Cambiare o no?

26 febbraio 2013
Pd e Pdl hanno preso meno del 50% dei voti, il 25% si è astenuto e il 25% ha votato Grillo. I due principali partiti, umiliati dal giullare divenuto Re. Rosicchiati dall’interno come quelle quercie apparentemente robuste ma mangiate dalle termiti. Perchè, nonostante la rimonta finale, il PDL tutto è fuorchè un partito, dipendente come è da un leader bollito e squalificato universalmente, ancora in grado di toccare la pancia del proprio elettorato più sprovveduto ed egoista ma non di governare un’accozzaglia di interessi e personalismi.
Per il PD, c’è da scommettere che partirà presto la caccia al colpevole, e la rimessa in discussione di una ledership che dalla “vittoria mutilata” rischia di passare a una sconfitta non annunciata, e di liberare le tante anime non congruenti di quel partito dal patto di potere che lo aveva tenuto insieme.
Da domani incomincierà un’altra partita dall’esito imprevedibile. Dove nessuna delle vecchi certezze varrà più.
Il disagio sociale, ignorato, rimosso, trascurato e incompreso per anni, continuerà ad allargarsi come una puiaga infetta.
Nell’ipotesi di un nuovo voto, nessuno si illuda di poter riproporre la propria continuità, di classe dirigente. Di organizzazione. Di programma. Di “facce” e di routines. Anche di linguaggio. E a proposito di questo, almeno una preghiera: si abolisca il termine “antipolitica2, soprattutto se riferita a chi, ci piaccia o meno, ha rappresentato oggi l’unico fatto politico rilevante in un panorama desolante.
Un soggetto politico nuovo dovrebbe, penso, ripartire da qui. Per spostarsi. Inaugurare altri luoghi, altri linguaggi, altre forme della politica. Imparare dal femminismo, allargare lo spazio pubblico, portare sulla scena lo sguardo din uomini e donne, ragazzi e ragazze, ricco della loro intera vita, non dell’appartenenza a una tessera o di una rabbia che é l’altra faccia della depressione.
Non si è antiliberisti se non si porta il conflitto sul simbolico e sull’immaginario oltre che sul materiale. A me pare molto importante questo, rispetto alla tradizione della sinistra: tenere insieme il tema dei diritti civili, con quelli del lavoro e del conflitto sociale. Fondarsi sulla dimensione politica dei beni comuni. Dobbiamo porre il problema di una soggettività politica all’altezza delle trasformazioni. Peraltro sarebbe una cosa rivoluzionaria parlare di un altro modo di essere uomini, che liberi riconoscimento e invenzione di sé. E faccia della laicità, della ricerca comune di donne e uomini, senza verità assolute, un requisito e una possibilità della democrazia.
————————–
Adesso vorrei suscitarti alcune riflessioni da queste parole o fatti:
1- Venti anni di cosa dal 1994?
2- Dati di Siena: -14% alla Camera; – 12% al Senato, a Parma dove il sindaco è grillino, è stato un plebiscito;
3- caduta del PD al Sud, dove D’Alema comanda da sempre;
4- azzeramento di meccanismi di potere ferraginosi che bloccano qualsiasi possibilità di cambiamento;
5- il vento da oggi in poi è cambiato, nessuno può invertirlo;
6- governare per governare? Con chi? Con Berlusconi?
7- Populismo? Cosa significa? Reazione del popolo! E’ molto positivo, di conseguenza guai usarlo come negativo!
8- Grillo è il frutto delle mancanze dei partiti?
10- Nel periodo del governo Monti i partiti non hanno fatto la riforma elettorale, né una riforma della politica (diminuzione parlamentari, salario, privilegi ecc…)
11- Ho aspettato la conferenza stampa di Bersani prima di terminare queste mie domande, eccoti l’undicesimo: perchè Bersani non dice chiaramente di fare l’accordo con Grillo? l’ha fatto intendere ma molto vacuo…

Due interrogativi

26 febbraio 2013
Scrivo volutamente queste righe la vigilia del silenzio elettorale, le invierò lunedì 25 un attimo dopo la chiusura dei seggi.
E’ fondamentale interrogarsi su due atti concreti della campagna elettorale a Nonantola. Campagna che a livello nazionale sta annoiando un po’ tutti. Assistendo ai dibattiti televisivi, all’apparire di singoli personaggi o dei loro portavoce, viene da pensare che non c’è nessuna sorpresa nelle loro esposizioni. Tutto appare scontato. Risposte già sentite, come se ognuno avesse in mano la scaletta preconfezionata. Sono arrivate proposte bomba che suonano come sirene che accarezzano illusioni, promettendo vantaggi immediati, ma che per essere realizzati avrebbero bisogno di maggioranze bulgare o del cambiamento di alcuni articoli della Costituzione.
Non faccio nomi ma sembra di essere ad una fiera in cui la gente si affolla attorno all’imbonitore che magnifica la propria merce esaltandone le caratteristiche come fossero talismani che ti cambiano completamente la vita. Invece la vita rimane grama, i disoccupati attendono un lavoro, le famiglie prospettive per i loro figli.
Ho l’animo colmo di speranza, o forse solo di calcoli, di teoremi, meglio di postulati.Tanto da pensare come i nostri concittadini possano
trovare l’animo, meglio la spudoratezza per tornare a votare questa banda di sbrindellati, di cialtroni, di voltagabbana, di concussi, di servi, di politicamente falliti che tornano sul palcoscenico, in un nuovo inverecondo spettacolo di nani, fraschette da avanspettacolo, fedigrafi pronti a tutte le alcove.
Dopo questa breve riflessione generale veniamo ai due interrogativi che mi hanno spinto a scrivere.
1- Presa di posizione del segretario del circolo sul M5S, in particolare sull’affermazione di Grillo “fascista” per la sua nota affermazione su Casa Pound. Condivido totalmente la stupidità di un’affermazione del genere, che va condannata con forza. Allo stesso tempo, mi torna in mente ciò che ho letto sul quotidiano l’Unità, durante le primarie tra i candidati a premier, dove si è apostrofato Renzi come “fascista” per affermazioni tranquille, anche se non condivisibili da tutti. Ce lo ricordava lo scorso lunedì al cinema Troisi, il candidato Matteo Richetti. Ancora. Dopo le primarie, improvvisamente il suo contributo viene considerato indispensabile per poter vincere in Lombardia, Veneto e Sicilia. Tanto da vederlo trotterellare da una regione all’altra, senza imputargli, questa volta, che deve fare il sindaco. Mentre sto scrivendo, Renzi sta chiudendo la campagna elettorale a Modena… sic! Chi mi conosce sa bene che non sono Renziano!
Sono di ieri le dichiarazioni di Bersani sul M5S: “le domande dei grillini ci riguardano”; di Gotor, ormai braccio dx e sx del segretario: “dialogo obbligatorio con il M5S”, di Renzi: “meglio 100 grillini che 100 leghisti in Parlamento”; e udite udite… D’Alema: “interlocutori preziosi”.
2- L’articolo su Voci Democratiche, organo del circolo nonantolano, del suo direttore, sul Monte dei Paschi.
Condivido l’analisi che l’aver tolto il “falso in bilancio” da parte di Berlusconi, per risolvere i suoi problemi giudiziari, abbia aperto un’autostrada al diffondersi dell’illegalità e di gestioni allegre, in generale, dalle ditte alle banche. Ricordo che questa legge ha salvato da condanne già emesse in primo grado, i signori Romiti e Geronzi… Ma è inaccettabile e non veritiero ridurre la questione MPS a ciò, per giustificarne il CRAK. E’ vergognoso.
Chi è Mussari? Chi ha caldeggiato la sua ascesa prima e la sua nomina “Massima” poi? Chi gestisce la Fondazione, quale il ruolo del PCI-PDS-PD in tutto questo? A Siena, per queste elezioni non si incontra affisso quasi nessun manifesto del PD. Nessun dirigente si è presentato per la campagna elettorale. Ceccuzzi, l’ex-sindaco, vincitore delle primarie, da stamani è inquisito insieme a Mussari -del quale è stato testimone di nozze- per il fallimento del pastificio Amato di Salerno, un finanziamento senza i presupposti, la mediazione di un deputato Udeur, una società offshore a Malta e 18 milioni di € del MPS che spariscono. Infine, da una decina di giorni le cronache giudiziarie senesi ci hanno comunicato l’accordo di spartizione di potere, sembra, stilato nel 2004, tra Verdini, segretario PDL e Ceccuzzi, allora segretario provinciale del PDS. Purtroppo tutto ciò si rifletterà sul voto. Lunedì “l’ardua sentenza”!
Due interrogativi che evidenziano la cultura politica dell’amnesia e della memoria corta in casa propria, che il Caimano come un virus, ha infettato nella politica del Paese?
Credo che necessiti un profondo cambiamento di ordine culturale, tale da creare nella mentalità collettiva un cambiamento di mentalità.
Non possiamo permetterci di considerare i nostri “elettori”: senza cultura, senza formazione, senza discernimento, nascondendogli le cose. Queste azioni sono la cultura dell’altra parte politica, non la nostra. Non è più il tempo dell’ideologie bieche che si fronteggiano, ma della costruzione dell’Italia “bene comune”.
Termino, ricordando che è la prima volta che votiamo in tempo di Quaresima. Non sto qui a tediarvi sul suo significato, ma essendo cattolico, penso che il binomio Quaresima-Elezioni deve farci lavorare politicamente verso la creazione di una mentalità della solidarietà e non dello sfruttamento, della mentalità del dono e non della preda, della mentalità che possiamo salvarci da questa triste situazione solo insieme, non facendo i battitori solitari, nessuno basta a se stesso!
Nella speranza che lunedì, al volgere del giorno, i risultati elettorali, ci comunichino che gli italiani abbiano messo la croce al posto giusto…

Le riflessioni di “Noi Siamo Chiesa” sulle elezioni del 24-25 febbraio 2013

La coscienza cristiana di fronte al “date a Cesare, date a Dio”

Nell’imminenza delle elezioni politiche, la coscienza di quanti cercano di ispirarsi all’Evangelo, e vogliono essere fedeli all’invito di Gesù – “Date a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio” (Matteo 22, 21) – si trova di fronte ad interrogativi impegnativi sui comportamenti individuali e collettivi da tenere. Davanti a questa scadenza elettorale si presentano infatti, ben più che in passato, problemi che si sono aggravati, nuove emergenze ed una crisi economica e sociale che non è per niente in via di superamento. La mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani sono i due aspetti che più mordono nella vita quotidiana di ampi strati della popolazione. Ma anche altre questioni si pongono alla nostra coscienza: i poteri criminali sono in espansione e ora anche al Nord; dalla finanza interna e internazionale dipende, in buona parte, la gestione degli interessi collettivi; il riarmo continua ed in Afghanistan il nostro paese è in guerra; la condizione dei nuovi migranti e dei profughi è in contrasto per molti aspetti con la tutela elementare dei diritti della persona. Anche altri diritti sono disattesi; tra gli altri ricordiamo quello ad una condizione degna del carcerato, quello ad una sufficiente tutela di ogni donna dalle violenze o ancora quelli delle nuove famiglie, etero ed omosessuali, non unite in matrimonio che sono sprovviste di una specifica tutela giuridica.
Leggi tutto “Le riflessioni di “Noi Siamo Chiesa” sulle elezioni del 24-25 febbraio 2013”

Una lettera della sen. Urbani e la risposta di don Formenton

La lettera della senatrice

Perugia, 8 febbraio 2013

Gentile Parroco,
mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati in Parlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle problematiche sull’uso degli embrioni, all’apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).
In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione. Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.
Leggi tutto “Una lettera della sen. Urbani e la risposta di don Formenton”

Il ritorno della Politica

18 febbraio 2013
Si va alle elezioni in una situazione drammatica per tutti quelli che hanno perso il lavoro, per i giovani senza presente né tantomeno futuro, e, piú oltre, per le sorti del Paese, in bilico tra possibili avanzamenti e ritorni all´indietro. Si legge che il centro sinistra sia in buona posizione per affermarsi, anche se la grave crisi del MPS, lo sta mettendo in forte difficoltá. Chi credeva di essersi sbarazzato di Berlusconi, deve ricredersi. Infine Monti, che della brutta politica ha giá imparato l´essenziale: promesse demagogiche -si possono calare le tasse di un punto-, si puó correggere l´IMU -senza dire né come né quando-, un po di populismo -il mio non é un partito, e il mio nome non c´é, e poi invece c´é, e come se c´é!-, sono oltre la destra e la sinistra, -tradizionale strumento della destra-, io non avrei voluto ma in tanti hanno insistito, si spacció cosí anche il suo predecessore, non certo un modello di virtú e spirito di servizio.
Portatore non di idee. lui, Monti, ma di veritá: ricette ideologiche neoliberiste, per le quali lo Stato dovrebbe ritirarsi dalla scuola, dalla sanitá, dai servizi essenziali, lasciando alla spontaneitá del mercato il compito della crescita e di quel poco di giustizia sociale, ma poca per caritá, altrimenti si spaventano i Mercati! Ricette ovunque fallimentari, salvo che per la grande finanza e i soliti noti. Una destra piú dignitosa e presentabile di quella berlusconiana, ma pur sempre destra. Appoggiata da Partito popolare europeo, da Marchionne e dalle gerarchie Vaticane. Oltre che dai vecchi intramontabili democristaini come Casini, per il quale o il centrosinistra vince alla Camera e al Senato, oppure dovrebbe governare lui, che non vincerá da nessuna parte.
Il 24 febbraio, alle otto del mattino, voteró PD, augurandomi che la prossima primavera, che subito dopo verdeggerá sulle prime gemme del mio fico, sia davvero la primavera dell´annuncio di giornate nuove dopo la farsa tragica del berlusconismo: la primavera nella quale potremo dire che la pagina si é chiusa, che di loro -i fascisti di governo, i leghisti insofferenti dell´unitá del Paese, i servili coriferi del liberismo d´accatto- non vorremmo nemmeno piú parlare.
Mi auguro che per questo sogno di rinascita la Sinistra sappia finalmente, muoversi in questa campagna elettorale come un solo gruppo, come i ´serventi´ di una testuggine, che insieme concorrono -ognuno con le proprie braccia e con il proprio vigore- a percuotere il portone ferrato, e infine scardinarlo.
Sappiamo tutti quanti quanto male, in passato ci siamo fatti, quale sventura abbia prodotto la difesa dell´orto dei nostri ideologismi, dallo strabismo tragico che concorse ad aprire la strada al fascismo fino alle rotture dell´altro ieri, quando la ´purezza´ di ogni e separata ´pura Sinistra´ apri autostrade a Berlusconi.
Per questa cecitá, ci sono stati momenti nei quali l´avversario non era la Destra, bensí il miltante dell´altra Sinistra, diversa dalla nostra, e tuttavia cosí prossima d´aver condotto insieme mille battaglie, nella fraterna condivisone di un progetto.
Non ripetiamo lo stesso errore, non permettiamo che si mostri a nessuno dei nostri potenziali elettori il volto di una Sinistra sfigurata dalle crepe, come di chi sia incapace di comprendere che il governo del Paese non sopporta le smorfie di una sciocca contesa.
Voteró PD. Lo faró perché ha presentato quattro emigrati, tra cui Cecile Kyenge. So benissimo che potrei votare per altra compagine di Sinistra, in virtú della condivisone con gran parte delle idee che la distinguono.
Lo faró senza mai pronunciare una parola -anche una sola parola- contro un qualsiasi altra compagine di Sinistra, sentiró le mie mani vicinissime a quelle altre che con la sua spingono la testuggine contro il solo nostro unico avversario, perché si apra la porta che dá sulla primavera. Meschini e senza morale, e anzi ciechi, i ´puri´ che, pur senza volerlo, si faranno complici di un´altro inverno.
Antonio Vermigli
N.B. A proposito del MPS: in Toscana, tutti sanno chi é Mussari, l´avvocato calabrese naturalizzato senese, che spendendo sapientemente la notizia ´mai ufficiale´ dell´alto patronato di Massimo DÁlema, scala la Fondazione, poi prende direttamente le redini, sempre legatissimo al segretario del PD locale, e poi sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi.
Ceccuzzi sbambetta il fratello di Alberto Monaci, margherita, attuale presidente del Consiglio regionale, Alfredo. Il quale correva per diventare presidente della Fondazione MPS. Conseguenza: Alfredo, consigliere comunale, insieme ad altri sette consiglieri non vota il bilancio, Ceccuzzi si dimette da sindaco. Si va ad elezioni anticipate.
Ricordo che Ceccuzzi, vince le primarie ed é candidato alla Camera, Alfredo Monaci, passa con Monti.
Il PD regionale é in grande subbuglio, si chiede la testa del segretario. Manciulli, di fede dalemiana, il quale approfitta delle elezioni, e, viene inserito nel listino, dopo che anche al ballottaggio, in Toscana aveva di nuovo stra-vinto Renzi. I senesi adesso, visto l´andazzo voteranno PD? Riuscirá Bersani a togliere dalla lista Ceccuzzi?
Ricordo che da almeno 10 anni, a Siena il potere é in mano alla triplice C= Cenni-Ceccherini e Ceccuzzi,. sindaco, presidente della Provincia e presidente FondazioneMPS. I padroni del MPS.
La speranza é che in Toscana il PD: ´speriamo che me la cavi´.

Ilaria Bodero recita “L’uomo che cammina”

Sabato 9 febbraio prossimo presso la Casa della Solidarietà in via delle Poggiole 225 a Lucciano-Quarrata (PT)
Ilaria Bodero (scrittrice, camminatrice ed insegnante)
recita
“L’uomo che cammina”
con l’accompagnamento musicale di Francesco Florenzi e Nicola Bonfanti.
L’appuntamento è per le ore 20,00 in via delle Poggiole 225.
Al termine, per chi vuole, mangeremo insieme pane e prosciutto con il contributo di cinque euro.

Cena di solidarietà a sostegno della Cooperativa Integra

Sabato 26 gennaio 2013 alle ore 20,00, presso la Casa della Solidarietà in via delle Poggiole 225 a Lucciano, si svolgerà una cena di solidarietà a sostegno delle attività della cooperativa INTEGRA di Quarrata

menu: antipasti misti; penne al sapore mediterraneo e risotto ai carciofi; prosciutto arrosto in forno a legna con patate e verdure miste saltate in padella; fantasia di dolci

Il contributo è di € 20,00 (adulti); € 10,00 (bambini)

Per la nostra organizzazione è gradita la prenotazione entro giovedi 24 gennaio. Telefonare 0573 750539 ore serali. Mariella cell. 3332654911, Patrizia cell. 3392349201

Riforma della difesa, un Natale “armato” – di Alex Zanotelli

Il 10 dicembre eravamo a Roma davanti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Forze Armate voluta dal Ministro della Difesa, l’ammiraglio Di Paola. I rappresentanti dei movimenti per la pace erano stretti attorno a una gigantesca bandiera della pace che occupava la larghezza dell’anti-piazza davanti al Parlamento. Eravamo lì per chiedere ai Parlamentari di non votare la Riforma delle Forze Armate.
Tutto inutile! Quel pomeriggio il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge delega.
La Destra ha votato compatta a favore, nonostante avesse appena sfiduciato il governo.
Il PD, nonostante alcune voci contrarie, ha pure votato a favore.
Unico partito contrario: IDV.
Un amaro regalo di Natale questo che il governo Monti ci lascia prima di dimettersi.
Un regalo alla casta dei militari, alla lobby dei mercanti di morte.
La riforma infatti ci costerà nei prossimi dieci anni, l’astonomica cifra di 230 miliardi di euro!
Leggi tutto “Riforma della difesa, un Natale “armato” – di Alex Zanotelli”

Le primarie del PD e il porcellum

8 dicembre 2012
Lo champagne natalizio ha aumentato nella classe dirigente del PD la “sbornia” dei tre milioni di voti alle primarie. Domenica prossima altre primarie per i candidati a Camera e Senato.
Ecco le regole, necessarie naturalmente per “gestire”:

1- la grande affluenza alle primarie è stata salutata come grande atto democratico e partecipativo. Subito cancellato con la vecchia cimosa, dimenticandosi però della polvere che il gesso cancellato crea.

Perchè si chiama il popolo che si riconosce nel PD a scegliere il premier e si lascia fuori dalla scelta dei candidati? Perchè i possibili candidati devono raccogliere le firme degli iscritti? Grande atto di democrazia? Molta apparenza ancora una volta. La gestione del potere cancella tutto! Ancora una volta è stata violentata la volontà la partecipazione di milioni di italiani. In tavola il medesimo arrosto “non partecipativo” .Siamo tornati al vecchi “centralismo democratico”. Ce lo volete spiegare per piacere, possibilmente con serietà?

Perchè il popolo dopo un mese diventa “bue”? Indegno di continuare nella spirale partecipativa? Pensate che non abbia libertà di coscienza o che ne abbia troppa? Il popolo non è un cervello da portare all’ammasso, ma la necessità del dialogo come antidoto e risposta alla disaffezione di massa dalla politica.
Che succede quando coloro che dovrebbero spronarti ad alzare lo sguardo e mirare lontano, si ripiegano su se stessi cercando di trascinare anche te nella chiusura della miopia narcisista e gestionale?

E quando coloro che sono preposti a tener deste le coscienze dentro gli interrogativi che la storia ti pone diventano, essi stessi, dispensatori di dosi soporifere che sotto l’imperio dei dictat di rito privano, affievolano ogni capacità di intento e di discernimento? Cosa fare quando sui sentieri della possibilità del nuovo si insediano i ragionieri del calcolo?

2- Veniamo ai nuovi “prescelti” nell’ allevamento del Porcellum. Saranno da 80 a 90 “unti” da Bersani. A tutt’ora che sto scrivendo non si conoscono i nomi, si sa soltanto che la lista dei “desiderosi si aggira sulle mille (1.000) unità.
Abbiamo capito perchè non c’è stato da nessun partito una vera “volontà”, nonostante i pressanti inviti di Napolitano, di fare una nuova legge elettorale.
Un bel “gruzzolo” a disposizione per “vassalli, valvassori e valvassini”.

Prima domanda? I vari “giovani” Boccia (già varie volte bocciato in competizioni elettorali), Fassina, Orfini, Orlando, Speranza, Giuntella e company, saranno posti nell’allevamento? O si confronteranno?

In merito ai candidati della nostra provincia, credo che possiamo solo stendere un “velo pietoso”. L’asse Bertinelli-Fratoni con esecutori i poveri Niccolai e Bruni, di peggio non poteva scegliere. Anzi, credo che si siano “castrati” bene per riuscire loro stessi a digerire cosi tanta intelligenza proposta.

Termino ricordando lo stipendio dei parlamentari: circa 14.000€uro, oltre alle decine e decine di “privilegi”, dal tutto gratis in cinema, teatri, stadi, autostrade, ai pranzi alla carta pagati quanto alla mensa aziendale o scolastica, alle cure termali, cliniche private, psicologo… mi fermo qui. perchè capisco che sto entrando in una “giungla” dove ad ogni inchiesta, si scoprono condizioni sfacciatamente vantaggiose.
A quando un deputato o un senatore della Repubblica che abbia il coraggio di descriverci, senza vergogna, tutti i “vantaggi”.
A quando un salario ai parlamentari?

Riflessione di fine anno

24 dicembre 2012
L’anno che si chiude sul piano politico è stato un anno di passaggio o per meglio dire un anno di esodo. C’è stato un esodo dalla lunga, umiliante stagione berlusconiana, e siamo entrati nel deserto in vista di una futura liberazione. L’errore che abbiamo fatto è stato di pensare che nel deserto il popolo non avesse bisogno di una guida, e perciò di una politica, ma avesse bisogno di una tecnica, come se far scaturire l’acqua da una roccia o dare alla gente di che sfamarsi in mancanza di pane, o trovare tutti insieme una strada per uscire dal deserto alla città fosse una questione tecnica, e non invece una questione politica e addirittura etica e spirituale. Sicché nel deserto abbiamo avuto ogni sorta di privazioni e di tormenti, qualcuno addirittura ha rimpianto le cipolle del tempo di schiavitù, e per di più abbiamo perso anche la fede: perché a questo punto, se non il miracolo, se non la politica, se non la tecnica, chi mai potrà salvarci?
Perciò l’Italia si trova, in questa fine d’anno, non solo in una situazione di caduta libera verso la povertà anche di classi un tempo agiate, non essendo stata messa in opera alcuna misura per la ripresa, ma anche in una situazione di straordinaria incertezza; di nessuna cosa possiamo essere più sicuri, perché ogni cosa è rimessa in causa come troppo costosa: il lavoro, le pensioni, la cultura, la scuola, gli insegnanti, i soldati e perfino la sanità; e sembra che la cosa più costosa di tutte siano i diritti, che per l’appunto vengono “rivisti” uno per uno.

A rendere ancora maggiore l’incertezza sul futuro si aggiunge il fatto che non sappiamo nulla di quello che sta per accadere; però proprio il fatto che nulla sappiamo indica che tutto può succedere. Dove tutto si è consumato, tutto può cominciare di nuovo. E qui si può cogliere anche l’occasione fornita dal deserto. Il deserto non è solo il luogo della negatività, dell’aridità, dell’inedia. Nelle tradizioni religiose il deserto è il luogo della rigenerazione, si entra nel deserto per sottrarsi alla presa degli idoli, per spogliarsi dei cattivi abiti di fede, e dopo tale spoliazione, liberi e leggeri, iniziare un nuovo cammino.

Così è anche per la politica. Non è pensabile che essa finisca così. Nel deserto può essere pensata una politica nuova. Si può ad esempio ricominciare a pensare che il suo fine è il bene comune, non il reciproco dominio; si può riconoscere che il suo compito è di rendere possibile la vita degli uomini insieme, ma non la “nuda vita”, bensì la “buona vita”, come la chiamava Aristotile, sapendo del resto che oggi, in Africa come nelle periferie urbane e nei campi profughi e nei centri di prima accoglienza, non si può assicurare nemmeno la nuda vita se non si procura la “buona vita”. Si può riscoprire che il vero obiettivo della politica è quello di riconoscere all’uomo il diritto di “cercare la felicità”, come diceva la Dichiarazione di indipendenza americana, è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico sociale che “di fatto” la impediscono, come dice l’art. 3 della nostra Costituzione.

Per fare questa politica occorre non fare del potere la ragione e il trofeo della politica, fonte di ogni sua corruzione e del conflitto di interessi, e non riproporre ossessivamente vecchie agende. Monti aveva la sua, e l’ha attuata. Le primarie hanno fatto emergere una credibile agenda Bersani, e vediamo se la potrà onorare. Purtroppo il PD, lo scorso 11 dicembre ha votato la Riforma delle Forze Armate che costerà nei prossimi 10 anni, l’incredibile cifra di 230 miliardi di euro. Per cosa? Per la felicità o, per mantenere l’ingiustizia e la prepotenza attuale?

Ma soprattutto c’è la nostra agenda, l’agenda dei cittadini, e dobbiamo fare in modo che sia una buona agenda: che metta al centro i poveri, che voglia riportare l’economia nelle regole e sotto la “governance” della democrazia, che si ricordi della disperazione dei popoli. Quest’anno, il 2013, ci si può provare. Non occorrono quaranta anni nel deserto: uno già basta.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: