Lettera della Rete di Quarrata – marzo 2019

Carissima, carissimo,

sappiamo già che oggi la solidarietà è in crisi. Parlare di crisi della solidarietà potrà sembrare un luogo comune, ma si tratta di una verità forte che, da un lato o dall’altro, colpisce tutti noi: quelli che dovrebbero esprimere solidarietà e quelli che hanno bisogno di riceverla. O, meglio, tutti noi che abbiamo bisogno di riceverla e di darla, perché la solidarietà è un mistero di reciprocità fraterna ineludibile.

Segni di questa crisi non mancano certo. Mi riferisco soprattutto alla solidarietà con l’America Latina. Delle migliaia di comitati di solidarietà che si sono avuti, in tutto il mondo, sono scomparsi i cosiddetti comitati “politici”, mentre rimangono quelli “cristiani”. Per rispetto della verità è giusto riconoscere, riguardo ai primi, che alcuni si sono uniti ad altri organismi più universali di solidarietà.

Cominciare con questa constatazione della crisi della solidarietà non è negativismo. Si tratta, in ultima istanza, di una crisi di crescita. Sempre che si ricordi e si assuma responsabilmente ciò che di fatto è la solidarietà alla luce della fede.

La solidarietà è una forma piena della carità da sempre ma con un’esperienza critica, storica, politica, geopolitica, di spiritualità integrale. La solidarietà è la carità potenziata dall’opzione per i poveri. La stessa crisi che l’opzione per i poveri sta attraversando nel cuore di tanti e in tanti settori della Chiesa la sta passando logicamente la solidarietà. Leggi tutto “Lettera della Rete di Quarrata – marzo 2019”

Nido – di Erri De Luca

erridelucaLa lingua tedesca ha il vocabolo “nestbeschmutzer”, sporcatore di nido, persona che denigra e insudicia il proprio luogo con azioni, parole, omissioni.
Tra chi guasta solo, aria, acqua e clima di convivenza, e chi tiene pulito il proprio ambiente e le relazioni coi vicini, si svolge una contesa silenziosa e totale. Non si affrontano in piazza, non c’è urto frontale, ma una polarità di comportamenti opposti.
La politica non se ne accorge, incapace di trattare l’etica personale che coinvolge il sentimento della dignità, praticata da una parte e calpestata dall’altra. Così aumenta l’astinenza dal voto, manifesta dissociazione dall’andazzo.
La gioventù se ne va in esilio o resta a casa in limbo, parola latina che indicava bordo, orlo, e ora è parcheggio di anime in attesa.
Dei governi che si sono succeduti negli anni recenti, il presente è il seguito aggravato degli sporcatori del nido Italia. Non solo per metafora: a Taranto in meno di due anni i livelli di diossina sono aumentati del 916 percento. Leggi tutto “Nido – di Erri De Luca”

Brasile: uno scalpo per Bolsonaro – di Gianni Sartori

L’omicidio di Rosane Santiago Silveira è frutto della campagna d’odio condotta giorno dopo giorno dal nuovo presidente brasiliano.

Cosa c’è al momento di più fastidioso per il neopresidente brasiliano – misogino, omofobo, razzista, militarista e fascista, ma anche cattolico e forse, per convenienza politica, pure evangelico – Jair Bolsonaro?

Presumibilmente – insieme a sindacalisti, comunisti, antifascisti e anticapitalisti vari – i difensori dei Diritti umani e dell’Ambiente. Militante per entrambe le cause, Rosane Santiago Silveira era quindi  candidata, quasi automaticamente, a diventare l’ennesima vittima delle squadre della morte parastatali al servizio delle compagnie estrattive e dei grandi proprietari di allevamenti e di terreni utilizzati per le monoculture (previa deforestazione, ovviamente).

Dopo aver subito la tortura, Rosane Silveira è stata assassinata nella sua abitazione a Nova Vicosa (città di Bahia). Il suo cadavere è stato ritrovato, mani e piedi legati, il 29 gennaio 2019. Strozzata, con segni inequivocabili di percosse e ferite da coltello. Leggi tutto “Brasile: uno scalpo per Bolsonaro – di Gianni Sartori”

Sedici – di Erri De Luca

Forse faccio in tempo a vederla. Lei, la generazione che inventerà l’economia della riparazione.

Il tempo presente è oppresso dall’accumulo di catastrofi prodotte dallo sfruttamento tossico dell’ambiente e da micidiali incurie. Il clima reagisce imbizzarrito all’asfissia delle emissioni.

Ai contemporanei la vista e la prospettiva si riducono all’immediato e all’irrimediabile. C’è da mettere mano sanitaria al futuro che cade a pezzi da generazioni.

Ne sta spuntando una, sedicenne, nata nel millennio del numero due, il più avvelenato di ogni altra epoca. Questa nuova generazione si stacca dalle precedenti e fronteggia schiettamente il potere adulto e le sue responsabilità.

Greta Thunberg, svedese, ha sedici anni. Da diversi mesi ogni venerdì si siede davanti al Parlamento di Stoccolma, mancando alle lezioni, per chiedere al suo governo di agire per il clima. La sua voce ha già coinvolto molti coetanei in varie città di Europa. Leggi tutto “Sedici – di Erri De Luca”

L’invasione degli “aiuti umanitari” – di Raul Zibechi

Quella che si prepara per il Venezuela non sarà un’invasione classica con lo sbarco dei marines sulle spiagge caraibiche. Il paese chiave dell’intervento è il Brasile di Jair Bolsonaro, dove le alte gerarchie in divisa stanno occupando gli incarichi nevralgici dell’intero paese. Ben cinque generali dell’attuale governo sono veterani della scandalosa Missione Onu ad Haiti (Minustah), comandata per oltre 10 anni dal Brasile, forte della sua esperienza di controllo dei poveri con l’occupazione militare delle favelas, connessa con le politiche sociali e, soprattutto, gli “aiuti umanitari”. Guaidó ha annunciato l’apertura del secondo centro di raccolta di nello stato brasiliano di Roraima, confinante con il Venezuela. I militari di Bolsonaro faranno entrare nel paese “aiuti umanitari”, coordinandosi con la Colombia. Intanto, un generale brasiliano entra a far parte, per la prima volta nella storia, del Comando Sud delle forze armate degli Stati Uniti. La possibile invasione del Venezuela segna il passaggio dell’esportazione della democrazia dalle “missioni di pace” alla strategia degli “aiuti umanitari”, che i militari brasiliani (e latinoamericani) hanno preparato per 13 anni ad Haiti con l’appoggio dei governi progressisti

Puerto Principe, Haiti. Una retata dei “caschi blu” latinoamericani dell’Onu. Foto cdn.com.do

di Raúl Zibechi

Finalmente conosciamo nel dettaglio la partecipazione dei militari nel governo di Jair Bolsonaro. Un rapporto del quotidiano Zero Hora, di Porto Alegre, assicura che 100 ufficiali occupano i più alti livelli del governo, dal presidente al suo vice fino ai ministri, ai dirigenti delle grandi aziende statali e ai posti chiave per il funzionamento dell’apparato statale. Leggi tutto “L’invasione degli “aiuti umanitari” – di Raul Zibechi”