Sputi – di Erri De Luca

Nel film “Totò l’imperatore di Capri”, diretto da Luigi Comencini, c’è la leggendaria scena dello sputo in un occhio. Non la riassumo. Chi non l’ha vista ha la buona sorte di poterla scoprire.
Questa nota  introduce un argomento meno lieve.
“Sputo nell’infinito” è la prima raccolta di versi di un poeta anarchico della Russia rivoluzionaria. Alexander Borisovic Jaroslavskij venne fucilato nel 1930 nelle celle delle Isole Solovki.
Il 1900 ha imprigionato e ucciso poeti e scrittori. Ho nominato uno quasi sconosciuto a riassunto di molti altri celebri. I poteri di quel secolo hanno dato importanza strategica all’espressione letteraria. Se non potevano asservirla, addomesticarla, la temevano al punto di eliminarla fisicamente.
Perciò il 1900 è stato un secolo letterario. L’assassinio di poeti e scrittori dimostra la minaccia della loro parola per i poteri costituiti. Leggi tutto “Sputi – di Erri De Luca”

Attualità e lotte – di Erri De Luca

Due reticolati paralleli, sei metri di altezza, lame affilate in cima: sono stati saliti e scavalcati da più di seicento giovani, scattati tutti insieme, una di queste notti di luglio. A torso nudo, per evitare che la maglietta s’impigli.
È l’atletica leggera dei tempi correnti, lo scavalco di muri, mari, monti.
È l’atletica pesante di chi solleva il proprio peso fino al bordo dello sbarramento, lasciando sulle lame il pedaggio del sangue.
Sono giovani, nel pieno della disperazione delle forze, spese nel viaggio e sull’ostacolo. Hanno smesso di sperare, per darsi allo sbaraglio. Ognuno sente l’energia sovrumana del numero, moltiplicatore di coraggio, quello che ammette di farsi decimare.
La massa critica di centinaia di giovani in una notte di luglio, senza colonna sonora di discoteche, si lancia nella peggiore gara a ostacoli dove non conta arrivare primi, ma in molti. Leggi tutto “Attualità e lotte – di Erri De Luca”

Tre articoli di Erri de Luca

Qui riportiamo soltanto i titoli:

Uno e l’altro.

Lo straniero.

Grazie Reggio Calabria.

Gli articoli sono disponibili solo per chi ha inviato il contributo 2017.

Ricordo Dario Fo – di Erri De Luca

In una sua canzone, “Shelter from the storm” Bob Dylan scrive che la bellezza cammina sul filo di un rasoio. Lo stesso si può dire dell’ironia che sta sul tagliente equilibrio del funambolo.

Dario Fo e Franca Rame, sono stati i maestri circensi dell’irriverenza verso le autorità. Ne sono stati ripagati con ostilità e distanza. La fama mondiale, rincarata dal Nobel per la letteratura, è stata trattata dal potere politico come un disturbo della quiete pubblica. Dal ’97 , anno di assegnazione del massimo riconoscimento letterario, a oggi, per diciannove anni questo paese non ha saputo che farsene di lui. Lui non si è dato per celebrato e messo a riposo sopra il piedistallo. Ha continuato a intervenire con le sue opere e con la sua persona nelle tensioni civili italiane. In diverse occasioni gli italiani lo hanno incrociato in piazza, condividendo fisicamente cause necessarie.

A me ha dato pronto sostegno quando venivo processato per le mie parole contrarie al tossico traforo in Val di Susa.

Non era l’intellettuale impegnato che parlava ex cattedra. È stato il cittadino Dario Fo che ha preso impegni scomodi e dolenti, scendendo dal palco per stare insieme.

È stato il più allegro premio Nobel della letteratura. Gli si deve al posto di una lacrima la gratitudine del sorriso.

Erri De Luca

Classe operaia – Erri de Luca

La classe operaia: questa definizione economica di Karl Marx ha avuto conseguenze politiche. Un lavoratore salariato apprendeva due cose: di essere sottopagato per produrre plusvalore e di appartenere a una schiera di uguali. La classe operaia è stata prima di tutto una potente definizione politica. Ha procurato coscienza della propria forza di massa, rompendo l’isolamento dei singoli.
Ho fatto lavori manuali tra il ’76 e il ’97, ho conosciuto la grande fabbrica e la piccola azienda. Ovunque ho potuto riconoscere il grado di consapevolezza e dignità conquistato e trasmesso dalle lotte delle generazioni precedenti. Lo chiamavo e lo chiamo ancora: misura del progresso. Leggi tutto “Classe operaia – Erri de Luca”

Naufragio – Erri De Luca

Il terremoto è un naufragio in terra. Le case diventano imbarcazioni scosse tra le onde e sbattute sugli scogli. Si perde tutto, si conserva la vita, lacera, attonita che conta gli scomparsi sul fondo delle macerie.

Si abita un suolo chiamato per errore terraferma. È terra scossa da singhiozzi abissali. Questi di stanotte sono partiti da oltre quattromila metri di profondità. Qualche giorno fa stavo agli antipodi, oltre quattromila metri sopra il mare. Quel monte delle Alpi non è un meteorite piovuto dal cielo, ma il risultato di spinte e sollevamenti scatenati dal fondo del Mediterraneo. Forze gigantesche hanno modellato il nostro suolo con sconvolgimenti. Leggi tutto “Naufragio – Erri De Luca”

La limpida dozzina – Erri De Luca

1931: sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il regio decreto per il quale i docenti universitari sono tenuti a prestare giuramento al fascismo. Su 1225 professori in cattedra 12 rifiutano, perdendo l’insegnamento. Uno su cento: è poco, è niente? Per me è molto e fissa la quota di coscienza civile di un paese e di una comunità. L’uno per cento, la limpida dozzina del 1931, ruppe la linea dell’obbedienza e della sottomissione.

Anche meno dell’uno per cento di italiani partecipò alla lotta di liberazione e alla resistenza antifascista. In nome di questa sparuta minoranza combattente fu scritta la Costituzione Italiana. Ha forma di articoli di legge ma non è un codice, è il migliore atto pubblico scritto dalla storia d’Italia. Fu redatto da vite esemplari e dentro ci sono le esperienze, le convinzioni, le speranze di persone che per ventitré anni furono perseguitate dal fascismo. Imprigionate, esiliate, continuarono la loro solitaria testimonianza. Negli articoli che scrissero vibra la repressione subìta e il riscatto ottenuto. Leggi tutto “La limpida dozzina – Erri De Luca”

Vertigini – Erri De Luca

Chi va in montagna si sente spesso chiedere se non soffre di vertigine. Evidentemente no: l’aria che ci si trova sotto i piedi è fatta di lente mosse verso l’alto, non è perciò un baratro ma una distanza. Anche se in metri è la stessa di quella dal balcone di un grattacielo, cambia il controllo dell’esposizione al vuoto.

In qualche sera d’estate, lontano da sorgenti luminose, mi sdraio faccia in su e allora sì che provo la vertigine dell’abisso che precipita su di me. L’immensità che mi sovrasta mi procura un crampo alla bocca dello stomaco, poi una respirazione profonda. Quello spazio si sporge su di me. È la variante fisica del sentimento religioso che non provo. Leggi tutto “Vertigini – Erri De Luca”

InDialogo 110 – Editoriale 2 – di Erri De Luca

Torino, 19 ottobre.
Dichiarazione fatta in aula prima della sentenza da Erri De Luca.

Sarei presente in quest’aula anche se non fossi io lo scrittore incriminato per istigazione. Aldilà del mio trascurabile caso personale, considero l’imputazione contestata un esperimento, il tentativo di mettere a tacere le parole contrarie. Perciò considero quest’aula un avamposto affacciato sul presente immediato del nostro paese. Svolgo l’attività di scrittore e mi ritengo parte lesa di ogni volontà di censura. Sono incriminato per un articolo del codice penale che risale al 1930 e a quel periodo della storia d’Italia. Considero quell’articolo superato dalla successiva stesura della Costituzione della Repubblica. Sono in quest’aula per sapere se quel testo è in vigore e prevalente o se il capo di accusa avrà potere di sospendere e invalidare l’articolo 21 della Costituzione. Leggi tutto “InDialogo 110 – Editoriale 2 – di Erri De Luca”

Piazza Mauro Rostagno – di Erri De Luca

L’ho incontrato la prima volta in un’assemblea a Roma. Venne a parlare del movimento Lotta Continua che da un anno si era costituito a Torino e Milano, come effetto della partecipazione all’autunno brusco e travolgente delle lotte operaie del ’69.
Non aveva niente del funzionario di partito né del predicatore. Era venuto per raccontare una storia, la nascita di un’organizzazione. Non veniva a proporre affiliazioni, aprire succursali.
L’assemblea era composta da molti che già si erano impegnati in azioni politiche autonome nelle borgate romane. Il racconto scorreva fitto e mischiato con un’imprevista ironia.
Era già un nome, Mauro Rostagno, studente di sociologia a Trento nel ’68, poi operaio in Germania, poi militante di quella nuova formazione politica che interveniva dentro le grandi fabbriche.
Quell’assemblea decise di aderire a Lotta Continua, di esserne la sede romana. Non servivano tessere né obbedienze. Leggi tutto “Piazza Mauro Rostagno – di Erri De Luca”