Contro poveri e senza terra Bolsonaro torna al ‘68: l’AI-5 è già realtà – di Claudia Fanti

Il governo sta pensando di riproporre l’atto che 51 anni fa istituzionalizzò la repressione e propone la legittima difesa per i poliziotti che si macchiano di crimini e abusi durante gli sgomberi.

Spaventato dalle rivolte popolari registrate in diversi paesi dell’America latina, il governo di Jair Bolsonaro si sta attrezzando nel migliore dei modi per impedire che il contagio arrivi in Brasile. E che ciò sia destinato a tradursi in un’ulteriore deriva autoritaria, lo indica assai bene l’evocazione di un nuovo AI-5: l’Atto istituzionale, promulgato nel dicembre del 1968 dal generale Artur da Costa e Silva, che ha dato avvio alla fase più brutale della dittatura attraverso la chiusura del Congresso, l’istituzionalizzazione della repressione e della tortura, la censura dei mezzi di comunicazione, la sospensione dei diritti politici degli oppositori.

Era stato Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente, a riferirsi per primo al provvedimento: «Se la sinistra si radicalizza – aveva detto –, sarà necessario trovare una risposta che potrebbe arrivare da un nuovo AI-5». E subito gli aveva fatto eco, in una conferenza stampa negli Stati uniti il 25 novembre, il ministro dell’Economia Paulo Guedes, il volto più antidemocratico dell’ultraliberismo brasiliano, osservando – a proposito dell’esortazione rivolta da Lula ai brasiliani a scendere in piazza contro il governo – che nessuno dovrebbe stupirsi «se poi qualcuno chiede che sia applicato l’AI-5». Leggi tutto “Contro poveri e senza terra Bolsonaro torna al ‘68: l’AI-5 è già realtà – di Claudia Fanti”

Quattro domande sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania – di Doc Vaxman


La costruzione di un insediamento israeliano a Beitar Illit, in Cisgiordania, il 7 aprile 2019 (Ronen Zvulun, Reuters/Contrasto)

Dov Waxman, professore di studi israeliani e autore di un nuovo manuale sul conflitto palestinese, traccia la storia degli insediamenti e spiega perché sono così controversi.

Il 18 novembre il segretario di stato statunitense Mike Pompeo ha dichiarato che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania non violano il diritto internazionale. Le parole di Pompeo sono state accolte con entusiasmo dagli israeliani, che si considerano i legittimi proprietari dei territori, alimentando al contempo la rabbia dei palestinesi che li abitano e ne rivendicano il possesso. Dov Waxman, professore di studi israeliani e autore di un nuovo manuale sul conflitto palestinese, traccia la storia degli insediamenti e spiega perché sono così controversi.

Perché il possesso dei territori in Cisgiordania è così contestato? Leggi tutto “Quattro domande sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania – di Doc Vaxman”

Metafore – di Erri De Luca

erridelucaDi sera accendo il fuoco nel camino, uno dei gesti più antichi della specie umana. Irradia luce, scalda, non ha corpo e non proietta ombra. Mentre lo guardo divorare il legno, passano dei pensieri suscitati dalle sue forme mobili.
Dante nel canto 26 dell’Inferno incontra Ulisse trasformato in fuoco e così scrive: ”Lo maggior corno della fiamma antica”. Dove la metafora corrente vede una lingua di fuoco, lui sceglie di vedere un corno, dal cui interno sta per uscire una voce.
Il fervore poetico insiste poco dopo: ”pur come quella cui vento affatica”. Sa bene che il vento aizza la fiamma, la rinforza, ma vuol vedere invece uno sforzo, una fatica nei guizzi del fuoco sbattuto dal vento. Leggi tutto “Metafore – di Erri De Luca”

Rete di Quarrata – Lettera di novembre-dicembre 2019

Carissima, carissimo,

oggi il rischio reale è che la famiglia umana prenda due strade, quella che beneficia della tecnologia, della salute, della scuola, dei consumi, ovvero che dispone di tutti i mezzi per star bene. A tutt’oggi queste persone raggiungono il numero di 1 miliardo e 600 mila, mentre gli altri, 5,4 miliardi sono lasciati alla loro sorte, con una tecnologia minima e convenzionale in un quadro generale di povertà, miseria ed esclusione. Questo è l’orrore economico cha abbiamo costruito grazie alla globalizzazione e alla speculazione finanziaria del neoliberismo radicale.

I suoi principi: la competizione, l’individualismo, la privatizzazione dei servizi sociali, la diffamazione di tipo politico e la satanizzazione dello Stato, ridotto al minimo. Attualmente 200 multinazionali hanno un potere economico finanziario che equivale a 182 Stati, gestiscono insieme agli organismi dell’ordine capitalistico come il FMI (fondo monetario internazionale) la Banca Mondiale e l’organizzazione Mondiale del Commercio, l’economia mondiale sul principio della competizione, sull’assenza dei diritti umani e sociali della stragrande maggioranza degli abitanti della Terra, senza nessuna disponibilità alla cooperazione e al rispetto ecologico della natura. Per loro tutto è merce, dal sesso alla religione, unica volontà sfrenata a cui tendono è accumulare senza preoccuparsi di altro.

Sto scrivendo dal Brasile, Lula è stato liberato, molta gioia in me e intorno a me e nelle città, piccole e grandi, in particolare il nord-est dove mi recherò nei prossimi giorni. Il nord – est del Paese è esploso dalla gioia, memore di tutte le riforme fatte da Lula e cancellate da due anni e mezzo di presidenza Temer e in undici mesi da Bolsonaro. E’ qui che vedo con chiarezza che i ricchi stanno creando mondi a se, solo per loro, condomini “fechadi” (chiusi) vigilati da guardie armate dove all’interno c’è tutto, dal supermercato al cinema ecc…, ricordo che lo scorso anno, fu inaugurata in un condominio chiuso a San Paolo una cascata di 25 metri e la chiamarono la Foz do Iguaçu “particolar” (nostra). Leggi tutto “Rete di Quarrata – Lettera di novembre-dicembre 2019”

L’ultimo rapporto sul futuro – di Giorgio Ferrari

con 30 slides che mostrano i diversi approcci fatti (negli ultimi 50 anni) sul futuro del mondo

“La scienza non pensa, perché non è il suo compito”. Martin Heidegger

I cambiamenti climatici hanno fatto irruzione sulla scena mondiale, grazie soprattutto a una miriade di giovani che hanno imposto all’attenzione di tutti e tutte i messaggi inascoltati degli studiosi del clima, anche se non tutta la comunità scientifica è d’accordo sulle loro conclusioni.

L’accoglienza che viene dal mondo politico (con qualche eccezione come gli Usa di Trump) e dai media internazionali verso questo messaggio lascerebbe intendere che siamo di fronte a una svolta epocale, ma è bene non farsi illusioni e proseguire nelle mobilitazioni.

Nel generale entusiasmo che ha coinvolto anche me ho l’impressione che ci stiamo perdendo qualcosa. Nelle trenta slides che seguono ho cercato di esplicitare questa mia impressione, mettendo a confronto i diversi approcci che sono stati fatti sul futuro del mondo negli ultimi 50 anni. Quello che segue quindi non è un resoconto impossibile di qualcosa che deve ancora avvenire ma un esame comparativo fra diversi scenari possibili che riguardano le sorti del pianeta. Sperando di non dimenticare l’umanità che lo abita. Leggi tutto “L’ultimo rapporto sul futuro – di Giorgio Ferrari”

Sardine per il futuro – di Luca Soldi

SARDINE PER IL FUTURO

Ci sarebbe la volontà da parte di larga parte dei giovani di FridaysForFuture di aprirsi al movimento delle sardine e viceversa.

I loro mondi coincidono per larga parte e per la ricerca di nuove occasioni di contatto potrebbe contribuire a saldare e rafforzare un cammino che potrebbe benissimo farsi univoco.

È evidente che la politica pare interessata solo formalmente e opportunisticamente a queste nuove energie che si muovono dietro stimoli e pulsioni legate a valori etici ed umani che difficilmente i protagonisti del nostro tempo riescono ad interpretare.

Figure come Greta, come Papa Francesco e pochi altri sono riuscite a costruire una nuova sensibilizzazione verso le devastazioni dei cambiamenti climatici e della necessità di una nuova etica umana, sociale che rinnovi, a sua volta, l’impegno forte verso quella politica che specie nel nostro tempo, mostra grandi fragilità di fronte ai populismi, ai nazionalismi.

Dunque il primo appuntamento è per venerdì 29, dove arriverà a livello nazionale un importante banco di prova, in una grande nuova manifestazione, che ci chiama all’appello anche gli adulti.

E, come nel caso proposto da FFF di Roma, si è diffusa in larga parte del Paese la domanda, l’invito, al movimento delle Sardine a farsi parte. “Unitevi a noi – avevano proposto i giovani di Friday della capitale, in un appello diretto alle 6000 Sardine – convinti che gli obiettivi per cui entrambi lottiamo siano complementari e spesso coincidano”.

E dopo qualche giorno, intanto a Roma, il contatto è avvenuto e la condivisione di intenti e partecipazione pare ormai assodata.

Ma c’è anche l’invito forte rivolto a tutti gli altri a farsi parte concreta seguendo, participando, alle manifestazioni di questo fine settimana

Ma non solo perchè questa volta ci sarà l’opportunità di contrastare, di boicottare  il canto delle sirene che nell’occasione anche del  Black Friday, propone un modello di consumo ritenuto “non sostenibile”.

Sabato, nel pomeriggio, invece, sarà il momento del primo raduno delle sardine in altre piazze d’Italia.

Le sardine si stringeranno nelle piazze di Firenze, Napoli, Ferrara, Treviso e diverse altre realtà italiane ed è probabile che fra tanti di coloro che parteciperanno ci saranno di sicuro anche i ragazzi impegnati nella lotta per salvare il Pianeta dalle devastazioni ambientali

 

 

SALVINI VASO DI COCCIO VINTO DAI SORRISI DELLE SARDINE

Bologna, Modena poi Rimini ed ancora Palermo. Poi Reggio e nel fine settimana a Firenze. Il movimento delle sardine diventa un problema serio per Salvini.
Al canto di Bella Ciao che non è più “solo” il canto della Liberazione, i giovani gridano forte la loro voglia di dire di sì, al bene, alla bellezza, alla luce che scaccia le tenebre rappresentata dall’odio e dalla paura.
E tutto senza bandiere, senza cappelli. La politica non è una cosa sporca, brutta e cattiva l’hanno fatta diventare così, sono i politici che devono fare un bagno di umiltà e ritrovare il valore, il senso del ruolo e dell’impegno. C’è voglia di uscire da un imbarazzo.
Si intravede la voglia di ritrovare anche la fatica della politica, della partecipazione, lo si comprende in quel lavorio diffuso che si riesce ad intravedere oltre le scese nelle piazze.
C’è anche la consapevolezza che la storia, dalle pantere ai girotondi, fino ai più nuovi grillini, ha visto grandi innamoramenti e poi delusioni cocenti.

Intanto anche la Sicilia ha detto che non si Lega” e “Seimila sardine antifasciste” si sono ritrovate insieme a cantare  “Bella ciao”, scandendo  “Fuori la Lega” da Palermo”. La città si è rialzata, come succede nei momenti importanti, rispondendo al movimento delle sardine con una piazza Verdi piena. In diverse migliaia, 10mila secondo gli organizzatori e anche secondo il sindaco Leoluca Orlando presente in piazza, si sono ritrovati ai piedi del teatro Massimo.
Hanno parlato, discusso e sorriso.

Tutti e con tanti cartelli e soprattutto con sardine di cartone appese al collo.
In mezzo a loro Salvini, le paure, la sua “bestia”, paiono davvero poca cosa. Sembra solo un grande vaso di coccio, con tutto il rispetto, per carità.
Anche questa piazza ha rappresentato un popolo che si era assopito e che adesso pare essersi svegliato grazie soprattutto alle nuove generazioni.
Un mondo che chiede a gran voce la fine della politica che alimenta l’odio nelle nostre città, sui social e nelle tribune.

 

A RIMINI E LE SARDINE ARRIVERANNO AL MARE

Non basta più Bologna, non basta neppure Modena quella protesta che sembrava essere relegata alla “capitale”, all’ultimo fortino, si sta allagando a macchia di leopardo.

Appaiono essere saltati i timori. Sembrano scombussolate le analisi di chi pensava ad una guerra di posizione o di quanti confidavano di risollevare le sorti della sinistra con qualche cena a base di cappelletti e zampone.

C’è ormai diffusa una nuova voglia di rispondere, di prendere parte, di farsi parte. C’è soprattutto questa voglia in quelle generazioni che solo fino ad ieri erano date per perse.

Intanto già nei prossimi giorni le sardine arriveranno anche al mare. Sorvoleranno a dovuta distanza i luoghi dei Beach-party a Milano Marittima e approderanno a Rimini.

La nuova manifestazione convocata dalle ‘sardine’ è per domenica alle 17 alla Vecchia Pescheria a Rimini. Il flash mob avverrà in contemporanea con la visita in città di Salvini che – si legge nel post su Facebook – “insieme alla sua candidata ombra inaugurerà la nuova sede della Lega a Rimini, facendo passare il messaggio che la Romagna è ormai presa”. Il titolo dell’evento è ‘Rimini non abbocca (Pesce palla in arrivo)’. “Salvini e la sua macchina del marketing hanno già dichiarato che il capitan Pesce Palla verrà in piazza a ‘conoscere’ le sardine. Quindi – si spiega ancora – oltre alla vostra sardina, preparate un bel pesce palla da regalargli. E poi giù di selfie così è contento. Tutto rigorosamente in silenzio”.

Arriva anche la precisazione, tanto per far comprendere lo spirito che l’invito è a non portare “nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza”, perché “fa più rumore un mare in silenzio che un pirata che urla”.

Nella Lega la preoccupazione prima mascherata adesso risulta più che evidente perché ormai il meccanismo ormai risulta infernale. Si spera solo in un po’ di stanchezza, in un po’ di noia, ma sono aspettative vane, perfino penose.

Le aspettative di riportare i temi sul piano territoriale sembrano essere cadute nel vuoto anche perché le cartucce in mano agli organismi politici della Lega in terra emiliano-romagnola sono quelli noti per i quali domina solo la figura di Salvini.

La stessa “bestia”, confinata sul web, sembra non esser riuscita a creare delle contromosse opportune.

Lucia Borgonzoni, senatrice leghista, già sottosegretaria alla Cultura e candidata alla presidenza della Regione Emilia-Romagna deve infatti temere più da se stessa che dalle proteste di piazza. E non solo a causa delle scarse conoscenze geografiche come hanno evidenziato i detrattori della prima ora.

Nel frattempo arrivano le notizie anche da Reggio Emilia anche qui un flash mob dal titolo ‘Non si Lega’. In questo caso il programma è per sabato nonostante non sia prevista neppure la visita elettorale di Matteo Salvini.

Qui, il leader del Carroccio, aveva già fatto tappa il 9 novembre.

A organizzare l’evento in città ci sarebbe un gruppo di dieci persone tra cui Stefano Salsi, di professione comunicatore. “Abbiamo percepito la voglia di scendere in piazza anche a Reggio e di riappropriarci della nostra città – ha detto alle agenzie di stampa – Tutto ciò era qualcosa che mancava da tempo. L’obiettivo è essere in tanti, stretti come sardine e tutti col sorriso. Salvini è già stato a Reggio e sabato non ci sarà? Questo depone a nostro favore in un certo senso perché significa che non c’è una strategia, ma semplicemente la voglia di esserci”.

 

IL MARE BAGNA MODENA E LA PAURA DELLE SARDINE SPINGE FUORI SALVINI

Dopo Bologna, Modena ed anche qui le sardine sono davvero tante. Nonostante il diluvio che già da qualche ora spazzava Piazza Grande la pioggia non fermato per niente le sardine. “Modena, Modena non si lega”, è uno dei cori che si sente nella piazza della cittadina. Una piazza piena con tanti ombrelli colorati.
Alle prime avvisaglie di questa nuova invasione che avrebbe messo in dubbio la carica del grande leader la Lega ha deciso di spostare fuori dal centro l’iniziativa elettorale di Matteo Salvini che dovrà rinchiudersi in un ristorante.
Saranno più di settemila persone ma forse qualcosa di più a gridare in coro “Modena non si lega” e intonare “Bella ciao”. Samar Zaoui, una delle promotrici del flash mob, la stessa che Salvini aveva accusato di aver invocato la sua morte, ha detto alla piazza “Oggi tutti noi abbiamo vinto con il sorriso, con l’arte e con l’unione. Ci hanno criticato perché siamo giovani, perché non siamo creativi. Continueranno a criticarci. Ditemi voi: questa piazza è carente di creatività?”. “Nooo”, è arrivata la risposta.
Tra i volti giovani c’è la presenza anche del giocatore di pallavolo Ivan Zaytsev che gioca a Modena e in nazionale, anche lui non si sottrae a sentirsi corpo di queste “sardine”: “Ci teniamo che Modena e che l’Emilia Romagna non si leghi. Punto. Chiaro e semplice”.

Fra gli ombrelli e le sagome delle sardine, appaiono dei cartelli”Il Capitano affonda i barconi con l’uncino, è Capitano come Schettino” ed ancora oppure “Avrò tutti i difetti del mondo ma almeno non voto Lega “.
Sì, stasera in piazza Grande è festa, stasera il mare bagna Modena e non è la furia della natura, del tempo che si scatena contro la città ma il trionfo, l’ennesimo, della partecipazione sulle indifferenze.

La presa delle gocce – di Erri De Luca

In questi giorni di pioggia faccio caso alle gocce che restano appese all’estremità degli aghi di pino. Più di quelle sui vetri, mi meraviglio di come facciano presa, le gocce.

Gli ultimi saranno primi: l’espressione ricorre nei Vangeli di Matteo, Marco, Luca. Il termine greco dei loro testi è: ”èscatoi”, che non precisamente gli ultimi, ma i lontani. “Èskatia” è confine, bordo, estremità. Quelli che provengono da quella remota distanza, che hanno più a lungo viaggiato, avranno precedenza.

Nel nostro linguaggio il termine “ultimi” indica i più miseri, ma comporta anche il senso di una graduatoria, del risultato di una competizione. L’immagine allude a una società di concorrenti nella quale si deve primeggiare, prevalendo sugli altri. Si imita una terminologia americana che indica nel “loser”, usato in modo dispregiativo, il perdente, rispetto a chi a sua volta si attribuisce il titolo di vincente. Questa impropria classifica sociale si basa sul reddito, argomento che dovrebbe interessare solamente il fisco. Leggi tutto “La presa delle gocce – di Erri De Luca”

Colombia: massacro di indigeni nel nord del Cauca – di Samuel Bregolin

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 5 indigeni dell’etnia Nasa sono stati uccisi da un gruppo armato illegale con colpi di arma da fuoco a Tacueyó, nel nord del Cauca, Colombia. La governatrice indigena Cristina Bautista è stata uccisa con altre quattro guardie indigene mentre tentavano di impedire il passaggio a un gruppo armato illegale, dissidenza delle Farc, che opera nel comune di Toribío, nel nord del Cauca.

I gruppi armati illegali locali utilizzano i territori ancenstrali indigeni per il transito e il trasporto di sostanze illegali. Quando le guardie indigene si sono opposte al loro passaggio, il gruppo armato ha aperto il fuoco, uccidendo cinque persone e ferendone altre sei. Leggi tutto “Colombia: massacro di indigeni nel nord del Cauca – di Samuel Bregolin”

Una lettera di Jung sulla perdita e l’andare avanti – di Emanuele Casale

Una bellissima lettera che Jung inviò ad una sua amica in seguito alla perdita di suo marito…

Il senso ultimo di questa lettera ci indica l’importanza di dover continuare a vivere, nonostante ciò che può succederci di spiacevole durante il nostro cammino. In tal senso possiamo leggerla anche come un vero e proprio inno alla vita, all’esistenza, ma Jung tiene a precisare, così come fa a più riprese nella sua opera, come esistere non basta, è necessario vivere, ovvero dobbiamo porci nei confronti del nostro mondo interno ed esterno in maniera tale da compiere ciò che la propria natura e la propria “ghianda” (processo di individuazione) ci chiede di vivere, altrimenti produrremo quella vita non vissuta di cui accenna, e che io ho chiamato  lutti interiori.

In ultimo, questa è una lettera che potrebbe sembrare di mera consolazione, ma che in realtà mette proprio in guardia da quelle “consolazioni” troppo spicciole e comuni che ci vengono fatte in momenti di forte perdita e disagio, e ci indica la necessità – nonostante un evento doloroso – di continuare a vivere, di ricercare il significato della vita incessantemente, di rispondere a questo imperativo categorico chiamato VITA!

 

«Mia cara amica,

lei si chiede, e mi chiede, come possa la vita continuare dopo un evento così doloroso come solo può esserlo il distacco dall’amato, dalla persona cioè alla quale abbiamo unito il nostro desiderio e con la quale abbiamo affidato tutto noi stessi nelle mani del futuro. È questo è un interrogativo al quale, debbo confessarle, non so dare risposte.

Per quanto vittoriosa sia la fede, per quanta temperata, pure essa non sovrasta l’enigma della morte. Leggi tutto “Una lettera di Jung sulla perdita e l’andare avanti – di Emanuele Casale”

Ripudio della dialettica – di Raniero La Valle

C’è di nuovo un furioso attacco al Papa accusato ora da “cento studiosi” di idolatria a causa della liturgia che ha ospitato i segni della devozione india durante il Sinodo per l’Amazzonia. Questo nuovo attacco al Papa non è che la continuazione dell’offensiva cominciata nell’estate del 2016 con una lettera accusatoria indirizzata ai cardinali e patriarchi della Chiesa cattolica orientale, ripresa il 16 luglio 2017 con la cosiddetta “Correctio filialis” e proseguita con la lettera ai vescovi e alla Chiesa del 30 aprile 2019, cose di cui si può trovare notizia nel sito chiesadituttichiesadeipoveri.it sotto il titolo: “La santa eresia di cui è accusato Francesco” e nella newsletter dell’11 maggio 2019: “Mirabile eresia”.

Si tratta di una campagna che non sembra godere di molta vitalità e accusa ormai la sua usura dato che a condurla sono sempre gli stessi e dicono le stesse cose, anche se in un’escalation che passa dalla “correzione filiale” alla denuncia di eresia, alla richiesta di dimissioni, all’anatema per idolatria. Dunque non vale tanto la pena fermarsi su quest’ultima aggressione, quanto chiedersi qual è la vera contrapposizione che spinge una minoranza ecclesiale a rifiutare il magistero e la pastorale di papa Francesco. Leggi tutto “Ripudio della dialettica – di Raniero La Valle”