Note in venendo

4 giugno 2013
Avrei potuto sillabare da subito una serie di corbellerie, di sventurate certezze che i gran cervelloni del PD avrebbero potuto utilizzare per garantirsi il suicidio: dopo che un centinaio dei loro (nostri?) parlamentari avevano sbeffeggiato Prodi, forse già covando proprio il progetto dell’alleanza con Berlusconi, si sarebbe potuto scommettere persin la tessera del PD che sarebbe iniziata la solfa intorno agli inetressi supremi del Paese, allo stato di assoluta emergenza, al destino del PD, che deve sempre farsi carico dell’universo mondo, essendo che siamo un partito serio, e comunque che tutti si doveva tacere e tutti stringerci a difesa del Partito, senza la cui sopravvivenza tutta la Sinistra patirebbe una sconfitta pluridecennale…
Ma quanto all’intelligenza questa mossa rivoluzionaria ho una qualche carrettata di dubbi, ai quali ad ogni giorno che passa, i badilanti della destra, nostri adorabili alleati, aggiungono forconate di paglia, che par d’essere al tempo della mietitura, ormai vicina, tra gran polverone di pula.
Dunque, ci siamo alleati con chi ci chiamava forza del male, con chi quasi punto per punto, prometteva in campagna elettorale quasi sempre il contrario di quel che andavamo grantendo al Paese: dicevamo che la priorità assoluta era liberare risorse per rimettere in movimento l’economia, e loro che nulla era più drammaticamente necessario della restituzione dell’IMU, hanno perso, però è stata la prima cosa che ci hanno imposto, e bravi! Si difendeva la Magistratura dagli attacchi furibondi, quotidiani e clamorosamente al servizio del capo, orchestrati da una masnada pronta a spedire i suoi Legislatori davanti ai Palazzi di Giustizia -cosa succederà se viene rigettato il ricorso alla Corte, e sarà confermata la condanna in appello, senza dover ritornare a fare il processo-, si conosceva perfettamente quel che pensavano quanto ai nuovi condoni -vedi il ripresentare continuo dei condoni promessi in campagna elettorale in regione Campania-, quanto all’Istruzione e all’Università; quanto alla riforma del lavoro. La Gelmini doceva.
Ci era poi del tutto noto cosa intendevano per riforma della Giustizia, loro che avevano penalizzato il falso in bilancio, che pativano come la febbre gialla la facoltà delle intercettazioni, che erano pronti a distribuire tutte le carte false dell’intera Via Lattea per salvare il loro capo dalle sue responsabilità giudiziarie, sempre e comunque assunte come mascalzonate non sue ma dei giudici tutti e sempre “comunisti”:
Sapevamo tutto questo e per chissà quale intelligenza politica abbiamo accettato di metterci insieme -con le Gelmini, i Brunetta, i Cicchitto, i Nitto Palma; con i campioni dei così vergognosamente chiamati “extracomunitari” da carcerare, cui negare ogni diritto “umano”, gli oppositori mortali per chiusa ideologia della fecondazione assistita o della libertà di scegliere di morirte, quando la vita ci sia divenuta un dolore insopportabile; e ancora dei diritti degli omosessuali, e poi -nel fondo, e mica tanto, della loro anima controriformista- la negazione dei diritti della donna quanto all’aborto e delle necessità di rompere un vincolo matrimoniale ove esso sia divenuto sorgente di infelicità…
Nonostante tutto questo, ci siamo messi nelle loro mani, in un governo del quale minacciano la fine ad ogni pié sospinto se non applichiamo a puntino il loro programma elettorale, di cui si faranno vanto; e noi mai una volta ad imitarli. Siamo i loro servi, finchè loro ce lo consentiranno; siamo i responsabili di un governo già morto. Ci trascinerà alla rovina completa se non troveremo -noi, prima di loro, prima del loro ineludibile tradimento- la via di liberarcene, per tornare ad essere un partito serio, che nessun Brunetta possa irridere ad ogni giorno che viene. Sicuramente un politico non all’altezza per gestire la problematica nazionale.

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