Appello – Acqua: ripubblicizziamo, dal basso! – di Alex Zanotelli

Napoli, 24/04/2012

Oggi, 24 aprile, Giornata mondiale  delle ripubblicizzazioni, abbiamo voluto celebrare insieme (Comitati campani dell’acqua e Comune di Napoli), nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, la nascita di ABC (Acqua Bene Comune)-Napoli. Lo abbiamo fatto in un’intensa giornata di studio con la presenza sia dei comitati acqua coordinati da Consiglia Salvio, sia del Comune rappresentato dal Sindaco L. De Magistris, nonché dal presidente di ABC prof. U. Mattei e dall’ex-assessore all’acqua, prof. A. Lucarelli. “Napoli è l’unica grande città in Italia – così ha aperto i lavori il Sindaco – ad aver obbedito al Referendum.” Infatti, grazie alla forte pressione del comitato acqua, il Comune di Napoli ha deciso di trasformare l’azienda che gestisce la propria acqua, ARIN Spa, trasformandola in ABC-Napoli, azienda speciale che per sua natura, non può fare profitto. È quanto prevede il Referendum del 2011, che ha sancito che non si può fare profitto sull’acqua.
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Obama punta sull’atomica. In Italia.

Le B61 sono ordigni americani ma conservati negli arsenali Nato europei. Tra cui l’Italia. Sul nostro territorio ci sono ancora bombe nucleari. E i cacciabombardieri F-35…

di Luciano Scalettari

Oggi su www.famigliacristiana.it

Undici miliardi di dollari per ammodernare 200 ordigni nucleari tattici (noti con la sigla B61) per trasformarli in “bombe atomiche intelligenti”, cioè teleguidate. La rivelazione proviene dal quotidiano britannico Guardian. Non solo. L’ingente investimento del Pentagono servirebbe a rendere questi missili nucleari sganciabili dal caccia invisibile di ultima generazione F-35.

E qui entra in ballo l’Italia, dato che il nostro Paese ha il piano – fortemente contestato nei mesi scorsi dalle associazioni pacifiste e della società civile – di acquistare 90 di questi cacciabombardieri di ultima generazione.

Il Guardian, paraltro, accusa Barak Obama di “voltafaccia” rispetto agli impegni presi nel 2010 di disarmo nucleare (accusa respinta dagli Stati Uniti perché – secondo l’amministrazione americana – rendere teleguidati i missili rappresenta soltanto, «un significativo cambiamento», per cui «non viola gli impegni del 2010»).
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Cena di solidarietà per la scuola St. John, Korogocho – Nairobi (Kenya)

Sabato 4 maggio 2013 alle ore 20,00 presso la Casa della Solidarietà in via delle Poggiole 225 a Lucciano – Quarrata (PT)

cena di solidarietà

a sostegno del progetto scuola St. John di Korogocho, Nairobi (Kenya), per facilitare la frequenza scolastica di bambini di strada

menu:
misto crostini; pasta fatta in casa al sugo di folaga; arrosto di faraona e prosciutto in forno a legna; contorno di patate al forno e verdure miste; dolci della Casa.

il contributo è di € 20,00 (adulti); € 10,00 (bambini)

Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione entro giovedi 2 maggio.
Telefonare allo 0573 750539 ore serali. Mariella cell. 3332654911, Patrizia  cell. 3392349201

In Dialogo, numero 99

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Notizie dal progetto di Giovanni Baroni, Gravatá (Brasile)

Notizie dal Progetto a sostegno delle comunità contadine per la realizzazione dell’agricoltura familiare a conduzione biologica della regione di Gravatá (stato di Pernambuco), Brasile.
Responsabili: Giovanni e Macione Baroni
Sostegno annuo al progetto euro 16.000,00

Carissimi amici della Rete Radié Resch,
approfittiamo di questo periodo pasquale per condividere con voi un breve testo sulle azioni e attività dell’Operazione Remigio Colombo nel Nordest brasiliano. Stiamo vivendo un periodo di siccità, forse il più grave degli ultimi sessanta anni. La nostra gente del sertão e della regione agreste soffre  immensamente in questo momento di scarsità d´acqua, e anche le comunità nelle regioni ricche di sorgenti, già ora in via di avanzato prosciugamento, aspettano l´arrivo delle piogge. I nostri agricoltori che producono alimenti hanno aspettato invano le piogge durante la quaresima come ogni anno per piantare il granturco e i fagioli. Perfino le riserve d´acqua delle cisterne sono vicine alla fine e i governi municipali le stanno rifornendo precariamente con le autobotti. I prezzi dei prodotti alimentari sono raddoppiati e assistiamo a litigi per l’uso di acqua per il bestiame. E noi cosa stiamo facendo per affrontare assieme questa situazione?
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Ancora una vittima tra i militanti del Movimento Sem Terra (MST)

Ieri mattina Fábio dos Santos Silva, dirigente del MST (Movimento Sem Terra – Movimento dei lavoratori rurali senza terra) nello stato di Bahia (Brasile), è stato assassinato con 15 colpi di fronte alla moglie e al figlio, mentre andava in macchina verso Palmeirinha, vicino a Iguaí. Secondo la testimonianza della moglie, una moto si è accostata alla macchina e Fabio è stato ucciso. Il dirigente MST era stato minacciato di morte. In quella regione il latifondo non accetta la democratizzazione della terra né la presenza dei tre insediamenti e dell’accampamento esistenti nella zona.
Fabio, che è stato anche candidato a consigliere per il PT (Partido dos Trabalhadores – Partito dei Lavoratori) della regione, è stato un grande lottatore. Come tutti i militanti del MST voleva vedere la Riforma Agraria realizzata.

Post-elezioni

30 marzo 2013
Il vostro rompi-scatole (padre Puglisi, prima di essere ammazzato dalla mafia, era solito andare a parlare ai ragazzi nelle scuole di Palermo. Si presentava nelle sale con una scatola di cartone vuota, dopo qualche attimo di smarrimento, i ragazzi gli chiedevano: a cosa le serve? Lui, la metteva gentilmente sul pavimento per poi soltarci sopra e romperla. Di fronte ai ragazzi attoniti iniziava la sua conversazione e si presentava dicendo: Sono: un “rompiscatole”. Non scrivo ciò per paragone, ma per dare valore ad un uomo molto, troppo dimenticato, e perché mi è sempre apparsa come una battuta simpatica, diretta, senza mediazione.
La situazione politica attuale è da “senza parole”. Ho cercato nel sacco, ho esplorato con stupido puntiglio il fondo, per vedere se mai fosse che tra i cordonosi grovigli delle cuciture la juta non ne nascondesse qualcuna: non ne ho travata una che è una.
Così sono senza parole. E del resto non ci sono parole per cantare il glorioso incanto di questo doppio miracolo: quello di un paese che dopo vent’anni di interessi privati, arricchimenti personali, corruttela, bolge sessuali, fallimento completo nell’azione di governo vota al 30% per una destra scandalosa; quello di un Paese che, vota al 30% la coppia comico-guru.
Prima domanda: chi ha giocato bene la sua partita? Chi sono i suonatori di pifferi, e così condurre, trascinando nel baratro, la politica italiana?
Sono sfinito dall’ascoltare il ciarpame politico di queste settimane, dalla cecità di chi finge di credere che la mandria grillina, che ha “scoperchiato” la pentola della politica, possa accettare un comune disegno.
Il M5S, un miracolo non diverso dal berlusconismo che di nuovo oggi stringe alla gola, una massa che non si immaginava così smisurata. Di fronte a ciò cosa si doveva e si deve fare?
Bersani ha giocato la carta dell’ipotetica spaccatura dei gruppi parlamentari, facendo errori talmente evidenti che i “falsi giovani” di cui si è circondato non hanno avuto la capacità di consigliarlo. Siamo ancora nell’era del “Capo”.
1- parché invece di spaccarli sulla candidatura a presidente del senato di Grasso (vorrei qui spiegare chi è, mi astengo, lo farò eventualmente se sollecitato, ma non posso non ricordare la sua telefonata alla trasmissione di Santoro sulle analisi di Travaglio sul suo conto. Chi si comportava così: Berlusconi! Lo ha voluto emulare,ma ha fatto solo il “Berluschino”. La seconda carica dello stato che si abbassa a tanto, a tanto da rifiutare poi un confronto. E’ questa la novità che abbiamo portato?) non ha proposto al M5S la presidenza, come primo atto “reale” di essere credibile per un inizio di cambiamento? Tutti sappiamo chi è attualmente in Italia il primo partito? Il M5S! Il PD ha vinto alla Camera come coalizione non come partito!
Grillo aveva detto che un governo Bersani non l’avrebbe mai appoggiato. Questa mossa poteva aprire la “possibilità” di un dialogo. Niente avanti tutta, ma dove?
Ricordiamoci che quando trionfa la seduzione del capo carismatico, la ragione effettiva dello scacco della politica è sempre nella mancanza di una sinistra di popolo capace di dare rappresentanza ad un mondo subalterno. Grillo e riuscito a saldare le istanze del ceto medio cognitivo -rete, partecipazione dialogica, sensibilità ambientale- con l’immaginario dei ceti popolari -lotta ai costi, agli sprechi, ai potenti degli apparati… sic. La sinistra si è illusa sulla capacità salvifica dei gazebo e ha trascurato lo spirito di ribellione contro le forme della politica e il bisogno di una radicale rottura con le politiche europee che in nome del rigore spegnevano la vita delle persone.
Se non si rimette subito in campo una autocritica effettuale della sinistra, non è possibile dare una forza di massa alla lotta contro le fasulle scorciatoie dei caricaturali populismi di questo nostro terzo millennio.
Più che la forza del comico capace di incantare urlando contro partito e sindacati é la debolezza della sinistra nella cura dei ceti popolari a dover preoccupare circa le sorti della democrazia.
Ricordo di avere letto questa statistica sul voto operaio: 48% al M5S, 28% al PDL, 21% al PD!
Riguardo a noi, al PD, mio dio, noi che nemmeno per un secondo abbiamo capito -immobili nelle nostre certezze- quanto fossimo lontani dal mondo nel quale tuttavia viviamo. La mazzata è stata da tramortire. Non ci resta che la via di un radicale rinnovamento, che incida anche su una dirigenza supponente, finalmente da liquidare.
Anche qui da noi in Toscana, nel silenzio del paludoso potere, dalle muffe politiche é nato un fungo che rappresenta circa il 25% delle persone, impensabile, incredibile ma reale. La società, sta cambiando, la Toscana è cambiata, continuare a tenere la testa sotto la sabbia per vivere di rendita, forse per un’altra legislatura dove può portare?
Termino augurandovi una buona Pasqua, e prendendo a prestito dal papa Francesco ciò che mi ha colpito più di tutto tra le tante sue dichiarazioni “novità”: rivolgendosi alla gerarchia, ai parroci, gli ha esortati a “pascere” la loro pecore, che non significa portarle stupidamente al pascolo, a mangiare, ma averne cura, avere attenzione, condividere, renderle partecipe fino a “contaminarsi con il loro odore”.
Buona Pasqua.

Lettera di padre Stefano da Korogocho-Nairobi, Kenya

Sabato Santo, 30 Marzo 2013

Carissimi,
come sempre arrivo sempre all’ultimo momento a farmi vivo e farvi gli auguri per questa nuova Pasqua di Resurrezione. Lo faccio nel giorno del silenzio, il Sabato Santo, quando davvero tutta la terra rimase e rimane col fiato sospeso, in attesa di qualcosa, non lo sa nemmeno lei cosa. Nel cuore di ognuno c’e’ la speranza, la certezza, o semplicemente qualcosa di indefinito che ci dice: “Non puo’ essere finita cosi’”. E attendiamo…
Stanotte, leggendo il Vangelo, ci verra’ detto che le donne “si ricordarono delle parole di Gesu’”, e iniziarono la corsa dai discepoli per annunciare la notizia incredibile della Resurrezione. Il nostro comportamento post-pasquale dipende e dipendera’ da questo ricordare: ricordare cosa ci aveva detto Gesu’, ricordare chi siamo e come e per cosa siamo stati creati. Nella sera del Giovedi’ Santo, Giovanni ci diceva che “Gesu’, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amo’ sino alla fine… sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle sue mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzo’ da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi verso’ dell’acqua nel catino e comincio’ a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto”. Gesu’ era ben consapevole di chi fosse, si ricordava bene da dove veniva e dove stava andando, e questo ricordarsi della sua identita’ piu’ vera lo ha portato a compiere il gesto straordinario della lavanda dei piedi. Un gesto, come dice p. Fausti, che non e’ di umiliazione, ma di gloria: e’ la gloria di Dio nel suo splendore piu’ pieno, e’ l’esercizio del suo potere nell’unico modo possibile al nostro Dio.
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Frei Betto ad Agliana (PT) – mercoledì 20 marzo

La Casa della Solidarietà-Rete Radiè Resch di Quarrata e le parrocchie di San Piero Agliana, Santomato e Stazione di Montale
invitano
Mercoledì 20 Marzo alle ore 21 presso la Chiesa Parrocchiale di San Piero, Piazza Gramsci, Agliana (PT) (da dove parte la Marcia della Giustizia)
all’incontro-dibattito con

Frei Betto, domenicano brasiliano, teologo, scrittore

che parlerà sul tema:

Giovani e partecipazione, nuove forme di cittadinanza per una politica di giustizia, sulle orme di mons. Oscar Romero

L’arte di ascoltare la musica – con Franco Salvini

ascolto musica 2013

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