Lettera Rete di Quarrata – Natale 2016

Carissima, carissimo,
cos’è il Natale? Una coppia di Nazareth, Maria e Giuseppe, vanno a Betlemme. Là sono respinti e convocati per il censimento dell’Impero Romano. Ci sono varie ipotesi circa il motivo per cui furono respinti. La mia è che lo furono perchè Maria era gravida e non erano sposati ufficialmente. Quindi, occuparono una terra che non era loro, privata. Io in genere scherzo, e mi piace teatralizzare ciò che ha fatto Gesù, perciò dico che il giorno seguente il “Quotidiano di Gerusalemme” deve aver titolato in prima pagina: “Famiglia di senza terra e tetto (due delle tre T su cui papa Francesco ha convocato a Roma i rappresentanti dei Movimenti Popolari di tutto il mondo dal 2 al 5 novembre scorso, la terza T era trabalho-lavoro) occupa una proprietà rurale” Gesù è nato in una stalla. Ciò è molto simbolico. All’epoca di Gesù, chi aveva a che fare con gli animali, come il macellaio, era socialmente emarginato. C’è chiaramente nella Bibbia. Ma molti non hanno occhi per vedere e voce per parlare. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – Natale 2016”

Lettera Rete di Quarrata – novembre 2016

Carissima, Carissimo,

non avendo potuto partecipare ai lavori del convegno dei Movimenti popolari in Vaticano -troverete una profonda riflessione di Claudia Fanti, redattrice di Adista- sul numero di dicembre della nostra rivista In Dialogo, oltre al discorso conclusivo di papa Francesco. Sotto, a seguire, gli incontri organizzati con Joao Pedro Stedile, che non ho potuto seguire, perchè impegnato in giro per l’Italia con Waldemar Boff, nostro referente del progetto Agua Doce. Serena Romagnoli, che ha coordinato e accompagnato Joao Pedro, ha scritto una breve riflessione sull’attuale situazione del Brasile e del Movimento Sem Terra nell’attuale congiuntura brasiliana e internazionale. Antonio

Il Movimento Senza Terra tra repressione e progetti di articolazioni nazionali e internazionali dei movimenti popolari

Il Brasile sta vivendo 4 gravi crisi, ha detto spesso Joao Pedro Stedile nei discorsi degli ultimi mesi. Una crisi economica, che è alla base di tutte le altre, una crisi sociale perché i problemi della popolazione non vengono risolti, una crisi ambientale perché c’è un’aggressione crescente del capitale nei confronti dei beni della natura senza misurarne le conseguenze. Esempio di quest’ultima crisi è il “crimine” di Mariana, la rottura delle dighe del deposito di rifiuti tossici dell’impresa Vale, nelle località di Fundão e Santarem, nel comune di Mariana, che ha prodotto – proprio un anno fa –  il maggior disastro ambientale della storia del Brasile. E  infine c’è una crisi politica, che è il risultato del fatto che  i capitalisti si sono appropriati della democrazia rappresentativa e – attraverso il finanziamento privato delle campagne – eleggono chi vogliono.  Il Parlamento quindi è completamente dissociato dalla volontà della popolazione ed è questo Parlamento che ha portato a compimento, alla fine dello scorso agosto,  un vero e proprio golpe istituzionale. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – novembre 2016”

Comunicato del MST

Abbiamo sempre agito in forma pacifica – dice il MST – perché la riforma agraria avanzi e la terra compia la sua funzione sociale, ma c’è una grande crescita della repressione contro chi lotta per la terra mentre predominano gli interessi dell’agrobusiness associato alla violenza dello Stato di eccezione.

A settembre è stata lanciata una campagna contro gli arresti ingiustificati di militanti del MST nello stato del Goias, accusati di partecipazione ad una organizzazione criminale.

L’operazione Castra

Nei giorni scorsi ancora una volta il MST è stato vittima della criminalizzazione da parte dell’apparato repressore dello Stato del Paraná. L’azione violenta battezzata “Castra” è stata realizzata venerdi 4 novembre a Quedas do Iguaçu, Francisco Beltrão e Laranjeiras do Sul; ma anche a São Paulo e nel Mato Grosso del Sud. Leggi tutto “Comunicato del MST”

Israele e Palestina

L’occupazione dura solo perché il mondo si rifiuta di agire. La seguente è una trascrizione delle dichiarazioni preparate dal direttore esecutivo della Ong israeliana B’Tselem, Hagai El-Ad, e da lui lette davanti ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in una sessione speciale della “formula Arria,” su “Illegalità degli insediamenti israeliani: ostacoli alla pace e soluzione dei due Stati” a New York, il 14 ottobre 2016.

B’Tselem è un’organizzazione non governativa, fondata nel 1989 da accademici, avvocati, giornalisti e membri del parlamento israeliano (Knesset): il centro d’informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati. Il suo nome è una parola ebraica che significa letteralmente “l’immagine”. Appare due volte in un famoso verso del primo capitolo del primo libro della Bibbia: Genesi 1:27: “Dio creò l’uomo a sua immagine (letteralmente, ad immagine di lui), a immagine di Dio lo creò. “In ebraico, la parola è usata anche come sinonimo di “dignità umana”. L’obiettivo dell’organizzazione B’Tselem, conosciuto e rispettato perfino in Israele, è quello di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici israeliani, responsabili  delle violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi, illegalmente occupati, dopo la guerra di giugno del 1967. Così che nessuno possa dire un giorno: “non lo sapevo”. Leggi tutto “Israele e Palestina”

Riforma della Costituzione – incontro con La Valle e Tarli Barbieri

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Ricordo Dario Fo – di Erri De Luca

In una sua canzone, “Shelter from the storm” Bob Dylan scrive che la bellezza cammina sul filo di un rasoio. Lo stesso si può dire dell’ironia che sta sul tagliente equilibrio del funambolo.

Dario Fo e Franca Rame, sono stati i maestri circensi dell’irriverenza verso le autorità. Ne sono stati ripagati con ostilità e distanza. La fama mondiale, rincarata dal Nobel per la letteratura, è stata trattata dal potere politico come un disturbo della quiete pubblica. Dal ’97 , anno di assegnazione del massimo riconoscimento letterario, a oggi, per diciannove anni questo paese non ha saputo che farsene di lui. Lui non si è dato per celebrato e messo a riposo sopra il piedistallo. Ha continuato a intervenire con le sue opere e con la sua persona nelle tensioni civili italiane. In diverse occasioni gli italiani lo hanno incrociato in piazza, condividendo fisicamente cause necessarie.

A me ha dato pronto sostegno quando venivo processato per le mie parole contrarie al tossico traforo in Val di Susa.

Non era l’intellettuale impegnato che parlava ex cattedra. È stato il cittadino Dario Fo che ha preso impegni scomodi e dolenti, scendendo dal palco per stare insieme.

È stato il più allegro premio Nobel della letteratura. Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso.

Erri De Luca

Riforma politica, subito! – João Pedro Stédile

da “Caros amigos”, ottobre 2016

Dopo l’ubriacatura elettorale,  circolano molte valutazioni, analisi e commenti.   Ciascuno ha tutto il diritto, a partire dalla sua posizione di classe o dai suoi interessi ideologici, di tirare le conclusioni  che  meglio gli servano, per gli obiettivi che sostiene.

Ho visto varie analisi che commentano la sconfitta della sinistra, la sconfitta del petismo, la fine di un ciclo, la vittoria dei tucani (cioè del Partito PSDB, quello di Cardoso) ecc ecc.

Arrischio tuttavia alcune riflessioni analitiche:  Leggi tutto “Riforma politica, subito! – João Pedro Stédile”