Punto di osservazione – di Erri De Luca

È stata Pasqua di pattuglie in strada a contenere la voglia di uscire incontro alla festa di primavera. Ha costretto a ricordare di che giorno si tratta: la liberazione dalla morte del condannato alla crocefissione, la forza che rimuove la pietra del sepolcro e smentisce la morte.
Come non muore il seme sottoterra, invece si trasforma, germoglia, aprendosi la via verso l’aperto. È stata Pasqua di semina, di passi rimandati, ma non per questo fermi. Sono, al contrario, settimane di un intenso viaggio. Si sta dentro il proprio vagone mentre al finestrino scorre, invece del paesaggio, il tempo. Scorre il tempo di fuori, dei bollettini medici che sono i soli titoli che contano e sono pure titoli di viaggio verso una destinazione ancora incerta. Ma pure dentro lo stesso treno, continuano a esserci vagoni di prima, seconda e terza classe, dove chi ha meno spazio intorno e sta più stretto, ha più perdite e soffre più sconforto.

Leggi tutto “Punto di osservazione – di Erri De Luca”

La pandemia è una porta – di Arundhati Roy

Chi può usare ora il termine “diventato virale” senza rabbrividire un po’ ?
Chi può ancora guardare qualcosa – una maniglia di una porta, un recipiente di cartone, un sacchetto di verdure – senza immaginarlo brulicante di quelle gocce invisibili, vive, immortali punteggiate da ventose in attesa di fissarsi ai nostri polmoni?
Chi può pensare di baciare uno sconosciuto, salire su un autobus o mandare il bambino a scuola senza provare vera paura? Chi può pensare a un piacere ordinario e non valutarne il rischio? Chi di noi non è un epidemiologo ciarlatano, virologo, statistico e profeta?
Quale scienziato o medico non sta segretamente pregando per un miracolo?
Quale sacerdote – almeno in segreto – non si sottomette alla scienza?
E anche mentre il virus prolifera, chi non può essere entusiata per l’aumento del canto degli uccelli nelle città, dai pavoni che danzano agli incroci e dal silenzio nei cieli?
Il numero di casi in tutto il mondo questa settimana è cresciuto di oltre un milione.

Leggi tutto “La pandemia è una porta – di Arundhati Roy”

Lettera del Papa ai movimenti popolari

Ai fratelli e alle sorelle dei movimenti e delle organizzazioni popolari


Cari amici,
Ricordo spesso i nostri incontri: due in Vaticano e uno a Santa Cruz de la Sierra, e confesso che questa “memoria” mi fa bene, mi avvicina a voi, mi fa ripensare ai tanti dialoghi avvenuti durante quegli incontri, ai tanti sogni che lì sono nati e cresciuti, molti dei quali sono poi diventati realtà. Ora, in mezzo a questa pandemia, vi ricordo nuovamente in modo speciale e desidero starvi vicino.
In questi giorni, pieni di difficoltà e di angoscia profonda, molti hanno fatto riferimento alla pandemia da cui siamo colpiti ricorrendo a metafore belliche. Se la lotta contro la COVID-19 è una guerra, allora voi siete un vero esercito invisibile che combatte nelle trincee più pericolose. Un esercito che non ha altre armi se non la solidarietà, la speranza e il senso di comunità che rifioriscono in questi giorni in cui nessuno si salva da solo. Come vi ho detto nei nostri incontri, voi siete per me dei veri “poeti sociali”, che dalle periferie dimenticate creano soluzioni dignitose per i problemi più scottanti degli esclusi.

Leggi tutto “Lettera del Papa ai movimenti popolari”

Riforma agraria, caos urbano, agrobusiness e pandemia – di Paulo Alentejano

Originalmente pubblicato il 9 aprile 2020 su Brasil De Fato.


Paolo Alentejano è professore del Dipartimento di Geografia della Facoltà de Formazione di insegnanti dell’Università dello Stato di Rio de Janeiro e del Programma post laurea in Sviluppo Territoriale per l’America Latina e i Caraibi dell’Università Statale Paulista–TerritoriAL/Unesp, in collaborazione con la Scuola Nazionale “Florestan Fernandes” del MST. Fa parte del Gruppo de lavoro sulle tematiche agricole dell’Associazione dei geografi brasiliani (sezioni di Rio de Janeiro e Niterói).

In un breve testo del lontano anno 1998, intitolato Riforma agraria per risolvere la crisi urbana (ALENTEJANO, 1998), argomentavo a proposito del caos urbano caratteristico delle nostre grandi metropoli – Rio e San Paolo in particolare – e del contributo che la riforma agraria avrebbe potuto dare alla riorganizzazione territoriale della società brasiliana e alla costruzione di una società più giusta, democratica e rispettosa dell’ambiente. In questi tempi di pandemia e di reclusione è inevitabile ricordare questo testo.
Il centro dell’argomentazione all’epoca era la questione della lotta alla disoccupazione e alla miseria proprie delle nostre metropoli, di fronte «all’incapacità della società urbano-industriale, basata sulle moderne tecnologie dell’informatica e della robotica, di includere l’enorme contingente di lavoratori che ora abitano nelle periferie delle città» (ALENTEJANO, 1998: 2).

Leggi tutto “Riforma agraria, caos urbano, agrobusiness e pandemia – di Paulo Alentejano”

Cile: allarme per i prigionieri politici al tempo del Covid-19 – di David Lifodi

originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri

Condannati alla prisión preventiva a seguito delle proteste che dallo scorso ottobre hanno coinvolto tutto il paese, i prigionieri politici cileni si trovano nelle carceri in una situazione dove mancano le condizioni igieniche sanitarie minime per far fronte al virus. Intanto il presidente Piñera, tramite l’indulto ai condannati “a bassa pericolosità”, prova a far ottenere benefici ai responsabili delle violazioni dei diritti umani all’epoca del regime militare pinochettista.

di David Lifodi

Non ne parla quasi nessuno, eppure la realtà dei prigionieri politici cileni, all’epoca del Covid-19, è sempre più drammatica ogni giorno che passa. Sono molte le persone in una situazione di prisión preventiva, uomini, donne, ma anche molti minorenni, gran parte dei quali a contatto anche con i detenuti comuni. Arrestati a seguito dell’estallido social dello scorso mese di ottobre, contro il governo del presidente Piñera, i detenuti sono costretti a fare i conti con pesanti misure cautelari, nonostante l’allarme lanciato da numerose organizzazioni per i diritti umani, in particolare dall’avvocato Nicolás Toro.

Leggi tutto “Cile: allarme per i prigionieri politici al tempo del Covid-19 – di David Lifodi”

Riflessione sulla Pasqua – di Erri De Luca

Ci sono voluti un bel po’ di secoli prima che la cristianità abbia accettato e ammesso che Gesù era un Ebreo e praticante.
Del resto ci sono ancora oggi persone che negano l’evidenza e per esempio affermano che la terra è piatta.
Il Nuovo Testamento si apre con una chiara indicazione: la pagina uno del Vangelo di Matteo è un elenco di nomi che di generazione in generazione di Ebrei arrivano fino a Gesù, iscritto in quell’anagrafe da Giuseppe, della stirpe di Giuda, suo padre tutore.
Questa premessa serve a constatare che Gesù sale a Gerusalemme per il pellegrinaggio raccomandato agli Ebrei del suo tempo, una volta all’anno. Va a festeggiare Pèsah, passaggio, quello che estrasse il suo popolo dalla condizione servile in Egitto, avviandolo alla libertà attraverso il deserto.

Leggi tutto “Riflessione sulla Pasqua – di Erri De Luca”

Che Pasqua celebriamo – di Alex Zanotelli

Carissimi,
auguri di Buona Pasqua. Mai come quest’anno comprendiamo il significato di “Quaresima”, “passaggio”, “risurrezione” e liberazione dal sepolcro, che speriamo imminente, facendo mia questa riflessione di padre Alex Zanotelli che condivido con voi.

Un abbraccio. Con affetto, Antonio

“Che senso avranno le nostre Pasque e questo cantare ancora salmi,se ci troviamo conniventi con gli stessi Faraoni? O Chiese!…”, così scrive il monaco poeta Davide Turoldo nel suo Libro dei Salmi che uso per la mia preghiera quotidiana. Domanda esplosiva questa di Turoldo per le nostre Pasque, ma specialmente per la Pasqua di quest’anno che non possiamo celebrare solennemente nelle nostre Chiese per l’emergenza coronavirus.

E’ un momento importante per riflettere su cosa significa celebrare la Pasqua, soprattutto per noi chiese d’Occidente. Come possiamo celebrare Pasqua, festa di liberazione dalla schiavitù, quando noi viviamo dentro un sistema economico-finanziario che permette a pochi di avere quasi tutto sulla pelle di miliardi di impoveriti con milioni di morti di fame all’anno? I recenti dati di OXFAM sono impietosi: duemila miliardari hanno tanto quanto quattro miliardi e mezzo della popolazione mondiale. Questo Sistema permette che il 10% della popolazione mondiale consumi da solo il 90% dei beni prodotti dal mercato, creando la gravissima crisi ambientale che già oggi uccide otto milioni di persone all’anno. E perché siamo così terrorizzati dal coronavirus, mentre questo Sistema ne ammazza molte di più ogni anno senza che questo ci disturbi? La crisi ecologica costituisce una minaccia alla stessa sopravvivenza di Homo Sapiens, eppure i nostri governi non riescono a prendere decisioni serie per passare dal carbone e petrolio al solare. Non ci dovrebbe spaventare tutto questo scenario più del Covid-19? E poi questo Sistema profondamente ingiusto può reggersi solo perché chi ha è armato fino ai denti, soprattutto con armi nucleari.

Leggi tutto “Che Pasqua celebriamo – di Alex Zanotelli”

Venerdì Santo – di Giovanni Baroni

Non c’è nessun coronavirus che mi faccia dimenticare il protagonista dell’appuntamento di oggi: Gesù di Nazaret. Tutti sanno chi è, cosa ha fatto, cosa ha detto. Ma oggi voglio ricordare perché è stato crocifisso come ladro, una morte su una croce riservata ai ribelli dell’impero romano: doveva essere eliminato, era una minaccia per il sistema religioso e per l’autorità politica dell’impero.
Questo è stato il peccato che ha condannato Gesù e quindi è stato torturato prima di morire e crocifisso.
Per il pugno di amici, uomini e donne, che vivevano con Lui più vicino, è stato un disastro, il capolinea, colui che predicava l’amore è andato.
Nessuno può negare che la forza che è uscita da quel sepolcro dove è stato deposto il corpo di Gesù, ha inondato il mondo e ognuno di noi è complice di questa luce, credente o no.
Nella notte in cui un virus ci confina e ci offre la paura della morte, è bene avere Gesù e la testimonianza della sua vita come nostro compagno e avere la speranza che l’umanità viva ancora al di fuori di sistemi che avremmo potuto trovare indispensabili per il mantenimento della vita.
Ognuno può dare tanto contenuto quanto vuole la parola Amore, ma è terribilmente rivoluzionaria, e può anche portare la morte della croce. Il terzo giorno mi sorprende: è Vita e Vita in abbondanza per tutti. Quindi è il Venerdì di Passione.


Giovanni Baroni è referente del progetto di produzione biologica di verdure nella campagna di Gravatà – Pernambuco (Brasile)

Venerdì Santo: Gesù rimane crocifisso nei sofferenti di oggi – di Leonardo Boff

In questo periodo di coronavirus che sta producendo paura e portando morte a molte persone in tutto il mondo, la celebrazione del Venerdì Santo assume un significato speciale. C’è anche qualcuno che ha sofferto e, in mezzo a terribili dolori, è stato crocifisso, Gesù di Nazareth. Sappiamo che tra tutti i malati si instaura un misterioso legame di solidarietà. Il Crocifisso, sebbene l’uomo nuovo e il Cristo cosmico siano stati creati dalla risurrezione, continua, proprio per questo motivo, a soffrire e ad essere crocifisso in solidarietà con tutti i crocifissi della storia. E così sarà oggi fino alla fine dei tempi.

Gesù non è morto perché tutti muoiono. Fu assassinato a seguito di un doppio processo giudiziario, uno da parte dell’autorità politica romana e l’altro dall’autorità religiosa ebraica. Il suo omicidio giudiziario era dovuto al suo messaggio del Regno di Dio che implicava una rivoluzione assoluta in tutte le relazioni, alla nuova immagine di Dio come “Papà” (Abba) pieno di misericordia, alla libertà che predicava e viveva di fronte alle dottrine e alle tradizioni che pesavano sulle spalle della gente, il loro amore incondizionato, specialmente per i poveri e i malati a cui simpatizzavano e guarivano e, infine, per presentarsi come il Figlio di Dio. Questi atteggiamenti hanno rotto con lo status quo politico-religioso dell’epoca. Decisero di eliminarlo.

Leggi tutto “Venerdì Santo: Gesù rimane crocifisso nei sofferenti di oggi – di Leonardo Boff”

Salviamo la vita a Mehmet Salih Bakrak

Appello per un prigioniero politico kurdo in Turchia, gravemente malato e non curato

Originalmente pubblicato ne “La Bottega del Barbieri”, 2 Aprile 2020

Mi chiamo Nazire Bakrak, sono una donna Kurda e mi sono trasferita in Italia nel 2006, per permettere a mio figlio talassemico di poter ricevere cure mediche migliori, visto che la Turchia non offre cure adeguate. Durante questi anni i miei parenti rimasti là hanno sempre avuto ripercussioni sociali per via della nostra etnia, quella Kurda.
Mio fratello Mehmet Salih è un giovane ragazzo che da sempre ha avuto a cuore la nostra causa, partecipando attivamente alla vita del partito HDP (Partito degli Attivisti Kurdi). Un giorno durante l’ennesima manifestazione pacifica organizzata dal Partito, lui e altri ragazzi vengono arrestati dalla Polizia Turca. Avendo solo 17 anni venne portato nel Carcere Minorile di Adana Pozanti, dove rimarrà per circa 1 anno; durante questo arco di tempo verrà a conoscenze di un fatto scandaloso: gli addetti alla sicurezza del carcere, con la copertura dei responsabili ai piani alti, conducevano i ragazzi in zone segrete per sottoporli a violenze sessuali e fisiche.

Leggi tutto “Salviamo la vita a Mehmet Salih Bakrak”