20a Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata – sabato 14 settembre 2013

20a Marcia per la Giustizia Agliana – Quarrata
Sabato 14 settembre 2013

“Diritti per tutti”

saranno presenti:

Cecile KYENGE, ministra dell’Integrazione
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera
Antonietta POTENTE, suora domenicana, Bolivia
Gherardo COLOMBO, presidente Garzanti Libri
Benedetta TOBAGI, giornalista e scrittrice
Wuer KAIXI, leader protesta piazza Tienanmen del 1989

Comunicato Stampa

Da cinque anni l’Occidente, e il nostro paese in particolare, sono alle prese con una depressione economica gravissima. Sotto i suoi colpi sono caduti uno dopo l’altro i dogmi liberisti su cui era stato edificato il nuovo ordine mondiale globalizzato. Fondata su questi ultimi, governata da oligarchie ostinatamente arroccate in loro difesa, l’Unione europea è nel marasma.
Il suo pilastro, l’euro, traballa, e rischia di essere la causa prima dello sfaldamento dell’Unione. Anche in Italia è aperta la battaglia tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento.
Emerse in modo impetuoso nelle recenti elezioni, queste ultime si trovano davanti alla sfida più grande: governare il paese per portarlo fuori dal marasma in cui l’hanno ficcato le classi dirigenti e il loro personale politico.
Ma qual è l’alternativa al disordine, alla disoccupazione, alla miseria e alla disperazione che afferrano la maggioranza dei cittadini? Quali sono le misure di trasformazione più urgenti? E’ possibile superare la crisi? E pensabile uscire dal marasma senza riconquistare sovranità politica e monetaria?

Eppure, il principio della condivisione dei beni della Terra e dell’equa distribuzione del benessere deve essere fondamento imprescindibile dell’economia. Non deve più accadere che organismi privati, agenzie di rating al servizio degli interessi speculativi di chi costruisce il suo benessere scommettendo sul debito e sulla debolezza altrui, rastrellando ricchezze senza contribuire in nulla al progresso dell’umanità, decidano sulle sorti di interi paesi e sulla vita di centinaia di milioni di esseri umani. Le decisioni essenziali della politica devono avere la più ampia partecipazione, soprattutto quando riguardano la gestione di beni essenziali come il cibo, l’acqua, l’istruzione, la salute, l’energia, l’ambiente e non possono rispondere esclusivamente alle regole del profitto. La gravità dell’attuale situazione che vede intrecciarsi sullo scenario globale una crisi finanziaria, una crisi sociale e una crisi ecologica, richiede una svolta culturale e morale per costruire un futuro migliore
I soldi per una rivoluzione sostenibile ci sono. Sono solo 12 milioni le persone su 7,1 miliardi di abitanti della terra, che hanno una ricchezza pari a 46.200 miliardi di dollari (più della metà del Pil mondiale).

Anche con la crisi, i super ricchi continuano a non passare di moda. L’uguaglianza è un valore cui pochi, almeno a parole, sarebbero disposti a rinunciare. Eppure lo sappiamo, ci sono alcuni più uguali degli altri. E sono in aumento.
I più uguali di tutti hanno ormai raggiunto il ragguardevole numero di 12 milioni di individui: all’incirca, ironia della sorte, la popolazione della Grecia, lo 0,15% della popolazione del mondo.
Ciascuno dei quali ha una disponibilità liquida di almeno 5 milioni di dollari.
Non pensi che la “politica”, quella vera, non quella della gestione del potere, debba tornare ad avere la regolamentare e gestire la finanza?
Dipende da ognuno di noi.
Diritti per tutti significa principalmente creare una società all’interno della quale tutti possano viverci con dignità, partendo dai diritti essenziali: scuola, salute, lavoro, integrazione, relazione ecc…

Note organizzative

Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci – Arrivo a Quarrata – Piazza Risorgimento ore 21
Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
E-Mail: rete@rrrquarrata.it – casasolidarieta@rrrquarrata.it – www.rrrquarrata.it

Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata.
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti

Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.

La superbia della politica

6 agosto 2013
Sabato 28 luglio sono stato invitato da un circolo del PD di Prato alla loro festa per introdurre e intervistare la senatrice Laura Puppato.
E’ stata una soddisfazione e una crescita, conoscerla e ascoltarla. Si é espressa con serenità e dolcezza, ma allo stesso tempo con chiarezza, presentando serie argomentazioni su una serie di suoi comportamenti in aula: ha votato No, contro il governo delle larghe-attese; contro la TAV, Torino-Lione, dopo essersi documentata ed essere andata più volte in Val di Susa. Il confronto costi-benefici é veramente vergognoso, come le bugie scritte e parlate per sostenerla; No contro l’acquisto degli F35, leggendo nel suo intervento il programma elettorale del PD, e spero non ultimo, un No chiaro e secco alla salvezza di Alfano. Che dire, niente male, eh?
I senatori modenesi e tutti gli emiliano-romagnoli come hanno votato quando il ministro Lupi, ha tolto 10 milioni di € dall’ emergenza terremoto per spostarli nell’emergenza Val di Susa-TAV, a sostegno delle forze dell’ordine lì impegnate? Lo sapevate? E’ stata sempre la Puppato che lo ha ricordato. Intervenendo sulla TAV.
I deputati modenesi e emiliano romagnoli, come hanno votato? Hanno informato? Se la gente che “abita” il terremoto ne fosse a conoscenza cosa succederebbe? Se non ne è a conoscenza ciò è gravissimo! I sindaci lo sanno? Se si, come si sono comportati?
Sabato 3 agosto, questa volta niente inviti, sono stato -con grande soddisfazione- a Firenze, nella meravigliosa cornice di piazza S. Croce ad ascoltare il 32° canto dell’Inferno, commentato da Benigni. Anticipato da 25 minuti di satira (realtà, purtroppo) politica attuale. Un’apoteosi… Alcune battute: fa più caldo all’inferno o nel governo Letta? Scontri in piazza davanti a palazzo Ghigi fra i pro e i contro Berlusconi: era Letta che si schiaffeggiava da solo. Bersani sapeva che Renzi avrebbe vinto a mani basse, ma era la sua unica occasione… lui che è per il Noi!
Domenica 4 agosto ore 17, palazzo Grazioli, manifestazione pro-B., 1.500 persone pagate presenti all’ascolto del nulla…
Domenica 4 agosto ore 21, Bosco Albergati-Modena, presente Bersani. Preoccupazione in casa PD per un eventuale flop di presenze. Grande attività d’informazione e mobilitazione per un nuovo ascolto del nulla…
Sempre domenica 4, é riportato con molta evidenza e foto, un articolo sul quotidiano Prima Pagina, delle tre poltrone-stipendi che riceve il segretario attuale del PD modenese, Paolo Negro: di segretario provinciale, di presidente dell’ASP e di capo di Gabinetto del sindaco di Formigine. Anch’egli uno dei 100mila, stipendiati di “tutta” la Politica Italiana. Avete letto bene, tra enti, ruoli vari, consorzi ecc… sono 100mila. Sarà perchè é tutta la politica che ne usufruisce che intorno a ciò: silenzio assoluto. Potrei continuare: sulla riforma elettorale, sulla diminuzione dei deputati, senatori e consiglieri regionali, sull’abolizione reale delle provincie, perchè non cambia niente, nonostante la grande richiesta di ciò da parte della gente?
Perché tanta tracotanza, perché tanta superbia?
Già san Tommaso e sant’Agostino, consideravano la superbia il culmine di ogni male morale. Perché presuppone e contiene in sé la causa prima di una squilibrio successivo. Un’esagerata e folgorante visione di sé. Queste manifestazioni mediocri e grottesche sono sperimentabili ogni giorno, dai piccoli poteri fino ai grandi, attraverso forme di sopraffazione, di prevaricazioni meschine, persino banali: la tracotanza del politico che abusa del suo potere, la vanità che antepone l’ammirazione e il successo ad ogni altro obiettivo, e si riserva generose eccezioni, richiamandosi a “regole” da loro stessi scritte. Quando non entra direttamente nella “stupidità” e usa la minaccia del “lei-tu non sai chi sono io”?
Questa rappresentazione di sentirsi “tante cose insieme”: superbi, ne fanno il vizio pubblico più praticato in un paese come il nostro, che ha ancora una struttura feudale basata sulle caste e i piaceri. Molte sono le sembianze politiche che la superbia assume, come pretesa di superiorità, di classe, di purezza, di legittimità che gerarchizza le appartenenze e i diritti, operando secondo una logica selettiva e verticale. Di ciò abbiamo avuto un grande maestro, il signor B.
Ma attenzione, perché è un’energia diabolica che si attacca dappertutto, in quanto discrimina, separa, giustifica le divisioni, minando la coesione sociale nelle forme più impensate: dall’individualismo sfrenato, al fanatismo, alla xenofobia, all’omofobia, al razzismo. E’ la nemica del cambiamento e non accetta cambiamenti, fa concentrare sempre più su di sé, cariche, titoli e poteri, facendo diventare questi soggetti sterili e asociali.
Credo che la superbia sia un autentico pericolo per la comunità fondata sulla condivisione dei doveri, perché inquina il principio di solidarietà e di equità.
Ti illude di essere “già arrivato” al culmine, bloccando ogni ricerca ulteriore, recidendo il rapporto di rispetto verso glòi altri. Come se l’uomo fosse un “dio mancato”.
Proviamo insieme a seminare un seme virtuoso, cercando emozioni che nascono da un’equilibrata e attiva rappresentazione di noi stessi: empatia, umiltà, senso della responsabilità, agire efficacemente per il bene comune, rinunciare alla seduzione del potere, affrontare le prove, reagire con resilienza al dolore e alla sconfitta e capacità di farsi da parte.

Intervista a Nadia Urbinati – Gli attacchi alla ministra Kyenge: “Fanno paura i neri che hanno potere”

30 luglio 2013 – il Manifesto – intervista di Carlo Lania

Nadia Urbinati: «Per un razzista un nero non può appartenere alla leadership politica»
Gli insulti alla ministra dell’Integrazione Kyenge, ma anche le offese alla presidente della Camera Laura Boldrini e le violenze quotidiane contro le donne. «E’ come un coacervo di tutti i pregiudizi e soprattutto della relazione machista con le donne» osserva Nadia Urbinati, politologa e docente di Teoria della politica alla Columbia University di New York. Non proprio stupita dall’impennata di episodi di razzismo delle ultime settimane. «E’ da diversi anni ormai che parliamo e scriviamo di razzismo in Italia. Io ricordo alcuni anni fa, all’inizio del governo Berlusconi, numerosi casi di razzismo nei confronti degli immigrati, la campagna contro gli illegali e i boat-people. C’è stato un processo di consolidamento di pratiche e pregiudizi che è andato insieme alla depoliticizzazione delle relazioni pubbliche, rendendo la società più permeabile al razzismo.

Va bene, stiamo raccogliendo i frutti di venti anni di politica leghista sull’immigrazione. Ma il ministro Kyenge viene presa di mira in quanto donna e nera.
Ritengo che i pregiudizi si siano rafforzati in questi anni insieme alla decadenza della cultura civica e politica, perché il linguaggio si è privatizzato; invece che cittadini che si relazionano come estranei in uno spazio pubblico, ci scambiamo opinioni personali, le quali si accavallano senza cura alla forma del linguaggio, al fatto che esso può offendere e far male. Parlerei di decadenza del linguaggio della politica e di egemonia pubblica di modelli soggettivi di comportamento. Non mi stupisce per niente in questo senso il legame donne e etnia. Anche nella cultura americana è così. I pregiudizi si attraggono l’un l’altro, si accumulano. Negli Stati del Sud degli Stati uniti, o nella zone del Midwest dove è più forte il radicamento del partito repubblicano, questo connubio tra cultura contro l’affermative action, cioè contro le pari opportunità, si coagula con i pregiudizi contro i neri e tutte le minoranze che reclamano un trattamento comparato alla loro condizione di svantaggio.
Leggi tutto “Intervista a Nadia Urbinati – Gli attacchi alla ministra Kyenge: “Fanno paura i neri che hanno potere””

Petizione di Famiglia Cristiana – È ora di abolire il reato di clandestinità

Le parole e i gesti di papa Francesco a Lampedusa sono stati inequivocabili.
Parlando da quel lembo di terra che unisce l’Africa all’Europa, piangendo suquelle vittime innocenti seppellite sotto il mare, il Papa ci ha riportati dentro la storia.
Ci ha detto delle lacrime necessarie a essere uomini.
Ci ha indicato laprospettiva giusta per comprendere una condizione, quella dei migranti, che non è un’emergenza ma la “normalità”.

Com’è avvenuto per generazioni di italiani partiti per “la fine del mondo” in cerca di fortuna. Tra i quali vi erano anche i genitori dell’attuale Papa. E come continua ad accadere ai nostri giorni.Tra le tante conseguenze della visita del Pontefice nell’isola siciliana c’è stata quella di mettere a nudo l’assurdità di una legge, quella che prevede il reato di clandestinità, fatta «sulla pelle delle persone», come ha detto il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge.

Il reato di clandestinità è un reato crudele, che trasforma una condizione, quella di clandestino, in uno “stigma” e che solo il nostro buon cuore di “italiani bravagente” ha impedito che facesse ancora più danni di quelli che poteva fare. E che soprattutto non serve a nulla sul piano della pretesa sicurezza.
Leggi tutto “Petizione di Famiglia Cristiana – È ora di abolire il reato di clandestinità”

Diario di bordo della Carovana dello Ius Migrandi e documento finale del Festival della Libera Circolazione

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Fai clic QUI o sull’immagine soprastante per scaricare il diario di bordo della Carovana dello Ius Migrandi e il documento finale del Festival della Libera Circolazione (pdf, 1,5 Mb).

Lettera della Rete di Quarrata, luglio-agosto 2013

Leggi la Lettera mensile.

20a Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata

20a Marcia per la Giustizia Agliana – Quarrata
Sabato 14 settembre 2013

“Diritti per tutti”

saranno presenti:

Cecile KYENGE, ministra dell’Integrazione
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera
Antonietta POTENTE, suora domenicana, Bolivia
Gherardo COLOMBO, presidente Garzanti Libri
Benedetta TOBAGI, giornalista e scrittrice
Wuer KAIXI, leader protesta piazza Tienanmen del 1989

Comunicato Stampa

Da cinque anni l’Occidente, e il nostro paese in particolare, sono alle prese con una depressione economica gravissima. Sotto i suoi colpi sono caduti uno dopo l’altro i dogmi liberisti su cui era stato edificato il nuovo ordine mondiale globalizzato. Fondata su questi ultimi, governata da oligarchie ostinatamente arroccate in loro difesa, l’Unione europea è nel marasma.
Il suo pilastro, l’euro, traballa, e rischia di essere la causa prima dello sfaldamento dell’Unione. Anche in Italia è aperta la battaglia tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento.
Emerse in modo impetuoso nelle recenti elezioni, queste ultime si trovano davanti alla sfida più grande: governare il paese per portarlo fuori dal marasma in cui l’hanno ficcato le classi dirigenti e il loro personale politico.
Ma qual è l’alternativa al disordine, alla disoccupazione, alla miseria e alla disperazione che afferrano la maggioranza dei cittadini? Quali sono le misure di trasformazione più urgenti? E’ possibile superare la crisi? E pensabile uscire dal marasma senza riconquistare sovranità politica e monetaria?

Eppure, il principio della condivisione dei beni della Terra e dell’equa distribuzione del benessere deve essere fondamento imprescindibile dell’economia. Non deve più accadere che organismi privati, agenzie di rating al servizio degli interessi speculativi di chi costruisce il suo benessere scommettendo sul debito e sulla debolezza altrui, rastrellando ricchezze senza contribuire in nulla al progresso dell’umanità, decidano sulle sorti di interi paesi e sulla vita di centinaia di milioni di esseri umani. Le decisioni essenziali della politica devono avere la più ampia partecipazione, soprattutto quando riguardano la gestione di beni essenziali come il cibo, l’acqua, l’istruzione, la salute, l’energia, l’ambiente e non possono rispondere esclusivamente alle regole del profitto. La gravità dell’attuale situazione che vede intrecciarsi sullo scenario globale una crisi finanziaria, una crisi sociale e una crisi ecologica, richiede una svolta culturale e morale per costruire un futuro migliore
I soldi per una rivoluzione sostenibile ci sono. Sono solo 12 milioni le persone su 7,1 miliardi di abitanti della terra, che hanno una ricchezza pari a 46.200 miliardi di dollari (più della metà del Pil mondiale).

Anche con la crisi, i super ricchi continuano a non passare di moda. L’uguaglianza è un valore cui pochi, almeno a parole, sarebbero disposti a rinunciare. Eppure lo sappiamo, ci sono alcuni più uguali degli altri. E sono in aumento.
I più uguali di tutti hanno ormai raggiunto il ragguardevole numero di 12 milioni di individui: all’incirca, ironia della sorte, la popolazione della Grecia, lo 0,15% della popolazione del mondo.
Ciascuno dei quali ha una disponibilità liquida di almeno 5 milioni di dollari.
Non pensi che la “politica”, quella vera, non quella della gestione del potere, debba tornare ad avere la regolamentare e gestire la finanza?
Dipende da ognuno di noi.
Diritti per tutti significa principalmente creare una società all’interno della quale tutti possano viverci con dignità, partendo dai diritti essenziali: scuola, salute, lavoro, integrazione, relazione ecc…

Note organizzative

Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci – Arrivo a Quarrata – Piazza Risorgimento ore 21
Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
E-Mail: rete@rrrquarrata.it – casasolidarieta@rrrquarrata.it – www.rrrquarrata.it

Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata.
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti

Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.

Il PD e la vergogna dei suoi iscritti e votanti

23 luglio 2013
E’ duro credetemi continuare a “pensare”!
Non ci accorgiamo che in Europa la sinistra sta scomparendo, mentre in Italia è ormai alla “macchia”. I giovani non vedono nei partiti i canali capaci di rappresentare gli aneliti popolari e di stabilire alternative. Ho già ricordato in un mio scritto di vari mesi fa cosa previde il sociologo Robert Michels già nel 1911, i partiti progressisti si lasceranno addomesticare facilmente dalle delicatezze borghesi quando si convertono in governo. Cambiano il progetto del Paese per il progetto del potere, si allontano dai movimenti sociali e si avvicinano a quelli dei suoi antichi avversari, smettono di interrogare il capitalismo per proporre misure cosmetiche per migliorare la vita dei più poveri, o meglio, degli impoveriti.
Il capitalismo é in profonda crisi, nel suo sforzo per perpetuarsi, ignora le raccomandazioni dell’ONU per la crisi finanziaria, come chiudere i paradisi fiscali, e si nega di regolamentare il capitale speculativo. Le sue proposte sono pannicelli caldi, rammendi su panni vecchi. Hanno inventato il capitalismo verde per combattere la povertà attraverso programmi sociali compensatori, mai emancipatori, proponendo la libertà individuale per sicurezza, disprezza i movimenti sociali, criminalizza lo scontento popolare e le conseguenti manifestazioni.
Quando ci accorgeremo che il capitalismo rappresenta un progetto solo per una grande minoranza dell’umanità. L’ONU dice che ci sono 4 miliardi di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Viviamo in un sistema distruttivo, a quando tramutarlo in creativo?
I partiti sono chiamati a proposte alternative non a essere gestori della crisi economica. Devono sottolineare le carenze e le alternative. In caso contrario l’attuale insoddisfazione si tramuterà in rivolta. Sono esempi eloquenti le primavere arabe, la Turchia, il Brasile.
Si rendono conto che non possono tenere chiusa in gabbia la speranza?
Stiamo deglutendo quella che ci é stata presentata come una necessità per salvare il Paese: le Larghe Intese. Il PD, ammonito dai suoi sapientoni che lo ammaestrano a sussurrare, nei teatrini, mi raccomando, non nelle piazze! per non spaventare e a non indignare le quattro M -i Mercati, i Moderati, il Monti, la Merkel-, non accorgendosi che i più spaventati sono i precari, gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati, i nuovi poveri e quelli che lo vanno diventando, i piccoli imprenditori falliti e quelli che temono di fallire, e che i più indignati erano tutti questi e altri ancora che si guadagnano onestamente da vivere e hanno visto crescere il malcostume e la corruzione politica come l’unica pianta bene innaffiata nel campo assetato.
Chi scrive é dell’idea, su cui insiste cocciutamente, che senza chiarezza sui fondamenti si costruisce sulla frana, pronta a cedere alle prime piogge. Certo, cambiamento: ma che cosa, come, perché? O si incomincerà di nuovo con le prediche agli altri o si guarderà prima a se stessi, ai propri errori e alle proprie magagne interiori?
Dunque la ricostruzione deve incominciare da se stessi, dalla propria costituzione etica e dunque sociale.
Una sinistra che non serva ai più deboli non serve a niente. Ma questa é una scelta innanzitutto morale, che chiede molto a se stessi e alla propria effettiva pratica politica.
L’attuale governo, si è caratterizzato per i suoi continui “rinvii”. Sottostà a continui ricatti, digerisce bugie che anche un cieco e un sordo insieme intuirebbe. Venerdì 19 si é superato ogni limite. Alfano vittorioso e illibato, a tal punto che sono rimasti increduli anche i “suoi”! Letta non solo l’ha difeso -Alfano non si tocca- (Corriere 17-7) ha messo sotto il tappeto tutte le “plateali” verità uscite giorno dopo giorno, fino ad ora che scrivo. Re Giorgio, anche lui l’ha seguito a ruota pronunciando la magica frase: -Alfano non si tocca- (Unità, 19-7) continua a fare il presidente di una ormai già chiara “repubblica presidenziale”, iniziata nel novembre del 2011, avocando a se entrambi.
Udite udite, B. su Repubblica, 19-7, parlando ai suoi: “Non dovete fare nulla, lasciamo che a difenderci siano Napolitano e Letta”.Guai a nominare il nome di Re Giorgio. Incredibile! Il presidente del Senato si è fatto ancora una volta notare interrompendo un senatore che, badate bene, non offendeva, ma lo citava. Mentre quando lo ha più volte citato l’Enrico, nella sua difesa: dormiva!
Siamo ormai giunti oltre l’essere completamente narcotizzati, adesso é chiaro che siamo “Allettati”, nel senso di “stesi politicamente”.
Mi sto domandando ma chi è costui? E’ Enrico Letta o Gianni Letta o GiannEnrico Letta? Il primo figlio, il secondo nipote di Re Giorgio?
Lo zio lo coccola, B. lo caldeggia, Re Giorgio. gli ha dato l’immunità?
Tra lui e la sinistra c’é la stessa comunanza che esiste tra un terrestre e un marziano. Ha, insieme a molti “pari” , pidiellizzato il PD, ex-partito di sinistra, ex-partito di opposizione, ex-partito di lotta. diventato ormai un partito “trangenico”.
Che fare di fronte a tutto ciò e molto altro volutamente tralasciato?
Benigni sabato sera a Firenze prima di esibirsi nel Canto 23 dell’Inferno sull’Ipocrisia, ha spiegato la sorpesa fattagli dalla classe dirigente del PD. Votando PD, ho subito sperato in un governo delle Larghe Intese. Ma non pensavo che la sua classe dirigente, dopo la campagna elettorale fatta non potesse arrivare a tanto. E bravo il PD, che “ruba le mie attese politiche”, una meraviglia!
Una sola cosa è fattibile, cari iscritti e cari elettori del PD, mi rivolgo agli anziani, a coloro che hanno sofferto e creduto in valori veri: rivoltatevi! Mandate a casa questa classe dirigente. Anche se vi sembra di avere le ali spezzate, da questa classe dirigente indegna e assetata di potere. Fatevi venire la voglia di tornare a volare, per guardare in alto.
Mi rivolgo a voi giovani, che avete le ali spezzate dalla crisi economico-finanziaria, che avete tre doti fondamentali che noi di una certa età non abbiamo più: creatività, entusiasmo e trasgressione, uscite in strada, occupate i circoli, mettendo al centro i veri bisogni della gente, cacciando gli equilibristi della politica, coloro che non hanno mai lavorato, coloro che quando terminano gli incarichi vanno a ricoprire ruoli profumatamente remunerati, coloro che pur giovani arrivano senza nessun merito, solo perchè optati da “qualcuno”. Create l’imprevedibile, mettendovi a disposizione per tornare a “volare abbracciati” per farsi trascinare dal vento della creazione di una società più giusta che batte nei vostri petti. Solo così potrete affrontare le paure, superare i timori, mettere a tacere i dubbi, che non ti fanno sentire il soffio di quel filo di vento tanto esile quanto robusto, capace di sostenervi in questo nuovo viaggio.
Il volare abita i cuori di ogni uomo e di ogni donna, e pulsa insistentemente, quasi a voler pompare nuovo sangue per accellerare la guarigione di questa politica ormai “morta”.
Andate nei circoli, prendete la tessera per dare una nuova vita a questo partito, prendetelo in mano con cura come una madre allatta il proprio bambino appena nato. Solo così possono nascere e “volare” le nuove politiche che gli impoveriti attendono.

Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Caserta, 17 luglio 2013

CENTRO SOCIALE EX CANAPIFICIO: MOVIMENTO PER MIGRANTI E RIFUGIATI
Arriviamo a Caserta alle sei e mezza e la sala gremita di nigeriani, ghanesi, senegalesi impressiona da subito. E pensare che la sala era la sede di un laboratorio di musica. La sfida lanciata in un primo tempo dagli spazi a lungo inutilizzati dell’ex canapificio, infatti, era quella di creare luoghi di poesia libera e personale. Poi la promessa si è fatta più ambiziosa ed è iniziata la sfida, che di quella idea originaria mutuava gli intenti: assicurare spazi nuovi di espressione. Libera e personale. “Perché parlare di immigrati non è la stessa cosa che parlare con gli immigrati” affermano in diversi. E proprio questo bisogno che la propria voce venga ascoltata è rivendicato con forza da molti presenti che da subito dimostrano profonda e rara consapevolezza non solo delle problematiche vissute sulla propria pelle, ma anche del tessuto normativo italiano.
Tutto questo non deve meravigliare, così come l’inusuale, perfetta organizzazione assembleare dimostrata. I ragazzi del Movimento per migranti e rifugiati, infatti, si riuniscono, numerosissimi, una volta a settimana per affrontare le problematiche più varie. Non solo: la preparazione di uno sciopero, di una manifestazione, di una qualsiasi iniziativa è sempre preceduta da lunghi mesi di preparazione, di studio e dibattito perché – come spiega Gianluca, il promotore dell’iniziativa – tutti devono sapere, capire ed essere coinvolti in ciò per cui si protesta.
Conoscenza e consapevolezza, espressione e responsabilizzazione sono i punti di forza del movimento. Ma non si può non parlare anche di personalità carismatiche come Zongo (ex sindacalista del Burkina Faso) che racconta come adesso il centro conti più di tre mila utenti. I tesserati, invece sono circa 1.300 e, con un contributo annuo minimo di 3,00 €, provvedono – tra le altre cose – ad autofinanziare l’attività legale prestata da alcuni avvocati nelle beghe che ogni tanto possono coinvolgere qualcuno dei ragazzi del Centro.
Quello legale, d’altra parte non è l’unico servizio presente. Il centro sociale Ex Canapificio, infatti, oltre a gestire uno SPRAR, offre uno sportello informativo attivissimo; un ambulatorio medico in partenariato con l’ Università Federico II e – importantissimo – un servizio di aiuto, assistenza e protezione a favore dei soggetti sottoposti a tratta e sfruttamento lavorativo.
La riunione è finita e prima di mettersi a tavola tutti insieme, davanti al piatto squisito di mafè preparato da Mamadou, uno dei presenti osserva con imbarazzante acutezza come chi parla di immigrazione in Italia finisca sempre e soltanto col fare ideologia o isteria. In una parola, la questione immigrazione in Italia non è mai affrontata nei suoi termini reali, nelle difficoltà concrete.
Ma qui no, non all’ ex Canapificio, dove la vita e la realtà sono metro di lavoro, di osservazione, di lotta.

Daniele Frigerio, dei Carovanieri

Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Roma, 16 luglio 2013

Lasciamo Pescara alle 9. Arriviamo a Roma con discreto anticipo rispetto al primo appuntamento della giornata, la conferenza stampa al ministero dell’integrazione per presentare la carovana. Presente la Ministra Cecile Kyenge. Intervengono il sindaco di Matera che manifesta la sua soddisfazione per la scelta della sua città come sede del festival della libera circolazione. Franca fa una breve resoconto delle tappe già effettuate e annuncia quelle che mancano.
Daniele Frigerio, a nome della Carovana, legge un messaggio di solidarietà alla ministra Kyenge per gli attacchi che subisce dall’inizio del suo mandato, ma anche per le iniziative di stampo razzista con le quali èstata accolta a Sorrivoli e Pescara, ma anche per le parole oltraggiose pronunciate dal Vice presidente del Senato.
Nel tardo pomeriggio ritorno al ministero per una foto di gruppo e poi ci si prepara per il concerto di Villa Ada organizzato dall’Arci nel quadro della manifestazione “Roma incontra il mondo” che si conclude il 2 agosto. Dopo l’introduzione di Filippo Miraglia e il saluto del rappresentante del sindaco di Roma, interviene Daniele che legge e commenta rapidamente l’appello dela carovane. Franca ricapitola le tappe percorse e invita i presenti ad unirsi alla carovana.
Tra un passaggio e l’altro al ministero abbiamo potuto ammirare i fiori di Calderoli, poi finiti sull’altare di una chiesa di Roma dedicata alla Madonna del Buon Consiglio.

Daniele Frigerio, dei Carovanieri

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