Buon Anno 2016

In un frangente della storia umana, quella che ci appartiene, in cui le classi dirigenti a livello planetario ostentano grettezze di fronte alle istanze di liberazione di una moltitudine di popoli oppressi, papa Francesco non cessa di sorprendere. Alla prova dei fatti è l’unico leader mondiale  in grado di proporre un’agenda perspicace e illuminata sulla “casa comune”, andando oltre ormai le ormai croniche miopie determinate da certa politica.
Basta leggere il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2016 per rendersi conto della sua capacità d’interpretare la società. Efficacissima, peraltro,  la titolazione del tradizionale messaggio che codifica i contenuti, rendendoli immediati per credenti e non credenti: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. Leggi tutto “Buon Anno 2016”

Natale 2015 – La natura ci educa alla fiducia, la politica rinasca dalla “grotta”

L’angoscia, la paura, la diffidenza, l’incertezza e il sospetto sembrano essere i sentimenti prevalenti in questa nostra epoca in cui molte certezze e sicurezze del passato stanno crollando. Anche la nostra fiducia granitica del passato subisce forti scrolloni. Credere in dei valori forti voleva dire possedere certezze, avere risposte su tutti i problemi, sentirsi dalla parte giusta, fare blocco. Oggi questo credo non è più scontato, tutto è messo seriamente in discussione. Oggi, che questi valori vengono meno, pensiamo più ad aver fiducia nella nostra vita personale e siamo piuttosto critici verso le istituzioni.

Questi nostri valori sono messi alla prova in modo particolare in questo momento e sostituiti dalla paura della vita che abbiamo intorno e che ci attende. Perfino la la terra, la madre Terra, è diventata fonte di minaccia incombente, dato gli sconvolgimenti che abbiamo indotto nell’equilibrio ecologico. Leggi tutto “Natale 2015 – La natura ci educa alla fiducia, la politica rinasca dalla “grotta””

Il PD verso la disfatta o la rinascita?

“Io resto qui, io non mollo” sta qui il succo del dopo sentenza della Cassazione, detto con forza da B. nel suo comizio, non autorizzato, la domenica dopo la condanna gravissima per frode fiscale.

I suoi servili cortigiani dopo essere saliti al Colle, continuano la loro disponibilità a immolarsi per il loro padre padrone, dopo aver espresso con abbondanza di lacrime la loro sudditanza al suo demiurgo. L’Italia ormai è appesa alle sorti e agli interessi personali di colui che l’ha ridotta in queste condizioni. Ricorrendo come sempre al vittimismo, alla persecuzione giudiziaria.

Ieri sera Napolitano (voci affermano che di nascosto lo abbia prima visitato lo zio Gianni) è uscito dal suo riserbo, dopo il moltiplicarsi delle voci su una possibile sua dichiarazione prima di ferragosto. Ha giustamente confermato che la sentenza non si tocca, lasciando però una porta “spalancata” per la grazia: nessuno l’ha richiesta! Se la chiederanno, verrà esaminata. Incredibile, verrà esaminata! L’evasore fiscale ha ancora in corso quattro processi: due a Milano dove ha già ricevuto due condanne, 7 per il processo Ruby e uno per Fassino, il terzo a Bari (Tarantini-Lavitola), il quarto a Napoli (compra del senatore De Gregorio). Dopo l’esperienza della grazia (senza richiederla) a Sallustri e al capo della CIA in Italia, diciamo che questa volta, per adesso, non è andata male. E il PD, “apprezza”!

Attualmente il PD è “perso”, “senza rotta”. Epifani doveva già aver terminato il suo compito, è ancora lì! Di questo nessuno si vergogna, ogni regola salta, gli schieramenti mutano continuamente, per Renzi sia sono già aggiunti i “giovani turchi”, la Lombardia e Cofferati. Avendo ormai con i suoi discorsi scavalcato tutti a sinistra.

E’ rimasto solo l’uomo del “noi” che l’ha sempre inteso per “se stesso” a sbarragli la strada. Lui che aveva trattato al Colle le grandi intese: tre cose da fare oltre alla nuova legge elettorale e poi di nuovo a votare. Siamo invece alle larghe intese trasformatesi in grandi attese. Con un presidente del consiglio moderato e impassibile, che al momento, non sapendo che pesci prendere minaccia gli italiani dicendo: se cade il governo, a settembre pagate l’IMU. Sembra che stia diventando, con i suoi ricatti di potere, un perfetto scolaro alla scuola di B.

Lui, geneticamente disabituato agli scatti d’ira, lui, mai stato giovane, neanche nell’aspetto.

Lui, noto equilibrista della politica, resosi disponibile a Bersani, contro Renzi, perché non lo voleva B., ma principalmente il “noi” per se stesso”!

Lui, che fin da bambino adorava e venerava Andreotti che normalmente incontrava a casa dello zio.

Lui, oggi è sempre più somigliante all’ex-segretario Forlani, del quale ricorderete una delle sue massime storiche: “Parlo senza dire niente? Potrei farlo per ore”. Frase che da sola, racchiude buona parte della carriera politica dell’Enrico.

Diventerà il PD un nuovo soggetto politico? Le attuali sue difficoltà hanno riproposto un dibattito sul significato e le possibili prospettive della sinistra. Rappresenta o no la sinistra l’inaccettabilità contro l’oscenità delle disuguaglianze? Se si, possiamo discutere se può essere declinata in modo radicale o moderato, immediato o graduale. Ma non possiamo accettare un governo gestito dai potenti, per gli interessi di chi non ha bisogno, di chi non vuole trasformare la politica al servizio dei veri bisogni della gente. Altrimenti la sinistra perde la sua ragione di essere. Il dramma di oggi è questo!

Veniamo da un partito oligarchico, autoreferenziale e chiuso in se stesso. Dobbiamo creare una nuova prospettiva governativa. Dobbiamo capire se è importante vincere o no. Questo è il vero problema. Non pensare di vincere con il falso “noi” e fare di tutto per perdere, pensando di aver già vinto. Presentando gli otto punti dopo non aver vinto, perché come ha detto Civati a Bosco Albergati: poteva presentarli in campagna elettorale, così la gente avrebbe capito il nostro programma!

Occorre di conseguenza il carburante umano e sociale del cambiamento, facendo piazza pulita dei più, ancora presenti. Il dramma delle ultime elezioni non è ancora stato ben compreso: l’enorme astensionismo e l’esplosione di Grillo, non sono sintomi di antipolitica. Al contrario, sono segnali di una politica rabbiosa e sconfitta perché non ascoltata, interpretata e resa visibile. Questo è il vero nodo. Dispersi, soli e spaesati, senza nessun appiglio per migliorare la propria vita per renderla più giusta e libera. Siamo giunti al punto in cui la sofferenza non viene più riconosciuta socialmente,ricacciata com’è nelle proprie singole vite e famiglie, creando pesantezza spesso impossibili a sostenere.

Che fare allora? Occorre, radicalmente ripartire da lì: dalle persone. Tale spinta per essere politica deve trasformarsi in sovranità diffusa che non si limiti a scegliere i leaders, ma decide le fondamentali opzioni politiche a partire da chi ha più bisogno. Basta con i verbalismi radicali che non hanno mai portato a niente. Tutto deve avvenire attraverso procedure democratiche semplici, certe e continuative. Partendo dai tanti circoli, trasformandoli, cacciando i tanti piccoli capibastone che non hanno niente da invidiare ai livelli più alti, abituati soltanto a rispondere al capo più in alto o alla corrente, o alle mire personali.

Questo è il momento in cui urge riunire e mischiare tutti i democratici che in modo diverso hanno il medesimo sguardo sul mondo. Ci siamo divisi in molti casi pretestuosamente sui programmi o su presunte identità che non esistono e che sono solo funzionali alla conservazione di orticelli di potere. Non esistono riformismi perfetti, calati dall’alto. Gli attuali partiti sono assai meno del passato in grado di capire e di interpretare. Serve una nuova elaborazione. Adesso ci dobbiamo accontentare di tentarla questa strada. La società di oggi ci impone che le soluzioni debbono essere sempre aperte a una verifica continua. L’importante è far prevalere ciò che ci unisce. Un metodo trasparente. Questa è la sfida per il congresso del PD (se i “cattivi gestori di oggi” avranno il coraggio di indirlo e non di rinviarlo a mai…). La mia speranza è che ciò riguardi tutte le forze del cambiamento.

La superbia della politica

6 agosto 2013
Sabato 28 luglio sono stato invitato da un circolo del PD di Prato alla loro festa per introdurre e intervistare la senatrice Laura Puppato.
E’ stata una soddisfazione e una crescita, conoscerla e ascoltarla. Si é espressa con serenità e dolcezza, ma allo stesso tempo con chiarezza, presentando serie argomentazioni su una serie di suoi comportamenti in aula: ha votato No, contro il governo delle larghe-attese; contro la TAV, Torino-Lione, dopo essersi documentata ed essere andata più volte in Val di Susa. Il confronto costi-benefici é veramente vergognoso, come le bugie scritte e parlate per sostenerla; No contro l’acquisto degli F35, leggendo nel suo intervento il programma elettorale del PD, e spero non ultimo, un No chiaro e secco alla salvezza di Alfano. Che dire, niente male, eh?
I senatori modenesi e tutti gli emiliano-romagnoli come hanno votato quando il ministro Lupi, ha tolto 10 milioni di € dall’ emergenza terremoto per spostarli nell’emergenza Val di Susa-TAV, a sostegno delle forze dell’ordine lì impegnate? Lo sapevate? E’ stata sempre la Puppato che lo ha ricordato. Intervenendo sulla TAV.
I deputati modenesi e emiliano romagnoli, come hanno votato? Hanno informato? Se la gente che “abita” il terremoto ne fosse a conoscenza cosa succederebbe? Se non ne è a conoscenza ciò è gravissimo! I sindaci lo sanno? Se si, come si sono comportati?
Sabato 3 agosto, questa volta niente inviti, sono stato -con grande soddisfazione- a Firenze, nella meravigliosa cornice di piazza S. Croce ad ascoltare il 32° canto dell’Inferno, commentato da Benigni. Anticipato da 25 minuti di satira (realtà, purtroppo) politica attuale. Un’apoteosi… Alcune battute: fa più caldo all’inferno o nel governo Letta? Scontri in piazza davanti a palazzo Ghigi fra i pro e i contro Berlusconi: era Letta che si schiaffeggiava da solo. Bersani sapeva che Renzi avrebbe vinto a mani basse, ma era la sua unica occasione… lui che è per il Noi!
Domenica 4 agosto ore 17, palazzo Grazioli, manifestazione pro-B., 1.500 persone pagate presenti all’ascolto del nulla…
Domenica 4 agosto ore 21, Bosco Albergati-Modena, presente Bersani. Preoccupazione in casa PD per un eventuale flop di presenze. Grande attività d’informazione e mobilitazione per un nuovo ascolto del nulla…
Sempre domenica 4, é riportato con molta evidenza e foto, un articolo sul quotidiano Prima Pagina, delle tre poltrone-stipendi che riceve il segretario attuale del PD modenese, Paolo Negro: di segretario provinciale, di presidente dell’ASP e di capo di Gabinetto del sindaco di Formigine. Anch’egli uno dei 100mila, stipendiati di “tutta” la Politica Italiana. Avete letto bene, tra enti, ruoli vari, consorzi ecc… sono 100mila. Sarà perchè é tutta la politica che ne usufruisce che intorno a ciò: silenzio assoluto. Potrei continuare: sulla riforma elettorale, sulla diminuzione dei deputati, senatori e consiglieri regionali, sull’abolizione reale delle provincie, perchè non cambia niente, nonostante la grande richiesta di ciò da parte della gente?
Perché tanta tracotanza, perché tanta superbia?
Già san Tommaso e sant’Agostino, consideravano la superbia il culmine di ogni male morale. Perché presuppone e contiene in sé la causa prima di una squilibrio successivo. Un’esagerata e folgorante visione di sé. Queste manifestazioni mediocri e grottesche sono sperimentabili ogni giorno, dai piccoli poteri fino ai grandi, attraverso forme di sopraffazione, di prevaricazioni meschine, persino banali: la tracotanza del politico che abusa del suo potere, la vanità che antepone l’ammirazione e il successo ad ogni altro obiettivo, e si riserva generose eccezioni, richiamandosi a “regole” da loro stessi scritte. Quando non entra direttamente nella “stupidità” e usa la minaccia del “lei-tu non sai chi sono io”?
Questa rappresentazione di sentirsi “tante cose insieme”: superbi, ne fanno il vizio pubblico più praticato in un paese come il nostro, che ha ancora una struttura feudale basata sulle caste e i piaceri. Molte sono le sembianze politiche che la superbia assume, come pretesa di superiorità, di classe, di purezza, di legittimità che gerarchizza le appartenenze e i diritti, operando secondo una logica selettiva e verticale. Di ciò abbiamo avuto un grande maestro, il signor B.
Ma attenzione, perché è un’energia diabolica che si attacca dappertutto, in quanto discrimina, separa, giustifica le divisioni, minando la coesione sociale nelle forme più impensate: dall’individualismo sfrenato, al fanatismo, alla xenofobia, all’omofobia, al razzismo. E’ la nemica del cambiamento e non accetta cambiamenti, fa concentrare sempre più su di sé, cariche, titoli e poteri, facendo diventare questi soggetti sterili e asociali.
Credo che la superbia sia un autentico pericolo per la comunità fondata sulla condivisione dei doveri, perché inquina il principio di solidarietà e di equità.
Ti illude di essere “già arrivato” al culmine, bloccando ogni ricerca ulteriore, recidendo il rapporto di rispetto verso glòi altri. Come se l’uomo fosse un “dio mancato”.
Proviamo insieme a seminare un seme virtuoso, cercando emozioni che nascono da un’equilibrata e attiva rappresentazione di noi stessi: empatia, umiltà, senso della responsabilità, agire efficacemente per il bene comune, rinunciare alla seduzione del potere, affrontare le prove, reagire con resilienza al dolore e alla sconfitta e capacità di farsi da parte.

Il PD e la vergogna dei suoi iscritti e votanti

23 luglio 2013
E’ duro credetemi continuare a “pensare”!
Non ci accorgiamo che in Europa la sinistra sta scomparendo, mentre in Italia è ormai alla “macchia”. I giovani non vedono nei partiti i canali capaci di rappresentare gli aneliti popolari e di stabilire alternative. Ho già ricordato in un mio scritto di vari mesi fa cosa previde il sociologo Robert Michels già nel 1911, i partiti progressisti si lasceranno addomesticare facilmente dalle delicatezze borghesi quando si convertono in governo. Cambiano il progetto del Paese per il progetto del potere, si allontano dai movimenti sociali e si avvicinano a quelli dei suoi antichi avversari, smettono di interrogare il capitalismo per proporre misure cosmetiche per migliorare la vita dei più poveri, o meglio, degli impoveriti.
Il capitalismo é in profonda crisi, nel suo sforzo per perpetuarsi, ignora le raccomandazioni dell’ONU per la crisi finanziaria, come chiudere i paradisi fiscali, e si nega di regolamentare il capitale speculativo. Le sue proposte sono pannicelli caldi, rammendi su panni vecchi. Hanno inventato il capitalismo verde per combattere la povertà attraverso programmi sociali compensatori, mai emancipatori, proponendo la libertà individuale per sicurezza, disprezza i movimenti sociali, criminalizza lo scontento popolare e le conseguenti manifestazioni.
Quando ci accorgeremo che il capitalismo rappresenta un progetto solo per una grande minoranza dell’umanità. L’ONU dice che ci sono 4 miliardi di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Viviamo in un sistema distruttivo, a quando tramutarlo in creativo?
I partiti sono chiamati a proposte alternative non a essere gestori della crisi economica. Devono sottolineare le carenze e le alternative. In caso contrario l’attuale insoddisfazione si tramuterà in rivolta. Sono esempi eloquenti le primavere arabe, la Turchia, il Brasile.
Si rendono conto che non possono tenere chiusa in gabbia la speranza?
Stiamo deglutendo quella che ci é stata presentata come una necessità per salvare il Paese: le Larghe Intese. Il PD, ammonito dai suoi sapientoni che lo ammaestrano a sussurrare, nei teatrini, mi raccomando, non nelle piazze! per non spaventare e a non indignare le quattro M -i Mercati, i Moderati, il Monti, la Merkel-, non accorgendosi che i più spaventati sono i precari, gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati, i nuovi poveri e quelli che lo vanno diventando, i piccoli imprenditori falliti e quelli che temono di fallire, e che i più indignati erano tutti questi e altri ancora che si guadagnano onestamente da vivere e hanno visto crescere il malcostume e la corruzione politica come l’unica pianta bene innaffiata nel campo assetato.
Chi scrive é dell’idea, su cui insiste cocciutamente, che senza chiarezza sui fondamenti si costruisce sulla frana, pronta a cedere alle prime piogge. Certo, cambiamento: ma che cosa, come, perché? O si incomincerà di nuovo con le prediche agli altri o si guarderà prima a se stessi, ai propri errori e alle proprie magagne interiori?
Dunque la ricostruzione deve incominciare da se stessi, dalla propria costituzione etica e dunque sociale.
Una sinistra che non serva ai più deboli non serve a niente. Ma questa é una scelta innanzitutto morale, che chiede molto a se stessi e alla propria effettiva pratica politica.
L’attuale governo, si è caratterizzato per i suoi continui “rinvii”. Sottostà a continui ricatti, digerisce bugie che anche un cieco e un sordo insieme intuirebbe. Venerdì 19 si é superato ogni limite. Alfano vittorioso e illibato, a tal punto che sono rimasti increduli anche i “suoi”! Letta non solo l’ha difeso -Alfano non si tocca- (Corriere 17-7) ha messo sotto il tappeto tutte le “plateali” verità uscite giorno dopo giorno, fino ad ora che scrivo. Re Giorgio, anche lui l’ha seguito a ruota pronunciando la magica frase: -Alfano non si tocca- (Unità, 19-7) continua a fare il presidente di una ormai già chiara “repubblica presidenziale”, iniziata nel novembre del 2011, avocando a se entrambi.
Udite udite, B. su Repubblica, 19-7, parlando ai suoi: “Non dovete fare nulla, lasciamo che a difenderci siano Napolitano e Letta”.Guai a nominare il nome di Re Giorgio. Incredibile! Il presidente del Senato si è fatto ancora una volta notare interrompendo un senatore che, badate bene, non offendeva, ma lo citava. Mentre quando lo ha più volte citato l’Enrico, nella sua difesa: dormiva!
Siamo ormai giunti oltre l’essere completamente narcotizzati, adesso é chiaro che siamo “Allettati”, nel senso di “stesi politicamente”.
Mi sto domandando ma chi è costui? E’ Enrico Letta o Gianni Letta o GiannEnrico Letta? Il primo figlio, il secondo nipote di Re Giorgio?
Lo zio lo coccola, B. lo caldeggia, Re Giorgio. gli ha dato l’immunità?
Tra lui e la sinistra c’é la stessa comunanza che esiste tra un terrestre e un marziano. Ha, insieme a molti “pari” , pidiellizzato il PD, ex-partito di sinistra, ex-partito di opposizione, ex-partito di lotta. diventato ormai un partito “trangenico”.
Che fare di fronte a tutto ciò e molto altro volutamente tralasciato?
Benigni sabato sera a Firenze prima di esibirsi nel Canto 23 dell’Inferno sull’Ipocrisia, ha spiegato la sorpesa fattagli dalla classe dirigente del PD. Votando PD, ho subito sperato in un governo delle Larghe Intese. Ma non pensavo che la sua classe dirigente, dopo la campagna elettorale fatta non potesse arrivare a tanto. E bravo il PD, che “ruba le mie attese politiche”, una meraviglia!
Una sola cosa è fattibile, cari iscritti e cari elettori del PD, mi rivolgo agli anziani, a coloro che hanno sofferto e creduto in valori veri: rivoltatevi! Mandate a casa questa classe dirigente. Anche se vi sembra di avere le ali spezzate, da questa classe dirigente indegna e assetata di potere. Fatevi venire la voglia di tornare a volare, per guardare in alto.
Mi rivolgo a voi giovani, che avete le ali spezzate dalla crisi economico-finanziaria, che avete tre doti fondamentali che noi di una certa età non abbiamo più: creatività, entusiasmo e trasgressione, uscite in strada, occupate i circoli, mettendo al centro i veri bisogni della gente, cacciando gli equilibristi della politica, coloro che non hanno mai lavorato, coloro che quando terminano gli incarichi vanno a ricoprire ruoli profumatamente remunerati, coloro che pur giovani arrivano senza nessun merito, solo perchè optati da “qualcuno”. Create l’imprevedibile, mettendovi a disposizione per tornare a “volare abbracciati” per farsi trascinare dal vento della creazione di una società più giusta che batte nei vostri petti. Solo così potrete affrontare le paure, superare i timori, mettere a tacere i dubbi, che non ti fanno sentire il soffio di quel filo di vento tanto esile quanto robusto, capace di sostenervi in questo nuovo viaggio.
Il volare abita i cuori di ogni uomo e di ogni donna, e pulsa insistentemente, quasi a voler pompare nuovo sangue per accellerare la guarigione di questa politica ormai “morta”.
Andate nei circoli, prendete la tessera per dare una nuova vita a questo partito, prendetelo in mano con cura come una madre allatta il proprio bambino appena nato. Solo così possono nascere e “volare” le nuove politiche che gli impoveriti attendono.

Post-sentenza

13 luglio 2013
Chissà che estate sarà ora che quei delinquenti di magistrati hanno osato dare del puttaniere a un politico del calibro del maggior statista europeo, forse inferiore solo a Napoleone! E chissà che avverrà di noi! Dico, noi della Sinistra, amati così intensamente in questi giorni da Marchionne, che vorremmo nel profondo del cuore alzar le bandiere al coraggio dei giudici dei Ruby-gate e dobbiamo invece far le persone per bene e farfugliare che non c’entra, che il governo è altra cosa, che magari questi giudici comunisti un poco disturbano il manovratore. Non c’entra, stiam lì a dire. come se fosse robetta da nulla starsene al governo con una accolita di servi stesi in difesa del loro padrone, e tutti con i forconi all’aria a dar di piglio alla magistratura, come fosse il nulla del nulla, star stretti all’alleanza con un uomo che suscita nell’intera Europa, nell’intero pianeta lo scandalo e la risata e trascina il nostro Paese nella classe dei Paesi farsa, appunto tra le repubbliche delle banane, Adesso, è corretto star zitti, è politicamente ineccepibile far finta di niente, e insomma, in buona sostanza, divenir complici: e se “complice” vi par troppo grossa, diciamo delicatamente che rischiamo di divenire, come si dice in Toscana “portatori di moccolo”. Dunque, non mi rimane che cantare la canzone: “No, cara piccina, no, così non va…”. Così non va, cari compagni o amici, non per ragioni di serietà, di dignità: per noi e per il Paese. Tanto più che mentre reggiamo il moccolo al loro padrone, costoro stanno lì a raccontarci ogni giorno -con le belle facce di Alfano, di Cicchitto, di Brunetta, di Gasparri e delle imbufalite adoranti santissime Santanché e Biancofiore- che se il governo è servo delle loro promesse elettorali per filo e per segno, allora bene, altrimenti loro, allenatissimi a rovinar tavoli ed accordi, tolgono l’appoggio e impiantano campagne elettorali giornalmente. Non è fare il bene del Paese star lì a dire continuamente: a dire calma. Quando comprenderemo che siamo di fronte a personaggi che rappresentano uno squallido mondo senza idee e senza orizzonti. Sento tanta pena per questi giovani ridotti a burattini di un Mangiafuoco, che spezza i fili a chiunque azzardi un’idea, che non sa che cosa sia il confronto e che a tutti nega il con-fronto, poveri utopisti accesi da ideali resi sterili dalla loro incapacità di scegliere, ammutoliti dall’imperio di uno solo, ridotti a una massa anonima, priva del coraggio della parola e in quella subordinazione resi feroci verso i loro simili che s’azzardano a contestare, così deboli da non pretendere il coraggio della lotta, eliminabili in un ottuso istinto di morte mediante il puro atto di vigliaccheria del branco che uccide i suoi simili. Come cannibali!

Frattanto, oh bella!, B. ha appena abbaiato che o si fa la riforma della giustizia o cade il governo. Chiede il salvacondotto! Se ci metteremo sull’attenti, saremo bell’è che morti.

Napolitano non ha aiutato l’Italia, in questo ultimo anno e mezzo. Contro la vulgata edificante e incensatoria che lo vuole come unico rappresentante dell’unica istituzione sana, nella palude della vita politica italiana.. Contro il conformismo, appunto Napolitano ha di fatto impedito che si andasse all’elezioni nel novembre 2011, favorendo in tutti i modi la formazione del governo che ha risanato un bel niente, che ha aumentato il debito pubblico, che ha ridotto in povertà e spesso alla fame milioni di pensionati.

Dopo le elezioni impone le larghe intese. Ieri un altro atto da repubblica presidenziale, avallando la chiusura dei lavori per un giorno di Camera e Senato, come contestazione da parte del PDL alla messa a ruolo del processo a B. da parte della Corte di Cassazione. Incredibile, ma vero! Siamo al suicidio delle istituzioni. Dove andremo? Cosa ci aspetta? Perché? Per chi’ Naturalmente per Lui, il signor B. Sarà forse l’età che non gli fa ricordare che è anche il presidente del Consiglio superiore della Magistratura.

Adesso ancor di più, tutti capiamo che il governo delle grandi intese, è una scelta, non una necessità.

Infine, è notizia di oggi che Giorgio Mulé, direttore di Panorama, è stato condannato a 8 mesi senza sospensione della pena. Ma credo non sia preoccupato, sa che c’è ancora Napolitano, presidente delle Grazie non richieste, vedi Sallustri! O ancor peggio, il capo della CIA in Italia.

Roberto Speranza, immeritatamente presidente dei deputati del PD, solidale con B. Non poteva non essere che così? Basta ricordarsi, per chi l’ha letta, la sua intervista al Foglio sulla riforma della giustizia.

B. lo assumerà sicuramente come avvocato al posto dello smilzo Ghedini e del pistolero Longo.

Giovane di età, non ancora trentenne, si presenta come Matusalemme. Questo è il nuovo offerto, ciò che passa il mercato politico. Senza pudore né vergogna è stato disponibile e solidale ed ha accettato di “bloccare” la Camera, non per tre giorni, come chiedeva il PDL, ma per uno. Pensate, le Istituzioni contestate da chi le rappresenta, non si era mai visto prima, nessuno era arrivato a tanto, la sua immaginazione verso il servilismo ha superato ogni aspettativa. Basta guardarlo quando viene intervistato, impaurito come un passero fuori dal nido, che pare esprimere: ma cosa ci faccio io qui? Cosa rappresento?

Cresciuto dall’eurodeputato Pittella, già al terzo mandato, spera così di fare il quarto il prossimo anno, gestore del partito in Basilicata, cresciuto dalemiano poi aiutato da Veltroni infgine da Bersani che con l’avvento di Renzi ha cercato di ringiovanire, quindi anche lui, come gli altri, è divenuto giovane turco bersaniano, ce lo vedete lui, con i vari Orfini e c., mentre i giovani turchi, quelli veri, in piazza Tahrir cantano “bella ciao” in italiano, mettendo a rischio le loro vite per difendere i loro diritti?

Ha avallato politicamente che il Parlamento si rivolti contro la Cassazione, contro un altro potere autonomo dello Stato.

Oggi il centro della questione nel PD è che mancano i contenuti e le persone in grado di interpetrarli. A chi spetta l’onere di proporne di validi e attuali ai giovani? A Speranza?

Chi si vuole rappresentare? E entro quale orizzonte internazionale? Sono questi, tra gli altri, i nodi che il PD dovrà necessariamente sciogliere, al rientro estivo.

Quirinale e governo contro il Parlamento

10 luglio 2013
Carissimi deputati,
le carte sono chiare, dopo la presa di posizione di ieri del Consiglio Superiore di Difesa, sull’impossibilità del parlamento di esprimersi sull’acquisto degli F35 e sull’ammodernamento dell’esercito (presieduto da Napolitano che ha concesso grazie, “udite udite” senza che gli siano state “richieste” a Sallustri. direttore del Giornale di “Famiglia”, condannato a 14 mesi per avere pubblicato notizie false; e al colonnello americano della Nato Joseph Romano, capo della CIA in Italia, condannato a 7 anni in via definitiva per il sequesto di Abu Omar, l’Imam di Milano, rapito nel 2003 con l’appoggio del Sismi del generale Pollari e averlo imbarcato all’aeroporto della base della Nato di Aviano, per poi portarlo al Cairo, dove è stato barbaramente torturato? Riconosciuto innocente, adesso è in attesa di un risarcimento miliardario da parte del governo) non avete più voce in capitolo. Erano presenti: E. Letta, Alfano, Mauro, Bonino, Saccomanni e Zanonato più il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Mantelli.
Una settimana fa, avete ri-mandando di sei mesi la votazione in parlamento, costituendo una commissione parlamentare. L’avete sventolata ai quattro venti come una grande vittoria, a tal punto che la Pini mi ha risposto, comunicandomi che verrà fatto un incontro pubblico a Modena sul tema degli F35.
Pensavate di essere “adulti”, almeno una volta giunti in Parlamento, invece vi lasciate trattare ancora da bimbini da portare in braccio o da porre sulle ginocchia per essere accarezzati (naturalmente sono cose che non fanno male, di cui tutti avremmo bisogno, ma dalle persone giuste).
Vi è chiaro che il Consiglio Supremo di Difesa non può ledere l’autonomia del Parlamento nella decisione assunta con la mozione sugli F35?
Il Consiglio Supremo -composto in gran parte dai membri del Governo- avete letto bene. membri del governo che voi sostenete! Se fossi un Grillino, scriverei, sono “vostri dipendenti”. Intende garantirsi completa autonomia di azione, rispetto alla “democrazia parlamentare” da voi rappresentata, affermando che: “la facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”. Incredibile! Non vi prendono in considerazione, siete il “nulla”, se permettete che ciò avvenga. Non vi resterebbe che tornare a casa, avete letto bene: tornate a casa.
Padre Zanotelli nel suo appello: Tangenti sulla vendita di armi: quanto va ai partiti? Vedi: http://www.ildialogo.org/appelli/MaleOscuro_1369771177.htm ricorda le indagini in corso nelle procure di Napoli, Busto Arsizio e Roma sulle tangenti di Finmeccanica. Dove è appena arrivato alla sua presidenza: Gianni De Gennaro. L’uomo dei segreti. Non pensate che tutto questo sia immorale? Non pensate che dobbiate prendere decisioni coraggiose, concrete e immediate, per garantire la sovranità del parlamento?
Adesso veniamo ai senatori: in Senato l’11 luglio voterete la nuova mozione per la sospensione del programma degli F35, non pensate di difendere e tutelare con un voto chiaro e netto, il vostro mandato ricevuto da noi cittadini, contro ogni forzatura di chi tutela gli interessi di “pochi” a scapito dei “molti”?
Dimenticavo una pillola da ingoiare: sapete chi ha firmato il contratto per l’acquisto degli F35, D’Alema, quando era presidente del Consiglio.
Credo che necessitate di molta acqua per buttarla giù.