Quando il martello di Turi colpì i caccia nucleari

Woensdrecht, 10 agosto 2005: una ricerca curata da Remo Agnoletto

Nell’anniversario della bomba di Nagasaki, il 10 agosto 2005 Turi Vaccaro, militante nonviolento, penetrò nella base militare di Woensdrecht, in Olanda, distruggendo, a colpi di martello, i comandi di due cacciabombardieri nucleari (danni calcolati in 5 milioni di euri). Il mio amico Sandro tempo dopo commentò:«Generalmente, i cacciabombardieri non sono usati per la semina né per la raccolta dei cereali, pertanto il loro apporto alla riduzione della fame del mondo risulta trascurabile. Distruggerli è cosa buona e giusta». Concordo con lui. Qui sotto Remo Agnoletto ricostruisce la vicenda con i documenti in rete; se c’è dell’altro… greazie a chi ce lo segnalerà. [db] Leggi tutto “Quando il martello di Turi colpì i caccia nucleari”

6 agosto 1945: l’orrendo crimine contro l’umanità

Un appello di Vito Totire, Andrea Bianconi, Claudio Orsi e Patrizia Beneventi e il link alla dichiarazione di oggi del sindaco di Hiroshima.

Ogni 6 e 9 agosto – dal 1990 – una rete di pacifisti/disarmisti italiani pratica un digiuno alla memoria e lo conferma per il 2018.
La guerra è un crimine.
Rimuovere la memoria e dimenticare è un crimine non meno grave.

Una stima approssimativa attribuisce 140.000 morti al bombardamento del 6 agosto 1945 a Hiroshima e 75.000 al bombardamento del 9 agosto a Nagasaki. Si tratta di stime approssimate per difetto che danno la dimensione della enormità dei danni sul piano umano, materiale e psicologico; “a guerra ormai finita” (secondo gli storici non ideologizzati e politicizzati) quella strage aveva altri fini che non la resa del nemico ormai prossima. Leggi tutto “6 agosto 1945: l’orrendo crimine contro l’umanità”

Brasile: guerra agli indigeni nel nome dell’oro blu

Nello stato del Ceará gli indios Jenipapo Kanindé e Anacé attaccati dalle multinazionali, dai grandi proprietari terrieri e anche dal Partido dos Trabalhadores.

di David Lifodi

Gli indios Jenipapo Kanindé, più conosciuti come Cabeludos da Encantada, sono un popolo che abita nella Terra Indígena Lagoa da Encantada (stato del Ceará), la cui integrità è messa seriamente a rischio dall’impresa Pecém Agroindustrial S.A., di proprietà del Grupo Ypióca, dedita alla produzione di carta e cartone. L’acqua rappresenta per l’impresa la materia prima indispensabile per la produzione quotidiana della carta. Pecém Agroindustrial ha pensato di poter derubare gli indios Jenipapo Kanindé a proprio piacimento. Nonostante in tutte le sedi giudiziarie l’impresa sia stata obbligata a ritirarsi dalla Terra Indígena Lagoa da Encantada (l’ultima sentenza è stata emessa dal Tribunale Federale Supremo nel settembre 2017), un luogo ritenuto sacro dagli indios, i Jenipapo Kanindé ancora oggi sono costretti a difendersi. Leggi tutto “Brasile: guerra agli indigeni nel nome dell’oro blu”

La distruzione dell’empatia – di Amador Fernández-Savater

Quello in corso non è un conflitto tra gruppi per il potere ma uno scontro tra differenti percezioni della vita sociale. È il tempo, per dirla con Rita Segato, della pedagogia della crudeltà, in cui l’altro, a cominciare dal migrante, dev’essere percepito come ostacolo e minaccia, come nemico. La “destrizzazione” sempre più diffusa non è in primo luogo una questione identitaria e politica, ma una esasperazione sociale e affettiva. Un indurimento della percezione e della sensibilità. Anche le violenze contro le donne mostrano come “la donna non è semplicemente un corpo-vittima della violenza, ciò che si aggredisce è la sua forza disubbidiente…, la capacità di creazione di vincoli, lacci, reti, complicità, empatia, comunità”, scrive Amador Fernández-Savater in questo articolo bellissimo.  Abbiamo bisogno di “risvegliare e riattivare la nostra pelle indurita dal principio di crudeltà…”.

 

La distruzione dell’empatia, di Amador Fernández-Savater

Possiamo provare a leggere la congiuntura politica non semplicemente come una disputa tra distinti gruppi per il potere, ma come uno scontro tra differenti percezioni della vita sociale, tra differenti sensibilità della vita in comune? Cerchiamo di farlo poggiandoci sul concetto suggestivo di “pedagogia della crudeltà” proposto dall’antropologa Rita Segato. Lo spiego in modo riassuntivo in seguito.

Nelle nostre società, la vita diventa sempre più precaria: la mancanza di difesa e di protezione sono tendenze generali, trasversali. Il capitalismo oggi non punta semplicemente alla sua riproduzione regolata, ma cerca incessantemente la conquista di nuovi territori, oggettivi e soggettivi: nuove terre e nuovi ceti da sfruttare. È un capitalismo di rapina. Questa conquista permanente richiede non soltanto l’abolizione delle vecchie regole e protezioni (molte volte frutto delle lotte dal basso della gente), ma di una insensibilizzazione radicale. Leggi tutto “La distruzione dell’empatia – di Amador Fernández-Savater”

Never Again – Mai più – di Alex Zanotelli

Il mondo non smette di produrre, finanziare, commerciare e utilizzare armi. Soltanto in Italia si spendono 70 milioni di euro ogni giorno. Questo tempo non sarà ricordato solo per il sostegno alle guerre e per le vittime delle armi, ma anche per le devastazioni ambientali e per il razzismo degli Stati che tentano di reprimere le migrazioni. L’Europa ha già sulla coscienza oltre 50.000 migranti sepolti nel Mediterraneo. Da molti anni Alex Zanotelli non smette di gridare e di “ribellarsi facendo” negli slum africani come a Napoli e nei movimenti sociali. Qui lo fa scagliandosi contro coloro che lasciano ai giovani un mondo malato: “La mia generazione, quella nata dalla II Guerra Mondiale, sarà tra le generazioni più maledette della storia umana, perché nessuna altra ha talmente violentato il Pianeta Terra come l’abbiamo fatto noi…  I nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti…”
di Alex Zanotelli

«Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili – tante volte corrotti – stiamo zitti, se il mondo tace, vi domando: “Voi griderete?”. Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre». È con queste parole che papa Francesco ha sfidato i giovani presenti in Piazza San Pietro il 26 marzo, per la Giornata Mondiale dei giovani. Quasi contemporaneamente a questo appello di Bergoglio rispondevano milioni di giovani e giovanissimi statunitensi scendendo in piazza, con la scritta Never Again (Mai più), in ottocento città (a Washington erano ottocentomila!) per dire «No alle armi», armi che uccidono negli Usa migliaia di ragazzi. Leggi tutto “Never Again – Mai più – di Alex Zanotelli”

L’unica democrazia mediorientale tra guerra e apartheid – di Zvi Schuldiner

19 luglio 2018 – il manifesto

Mentre la tensione cresce enormemente nel sud di Israele, dove la guerra sembra inevitabile, anche su altri fronti gli intenti molto poco chiari del governo israeliano sembrano accelerare il passo. Guerra con chi? Con la Siria o Con Hezbollah o Con l’Iran?

A Helsinki il governo israeliano ha segnato un punto: sia Donald Trump che Vladimir Putin, per ragioni diverse, sembrano aver approvato le intenzioni di Israele quanto alla situazione in Siria e alla presenza dell’Iran in quel paese. I russi sono diventati la superpotenza che domina la guerra, decidono rispetto al cessate il fuoco nel sud e appoggiano o frenano l’azione dell’esercito siriano. Il ruolo centrale della Russia è decisivo, ma al tempo stesso Assad e i russi sanno che parte delle vittorie sono state assicurate dalla presenza di combattenti libanesi di Hezbollah e di quelli iraniani. Leggi tutto “L’unica democrazia mediorientale tra guerra e apartheid – di Zvi Schuldiner”

Il vescovo di Palermo Lorefice: «Siamo noi i predoni dell’Africa»

lunedì 16 luglio 2018

Pubblichiamo il testo del discorso alla città pronunciato domenica sera dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice in occasione del Festino di Santa Rosalia.

Care Palermitane, Cari Palermitani,

è la sera della nostra festa, della festa di Palermo – la nostra Palermo – e il mio primo pensiero è quello di salutarvi con affetto: da padre, da fratello, da cittadino di questa Città, con voi e come voi. Benvenuti in questa piazza!

Vengo qui a parlarvi da padre e da pastore, ma sento profondamente di essere sulla vostra stessa barca, toccato dai tanti dolori della nostra terra, in cerca come voi di speranza e di verità. Da questo punto di vista, il Festino deve rappresentare per noi un momento di gioia, di condivisione, ma non di evasione e di estraneazione dalla realtà. Non è tempo di dormire, ma di stare svegli! È tempo di guardare con gli occhi ben aperti a quelli che Papa Giovanni XXIII chiamava “i segni dei tempi”. Che cosa sono i segni dei tempi? Sono gli eventi della storia concreta delle donne e degli uomini d’oggi che ci parlano, ci chiamano ad un cambiamento, interpellano la Parola di Dio che delle nostre esistenze custodisce il senso e la speranza. Vorrei stasera comunicare a tutti voi l’appello che riguarda noi, credenti della Chiesa di Palermo, e – perché no? – tutti voi, convenuti qui, donne e uomini di buona volontà uniti in una ideale assemblea della nostra Città, nell’affetto antico e sempre nuovo per Rosalia. Leggi tutto “Il vescovo di Palermo Lorefice: «Siamo noi i predoni dell’Africa»”

Lettera Rete di Quarrata – maggio-giugno 2018

Carissima, carissimo,
sono arrivato di nuovo in Brasile, a San Paolo, sabato 5 maggio, ho trovato una città dove si stende una cappa di tristezza e di abbandono che si può leggere nella maggioranza delle persone che ho incontrato.
Il Golpe parlamentare-giuridico-mediatico, -appoggiato dagli organi di sicurezza degli USA-oggi ha chiuso l’orizzonte a questo Paese che aveva incontrato il “sole” con i governi Lula e Dilma, liberando 45 milioni di brasiliani dalla povertà, da esclusi a inclusi!
Nessuno ha saputo dirmi con esattezza dove sta andando il Paese. Ci sono nuove leggi votate che prevedono impunità ai politici e agli attuali 50.000 giudici. In questi giorni, l’attuale  presidente golpista Temer è stato ancora una volta denunciato per aver ricevuto un milione di dollari di tangente, ma non è preoccupato, controlla il Parlamento.
Il segnale che sale alle cronache è l’aumento della violenza con un numero di vittime pari ad un paese in guerra. Le classi povere, adesso lo sono molto di più a causa dei tagli ai programmi sociali che l’attuale governo Golpista ha effettuato: oltre l’80%. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – maggio-giugno 2018”