Per gratitudine – di Erri De Luca

Mezzo secolo fa, in data 1 novembre 1969, veniva pubblicato il primo numero di un giornale con il titolo: Lotta Continua. Riportava notizie di agitazioni operaie in Italia, Francia, Germania.
Era anche l’anno di esordio, con lo stesso nome, di un’organizzazione rivoluzionaria pubblica, alla quale ho appartenuto fino al suo dissolvimento nel 1976.
Perché di un giornale fosse autorizzata la pubblicazione, occorreva la firma di un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti. Si prestò a questo servizio Piergiorgio Bellocchio, fondatore della rivista Quaderni Piacentini, punto di riferimento della critica sociale negli anni ‘60.
Piergiorgio Bellocchio fu perciò il primo direttore responsabile di quel giornale per i primi numeri di uscita nell’autunno del ‘69. Non scrisse e non partecipò alla redazione. Offrì la sua firma per garantire la libertà di espressione di quel movimento.
Fu incriminato per articoli usciti su quel giornale. Fu processato a Milano e condannato a quindici mesi di prigione. Leggi tutto “Per gratitudine – di Erri De Luca”

Ancora in fila, nel buio, lungo via del Purgatorio – di Luca Soldi

La lunga fila di biciclette che da via Roma, da Via del Purgatorio, sfilano verso il centro ci riportano al tempo delle grandi fabbriche, delle sirene che urlavano a fine turno.

Dei vestiti sporchi di grasso, dei capelli coperti di peluia. Di quella stanchezza che doveva finire appena arrivati sulla soglia di casa perché c’era da fare nei campi, c’era da rassettare le poche cose.

C’era soprattutto la voglia di sognare, di sperare, di faticare, finito il giorno, un’ora in più.

Quegli uomini, quei giovani, senza fari, senza luci, ci ricordano dei tempi di Gigiolone, del lanificio Tempesti, del Franchi, della Campolmi.

E di quelli che si spingevano fino in via Bologna, fino al Fabbricone.

Di quando anche le donne inforcavano la bicicletta per andare a La Romita, di quando le crisi lasciavano senza stipendio e senza lavoro, ma faticosamente uniti, resistenti, consapevoli di essere sfruttati come ha immortalato Gillo Pontecorvo in “Giovanna”.

Arrivavano dal Poggio a Caiano, da Bacchereto, da Colle, da Capezzana, da Seano, da Carmignano, dal Poggio alla Malva. Leggi tutto “Ancora in fila, nel buio, lungo via del Purgatorio – di Luca Soldi”

Vedi Napoli e poi muori – di Manlio Dinucci

STAND DELLE FORZE ARMATE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO A NAPOLI

Napoli, e non Roma, è stata il 4 novembre al centro della Giornata delle Forze Armate. Sul Lungomare Caracciolo sono sfilati 5 battaglioni. Ma il pezzo forte è stata l’area espositiva interforze, che ha richiamato per cinque giorni in Piazza del Plebiscito soprattutto giovani e bambini.

Essi hanno potuto salire a bordo di un caccia, guidare un elicottero con un simulatore di volo, ammirare un drone Predator, entrare in un carrarmato, addestrarsi con istruttori militari, per poi andare al porto a visitare una nave da assalto anfibio e due fregate missilistiche.

Una grande «Fiera della guerra» allestita con un preciso scopo: il reclutamento. Il 70% dei giovani che vogliono arruolarsi vive nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania e Sicilia dove la disoccupazione giovanile è del 53,6%, rispetto a una media Ue del 15,2%.

L’unico che offre loro una occupazione «sicura» è l’esercito. Dopo le selezioni, il numero dei reclutati risulta però inferiore a quello necessario. Leggi tutto “Vedi Napoli e poi muori – di Manlio Dinucci”

Le porte di Lucca sono dorate, come quelle di Vicofaro, di San Miniato – di Luca Soldi


Il vescovo di Lucca Paolo Giulietti

Come già era avvenuto a Vicofaro e a San Miniato al Monte, anche Lucca vuol testimoniare attenzione e vicinanza ai temi del nostro tempo.

E lo fa in modo dirompente con il suo Pastore, con la sua guida accomunando nel suo cammino anche la chiesa Valdese.

Così la Diocesi per azione e la voce del suo vescovo, monsignor Giulietti seguendo l’esempio di altre chiese della Toscana ha deciso di rendere visibile l’impegno a sostegno dei fantasmi, degli scarti della società realizzando con le coperte dorate, usate per le emergenze nel dare un primo riparo ai migranti appena soccorsi, delle installazioni realizzate dall’artista fiorentino Giovanni De Gara.

Ma come era avvenuto a Pistoia, a Firenze, anche a Lucca certa politica si scaglia contro la Chiesa. Leggi tutto “Le porte di Lucca sono dorate, come quelle di Vicofaro, di San Miniato – di Luca Soldi”

Militarismo e cambiamenti climatici, ovvero…

… “The Elephant in the Living Room”

di Rossana De Simone (*) – originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri

il settore militare non solo inquina, ma contamina, trasfigura e rade al suolo

“E’ stato stimato che Il 20% di tutto il degrado ambientale nel mondo è dovuto agli eserciti e alle relative attività militari”

“The Elephant in the Living Room” è un’espressione tipica della lingua inglese che sta a indicare una verità ovvia e appariscente ma che si vuole ignorata o minimizzata. Nella conferenza “Salva la terra, abolisci la guerra” che si è tenuta a giugno nel centro di Londra, l’organizzazione Movement for the Abolition of War (MAW), l’ha riformulata in “The elephant in the kitchen when it comes to Climate Change is clearly the world’s military” per dire che l’elefante nella stanza, quando si tratta di cambiamenti climatici, è chiaramente l’esercito mondiale. Il mondo spende qualcosa come 2 trilioni di dollari all’anno per i suoi militari. Almeno la metà di quella gigantesca somma va alla produzione militare con una enorme produzione di CO2. http://www.abolishwar.org.uk/day-conference-2019.html

La conferenza ha esaminato il tema del militarismo e dell’ambiente, come le attività militari contribuiscono ai cambiamenti climatici e in che modo questi cambiamenti causano conflitti. In particolare il dr. Stuart Parkinson, direttore esecutivo dell’organizzazione SGR (Scientists for Global Responsibility) affiliata alla rete International Network of Engineers and Scientists for Global Responsibility , ha illustrato i dati più recenti riguardanti le emissioni di carbonio prodotte dalle attività militari (spesso omessi nei documenti nazionali) esaminati e raccolti in “The carbon boot-print of the military”, che sta per impronta climatica degli scarponi militari, ovvero l’impatto sul clima causato dagli energivori sistemi d’arma, basi e apparti, aerei, navi, carri armati, eserciti e interventi bellici. Nelle “slides” sono elencati i principali risultati sulle emissioni militari di carbonio, i confronti tra le risorse utilizzate per le attività militari e quelle utilizzate per affrontare i cambiamenti climatici, e infine, i legami tra cambiamento climatico e conflitti https://www.sgr.org.uk/sites/default/files/2019-07/SGR_Military-carbon-bootprint_London19.pdf Leggi tutto “Militarismo e cambiamenti climatici, ovvero…”

Don Ciotti: preoccupati dalla deriva – di Luca Soldi

ciotti

Ha ben ragione Don Luigi Ciotti a dirsi preoccupato.”Con la sentenza su Mafia Capitale è stato cancellato il 416 bis. Ci preoccupa. Anche la sentenza recente di Bologna è inquietante. Sono segnali che non dobbiamo sottovalutare”.
E se lo dice il fondatore dell’associazione antimafia Libera motivi di preoccupazione ce ne sono:”Ciascuno di noi deve fare la propria parte per conoscere, scegliere e poi schierarsi”, ha rammentato don Ciotti proprio ieri, a La Spezia, nel corso di un incontro organizzato da Libera.
Don Ciotti si inserisce non tanto nelle polemiche innescate dalle sentenze ma piuttosto in un clima che si è fatto deriva proprio dopo i due processi d’appello hanno visto cancellate le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso sia a Roma che a Bologna.

Non ci sono affatto derive giustizialiste come cerca qualcuno di interpretare malevolmente di interpretare ma solo il constatare che si sta cercando di smontare uno dei punti saldi nella lotta alle mafie, a tutte le mafie.

C’è la necessità di colpire i vertici sempre più nascosti e non solo la manovalanza affidata agli scarti della società. Leggi tutto “Don Ciotti: preoccupati dalla deriva – di Luca Soldi”

Eugenio Melandri è volato via

Lo ricordano Alessio Di Florio, Guido Barbera e Maurizio Acerbo

Eugenio Melandri: pace e solidarietà impegni di vita

di Alessio Di Florio (*)

La commozione ha viaggiato sul web molto prima che uscisse la notizia. E già questo moto spontaneo, questa commozione che ha fatto irruzione in una domenica d’Ottobre, è testimonianza verace. E’ morto Eugenio Melandri, una vita impegnato nell’attivismo pacifista, nella solidarietà, nella Chiesa degli ultimi. Un impegno politico svolto con totale dedizione e passione dal Parlamento Europeo all’assessorato (dal 2008 al 2010) a Genzano. Dove fu fortemente voluto da Armando La Fortezza. Scomparso sei anni fa nello stesso giorno, a cui è accomunato nello slancio generoso, nell’impegno totale e totalizzante. Nella lunga storia di Eugenio, dall’obiezione di coscienza alla solidarietà internazionalista, un momento fondamentale fu la fondazione di Senzaconfine. La prima associazione nel quale al pietismo e all’assistenzialismo, al considerare i poveri quasi come oggetti destinatari di qualcosa calato dall’alto, si sostituì una solidarietà, vera, concreta. Un impegno con, in cui le vittime, gli indeboliti, gli impoveriti, gli sfruttati diventavano protagonisti. In cui i migranti per la prima volta presero la parola, poterono affrontare le incombenze quotidiane e diventare soggetto politico. Era la fine degli Anni Ottanta, ma erano avanti anche all’attualità. Un’associazione che Eugenio Melandri fondò e animò per tantissimi anni insieme a Dino Frisullo. Le parole del ricordo che scrisse per Dino oggi le possiamo dedicare a lui.

Ti vestivi come i gigli del campo e ti nutrivi come gli uccelli dell’aria. Per te non cercavi mai nulla. Hai donato tutto. Senza tenerti niente. Neanche un momento di riposo, neanche una pietra dove poggiare il capo: “Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli il loro nido, ma il Figlio dell’uomo non ha dove poggiare il capo”. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno. “Beati i poveri. Di loro e’ il Regno dei cieli”.
Dino, lo sai che, con tutta la mia povertà, io credo che ci sia l’altra vita. Sento la nostalgia di quel totalmente altro che ricondurrà tutto a giustizia, dove le vittime avranno finalmente ragione dei loro oppressori. E sono sicuro che, nel Regno che viene, tu avrai un posto grande, bello, pieno di luce. Allora ho meno paura. Con te il paradiso diventerà senz’altro più aperto. Romperà i confini per fare entrare tutti. Lo troverai sempre, infatti, il modo di far entrare anche quelli che – a rigor di legge – forse non dovrebbero. Ti metterai accanto a San Pietro e non lo mollerai fino a quando non darà il permesso di entrata e di soggiorno anche all’ultimo arrivato. Ti organizzerai con quelli che già sono arrivati, come don Luigi, e riuscirete davvero a fare entrare tutti nella grande casa che ci aspetta. Leggi tutto “Eugenio Melandri è volato via”

Santiago: ma perché la rivolta?

 

Quando scoppia una rivolta di massa tutti inevitabilmente sono costretti a chiedersi perché.

Alcuni elementi possono spiegare l’insurrezione cilena in corso

DISEGUAGLIANZA:

Secondo la Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal), il 50% della popolazione cilena possiede il 2,1% della ricchezza nazionale, mentre l’1% più ricco del Paese ne concentra su di sè il 26,5%.

Secondo la classifica della Banca mondiale basata sull’indice Palma – l’indicatore che misura il divario nei redditi tra il 10% più ricco e il 40% più povero della popolazione – il Cile è il secondo stato più diseguale al mondo, preceduto soltanto dal Qatar.

Secondo l’Ocse, il Cile è ultimo tra i paesi membri per l’impatto delle misure pubbliche (imposte, sussidi, detrazioni fiscali, incentivi etc) sulle disuguaglianze

ISTRUZIONE: privata – SANITA’: privata – PREVIDENZA: privata – ACQUA, ENERGIA ELETTRICA, TRASPORTI: privatI – WELFARE: privato Leggi tutto “Santiago: ma perché la rivolta?”

Joker, i tassisti solitari, Michael Moore e il cuculo

Meglio il sogno o l’ebbrezza ? Fabrizio Melodia – l’Astrofilosofo – nella 163esima puntata di «Ci manca(va) un Venerdì» si chiede se fidarsi degli angeli urbani… o dei codici nucleari

Originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri

«Cosa ottieni se metti insieme un malato di mente solitario con una società che lo abbandona e poi lo tratta come immondizia? Te lo dico io cosa ottieni: ottieni quel cazzo che ti meriti» afferma Arthur Fleck, interpretato dal mai troppo bravo Joaquim Phoenix, in «Joker» di Todd Phillips – vincitore del Leone d’Oro come miglior film alla Mostra del cinema di Venezia – ispirato in modo assai libero al noto personaggio della DC Comics, eterno e ridanciano clown, autentica nemesi di Batman, il quale, come sappiamo, ride poco.

Lodi e polemiche hanno fatto seguito a questo film. Non una da poco la seguente: «È un esplicito, laborioso e superfluo omaggio al classico di Scorsese e De Niro Re per una notte, con un tocco di Taxi Driver. Perciò ha vari momenti in cui è un po’ come questi film ma non è altrettanto bello» scrive il noto critico cinematografico britannico Peter Bradshow.

«Devo smetterla di citarmi addosso» direbbe Woody Allen, mai scevro dai paragoni lungimiranti fra i suoi stessi film e la consapevolezza, corroborata da critici sagaci e competenti: insomma il rischio è fare sempre lo stesso verboso film, magari un po’ meglio oppure un filino peggio. Leggi tutto “Joker, i tassisti solitari, Michael Moore e il cuculo”

Vita e morte di Raja

di Alessandro Ghebreigziabiher – originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri

Vita, morte e miracoli.
Di questo vorremmo raccontare, noi tutti.
Riguardo a noi stessi, un giorno possibilmente lontano, all’imbrunire della nostra sopravvalutata esistenza.
Più che mai dei nostri figli, ma nel tempo reale del loro massimo splendore.
Quando tutto è ancora possibile.
Peccato che i miracoli siano così rari per i più sfortunati di questa terra, colpevoli soltanto di trovarsi nel posto giusto – ma che dico – sacrosanto, nel momento peggiore.
Ecco perché questa breve storia può evocare solo la vita e la morte di Raja, giacché il mirabile evento del quale ella  si sarebbe sicuramente accontentata possiamo chiamarlo sopravvivere all’ennesima bomba.
A ogni modo, narriamole entrambe come se fossero due creature distinte.
Cominciamo dalla più dolorosa, così ci leviamo subito il pensiero.
La morte di Raja è nata nel 1997 negli Stati Uniti, precisamente in una fabbrica di munizioni di Milan, cittadina dello stato del Tennessee. Leggi tutto “Vita e morte di Raja”