Lettera Rete di Quarrata – Natale 2015

Carissima, carissimo,
grazie per questo anno trascorso insieme. Abbiamo cercato di viverlo al meglio, ciascuno nel proprio ambiente, cercando di far tesoro per le belle e difficili situazioni in cui ci siamo trovati.
A Quarrata, nell’ultimo dei cinque incontri,  Antonietta Potente ci ha ricordato il sogno di Gesù, l’alzarsi, il risvegliarsi per stare insieme; che la risurrezione non è un miracolo ma, un evento trasformativo grandissimo in cui partecipa in segreto tutta la creazione, è una nascita che rimette in piedi, perché i vangeli sono testi esistenziali, perché sono le persone che vivono la vita dei vangeli, perché la teologia non si costruisce a freddo in una biblioteca o in uno studio.
Tra pochi giorni inizierà  un nuovo anno, vorremmo fosse veramente nuovo, anche perché, penso che non abbiamo tante alternative. Tutti sappiamo che così non possiamo continuare. Folle disperate  e sempre in aumento di senza lavoro, senza cibo, senza alcuna speranza, che soffrono e perdono la vita per la fame, per le guerre, le ingiustizie, i soprusi, i delitti più disumani. Mentre i cosiddetti “grandi” della terra continuano a giocare a palla con la luna, le stelle, il sole, e tutti i cosiddetti paradisi fiscali e non, dilapidando tutte le bellezze, le ricchezze e le potenzialità della terra, facendo pagare il tutto ai più piccoli, agli impoveriti dalle loro politiche. Leggi tutto “Lettera Rete di Quarrata – Natale 2015”

Cena di solidarietà per la scuola Saint John, Korogocho

Sabato 7 febbraio 2015, alle ore 20,00, presso la Casa della Solidarietà in via delle Poggiole 225 a Lucciano
Cena di solidarietà
a sostegno del progetto Scuola Saint John di Korogocho (Nairobi) per l’educazione di bambini e ragazzi delle baraccopoli

Menu:
Antipasto toscano con crostini e salumi
Primo di pappardelle al cinghiale
Secondo di arista di maiale e rosticciana con contorno di rape, cavolo nero e cipolline borettane
Dolci della Casa

È richiesto un contributo di € 20,00 (adulti), € 10,00 (bambini)

È gradita la prenotazione entro il 5 febbraio telefonando a 0573 750539 (ore serali), Mariella 333 2654911, Angela 347 8543597, Patrizia 339 2349201.

Lettera Rete di Quarrata – novembre 2014

Carissima, carissimo,

rientrato da tre settimane in Brasile, vi comunico alcune esperienze. Sono costretto causa lo spazio a tralasciarne altre: dalla partecipazione a Petropolis alla riunione dei teologi della liberazione alle riflessioni politiche fatte con rappresentanti dei Movimenti Popolari, Sem Terra e Movimento nazionale dei raccoglitori di materiali riciclabili, e con alcuni politici del PT (partito dei lavoratori) che ha espresso per la seconda volta Dilma Rousseff alla presidenza.
La strada, una realtà crudele. Il sole è già alto e forte, illumina e scalda San Paolo, già stremata da un traffico sempre più infernale. Tutti aspettano la pioggia che non arriva, e, quando giunge, è lieve, non bagna, non fuma e non riempie la Barra da Cantareira, il grande bacino idrico della città che si sta giorno dopo giorno prosciugando. In molti quartieri l’acqua è razionata. I ricchi però possono permettersi l’arrivo di camion “pipa” cisterna, per sedare l’assenza di un bene talmente essenziale, di cui ci si ricorda, solo quando manca, senza mai riflettere realmente sul perché, sulle cause.
Sandro, responsabile del Centro San Martino da Lima, dove ogni giorno passano 600 uomini e donne di strada, mi accompagna nel centro della città. Scesi dal metro, ci dirigiamo verso Praça Dom Josè Gaspar. E’ il luogo di riferimento e d’incontro dei bambini e degli adolescenti che vivono direttamente sulla strada. Un censimento dell’associazione di Sandro, ha registrato la presenza di 212 bambini e 221 adolescenti. In piazza ce ne sono almeno una cinquantina, formando piccoli gruppi, come a difesa. Ci avviciniamo ad uno di questi. Sono in sei, tutti adolescenti. Iniziamo a parlare con Diego, ma non è il suo vero nome, è il suo soprannome, il suo nome di “guerra” come ci dice. Vive lì da 7 anni, vi è arrivato quando ne aveva 6. Ha subito imparato a procurarsi il mangiare, l’acqua, vestiti, un po’ di denaro e altre cose che incontra camminando. Ci chiede di seguirlo per mostrarci come si procura queste cose. Sandro ed io ci guardiamo, pensando che voglia coinvolgerci in qualche malefatta. Niente di tutto questo. In pochi minuti, muovendosi come a casa, riesce a procurarsi dai negozianti –dai quali è certamente conosciuto- una bottiglia di acqua, dei biscotti, un panino con la mortadella, una bibita e un complimento. “Tu sei bello”, gli ha detto una giovane ragazza bionda. Si sono fermati a parlare rapidamente. Lei gli ha fatto un altro complimento e un sorriso, poi ha ripreso il cammino. Diego, restò molto felice. Continuando la conversazione ci ha spiegato, che vivendo nella strada si deve “arrangiare”: ou usar o seu carisma-a usare il suo carisma. Egli ruba e ci racconta senza mezze parole i segreti di questo suo “lavoro”, lo chiama così. “Prende i cellulari dalle borse delle persone senza farsene accorgere”. Ci spiega che mai ruba nelle borse leggere di tela, è pericoloso, se ne accorgerebbero subito.

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Verso un’Alleanza dei Movimenti popolari – Intervista a João Pedro Stédile

da Adista n. 40 – 15 novembre 2014

Che bilancio è possibile tracciare dell’incontro dei movimenti popolari in Vaticano?

Con il papa si è stabilito subito un clima di fiducia. Quando è venuto in visita in Brasile, per esempio, ha compiuto una serie di gesti che valgono più di molte parole, a cominciare dal fatto che, diversamente da quanto previsto nel programma originario, ha voluto recarsi in una favela. Ed è stato molto bello an- che il fatto che abbia espresso il desiderio di andare a trovare dom Pedro Casaldáliga: si è persino informato su quante ore di volo ci volessero per raggiungere la sua diocesi. Poi, quando si è reso conto che era troppo distante, gli ha almeno voluto scrivere una lettera molto affettuosa. Già lo scorso anno eravamo stati convocati in Vaticano per un primo incontro (il workshop “Emergenza Esclusi”, svoltosi in Vaticano il 5 dicembre 2013, ndr), allo scopo di offrire la visione dei movimenti sui modi in cui il capitale accresce la disuguaglianza sociale. Il dialogo era poi proseguito specificamente sui semi transgenici, anche in considerazione del fatto che in Vaticano esistono posizioni differenti al riguardo. Così abbiamo coinvolto un gruppo di scienziati per far giungere al papa dei sussidi che spero possano aiutarlo nella stesura della sua prossima enciclica sull’ambiente. È sorta quindi l’idea di organizzare un grande incontro dei movimenti popolari in Vaticano, un incontro tra il papa e un centinaio di dirigenti sociali legati a tre ambiti diversi (terra, lavoro e casa) indipendentemente dalle loro convinzioni religiose – non a caso i cattolici non erano la maggioranza -, con l’unica condizione che fossero veri dirigenti e che rappresentassero migliaia di lavoratori. Leggi tutto “Verso un’Alleanza dei Movimenti popolari – Intervista a João Pedro Stédile”

In Dialogo, numero 105

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Istruzione e sanità: Cuba batte Italia

di Fabio Marcelli | Il Fatto Quotidiano 17 settembre 2014

Il sistema educativo cubano è il migliore dell’area latinoamericana e dei Caraibi. Non lo afferma qualche polveroso bollettino veterocomunista ma l’istituzione guida del neoliberismo internazionale, la Banca mondiale. Secondo un recente rapporto dell’istituzione in questione, Cuba possiede un corpo docente di alta qualità e presenta parametri elevati, un forte talento accademico, retribuzioni adeguate ed elevata autonomia professionale, al pari di Paesi rinomati in questo senso a livello mondiale, come Finlandia, Singapore, Cina (in particolare la regione di Shanghai), Corea, Svizzera, Paesi Bassi e Canada.

Già in precedenza, peraltro, sempre il Banco mondiale aveva sottolineato, in un altri suoi rapporti, il riconoscimento internazionale attribuito a Cuba per i suoi successi nei campi dell’educazione e della salute, ottenuti grazie a un sistema di servizi pubblici che supera il livello presente nella maggiore parte dei Paesi in via di sviluppo e in alcuni settori è comparabile a quello dei Paesi sviluppati. E che fin dalla rivoluzione del 1959 è stato creato un sistema che permette l’accesso universale alla salute e all’educazione. Un modello che ha permesso a Cuba di raggiungere l’alfabetizzazione generale, sradicare determinate malattie, garantire l’accesso all’acqua potabile e la salute pubblica di base, con bassi livelli di mortalità infantile e alta speranza di vita, con un costante miglioramento degli indicatori sociali dal 1960 al 1980 e un ulteriore miglioramento dei tassi di mortalità infantile e speranza di vita negli anni Novanta. La Banca mondiale osservava come le prestazioni dei servizi sociali a Cuba siano fra le migliori del mondo in via di sviluppo, come documentato del resto da fonti di varie organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della salute, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e altre agenzie delle Nazioni Unite. Leggi tutto “Istruzione e sanità: Cuba batte Italia”

In Dialogo, numero 104

In dialogo 104 copertina

 

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Cena di solidarietà a favore del Centroinsieme, Scampia (NA)

Sabato 10 maggio 2014 alle ore 20,00 presso la Casa della Solidarietà
in via delle Poggiole 225 a Lucciano

cena di solidarietà
in favore del Centroinsieme presso le Vele di Scampia (NA)
uno spazio per i bambini, per il sostegno educativo, la crescita, il dialogo e l’incontro

menu:
antipasto: crostini e altre salse;
primo: cannoli ripieni; penne alla carrettiera;
secondo: involtini e arista in forno a legna;
contorno: patate arrosto e insalata di stagione;
dolci della Casa.

Il contributo è di € 20,00 (adulti); € 10,00 (bambini)

Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione entro giovedi 8 maggio.
Telefonare 0573 750539 ore serali. Mariella cell. 3332654911, Angela cell. 3478543597

Lettera Rete Quarrata marzo 2014

Carissima, carissimo,
ogni epoca storica è supportata da un sogno, sia esso di tipo religioso o ideologico. Oggi, questo risuona insufficiente. Il sogno, religioso o ideologico, non basta e anche quando si cerca di seguire le ultime asfittiche proposte dettate da cammini ideologici o religiosi non ci si sente soddisfatti. La tecnologia, così come il mercato, che a prima vista sembrano rispondere a molti dei bisogni umani, non riescono a sorreggere il tessuto umano più profondo. I singoli soggetti come non mai si sentono abbandonati a iniziative sporadiche e, la maggior parte delle volte, fine a se stesse.
Così la spaccatura tra il pensiero e l’azione è sempre più evidente in tutti gli ambiti della vita umana. Oggi non possiamo dire di essere inquieti solo perché la situazione economica mondiale è giunta quasi al suo totale collasso e perché i diritti di ciascuno e dell’ecosistema sono severamente minacciati. Oggi tutti percepiamo che questo “sistema” assunto da molti quasi per inerzia, non va bene.
Le crisi di democrazia, di mercato, di cittadinanza, si intersecano sempre di più con delle crisi interiori che ci permettono semplicemente di cercare dei colpevoli. Il legame tra la storia e le nostre storie, non è più sottovalutabile. Allora il tentativo di ritrovare attraverso la partecipazione una risposta all’individualismo, non è più un optional. Urge, è fondamentale!
Leggi tutto “Lettera Rete Quarrata marzo 2014”

Lettera Rete Quarrata febbraio 2014

Carissima, carissimo,

sono rientrato da poco dal Brasile, dove, dopo alcuni impegni lavorativi, ho incontrato amici e visitato progetti che la nostra Rete accompagna da tempo. Sono capitato in un momento in cui si sta sviluppando una nuova protesta sociale. Gruppi di centinaia di giovani delle periferie, chiamati “Rolezinhos”, che si convocano su internet e, invadono gli Shopping Centers, suscitando paura nei frequentatori abituali, dal momento che arrivano in massa. Ma sono diversi dai manifestanti dello scorso luglio che accusavano il Governo di distogliere i fondi per la scuola, la salute, i trasporti per costruire gli stadi. Oltre a protestare per la corruzione dilagante. Ciò sta suscitando le più disparate interpretazioni a secondo con chi parli. Alcuni, quelli che hanno scelto il neoliberismo come idolo, prostrandosi al Dio denaro e al Dio consumo, con le loro analisi che partono solo dal giudizio, non meritano nessuna considerazione. Essendo di una tale povertà analitica da farmi vergognare per loro.
Mentre c’è chi va al cuore del problema, come il nostro amico e referente Waldemar Boff, che afferma che non si tratta di giovani poveri, delle grandi periferie senza spazi per passare il tempo e la cultura, penalizzati dai servizi pubblici assenti o molto scadenti. Waldemar afferma che i giovani rolezinhos sono la nuova classe media, ossia, le classi C e D frutto della crescita economica grazie alle politiche sociali e educative dei governi Lula-Dilma.
Leggi tutto “Lettera Rete Quarrata febbraio 2014”