Inespugnabili – di Erri De Luca

errideluca
Al Salone del libro di Torino ho partecipato alla consegna dell’unico premio letterario che condivido. Intitolato a Goliarda Sapienza, raccoglie storie scritte da persone detenute. Non sono della giuria, la mia presenza da molti anni consiste nello stare da pubblico testimone di questa volontà di scrittura.
Promuove, organizza e cura la raccolta e la manifestazione Antonella Bolelli Ferrera, che nel corso delle varie edizioni ha messo insieme più di tremila racconti.
La prigione è l’ultimo posto in cui si scrive ancora e solo con la penna e il foglio. È l’ultima buca della lettera chiusa nella busta e affrancata. Il verbo affrancare qui ha il suo valore doppio, perché la scrittura affranca. È un atto che impegna la coscienza a fare i conti tra la vita affannata e la sua tregua scritta. Affranca dalla condizione d’inferiorità e di restrizione, perché chi sta scrivendo è libero, è alla pari e sta per la durata di quel tempo altrove. Per me che leggo, il suo valore aggiunto sta nella pagina che scavalca e annulla muri e sbarre. Leggi tutto “Inespugnabili – di Erri De Luca”

Venti anni fa – di Erri De Luca

Donau, Dunaj, Dunav, Duna, Dunarea, con questi nomi passa le frontiere di mezza Europa il fiume da noi chiamato Danubio. Nel giugno di venti anni fa si riempì di un diluvio di acque piovane e provvidenziali, scese a ripulire i veleni finiti nel suo letto. I bombardamenti della Nato sul petrolchimico di Pancevo, presso Belgrado, avevano avuto effetto di enormi sversamenti tossici nel Danubio.
Era uno dei danni collaterali minori, i maggiori riguardavano le esistenze dei cittadini dell’ultima città del 1900 martellata dall’alto dei cieli.
Sulla corrente del Danubio a maggio di venti anni fa vedevo galleggiare le molte varietà di pesci avvelenati.
I Belgradesi amano la pesca, in ogni casa c’è almeno un attrezzo per fare qualche buona presa. La loro città sta all’incontro del Danubio e della Sava, molte rive dalle quali calare un amo in acqua.
Malgrado le sirene di allarme aereo, seguite dai più strepitosi rumori della mia vita, restavo affascinato a guardare l’unione nuziale delle loro acque solenni venute a raccolta da varie catene montuose. Si abbracciavano sotto il parco Kalemegdan, seminando isole nel mezzo. In piedi tra i viali assistevo alle partite di scacchi di pensionati che non si lasciavano interrompere da nessuna esplosione. Leggi tutto “Venti anni fa – di Erri De Luca”

Sassi – di Erri De Luca

errideluca

Si è svolto in Scozia il campionato europeo di chi sa mettere sassi uno sull’altro. Sono costruttori di equilibri tra superfici, tenute insieme da una combinazione di forze che inventano una nuova forma.

La gara mi fornisce immagine dell’Europa. Era una distesa di figure geometriche piane, poggiate una vicino ad altre. Era un territorio spezzettato in violente rivalità. L’Unione lo ha trasformato in una geometria solida fondata su reciproci equilibri.

Era un continente che si è distrutto da solo molte volte attraverso le guerre. È diventato uno spazio comune senza frontiere interne.

Una nuova e intera generazione è nata sotto la sua bandiera di stelle messe in cerchio a girotondo. Leggi tutto “Sassi – di Erri De Luca”

I dinosauri del nostro tempo – di Guido Viale

I dinosauri di sessanta milioni di anni fa sono stati vittime inconsapevoli di una estinzione di massa. I dinosauri di oggi sono invece responsabili consapevoli, se non dell’estinzione dei loro simili e di molti dei viventi che abitano la Terra, sicuramente della fine della convivenza così come l’homo sapiens l’ha conosciuta e praticata da almeno diecimila anni. Per decenni gli ambientalisti sono stati accusati – da affaristi, giornalisti, leader ignoranti e arroganti – di “voler tornare all’età della pietra”. Adesso è chiaro che a far tornare all’età della pietra l’umanità intera sono invece loro: gli arroganti. Ma di che cosa stiamo palando? Leggi tutto “I dinosauri del nostro tempo – di Guido Viale”

Lettera della Rete di Quarrata – marzo 2019

Carissima, carissimo,

sappiamo già che oggi la solidarietà è in crisi. Parlare di crisi della solidarietà potrà sembrare un luogo comune, ma si tratta di una verità forte che, da un lato o dall’altro, colpisce tutti noi: quelli che dovrebbero esprimere solidarietà e quelli che hanno bisogno di riceverla. O, meglio, tutti noi che abbiamo bisogno di riceverla e di darla, perché la solidarietà è un mistero di reciprocità fraterna ineludibile.

Segni di questa crisi non mancano certo. Mi riferisco soprattutto alla solidarietà con l’America Latina. Delle migliaia di comitati di solidarietà che si sono avuti, in tutto il mondo, sono scomparsi i cosiddetti comitati “politici”, mentre rimangono quelli “cristiani”. Per rispetto della verità è giusto riconoscere, riguardo ai primi, che alcuni si sono uniti ad altri organismi più universali di solidarietà.

Cominciare con questa constatazione della crisi della solidarietà non è negativismo. Si tratta, in ultima istanza, di una crisi di crescita. Sempre che si ricordi e si assuma responsabilmente ciò che di fatto è la solidarietà alla luce della fede.

La solidarietà è una forma piena della carità da sempre ma con un’esperienza critica, storica, politica, geopolitica, di spiritualità integrale. La solidarietà è la carità potenziata dall’opzione per i poveri. La stessa crisi che l’opzione per i poveri sta attraversando nel cuore di tanti e in tanti settori della Chiesa la sta passando logicamente la solidarietà. Leggi tutto “Lettera della Rete di Quarrata – marzo 2019”