Messico: mega-aeroporto? Preferisco il lago

di GIOVANNI CATTARUZZA

La costruzione del nuovo mega-aeroporto di Città del Messico sarebbero disastrose, un vero ecocidio: dalla condanna del lago Texcoco all’innalzamento della temperatura di una metropoli già inquinatissima, dal rischio di un collasso del fragile sistema idrico cittadino alle inondazioni di diverse aree urbane. Il 28 ottobre si vota nella discussa consultazione vincolante voluta dal nuovo governo di López Obrador. I sondaggi danno favorita l’approvazione del progetto faraonico ma crescono anche i consensi per la campagna #YoPrefieroElLago promossa dal Fronte dei Popoli in difesa della terra

Con l’intenzione di impedire la costruzione del Nuevo Aeropuerto Internacional de México (NAIM), nella zona lacustre di Texcoco, a 15km dal centro della capitale Città del Messico, organizzazioni sociali, comitati di cittadini, attivisti, personalità della musica e dello spettacolo, accademici e scienziati, hanno dato vita alla campagna #YoPrefieroElLago. Leggi tutto “Messico: mega-aeroporto? Preferisco il lago”

Banane: diritti umani violati e troppi pesticidi

Nei supermercati costano pochi euro, ma il prezzo pagato dai contadini per produrre le banane è altissimo: salari bassi, diritti sindacali negati, poca trasparenza, pesticidi in abbondanza. Dall’Ecuador alle Filippine, i braccianti soffrono lo strapotere di grossisti e grande distribuzione.

di Veronica Ulivieri (*)

Sono il frutto più amato al mondo, ma per i piccoli agricoltori che le producono le banane non sono sinonimo di dolcezza. Mentre a livello globale aumentano le esportazioni, infatti, i contadini non beneficiano del crescente giro d’affari, costretti a fronteggiare dure condizioni di lavoro, violazione dei diritti e guadagni magri.

A dettare le regole è la grande distribuzione, che con il proprio potere contrattuale condiziona le scelte di grossisti e proprietari delle piantagioni. «Vogliamo che i supermercati, i più potenti attori lungo la filiera, paghino prezzi equi ai loro fornitori che coprono i costi di una produzione sostenibile», hanno dichiarato 19 organizzazioni di tutto il mondo che lavorano alla campagna Make Fruit Fair!, cofinanziata dalla Commissione europea e focalizzata su banana e ananas. Leggi tutto “Banane: diritti umani violati e troppi pesticidi”

E se dicessimo che i soldi ci sono? – di Antonio De Lellis

Nel giorno della canonizzazione di Oscar Arnulfo Romero abbiamo appreso che verranno deportati gli abitanti di Riace. Una gioia enorme per il popolo sudamericano, del quale faccio parte, e per tutti coloro che hanno sete e fame di giustizia, ma anche una grande e profonda sofferenza per questa Italia incamminata verso il baratro. Riace è un modello di possibile convivenza e armonia tra diversi, Riace è la possibilità di rivitalizzare i piccoli comuni, spina dorsale di un paese che potrebbe ripopolarsi, ma che vuole suicidarsi all’ombra di una politica razzista e xenofoba avviata a dominare la scena politica dei prossimi anni perché basata su una narrazione trentennale di finanza-capitalismo. Leggi tutto “E se dicessimo che i soldi ci sono? – di Antonio De Lellis”

La Democrazia davanti all’abisso – di Leonardo Boff

C’è un momento nella vita in cui dobbiamo scegliere da che parte stare politicamente. O dal lato della democrazia che rispetta le libertà, permette le manifestazioni dei cittadini e si considera appartenente a uno Stato democratico di Diritto oppure stiamo al lato di coloro che la negano, che tessono le lodi della dittatura militare del 1964, esaltano i suoi torturatori, che, secondo loro, non dovevano proprio torturare, ma semplicemente fucilare, a cominciare dall’ex presidente Fernando Henrique Cardoso; che ha in spregio i gay e ne predica la repressione; che sparla degli abitanti dei quilombos, che – secondo lui – non servono nemmeno per la riproduzione; che disprezza gl’indigeni; che difende come ideale che ogni brasiliano abbia in mano un’arma e che pubblicamente umilia la sua stessa figlia, frutto di una “scappatella” e che, ‘infine’ sarebbe incapace di amare un figlio gay.

Lui un capitano in pensione, senza la minima esperienza di pubblica amministrazione, che confessa di essere digiuno di Economia, di Sanità, di Educazione, visto che a questo scopo devono provvedere i ‘rispettivi Ministri… e non si rende conto che è compito di un Presidente definire le politiche pubbliche, indicare un obiettivo alla nazione e lasciare che i ministri competenti sviluppino il progetto. Un simile candidato che ha la maggioranza al primo turno e anche al secondo, visto il distacco dal suo concorrente mostra chiaramente lo stampo nazifascista nel linguaggio, nei gesti e nella brutalità delle sue espressioni. Leggi tutto “La Democrazia davanti all’abisso – di Leonardo Boff”

Fermiamo il lavoro minorile nelle miniere di cobalto del Congo

Secondo le ultime stime (Dato Unicef 2014) sono circa 40.000 i ragazzi e le ragazze minorenni impegnati nelle miniere del sud della Repubblica democratica del Congo. Molti di loro lavorano nelle miniere di cobalto, prezioso minerale utilizzato per la produzione di batterie ricaricabili utilizzate per i nostri cellulari, tablet, computer e altri dispositivi elettronici.

Questi bambini lavorano in condizioni estreme, alcuni di loro più di dodici ore al giorno, senza alcuna protezione e percependo salari da fame. Si ammalano prima e più dei loro coetanei. Rischiano ogni giorno incidenti sul lavoro a causa di carichi troppo pesanti fino alla morte a causa dei frequenti crolli nelle grotte artigianali. Spesso sono picchiati e maltrattati dalle guardie della sicurezza se oltrepassano i confini della miniera. Alcuni di loro lavorano dopo aver frequentato la scuola, altri hanno per necessità abbandonato i libri.

Chiediamo al Governo della Repubblica democratica del Congo di fermare ora questa barbarie e di mettere in atto tutte le misure per affrontare la salute dei bambini, i loro bisogni fisici, educativi, economici e psicologici.

Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino

Mauro Armanino, missionario italiano in Niger, ci ricorda – dal Niger dove vive – che l’Europa ricca/armata nulla vuole sapere delle Afriche (che continua a rapinare).

Il numero che avete chiamato non è disponibile. Moov nel Sahel

Una voce di donna risponde esattamente così. Dopo aver composto il numero dell’amico ostaggio la voce di donna aggiunge che la chiamata sarà notificata. E’ dal passato lunedì 17 settembre alle 22 ora locale che si ripete la stessa risposta automatica femminile. Si tratta della compagnia telefonica Moov, attiva, assieme ad altre nel Niger e dintorni. Come altre fa promozioni di vendita e promette abbuoni ogni martedì e venerdì. Solo che il cliente è stato preso come ostaggio un lunedì, nessun premio, abbuono o sconto. In questo Moov, nella sua pubblicità, aveva visto giusto. Moov No Limit, si erano definiti, senza limiti. Nel nostro Sahel, da tempo ormai, i limiti sono stati superati . Traffici, commerci, terrorismo, bande armate dal sapore ‘comunitario-etnico’e risposte ancora più armate. E, infine, la definizione di criminali attribuita ai migranti irregolari, illegali, clandestini e dunque da insabbiare da qualche parte nella storia odierna del Sahel. Il numero che avete chiamato non è disponibile. La vostra chiamata sarà notificata, conclude la voce di donna con la stessa convinzione. Il numero chiamato non è disponibile da quasi due settimane. Leggi tutto “Tre lettere da Niamey, Niger – di Mauro Armanino”

Tribunale Permanente dei Popoli – di Gianni Tognoni

Carissimi amici della Rete Radié Resch,

eccomi finalmente a mantenere la promessa di aggiornarvi su quanto si sta facendo da parte del Tribunale Permanente dei Popoli, avendo come linea di fondo lo scenario globale e i diversi contesti della migrazione. In questo senso le attività che qui di seguito ricordo sono tra loro strettamente complementari. Tutte sono documentate nei loro elementi essenziali sul sito del TPP, ed i materiali, che eventualmente più interessano, possono essere richiesti e forniti in forma cartacea. Leggi tutto “Tribunale Permanente dei Popoli – di Gianni Tognoni”

Un cambiamento irreversibile – di Guido Viale

Il cambiamento climatico in corso è il grande assente dalle politiche non solo italiane, ma anche europee e mondiali. Con poche eccezioni lo si nomina solo per non doverne più parlare. C’è un negazionismo esplicito che risorge periodicamente nonostante l’evidenza dei fatti (vedi Trump, ma anche, dietro a lui, l’esercito in marcia dei trumpiani); un negazionismo di fatto che consiste nel parlarne e farne parlare il meno possibile (“i problemi sono altri”… “il problema è la crescita”…); e c’è un negazionismo opportunista che dice tutto e il contrario di tutto (vedi Renzi che, a Parigi, vanta i progressi delle rinnovabili in Italia – che lui peraltro aveva fermato – e subito dopo si adopera per far fallire il referendum contro le trivellazioni). Ma in tutti e tre i casi i negazionisti hanno un denominatore comune, come spiega Naomi Klein in Una rivoluzione ci salverà: tutti sanno che una catastrofe è alle porte, ma hanno anche capito che per fermarla bisognerebbe cambiare alle radici l’organizzazione sociale, e non sono disposti a farlo. Non possono farlo, ma non possono nemmeno pensarlo, cioè concepirne e accettarne le implicazioni. Ma attenzione, una pigrizia mentale come questa colpisce spesso anche noi… Leggi tutto “Un cambiamento irreversibile – di Guido Viale”