20a Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata

20a Marcia per la Giustizia Agliana – Quarrata
Sabato 14 settembre 2013

“Diritti per tutti”

saranno presenti:

Cecile KYENGE, ministra dell’Integrazione
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera
Antonietta POTENTE, suora domenicana, Bolivia
Gherardo COLOMBO, presidente Garzanti Libri
Benedetta TOBAGI, giornalista e scrittrice
Wuer KAIXI, leader protesta piazza Tienanmen del 1989

Comunicato Stampa

Da cinque anni l’Occidente, e il nostro paese in particolare, sono alle prese con una depressione economica gravissima. Sotto i suoi colpi sono caduti uno dopo l’altro i dogmi liberisti su cui era stato edificato il nuovo ordine mondiale globalizzato. Fondata su questi ultimi, governata da oligarchie ostinatamente arroccate in loro difesa, l’Unione europea è nel marasma.
Il suo pilastro, l’euro, traballa, e rischia di essere la causa prima dello sfaldamento dell’Unione. Anche in Italia è aperta la battaglia tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento.
Emerse in modo impetuoso nelle recenti elezioni, queste ultime si trovano davanti alla sfida più grande: governare il paese per portarlo fuori dal marasma in cui l’hanno ficcato le classi dirigenti e il loro personale politico.
Ma qual è l’alternativa al disordine, alla disoccupazione, alla miseria e alla disperazione che afferrano la maggioranza dei cittadini? Quali sono le misure di trasformazione più urgenti? E’ possibile superare la crisi? E pensabile uscire dal marasma senza riconquistare sovranità politica e monetaria?

Eppure, il principio della condivisione dei beni della Terra e dell’equa distribuzione del benessere deve essere fondamento imprescindibile dell’economia. Non deve più accadere che organismi privati, agenzie di rating al servizio degli interessi speculativi di chi costruisce il suo benessere scommettendo sul debito e sulla debolezza altrui, rastrellando ricchezze senza contribuire in nulla al progresso dell’umanità, decidano sulle sorti di interi paesi e sulla vita di centinaia di milioni di esseri umani. Le decisioni essenziali della politica devono avere la più ampia partecipazione, soprattutto quando riguardano la gestione di beni essenziali come il cibo, l’acqua, l’istruzione, la salute, l’energia, l’ambiente e non possono rispondere esclusivamente alle regole del profitto. La gravità dell’attuale situazione che vede intrecciarsi sullo scenario globale una crisi finanziaria, una crisi sociale e una crisi ecologica, richiede una svolta culturale e morale per costruire un futuro migliore
I soldi per una rivoluzione sostenibile ci sono. Sono solo 12 milioni le persone su 7,1 miliardi di abitanti della terra, che hanno una ricchezza pari a 46.200 miliardi di dollari (più della metà del Pil mondiale).

Anche con la crisi, i super ricchi continuano a non passare di moda. L’uguaglianza è un valore cui pochi, almeno a parole, sarebbero disposti a rinunciare. Eppure lo sappiamo, ci sono alcuni più uguali degli altri. E sono in aumento.
I più uguali di tutti hanno ormai raggiunto il ragguardevole numero di 12 milioni di individui: all’incirca, ironia della sorte, la popolazione della Grecia, lo 0,15% della popolazione del mondo.
Ciascuno dei quali ha una disponibilità liquida di almeno 5 milioni di dollari.
Non pensi che la “politica”, quella vera, non quella della gestione del potere, debba tornare ad avere la regolamentare e gestire la finanza?
Dipende da ognuno di noi.
Diritti per tutti significa principalmente creare una società all’interno della quale tutti possano viverci con dignità, partendo dai diritti essenziali: scuola, salute, lavoro, integrazione, relazione ecc…

Note organizzative

Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci – Arrivo a Quarrata – Piazza Risorgimento ore 21
Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
E-Mail: rete@rrrquarrata.it – casasolidarieta@rrrquarrata.it – www.rrrquarrata.it

Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata.
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti

Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.

Il PD e la vergogna dei suoi iscritti e votanti

23 luglio 2013
E’ duro credetemi continuare a “pensare”!
Non ci accorgiamo che in Europa la sinistra sta scomparendo, mentre in Italia è ormai alla “macchia”. I giovani non vedono nei partiti i canali capaci di rappresentare gli aneliti popolari e di stabilire alternative. Ho già ricordato in un mio scritto di vari mesi fa cosa previde il sociologo Robert Michels già nel 1911, i partiti progressisti si lasceranno addomesticare facilmente dalle delicatezze borghesi quando si convertono in governo. Cambiano il progetto del Paese per il progetto del potere, si allontano dai movimenti sociali e si avvicinano a quelli dei suoi antichi avversari, smettono di interrogare il capitalismo per proporre misure cosmetiche per migliorare la vita dei più poveri, o meglio, degli impoveriti.
Il capitalismo é in profonda crisi, nel suo sforzo per perpetuarsi, ignora le raccomandazioni dell’ONU per la crisi finanziaria, come chiudere i paradisi fiscali, e si nega di regolamentare il capitale speculativo. Le sue proposte sono pannicelli caldi, rammendi su panni vecchi. Hanno inventato il capitalismo verde per combattere la povertà attraverso programmi sociali compensatori, mai emancipatori, proponendo la libertà individuale per sicurezza, disprezza i movimenti sociali, criminalizza lo scontento popolare e le conseguenti manifestazioni.
Quando ci accorgeremo che il capitalismo rappresenta un progetto solo per una grande minoranza dell’umanità. L’ONU dice che ci sono 4 miliardi di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Viviamo in un sistema distruttivo, a quando tramutarlo in creativo?
I partiti sono chiamati a proposte alternative non a essere gestori della crisi economica. Devono sottolineare le carenze e le alternative. In caso contrario l’attuale insoddisfazione si tramuterà in rivolta. Sono esempi eloquenti le primavere arabe, la Turchia, il Brasile.
Si rendono conto che non possono tenere chiusa in gabbia la speranza?
Stiamo deglutendo quella che ci é stata presentata come una necessità per salvare il Paese: le Larghe Intese. Il PD, ammonito dai suoi sapientoni che lo ammaestrano a sussurrare, nei teatrini, mi raccomando, non nelle piazze! per non spaventare e a non indignare le quattro M -i Mercati, i Moderati, il Monti, la Merkel-, non accorgendosi che i più spaventati sono i precari, gli esodati, i disoccupati, i cassintegrati, i nuovi poveri e quelli che lo vanno diventando, i piccoli imprenditori falliti e quelli che temono di fallire, e che i più indignati erano tutti questi e altri ancora che si guadagnano onestamente da vivere e hanno visto crescere il malcostume e la corruzione politica come l’unica pianta bene innaffiata nel campo assetato.
Chi scrive é dell’idea, su cui insiste cocciutamente, che senza chiarezza sui fondamenti si costruisce sulla frana, pronta a cedere alle prime piogge. Certo, cambiamento: ma che cosa, come, perché? O si incomincerà di nuovo con le prediche agli altri o si guarderà prima a se stessi, ai propri errori e alle proprie magagne interiori?
Dunque la ricostruzione deve incominciare da se stessi, dalla propria costituzione etica e dunque sociale.
Una sinistra che non serva ai più deboli non serve a niente. Ma questa é una scelta innanzitutto morale, che chiede molto a se stessi e alla propria effettiva pratica politica.
L’attuale governo, si è caratterizzato per i suoi continui “rinvii”. Sottostà a continui ricatti, digerisce bugie che anche un cieco e un sordo insieme intuirebbe. Venerdì 19 si é superato ogni limite. Alfano vittorioso e illibato, a tal punto che sono rimasti increduli anche i “suoi”! Letta non solo l’ha difeso -Alfano non si tocca- (Corriere 17-7) ha messo sotto il tappeto tutte le “plateali” verità uscite giorno dopo giorno, fino ad ora che scrivo. Re Giorgio, anche lui l’ha seguito a ruota pronunciando la magica frase: -Alfano non si tocca- (Unità, 19-7) continua a fare il presidente di una ormai già chiara “repubblica presidenziale”, iniziata nel novembre del 2011, avocando a se entrambi.
Udite udite, B. su Repubblica, 19-7, parlando ai suoi: “Non dovete fare nulla, lasciamo che a difenderci siano Napolitano e Letta”.Guai a nominare il nome di Re Giorgio. Incredibile! Il presidente del Senato si è fatto ancora una volta notare interrompendo un senatore che, badate bene, non offendeva, ma lo citava. Mentre quando lo ha più volte citato l’Enrico, nella sua difesa: dormiva!
Siamo ormai giunti oltre l’essere completamente narcotizzati, adesso é chiaro che siamo “Allettati”, nel senso di “stesi politicamente”.
Mi sto domandando ma chi è costui? E’ Enrico Letta o Gianni Letta o GiannEnrico Letta? Il primo figlio, il secondo nipote di Re Giorgio?
Lo zio lo coccola, B. lo caldeggia, Re Giorgio. gli ha dato l’immunità?
Tra lui e la sinistra c’é la stessa comunanza che esiste tra un terrestre e un marziano. Ha, insieme a molti “pari” , pidiellizzato il PD, ex-partito di sinistra, ex-partito di opposizione, ex-partito di lotta. diventato ormai un partito “trangenico”.
Che fare di fronte a tutto ciò e molto altro volutamente tralasciato?
Benigni sabato sera a Firenze prima di esibirsi nel Canto 23 dell’Inferno sull’Ipocrisia, ha spiegato la sorpesa fattagli dalla classe dirigente del PD. Votando PD, ho subito sperato in un governo delle Larghe Intese. Ma non pensavo che la sua classe dirigente, dopo la campagna elettorale fatta non potesse arrivare a tanto. E bravo il PD, che “ruba le mie attese politiche”, una meraviglia!
Una sola cosa è fattibile, cari iscritti e cari elettori del PD, mi rivolgo agli anziani, a coloro che hanno sofferto e creduto in valori veri: rivoltatevi! Mandate a casa questa classe dirigente. Anche se vi sembra di avere le ali spezzate, da questa classe dirigente indegna e assetata di potere. Fatevi venire la voglia di tornare a volare, per guardare in alto.
Mi rivolgo a voi giovani, che avete le ali spezzate dalla crisi economico-finanziaria, che avete tre doti fondamentali che noi di una certa età non abbiamo più: creatività, entusiasmo e trasgressione, uscite in strada, occupate i circoli, mettendo al centro i veri bisogni della gente, cacciando gli equilibristi della politica, coloro che non hanno mai lavorato, coloro che quando terminano gli incarichi vanno a ricoprire ruoli profumatamente remunerati, coloro che pur giovani arrivano senza nessun merito, solo perchè optati da “qualcuno”. Create l’imprevedibile, mettendovi a disposizione per tornare a “volare abbracciati” per farsi trascinare dal vento della creazione di una società più giusta che batte nei vostri petti. Solo così potrete affrontare le paure, superare i timori, mettere a tacere i dubbi, che non ti fanno sentire il soffio di quel filo di vento tanto esile quanto robusto, capace di sostenervi in questo nuovo viaggio.
Il volare abita i cuori di ogni uomo e di ogni donna, e pulsa insistentemente, quasi a voler pompare nuovo sangue per accellerare la guarigione di questa politica ormai “morta”.
Andate nei circoli, prendete la tessera per dare una nuova vita a questo partito, prendetelo in mano con cura come una madre allatta il proprio bambino appena nato. Solo così possono nascere e “volare” le nuove politiche che gli impoveriti attendono.

Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Caserta, 17 luglio 2013

CENTRO SOCIALE EX CANAPIFICIO: MOVIMENTO PER MIGRANTI E RIFUGIATI
Arriviamo a Caserta alle sei e mezza e la sala gremita di nigeriani, ghanesi, senegalesi impressiona da subito. E pensare che la sala era la sede di un laboratorio di musica. La sfida lanciata in un primo tempo dagli spazi a lungo inutilizzati dell’ex canapificio, infatti, era quella di creare luoghi di poesia libera e personale. Poi la promessa si è fatta più ambiziosa ed è iniziata la sfida, che di quella idea originaria mutuava gli intenti: assicurare spazi nuovi di espressione. Libera e personale. “Perché parlare di immigrati non è la stessa cosa che parlare con gli immigrati” affermano in diversi. E proprio questo bisogno che la propria voce venga ascoltata è rivendicato con forza da molti presenti che da subito dimostrano profonda e rara consapevolezza non solo delle problematiche vissute sulla propria pelle, ma anche del tessuto normativo italiano.
Tutto questo non deve meravigliare, così come l’inusuale, perfetta organizzazione assembleare dimostrata. I ragazzi del Movimento per migranti e rifugiati, infatti, si riuniscono, numerosissimi, una volta a settimana per affrontare le problematiche più varie. Non solo: la preparazione di uno sciopero, di una manifestazione, di una qualsiasi iniziativa è sempre preceduta da lunghi mesi di preparazione, di studio e dibattito perché – come spiega Gianluca, il promotore dell’iniziativa – tutti devono sapere, capire ed essere coinvolti in ciò per cui si protesta.
Conoscenza e consapevolezza, espressione e responsabilizzazione sono i punti di forza del movimento. Ma non si può non parlare anche di personalità carismatiche come Zongo (ex sindacalista del Burkina Faso) che racconta come adesso il centro conti più di tre mila utenti. I tesserati, invece sono circa 1.300 e, con un contributo annuo minimo di 3,00 €, provvedono – tra le altre cose – ad autofinanziare l’attività legale prestata da alcuni avvocati nelle beghe che ogni tanto possono coinvolgere qualcuno dei ragazzi del Centro.
Quello legale, d’altra parte non è l’unico servizio presente. Il centro sociale Ex Canapificio, infatti, oltre a gestire uno SPRAR, offre uno sportello informativo attivissimo; un ambulatorio medico in partenariato con l’ Università Federico II e – importantissimo – un servizio di aiuto, assistenza e protezione a favore dei soggetti sottoposti a tratta e sfruttamento lavorativo.
La riunione è finita e prima di mettersi a tavola tutti insieme, davanti al piatto squisito di mafè preparato da Mamadou, uno dei presenti osserva con imbarazzante acutezza come chi parla di immigrazione in Italia finisca sempre e soltanto col fare ideologia o isteria. In una parola, la questione immigrazione in Italia non è mai affrontata nei suoi termini reali, nelle difficoltà concrete.
Ma qui no, non all’ ex Canapificio, dove la vita e la realtà sono metro di lavoro, di osservazione, di lotta.

Daniele Frigerio, dei Carovanieri

Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Roma, 16 luglio 2013

Lasciamo Pescara alle 9. Arriviamo a Roma con discreto anticipo rispetto al primo appuntamento della giornata, la conferenza stampa al ministero dell’integrazione per presentare la carovana. Presente la Ministra Cecile Kyenge. Intervengono il sindaco di Matera che manifesta la sua soddisfazione per la scelta della sua città come sede del festival della libera circolazione. Franca fa una breve resoconto delle tappe già effettuate e annuncia quelle che mancano.
Daniele Frigerio, a nome della Carovana, legge un messaggio di solidarietà alla ministra Kyenge per gli attacchi che subisce dall’inizio del suo mandato, ma anche per le iniziative di stampo razzista con le quali èstata accolta a Sorrivoli e Pescara, ma anche per le parole oltraggiose pronunciate dal Vice presidente del Senato.
Nel tardo pomeriggio ritorno al ministero per una foto di gruppo e poi ci si prepara per il concerto di Villa Ada organizzato dall’Arci nel quadro della manifestazione “Roma incontra il mondo” che si conclude il 2 agosto. Dopo l’introduzione di Filippo Miraglia e il saluto del rappresentante del sindaco di Roma, interviene Daniele che legge e commenta rapidamente l’appello dela carovane. Franca ricapitola le tappe percorse e invita i presenti ad unirsi alla carovana.
Tra un passaggio e l’altro al ministero abbiamo potuto ammirare i fiori di Calderoli, poi finiti sull’altare di una chiesa di Roma dedicata alla Madonna del Buon Consiglio.

Daniele Frigerio, dei Carovanieri

Papa, migranti, Lampedusa, politica – di Antonio Vermigli

Carissima, carissimo,
è una constatazione banale riconoscere che stiamo vivendo un’epoca di crisi in cui sembrano venir meno i punti di orientamento fondamentali per la vita umana.
Meno scontato, invece, è rendersi conto che la crisi attuale non è un semplice oscuramento delle certezze, ma lo sbriciolarsi dell’’umanità dell’’uomo, che sprofonda in una specie di abisso silenzioso la cui verità ultima è la morte. La cronaca attuale è abbastanza eloquente al riguardo.
Nel mondo, donne e uomini lottano e muoiono per le troppe libertà negate. In Italia invece corriamo il rischio di essere schiavi di un benessere economico che ci ha sedotti e affascinati con modelli di successo facile. A volte siamo come incatenati, mentre abbiamo bisogno di avere sete e fame di libertà per volare alto con il cuore e con la mente.
C’’è molta sete di libertà, che significa saper individuare la strada che conduce a realizzare il proprio progetto di vita, nascosto dentro di noi, quello che sentiamo, che ci realizza pienamente.
E’ importante saper valutare se le nostre scelte quotidiane riescono a concretizzare questo nostro bisogno, questo nostro obiettivo.
Viviamo in una società caratterizzata da un senso di precarietà del presente e di incertezza del futuro. Abitiamo un mondo che sembra sfuggire al nostro controllo e impedirci di capire dove stiamo andando. Da tutte le latitudini le società civili invocano giustizia, libertà, verità, pace e riconciliazione. La crisi finanziaria colpisce l’’Occidente, mentre la fame si abbatte sul Sud del pianeta togliendo la vita a milioni di uomini donne e bambini nell’’indifferenza generale. Chi ha chiude la porta, chi soffre tende la braccia guardandoci negli occhi senza incontrare i nostri…
La democrazia è ormai ridotta ad uno show per cittadini spettatori.
Credo che sia giunto il tempo perchè ognuno di noi esca allo scoperto per condividere la corresponsabilità di una Terra futura, di una Terra Madre per tutti.
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Il Papa a Lampedusa: “La carne dei rifugiati è la carne di Cristo” – di Alex Zanotelli

E’ molto significativo che Papa Francesco abbia scelto come suo primo viaggio apostolico, Lampedusa, posto simbolico per esprimere la sua attenzione agli ultimi, agli impoveriti. “La carne dei rifugiati – aveva detto pochi giorni prima del viaggio – è la carne di Cristo.”
L’isola di Lampedusa è la porta di entrata in Europa per ‘i disperati dell’Africa’.
“La Chiesa compie la propria missione – aveva scritto prima di essere ucciso il vescovo di Oran (Algeria), Pierre Claverie – quando è presente nelle lacerazioni che crocifiggono l’umanità nella carne e nell’unità.”

Papa Francesco ha scelto di essere presente in uno dei luoghi che hanno visto, in questi anni, arrivare migliaia di ‘carrette del mare’, di barconi carichi di uomini e donne alla ricerca di un futuro. Tanti di loro non ce l’hanno fatta!
Il giornalista G. Visetti, dopo un prolungato soggiorno a Lampedusa, ha stimato, dal 2002 al 2008, che oltre 42.000 immigrati hanno perso la vita nel ‘Mare nostrum’, diventato ormai il cimitero degli impoveriti. Per loro il Papa ha deposto sulle acque una corona di fiori per ricordare questa immane tragedia che si consuma davanti allla Fortezza Europa, protetta dal Frontex, un’agenzia che ha a disposizione oltre cento milioni di euro all’anno, per impedire ai diseredati di arrivare in Europa.
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Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Pescara, 15 luglio 2013

Alle 6.30 siamo già sul pulmino: destinazione Pescara.
Il primo appuntamento è alle 10 in Provincia dove, presso la Sala Consiliare “Tinozzi” si svolge l’incontro /dibattito “Emigrazione, immigrazione e cittadinanza” con la partecipazione della Ministra Kyenge.
Introduce Damiana Guarascio della Federazione AICCRE – organizzatrice della giornata.
Dopo i saluti delle autorità, prende la parola la Ministra Cecile Kyenge che ringrazia la Carovana per l’impegno assunto di tessere un filo fra le iniziative sullo ius migranti e sulla libera circolazione.
Sottolinea l’importanza della memoria nel trattare di migrazione per creare una cultura dell’immigrazione: se non facciamo analisi, se non capiamo le cause dello spostamento da un paese all’altro, diventa difficile affrontare problemi e criticità e trovare soluzioni Il tema dela cittadinanza e della libera circolazione presuppone riflessioni e scelte che spesso vanno trovate non da soli, ma in ambito comunitario.
Il tema della nuova cittadinanza è ampio e multivariegato; comporta il cambiamento di paradigmi culturali; per ottenere risultati concreti occorre fare dell’integrazione il punto di convergenza delle politiche europee, passare messaggi di speranza che stigmatizzano comportamenti di violenza, ricordarsi che l’Italia è all’interno di una comunità internazionale, renderci visibili, non lavorare sempre in e sulla emergenza.
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Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Sorrivoli, 14 luglio 2013

Padre Daniele, un comboniano si aggiunge ai carovanieri.
L’appuntamento è al Castello di Sorrivoli, paesino sulle colline di Cesena. Arriviamo abbastanza presto, c’è tempo per un giro nel castello e respirarne l’atmosfera.
È immerso nel verde, vi si accede per una ripida stradina; dal grande portale si entra nell’ampia terrazza che domina la vallata. La sua posizione geografica: da una parte il mare, dall’altra i monti la caratterizza come naturale punto di incontro fra visioni diverse che il parroco Don Pasquale ha assecondato facendone un punto di riferimento per persone, associazioni, gruppi che qui condividono spazi ed idee.
È un luogo vivo, abitato, con tante attività in corso: il ristorante, il bar, i laboratori, il magazzino/dispensa con i profumi dell’orto e i colori della frutta: fichi e pesche appena raccolti, la fresca, lunga e profonda cantina riadattata a sala incontri, la biblioteca con libri freschi di consultazione e segni.
Ci accoglie Don Pasquale che qui nel Castello ha la sua parrocchia e la sede delle attività parrocchiali e Sara del Centro per la Pace di Cesena che ha organizzato la giornata.
Il programma odierno prevede , a partire dalle 17: laboratori per bambini, proiezione di video, musica etnica e teatro con Roberto Mercadini.
Melmi, Fakri, Amin, Rachid, Chafik presentano il video “L’Aquilone di Iqbal” (visibile su youtube) realizzato in occasione della pubblicazione del libro “Impronte: le orme delle parole” in cui raccontano il vissuto di essere adolescenti fra due mondi.
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Post-sentenza

13 luglio 2013
Chissà che estate sarà ora che quei delinquenti di magistrati hanno osato dare del puttaniere a un politico del calibro del maggior statista europeo, forse inferiore solo a Napoleone! E chissà che avverrà di noi! Dico, noi della Sinistra, amati così intensamente in questi giorni da Marchionne, che vorremmo nel profondo del cuore alzar le bandiere al coraggio dei giudici dei Ruby-gate e dobbiamo invece far le persone per bene e farfugliare che non c’entra, che il governo è altra cosa, che magari questi giudici comunisti un poco disturbano il manovratore. Non c’entra, stiam lì a dire. come se fosse robetta da nulla starsene al governo con una accolita di servi stesi in difesa del loro padrone, e tutti con i forconi all’aria a dar di piglio alla magistratura, come fosse il nulla del nulla, star stretti all’alleanza con un uomo che suscita nell’intera Europa, nell’intero pianeta lo scandalo e la risata e trascina il nostro Paese nella classe dei Paesi farsa, appunto tra le repubbliche delle banane, Adesso, è corretto star zitti, è politicamente ineccepibile far finta di niente, e insomma, in buona sostanza, divenir complici: e se “complice” vi par troppo grossa, diciamo delicatamente che rischiamo di divenire, come si dice in Toscana “portatori di moccolo”. Dunque, non mi rimane che cantare la canzone: “No, cara piccina, no, così non va…”. Così non va, cari compagni o amici, non per ragioni di serietà, di dignità: per noi e per il Paese. Tanto più che mentre reggiamo il moccolo al loro padrone, costoro stanno lì a raccontarci ogni giorno -con le belle facce di Alfano, di Cicchitto, di Brunetta, di Gasparri e delle imbufalite adoranti santissime Santanché e Biancofiore- che se il governo è servo delle loro promesse elettorali per filo e per segno, allora bene, altrimenti loro, allenatissimi a rovinar tavoli ed accordi, tolgono l’appoggio e impiantano campagne elettorali giornalmente. Non è fare il bene del Paese star lì a dire continuamente: a dire calma. Quando comprenderemo che siamo di fronte a personaggi che rappresentano uno squallido mondo senza idee e senza orizzonti. Sento tanta pena per questi giovani ridotti a burattini di un Mangiafuoco, che spezza i fili a chiunque azzardi un’idea, che non sa che cosa sia il confronto e che a tutti nega il con-fronto, poveri utopisti accesi da ideali resi sterili dalla loro incapacità di scegliere, ammutoliti dall’imperio di uno solo, ridotti a una massa anonima, priva del coraggio della parola e in quella subordinazione resi feroci verso i loro simili che s’azzardano a contestare, così deboli da non pretendere il coraggio della lotta, eliminabili in un ottuso istinto di morte mediante il puro atto di vigliaccheria del branco che uccide i suoi simili. Come cannibali!

Frattanto, oh bella!, B. ha appena abbaiato che o si fa la riforma della giustizia o cade il governo. Chiede il salvacondotto! Se ci metteremo sull’attenti, saremo bell’è che morti.

Napolitano non ha aiutato l’Italia, in questo ultimo anno e mezzo. Contro la vulgata edificante e incensatoria che lo vuole come unico rappresentante dell’unica istituzione sana, nella palude della vita politica italiana.. Contro il conformismo, appunto Napolitano ha di fatto impedito che si andasse all’elezioni nel novembre 2011, favorendo in tutti i modi la formazione del governo che ha risanato un bel niente, che ha aumentato il debito pubblico, che ha ridotto in povertà e spesso alla fame milioni di pensionati.

Dopo le elezioni impone le larghe intese. Ieri un altro atto da repubblica presidenziale, avallando la chiusura dei lavori per un giorno di Camera e Senato, come contestazione da parte del PDL alla messa a ruolo del processo a B. da parte della Corte di Cassazione. Incredibile, ma vero! Siamo al suicidio delle istituzioni. Dove andremo? Cosa ci aspetta? Perché? Per chi’ Naturalmente per Lui, il signor B. Sarà forse l’età che non gli fa ricordare che è anche il presidente del Consiglio superiore della Magistratura.

Adesso ancor di più, tutti capiamo che il governo delle grandi intese, è una scelta, non una necessità.

Infine, è notizia di oggi che Giorgio Mulé, direttore di Panorama, è stato condannato a 8 mesi senza sospensione della pena. Ma credo non sia preoccupato, sa che c’è ancora Napolitano, presidente delle Grazie non richieste, vedi Sallustri! O ancor peggio, il capo della CIA in Italia.

Roberto Speranza, immeritatamente presidente dei deputati del PD, solidale con B. Non poteva non essere che così? Basta ricordarsi, per chi l’ha letta, la sua intervista al Foglio sulla riforma della giustizia.

B. lo assumerà sicuramente come avvocato al posto dello smilzo Ghedini e del pistolero Longo.

Giovane di età, non ancora trentenne, si presenta come Matusalemme. Questo è il nuovo offerto, ciò che passa il mercato politico. Senza pudore né vergogna è stato disponibile e solidale ed ha accettato di “bloccare” la Camera, non per tre giorni, come chiedeva il PDL, ma per uno. Pensate, le Istituzioni contestate da chi le rappresenta, non si era mai visto prima, nessuno era arrivato a tanto, la sua immaginazione verso il servilismo ha superato ogni aspettativa. Basta guardarlo quando viene intervistato, impaurito come un passero fuori dal nido, che pare esprimere: ma cosa ci faccio io qui? Cosa rappresento?

Cresciuto dall’eurodeputato Pittella, già al terzo mandato, spera così di fare il quarto il prossimo anno, gestore del partito in Basilicata, cresciuto dalemiano poi aiutato da Veltroni infgine da Bersani che con l’avvento di Renzi ha cercato di ringiovanire, quindi anche lui, come gli altri, è divenuto giovane turco bersaniano, ce lo vedete lui, con i vari Orfini e c., mentre i giovani turchi, quelli veri, in piazza Tahrir cantano “bella ciao” in italiano, mettendo a rischio le loro vite per difendere i loro diritti?

Ha avallato politicamente che il Parlamento si rivolti contro la Cassazione, contro un altro potere autonomo dello Stato.

Oggi il centro della questione nel PD è che mancano i contenuti e le persone in grado di interpetrarli. A chi spetta l’onere di proporne di validi e attuali ai giovani? A Speranza?

Chi si vuole rappresentare? E entro quale orizzonte internazionale? Sono questi, tra gli altri, i nodi che il PD dovrà necessariamente sciogliere, al rientro estivo.

Quirinale e governo contro il Parlamento

10 luglio 2013
Carissimi deputati,
le carte sono chiare, dopo la presa di posizione di ieri del Consiglio Superiore di Difesa, sull’impossibilità del parlamento di esprimersi sull’acquisto degli F35 e sull’ammodernamento dell’esercito (presieduto da Napolitano che ha concesso grazie, “udite udite” senza che gli siano state “richieste” a Sallustri. direttore del Giornale di “Famiglia”, condannato a 14 mesi per avere pubblicato notizie false; e al colonnello americano della Nato Joseph Romano, capo della CIA in Italia, condannato a 7 anni in via definitiva per il sequesto di Abu Omar, l’Imam di Milano, rapito nel 2003 con l’appoggio del Sismi del generale Pollari e averlo imbarcato all’aeroporto della base della Nato di Aviano, per poi portarlo al Cairo, dove è stato barbaramente torturato? Riconosciuto innocente, adesso è in attesa di un risarcimento miliardario da parte del governo) non avete più voce in capitolo. Erano presenti: E. Letta, Alfano, Mauro, Bonino, Saccomanni e Zanonato più il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Mantelli.
Una settimana fa, avete ri-mandando di sei mesi la votazione in parlamento, costituendo una commissione parlamentare. L’avete sventolata ai quattro venti come una grande vittoria, a tal punto che la Pini mi ha risposto, comunicandomi che verrà fatto un incontro pubblico a Modena sul tema degli F35.
Pensavate di essere “adulti”, almeno una volta giunti in Parlamento, invece vi lasciate trattare ancora da bimbini da portare in braccio o da porre sulle ginocchia per essere accarezzati (naturalmente sono cose che non fanno male, di cui tutti avremmo bisogno, ma dalle persone giuste).
Vi è chiaro che il Consiglio Supremo di Difesa non può ledere l’autonomia del Parlamento nella decisione assunta con la mozione sugli F35?
Il Consiglio Supremo -composto in gran parte dai membri del Governo- avete letto bene. membri del governo che voi sostenete! Se fossi un Grillino, scriverei, sono “vostri dipendenti”. Intende garantirsi completa autonomia di azione, rispetto alla “democrazia parlamentare” da voi rappresentata, affermando che: “la facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”. Incredibile! Non vi prendono in considerazione, siete il “nulla”, se permettete che ciò avvenga. Non vi resterebbe che tornare a casa, avete letto bene: tornate a casa.
Padre Zanotelli nel suo appello: Tangenti sulla vendita di armi: quanto va ai partiti? Vedi: http://www.ildialogo.org/appelli/MaleOscuro_1369771177.htm ricorda le indagini in corso nelle procure di Napoli, Busto Arsizio e Roma sulle tangenti di Finmeccanica. Dove è appena arrivato alla sua presidenza: Gianni De Gennaro. L’uomo dei segreti. Non pensate che tutto questo sia immorale? Non pensate che dobbiate prendere decisioni coraggiose, concrete e immediate, per garantire la sovranità del parlamento?
Adesso veniamo ai senatori: in Senato l’11 luglio voterete la nuova mozione per la sospensione del programma degli F35, non pensate di difendere e tutelare con un voto chiaro e netto, il vostro mandato ricevuto da noi cittadini, contro ogni forzatura di chi tutela gli interessi di “pochi” a scapito dei “molti”?
Dimenticavo una pillola da ingoiare: sapete chi ha firmato il contratto per l’acquisto degli F35, D’Alema, quando era presidente del Consiglio.
Credo che necessitate di molta acqua per buttarla giù.