Notizie dal progetto di Giovanni Baroni, Gravatá (Brasile)

Notizie dal Progetto a sostegno delle comunità contadine per la realizzazione dell’agricoltura familiare a conduzione biologica della regione di Gravatá (stato di Pernambuco), Brasile.
Responsabili: Giovanni e Macione Baroni
Sostegno annuo al progetto euro 16.000,00

Carissimi amici della Rete Radié Resch,
approfittiamo di questo periodo pasquale per condividere con voi un breve testo sulle azioni e attività dell’Operazione Remigio Colombo nel Nordest brasiliano. Stiamo vivendo un periodo di siccità, forse il più grave degli ultimi sessanta anni. La nostra gente del sertão e della regione agreste soffre  immensamente in questo momento di scarsità d´acqua, e anche le comunità nelle regioni ricche di sorgenti, già ora in via di avanzato prosciugamento, aspettano l´arrivo delle piogge. I nostri agricoltori che producono alimenti hanno aspettato invano le piogge durante la quaresima come ogni anno per piantare il granturco e i fagioli. Perfino le riserve d´acqua delle cisterne sono vicine alla fine e i governi municipali le stanno rifornendo precariamente con le autobotti. I prezzi dei prodotti alimentari sono raddoppiati e assistiamo a litigi per l’uso di acqua per il bestiame. E noi cosa stiamo facendo per affrontare assieme questa situazione?
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Ancora una vittima tra i militanti del Movimento Sem Terra (MST)

Ieri mattina Fábio dos Santos Silva, dirigente del MST (Movimento Sem Terra – Movimento dei lavoratori rurali senza terra) nello stato di Bahia (Brasile), è stato assassinato con 15 colpi di fronte alla moglie e al figlio, mentre andava in macchina verso Palmeirinha, vicino a Iguaí. Secondo la testimonianza della moglie, una moto si è accostata alla macchina e Fabio è stato ucciso. Il dirigente MST era stato minacciato di morte. In quella regione il latifondo non accetta la democratizzazione della terra né la presenza dei tre insediamenti e dell’accampamento esistenti nella zona.
Fabio, che è stato anche candidato a consigliere per il PT (Partido dos Trabalhadores – Partito dei Lavoratori) della regione, è stato un grande lottatore. Come tutti i militanti del MST voleva vedere la Riforma Agraria realizzata.

Post-elezioni

30 marzo 2013
Il vostro rompi-scatole (padre Puglisi, prima di essere ammazzato dalla mafia, era solito andare a parlare ai ragazzi nelle scuole di Palermo. Si presentava nelle sale con una scatola di cartone vuota, dopo qualche attimo di smarrimento, i ragazzi gli chiedevano: a cosa le serve? Lui, la metteva gentilmente sul pavimento per poi soltarci sopra e romperla. Di fronte ai ragazzi attoniti iniziava la sua conversazione e si presentava dicendo: Sono: un “rompiscatole”. Non scrivo ciò per paragone, ma per dare valore ad un uomo molto, troppo dimenticato, e perché mi è sempre apparsa come una battuta simpatica, diretta, senza mediazione.
La situazione politica attuale è da “senza parole”. Ho cercato nel sacco, ho esplorato con stupido puntiglio il fondo, per vedere se mai fosse che tra i cordonosi grovigli delle cuciture la juta non ne nascondesse qualcuna: non ne ho travata una che è una.
Così sono senza parole. E del resto non ci sono parole per cantare il glorioso incanto di questo doppio miracolo: quello di un paese che dopo vent’anni di interessi privati, arricchimenti personali, corruttela, bolge sessuali, fallimento completo nell’azione di governo vota al 30% per una destra scandalosa; quello di un Paese che, vota al 30% la coppia comico-guru.
Prima domanda: chi ha giocato bene la sua partita? Chi sono i suonatori di pifferi, e così condurre, trascinando nel baratro, la politica italiana?
Sono sfinito dall’ascoltare il ciarpame politico di queste settimane, dalla cecità di chi finge di credere che la mandria grillina, che ha “scoperchiato” la pentola della politica, possa accettare un comune disegno.
Il M5S, un miracolo non diverso dal berlusconismo che di nuovo oggi stringe alla gola, una massa che non si immaginava così smisurata. Di fronte a ciò cosa si doveva e si deve fare?
Bersani ha giocato la carta dell’ipotetica spaccatura dei gruppi parlamentari, facendo errori talmente evidenti che i “falsi giovani” di cui si è circondato non hanno avuto la capacità di consigliarlo. Siamo ancora nell’era del “Capo”.
1- parché invece di spaccarli sulla candidatura a presidente del senato di Grasso (vorrei qui spiegare chi è, mi astengo, lo farò eventualmente se sollecitato, ma non posso non ricordare la sua telefonata alla trasmissione di Santoro sulle analisi di Travaglio sul suo conto. Chi si comportava così: Berlusconi! Lo ha voluto emulare,ma ha fatto solo il “Berluschino”. La seconda carica dello stato che si abbassa a tanto, a tanto da rifiutare poi un confronto. E’ questa la novità che abbiamo portato?) non ha proposto al M5S la presidenza, come primo atto “reale” di essere credibile per un inizio di cambiamento? Tutti sappiamo chi è attualmente in Italia il primo partito? Il M5S! Il PD ha vinto alla Camera come coalizione non come partito!
Grillo aveva detto che un governo Bersani non l’avrebbe mai appoggiato. Questa mossa poteva aprire la “possibilità” di un dialogo. Niente avanti tutta, ma dove?
Ricordiamoci che quando trionfa la seduzione del capo carismatico, la ragione effettiva dello scacco della politica è sempre nella mancanza di una sinistra di popolo capace di dare rappresentanza ad un mondo subalterno. Grillo e riuscito a saldare le istanze del ceto medio cognitivo -rete, partecipazione dialogica, sensibilità ambientale- con l’immaginario dei ceti popolari -lotta ai costi, agli sprechi, ai potenti degli apparati… sic. La sinistra si è illusa sulla capacità salvifica dei gazebo e ha trascurato lo spirito di ribellione contro le forme della politica e il bisogno di una radicale rottura con le politiche europee che in nome del rigore spegnevano la vita delle persone.
Se non si rimette subito in campo una autocritica effettuale della sinistra, non è possibile dare una forza di massa alla lotta contro le fasulle scorciatoie dei caricaturali populismi di questo nostro terzo millennio.
Più che la forza del comico capace di incantare urlando contro partito e sindacati é la debolezza della sinistra nella cura dei ceti popolari a dover preoccupare circa le sorti della democrazia.
Ricordo di avere letto questa statistica sul voto operaio: 48% al M5S, 28% al PDL, 21% al PD!
Riguardo a noi, al PD, mio dio, noi che nemmeno per un secondo abbiamo capito -immobili nelle nostre certezze- quanto fossimo lontani dal mondo nel quale tuttavia viviamo. La mazzata è stata da tramortire. Non ci resta che la via di un radicale rinnovamento, che incida anche su una dirigenza supponente, finalmente da liquidare.
Anche qui da noi in Toscana, nel silenzio del paludoso potere, dalle muffe politiche é nato un fungo che rappresenta circa il 25% delle persone, impensabile, incredibile ma reale. La società, sta cambiando, la Toscana è cambiata, continuare a tenere la testa sotto la sabbia per vivere di rendita, forse per un’altra legislatura dove può portare?
Termino augurandovi una buona Pasqua, e prendendo a prestito dal papa Francesco ciò che mi ha colpito più di tutto tra le tante sue dichiarazioni “novità”: rivolgendosi alla gerarchia, ai parroci, gli ha esortati a “pascere” la loro pecore, che non significa portarle stupidamente al pascolo, a mangiare, ma averne cura, avere attenzione, condividere, renderle partecipe fino a “contaminarsi con il loro odore”.
Buona Pasqua.

Lettera di padre Stefano da Korogocho-Nairobi, Kenya

Sabato Santo, 30 Marzo 2013

Carissimi,
come sempre arrivo sempre all’ultimo momento a farmi vivo e farvi gli auguri per questa nuova Pasqua di Resurrezione. Lo faccio nel giorno del silenzio, il Sabato Santo, quando davvero tutta la terra rimase e rimane col fiato sospeso, in attesa di qualcosa, non lo sa nemmeno lei cosa. Nel cuore di ognuno c’e’ la speranza, la certezza, o semplicemente qualcosa di indefinito che ci dice: “Non puo’ essere finita cosi’”. E attendiamo…
Stanotte, leggendo il Vangelo, ci verra’ detto che le donne “si ricordarono delle parole di Gesu’”, e iniziarono la corsa dai discepoli per annunciare la notizia incredibile della Resurrezione. Il nostro comportamento post-pasquale dipende e dipendera’ da questo ricordare: ricordare cosa ci aveva detto Gesu’, ricordare chi siamo e come e per cosa siamo stati creati. Nella sera del Giovedi’ Santo, Giovanni ci diceva che “Gesu’, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amo’ sino alla fine… sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle sue mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzo’ da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi verso’ dell’acqua nel catino e comincio’ a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto”. Gesu’ era ben consapevole di chi fosse, si ricordava bene da dove veniva e dove stava andando, e questo ricordarsi della sua identita’ piu’ vera lo ha portato a compiere il gesto straordinario della lavanda dei piedi. Un gesto, come dice p. Fausti, che non e’ di umiliazione, ma di gloria: e’ la gloria di Dio nel suo splendore piu’ pieno, e’ l’esercizio del suo potere nell’unico modo possibile al nostro Dio.
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Frei Betto ad Agliana (PT) – mercoledì 20 marzo

La Casa della Solidarietà-Rete Radiè Resch di Quarrata e le parrocchie di San Piero Agliana, Santomato e Stazione di Montale
invitano
Mercoledì 20 Marzo alle ore 21 presso la Chiesa Parrocchiale di San Piero, Piazza Gramsci, Agliana (PT) (da dove parte la Marcia della Giustizia)
all’incontro-dibattito con

Frei Betto, domenicano brasiliano, teologo, scrittore

che parlerà sul tema:

Giovani e partecipazione, nuove forme di cittadinanza per una politica di giustizia, sulle orme di mons. Oscar Romero

L’arte di ascoltare la musica – con Franco Salvini

ascolto musica 2013

Cambiare o no?

26 febbraio 2013
Pd e Pdl hanno preso meno del 50% dei voti, il 25% si è astenuto e il 25% ha votato Grillo. I due principali partiti, umiliati dal giullare divenuto Re. Rosicchiati dall’interno come quelle quercie apparentemente robuste ma mangiate dalle termiti. Perchè, nonostante la rimonta finale, il PDL tutto è fuorchè un partito, dipendente come è da un leader bollito e squalificato universalmente, ancora in grado di toccare la pancia del proprio elettorato più sprovveduto ed egoista ma non di governare un’accozzaglia di interessi e personalismi.
Per il PD, c’è da scommettere che partirà presto la caccia al colpevole, e la rimessa in discussione di una ledership che dalla “vittoria mutilata” rischia di passare a una sconfitta non annunciata, e di liberare le tante anime non congruenti di quel partito dal patto di potere che lo aveva tenuto insieme.
Da domani incomincierà un’altra partita dall’esito imprevedibile. Dove nessuna delle vecchi certezze varrà più.
Il disagio sociale, ignorato, rimosso, trascurato e incompreso per anni, continuerà ad allargarsi come una puiaga infetta.
Nell’ipotesi di un nuovo voto, nessuno si illuda di poter riproporre la propria continuità, di classe dirigente. Di organizzazione. Di programma. Di “facce” e di routines. Anche di linguaggio. E a proposito di questo, almeno una preghiera: si abolisca il termine “antipolitica2, soprattutto se riferita a chi, ci piaccia o meno, ha rappresentato oggi l’unico fatto politico rilevante in un panorama desolante.
Un soggetto politico nuovo dovrebbe, penso, ripartire da qui. Per spostarsi. Inaugurare altri luoghi, altri linguaggi, altre forme della politica. Imparare dal femminismo, allargare lo spazio pubblico, portare sulla scena lo sguardo din uomini e donne, ragazzi e ragazze, ricco della loro intera vita, non dell’appartenenza a una tessera o di una rabbia che é l’altra faccia della depressione.
Non si è antiliberisti se non si porta il conflitto sul simbolico e sull’immaginario oltre che sul materiale. A me pare molto importante questo, rispetto alla tradizione della sinistra: tenere insieme il tema dei diritti civili, con quelli del lavoro e del conflitto sociale. Fondarsi sulla dimensione politica dei beni comuni. Dobbiamo porre il problema di una soggettività politica all’altezza delle trasformazioni. Peraltro sarebbe una cosa rivoluzionaria parlare di un altro modo di essere uomini, che liberi riconoscimento e invenzione di sé. E faccia della laicità, della ricerca comune di donne e uomini, senza verità assolute, un requisito e una possibilità della democrazia.
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Adesso vorrei suscitarti alcune riflessioni da queste parole o fatti:
1- Venti anni di cosa dal 1994?
2- Dati di Siena: -14% alla Camera; – 12% al Senato, a Parma dove il sindaco è grillino, è stato un plebiscito;
3- caduta del PD al Sud, dove D’Alema comanda da sempre;
4- azzeramento di meccanismi di potere ferraginosi che bloccano qualsiasi possibilità di cambiamento;
5- il vento da oggi in poi è cambiato, nessuno può invertirlo;
6- governare per governare? Con chi? Con Berlusconi?
7- Populismo? Cosa significa? Reazione del popolo! E’ molto positivo, di conseguenza guai usarlo come negativo!
8- Grillo è il frutto delle mancanze dei partiti?
10- Nel periodo del governo Monti i partiti non hanno fatto la riforma elettorale, né una riforma della politica (diminuzione parlamentari, salario, privilegi ecc…)
11- Ho aspettato la conferenza stampa di Bersani prima di terminare queste mie domande, eccoti l’undicesimo: perchè Bersani non dice chiaramente di fare l’accordo con Grillo? l’ha fatto intendere ma molto vacuo…

Due interrogativi

26 febbraio 2013
Scrivo volutamente queste righe la vigilia del silenzio elettorale, le invierò lunedì 25 un attimo dopo la chiusura dei seggi.
E’ fondamentale interrogarsi su due atti concreti della campagna elettorale a Nonantola. Campagna che a livello nazionale sta annoiando un po’ tutti. Assistendo ai dibattiti televisivi, all’apparire di singoli personaggi o dei loro portavoce, viene da pensare che non c’è nessuna sorpresa nelle loro esposizioni. Tutto appare scontato. Risposte già sentite, come se ognuno avesse in mano la scaletta preconfezionata. Sono arrivate proposte bomba che suonano come sirene che accarezzano illusioni, promettendo vantaggi immediati, ma che per essere realizzati avrebbero bisogno di maggioranze bulgare o del cambiamento di alcuni articoli della Costituzione.
Non faccio nomi ma sembra di essere ad una fiera in cui la gente si affolla attorno all’imbonitore che magnifica la propria merce esaltandone le caratteristiche come fossero talismani che ti cambiano completamente la vita. Invece la vita rimane grama, i disoccupati attendono un lavoro, le famiglie prospettive per i loro figli.
Ho l’animo colmo di speranza, o forse solo di calcoli, di teoremi, meglio di postulati.Tanto da pensare come i nostri concittadini possano
trovare l’animo, meglio la spudoratezza per tornare a votare questa banda di sbrindellati, di cialtroni, di voltagabbana, di concussi, di servi, di politicamente falliti che tornano sul palcoscenico, in un nuovo inverecondo spettacolo di nani, fraschette da avanspettacolo, fedigrafi pronti a tutte le alcove.
Dopo questa breve riflessione generale veniamo ai due interrogativi che mi hanno spinto a scrivere.
1- Presa di posizione del segretario del circolo sul M5S, in particolare sull’affermazione di Grillo “fascista” per la sua nota affermazione su Casa Pound. Condivido totalmente la stupidità di un’affermazione del genere, che va condannata con forza. Allo stesso tempo, mi torna in mente ciò che ho letto sul quotidiano l’Unità, durante le primarie tra i candidati a premier, dove si è apostrofato Renzi come “fascista” per affermazioni tranquille, anche se non condivisibili da tutti. Ce lo ricordava lo scorso lunedì al cinema Troisi, il candidato Matteo Richetti. Ancora. Dopo le primarie, improvvisamente il suo contributo viene considerato indispensabile per poter vincere in Lombardia, Veneto e Sicilia. Tanto da vederlo trotterellare da una regione all’altra, senza imputargli, questa volta, che deve fare il sindaco. Mentre sto scrivendo, Renzi sta chiudendo la campagna elettorale a Modena… sic! Chi mi conosce sa bene che non sono Renziano!
Sono di ieri le dichiarazioni di Bersani sul M5S: “le domande dei grillini ci riguardano”; di Gotor, ormai braccio dx e sx del segretario: “dialogo obbligatorio con il M5S”, di Renzi: “meglio 100 grillini che 100 leghisti in Parlamento”; e udite udite… D’Alema: “interlocutori preziosi”.
2- L’articolo su Voci Democratiche, organo del circolo nonantolano, del suo direttore, sul Monte dei Paschi.
Condivido l’analisi che l’aver tolto il “falso in bilancio” da parte di Berlusconi, per risolvere i suoi problemi giudiziari, abbia aperto un’autostrada al diffondersi dell’illegalità e di gestioni allegre, in generale, dalle ditte alle banche. Ricordo che questa legge ha salvato da condanne già emesse in primo grado, i signori Romiti e Geronzi… Ma è inaccettabile e non veritiero ridurre la questione MPS a ciò, per giustificarne il CRAK. E’ vergognoso.
Chi è Mussari? Chi ha caldeggiato la sua ascesa prima e la sua nomina “Massima” poi? Chi gestisce la Fondazione, quale il ruolo del PCI-PDS-PD in tutto questo? A Siena, per queste elezioni non si incontra affisso quasi nessun manifesto del PD. Nessun dirigente si è presentato per la campagna elettorale. Ceccuzzi, l’ex-sindaco, vincitore delle primarie, da stamani è inquisito insieme a Mussari -del quale è stato testimone di nozze- per il fallimento del pastificio Amato di Salerno, un finanziamento senza i presupposti, la mediazione di un deputato Udeur, una società offshore a Malta e 18 milioni di € del MPS che spariscono. Infine, da una decina di giorni le cronache giudiziarie senesi ci hanno comunicato l’accordo di spartizione di potere, sembra, stilato nel 2004, tra Verdini, segretario PDL e Ceccuzzi, allora segretario provinciale del PDS. Purtroppo tutto ciò si rifletterà sul voto. Lunedì “l’ardua sentenza”!
Due interrogativi che evidenziano la cultura politica dell’amnesia e della memoria corta in casa propria, che il Caimano come un virus, ha infettato nella politica del Paese?
Credo che necessiti un profondo cambiamento di ordine culturale, tale da creare nella mentalità collettiva un cambiamento di mentalità.
Non possiamo permetterci di considerare i nostri “elettori”: senza cultura, senza formazione, senza discernimento, nascondendogli le cose. Queste azioni sono la cultura dell’altra parte politica, non la nostra. Non è più il tempo dell’ideologie bieche che si fronteggiano, ma della costruzione dell’Italia “bene comune”.
Termino, ricordando che è la prima volta che votiamo in tempo di Quaresima. Non sto qui a tediarvi sul suo significato, ma essendo cattolico, penso che il binomio Quaresima-Elezioni deve farci lavorare politicamente verso la creazione di una mentalità della solidarietà e non dello sfruttamento, della mentalità del dono e non della preda, della mentalità che possiamo salvarci da questa triste situazione solo insieme, non facendo i battitori solitari, nessuno basta a se stesso!
Nella speranza che lunedì, al volgere del giorno, i risultati elettorali, ci comunichino che gli italiani abbiano messo la croce al posto giusto…

Le riflessioni di “Noi Siamo Chiesa” sulle elezioni del 24-25 febbraio 2013

La coscienza cristiana di fronte al “date a Cesare, date a Dio”

Nell’imminenza delle elezioni politiche, la coscienza di quanti cercano di ispirarsi all’Evangelo, e vogliono essere fedeli all’invito di Gesù – “Date a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio” (Matteo 22, 21) – si trova di fronte ad interrogativi impegnativi sui comportamenti individuali e collettivi da tenere. Davanti a questa scadenza elettorale si presentano infatti, ben più che in passato, problemi che si sono aggravati, nuove emergenze ed una crisi economica e sociale che non è per niente in via di superamento. La mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani sono i due aspetti che più mordono nella vita quotidiana di ampi strati della popolazione. Ma anche altre questioni si pongono alla nostra coscienza: i poteri criminali sono in espansione e ora anche al Nord; dalla finanza interna e internazionale dipende, in buona parte, la gestione degli interessi collettivi; il riarmo continua ed in Afghanistan il nostro paese è in guerra; la condizione dei nuovi migranti e dei profughi è in contrasto per molti aspetti con la tutela elementare dei diritti della persona. Anche altri diritti sono disattesi; tra gli altri ricordiamo quello ad una condizione degna del carcerato, quello ad una sufficiente tutela di ogni donna dalle violenze o ancora quelli delle nuove famiglie, etero ed omosessuali, non unite in matrimonio che sono sprovviste di una specifica tutela giuridica.
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Una lettera della sen. Urbani e la risposta di don Formenton

La lettera della senatrice

Perugia, 8 febbraio 2013

Gentile Parroco,
mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati in Parlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle problematiche sull’uso degli embrioni, all’apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).
In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione. Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.
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