano al liberaci dal male, aggiungono dal mare e dai Maroni.
Le nostre azioni quotidiane devono condurre all’accoglienza e non al rifiuto, all’impegno di non generare o fomentare paure contro gli stranieri attraverso l’equazione ‘immigrato=ladro o addiritura assassino, ma diffondere una vera solidarietà che indichi invece reciprocità di diritti e di doveri nel costruire un mondo giusto e fraterno, mediante la convivialità delle differenze, andando a capire quali sono i “veri processi di espulsione”, vera causa della fuga di milioni di poveri dai loro paesi nativi.
Pensare. Dovrebbe essere una carattristica fondamentale della persona. Ma quanto poco pensiamo al giorno di oggi! Tutti sembrano voler pensare per noi e offrirci le soluzioni già confezionate. Eppure, senza la capacità di pensare, difficilmente usciremo dalle contraddizioni in cui viviamo. Prendiamoci il tempo di riflettere, di capire il momento che stiamo vivendo. Senza questo, senza conoscere un po meglio la società e i suoi meccanismi, senza domandarci dove stanno le cose davvero importanti su cui vale la pena spendere tempo ed energie, senza diventare un po contemplativi, senza scoprire le ricchezze nascoste in ogni persona, faremo unicamente ciò che fan tutti, che di solito coincide con gli interessi dei grandi di questo mondo.
Darsi del tempo per pensare è, dunque, il primo passo per recuperare aspetti essenziali della vita che gli impegni di ogni giorno portano a farci trascurare.
Pensare, é automaticamente un: no, un basta all’indifferenza! Mi scuso per la lunghezza.

Il governo del rinvio

4 luglio 2013
Letta che non affronta la corruzione e l’evasione, in silenzio davanti alle leggi criminali berlusconiane sulla prescrizione, silenzioso ma connivente sull’IMU imposto dal PDL.
Caccia la Idem per irregolarità sull’IMU in contemporanea alla surreale accoglienza al Quirinale di Napolitano del condannato per evasione milionaria, concussione e prostituzione minorile.
La gente non è stupida, capisce, quando capirete che questi sono i motivi per cui la gente si allontana dalla politica, si astiene, protesta. E voi continuate a “gestire”. Quando andrete realmente a confrontarvi con i disoccupati, i cassintegrati, con le famiglie che al 20 del mese non hanno più risorse?

Il PDL ha scelto il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dopo avere detto no a Prodi (ancora fanno finta di non sapere chi sono i 101, lo sanno benissimo, sic…) e giratisi dall’altra parte quando poteva essere il turno di Rodotà perchè non piacevano a lui. Poi é andato al governo sapendo che lui non è eleggigile, bel pastrocchio! Non dice niente sulle sue condanne per frode fiscale, prostituzione minorile, concussione e rivelazione di segreto (Fassino), né sulla compravendita di senatori contro Prodi. Ha votato presidenti di commissione Cicchitto e Formigoni e ha chiesto a Scelta Civica di votare Nitto Palma alla commissione Giustizia per astenersi e fingersi contrario. Non ha ancora detto niente sulla nomina da parte del presidente Grasso del senatore D’Ali, imputato per mafia, a rappresentare l’Italia in Europa. Ma dove sta la differenza tra l’uno e l’altro? Quando Grillo scrive che il PD è il PDL (senza la L) secondo te sbaglia di molto?

Quando sentiremo voci che si elevano per dire con forza: non può esserci una generazione perduta, i ricchi dei paesi Paesi più colpiti devono portare più risorse alla Comunita?

Ma cosa é attualmente il PD? Attraversato da politici che tirano acqua al proprio mulino. C’é chi difende la casta, chi attacca la casta, chi fa il giustizialista, chi fa l’antigiustizialista, chi fa il nuovista. Ma questa non è politica, ognuno cerca di salvare se stesso. Questo sta creando grandi problemi ai suoi elettori, specie dopo la campagna elettorale in cui Bersani ha dilapidato qualche milione di voti. E tutti zitti, non è successo niente! Si dimette, impone il suo Epifani e poi ri-torna, a parlare del “noi”. Ma a chi?
D’Alema cerca di rientrare dalla finestra dopo che le conversazioni preparate in segreto dal fido La Torre, nelle andate romane di Renzi a Roma. Continuate con gli incontri di D’Alema a Firenze, senza portare i frutti sperati. Adesso siamo alle comiche, ecco la nuova salsa D’Alemiana: scegliere tra Cuperlo e Fassina. Gli unici che possono prendere in considerazione ciò è quello che rimane del vecchio PCI. Siamo di fronte ad un reale e inimmaginabile misero dibattito. A quando un reale e profondo cambiamento? A quando a casa questa classe dirigente dimostratasi “grandemente incapace?”

Provocatoriamente vorrei che rifletteste su:
Gli uomini di Chiesa che sono carrieristi e arrampicatori, fanno un grosso danno.
Non siate tristi, non lasciatevi rubare la seranza, per favore, non lasciatevi mai rubare la speranza.
Lo IOR è necessario fino ad un certo punto. Quando prevale la burocrazia, la Chiesa perde la sua principale sostanza: l’aiuto e l’amore.
Penso a quanti sono disoccupati, spesso a causa di una mentalità egoista che cerca il profitto ad ogni costo.
Sono vicino alle vittime degli abusi: Dobbiamo impegnarci tutti per difendere i bambini.
Nella Curia Romana c’é gente santa. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una lobby gay ed è vero.
San Pietro non aveva un conto in banca, e quando ha dovuto pagare le tasse il Signore lo ha mandato al mare a pescare il pesce.
Lavoro minorile: sono milioni le vittime di questa forma nascosta di sfruttamento che comporta spesso anche abusi.
Non sono mica un principe rinascimentale che ascolta musica. Ho tante cose da fare. Devo lavorare.
Verrò a pregare a Lampedusa, sono toccato dal dramma: gli immigrati vanno accolti.
E’ semplice indovinare l’autore di queste frasi.
Prova a sostituire alla parola Chiesa, il PD? E risponditi!
Prova a discernere i valori e le denuncie contenute e risponditi: il PD cosa sta facendo sui problemi e le denuncie sollevate?
Buona riflessione ad ognuno di voi.

Governo Letta: fino a quando?

26 giugno 2013
Dopo l’incontro con Berlusconi, Alfano e Gianni zio, terminato in una notte stellata, tutto è rimandato a dopo le vacanze: legalità, lotta alla corruzione, diritti, dignità, onestà, cittadinanza! Sono temi in via di scomparizione dall’agenda politica della sinistra. Non parliamo della destra, perché là non sono mai stati di casa. Sono temi etici usciti di scena, interamente invasa dell’unico tema dominante: il proprio portafoglio che può essere protetto solo dalla scomparsa dell’Imu e dall’abbassamento dell’Iva.

Formattata sul programma monocorde della bulimia consumistica e possessiva per cui si sente una sola melodia, la musica del danaro, la coscienza degli italiani è ormai incapace a sintonizzarsi su altre lunghezze d’onda, inabile a commuoversi e muoversi per altre sinfonie.

Da una parte il vergognoso “scandalo per lo scandalo” di quanti, tutti a libro paga del padrone (dipendenti delle sue aziende, dei suoi giornali, delle sue reti televisive e /o del suo partito-azienda), trovano “normale” i bunga bunga di un premier, la compravendita di ragazzine, l’abuso di potere, la concussione, la falsa testimonianza e quant’altro; il tutto ridotto alla “normalità” di una privacy cui inginocchiarsi.

Dall’altra un silenzio imbarazzante e sospettoso di una sinistra (eccezion fatta per Nichi Vendola) ammutinata nell’indifferenza dispettosa e, ormai da tempo, a rimorchio di temi non suoi, impostile da agende altrui.

Siamo ormai in un paese nel quale gli eventi non riescono più a generare traumi. L’indifferenza ci sta uccidendo come popolo, oltre che come esseri umani.

Contro coloro che ritengono che l’indifferenza sia una medicina contro la depressione io penso all’opposto.

Riporto parte della mia comunicazione inviata il 16 maggio scorso, dove chiedevo ai senatori Guerra e Vaccari conto della nomina del senatore D’Ali da parte di Grasso a rappresentare il Senato all’assemblea parlamentare Euro-mediterranea:

Nella mia ultima comunicazione avevo chiesto ai “vostri” senatori, Guerra (attuale sottosegretario) e Vaccari, chi ha inviato Grasso, come presidente del Senato, a rappresentarci all’assemblea parlamentare Euro-mediterranea, in qualità di vice-presidente della commissione economica e di componente della commissione ambiente? Su proposta di Schifani. Non avendo avuto lunedì nessuna risposta, eccovela: nientemeno che il senatore Antonio D’Ali, PDL. Parlamentare dal 1994, ricandidato nonostante fosse imputato per i pm Tarondo e Guido, nel processo che si sta celebrando davanti al Gup Francolini. L’accusa? Avrebbe esercitato un ruolo “ripetuto presso organi istituzionali e uffici pubblicui al fine di inibire o ostacolare le iniziative a sostegno delle imprese sequestrate o confiscate contribuendo all’espansione economica e al controllo del mercato del calcestruzzo da parte di imprese e società direttamente riconducibili all’associazione mafiosa”. Potrei continuare, ma è sufficente l’atto di accusa. Grasso non è stato fino ad ieri Direttore generale della direzione antimafia? Sa certamente chi è? Perchè l’ha fatto?Ognuno pensi ciò che vuole, la libertà lo auspica. Ma Vaccari e la Guerra, sono obbligati a rispondere, chiedendo spiegazione a chi hanno votato, per poi spiegarlo ai loro elettori. Sarà?

Per onestà devo comunicare che hanno risposto, la Guerra ha scritto: “non condivido la scelta fatta da Grasso”. Vaccari: anche lui non ha condiviso. Benissimo ne siamo felici!

Perchè ricordo questo? Ho atteso la sentenza su B. e qualche altro giorno per ricordare ai nostri senatori che venerdì 14 giugno i procuratori della DDA (direzione distrettuale antimafia) Paolo Guido e Andrea Tarondo, hanno chiesto al gip, la condanna a sette anni e quattro mesi per l’ex sottosegretario all’interno del governo B., Antonio D’Alì. Potente banchiere trapanese, da sempre il suo nome è legato a quello dei potenti Francesco e Matteo Messina Denaro. Con Matteo si conosce da bambino, oggi Matteo è l’erede di Provenzano. Matteo è latitante da 20 anni, tanto che la sua latitanza ha messo in crisi la Procura di Palermo (caso Messineo) ma non i politici. I giudici si rinchiuderanno in camera di consiglio il 5 luglio, sembra che il senatore voglia fare una dichiarazione spontanea. nel frattempo si è fatta la barba!

Guerra e Vaccari dopo il 5 luglio sentiranno il bisogno di farci sapere la loro idea?