Le scatole cinesi di CasaPound – da “La Bottega del Barbieri”

Uno studio sulle tante sigle che ruotano intorno al variegato mondo delle tartarughe frecciate. Dall’editoria all’universo studentesco, dalla musica fino allo sport e agli scout. La ricerca sulla “Galassia nera” prosegue

INDICE

1 Politica

2 Assistenza, solidarietà ed ecologia

3 Solidarietà internazionale

4 Cultura

5 Comunicazione e attività editoriali

6 Altre attività commerciali e autofinanziamento

7 Sport, tifo ed escursionismo

8 Musica

9 Relazioni con l’estero

10 Conclusioni

11 Bibliografia

Il fenomeno CasaPound Italia è stato analizzato nel dettaglio da vari autori, raramente però ci si è soffermati con completezza su cosa significasse nella pratica l’originale presenza sul territorio e sul web che questa organizzazione è in grado di esprimere, ovvero quella famiglia di realtà satelliti che compendiano e allargano le capacità del nucleo politico. Lo stesso fondatore Gianluca Iannone chiama questa formicolante attività “metapolitica”. L’idea di metapolitica non è certo un’invenzione di CasaPound, né tanto meno della destra, sebbene già dalla fine degli anni 60 in maniera articolata e feconda le riflessioni della Nouvelle Droite francese indicassero questa strada come via preferenziale al rilancio della presenza nella società di idee, seppur modificate per adeguarle ai tempi, uscite sconfitte dalla Seconda Guerra Mondiale. Leggi tutto “Le scatole cinesi di CasaPound – da “La Bottega del Barbieri””

Dimmi se la chiameresti pacchia – di Alessandra Ballerini

vignetta di Staino

Provateci voi. Dopo un boato, un fragore di sangue, con ancora il bagliore della lama tra occhi e pelle. Il nemico alle spalle o alle porte. Mentre la terra trema o la tempesta si abbatte sulla tua casa.

Provateci voi a strappare via dalla distruzione, dalle bombe, dal fuoco, dalla furia del cielo e degli uomini, i vostri figli, i documenti, gli averi più preziosi e i beni di prima necessità, in una manciata di secondi, mentre la testa sembra scoppiarti di terrore.

E poi provate a scappare, con il fratellino per mano o disperatamente soli, con la sacca sulle spalle, a correre più veloce dei proiettili, degli aguzzini, della paura, del dolore.

Prova a stiparti su un camion che non ci si crede che saresti riuscita a farti così piccola, con le ginocchia in bocca e i gomiti tra le costole, senza più distinguere il tuo corpo da quello degli altri disperati compagni di viaggio. Prova a vederli cadere senza poterli afferrare o soccorrere. Leggi tutto “Dimmi se la chiameresti pacchia – di Alessandra Ballerini”

Contro l’ideologia liberista delle competenze e del merito

di Roberto Carnero

(ormai anche “l’Avvenire” è diventato un giornale extraparlamentare)

Nel 1979 usciva negli Stati Uniti un saggio del sociologo Neil Postman  (1931-2003), destinato a diventare celebre: Teaching as a Conserving Activity. Potremmo tradurre quel titolo con qualcosa come «L’insegnamento come attività di conservazione». Il libro di Postman fu pubblicato due anni dopo anche in Italia, da Armando Editore, con un titolo diverso: Ecologia dei media. La scuola come contropotere (ora in una nuova edizione a cura di Giampiero Gamaleri, Armando, pagine. 126, euro 12). Quell’idea di “conservazione” veniva lì veicolata dal sottotitolo (in cui si parla di “contropotere”) mentre il titolo principale (Ecologia dei media) alludeva a una delle tematiche centrali del volume, vale a dire l’invadenza dei moderni mass media nel mondo occidentale (allora si trattava soprattutto della televisione, essendo ancora di là da venire i cosiddetti new media e gli odierni social). Al punto che fin dal 1971 lo studioso aveva istituito alla New York University (dove insegnava), una cattedra così chiamata, che terrà per tutto il resto della sua vita. «L’istruzione cerca di conservare la tradizione mentre l’ambiente esterno è innovatore» scriveva Postman. È questo un male? Non necessariamente. Perché “conservare” ciò che è stato tramandato significa anche “resistere” alle attrattive, effimere e superficiali, di quella che sempre Postman chiamava la «società adescante», tutta appiattita sull’hic et nunc di una sorta di eterno presente privo di spessore e di profondità. Leggi tutto “Contro l’ideologia liberista delle competenze e del merito”

La verità su quello che indossi

Fino al 30 giugno a Milano una installazione di MANI TESE

Arriva a Milano “THE FASHION EXPERIENCE – La verità su quello che indossi”, l’installazione multimediale a ingresso libero promossa da Mani Tese, che racconterà ai visitatori, attraverso un percorso ad alto impatto emotivo, le conseguenze sociali e ambientali legate alla filiera produttiva dell’abbigliamento.

L’installazione, aperta a tutti, sarà visitabile dalle ore 10 alle 22 a Milano – in piazza XXIV Maggio – dal 21 al 30 giugno 2019.

I volontari e le volontarie di Mani Tese accompagneranno il pubblico all’interno di una struttura che si snoderà in tre differenti ambienti alla scoperta del mondo nascosto che spesso si cela dietro a un nostro paio di jeans o a una nostra maglietta.

L’inaugurazione è prevista il 21 giugno alle ore 11 alla presenza di Cristina Tajani, Ass. Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, partner dell’evento. Leggi tutto “La verità su quello che indossi”

Guerre, monumenti e criminali – di Francesco Vignarca

Sui monumenti che ancora oggi ritraggono gli alti comandanti, bisognerebbe scrivere sotto: “criminale di guerra” – Ermanno Olmi

due articoli di Francesco Vignarca, tratti da http://milex.org

“Ogni colpo che viene esploso, ogni nave da guerra che viene inviata, ogni razzo che viene sparato, significa, in ultima analisi, un furto a coloro che soffrono la fame e non sono nutriti, coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Il mondo in armi non sta spendendo soltanto dei soldi. Sta spendendo il sudore dei suoi lavoratori, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi bambini.” – Dwight Eisenhower

Difesa e MISE sbloccano 7,2 miliardi di euro per progetti militari

di Francesco Vignarca

E’ stato annunciato ieri 13 giugno 2019 congiuntamente dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE)  e dal Ministro della Difesa un impegno di spesa pluriennale di circa 7,2 miliardi di euro per investimenti relativi a programmi nel settore militare e degli armamenti. Circa 2,2 miliardi di euro saranno destinati a Iveco Defence Vehicles per la produzione di due tipologie di automezzi militari (VBM 8×8 “Freccia” e Blindo Centauro II) dal 2020 fino al 2032. Il MISE ha sottolineato come motivazione principale di questa scelta l’esigenza di risolvere la crisi produttiva e occupazionale dell’azienda (e dunque non tanto un’esigenza di capacità delle Forze Armate). Leggi tutto “Guerre, monumenti e criminali – di Francesco Vignarca”

Dialogo su due modi di intendere la scienza

Facendo seguito all’appello per una scienza al servizio della comunità (cfr https://www.sostenibilitaesalute.org/appello-per-una-scienza-al-servizio-della-comunita-la-responsabilita-della-politica/) la Rete Sostenibilità e Salute ha voluto trasferire alcuni concetti in un breve testo di prosa dal titolo “Dialogo su due modi d’intendere la scienza”.

Quello che segue è un dialogo immaginato ai giorni nostri, fra medici, ma nei nomi dei personaggi si riconosce l’ambizioso riferimento al Dialogo dei Massimi Sistemi di Galileo.

Su temi molto differenti da quelli della fonte d’ispirazione, si vogliono evidenziare posizioni diverse in dialogo, in una condizione di apertura e scambio. Leggi tutto “Dialogo su due modi di intendere la scienza”

Smettete di vivere – di Miguel Benasayag

Il tempo vissuto è considerato una perdita di capitale-tempo. Tristezza e debolezza sono diventati difetti. Benvenuti nell’epoca dei winners e dei losers. Nel sul nuovo libro (Funzionare o esistere, edito da Vita e pensiero) Miguel Benasayag si chiede che tipo di società è quella che non attribuisce più alcun valore alla “scultura della vita” – cioè gli anziani che sono scultura dei corpi, della memoria, delle ferite ma anche delle “potenze” – e al tempo stesso nega la specificità della giovinezza, “esplorare le proprie possibilità, assumere rischi, abbandonarsi con passione…”. C’è una via di resistenza a tutto questo?

In questo articolo tre foto bellissime di Ferdinando Kaiser: vita di ogni giorno nella Napoli del XXI secolo

Dagli anziani ai vecchi, dai giovani agli ‘investitori’ (*)

Smettete di vivere! Perché oggi il tempo vissuto, il tempo trascorso, è considerato una pura perdita di capitale-tempo… Le nostre società dette ‘postmoderne’ – società in cui le democrazie hanno, ammettiamolo, un po’ di piombo nelle ali e che si pretendono non razziste, non sessiste, non omofobe eccetera – hanno in compenso adottato all’unanimità una nuova griglia di lettura per interpretare i comportamenti dei loro cittadini. Leggi tutto “Smettete di vivere – di Miguel Benasayag”

Manganelli Quattro Stagioni – di Giovanni Iozzoli*


La pizza e il fascismo sono due esempi dell’estro inventivo degli italiani. Entrambi prodotti poveri – un po’ di farina, mozzarella e pomodoro; un po’ di agrari, reduci e sottoproletari – il condimento di mani sapienti et voilà: la creatività italiana si esporta in tutto il mondo, diventa tradizione, diventa trend.
Il “Made in Italy” come modello di una qualità riconosciuta nel tempo.

Da alcuni mesi, dentro una grande industria modenese, la Italpizza, orgoglio del territorio e del nostro export, la continuità produttiva è assicurata da un reparto celere messo cortesemente a disposizione dell’azienda.
Il presidio poliziesco pressoché permanente, il sistema sanzionatorio, la sicurezza interna e un clima pre-bellico, rendono Italpizza un’azienda sostanzialmente militarizzata, come capita alle industrie strategiche in tempo di guerra.
Gas tossici, mazzate, denunce, gipponi lampeggianti, provvedimenti disciplinari, licenziamenti. Tutto questo non avviene in una maquiladora messicana; e neanche nelle campagne brumose che nascondono arretrate microimprese “old manners”.
Siamo a Modena, poco lontano dal centro, lungo un asse viario strategico che risulta spesso bloccato dalle cariche poliziesche o dai blocchi dei manifestanti: gli automobilisti, nei momenti peggiori devono tirare su i finestrini per evitare che il gas CS entri negli abitacoli. Sullo sfondo, ben visibile dalla strada, il grande marchio Italpizza svetta su uno stabilimento moderno e blindato, in cui in passato politici e amministratori hanno fatto spesso visite devote. Leggi tutto “Manganelli Quattro Stagioni – di Giovanni Iozzoli*”