La situazione in Bolivia dopo il golpe

 

“Sogno una Bolivia libera dai riti satanici indigeni, la città non è per gli indios, che se ne vadano sull’altipiano o nel Chaco.”
Jeanine Anez Chavez, la nuova presidenta della Bolivia, autoproclamata.

Il nuovo autoproclamato ministro Murillo annuncia la caccia ai dirigenti socialisti e ai cittadini cubani e venezuelani.

Chi è Luis Camacho, il fondamentalista religioso che guida il golpe in Bolivia?

Pagina 12 – El Desconcierto Notizia, 11/11/2019

A capo dell’ala più dura del golpisti dei golpisti boliviani c’è un personaggio forse poco conosciuto alle nostre latitudini, quanto cinico e inquietante. Parliamo di Luis Camacho. Cattolico però anche molto vicino alle chiese evangeliche, l’estremista che ha promesso di «riportare Dio nel Palacio Quemado».

Presidente del Comité Cívico della città di Santa Cruz, Camacho è stato il primo a convocare uno sciopero regionale, basato su quella che considerava una “enorme frode” nelle elezioni, ma le sue iniziative hanno iniziato rapidamente a svolgersi a livello nazionale.

Camacho è il proprietario del Grupo Empresarial Nacional Vida S.A., che possiede investimenti diretti o indiretti in società come Conecta, Tecorp, Xperience, Fenix ??Seguros, nonché Nacional Seguros Vida, della Metropolitan Clinic of the Americas project. È stato documentato che alcuni di quegli investimenti sono coinvolti nello scandalo dei cosiddetti “Panama Papers”, dove sono raccolti i dati sull’evasione valutaria nei paradisi fiscali centroamericani. Leggi tutto “La situazione in Bolivia dopo il golpe”

Gruppi evangelici sono le nuove armi degli Stati Uniti per i colpi di stato in America Latina – com Enrique Dussel

Il filosofo e teologo Enrique Dussel, sostiene che gli Stati Uniti propiziano una “guerra santa” per provocare rovesciamenti nella regione. “Si propone che l’uomo lasci le abitudini e costumi ancestrali e si impegni a lavorare ed entrare nella società consumistica borghese”. La sua riflessione.

Non ci sono arnesi intellettuali sufficienti per analizzare la guerra santa che sta usando Stati Uniti per sostenere colpi di stato nei paesi dell’America Latina. Così si può riassumere la tesi di Enrique Dussel, accademico, filosofo, storico e teologo, nell’analizzare il rovesciamento di Evo Morales in Bolivia ed il panorama politico regionale.

Intervistato dalla giornalista messicana Carmen Aristegui e replicando per il portale Explicito, Dussel ricorda che “Bolivia era il paese più povero assieme ad Haiti, ed ha aumentato la sua percentuale di ricchezza come nessun altro. Nessuno poteva aspettarsi una reazione proprio lì. Un primo tema è come reaziona un settore di classe che essendo stato nella povertà e grazie ai governi progressisti ingressa ad una classe media. Hanno altre aspirazioni che non sono uscire dalla povertà. C’è un cambio nella soggettività. Si passa alla soggettività consumista che crede che certi progetti di destra possano risolvere le loro nuove aspirazioni”. Leggi tutto “Gruppi evangelici sono le nuove armi degli Stati Uniti per i colpi di stato in America Latina – com Enrique Dussel”

Bolivia. Rulli di tamburo per La Paz – di Domenico Gallo

“Rulli di tamburo per Rancas” è uno dei più avvincenti romanzi-verità che ci siano giunti dall’America Latina. È una vera e propria epopea con al centro le sofferenze di una comunità di campesinos delle Ande Centrali, derubati della terra e dei mezzi di sussistenza dall’avidità di una multinazionale americana, la Cerro de pasco corporation sostenuta dall’oligarchia bianca locale, per i cui interessi – scrive l’autore Manuel Scorza – vennero inaugurati tre nuovi cimiteri. La multinazionale si appropriava del territorio, costruendo un recinto che avanzava con voracità incontenibile: «Nove colli, cinquanta pascoli, cinque lagune, quattordici sorgenti, tre fiumi così impetuosi che non gelano neanche d’inverno, cinque villaggi, cinque cimiteri, si inghiotti il recinto in quindici giorni. [..] I  viaggiatori, costretti a pernottare a Rancas, mormoravano che il recinto non era opera di cristiani, che spuntava nello stesso tempo in dozzine di casali, che ben presto sarebbe entrato nei villaggi e persino nelle stanze. Bruscamente il recinto sbucò 20 chilometri più in là accanto a Villa de Pasco…». Leggi tutto “Bolivia. Rulli di tamburo per La Paz – di Domenico Gallo”

Lula è libero, svolta in Brasile – di Claudia Fanti


La folla in attesa dell’uscita di Lula dal carcere – foto LaPresse

Da IL MANIFESTO

Lula livre, finalmente. Alle 16.15 di ieri (ora locale), il giudice Danilo Pereira Júnior del 12° Tribunale federale di Curitiba ha disposto la scarcerazione dell’ex presidente, il giorno successivo alla sentenza della Corte suprema sull’incostituzionalità dell’arresto dopo la condanna in secondo grado. E appena un paio d’ore dopo ha potuto varcare i cancelli del carcere di Curitiba, in diretta tv, accolto dall’abbraccio di centinaia di suoi sostenitori che nel frattempo si erano radunati lì davanti.

DALLA CELLA in cui ha passato gli ultimi 19 mesi della propria vita, Lula non esce con un umiliante braccialetto elettronico, né con restrizioni di alcun genere. Neppure, è vero, con la sua «innocenza riconosciuta al 100%» come avrebbe voluto – per questa bisognerà aspettare, perlomeno, l’esame da parte della Corte suprema della richiesta di annullamento del processo sul caso Triplex, per cui è stato condannato in primo e secondo grado, avanzata dai suoi legali sulla base dell’accusa di parzialità nei confronti dell’ex giudice Sergio Moro -, ma comunque con la possibilità di viaggiare per il paese e di riprendere l’attività politica.

È stata una decisione attesa a lungo, quella adottata giovedi dal Supremo tribunale federale, anche a fronte dell’incertezza giuridica che ha regnato, a tale riguardo, dal 2016. Da quando, cioè, la Corte Suprema – sotto la spinta dell’inchiesta Lava Jato, allora con il vento in poppa -, aveva deciso a stretta maggioranza – 6 voti contro 5 – di autorizzare l’esecuzione provvisoria della pena già dopo il secondo grado di giudizio, voltando così le spalle alla giurisprudenza che, in linea con il dettato costituzionale, consentiva l’arresto solo nel momento in cui la sentenza fosse passata in giudicato. Leggi tutto “Lula è libero, svolta in Brasile – di Claudia Fanti”

Le missioni (militari) fantasma che… – di Gianluca Cicinelli

… rendono la democrazia italiana un fantasma

di Gianluca Cicinelli

Non è per niente normale che i militari italiani siano impegnati in missioni “fantasma” nascoste all’opinione pubblica.

I militari italiani intervengono in parti del mondo in cui non siamo impegnati da trattati internazionali, né quello per la Nato né altri. A conoscenza di queste missioni sono soltanto il governo in carica, che le decide, e gli alti comandi militari, che le eseguono. I cittadini non ne sanno niente. Lo abbiamo scoperto solo dopo l’attentato dell’Isis in Iraq dove sono rimasti feriti cinque nostri soldati. Come si sa la Costituzione prevede che i trattati internazionali non siano soggetti a referendum, quindi non ci sarebbe nemmeno motivo di temere che il malcontento popolare metta a repentaglio tra un governo e l’altro il rispetto di accordi presi in precedenza. Mentre l’articolo 11 della Costituzione continua a ricordarci che «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali ….». Leggi tutto “Le missioni (militari) fantasma che… – di Gianluca Cicinelli”

Una lettura – di Erri De Luca

Termino la felice lettura di “Il buio oltre la siepe”, romanzo della scrittrice americana Harper Lee, pubblicato nel 1960. Il titolo originale “To kill a Mockingbird”, uccidere un uccello motteggiatore o uccello mimo, significa anche uccidere un’innocenza, una ingenuità. Se ne ricavò un magnifico film che vidi da ragazzo e mi resta ancora impresso a sprazzi.
In un passaggio il protagonista Atticus Finch parla a sua figlia bambina che gli ha chiesto: ”Tutta la gente pensa di avere ragione e che tu abbia torto”. Leggi tutto “Una lettura – di Erri De Luca”

Termine di Olimpiadi – di Erri De Luca

Calcolo le lunghe pene detentive in Olimpiadi, invece che in anni. 26 annate, 104 stagioni, sono una cifra astratta, smisurata all’interno, scarsa di peso fuori. Chi esce da così lunga assenza trova intatto il pubblico rancore legato al suo nome e alla sua colpa.

Perciò conto la durata della clausura in Olimpiadi, sei e mezzo, salvo prolungamenti e tempi supplementari.

Chi esce: finora quasi mille non hanno alcun percorso di uscita. Buttata la chiave, si dice, ma è più preciso dire che la chiave è ben conservata, invece è la vita a essere buttata. La nostra Costituzione non lo consente. Qualunque pena, anche la più grave, serve al tentativo di riabilitare alla vita associata il condannato. Per la nostra Costituzione nessuna persona può essere dichiarata relitto civile permanente. Leggi tutto “Termine di Olimpiadi – di Erri De Luca”

Nodo – di Erri De Luca

errideluca

Sono stato a un incontro in un liceo, tema: padri e figli. Ne conosco la metà, non sono genitore. Ho imparato da figlio e continuo così.
A uno scrittore si usa assegnare l’improprio titolo di “maestro”. A meno che non svolga la professione dell’insegnamento, è abusivo.
Non so se sia suggerito nel mio caso dall’età avanzata, comunque lo correggo puntualmente. Resto allievo, cerco di imparare ogni giorno. So che nel frattempo ho dimenticato molto di quanto appreso in precedenza, dunque il mio bagaglio non aumenta, anzi diminuisce. Però si rinnova.
Imparo dagli esempi. Mio padre voleva interessarmi all’arte, senza impartire lezioni, ma provando a incuriosire. Cercava di suscitarmi la meraviglia.
In una remota gita di un secolo fa al colonnato del Bernini in piazza San Pietro, mi portò nel punto in cui si vede una sola fila, per allineamento perfetto delle altre colonne dietro. Ottenne il mio stupore. Leggi tutto “Nodo – di Erri De Luca”