“Confesso che ho vissuto” (P. Neruda) dedicato a Salvador Allende

11 settembre 1973 Golpe in Cile

Il mio popolo è stato il più tradito di quest’epoca. Dai deserti del salnitro, dalle miniere sottomarine di carbone, dalle alture terribili dove sta il rame estratto con lavoro inumano dalle mani del mio popolo, sorse un movimento liberatore di grandiosa ampiezza. Quel movimento portò alla presidenza del Cile un uomo chiamato Salvador Allende affinché realizzasse riforme e misure di giustizia non più rinviabili, affinché riscattasse le nostre ricchezze nazionali dalle grinfie straniere.
Dovunque è stato, nei paesi più lontani, i popoli hanno ammirato il presidente Allende e hanno elogiato lo straordinario pluralismo del nostro governo. Mai nella storia della sede delle Nazioni Unite a New York si è udita un’ovazione come quella tributata al presidente del Cile dai delegati di tutto il mondo. Qui in Cile si stava costruendo, fra immense difficoltà, una società veramente giusta, elevata sulla base della nostra sovranità, del nostro orgoglio nazionale, dell’eroismo dei migliori abitanti del Cile. Dal nostro lato, dal lato della rivoluzione cilena, stavano la costituzione e la legge, la democrazia e la speranza.
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Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar

Un appello della Società civile per la Palestina contro la deportazione, un articolo di Amira Hass (Haaretz) e uno di Tamara Nassar (The Electronic Intifada), il comunicato di B’Tselem . Anche la “scuola di gomme” costruita dalla ong italiana Vento di Terra, sarà demolita.

Dopo 9 anni di iter processuale il 5 settembre 2018 la Corte suprema israeliana ha emesso il proprio verdetto definitivo: La Scuola di gomme deve essere demolita assieme al villaggio di Khan al Ahmar entro la prossima settimana e la popolazione deportata nei pressi della discarica di rifiuti di Al Jabal.

La Scuola di Gomme fu costruita con fondi della Cooperazione italiana dalla Ong italiana Vento di Terra con un progetto originale che si riuscì a realizzare grazie all’impegno della locale comunità beduina Jahalin, all’economicità dei materiali utilizzati ed ai tempi rapidi di costruzione. La Cooperazione italiana rispondeva in tal modo alla pressante richiesta dei beduini Jahalin di poter contare su di una scuola per i propri figli. Leggi tutto “Palestina: giù le mani da Khan al Ahmar”

Parliamo della controrivoluzione – di Julian Beck

Parliamo della controrivoluzione»

Fatevi spiazzare da questo “poema” di Julian Beck (lo ricordiamo oggi perchè è morto il 14 settembre 1985)

parliamo della

contro

rivoluzione

perché

noi vogliamo

la rivoluzione

e

la rivoluzione

non avrà luogo

fino a che

noi non avremo esorcizzato

la violenza

perché

la violenza

è controrivoluzionaria Leggi tutto “Parliamo della controrivoluzione – di Julian Beck”

70 milioni di € al giorno spesi dall’Italia in armi. E tutti tacciono – di Alex Zanotelli

[…] Noi italiani “anziani e responsabili” stiamo in silenzio davanti alla follia degli armamenti, delle guerre, del razzismo e della distruzione del Pianeta. Almeno voi giovani italiani avrete il coraggio di urlare e di gridare? L’Istituto SIPRI di Stoccolma ha rivelato che nel 2017, a livello mondiale, abbiamo investito in armi ben 1.739 miliardi di dollari, pari a 4.5 miliardi al giorno. Il nostro paese, l’anno scorso ha speso in armi 26 miliardi di euro, pari a 70 milioni di euro al giorno. E nel 2017 l’Italia ha esportato armi pesanti per oltre dieci miliardi di euro. Armi e bombe vendute, per esempio, all’Arabia Saudita con cui bombarda lo Yemen, ma vendute al Qatar e agli Emirati arabi, che le usano per finanziare i gruppi jihadisti e qaedisti (Tutto questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo di vendere armi a paesi in guerra o che violano i diritti umani!). Abbiamo assistito in silenzio al massacro dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, armato fino ai denti anche con armi nucleari. Leggi tutto “70 milioni di € al giorno spesi dall’Italia in armi. E tutti tacciono – di Alex Zanotelli”

Robots, per mantenere un controllo umano sull’uso della forza

Una settimana di dibattito presso la CCW alle Nazioni Unite di Ginevra mentre si moltiplicano gli appelli per una norma internazionale che vieti lo sviluppo e l’uso di armi completamente autonome.

Si moltiplicano le voci della società civile e del mondo della ricerca affinché gli Stati membri delle Nazioni Unite decidano l’inizio di negoziati verso un Trattato che proibisca sistemi d’armi che, una volta attivati, avrebbero la capacità di selezionare e attaccare obiettivi senza intervento umano. La Campagna internazionale “Stop Killer Robots” – di cui Rete Disarmo è parte – sollecita gli Stati partecipanti al Sesto incontro internazionale sui sistemi letali di armi autonome (LAWS) iniziato ieri presso l’ONU di Ginevra a votare entro le fine della settimana un esplicito mandato negoziale verso una tale norma internazionale di divieto.
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Zanotelli, Strada e Sasso riceveranno la cittadinanza onoraria di Riace

Il comune di Riace un piccolo comune della Locride in queste settimane sta diventando il simbolo della buona accoglienza. Per sostenerlo in un momento difficile per il ritardo dei contributi pubblici Recosol ha lanciato una sottoscrizione che in 15 gg ha superato i 200mila euro www.comunisolidali.org.
Venerdi 31 agosto il comune di Riace (Reggio Calabria), conferirà la cittadinanza onoraria a tre persone:
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Quando il martello di Turi colpì i caccia nucleari

Woensdrecht, 10 agosto 2005: una ricerca curata da Remo Agnoletto

Nell’anniversario della bomba di Nagasaki, il 10 agosto 2005 Turi Vaccaro, militante nonviolento, penetrò nella base militare di Woensdrecht, in Olanda, distruggendo, a colpi di martello, i comandi di due cacciabombardieri nucleari (danni calcolati in 5 milioni di euri). Il mio amico Sandro tempo dopo commentò:«Generalmente, i cacciabombardieri non sono usati per la semina né per la raccolta dei cereali, pertanto il loro apporto alla riduzione della fame del mondo risulta trascurabile. Distruggerli è cosa buona e giusta». Concordo con lui. Qui sotto Remo Agnoletto ricostruisce la vicenda con i documenti in rete; se c’è dell’altro… greazie a chi ce lo segnalerà. [db] Leggi tutto “Quando il martello di Turi colpì i caccia nucleari”

6 agosto 1945: l’orrendo crimine contro l’umanità

Un appello di Vito Totire, Andrea Bianconi, Claudio Orsi e Patrizia Beneventi e il link alla dichiarazione di oggi del sindaco di Hiroshima.

Ogni 6 e 9 agosto – dal 1990 – una rete di pacifisti/disarmisti italiani pratica un digiuno alla memoria e lo conferma per il 2018.
La guerra è un crimine.
Rimuovere la memoria e dimenticare è un crimine non meno grave.

Una stima approssimativa attribuisce 140.000 morti al bombardamento del 6 agosto 1945 a Hiroshima e 75.000 al bombardamento del 9 agosto a Nagasaki. Si tratta di stime approssimate per difetto che danno la dimensione della enormità dei danni sul piano umano, materiale e psicologico; “a guerra ormai finita” (secondo gli storici non ideologizzati e politicizzati) quella strage aveva altri fini che non la resa del nemico ormai prossima. Leggi tutto “6 agosto 1945: l’orrendo crimine contro l’umanità”

Brasile: guerra agli indigeni nel nome dell’oro blu

Nello stato del Ceará gli indios Jenipapo Kanindé e Anacé attaccati dalle multinazionali, dai grandi proprietari terrieri e anche dal Partido dos Trabalhadores.

di David Lifodi

Gli indios Jenipapo Kanindé, più conosciuti come Cabeludos da Encantada, sono un popolo che abita nella Terra Indígena Lagoa da Encantada (stato del Ceará), la cui integrità è messa seriamente a rischio dall’impresa Pecém Agroindustrial S.A., di proprietà del Grupo Ypióca, dedita alla produzione di carta e cartone. L’acqua rappresenta per l’impresa la materia prima indispensabile per la produzione quotidiana della carta. Pecém Agroindustrial ha pensato di poter derubare gli indios Jenipapo Kanindé a proprio piacimento. Nonostante in tutte le sedi giudiziarie l’impresa sia stata obbligata a ritirarsi dalla Terra Indígena Lagoa da Encantada (l’ultima sentenza è stata emessa dal Tribunale Federale Supremo nel settembre 2017), un luogo ritenuto sacro dagli indios, i Jenipapo Kanindé ancora oggi sono costretti a difendersi. Leggi tutto “Brasile: guerra agli indigeni nel nome dell’oro blu”