Risposte – di Erri De Luca

Per un rovescio di ruoli uno scrittore riceve domande circa se stesso e il mondo. Dovrebbe lui interrogare il giornalista che per mestiere deve intendersi di molteplici argomenti per riferirne in cronaca. Invece ecco il precario piedistallo dell’intervista, dal quale calare risposte poco memorabili.

Da parte mia posso dire degli effetti personali circa le storie che scrivo. Quanto agli altri innumerevoli argomenti, li suddivido in quelli che ignoro o che mi sono indifferenti e quelli sui quali mi posso pronunciare. Tra questi distinguo quelli sui quali ho delle impressioni, quelli sui quali mi sono formato un’opinione, infine quelli che si basano sulle mie convinzioni. Questo tipo di risposte coinvolge i miei sentimenti pubblici.

Non sono neutro, parteggio e quindi esprimo un punto di vista dall’interno, per niente panoramico. Non cerco di essere condiviso, ma di fissare un’estremità del tema, delimitare un bordo rispetto al quale può trovare il suo posto l’opinione altrui, stabilendo la sua distanza dal mio. Si formano le idee per divergenza.

A volte mi avvalgo della facoltà di non rispondere, sapendo che anche questa è una risposta. Con questa nota intendo esprimere gratitudine per le domande. Essere richiesto di un pensiero è un privilegio.

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