Il Movimento Nonviolento sulla Marcia Perugia-Assisi 2016

Questo documento affronta una vicenda che ci sta a cuore; non giudica le scelte di altre associazioni; non denuncia divisioni nel movimento pacifista; vuole semplicemente esprimere il nostro pensiero per rispondere alle amiche e agli amici che ci chiedono: “Perchè il Movimento Nonviolento non partecipa alla Marcia PerugiAssisi 2016?”

Premessa

La Marcia Perugia-Assisi è la storica manifestazione del movimento pacifista italiano, nota in tutto il mondo. La sua immagine evocativa e simbolica trae alimento e forza dalla prima edizione del 24 settembre 1961, ideata e voluta da Aldo Capitini, il filosofo della nonviolenza e fondatore, con Pietro Pinna, recentemente scomparso, del Movimento Nonviolento.

Il percorso da Perugia ad Assisi è carico di significato. Capitini “libero religioso”, come lui stesso si definiva, volle iniziare la Marcia da Perugia, città laica, e concluderla ad Assisi in omaggio a Francesco “che è santo per tutti”.
Capitini ideò quella Marcia in un momento internazionale di forte contrapposizione Est-Ovest, con lo spettro dell’olocausto atomico, per unire le masse popolari italiane, cattolici e comunisti, laici e religiosi, nel comune desiderio di pace per il mondo. Ma alla generica aspirazione alla pace, Capitini volle aggiungere “il lancio dell’idea del metodo nonviolento”. Leggi tutto “Il Movimento Nonviolento sulla Marcia Perugia-Assisi 2016”

Lettera Rete di Quarrata settembre/ottobre 2016

Carissima, carissimo,

il piccolo Omran come il piccolo Aylan. Il bimbo di Aleppo ricoperto di polvere e sangue è vivo,  il bimbo sulla spiaggia di Bodrum è morto. È amaro il destino dei bambini siriani: che tu scappi o che tu resti, perdere la vita è questione di un attimo.

Più di un anno dopo (era il 2 settembre del 2015),  la “foto simbolo” del dramma dei profughi che fuggivano dalla guerra cercando di raggiungere la costa della Grecia, si è arricchita di  una nuova “foto simbolo” a ricordarci che la guerra c’è ancora e  continua a mietere vittime innocenti. Le foto sono immediate, fanno il giro del mondo in un attimo. Non serve spremersi le meningi per trovare parole che raccontino l’orrore, basta un’immagine per comunicare tutto quel che c’è da dire. Come la bambina vietnamita che corre ustionata dal napalm e il bimbo ebreo con le mani in alto nel ghetto di Varsavia. Quello che stona, ancora una volta, è che da un lato serve un’immagine d’impatto per smuovere gli animi, dall’altro, sappiamo per esperienza che, passata la prima ondata di utilizzo mediatico, tutto torna nel medesimo silenzio. Il dolore non basta se tutto resta come prima. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata settembre/ottobre 2016”

Vi renderemo tutti disabili!

Un altro intollerabile volto dell’occupazione israeliana

di Bassam Saleh, 10/09/2016

L’intensificarsi dell’orrenda prassi di ferire volontariamente i giovani palestinesi si rivela un altro spietato elemento della politica di dominio di Israele nei territori occupati. Ancora una volta emerge lo status di impunità di cui godono le forze militari di occupazione israeliane ed i loro governanti.

I palestinesi, in particolare i giovani, sono sistematicamente tenuti nel mirino dalle forze militari israeliane, che occupano i territori palestinesi. E dall’inizio del 2016 si è intensificato un vero e proprio “tiro al bersaglio” ed ha preso la forma di ferimenti e uccisioni arbitrarie mediante l’uso di proiettili veri da parte dell’esercito israeliano, nel contesto di incursioni, arresti, raid militari, ricerche che hanno sempre l’obiettivo di far radunare i giovani ed innescare gli scontri. Leggi tutto “Vi renderemo tutti disabili!”

Netanyahu:“Spararesubitoachiattaccainostrisoldati”

Tel Aviv studia la possibilità di aprire il fuoco sui palestinesi che lanciano sassi durante i raid dell’esercito nelle loro città. Una possibilità che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, è già una realtà

della redazione di Nena News

Sparare a chi lancia sassi ai soldati israeliani. E’ una delle possibilità al vaglio del governo di Tel Aviv, che in queste ore esaminerà ed emenderà le regole d’ingaggio dell’esercito nei Territori Occupati: la parola d’ordine, stando alle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, è “tolleranza zero” sia per il lancio di pietre contro i suoi militari che per “gli atti di terrorismo”. Leggi tutto “Netanyahu:“Spararesubitoachiattaccainostrisoldati””

Lula e i Brics in una lotta mortale

Video, realizzato dal canale brasiliano YouTube di Cibele Laura, e tratto dall’articolo “Lula and the BRICS in a fight to the death” di Pepe Escobar che, diversamente dalla grande maggioranza dei miopi commentatori mainstream, fa un’analisi geopolitica sulle vere ragioni del golpe mediatico-parlamentare avvenuto in Brasile con la deposizione della Presidente Dilma Rousseff.

Perché l’11 settembre 1973 nacque il mondo nel quale viviamo – Gennaro Carotenuto

Sarebbe bello poter dire che il «pueblo unido» abbia infine vinto in Cile e che le grandi vie dove passano gli uomini liberi si siano riaperte, come aveva vaticinato Salvador Allende nel suo altissimo discorso a braccio dallo studio della Moneda dove di lì a poco si sarebbe tolto la vita a testimoniare il suo sacrificio in nome della legalità, della democrazia e del popolo cileno. Allo stesso tempo sarebbe stato bello che quel «no pasarán» della guerra civile spagnola si fosse concretizzato almeno nella fine della tirannia franchista al momento della sconfitta del nazi-fascismo in Europa. Ricordare che Francisco Franco e Augusto Pinochet siano morti impuni nel loro letto non dice abbastanza di quanto questi abbiano trionfato. Lasciamo da parte il gallego e concentriamoci su quanto il Cile attuale sia ancora il trionfo pieno di Augusto Pinochet. Leggi tutto “Perché l’11 settembre 1973 nacque il mondo nel quale viviamo – Gennaro Carotenuto”

Naufragio – Erri De Luca

Il terremoto è un naufragio in terra. Le case diventano imbarcazioni scosse tra le onde e sbattute sugli scogli. Si perde tutto, si conserva la vita, lacera, attonita che conta gli scomparsi sul fondo delle macerie.

Si abita un suolo chiamato per errore terraferma. È terra scossa da singhiozzi abissali. Questi di stanotte sono partiti da oltre quattromila metri di profondità. Qualche giorno fa stavo agli antipodi, oltre quattromila metri sopra il mare. Quel monte delle Alpi non è un meteorite piovuto dal cielo, ma il risultato di spinte e sollevamenti scatenati dal fondo del Mediterraneo. Forze gigantesche hanno modellato il nostro suolo con sconvolgimenti. Leggi tutto “Naufragio – Erri De Luca”