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23ª Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata – 10 settembre 2016

manifesto marcia 2016

Un colpo di stato per rubare le risorse – Intervista a João Pedro Stédile

A ridosso del penultimo voto del Senato sull’impeachment alla presidente Dilma Rousseff, abbiamo sentito João Pedro Stedile, storico dirigente del Movimento Sem Terra, in prima fila contro «il golpista Temer».

L’impeachment contro la presidente Rousseff è alle battute finali e si moltiplicano le manifestazioni. Qual è la strategia dei Sem Terra?

L’Mst ora partecipa a due fronti di lotta. Innanzitutto, siamo nel Fronte Brasile Popolare, a cui aderiscono oltre 60 movimenti e componenti di partito: per articolare un’ampia alleanza popolare di sinistra che si opponga al golpe istituzionale e organizzi manifestazioni. L’altro fronte è proprio dell’Mst e riguarda la riforma agraria. Prepariamo mobilitazioni nelle campagne, contro i golpisti. Indipendentemente dalla votazione finale contro Dilma, il 29 agosto, sicuramente la lotta delle campagne si intensificherà, aumenteremo mobilitazioni e occupazioni di terre. C’è un progetto di legge che il governo golpista si è impegnato a portare avanti con i parlamentari della destra, ma che deve essere ancora approvato -, per liberalizzare la vendita delle terre brasiliane al capitale straniero. E’ un affronto. I movimenti contadini hanno minacciato che, se il progetto si converte in legge, ogni azienda venduta al capitale straniero verrà immediatamente occupata. Leggi tutto “Un colpo di stato per rubare le risorse – Intervista a João Pedro Stédile”

Dilma Rousseff, partita finale

Per le olimpiadi, arrivano gli “addestratori” Usa
di Geraldina Colotti, 03.08.2016

Il processo politico contro la presidente Dilma Rousseff, sospesa dall’incarico il 12 maggio, è entrato ieri nella fase finale. Il senatore Antonio Anastasia, relatore dell’impeachment, ha presentato il suo rapporto alla commissione di 21 persone, che lo discute oggi e lo vota domani. Venerdì, giorno d’inaugurazione dei Giochi olimpici di Rio, il rapporto verrà letto in una seduta del senato, convocato a votarlo una prima volta il 9 agosto. Se in quella occasione il testo otterrà la maggioranza semplice con 41 voti degli 81 senatori, il Tribunal Supremo convocherà un’ultima sessione per decidere se la presidente torna al suo posto o se rimane al timone Michel Temer, che per ora assicura l’interim. L’eventuale sessione finale del processo inizierà il 29 agosto e potrebbe durare 5 giorni. Perché Rousseff sia privata del mandato occorre una maggioranza dei 2/3 (54 voti). In quel caso, se la reazione popolare non se ne libererà prima, Temer governerà fino al 2018, quando dalle urne uscirà il nuovo presidente. Leggi tutto “Dilma Rousseff, partita finale”

In Dialogo, numero 113

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Editoriale del numero 113 di In Dialogo

Le parole della paura.

Migranti, profughi, extracomunitari, clandestini, stranieri, immigrati… L’elenco potrebbe continuare e probabilmente molti di noi non sarebbe altro che una lunga ripetizione di termini equivalenti. I media si preoccupano raramente di distinguere scegliendo i vocaboli più adatti per dare il nome ai protagonisti -loro malgrado- della continua ondata di viaggi della speranza di centinaia e centinaia di persone, in fuga dal nord Africa o dal Medio Oriente. Questa massa spaventa, non soltanto perché è obiettivamente difficile accogliere degnamente anche soltanto per un primo soccorso così tanti uomini donne e bambini, ma anche perché molti politici, fanno di tutto per alimentare la diffidenza e la paura degli italiani verso di loro.

A fare notizia sono spesso le tragedie del mare o le scomposte reazioni di chi proprio non riesce a vincere la propria intolleranza. I mezzi di comunicazione amplificano la voce di chi urla di più, ma di tanto in tanto riescono a trovare lo spazio anche per le storie personali di chi scappa. E noialtri, lettori e spettatori sempre più distratti o insofferenti, riusciamo a trovare dietro i numeri delle masse di disperati un volto umano soltanto quando ci vengono mostrate le loro facce o quando leggiamo i loro nomi, che altrimenti finiscono per essere soltanto una quantità eccessiva rispetto alla capienza dei centri di accoglienza. Leggi tutto “Editoriale del numero 113 di In Dialogo”

Calais: suggestioni – Alessia Zucchelli

Ho da poco passato 5 giorni tra Belgio e Francia, qui a due passi, ma mi sento come se avessi fatto il giro del mondo… uno di quei viaggi in cui man mano si avvicina la partenza ti chiedi continuamente chi te l’abbia mai fatto fare di aderire… come se dovessi superare le colonne d’Ercole.

Quante volte ho pensato di non andarci? Perché è chiaro che in un viaggio come questo già prima di partire senti che qualcosa lascerai… qualcosa di certo e rassicurante, di comodo e sicuro… preconcetti, immagini edulcorate, paure. É un po’ come decidere di togliere degli abiti caldi e comodi non sapendo bene quali altri vestiti troverai. Leggi tutto “Calais: suggestioni – Alessia Zucchelli”

Tre mesi di golpe neoliberista contro il popolo e la democrazia – João Pedro Stédile

1. Il Brasile vive una grave crisi economica, politica, sociale e ambientale. Abbiamo vissuto crisi storiche simili negli anni 30, 60 e 80. Tutte queste crisi hanno prodotto grandi discussioni nella società, un’enorme partecipazione politica e scontri nella lotta tra le classi. La loro soluzione è stata tutt’altro che rapida e si è concretizzata solo intorno a un nuovo progetto, che riuscisse ad agglutinare una base sociale per sostenerlo, o ha visto, invece, le classi dominanti appellarsi a un intervento militare.

E ora cosa sta succedendo? La classe dominante non ha un progetto di paese. Il governo Temer/Cunha è solo un tentativo di applicare rapidamente misure che interessano ai capitalisti. La classe dominante è divisa in tre nuclei di direzione politica. Leggi tutto “Tre mesi di golpe neoliberista contro il popolo e la democrazia – João Pedro Stédile”

Ripensare l’utopia – Riccardo Petrella

Il potere dominante ha imposto, dalla fine degli anni ’70, una narrazione della vita e del mondo “in nome del denaro” -fondata su utilitarismo, competitività, ricchezza per pochi, violenza, cinismo, predazione della natura, furto dei beni comuni- ed ha inoltre convinto che non esiste un’alternativa a questo sistema. “Utopia” è il nome con cui si tacciano proposte che puntano in tutt’altra direzione. Leggi tutto “Ripensare l’utopia – Riccardo Petrella”