Accordi di partenariato economico: il bacio della morte – di Alex Zanotelli

Nel semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea (UE) e con Federica Mogherini, Alta Rappresentante per la politica estera e di sicurezza, nonché vicepresidente della UE, l’Europa ha dato il ‘bacio della morte’-così scrive Le Monde Diplomatique- all’Africa, forzandola a firmare gli Accordi di Partenariato Economico (EPA). “O firmate gli EPA- ha detto la Commissione Europea ai paesi ACP(Africa, Caraibi, Pacifico) o sarete sottoposti a un nuovo regime di tassazione delle vostre esportazioni .” E lo ha fatto , come promesso, entro il 1 ottobre 2014. E’ gravissimo che l’Europa l’abbia fatto in un momento così difficile per il continente nero, soprattutto con i paesi dell’Africa occidentale minacciati dalla tragedia di Ebola, con la zona saheliana dal Mali al Sudan in subbuglio, con il Corno d’Africa in guerra e con il Sud Sudan e il Centrafrica in guerra civile.
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Verso un’Alleanza dei Movimenti popolari – Intervista a João Pedro Stédile

da Adista n. 40 – 15 novembre 2014

Che bilancio è possibile tracciare dell’incontro dei movimenti popolari in Vaticano?

Con il papa si è stabilito subito un clima di fiducia. Quando è venuto in visita in Brasile, per esempio, ha compiuto una serie di gesti che valgono più di molte parole, a cominciare dal fatto che, diversamente da quanto previsto nel programma originario, ha voluto recarsi in una favela. Ed è stato molto bello an- che il fatto che abbia espresso il desiderio di andare a trovare dom Pedro Casaldáliga: si è persino informato su quante ore di volo ci volessero per raggiungere la sua diocesi. Poi, quando si è reso conto che era troppo distante, gli ha almeno voluto scrivere una lettera molto affettuosa. Già lo scorso anno eravamo stati convocati in Vaticano per un primo incontro (il workshop “Emergenza Esclusi”, svoltosi in Vaticano il 5 dicembre 2013, ndr), allo scopo di offrire la visione dei movimenti sui modi in cui il capitale accresce la disuguaglianza sociale. Il dialogo era poi proseguito specificamente sui semi transgenici, anche in considerazione del fatto che in Vaticano esistono posizioni differenti al riguardo. Così abbiamo coinvolto un gruppo di scienziati per far giungere al papa dei sussidi che spero possano aiutarlo nella stesura della sua prossima enciclica sull’ambiente. È sorta quindi l’idea di organizzare un grande incontro dei movimenti popolari in Vaticano, un incontro tra il papa e un centinaio di dirigenti sociali legati a tre ambiti diversi (terra, lavoro e casa) indipendentemente dalle loro convinzioni religiose – non a caso i cattolici non erano la maggioranza -, con l’unica condizione che fossero veri dirigenti e che rappresentassero migliaia di lavoratori. Leggi tutto “Verso un’Alleanza dei Movimenti popolari – Intervista a João Pedro Stédile”

Lettera Rete Quarrata ottobre 2014

Per capire la vittoria di Dilma Rousseff, presidente del Brasile – di LEONARDO BOFF

In questa tornata elettorale presidenziale, brasiliani e brasiliane si sono confrontati come se rappresentassero la scena biblica descritta dal Salmo n°1: si doveva scegliere tra due vie, una che rappresentava il successo e la felicità possibile, l’altra l’insuccesso e l’infelicità evitabile.

Erano state create tutte le condizioni per una tempesta perfetta con distorsioni e diffamazioni, diffuse nella grande stampa e nei media popolari, soprattutto una rivista che ha offeso gravemente l’etica giornalistica, sociale e personale pubblicando falsità per danneggiare la candidata Dilma Rousseff. Dietro a questa rivista albergano le élites più retrograde che si impegnano a difendere i loro privilegi piuttosto che far partecipare tutti ai diritti personali e sociali.

Davanti a queste avversità la presidente Dilma già passata attraverso le torture nei sotterranei degli organi di repressione della dittatura militare, ha rafforzato la sua identità. È cresciuta nella sua determinazione e ha accumulato energie per affrontare qualsiasi scontro. Si è mostrata come è: una donna coraggiosa e valorosa che trasmette fiducia, virtù fondamentale per un politico. Mostra di essere tutta di un pezzo e non tollera malefatte. Lei genera nell’elettore o elettrice il sentimento di “sentire fermezza”.

La sua vittoria è dovuta in gran parte ai militanti che sono usciti per le strade organizzando grandi manifestazioni. Il popolo ha mostrato di essere maturo nella sua coscienza politica e ha saputo, biblicamente, scegliere la via che gli pareva più indovinata votando Dilma. Lei ha vinto con più del 51%.
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Votazione all’ONU: il mondo contro l’embargo a Cuba. A parte 2 paesi.

188 a favore dell’abolizione dell’embargo, 2 contrari (USA e Israele), 3 astenuti

IL MONDO DICE NO Al BLOCCO: 188 paesi hanno votato a favore della risoluzione 68/8 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unita “Necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba, presentato questa mattina nella sede dell’ONU a New York. Soli due paesi – Stati Uniti e Israele – hanno appoggiato questa politica, e altri 3 si sono astenuti – Isole Marshall, Micronesia e Palau.

La potenza di Roma sui mari – Manlio Dinucci

La portaerei Garibaldi, rimessa a nuovo nell’Arsenale di Taranto, resterà in servizio per almeno altri 7/8 anni. I lavori di ammodernamento, che hanno riguardato la quasi totalità degli impianti e delle strutture della nave, sono costati oltre 10 milioni di euro.

Sembra dunque rinviata la vendita della nave all’Angola, il cui governo, in un paese dove circa la metà della popolazione è sotto la soglia di povertà, aspira a divenire il primo in Africa a possedere una portaerei. Il vero business, nella vendita della Garibaldi, consisterebbe nei contratti che l’acquirente stipulerebbe con aziende italiane per gestire i suoi sofisticati sistemi.

La Garibaldi, lunga 180 metri e con un equipaggio di 600 militari, realizzata negli anni Ottanta come portaelicotteri, è divenuta portaerei dieci anni dopo con l’imbarco di caccia Harrier, destinati ad essere sostituiti dai futuri F-35B della nuova portaerei Cavour. La Garibaldi – sottolinea la Marina militare – ha svolto un ruolo fondamentale, quale ammiraglia della flotta, in tutte le principali «missioni internazionali», dalla Somalia alla Jugoslavia, dall’Afghanistan al Libano, fino all’«Operazione Unified Protector» in Libia nel 2011. Ha contribuito in tal modo a «elevare l’Italia a un rango e ad un prestigio internazionale che prima erano stati appannaggio esclusivo di pochi altri Paesi».
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Religiosi, militari e antiabortisti: il Congresso del Brasile svolta a destra

da Limes.it  – Carlo Cauti

In attesa di vedere chi sarà presidente tra Dilma Rousseff e Aécio Neves, un dato è certo: il gigante latinoamericano ha eletto il parlamento più conservatore degli ultimi 50 anni.

Nel giugno del 2013 le strade e le piazze del Brasile sono state invase da manifestazioni di protesta. Cariche del simbolismo tipico di un movimento di massa latinoamericano, chiedevano a gran voce un profondo cambiamento politico e l’estensione dei diritti sociali. Molti osservatori, analisti e politici hanno vaticinato che si trattasse dell’anticamera di una rinascita della nuova sinistra.

Come dicono in Brasile, “sabe de nada, inocente” (“non hai capito niente, sprovveduto”). L’elezione per il rinnovamento di parte del Congresso federale brasiliano, tenutasi domenica 5 ottobre in concomitanza con il primo turno delle elezioni presidenziali, ha mostrato che il cambiamento è avvenuto, sì – ma nella direzione opposta. La maggior parte dei nuovi deputati e senatori è di stampo spiccatamente conservatore. Probabilmente si tratta del Congresso più conservatore dal 1964, anno del Golpe. Leggi tutto “Religiosi, militari e antiabortisti: il Congresso del Brasile svolta a destra”

Consolidare la rivoluzione democratica votando Dilma Rousseff

La presente campagna presidenziale del secondo turno mette in gioco qualcosa di fondamentale nella storia del Brasile: la nostra prima rivoluzione popolare, democratica e pacifica, conquistata votando e scegliendo Lula come presidente. Non c’è stata soltanto un’alternanza di potere, ma un’alternanza di classe sociale. Un rappresentante dei disgraziati sempre emarginati è arrivato alla più alta carica della nazione come frutto del PT e alleati e di una grande articolazione di movimenti sociali e sindacali. Lavoro continuato da Dilma Rousseff.

Come affermava il noto storico José Honorio Rodrigues in “Conciliaçao” e in “Reforma do Brasil” (1965): “Gli’nteressi del popolo erano stati trascurati dai capi; da ciò lotte, ribellioni e storia cruenta, compromesso e conciliazione; rivoluzione nel senso di trasformazione della struttura economica del regime delle terre, dei cambiamenti nelle relazioni sociali, cose mai viste prima da noi; il grande successo della storia del Brasile è il suo popolo e la grande delusione, i suoi capi”. Continua José Honorio: “Le vittorie, sono oggettive e incontestabili; il Brasile deve al popolo unità politica e integrazione territoriale, meticciamento e tolleranza razziale, omogeneità religiosa, integrazione psicosociale e sensibilità nazionale molto viva, che esige una brasilianizzazione da parte dei contributi stranieri (121-122). Leggi tutto “Consolidare la rivoluzione democratica votando Dilma Rousseff”

In Dialogo, numero 105

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Lettera Rete Quarrata settembre 2014

Carissima, carissimo,
Oggi, nel mondo, siamo di fronte allo scandalo mondiale di circa un miliardo di persone che ancora soffrono la fame.
Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta che ciò non esista. La fame non va in ferie.
La fame è una tragedia mondiale, una catastrofe quotidiana, uno scandalo dimenticato.
Oggi, ogni 3,5 secondi una persona muore perché non ha abbastanza cibo da mangiare. Ogni anno in Italia si getta cibo per 40 milioni di persone!
Oggi, la popolazione dell’Africa é colpita in modo particolare da questa tragedia, insieme alle periferie di tutte le grande megalopoli del Sud del mondo, causa la concentrazione delle terre in mano a pochi latifondisti. In Brasile il 2,5% della popolazione possiede il 60% delle terre coltivabili. Urge, necessita una riforma agraria!
Oggi, una persona su quattro soffre di malnutrizione. La conseguenze sono drammatiche: negli adulti la capacità di lavorare diminuisce drasticamente, sono deboli e soggetti a continue malattie, fino a morire. Leggi tutto “Lettera Rete Quarrata settembre 2014”

Istruzione e sanità: Cuba batte Italia

di Fabio Marcelli | Il Fatto Quotidiano 17 settembre 2014

Il sistema educativo cubano è il migliore dell’area latinoamericana e dei Caraibi. Non lo afferma qualche polveroso bollettino veterocomunista ma l’istituzione guida del neoliberismo internazionale, la Banca mondiale. Secondo un recente rapporto dell’istituzione in questione, Cuba possiede un corpo docente di alta qualità e presenta parametri elevati, un forte talento accademico, retribuzioni adeguate ed elevata autonomia professionale, al pari di Paesi rinomati in questo senso a livello mondiale, come Finlandia, Singapore, Cina (in particolare la regione di Shanghai), Corea, Svizzera, Paesi Bassi e Canada.

Già in precedenza, peraltro, sempre il Banco mondiale aveva sottolineato, in un altri suoi rapporti, il riconoscimento internazionale attribuito a Cuba per i suoi successi nei campi dell’educazione e della salute, ottenuti grazie a un sistema di servizi pubblici che supera il livello presente nella maggiore parte dei Paesi in via di sviluppo e in alcuni settori è comparabile a quello dei Paesi sviluppati. E che fin dalla rivoluzione del 1959 è stato creato un sistema che permette l’accesso universale alla salute e all’educazione. Un modello che ha permesso a Cuba di raggiungere l’alfabetizzazione generale, sradicare determinate malattie, garantire l’accesso all’acqua potabile e la salute pubblica di base, con bassi livelli di mortalità infantile e alta speranza di vita, con un costante miglioramento degli indicatori sociali dal 1960 al 1980 e un ulteriore miglioramento dei tassi di mortalità infantile e speranza di vita negli anni Novanta. La Banca mondiale osservava come le prestazioni dei servizi sociali a Cuba siano fra le migliori del mondo in via di sviluppo, come documentato del resto da fonti di varie organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della salute, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e altre agenzie delle Nazioni Unite. Leggi tutto “Istruzione e sanità: Cuba batte Italia”