La rotta tempestosa del socialismo bolivariano

Venezuela. Domani nuova discussione all’Osa
Caracas, Maduro in piazza

il manifesto, Geraldina Colotti CARACAS 21.06.2016

Fame, saccheggi, rivolte, scontri con la polizia. Addirittura un allarme di religiosi dominicani che sembrava provenire da uno dei punti più caldi di qualche regione africana. Le notizie sul Venezuela si battono da un solo lato della tastiera per indurre alla seguente conclusione: il paese è in preda a una crisi umanitaria, esiste “rottura dell’ordine democratico” ergo occorre un intervento esterno, preceduto dall’”aiuto umanitario della comunità internazionale”. Sullo sfondo, le prossime elezioni spagnole e – naturalmente – quelle di novembre negli Stati uniti. Continua a leggere La rotta tempestosa del socialismo bolivariano

Messico, la polizia spara ai maestri, dieci morti

Oaxaca. Centinaia di intellettuali scrivono al governo

il manifesto, Geraldina Colotti, 21.06.2016

La polizia spara, in Messico, contro i maestri che manifestano a Oaxaca, nel sud del paese. Secondo il bilancio ufficiale, vi sarebbero 6 morti, 51 feriti e 25 detenuti. Le cifre delle organizzazioni popolari parlano invece di 10 morti, oltre un centinaio di feriti e di arresti indiscriminati. I maestri hanno pubblicato i nomi di 9 persone uccise, la decima non è stata ancora identificata.

La polizia ha ammesso di aver usato armi da fuoco nella notte di domenica, ma ha accusato i maestri di aver sparato per primi e di essere “infiltrati da gruppi radicali”. I manifestanti hanno invece denunciato la presenza di cecchini e di agenti con armi di grosso calibro fin dall’inizio della mobilitazione. Con fotografie e testimonianze hanno smontato la versione della polizia, secondo la quale “solo alla fine, quando già gli agenti si stavano ritirando” sarebbe arrivato un “gruppo di appoggio della Polizia federale che portava armi di grosso calibro”. Continua a leggere Messico, la polizia spara ai maestri, dieci morti

Dopo l’attacco di Tel Aviv i palestinesi manifestano poca gioia ma comprendono le ragioni di chi ha sparato

12 GIUGNO 2016

Ogni settimana, centinaia di palestinesi sono soggetti a colpi di arma da fuoco da parte degli israeliani e scappano terrorizzati. Secondo loro quello che hanno provato gli israeliani in questo unico attacco è nulla rispetto a quello che sperimentano ogni giorno.

di Amira Hass | 10 giugno, 2016 |

Haaretz

Wafa, l’agenzia ufficiale di notizie dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina [OLP], ha messo sul suo sito una spettacolare fotografia dei fuochi d’artificio a Gaza in onore del sacro mese musulmano del Ramadan e non per inneggiare all’attacco armato di mercoledì a Tel Aviv. Anche se ci sono stati palestinesi che hanno espresso soddisfazione per l’attacco di fronte alle telecamere che li hanno trovati proprio nel momento e nel luogo giusti, né la soddisfazione né l’appoggio[all’attacco] potrebbero descrivere con precisione i sentimenti della maggior parte dei palestinesi sulla sparatoria. Continua a leggere Dopo l’attacco di Tel Aviv i palestinesi manifestano poca gioia ma comprendono le ragioni di chi ha sparato

“Un giorno di lutto chiamato Giorno di Gerusalemme”, di Gideon Levy

sul quotidiano israeliano Haaretz

“Un giorno, il giorno di Gerusalemme diventerà giorno di lutto nazionale. Le bandiere saranno a mezz’asta”, ha il coraggio di scrivere il giornalista israeliano, che descrive come una vergogna questa giornata di celebrazione israeliana dedicata, sotto scorta militare, e in modo provocatorio, alla gloria dell’annessione di Gerusalemme, che si è svolta domenica, mentre i Palestinesi della Città Vecchia si preparavano al ramadan.

“Un giorno, il giorno di Gerusalemme diventerà giorno di lutto nazionale. Le bandiere saranno a mezz’asta.

Le sirene urleranno e gli Israeliani si raccoglieranno in memoria del loro sogno svanito. Il 28 del mese di Iyar segnerà il giorno del lutto di Israele, incastrato fra il giorno della commemorazione dei soldati scomparsi e Tishna, che è un giorno che rende omaggio allo svanire del sogno e che cade prima del giorno del memoriale della distruzione del tempio. Continua a leggere “Un giorno di lutto chiamato Giorno di Gerusalemme”, di Gideon Levy

Il ritorno della classe del privilegio

Il principale problema brasiliano che attraversa tutta la nostra storia è una monumentale disuguaglianza sociale che riduce grande parte della popolazione alla condizione di scarti di umanità.

I dati sono spaventosi. Secondo Marcio Pochman e Jessé Sousa che ha sostituito Pochman alla presidenza delI’IPEA, appena 71.440 mila multimiliardari brasiliani (ossia solo l’1% della popolazione che rappresenta solamente lo 0,05% degli adulti), controllano praticamente le nostre richieste e le nostre finanze e, attraverso queste, il gioco politico.
Questa classe di nuovi ricchi che Jessé Souza chiama Classe del privilegio oltre ad essere perversa socialmente è estremamente abile perché si articola a livello nazionale e internazionale in modo tale che sempre riesce a manovrare il potere dello Stato a proprio vantaggio. Continua a leggere Il ritorno della classe del privilegio

Israele arresta 567 palestinesi nel mese di aprile. Il 22 % sono bambini.

Organizzazioni dei Prigionieri Palestinesi come la Società dei Prigionieri Palestinesi, Addameer a Supporto dei  Prigionieri, Associazione per i diritti umani e la Commissione affari dei prigionieri hanno reso noto in un rapporto importanti  statistiche riguardanti  la situazione generale dei  prigionieri palestinesi nel mese di aprile 2016. Queste tre  organizzazioni hanno raccolto  e resi noti i seguenti da 567 palestinesi sono stati arrestati dalle forze di occupazione israeliane nel mese di aprile 2016, portando il numero degli arrestati dall’inizio della rivolta popolare del mese di ottobre 2015 a  5334 palestinesi. Il maggior numero di arresti sono stati fatti a Gerusalemme, dove gli arresti sono stati 213 di cui 60 minori; al-Khalil, dove gli arresti sono stati 120  i; seguita da 43 a Ramallah, 40 a Nablus, 38 a Betlemme, 35 a Qalqilya, 23 a Jenin, 12 a Tulkarem, 9 a Tubas, cinque in Salfit e quattro a Gerico; nella Striscia di Gaza, 25 sono stati arrestati, tra cui 20 pescatori a cui è stato sparato ed hanno subito un attacco in mare, due che passavano il confine di Beit Hanoun (Erez), e tre nei pressi del “confine” di Gaza. Tra gli arrestati ci sono 123 bambini e 24 donne e ragazze (di cui 3 ragazze minorenni). Continua a leggere Israele arresta 567 palestinesi nel mese di aprile. Il 22 % sono bambini.

Strategia del golpe globale – Manlio Dinucci

Quale colIegamento c’è tra società geograficamente, storicamente e culturalmente distanti, dal Kosovo alla Libia e alla Siria, dall’Iraq all’Afghanistan, dall’Ucraina al Brasile e al Venezuela? Quello di essere coinvolte nella strategia globale degli Stati uniti, esemplificata dalla «geografia» del Pentagono.

Il mondo intero viene diviso in «aree di responsabilità», ciascuna affidata a uno dei sei «comandi combattenti unificati» degli Stati uniti: il Comando Nord copre il Nordamerica, il Comando Sud il Sudamerica, il Comando Europeo la regione comprendente Europa e Russia, il Comando Africa il continente africano, il Comando Centrale Medioriente e Asia Centrale, il Comando Pacifico la regione Asia/Pacifico. Continua a leggere Strategia del golpe globale – Manlio Dinucci