Lettera Rete Quarrata settembre 2014

Carissima, carissimo,
Oggi, nel mondo, siamo di fronte allo scandalo mondiale di circa un miliardo di persone che ancora soffrono la fame.
Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta che ciò non esista. La fame non va in ferie.
La fame è una tragedia mondiale, una catastrofe quotidiana, uno scandalo dimenticato.
Oggi, ogni 3,5 secondi una persona muore perché non ha abbastanza cibo da mangiare. Ogni anno in Italia si getta cibo per 40 milioni di persone!
Oggi, la popolazione dell’Africa é colpita in modo particolare da questa tragedia, insieme alle periferie di tutte le grande megalopoli del Sud del mondo, causa la concentrazione delle terre in mano a pochi latifondisti. In Brasile il 2,5% della popolazione possiede il 60% delle terre coltivabili. Urge, necessita una riforma agraria!
Oggi, una persona su quattro soffre di malnutrizione. La conseguenze sono drammatiche: negli adulti la capacità di lavorare diminuisce drasticamente, sono deboli e soggetti a continue malattie, fino a morire.

Oggi, sono i bambini che subiscono le conseguenze della fame più pesanti. Il loro sviluppo fisico e mentale é compromesso irrimediabilmente. Senza aiuto il loro futuro è finito prima ancora di cominciare.
Le cause della fame, sono determinate dai meccanismi economici-finanziari da cui gli stati poveri dipendono. Rimuovere la fiducia nel capitalismo neoliberista è la sfida.
Oggi, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Oggi, il vero e unico nemico è il povero. Lo è perché non ha potere d’acquisto, non è contabilizzato, non serve all’economia.
Oggi la crisi economica in cui siamo  le catastrofi naturali che mietono migliaia di vite umane, hanno riportato in evidenza la realtà, mai scomparsa, spesso volutamente occultata dai poteri di turno, delle vittime, ovvero di persone e interi popoli costretti a vivere in condizioni di sofferenza, di ingiustizia, di mancanza delle condizioni basilari della dignità umana.
Oggi, il numero dei poveri rappresenta la maggioranza dell’umanità, se è vero che il 20% della popolazione globale (siamo 7miliardi e 100milioni di persone) consuma l’80% dei beni della terra e dell’energia mondiale.
Oggi, vanno denunciate tutte le violazioni dei loro diritti, condividendo questo impegno, con tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, facendo alzare alto il valore della politica di condivisione in cui crediamo.
Di fronte a tutto ciò che fare?
L’azione politica è la più importante. Mettere nella condizione i cittadini di comprendere il perché della fame e dell’aumento degli impoveriti, in un mondo mai stato ricco come adesso. La comprensione oggettiva dei meccanismi economici, politici, culturali che stanno alla base dell’inuguaglianza del rapporto Nord-Sud mi sembra un’obiettivo ineludibile per le nuove generazioni destinate a fare i conti con una dimensione planetaria del problema.
E allora, i giovani del Nord, più che sentirsi in colpa per essere ignari responsabili del passato coloniale dei nostri paesi cosiddetti “civili e democratici”, serve di più capire come mai il mondo attuale, nonostante l’enorme sviluppo della scienza e della tecnica, nonostante i progressi inarrestabili della civiltà umana, sia caratterizzato da ingiustizie così gravi che fanno si che milioni di persone soffrano la fame, non abbiano istruzione, non abbiano un livello dignitoso di vita solo perché una minoranza di paesi e di persone si impossessano delle risorse e delle conquiste umane, civili, sociali, tecnologiche, economiche.
Nel nostro piccolo, come gruppi, piccole comunità, è importante costruire ponti di relazione. Nel 2013 si sono spesi 1.750 milioni di dollari in armi. La Cina tra il 2009 e il 2013 ha aumentato del 212% l’esportazione di armi. Le guerre servono per fare affari! La guerra distrugge, stravolge, perché il suo piano di sviluppo è la distruzione, pura follia.

Oggi, ottantanove persone nel mondo, hanno una ricchezza pari a tre miliardi e settecento milioni di persone, è accettabile ciò?
Infine, dal19 agosto il pianeta è entrato in rosso. Vuol dire che abbiamo prelevato più di quanto avevamo a disposizione. Dal 20 agosto andiamo avanti indebitandoci, sottraendo beni e servizi al futuro perché gli ecosistemi non sono più in grado di rigenerarli. Piante, aria pulita, suolo fertile: ci stiamo mangiando anno dopo anno la dotazione che abbiamo ricevuto.

Oltre all’azione politica prima richiamata, come Rete creiamo rapporti con comunità, con cooperative, con movimenti popolari, sostenendo i progetti che “loro” ci presentano. Sostenendo scuole, formazione, progetti ecologici, sostenendo la crescita di bambini ecc… perché pensiamo che chi uccide direttamente o lascia morire indirettamente un bambino, è morto dentro!
L’unico rapporto che dovremmo avere particolarmente con i bambini ma con tutti i nostri consimili, è l’amore. Lo dovremmo comprendere dalla nostra esperienza di ogni giorno, che ci conferma che riusciamo a dare spazio alla nostrà umanità, alla nostra bontà e a far pace con i nostri limiti, non quando siamo giudicati, ma quando siamo amorevolmente accolti. E la meraviglia dell’amore è possibile ogni volta che, invece di curvarsi su noi stessi, puntassimo la nostra attenzione sulla sofferenza universale. Riusciremmo così ad incrementare la forza di bontà e di bellezza che c’è, spesso tenuta nascosta, in ognuno. La solidarietà e la presa di coscienza politica fiorirebbero. Sarebbero allora gli ultimi, gli impoveriti, quelli che consideriamo scarti, a segnarci la strada per una rinascita di questo mondo che sempre di più ci appare ingiusto, assurdo.
Queste cose si capiscono solo col cuore, non con la testa. Dio ha chiesto a Caino dov’è tuo fratello?
Saint Exupery ce l’ha scritto in modo egregio: “le persone le possiamo capire solo con il cuore”.
Antonio Vermigli

Ricordo ad ognuno di noi l’autotassazione libera nella quantità e continuativa nel tempo a sostegno dei progetti della Rete Radié Resch.

I versamenti devono essere effettuati sui seguenti conti:
Conto corrente postale:
IBAN: IT 15 N 07601 13800 000011468519
o sul conto corrente bancario:
IBAN: IT 42 M 08922 70500 000000004665
Indicando sempre la causale

Infine ricordiamo il contributo alla nostra rivista: In Dialogo
contributo ordinario 2014  € 35
contributo sostenitore  2014  € 50
contributo amicizia 2014  € 100
contributo vitalizio 2014  € 1.000

Lascia un commento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: