Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Sorrivoli, 14 luglio 2013

Padre Daniele, un comboniano si aggiunge ai carovanieri.
L’appuntamento è al Castello di Sorrivoli, paesino sulle colline di Cesena. Arriviamo abbastanza presto, c’è tempo per un giro nel castello e respirarne l’atmosfera.
È immerso nel verde, vi si accede per una ripida stradina; dal grande portale si entra nell’ampia terrazza che domina la vallata. La sua posizione geografica: da una parte il mare, dall’altra i monti la caratterizza come naturale punto di incontro fra visioni diverse che il parroco Don Pasquale ha assecondato facendone un punto di riferimento per persone, associazioni, gruppi che qui condividono spazi ed idee.
È un luogo vivo, abitato, con tante attività in corso: il ristorante, il bar, i laboratori, il magazzino/dispensa con i profumi dell’orto e i colori della frutta: fichi e pesche appena raccolti, la fresca, lunga e profonda cantina riadattata a sala incontri, la biblioteca con libri freschi di consultazione e segni.
Ci accoglie Don Pasquale che qui nel Castello ha la sua parrocchia e la sede delle attività parrocchiali e Sara del Centro per la Pace di Cesena che ha organizzato la giornata.
Il programma odierno prevede , a partire dalle 17: laboratori per bambini, proiezione di video, musica etnica e teatro con Roberto Mercadini.
Melmi, Fakri, Amin, Rachid, Chafik presentano il video “L’Aquilone di Iqbal” (visibile su youtube) realizzato in occasione della pubblicazione del libro “Impronte: le orme delle parole” in cui raccontano il vissuto di essere adolescenti fra due mondi.
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Post-sentenza

13 luglio 2013
Chissà che estate sarà ora che quei delinquenti di magistrati hanno osato dare del puttaniere a un politico del calibro del maggior statista europeo, forse inferiore solo a Napoleone! E chissà che avverrà di noi! Dico, noi della Sinistra, amati così intensamente in questi giorni da Marchionne, che vorremmo nel profondo del cuore alzar le bandiere al coraggio dei giudici dei Ruby-gate e dobbiamo invece far le persone per bene e farfugliare che non c’entra, che il governo è altra cosa, che magari questi giudici comunisti un poco disturbano il manovratore. Non c’entra, stiam lì a dire. come se fosse robetta da nulla starsene al governo con una accolita di servi stesi in difesa del loro padrone, e tutti con i forconi all’aria a dar di piglio alla magistratura, come fosse il nulla del nulla, star stretti all’alleanza con un uomo che suscita nell’intera Europa, nell’intero pianeta lo scandalo e la risata e trascina il nostro Paese nella classe dei Paesi farsa, appunto tra le repubbliche delle banane, Adesso, è corretto star zitti, è politicamente ineccepibile far finta di niente, e insomma, in buona sostanza, divenir complici: e se “complice” vi par troppo grossa, diciamo delicatamente che rischiamo di divenire, come si dice in Toscana “portatori di moccolo”. Dunque, non mi rimane che cantare la canzone: “No, cara piccina, no, così non va…”. Così non va, cari compagni o amici, non per ragioni di serietà, di dignità: per noi e per il Paese. Tanto più che mentre reggiamo il moccolo al loro padrone, costoro stanno lì a raccontarci ogni giorno -con le belle facce di Alfano, di Cicchitto, di Brunetta, di Gasparri e delle imbufalite adoranti santissime Santanché e Biancofiore- che se il governo è servo delle loro promesse elettorali per filo e per segno, allora bene, altrimenti loro, allenatissimi a rovinar tavoli ed accordi, tolgono l’appoggio e impiantano campagne elettorali giornalmente. Non è fare il bene del Paese star lì a dire continuamente: a dire calma. Quando comprenderemo che siamo di fronte a personaggi che rappresentano uno squallido mondo senza idee e senza orizzonti. Sento tanta pena per questi giovani ridotti a burattini di un Mangiafuoco, che spezza i fili a chiunque azzardi un’idea, che non sa che cosa sia il confronto e che a tutti nega il con-fronto, poveri utopisti accesi da ideali resi sterili dalla loro incapacità di scegliere, ammutoliti dall’imperio di uno solo, ridotti a una massa anonima, priva del coraggio della parola e in quella subordinazione resi feroci verso i loro simili che s’azzardano a contestare, così deboli da non pretendere il coraggio della lotta, eliminabili in un ottuso istinto di morte mediante il puro atto di vigliaccheria del branco che uccide i suoi simili. Come cannibali!

Frattanto, oh bella!, B. ha appena abbaiato che o si fa la riforma della giustizia o cade il governo. Chiede il salvacondotto! Se ci metteremo sull’attenti, saremo bell’è che morti.

Napolitano non ha aiutato l’Italia, in questo ultimo anno e mezzo. Contro la vulgata edificante e incensatoria che lo vuole come unico rappresentante dell’unica istituzione sana, nella palude della vita politica italiana.. Contro il conformismo, appunto Napolitano ha di fatto impedito che si andasse all’elezioni nel novembre 2011, favorendo in tutti i modi la formazione del governo che ha risanato un bel niente, che ha aumentato il debito pubblico, che ha ridotto in povertà e spesso alla fame milioni di pensionati.

Dopo le elezioni impone le larghe intese. Ieri un altro atto da repubblica presidenziale, avallando la chiusura dei lavori per un giorno di Camera e Senato, come contestazione da parte del PDL alla messa a ruolo del processo a B. da parte della Corte di Cassazione. Incredibile, ma vero! Siamo al suicidio delle istituzioni. Dove andremo? Cosa ci aspetta? Perché? Per chi’ Naturalmente per Lui, il signor B. Sarà forse l’età che non gli fa ricordare che è anche il presidente del Consiglio superiore della Magistratura.

Adesso ancor di più, tutti capiamo che il governo delle grandi intese, è una scelta, non una necessità.

Infine, è notizia di oggi che Giorgio Mulé, direttore di Panorama, è stato condannato a 8 mesi senza sospensione della pena. Ma credo non sia preoccupato, sa che c’è ancora Napolitano, presidente delle Grazie non richieste, vedi Sallustri! O ancor peggio, il capo della CIA in Italia.

Roberto Speranza, immeritatamente presidente dei deputati del PD, solidale con B. Non poteva non essere che così? Basta ricordarsi, per chi l’ha letta, la sua intervista al Foglio sulla riforma della giustizia.

B. lo assumerà sicuramente come avvocato al posto dello smilzo Ghedini e del pistolero Longo.

Giovane di età, non ancora trentenne, si presenta come Matusalemme. Questo è il nuovo offerto, ciò che passa il mercato politico. Senza pudore né vergogna è stato disponibile e solidale ed ha accettato di “bloccare” la Camera, non per tre giorni, come chiedeva il PDL, ma per uno. Pensate, le Istituzioni contestate da chi le rappresenta, non si era mai visto prima, nessuno era arrivato a tanto, la sua immaginazione verso il servilismo ha superato ogni aspettativa. Basta guardarlo quando viene intervistato, impaurito come un passero fuori dal nido, che pare esprimere: ma cosa ci faccio io qui? Cosa rappresento?

Cresciuto dall’eurodeputato Pittella, già al terzo mandato, spera così di fare il quarto il prossimo anno, gestore del partito in Basilicata, cresciuto dalemiano poi aiutato da Veltroni infgine da Bersani che con l’avvento di Renzi ha cercato di ringiovanire, quindi anche lui, come gli altri, è divenuto giovane turco bersaniano, ce lo vedete lui, con i vari Orfini e c., mentre i giovani turchi, quelli veri, in piazza Tahrir cantano “bella ciao” in italiano, mettendo a rischio le loro vite per difendere i loro diritti?

Ha avallato politicamente che il Parlamento si rivolti contro la Cassazione, contro un altro potere autonomo dello Stato.

Oggi il centro della questione nel PD è che mancano i contenuti e le persone in grado di interpetrarli. A chi spetta l’onere di proporne di validi e attuali ai giovani? A Speranza?

Chi si vuole rappresentare? E entro quale orizzonte internazionale? Sono questi, tra gli altri, i nodi che il PD dovrà necessariamente sciogliere, al rientro estivo.

Quirinale e governo contro il Parlamento

10 luglio 2013
Carissimi deputati,
le carte sono chiare, dopo la presa di posizione di ieri del Consiglio Superiore di Difesa, sull’impossibilità del parlamento di esprimersi sull’acquisto degli F35 e sull’ammodernamento dell’esercito (presieduto da Napolitano che ha concesso grazie, “udite udite” senza che gli siano state “richieste” a Sallustri. direttore del Giornale di “Famiglia”, condannato a 14 mesi per avere pubblicato notizie false; e al colonnello americano della Nato Joseph Romano, capo della CIA in Italia, condannato a 7 anni in via definitiva per il sequesto di Abu Omar, l’Imam di Milano, rapito nel 2003 con l’appoggio del Sismi del generale Pollari e averlo imbarcato all’aeroporto della base della Nato di Aviano, per poi portarlo al Cairo, dove è stato barbaramente torturato? Riconosciuto innocente, adesso è in attesa di un risarcimento miliardario da parte del governo) non avete più voce in capitolo. Erano presenti: E. Letta, Alfano, Mauro, Bonino, Saccomanni e Zanonato più il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Mantelli.
Una settimana fa, avete ri-mandando di sei mesi la votazione in parlamento, costituendo una commissione parlamentare. L’avete sventolata ai quattro venti come una grande vittoria, a tal punto che la Pini mi ha risposto, comunicandomi che verrà fatto un incontro pubblico a Modena sul tema degli F35.
Pensavate di essere “adulti”, almeno una volta giunti in Parlamento, invece vi lasciate trattare ancora da bimbini da portare in braccio o da porre sulle ginocchia per essere accarezzati (naturalmente sono cose che non fanno male, di cui tutti avremmo bisogno, ma dalle persone giuste).
Vi è chiaro che il Consiglio Supremo di Difesa non può ledere l’autonomia del Parlamento nella decisione assunta con la mozione sugli F35?
Il Consiglio Supremo -composto in gran parte dai membri del Governo- avete letto bene. membri del governo che voi sostenete! Se fossi un Grillino, scriverei, sono “vostri dipendenti”. Intende garantirsi completa autonomia di azione, rispetto alla “democrazia parlamentare” da voi rappresentata, affermando che: “la facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo”. Incredibile! Non vi prendono in considerazione, siete il “nulla”, se permettete che ciò avvenga. Non vi resterebbe che tornare a casa, avete letto bene: tornate a casa.
Padre Zanotelli nel suo appello: Tangenti sulla vendita di armi: quanto va ai partiti? Vedi: http://www.ildialogo.org/appelli/MaleOscuro_1369771177.htm ricorda le indagini in corso nelle procure di Napoli, Busto Arsizio e Roma sulle tangenti di Finmeccanica. Dove è appena arrivato alla sua presidenza: Gianni De Gennaro. L’uomo dei segreti. Non pensate che tutto questo sia immorale? Non pensate che dobbiate prendere decisioni coraggiose, concrete e immediate, per garantire la sovranità del parlamento?
Adesso veniamo ai senatori: in Senato l’11 luglio voterete la nuova mozione per la sospensione del programma degli F35, non pensate di difendere e tutelare con un voto chiaro e netto, il vostro mandato ricevuto da noi cittadini, contro ogni forzatura di chi tutela gli interessi di “pochi” a scapito dei “molti”?
Dimenticavo una pillola da ingoiare: sapete chi ha firmato il contratto per l’acquisto degli F35, D’Alema, quando era presidente del Consiglio.
Credo che necessitate di molta acqua per buttarla giù.

Papa Francesco a Lampedusa: e ora?

10 luglio 2013
Carissima, carissimo,
è una constatazione banale riconoscere che stiamo vivendo un’epoca di crisi in cui sembrano venir meno i punti di orientamento fondamentali per la vita umana.
Meno scontato, invece, è rendersi conto che la crisi attuale non è un semplice oscuramento delle certezze, ma lo sbriciolarsi dell’umanità, dell’uomo che sprofonda in una specie di abisso silenzioso la cui verità ultima è la morte. La cronaca attuale è abbastanza eloquente al riguardo.
Nel mondo, donne e uomini lottano e muoiono per le troppe libertà negate. In Italia invece corriamo il rischio di essere schiavi di un benessere economico che ci ha sedotti e affascinati con modelli di successo facile. A volte siamo come incatenati, mentre abbiamo bisogno di avere sete e fame di libertà per volare alto con il cuore e con la mente.
C’è molta sete di libertà, che significa saper individuare la strada che conduce a realizzare il proprio progetto di vita, nascosto dentro di noi, quello che sentiamo, che ci realizza pienamente.
E’ importante saper valutare se le nostre scelte quotidiane riescono a concretizzare questo nostro bisogno, questo nostro obiettivo.
Viviamo in una società caratterizzata da un senso di precarietà del presente e di incertezza del futuro. Abitiamo un mondo che sembra sfuggire al nostro controllo e impedirci di capire dove stiamo andando. Da tutte le latitudini le società civili invocano giustizia, libertà, verità, pace e riconciliazione. La crisi finanziaria colpisce l’Occidente, mentre la fame si abbatte sul Sud del pianeta togliendo la vita a milioni di uomini donne e bambini nell’indifferenza generale. Chi ha chiude la porta, chi soffre tende la braccia guardandoci negli occhi senza incontrare i nostri…
La democrazia è ormai ridotta ad uno show per cittadini spettatori.
Credo che sia giunto il tempo perchè ognuno di noi esca allo scoperto per condividere la corresponsabilità di una Terra futura, di una Terra Madre per tutti.
A volte, mediante le nostre scelte quotidiane, diventiamo complici di meccanismi economici e politici che generano ingiustizie sociali. In realtà, bisognerebbe accogliere e non emarginare le persone che fanno fatica a vivere. Come? Mediante una solidarietà intelligente, ossia un’azione che rimuova le cause dei problemi e non si limiti all’assistenzialismo. Quando andiamo a fare la spesa, per esempio, impariamo a favorire la filiera etica comprando prodotti di imprese che rispettino i lavoratori e l’ambiente. Anche questo è un modo concreto per promuovere una politica del bene comune.
Prendiamo esempio dalle lotte di alcuni popoli latinoamericani: Bolivia, Ecuador e Paraguay, che nelle loro Carte Costituzionali hanno messo il buon vivere, patrimonio delle tradizioni indigene, questi è indicato come l’obiettivo sociale che deve essere perseguito dallo Stato e da tutta la società. Quindi non il vivere meglio, che suppone un progetto illimitato non sostenibile e che richiede per molti, la maggioranza, il vivere male, ma il buon vivere, che mira ad un’etica del sufficente per tutta la comunità e non solo per l’individuo, in profonda comunione con la Madre Terra che ci ospita.
Oggi la stragrande maggioranza dei popoli vengono sempre più impoveriti, esclusi e schiacciati dal peso della miseria, costretti a prendere la via dell’immigrazione.
Non possiamo più accettare che il Mediterraneo diventi il cimitero di tanti fratelli e sorelle. Si stima che nei suoi fondali ci siano dai 15 ai 20mila cadaveri.
Veniamo alla visita di papa Francesco.
E’ fondamentale ricordare che a Roma -dal 4 al 25 ottobre 2009- si é svolto il secondo Sinodo Africano, a cui hanno partecipato 250 tra vescovi, laici, suore e preti. Perchè Sinodo e non Assemblea? E’ molto semplice: il Sinodo è riflessivo ecc…, ma solo consultivo! L’Assemblea -vedi quella che si svolge ogni 10 anni in America latina- è deliberativa! Un documento riconosciuto dalla Chiesa tutta, quindi attuativo per i cammini delle chiese locali. Sappiamo quanti problemi hanno creato in Vaticano l’opzione per i poveri e la Teologia della Liberazione.
L’Africa si presenta come un arcobaleno cromatico multiculturale e multireligioso, come uno scrigno di tesori culturali e spirituali, fatto da tradizioni popolari e familiari, di simboli e riti religiosi, di sapienza, memoria e folcrore.
L’Africa ha bisogno di stimoli forti per custodire la propria identità culturale e spirituale, impedendo che essa si dissolva sotto il vento della globalizzazione che soffia con forza sulle 53 nazioni che la compongano.
Sono stati oltre 150 gli interventi in aula, in un resoconto presentato ai giornalisti, emerge che la parola pace è stata evocata 402 volte. Segue il tema della giustizia che è stato evocato 345 volte. In aula si è quindi parlato di guerra (158 volte), di esorcismo (12 volte), di bambini (60 volte), di bambini soldato (4 volte). Il problema dell’Aids è stato citato 27 volte. Tra i temi principali, emergono anche la prostituzione, la violenza, le religioni tradizionali, il dialogo e l’Islam. Nelle riflessioni dei padri sinodali hanno risuonato anche parole di fede e di speranza: Amore (122 volte) e Speranza (57 volte).
Forte è stata la denuncia contro la classe politica. I politici ritemngono che essere eletti significhi avere il lasciapassare per rapinare il Paese, ha denunciato l’arcivescovo di Songea-Tanzania, mons. Norbert Wendelin Mtega.
“Per i nostri politici -ha affermato- pace significa un clima tranquillo che consenta loro di rubare e godere i soldi del loro Paese. Per loro, libere e giuste elezioni significa successo nel portare le persone alle urne nella totale ignoranza dei loro diritti e delle manovre subdole dei candidati”.
Al Sinodo si è elevata forte la voce contro la stregoneria. Molta gente viene ancora torturata, perseguitata e assassinata solo a causa di sospetti infondati, fomentati dalla magia, dagli stregoni e da motivazioni personali. Non ci sono leggi per difendere queste persone oppresse, i governi tacciono e condonano, alcuni leader approfittano di ciò per montare campagne contro gli avversari politici.
Forte è stato il richiamo alla situazione di fame e di miseria in cui versa il continente. L’economia in Africa -come in ogni parte del mondo!- ha bisogno dell’etica, di un’etica amica della persona. Liberare l’Africa dalla fame è possibile a una sola condizione: che ci sia la volontà politica.
La situazione della fame nel mondo è tragica, in Africa ancor più inquietante. Complice anche la crisi mondiale, per la prima volta nella storia, quest’anno, il numero delle persone affamate ha raggiunto e superatola cifra di un miliardo, ovvero il 16% della popolazione mondiale.
In Africa, la situazione è tragica, sono 280 milioni le persone malnutrite, il 25% della popolazione.
Di fronte a questa emergenza umanitaria bisogna intervenire in fretta. Capire dove e come intervenire. Si tratta di una questione di priorità assoluta.
Viviamo nella vergogna più evidente ma nessuno ne parla: ogni anno sosteniamo l’agricoltura nostra e dei Paesi occidentali con 300 miliardi di euro, mentre per le spese militari siamo arrivato a 1.000 miliardi di euro. Ma nessuno ne parla, nessuno dice che la nostra agricoltura è gonfiata ad arte per privilegiare l’esportazione e mettere in ginocchio i mercati del Sud. Nessuno chiede una moratoria sulle armi. Ma dove sono gli occhi e le azioni della sinistra, di chi crede e predica nella giustizia e poi “pratica” attraverso leggi “privilegio”, l’ingiustizia.
Mi viene in mente l’autunno, quanto traversiamo boschi, com non vedere la loro trasformazione. Foglie sugli alberi e in caduta come fiamme incandescenti, delicati ventagli d’oro e di bronzo volteggiavano nell’aria prima di adagiarsi a terra e lasciare i rami di aceri e pioppi. Sono le foglie che cambiano la loro funzione e diventano nuova linfa multicolore per boschi, parchi e giardini. Invadendo strade e tetti.
Quando saremo pronti noi per iniziare un nuovo ciclo, un nuovo progetto. Come la natura, quando saremo pronti per affrontare nuove sfide per dare al mondo uno stare diverso, e sentire gli altri sorelle e fratelli?
Ricordiamo sempre che il cambiamento, qualsiasi cambiamento ha bisogno di me, di te!
Lo scrittore Erri De Luca, (leggi sotto) precursore delle denuncie contro gli “impoveriti” e gli “sfruttati”, ci ha descritto cinque anni fa ciò di cui abbiamo fatto finta di non conoscere con l’andata a Lampedusa di papa Francesco.
Nei canali di Otranto e Sicilia
migratori senz’ali, contadini di Africa e di Oriente
affogano nel cavo delle onde.
Un viaggio su dieci s’impiglia sul fondo.
Il pacco dei semi si sparge sul solco
scavato dall’ancora e non dall’aratro.
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.
Non era affatto facile andare a Lampedusa, lo aveva detto papa Francesco in un’omelia a Santa Marta, parlando dei modi di raggiungere Dio: non serve un corso di aggiornamento, aveva detto, “per toccare Dio vivo bisogna uscire per strada, Una cosa non semplice, né naturale”.

Ha fatto bene il papa a non volere né governo, né altre autorità a fare da corona alla sua trasferta; non solo perchè i viaggi del papa devono tornare ad essere pastorali e non visite di Stato e vetrine dei Potenti, ma principalmente perchè noi e il nostro Stato non siamo innocenti di fronte a quelle vittime e di quelle piaghe.

Papa Francesco con le sue denunce: “viviamo la globalizzazione dell’indifferenza”, “ciò che è accaduto non si ripeta più, per favore. Chi é il responsabile di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo”. “Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro! Sono qui per scuotere le coscienze”, “non siamo più capaci di piangere”, come non pensare a Caino, quando il Signore chi domanda, “dov’è tuo Fratello?” Caino, risponde “sono forse io il guardiano di mio fratello”.

Quale fu la nostra risposta?

Quella della Politica?

Quella dei Partiti? Penso ad Andrea Sarrubbi, deputato del PD, dopo l’audizione di Laura Boldrini, allora portavoce dell’ONU, dove aveva denunciato che il Mediterraneo era un cimitero con 20.000 morti affogati, alla Commissione dei Diritti Umani della Camera, di cui faceva parte, si recò a Lampedusa, unico insieme a Furio Colombo. Dall’isola prima, e al suo ritorno poi, aveva parlato e testimoniato, la noscosta vergogna, conseguenza: non è stato più ricandidato! I

Infine, penso al silenzio complice e vergognoso della Chiesa? Penso a ciò che ha detto ai seminaristi riuniti in Vaticano prima di partire per Lampedusa: la Chiesa del Terzo Millennio deve essere “essenziale” e “fa schifi” quel clero che non si mostra coerente con la sua missione. Frase che “Avvenire” il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, non ha avuto il coraggio di pubblicare.

Padre Zanotelli e molti vescovi africani che hanno partecipato al Sinodo, avevano proposto di andare a Lampedusa per fare una solenne celebrazione in ricordo di questa tragedia, le alte sfere vaticane (conosciamo benissimo il nome) non l’hanno ritenuto necessario.Avrebbe creato problemi al Governo Berlusconi.
Un amico sacerdote ci ha raccontato che gli emigranti di fede cattolica che salgono sulle barche della speranza, in mezzo al mare pregano recitando il Padre Nostro, e quando arrivano al liberaci dal male, aggiungono dal mare e dai Maroni.
Le nostre azioni quotidiane devono condurre all’accoglienza e non al rifiuto, all’impegno di non generare o fomentare paure contro gli stranieri attraverso l’equazione ‘immigrato=ladro o addiritura assassino, ma diffondere una vera solidarietà che indichi invece reciprocità di diritti e di doveri nel costruire un mondo giusto e fraterno, mediante la convivialità delle differenze, andando a capire quali sono i “veri processi di espulsione”, vera causa della fuga di milioni di poveri dai loro paesi nativi.
Pensare. Dovrebbe essere una carattristica fondamentale della persona. Ma quanto poco pensiamo al giorno di oggi! Tutti sembrano voler pensare per noi e offrirci le soluzioni già confezionate. Eppure, senza la capacità di pensare, difficilmente usciremo dalle contraddizioni in cui viviamo. Prendiamoci il tempo di riflettere, di capire il momento che stiamo vivendo. Senza questo, senza conoscere un po meglio la società e i suoi meccanismi, senza domandarci dove stanno le cose davvero importanti su cui vale la pena spendere tempo ed energie, senza diventare un po contemplativi, senza scoprire le ricchezze nascoste in ogni persona, faremo unicamente ciò che fan tutti, che di solito coincide con gli interessi dei grandi di questo mondo.
Darsi del tempo per pensare è, dunque, il primo passo per recuperare aspetti essenziali della vita che gli impegni di ogni giorno portano a farci trascurare.
Pensare, é automaticamente un: no, un basta all’indifferenza! Mi scuso per la lunghezza.

Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Bologna-Firenze, 13 luglio 2013

Giornata molto intensa. Sul pulmino della Carovana salgono Mimmo ed Eliana.
Alle soste programmate si aggiunge quella presso il Centro Interculturale “M. Zanarelli” nel quartiere San Donato di Bologna, dove siamo accolti dall’Assessore Regionale Teresa Marzocchi, che aveva richiesto espressamente la sosta dei carovanieri a Bologna, dall’Assessore Comunale alle Politiche internazionali, Matteo Lepore e da Fausto – Coordinatore della struttura.
Il Centro è luogo di aggregazione e di messa in rete delle associazioni e per loro il passaggio della Carovana è un momento di incontro, una occasione per aggiungere la loro voce e virtualmente salire sul pulmino e andare verso Matera con noi.

Francesco, Nicola, Lorenzo presentano la Compagnia dei Rifugiati, composta da 50 componenti, in prevalenza rifugiati politici o richiedenti asilo, migranti ed italiani che hanno messo in scena uno spettacolo teatrale letteralmente ispirato a “ Il violino del Titanic”, metafora della condivisione di risorse e strategie per scampare al naufragio.
Sanam e Cecilia recitano “La poesia del viaggio” della poetessa iraniana Forogh Farokhzad sulle due vite del migrante: quella prima di partire e quella che vive con noi.
Antonella e Rafia presentano il libro illustrato “Il mio viaggio fino a te” in cui le illustrazioni sono state disegnate da italiani con gli occhi dei migranti. Rafia dice che i racconti sono un grido di rabbia che vuole riportiamo durante le tappe successive e mentre parla va avanti e indietro per la sala, sguardo fisso a terra, volto teso da rabbia compressa quando esclama: “Come dire a mio figlio che quel bimbo che tiene per mano è figlio del “fascista” che ha offeso suo padre?”

Lella, in collaborazione con donne arabe, ha raccolto nel libro “I saperi delle donne” le pratiche tramandate da madre in figlia per la cura di sé ed hanno attivato un servizio di cattering con prodotti a Km 0. Hatiba è una delle collaboratrici e ci tiene a dire che le dispiace che le altre oggi non ci siano perché in Ramadam e che lei frequenta e collabora con il Centro perché vuole portare i suoi figli in un luogo sano e ribadisce che il suo compito è farli diventare bravi cittadini italiani.
Squilla il telefono, è la Ministra Kyenge che saluta i presenti.

Riprende Giulia che presenta il Festival Human Rights Nights in cui vengono presentati films e documentari con messaggi realistici, esempi di buona ed efficace comunicazione interculturale senza stereotipi e pregiudizi.
L’ultimo intervento è di Naziru: è seduto con la sua bimba in braccio che gli solletica la barba, gli tocca i capelli e , con sguardo dolce, si schermisce e le parla all’orecchio. Mette la bimba a sedere, si alza ed avanza con imponenza. La sua presenza riempie la stanza, inizia citando versetti del Corano sulla coltivazione che inneggiano Allah per aver mandato acqua sulla terra che esplode per contenere i semi che faranno nascere mais e grano che daranno cibo agli uomini. E’ la sapienza della natura: da una goccia nasce la saggezza della natura che ha inviato acqua sulla terra che fa vivere e che insegna che per dar vita a grandi cose basta una piccola, ma efficace cosa.
Per questo lui ha impiantato e cura da quattro anni l’Orto dei Popoli da cui ricavano prodotti che utilizzano nel cattering e che costituiranno gli ingredienti base per il pranzo che condivideremo insieme prima di riprendere il cammino.

Riprendiamo il cammino. Prossima tappa: Firenze (vedi le foto di Giuseppe Bennati facendo clic QUI oppure sull’immagine sottostante).

Ius Migrandi Firenze

Antonio, ormai conclamato Capo Carovana, dice che dobbiamo fare una deviazione perché c’è un pacco da ritirare.
Dopo tre giorni, le idee improvvise, vulcaniche ed alla fin fine valide, del nostro Antonio non ci stupiscono più, ma continuano ad incuriosirci.
Cosa sarà mai?
Ecco, trattasi di uno striscione che qualificherà efficacemente la voce della carovana con questo pensiero di Erri De Luca. Merita e vogliamo condividerlo con voi:

“Nei canali di Otranto e Sicilia,
migratori senz’ali, contadini di Africa e di Oriente,
affogano nel cavo delle onde.
Un viaggio su dieci s’impiglia sul fondo. I
Il pacco dei semi si sparge sul solco,
scavato dall’ancora e non dall’aratro.
La terraferma Italia è terrachiusa.
Li lasciamo annegare per negare.”

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Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Modena-Nonantola, 12 luglio 2013

3a tappa della Carovana nel territorio della Ministra Kyenge.
Tutto deve funzionare al massimo; siamo in contatto diretto con la regia modenese per sincronizzare i tempi.
L’arrivo è in Piazza Grande alle 12 dopo aver attraversato la centralissima Via Emilia con il nostro pulmino addobbato con lo striscione della Carovana dello Ius Migrandi che i passanti guardano con curiosità.
La piazza si trova sul lato sud del Duomo, che con la torre campanaria Ghirlandina forma un insieme monumentale dichiarato patrimonio dell’umanità. Sul lato orientale della piazza si erge il Palazzo Comunale, edificio seicentesco a portici.
L’appuntamento è ai piedi della scalinata del Palazzo  Comunale  dove è stato allestito un palco ed attorno a questo veleggiano i volti di donne, uomini e famiglie migranti ritratti dal fotografo Dante Farricella per la mostra “ Tra di noi” realizzata per l’Associazione Dawa.
Nora, della Rete 1 Marzo di Modena, illustra il senso della Carovana ed i suoi obiettivi; il Sindaco Pighi ci accoglie con un caldo saluto ed il suo intervento è una partecipata adesione ai principi della Carovana.
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Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Bergamo, 11 luglio 2013

Alle 9,15, puntuale ma non troppo, la Carovana riprende il cammino direzione Bergamo.
La giornata è splendida, il cielo di un azzurro intenso; campi verdi ci rincorrono mentre procediamo spediti, con qualche manovra al limite dello spericolato, lungo l’autostrada.
Prima sosta, a Nembro, un comune del bergamasco, a casa di Mirta che con l’amica Ornella ci offre un pranzo corroborante e sfizioso.
È l’occasione per aggiornarci sulle loro molteplici attività rivolte a favore di comunità brasiliane e sulla situazione migratoria nella provincia di Bergamo, di come questa abbia risentito della difficile situazione lavorativa della zona, dell’impegno del Comune di Nembro che da anni sostiene progetti di cooperazione internazionale e sviluppa un piano di accoglienza per migranti; aspetti che torneranno nelle relazioni e commenti del dibattito che ci sarà nel pomeriggio. Mi torna in mente, anche che Bergamo è stata la prima provincia, ben 13 anni fa, ad attivare gruppi autogestiti di donne migranti che riflettevano sul proprio progetto migratorio secondo un modello diffusosi, poi in altre realtà locali.
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Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Bolzano, 10 luglio 2013

L’appuntamento è alle 14,00 nell’ingresso posteriore della Stazione di Modena.
All’uscita una ragazza alta, bruna, spigliata, con l’ attrezzatura da fotoreporter è ferma, mi guarda, la guardo, quasi simultaneamente ci chiediamo: “Sei della carovana?” “Sì”.
Non finiamo di presentarci che arriva il pulmino, bianco, fresco di lavaggio che si ferma vicino a noi.
Carichiamo i bagagli.
Si parte.

Alla guida Antonio, il capo carovana; a documentare, da adesso in poi, tutto quello che accadrà di importante o “succoso” Letizia, la grintosa operatrice video; ed io, che ci faccio qui? Perché vado?
Me lo sono chiesta spesso nei giorni scorsi e mi sono risposta: “Vado per vedere dall’interno e vivere in prima persona questo fermento che si sta diffondendo e mi incuriosisce vedere le sue facce diverse dal Nord al Sud”.
A Trento sale sul pulmino anche Ezio, un giovane che ha partecipato ad altre esperienze simili organizzate da Antonio.
Alle 17, con un certo anticipo, siamo a Bolzano. Ci accoglie la efficiente ed ospitale Valentina del Centro per la Pace. Il Cafè Museion dove si svolgerà l’evento all’insegna delle testimonianze e della musica è un edificio ultramoderno; di fianco, invece una villa antica; il contrasto è delizioso, il tutto in una cornice di prati verdi e fiume gorgogliante.
Il pubblico in sala è variegato, ci sono molti giovani e famiglie intere.
Leggi tutto “Carovana dello Ius Migrandi, appunti di viaggio – Bolzano, 10 luglio 2013”

Il governo del rinvio

4 luglio 2013
Letta che non affronta la corruzione e l’evasione, in silenzio davanti alle leggi criminali berlusconiane sulla prescrizione, silenzioso ma connivente sull’IMU imposto dal PDL.
Caccia la Idem per irregolarità sull’IMU in contemporanea alla surreale accoglienza al Quirinale di Napolitano del condannato per evasione milionaria, concussione e prostituzione minorile.
La gente non è stupida, capisce, quando capirete che questi sono i motivi per cui la gente si allontana dalla politica, si astiene, protesta. E voi continuate a “gestire”. Quando andrete realmente a confrontarvi con i disoccupati, i cassintegrati, con le famiglie che al 20 del mese non hanno più risorse?

Il PDL ha scelto il presidente della Repubblica e quello del Consiglio dopo avere detto no a Prodi (ancora fanno finta di non sapere chi sono i 101, lo sanno benissimo, sic…) e giratisi dall’altra parte quando poteva essere il turno di Rodotà perchè non piacevano a lui. Poi é andato al governo sapendo che lui non è eleggigile, bel pastrocchio! Non dice niente sulle sue condanne per frode fiscale, prostituzione minorile, concussione e rivelazione di segreto (Fassino), né sulla compravendita di senatori contro Prodi. Ha votato presidenti di commissione Cicchitto e Formigoni e ha chiesto a Scelta Civica di votare Nitto Palma alla commissione Giustizia per astenersi e fingersi contrario. Non ha ancora detto niente sulla nomina da parte del presidente Grasso del senatore D’Ali, imputato per mafia, a rappresentare l’Italia in Europa. Ma dove sta la differenza tra l’uno e l’altro? Quando Grillo scrive che il PD è il PDL (senza la L) secondo te sbaglia di molto?

Quando sentiremo voci che si elevano per dire con forza: non può esserci una generazione perduta, i ricchi dei paesi Paesi più colpiti devono portare più risorse alla Comunita?

Ma cosa é attualmente il PD? Attraversato da politici che tirano acqua al proprio mulino. C’é chi difende la casta, chi attacca la casta, chi fa il giustizialista, chi fa l’antigiustizialista, chi fa il nuovista. Ma questa non è politica, ognuno cerca di salvare se stesso. Questo sta creando grandi problemi ai suoi elettori, specie dopo la campagna elettorale in cui Bersani ha dilapidato qualche milione di voti. E tutti zitti, non è successo niente! Si dimette, impone il suo Epifani e poi ri-torna, a parlare del “noi”. Ma a chi?
D’Alema cerca di rientrare dalla finestra dopo che le conversazioni preparate in segreto dal fido La Torre, nelle andate romane di Renzi a Roma. Continuate con gli incontri di D’Alema a Firenze, senza portare i frutti sperati. Adesso siamo alle comiche, ecco la nuova salsa D’Alemiana: scegliere tra Cuperlo e Fassina. Gli unici che possono prendere in considerazione ciò è quello che rimane del vecchio PCI. Siamo di fronte ad un reale e inimmaginabile misero dibattito. A quando un reale e profondo cambiamento? A quando a casa questa classe dirigente dimostratasi “grandemente incapace?”

Provocatoriamente vorrei che rifletteste su:
Gli uomini di Chiesa che sono carrieristi e arrampicatori, fanno un grosso danno.
Non siate tristi, non lasciatevi rubare la seranza, per favore, non lasciatevi mai rubare la speranza.
Lo IOR è necessario fino ad un certo punto. Quando prevale la burocrazia, la Chiesa perde la sua principale sostanza: l’aiuto e l’amore.
Penso a quanti sono disoccupati, spesso a causa di una mentalità egoista che cerca il profitto ad ogni costo.
Sono vicino alle vittime degli abusi: Dobbiamo impegnarci tutti per difendere i bambini.
Nella Curia Romana c’é gente santa. Ma esiste anche una corrente di corruzione, anche questa esiste, è vero. Si parla di una lobby gay ed è vero.
San Pietro non aveva un conto in banca, e quando ha dovuto pagare le tasse il Signore lo ha mandato al mare a pescare il pesce.
Lavoro minorile: sono milioni le vittime di questa forma nascosta di sfruttamento che comporta spesso anche abusi.
Non sono mica un principe rinascimentale che ascolta musica. Ho tante cose da fare. Devo lavorare.
Verrò a pregare a Lampedusa, sono toccato dal dramma: gli immigrati vanno accolti.
E’ semplice indovinare l’autore di queste frasi.
Prova a sostituire alla parola Chiesa, il PD? E risponditi!
Prova a discernere i valori e le denuncie contenute e risponditi: il PD cosa sta facendo sui problemi e le denuncie sollevate?
Buona riflessione ad ognuno di voi.

Cena di solidarietà, sabato 6 luglio

Sabato 6 luglio 2013 alle ore 20,30 presso la Casa della Solidarietà
in via delle Poggiole 225 a Lucciano – Quarrata (PT)
cena di solidarietà a sostegno del percorso riabilitativo di un bimbo del Kosovo, nostro ospite: acquisto di un sistema di postura per la vita quotidiana.

Antipasto: fantasia di insalate, affettati e schiacciatine
Secondo: pizza a volontà
Dolci della Casa

Il contributo è di € 20,00, bambini € 10,00
Per la nostra organizzazione è gradita la prenotazione entro giovedi 4 luglio.
Telefonare 0573 750539 ore serali, oppure cell. 3392349201 Patrizia, cell. 3332654911 Mariella.