Lettera Rete di Quarrata – maggio/giugno 2015

Carissima, carissimo,
ci sono delle guerre, e la gente è costretta a scappare per mettersi in salvo.
Ci sono secoli di sfruttamento coloniale, per cui l’Africa è poverissima. C’è lo sfruttamento anche oggi in tempo reale, da parte delle Multinazionali, Congo e Nigeria, Paesi potenzialmente ricchi, con il 90% della popolazione in miseria.
Ci sono le guerre d’aggressione degli Usa, che hanno seminato odio e desiderio di vendetta.
Ci sono i finanziatori che seminano fondamentalismo religioso per acquisire potere, e la ricchezza l’hanno già.
Ci sono guerre di religione che collocano una parte del Pianeta indietro di secoli, prima dell’Illuminismo.
Ci sono i mercanti d’armi, e sono fra noi, che agiscono indisturbati nell’ombra, e nessuno, pur conoscendoli, li tocca, perchè danno lavoro a coloro che si arricchiscono costruendole.
Ci sono le religioni che non dicono il nome del cancro, il desiderio di ricchezza, il sogno americano, il capitalismo, perchè ne sono contaminate.
Ci sono dei capitalisti ricchissimi che navigano fra i vari paradisi fiscali, nessun radar gli intercetta. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – maggio/giugno 2015”

Un’onda verde, dal basso

Vertice sul clima, Parigi (COP 21)
“Il mondo deve prendere atto che il Vertice sul clima di Parigi del prossimo dicembre (COP21), potrebbe essere l’ultima vera opportunità per giungere a un accordo che mantenga il riscaldamento globale di origine antropica al di sotto dei 2 gradi centigradi, a fronte di una traiettoria attuale che porterebbe a un aumento devastante di 4 o più gradi centigradi.” E’ questo il chiaro pronunciamento della Pontificia Accademia delle Scienze a conclusione di un seminario sul tema :”Proteggere la Terra, mobilitare l’umanità” , tenutosi in Vaticano il 28 aprile scorso alla presenza del segretario generale dell’ONU, Bar Ki moon. Gli scienziati dell’Accademia affermano categoricamente che “il cambiamento climatico di origine antropica è una realtà scientifica e la sua decisiva mitigazione è un imperativo morale e religioso.” Leggi tutto “Un’onda verde, dal basso”

Non lasciamo soli i palestinesi – di Alex Zanotelli

La solitudine del popolo palestinese è la vergogna del mondo. Una immensa  sofferenza che dura da 70 anni, sfociata adesso  in un urlo di disperazione per questa assurda e impari guerra tra Israele e Palestina . E come risposta c’è solo silenzio, indifferenza, sia da parte dell’Unione Europea, sempre più assente, sia da parte dell’Italia, sempre più legata ad Israele, sia da parte della chiesa italiana, sempre più silente.

È un grido di dolore che mi tocca profondamente come credente nel Dio della vita , come missionario inviato a costruire un mondo ‘altro’ da quello che abbiamo. Leggi tutto “Non lasciamo soli i palestinesi – di Alex Zanotelli”

25 aprile – I frutti tossici del nazionalismo – di Moni Ovadia

Le bandiere palestinesi al corteo? Un vulnus inaccettabile per il presidente della comunità ebraica romana Pacifici e per qualche ultrà del sionismo più isterico. Ma screditando le ragioni di chi lotta per una Palestina libera si sovverte il significato della Resistenza.

Nel corso della mia vita e da che ho l’età della ragione, ho cer­cato di par­te­ci­pare, anno dopo anno a ogni mani­fe­sta­zione del 25 aprile.
Un paio di anni fa, per­cor­rendo il cor­teo alla ricerca della mia col­lo­ca­zione sotto le ban­diere dell’Anpi, mi imbat­tei nel gruppo che rap­pre­sen­tava i com­bat­tenti della “bri­gata ebraica”, aggre­gata nel corso della seconda guerra mon­diale alle truppe alleate del gene­rale Ale­xan­der e impe­gnata nel con­flitto con­tro le forze nazi­fa­sci­ste. Qual­cuno dei com­po­nenti di quel drap­pello mi rico­nobbe e mi salutò cor­dial­mente, ma uno di loro mi rivolse un invito sgra­de­vole, mi disse: «Vieni qui con la tua gente». Io con un gesto gli feci capire che andavo più avanti a cer­care le ban­diere dell’Anpi che il 25 aprile è «la mia gente» per­ché io sono iscritto all’Anpi con il titolo di anti­fa­sci­sta. Lui per tutta rispo­sta mi apo­strofò con que­ste parole: «Sì, sì, vai con i tuoi amici palestinesi». Leggi tutto “25 aprile – I frutti tossici del nazionalismo – di Moni Ovadia”

MST in ricordo di Eduardo Galeano

Cari amici, il dolore per la morte di Eduardo Galeano ci fa capire quanto siamo diventati anche noi un po’ latinoamericani. La lettura di “Le vene aperte dell’America latina” ci ha dimostrato quanto eravamo ignoranti e eurocentrici, ma la la poesia di “Memorie del fuoco” ci ha fatto vedere anche la bellezza e dato tanta speranza.
Qui sotto la traduzione del messaggio dei Sem Terra, con alcune bellissime citazioni.
Antonio Vermigli

Eduardo Galeano – Montevideo, America Latina (1940 -2015)

Abbiamo perso oggi la presenza fisica del compagno Eduardo Galeano. Uruguaiano di nascita, dei Caraibi e dell’America Latina per scelta di vita e di militanza politica.
La persecuzione politica subita dai governi dittatoriali, che colpirono il continente latinoamericano, sotto il patrocinio del governo degli Stati Uniti, lo costrinsero a vivere dodici anni in esilio (1973-1985), un tentativo frustrato di isolarlo dal suo popolo e indebolire il suo amore per il suo paese.
I suoi aguzzini non erano a conoscenza del sangue, latinoamericano, che scorreva nelle sue vene.
L’esilio e dittature latinoamericane forgiarono la sua tempra rivoluzionaria.
E la radicalità della sua attività politica è sempre stata alimentata da un umanesimo senza compromessi e dalla solidarietà in difesa di tutte le vittime del sistema oppressore.
Sapeva che una nuova realtà avrebbe avuto come protagonista il popolo oppresso.
Ha scritto: “il corpo non è una macchina come ci dice la scienza. Non è una colpa, come ci fa credere la religione. Il corpo è una festa.”
Una festa che un giorno, nell’eredità che ci ha lasciato questo compagno, si terrà in questo continente, dove non ci saranno sfruttatori e sfruttati.
In possesso di un lessico raffinato, senza rinunciare alle sue convinzioni politiche e all’identità culturale del suo popolo, sapeva quanto fosse saggio che il vero apprendimento è quello che sorge dal popolo. Per questo non esitò a dire che “la solidarietà è orizzontale: rispetta l’altro e impara con l’altro. La maggior parte di noi ha molto da imparare dalle altre persone.”
Sempre dalla parte dei poveri, venerato in tutto il mondo a causa delle sue opere letterarie, è stato un compagno instancabile dei Nessuno.
“I nessuno: i figli di nessuno, i proprietari di nulla.
I nessuno: i nessuno, correndo soli, morendo alla vita , fottuti e mal pagati:
Quelli che non sono, sebbene sono.
Che non parlano lingue, parlano dialetti.
Che non praticano religioni, praticano superstizioni.
Che non fanno arte, fanno artigianato.
Che non sono esseri umani, sono risorse umane.
Che non hanno cultura, hanno folclore.
Che non hanno faccia, hanno braccia.
Che non hanno nome, hanno un numero.
Che non compaiono nella storia del mondo, appaiono nella cronaca nera della stampa locale.
I nessuno, che costano meno della pallottola che li uccide. ”
L’impossibilità di scrivere su Galeano senza ricorrere a quello che ci ha lasciato, è la prova più forte che rimane tra noi. A lui dovremo sempre ricorrere per avere sufficiente utopia, irraggiungibile, ma che ci fa camminare alla sua ricerca.
Questo è un po’ del Galeano che ci ha lasciato.
Già ci manca la sua convivenza e la presenza fisica, sempre presente, in prima fila nella lotta contro l’oppressione e l’ingiustizia e in difesa di una società socialista.
Continuerà tra noi, per gli insegnamenti e l’esempio di vita lasciato ai posteri.
Saremo suoi eredi e impegnati a seguire i suoi ideali di una società socialmente giusta, egualitaria e democratica. Galeano vive in mezzo a noi, perché la sua eredità è eterna.

Viva l’America Latina ed i Caraibi!
Evviva il socialismo! Viva Eduardo Galeano!
Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST), São Paulo, 13 Aprile 2015

per galeano

Lettera Rete di Quarrata – aprile 2015

Carissima, carissimo,
l’amico Marcelo Barros, monaco benedettino brasiliano, teologo e biblista, ha partecipato al Forum Sociale Mondiale di Tunisi.
Ci ha inviato le sue impressioni-riflessioni. Segue sempre di Marcelo una valutazione su come sia stato male interpretato -dal suo punto di vista- l’immagine di Dio e l’uso di potere che ne è stato fatto.
Credo che per questa Pasqua, gli interrogativi che Marcelo ci pone valgano bene un “ritiro”.
Buona Pasqua,
Antonio

Per aiutare l’aurora a nascere: provocazioni teologiche e spirituali al Forum di Tunisi
Oggi, il compito di una teologia cristiana, inserita nella realtà e aperta al mondo, consiste più in formulare bene qualche domande che la realtà provoca che, in fatti, dare delle risposte, o anche pretendere arrivare a formulazioni che possono sembrare consolidate o definitive. In questa linea, questa mio dialogo con voi è per provocare una  o altra domanda e suggerire qualche indicazioni per la continuità di questo forum. Questo lavoro mi mette un po a disagio perché non voglio interferire nella vostra vita, neanche voglio mettere cambiare i vostri pensieri. Dunque, propongo alcuni considerazioni pensando che possono aiutarvi a ripensare la vita, ma come domande e provocazioni e non come giudizio o dottrina.

Una rapida visione teologica sul Forum Sociale
Possiamo dire che il forum ha stabilito una metodologia propria, un contenuto nuovo e principalmente un nuovo spirito. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – aprile 2015”