Militari di tutto il mondo in guerra con il clima

di Marinella Correggia (*)

«Il settore militare non solo inquina ma contamina, trasfigura, rade al suolo. Il destino della Terra e del mondo è nelle mani delle armi. Un concetto impressionante» (Barry Sanders, Green Zone. The environmental costs of militarism)

C’è chi la chiama carbon bootprint: impronta climatica degli scarponi militari. E’ l’impatto climalterante di energivori sistemi d’arma, basi e apparati, aerei, navi, carri armati, eserciti; e soprattutto degli interventi bellici veri e propri. Un cappio al collo del pianeta e un vero circolo vizioso, come sintetizzava l’appello«Stop the Wars, stop the warming» lanciato dal movimento globale World Beyond War alla vigilia della Conferenza sul clima di Parigi (2015): «L’uso esorbitante di petrolio da parte del settore militare statunitense serve a condurre guerre per il petrolio e per il controllo delle risorse, guerre che rilasciano gas climalteranti e provocano il riscaldamento globale. È tempo di spezzare questo circolo: farla finita con le guerre per i combustibili fossili, e con l’uso dei combustibili fossili per fare le guerre». Leggi tutto “Militari di tutto il mondo in guerra con il clima”

Difesa dei diritti umani – alcuni articoli

UN DOSSIER. L’appuntamento (29-31 ottobre) di Parigi. Un comunicato di Amnesty, Access Now e Reporter Senza frontiere. Uno “sguardo lungo” di Franco Astengo su sicurezza e democrazia

PIÙ DI 150 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI INSIEME PER GUIDARE IL CAMBIAMENTO E COMBATTERE LA REPRESSIONE, IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE.

In occasione del 20esimo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, più di 150 difensori dei diritti umani provenienti da tutto il mondo si riuniscono a Parigi per pianificare i prossimi 20 anni di passi avanti per i diritti umani e la lotta per il cambiamento contro la repressione, il razzismo e la discriminazione.

Il Summit mondiale dei difensori dei diritti umani 2018 arriva in un momento in cui quasi ogni giorno un difensore dei diritti umani viene ucciso, in cui la criminalizzazione e la diffamazione sono diventati un rischio ordinario e in cui i governi stanno fallendo gli impegni presi nel 1998 di rispettare e proteggere i difensori dei diritti umani. Leggi tutto “Difesa dei diritti umani – alcuni articoli”

Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino

Mauro Armanino, missionario italiano in Niger, ci ricorda – dal Niger dove vive – che l’Europa ricca/armata nulla vuole sapere delle Afriche (che continua a rapinare).

Il numero che avete chiamato non è disponibile. Moov nel Sahel

Una voce di donna risponde esattamente così. Dopo aver composto il numero dell’amico ostaggio la voce di donna aggiunge che la chiamata sarà notificata. E’ dal passato lunedì 17 settembre alle 22 ora locale che si ripete la stessa risposta automatica femminile. Si tratta della compagnia telefonica Moov, attiva, assieme ad altre nel Niger e dintorni. Come altre fa promozioni di vendita e promette abbuoni ogni martedì e venerdì. Solo che il cliente è stato preso come ostaggio un lunedì, nessun premio, abbuono o sconto. In questo Moov, nella sua pubblicità, aveva visto giusto. Moov No Limit, si erano definiti, senza limiti. Nel nostro Sahel, da tempo ormai, i limiti sono stati superati . Traffici, commerci, terrorismo, bande armate dal sapore ‘comunitario-etnico’e risposte ancora più armate. E, infine, la definizione di criminali attribuita ai migranti irregolari, illegali, clandestini e dunque da insabbiare da qualche parte nella storia odierna del Sahel. Il numero che avete chiamato non è disponibile. La vostra chiamata sarà notificata, conclude la voce di donna con la stessa convinzione. Il numero chiamato non è disponibile da quasi due settimane. Leggi tutto “Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino”

Tribunale Permanente dei Popoli – di Gianni Tognoni

Carissimi amici della Rete Radié Resch,

eccomi finalmente a mantenere la promessa di aggiornarvi su quanto si sta facendo da parte del Tribunale Permanente dei Popoli, avendo come linea di fondo lo scenario globale e i diversi contesti della migrazione. In questo senso le attività che qui di seguito ricordo sono tra loro strettamente complementari. Tutte sono documentate nei loro elementi essenziali sul sito del TPP, ed i materiali, che eventualmente più interessano, possono essere richiesti e forniti in forma cartacea. Leggi tutto “Tribunale Permanente dei Popoli – di Gianni Tognoni”

Un cambiamento irreversibile – di Guido Viale

Il cambiamento climatico in corso è il grande assente dalle politiche non solo italiane, ma anche europee e mondiali. Con poche eccezioni lo si nomina solo per non doverne più parlare. C’è un negazionismo esplicito che risorge periodicamente nonostante l’evidenza dei fatti (vedi Trump, ma anche, dietro a lui, l’esercito in marcia dei trumpiani); un negazionismo di fatto che consiste nel parlarne e farne parlare il meno possibile (“i problemi sono altri”… “il problema è la crescita”…); e c’è un negazionismo opportunista che dice tutto e il contrario di tutto (vedi Renzi che, a Parigi, vanta i progressi delle rinnovabili in Italia – che lui peraltro aveva fermato – e subito dopo si adopera per far fallire il referendum contro le trivellazioni). Ma in tutti e tre i casi i negazionisti hanno un denominatore comune, come spiega Naomi Klein in Una rivoluzione ci salverà: tutti sanno che una catastrofe è alle porte, ma hanno anche capito che per fermarla bisognerebbe cambiare alle radici l’organizzazione sociale, e non sono disposti a farlo. Non possono farlo, ma non possono nemmeno pensarlo, cioè concepirne e accettarne le implicazioni. Ma attenzione, una pigrizia mentale come questa colpisce spesso anche noi… Leggi tutto “Un cambiamento irreversibile – di Guido Viale”

Con Romero, Santo anche il Popolo del Salvador

Care amiche ed amici,
una delegazione salvadoregna venuta per partecipare alla canonizzazione di mons. Romero in san Pietro ci ha informato della lunga battaglia in corso in Salvador per far luce sul suo assassinio, ancora coperto dalle nebbie dell’omertà, e ottenere giustizia per le migliaia di vittime di quella lunga guerra di repressione dopo che una legge sull’amnistia voluta dal governo di destra ha inteso cancellarne tutti i delitti e assicurare l’impunità ai colpevoli. Leggi tutto “Con Romero, Santo anche il Popolo del Salvador”

Il potere politico delle armi – di Manlio Dinucci

4 ottobre 2018 – pubblicato su il manifesto

Mercati e Unione europea in allarme, opposizione all’attacco, richiamo del presidente della Repubblica alla Costituzione, perché l’annunciata manovra finanziaria del governo comporterebbe un deficit di circa 27 miliardi di euro. Silenzio assoluto invece, sia nel governo che nell’opposizione, sul fatto che l’Italia spende in un anno una somma analoga a scopo militare. Quella del 2018 è di circa 25 miliardi di euro, cui si aggiungono altre voci di carattere miitare portandola a oltre 27 miliardi. Sono oltre 70 milioni di euro al giorno, in aumento poiché l’Italia si è impegnata nella Nato a portarli a circa 100 milioni al giorno.
Perché nessuno mette in discussione il crescente esborso di denaro pubblico per armi, forze armate e interventi militari?
Perché vorrebbe dire mettersi contro gli Stati uniti, l’«alleato privilegiato» (ossia dominante), che ci richiede un continuo aumento della spesa militare.

Leggi tutto “Il potere politico delle armi – di Manlio Dinucci”

“Confesso che ho vissuto” (P. Neruda) dedicato a Salvador Allende

11 settembre 1973 Golpe in Cile

Il mio popolo è stato il più tradito di quest’epoca. Dai deserti del salnitro, dalle miniere sottomarine di carbone, dalle alture terribili dove sta il rame estratto con lavoro inumano dalle mani del mio popolo, sorse un movimento liberatore di grandiosa ampiezza. Quel movimento portò alla presidenza del Cile un uomo chiamato Salvador Allende affinché realizzasse riforme e misure di giustizia non più rinviabili, affinché riscattasse le nostre ricchezze nazionali dalle grinfie straniere.
Dovunque è stato, nei paesi più lontani, i popoli hanno ammirato il presidente Allende e hanno elogiato lo straordinario pluralismo del nostro governo. Mai nella storia della sede delle Nazioni Unite a New York si è udita un’ovazione come quella tributata al presidente del Cile dai delegati di tutto il mondo. Qui in Cile si stava costruendo, fra immense difficoltà, una società veramente giusta, elevata sulla base della nostra sovranità, del nostro orgoglio nazionale, dell’eroismo dei migliori abitanti del Cile. Dal nostro lato, dal lato della rivoluzione cilena, stavano la costituzione e la legge, la democrazia e la speranza.
Leggi tutto ““Confesso che ho vissuto” (P. Neruda) dedicato a Salvador Allende”

Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar

Un appello della Società civile per la Palestina contro la deportazione, un articolo di Amira Hass (Haaretz) e uno di Tamara Nassar (The Electronic Intifada), il comunicato di B’Tselem . Anche la “scuola di gomme” costruita dalla ong italiana Vento di Terra, sarà demolita.

Dopo 9 anni di iter processuale il 5 settembre 2018 la Corte suprema israeliana ha emesso il proprio verdetto definitivo: La Scuola di gomme deve essere demolita assieme al villaggio di Khan al Ahmar entro la prossima settimana e la popolazione deportata nei pressi della discarica di rifiuti di Al Jabal.

La Scuola di Gomme fu costruita con fondi della Cooperazione italiana dalla Ong italiana Vento di Terra con un progetto originale che si riuscì a realizzare grazie all’impegno della locale comunità beduina Jahalin, all’economicità dei materiali utilizzati ed ai tempi rapidi di costruzione. La Cooperazione italiana rispondeva in tal modo alla pressante richiesta dei beduini Jahalin di poter contare su di una scuola per i propri figli. Leggi tutto “Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar”

Parliamo della controrivoluzione – di Julian Beck

Parliamo della controrivoluzione»

Fatevi spiazzare da questo “poema” di Julian Beck (lo ricordiamo oggi perchè è morto il 14 settembre 1985)

parliamo della

contro

rivoluzione

perché

noi vogliamo

la rivoluzione

e

la rivoluzione

non avrà luogo

fino a che

noi non avremo esorcizzato

la violenza

perché

la violenza

è controrivoluzionaria Leggi tutto “Parliamo della controrivoluzione – di Julian Beck”