Termine di Olimpiadi – di Erri De Luca

Calcolo le lunghe pene detentive in Olimpiadi, invece che in anni. 26 annate, 104 stagioni, sono una cifra astratta, smisurata all’interno, scarsa di peso fuori. Chi esce da così lunga assenza trova intatto il pubblico rancore legato al suo nome e alla sua colpa.

Perciò conto la durata della clausura in Olimpiadi, sei e mezzo, salvo prolungamenti e tempi supplementari.

Chi esce: finora quasi mille non hanno alcun percorso di uscita. Buttata la chiave, si dice, ma è più preciso dire che la chiave è ben conservata, invece è la vita a essere buttata. La nostra Costituzione non lo consente. Qualunque pena, anche la più grave, serve al tentativo di riabilitare alla vita associata il condannato. Per la nostra Costituzione nessuna persona può essere dichiarata relitto civile permanente. Leggi tutto “Termine di Olimpiadi – di Erri De Luca”

Nodo – di Erri De Luca

errideluca

Sono stato a un incontro in un liceo, tema: padri e figli. Ne conosco la metà, non sono genitore. Ho imparato da figlio e continuo così.
A uno scrittore si usa assegnare l’improprio titolo di “maestro”. A meno che non svolga la professione dell’insegnamento, è abusivo.
Non so se sia suggerito nel mio caso dall’età avanzata, comunque lo correggo puntualmente. Resto allievo, cerco di imparare ogni giorno. So che nel frattempo ho dimenticato molto di quanto appreso in precedenza, dunque il mio bagaglio non aumenta, anzi diminuisce. Però si rinnova.
Imparo dagli esempi. Mio padre voleva interessarmi all’arte, senza impartire lezioni, ma provando a incuriosire. Cercava di suscitarmi la meraviglia.
In una remota gita di un secolo fa al colonnato del Bernini in piazza San Pietro, mi portò nel punto in cui si vede una sola fila, per allineamento perfetto delle altre colonne dietro. Ottenne il mio stupore. Leggi tutto “Nodo – di Erri De Luca”

Per gratitudine – di Erri De Luca

Mezzo secolo fa, in data 1 novembre 1969, veniva pubblicato il primo numero di un giornale con il titolo: Lotta Continua. Riportava notizie di agitazioni operaie in Italia, Francia, Germania.
Era anche l’anno di esordio, con lo stesso nome, di un’organizzazione rivoluzionaria pubblica, alla quale ho appartenuto fino al suo dissolvimento nel 1976.
Perché di un giornale fosse autorizzata la pubblicazione, occorreva la firma di un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti. Si prestò a questo servizio Piergiorgio Bellocchio, fondatore della rivista Quaderni Piacentini, punto di riferimento della critica sociale negli anni ‘60.
Piergiorgio Bellocchio fu perciò il primo direttore responsabile di quel giornale per i primi numeri di uscita nell’autunno del ‘69. Non scrisse e non partecipò alla redazione. Offrì la sua firma per garantire la libertà di espressione di quel movimento.
Fu incriminato per articoli usciti su quel giornale. Fu processato a Milano e condannato a quindici mesi di prigione. Leggi tutto “Per gratitudine – di Erri De Luca”

Ancora in fila, nel buio, lungo via del Purgatorio – di Luca Soldi

La lunga fila di biciclette che da via Roma, da Via del Purgatorio, sfilano verso il centro ci riportano al tempo delle grandi fabbriche, delle sirene che urlavano a fine turno.

Dei vestiti sporchi di grasso, dei capelli coperti di peluia. Di quella stanchezza che doveva finire appena arrivati sulla soglia di casa perché c’era da fare nei campi, c’era da rassettare le poche cose.

C’era soprattutto la voglia di sognare, di sperare, di faticare, finito il giorno, un’ora in più.

Quegli uomini, quei giovani, senza fari, senza luci, ci ricordano dei tempi di Gigiolone, del lanificio Tempesti, del Franchi, della Campolmi.

E di quelli che si spingevano fino in via Bologna, fino al Fabbricone.

Di quando anche le donne inforcavano la bicicletta per andare a La Romita, di quando le crisi lasciavano senza stipendio e senza lavoro, ma faticosamente uniti, resistenti, consapevoli di essere sfruttati come ha immortalato Gillo Pontecorvo in “Giovanna”.

Arrivavano dal Poggio a Caiano, da Bacchereto, da Colle, da Capezzana, da Seano, da Carmignano, dal Poggio alla Malva. Leggi tutto “Ancora in fila, nel buio, lungo via del Purgatorio – di Luca Soldi”

Vedi Napoli e poi muori – di Manlio Dinucci

STAND DELLE FORZE ARMATE IN PIAZZA DEL PLEBISCITO A NAPOLI

Napoli, e non Roma, è stata il 4 novembre al centro della Giornata delle Forze Armate. Sul Lungomare Caracciolo sono sfilati 5 battaglioni. Ma il pezzo forte è stata l’area espositiva interforze, che ha richiamato per cinque giorni in Piazza del Plebiscito soprattutto giovani e bambini.

Essi hanno potuto salire a bordo di un caccia, guidare un elicottero con un simulatore di volo, ammirare un drone Predator, entrare in un carrarmato, addestrarsi con istruttori militari, per poi andare al porto a visitare una nave da assalto anfibio e due fregate missilistiche.

Una grande «Fiera della guerra» allestita con un preciso scopo: il reclutamento. Il 70% dei giovani che vogliono arruolarsi vive nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania e Sicilia dove la disoccupazione giovanile è del 53,6%, rispetto a una media Ue del 15,2%.

L’unico che offre loro una occupazione «sicura» è l’esercito. Dopo le selezioni, il numero dei reclutati risulta però inferiore a quello necessario. Leggi tutto “Vedi Napoli e poi muori – di Manlio Dinucci”

Le porte di Lucca sono dorate, come quelle di Vicofaro, di San Miniato – di Luca Soldi


Il vescovo di Lucca Paolo Giulietti

Come già era avvenuto a Vicofaro e a San Miniato al Monte, anche Lucca vuol testimoniare attenzione e vicinanza ai temi del nostro tempo.

E lo fa in modo dirompente con il suo Pastore, con la sua guida accomunando nel suo cammino anche la chiesa Valdese.

Così la Diocesi per azione e la voce del suo vescovo, monsignor Giulietti seguendo l’esempio di altre chiese della Toscana ha deciso di rendere visibile l’impegno a sostegno dei fantasmi, degli scarti della società realizzando con le coperte dorate, usate per le emergenze nel dare un primo riparo ai migranti appena soccorsi, delle installazioni realizzate dall’artista fiorentino Giovanni De Gara.

Ma come era avvenuto a Pistoia, a Firenze, anche a Lucca certa politica si scaglia contro la Chiesa. Leggi tutto “Le porte di Lucca sono dorate, come quelle di Vicofaro, di San Miniato – di Luca Soldi”

Militarismo e cambiamenti climatici, ovvero…

… “The Elephant in the Living Room”

di Rossana De Simone (*) – originalmente pubblicato ne La Bottega del Barbieri

il settore militare non solo inquina, ma contamina, trasfigura e rade al suolo

“E’ stato stimato che Il 20% di tutto il degrado ambientale nel mondo è dovuto agli eserciti e alle relative attività militari”

“The Elephant in the Living Room” è un’espressione tipica della lingua inglese che sta a indicare una verità ovvia e appariscente ma che si vuole ignorata o minimizzata. Nella conferenza “Salva la terra, abolisci la guerra” che si è tenuta a giugno nel centro di Londra, l’organizzazione Movement for the Abolition of War (MAW), l’ha riformulata in “The elephant in the kitchen when it comes to Climate Change is clearly the world’s military” per dire che l’elefante nella stanza, quando si tratta di cambiamenti climatici, è chiaramente l’esercito mondiale. Il mondo spende qualcosa come 2 trilioni di dollari all’anno per i suoi militari. Almeno la metà di quella gigantesca somma va alla produzione militare con una enorme produzione di CO2. http://www.abolishwar.org.uk/day-conference-2019.html

La conferenza ha esaminato il tema del militarismo e dell’ambiente, come le attività militari contribuiscono ai cambiamenti climatici e in che modo questi cambiamenti causano conflitti. In particolare il dr. Stuart Parkinson, direttore esecutivo dell’organizzazione SGR (Scientists for Global Responsibility) affiliata alla rete International Network of Engineers and Scientists for Global Responsibility , ha illustrato i dati più recenti riguardanti le emissioni di carbonio prodotte dalle attività militari (spesso omessi nei documenti nazionali) esaminati e raccolti in “The carbon boot-print of the military”, che sta per impronta climatica degli scarponi militari, ovvero l’impatto sul clima causato dagli energivori sistemi d’arma, basi e apparti, aerei, navi, carri armati, eserciti e interventi bellici. Nelle “slides” sono elencati i principali risultati sulle emissioni militari di carbonio, i confronti tra le risorse utilizzate per le attività militari e quelle utilizzate per affrontare i cambiamenti climatici, e infine, i legami tra cambiamento climatico e conflitti https://www.sgr.org.uk/sites/default/files/2019-07/SGR_Military-carbon-bootprint_London19.pdf Leggi tutto “Militarismo e cambiamenti climatici, ovvero…”

Don Ciotti: preoccupati dalla deriva – di Luca Soldi

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Ha ben ragione Don Luigi Ciotti a dirsi preoccupato.”Con la sentenza su Mafia Capitale è stato cancellato il 416 bis. Ci preoccupa. Anche la sentenza recente di Bologna è inquietante. Sono segnali che non dobbiamo sottovalutare”.
E se lo dice il fondatore dell’associazione antimafia Libera motivi di preoccupazione ce ne sono:”Ciascuno di noi deve fare la propria parte per conoscere, scegliere e poi schierarsi”, ha rammentato don Ciotti proprio ieri, a La Spezia, nel corso di un incontro organizzato da Libera.
Don Ciotti si inserisce non tanto nelle polemiche innescate dalle sentenze ma piuttosto in un clima che si è fatto deriva proprio dopo i due processi d’appello hanno visto cancellate le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso sia a Roma che a Bologna.

Non ci sono affatto derive giustizialiste come cerca qualcuno di interpretare malevolmente di interpretare ma solo il constatare che si sta cercando di smontare uno dei punti saldi nella lotta alle mafie, a tutte le mafie.

C’è la necessità di colpire i vertici sempre più nascosti e non solo la manovalanza affidata agli scarti della società. Leggi tutto “Don Ciotti: preoccupati dalla deriva – di Luca Soldi”