Torna a soffiare il vento di Riace – di Alex Zanotelli

Riace 2018. Foto di Roberta Ferruti

Il legame con Riace nasce in occasione del campo di lavoro che abbiamo fatto da quelle parti, i primi dieci giorni dell’agosto scorso, con un gruppo del Gim (Giovani impegno missionario) dei missionari comboniani. In breve tempo, siamo entrati in sintonia con i migranti, con Mimmo Lucano e con l’esperienza di Riace. Quando lo abbiamo invitato a parlare ai giovani, Mimmo si è commosso e ci ha detto che avrebbe iniziato un digiuno a oltranza per sollecitare il ministero degli interni a erogare i fondi dovuti per il funzionamento dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Siamo rimasti sempre in contatto e abbiamo vissuto da vicino l’iniziativa giudiziaria della Procura di Locri sulla gestione dei progetti d’accoglienza dei migranti e gli arresti domiciliari che Mimmo ha dovuto subire in ottobre. In seguito ha avuto il divieto di dimora a Riace e ora vive a Caulonia, piccolo centro dell’Alta Locride. È inconcepibile che un uomo che ha fatto del bene sia stato trattato in questo modo e la sua opera devastata. In questi mesi molti migranti se ne sono andati da Riace – dei trecento che erano ne sono rimasti una sessantina – e l’opera di accoglienza e di integrazione, che è stata e che può tornare a essere un esempio per tante realtà italiane, è stata di fatto smantellata. Leggi tutto “Torna a soffiare il vento di Riace – di Alex Zanotelli”

Caos geopolitico e lotta di classe – di Raul Zibechi

La possibile guerra interna e internazionale che si prepara in Venezuela avrebbe drammatiche conseguenze per un “popolo” già stremato, manipolato e strumentalizzato da grandi interessi geopolitici ma avrebbe effetti altrettanto rovinosi per tutta l’América Latina. Quella crisi induce Raúl Zibechi a formulare alcune considerazioni più generali sul caos di lungo periodo che si profila. Per chi sta in basso, c’è un evidente problema creato dalla mancanza di rappresentanze politiche – un elemento, questo, non solo negativo – che però, in un momento tanto difficile, si accompagna a forte dispersione, carenza di dialogo e apprendimento reciproco nel campo popolare. Per i governi, cresce la tendenza demagogica “anti-sistema” ma conservatori e progressisti sono uniti nel tentativo di soffocare le autonomie de los de abajo, le sole in grado di uscire dal caos creando mondi nuovi ostili al dominio del capitale e alla governabilità che gli è necessaria. Non è comunque sui governi che si gioca lo scontro più rilevante: nessuna transizione della storia è mai stata fatta dall’alto.

di Raúl Zibechi

La crisi venezuelana può concludersi con una guerra civile e internazionale se non si riesce a frenare il rampante militarismo di quelli che vogliono rovesciare il governo di Maduro facendo appello a un colpo di Stato che completi la destabilizzazione promossa da Washington. Sarebbe un disastro per i venezuelani e per tutta la regione.

Dal punto di vista dei princìpi, il non intervento negli affari interni di altri paesi è una questione fondamentale. Il rispetto della sovranità nazionale è assolutamente indipendente dalla posizione che ognuno ha su quanto succede in un paese, sulla natura di un governo e sulla qualità delle sue istituzioni. Leggi tutto “Caos geopolitico e lotta di classe – di Raul Zibechi”

La platea – di Erri De Luca

Mentre insistono misure di ostruzionismo contro chi emigra in Italia, gli Italiani se la stanno squagliando. Nel 2018 altri centoventimila nostri sono diventati altrui, prendendo residenza oltre confine. La gran parte è di età inferiore ai 44 anni.
Si aggiungono agli altri CINQUE MILIONI di iscritti al registro degli espatriati. Fratelli d’Italia, l’Italia si svuota, dell’elmo di Scipio non sanno che farne.
Insieme all’astinenza delle gravidanze e al conseguente invecchiamento della popolazione, si va formando l’immagine di uno spettacolo teatrale con una platea che si dirada, durante la recita di una commedia scadente.
Gli attori sulla scena, compresi nella loro parte, si sforzano di pronunciare con piglio da guitti le battute mediocri del suggeritore, senza accorgersi che gli spettatori in sala si avviano all’uscita.
La platea Italia è in via di evasione, mentre il guitto scruta l’orizzonte e strepita che vede un’invasione. Leggi tutto “La platea – di Erri De Luca”

Il grido della Terra, il grido dei poveri – 15-17 febbraio, Certosa 1515, Avigliana (TO)

Brasile: la sconfitta della democrazia – I parte

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Prima delle tre puntate dedicate ad analizzare il sorprendente, ma non troppo, trionfo di Jair Bolsonaro, che dal 1 gennaio è divenuto il nuovo presidente del Brasile. Al Planalto siede un uomo di ultradestra, razzista e pericoloso.

di Luigi Eusebi

Nel 1933 Adolf Hitler raggiunse il potere in Germania con un voto democratico. A fine 2018 l’ex capitano dell’esercito Jair Bolsonaro è stato eletto presidente del Brasile, ottenendo 57,4 milioni di voti, su 147 milioni di elettori. L’avversario nel secondo turno, rappresentante del PT (Partito dei Lavoratori), ex-ministro dell’educazione, ex-sindaco di San Paolo, nonchè professore universitario, Fernando Haddad, ha ricevuto 47 milioni di voti. Se si conteggiano 31,3 milioni di astenuti, 8,6 milioni di voti annullati e 2,4 milioni di voti in bianco, quasi 90 milioni di brasiliani non hanno votato per Bolsonaro. Molti si sono chiesti come sia stato possibile che dopo oltre 30 anni di teorica democrazia sia stato eletto presidente un oscuro, grezzo, mediocre deputato federale, palesemente non preparato, favorevole alla tortura e all’uccisione di prigionieri e oppositori, difensore della dittatura militare che ha soggiogato il paese per 21 anni. Nulla avviene per caso! Vari fattori si sommano nell’ascensione di Bolsonaro, sconosciuto fino a pochi mesi prima delle elezioni. Leggi tutto “Brasile: la sconfitta della democrazia – I parte”

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