Bolivia: perché adesso a sinistra tacciono? – di Itzamná Ollantay 

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La Bottega del Barbieri, 7 Ottobre 2020
Il duro atto d’accusa di Itzamná Ollantay – nei confronti di indianisti, indigenisti, ambientalisti e femministe, di coloro insomma che, da sinistra, criticavano Evo Morales quando era a Palacio Quemado, senza peraltro preferire i golpisti (come è ovvio) – farà sicuramente discutere. A pochi giorni dalle presidenziali che, ci auguriamo, possano sancire la vittoria di Luis Arce e del Mas, il dibattito è aperto.

di Itzamná Ollantay (*)

A quasi un anno dalla conclusione del colpo di stato e dall’istituzione del letale regime dittatoriale in Bolivia, continuiamo a chiederci dove sono i prolissi Indianisti, indigenisti, femministe, ambientalisti… che si sono scagliati duramente contro il dittatore indiano di Evo Morales?

I loro discorsi incendiari hanno sostenuto / promosso il colpo di stato del 10 novembre. Ma, una volta che il “presidente indiano” è stato “defenestrato”, e Jeanine Áñez ha assunto di fatto il potere, per volontà del governo degli Stati Uniti, gli Indianisti, gli indigenisti, gli ambientalisti e molte femministe, hanno mantenuto e mantengono un silenzio sepolcrale complice.

Hanno molestato nelle strade e nelle reti socio-digitali Evo Morales per la morte di uccelli negli incendi di Chiquitania (che Morales ha spento in modo esemplare), ma hanno negato l’esistenza del colpo di stato. Non hanno detto nulla sui due massacri di popolazioni indigene che resistevano al governo “di fatto”. Tanto meno, di fronte alla persecuzione / criminalizzazione / incarcerazione di difensori indigeni. L’Amazzonia boliviana continua a bruciare e gli aerei della droga decollano persino dagli aeroporti statali, ma Solón, Cusicanqui, Portogallo, Zibechi, Gutiérrez … e l’esercito di dirigenti di ong tacciono mortalmente. Perché? Leggi tutto “Bolivia: perché adesso a sinistra tacciono? – di Itzamná Ollantay “

Diritti umani in Italia: quelli di migranti, rom e donne sono i più violati – di Felicia Buonomo

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La Bottega del Barbieri, 8 Ottobre 2020
La comunità internazionale bacchetta l’Italia in tema di diritti umani come mai prima in passato. Le criticità maggiori sono discriminazione razziale, tutela dei diritti dei migranti e diritti delle donne. Emerge dall’ultimo Annuario italiano dei diritti umani dell’Università di Padova

di Felicia Buonomo (*)

Record di raccomandazioni all’Italia dalla comunità internazionale: 306 nell’ultimo Universal Periodic Review (Upr, il meccanismo di revisione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu) dedicato al nostro paese nel novembre 2019. Nel 2014 le raccomandazioni erano state 186, nel 2010, invece, 157. La maggior parte relative all’esigenza di superare le forme di discriminazione razziale (15,4%), tutelare i diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo (14,1%).

Ma non solo: si parla anche di diritti delle donne, uguaglianza di genere, violenza sulle donne (10,5%).

È quanto emerge dall’Annuario italiano dei diritti umani 2020 redatto dal Centro Diritti Umani dell’Università di Padova. Leggi tutto “Diritti umani in Italia: quelli di migranti, rom e donne sono i più violati – di Felicia Buonomo”

Venezuela, Almagro e l’Onu – di Fabio Marcelli

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La Bottega del Barbieri, 6 Ottobre 2020
Arrivato l’ambiguo rapporto della missione d’inchiesta sul Venezuela, nominata nove mesi fa dal presidente del Consiglio dei diritti umani

di Fabio Marcelli (*)

Con la puntualità di una bomba a orologeria è giunto il rapporto della missione d’inchiesta sul Venezuela, nominata nove mesi fa dal presidente del Consiglio dei diritti umani. La prima cosa da notare è che, sebbene i media si sforzino di presentare tale rapporto come espressione delle Nazioni Unite tout-court, si tratta in realtà del parto di uno specifico e limitato gruppo di lavoro, composto da tre individui che, a quanto pare, non hanno mai messo piede su territorio venezuelano e si sono limitati a qualche testimonianza de relato, raccolta per giunta in buona parte su di un apposito sito web, studiato apposta per garantire l’anonimato dei testimoni:

https://www.ohchr.org/SP/HRBodies/HRC/FFMV/Pages/Call.aspx

I tre non sembrano essere personalità di grande spessore o celebrità, né sembra essi possano vantare grandi meriti in materia di diritti umani. Una, Marta Valiñas, è un’oscura giovane praticante portoghese. Il secondo, Paul Seils, è stato direttore dell’Istituto per la giustizia transizionale e di lui si conosce un recente articolo sulla Colombia, sorprendentemente focalizzato sui “crimini” delle FARC, proprio nel momento in cui la giustizia colombiana ha arrestato l’ex presidente Uribe per il suo ruolo nella promozione dei crimini dei paramilitari e settori della destra militare, paramilitare e civile di quel Paese sono impegnati per neutralizzare ogni possibile ruolo positivo delle Nazioni Unite nella soluzione del conflitto, giungendo fino al punto di assassinare un funzionario onesto come Mario Paciolla. Leggi tutto “Venezuela, Almagro e l’Onu – di Fabio Marcelli”

«Scuole disarmate»: una campagna nazionale – di Daniele Barbieri

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Ripudiare la guerra e promuovere la pace. Un appello lanciato da Mir, Pax Christi e SOS diritti

Campagna “SCUOLE SMILITARIZZATE”: RIPUDIARE LA GUERRA E PROMUOVERE LA PACE

La scuola è finalmente ripartita tra difficoltà e comprensibili incertezze; questo particolare anno scolastico potrebbe anche aprire prospettive di speranza a chi intenda trasformare il dramma della pandemia in opportunità di cambiamento autentico e consapevole.

Il Movimento Internazionale della Riconciliazione e Pax Christi Italia, promotori della Campagna insieme con l’associazione SOS Diritti, sono al fianco di docenti e studentesse/i che vogliano cogliere quest’occasione per ripensare la scuola e rigenerare la società. Ci impegniamo a collaborare a costruire, giorno dopo giorno, un futuro di pace, di sviluppo equo e sostenibile, di giustizia e solidarietà, proponendo occasioni per sviluppare nella scuola percorsi di educazione alla pace e alla nonviolenza. Leggi tutto “«Scuole disarmate»: una campagna nazionale – di Daniele Barbieri”

Venditori di morte: classifica aggiornata – di Alessandro Ghebreigziabiher

Ecco, la nostra trasmissione potrebbe iniziare così: gentili telespettatrici e cari telespettatori, eccoci al consueto appuntamento con il campionato mondiale dei paesi venditori di morte. Oggi siamo qui per comunicarvi la classifica aggiornata. Be’, in fondo però non siamo in video, bensì su pagina (e forse non è un caso, vista la scomodità dell’argomento…). Indi per cui, rettifico: gentili lettrici e cari lettori, ci accingiamo a presentarvi il ranking ufficiale relativo allo scorso anno sul torneo più importante del mondo, ignorato quanto sottovaluto. Però, a essere onesti, considerando la peculiare specialità sportiva – se così vogliamo chiamarla – trattasi di questione generalmente maschile, ovvero sfrontatamente testosteronica e falsamente virile. Perciò, l’introduzione diventa: gentili quanto cari signori, benvenuti alla gara delle gare, quella che più di ogni altra decide il destino di ciascuna generazione e qualsiasi luogo sulla terra. Siamo in onda, ovvero sulla carta, per riferirvi le nostre due classifiche opportunamente compilate in base ai recenti aggiornamenti. Leggi tutto “Venditori di morte: classifica aggiornata – di Alessandro Ghebreigziabiher”

Brasile: rispettare i corpi – di Teresa Isemburg

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Cosa succede in Brasile?  Nel contesto istituzionalmente approssimativo che si è creato nel paese dopo il colpo di Stato parlamentare che ha deposto la presidente signora Dilma Rousseff nell’agosto 2016, dopo il governo illegittimo di Michel Temer fra 2016 e 2018, dopo l’elezione manipolata del signor Bolsonaro a fine 2018  resa possibile dal sequestro di Luiz Inácio Lula da Silva, è difficile sintetizzare in modo chiaro ciò che avviene a livello politico. Infatti  molti atti sono lontani dalle  procedure previste. Questo è particolarmente evidente per quanto concerne il Ministero dell’Ambiente il cui responsabile dichiara esplicitamente la volontà di approfittare della emergenza pandemica, che richiama a sé l’attenzione generale, per alterare norme anche di livello costituzionale. Sarebbe il momento che le Ong ambientaliste facessero un buon lavoro di giornalismo investigativo per essere sicuri della insospettabilità del ministro.  Analogamente nell’ambito del potere giudiziario la nebbia continua fitta. Accuse in processi politici, caratterizzati dall’assenza di prove, in particolare contro dirigenti di primo piano del PT/Partito dei lavoratori, che si sono trascinate per anni in processi eterni, vengono di colpo  obliterate “perché il fatto non sussiste” senza una parola di riconsiderazione né qualche ipotesi di remissione dei danni arrecati a persone e organizzazioni. Le corti superiori e supreme continuano a esprimere comportamenti ondivaghi. Ed in fine non appare alcun progetto per affrontare il baratro che si apre in conseguenza della pandemia. Leggi tutto “Brasile: rispettare i corpi – di Teresa Isemburg”