Posti per due – di Erri De Luca

In una vallata, accanto a una sorgente, tra 3800 e 4000 metri di quota, Diego dice che sarebbe un bel posto per portarci Franziska. Lui conosce i dieci punti più appartati delle Dolomiti per fare all’amore.
Sull’altopiano ai piedi del vulcano Cotopaxi, intorno alla linea mediana di equatore, nominiamo qualcuno di questi angoli perfetti.
Non si trovano alla portata di impianti di salita, vanno raggiunti lentamente a piedi. L’amore insegna il passo, dilata i pori, assorbe ossigeno dalle conifere. Si profuma di erbe e di fiori da chiamare per nome, uno per uno: il ranuncolo, la genzianella, la nigritella, il tarassaco, l’artemisia, il buonenrico. Le scarpe stanno attente a non pestare, la mano lascia stare e non raccoglie.
I luoghi attraversati concentrano l’attenzione, le cellule si scambiano saluti con quelle dei funghi, delle rocce, delle radici emerse. Sorridono all’acqua di un salto di cascata, accolgono l’azoto che in alto sta più largo, per via della pressione che è minore. L’aria ha un peso, chi sale lo attraversa e lo solleva.

Non c’è da portare materasso, ci si sdraia sulla distesa curata dall’estate e dalle api. Abbracciarsi sul prato di una radura di montagna è farsi abbracciare.
All’aperto l’amore non lascia tracce. Chi passa dopo non può dire: sento il suo odore, scorgo la sua impronta. Non c’è bisogno di rifare il letto, ci pensa il vento a rigovernare.
Si torna indietro poi come le gocce che scivolano insieme. La stanchezza segue l’esultanza di due che si sono procurati un segreto.
Per gusto di fantasticare immaginiamo un vademecum per i luoghi nelle Dolomiti dove inaugurare e rinnovare abbracci.
Più tardi, in quella notte, avremmo dimenticato tutto, cominciando a salire a lume di frontale i pendii fino alla cima del Cotopaxi e all’alba.

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