Attuali minacce alla convivenza umana – Leonardo Boff

L’onda d’odio che avanza nel mondo, e chiaramente in Brasile, discriminazioni contro afrodiscendenti, nordestini, indigeni, donne, e i membri del PT (Partito dei Lavoratori), per non dire dei rifugiati e dei migranti respinti dall’ Europa, le misure autoritarie del presidente Donald Trump contro immigranti mussulmani stanno facendo a pezzi il tessuto sociale della convivenza umana a livello internazionale e locale.

La convivenza è un dato essenziale della nostra natura, in quanto esseri umani, perché noi non esistiamo, co-esistiamo, non viviamo, conviviamo. Quando si dilacerano le relazioni di convivenza, qualcosa di inumano e violento avviene nella società e in generale nella nostra civiltà in franca decadenza.

La cultura del capitale oggi globalizzata non offre incentivi per coltivare il “noi” della convivenza, ma enfatizza l’“io” dell’individualismo in tutti i campi. L’espressione maggiore di questo individualismo collettivo è la parola di Trump: “Al primo posto (first) gli USA”, e, interpretata correttamente, è “soltanto (only) gli USA”.

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Fare la guerra per rispettare i diritti umani – Giancarla Codrignani

Questa non s’era mai sentita, che si dovessero fare le guerre per difendere i “diritti umani”! Ma non è nemmeno tanto sensato essere così stupidi da produrre sempre più armi da vendere a destra e a manca, senza domandarsi se davvero ci si guadagna e non succederà mai che ci ricadano in testa.

Intanto, a margine delle gravi minacce agli equilibri internazionali, il recente ”libro bianco” del governo italiano, “per la sicurezza internazionale e la difesa”, ha previsto quattro missions nuove: il contributo del paese agli impegni Nato e alla stabilità dell’area mediterranea, la gestione delle crisi fuori area per “garantire la pace e la legalità internazionali”, la “salvaguardia delle libere istituzioni” e, infine, l’inserimento nel settore di “dirigenti provenienti dal settore privato”.

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Proprietà e disuguaglianza – Frei Betto

Basta guardarsi attorno: il mondo in cui viviamo è deliberatamente disuguale. Il dato ce lo fornisce l’Ong OXFAM, del Regno Unito, presentato a Davos, Svizzera, nel gennaio 2014: ottantaquattro persone fisiche.

L’economista francese Thomas Piketty, nel suo libro “Il capitale nel XXI”, diventato un best-seller mondiale, ci avverte che la grande sfida da affrontare oggi consiste nel sciogliere quel nodo che, oggi, permette l’accumulo privato di ricchezze nelle mani di pochi. Favorita dal diritto di eredità, questa concentrazione approfondisce la disuguaglianza nel casinò globale, dove la rendita derivante dalla speculazione supera.

Una volta, potere e ricchezza (che vanno sempre di pari passo) si concentravano nelle mani della nobiltà. I vincoli di sangue garantivano il privilegio dell’ereditarietà. Ai nobili non conveniva lavorare, attività riservata.

L’ascesa della borghesia ha spostato il privilegio del “sangue azzurro” al possesso delle proprietà. La discendenza della nobiltà è stata detronizzata dalla ricchezza della borghesia. È più importante essere figlio di banchiere o di impresario piuttosto che di un principe. Quello ha un “grasso” conto bancario.

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Tre articoli di Erri de Luca

Qui riportiamo soltanto i titoli:

Uno e l’altro.

Lo straniero.

Grazie Reggio Calabria.

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Il sogno dell’arricchimento ad ogni costo – Anna Corsi

In questo mondo globalizzato in cui il turbocapitalismo fa sì che la creazione del bisogno sia sempre più forte e con essa il senso perenne di disagio nell’individuo, c’è da chiedersi se la rappresentazione di ciò che è valore sia mutata. Il sistema neo liberista va a toccare i nervi più sensibili dell’uomo per farlo sentire in costante difetto e creare così nuovi bisogni che devono trovare una risposta. Nell’ultimo decennio Facebook, Amazon e Google hanno contribuito in grande misura ad avvalorare questo sistema, proponendo soluzioni ottimali e personalizzate agli individui: internet è diventato un grande supermercato mondiale dove la pubblicità invade ogni spazio e il bombardamento della proposta è costante.

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La resistenza è un lavoro sacro, di Alex Zanotelli

APPELLO ALLE CHIESE/”Sanctuary Movement”

“LA RESISTENZA E’ UN LAVORO SACRO”

La politica anti-migranti della UE , come del governo Gentiloni, si fa sempre più pesante. La UE, dopo aver siglato quel criminale accordo con la Turchia( costato sei miliardi di euro!) per bloccare i profughi siriani, ha stipulato simili accordi con l’Egitto di Al Sisi (un miliardo di euro) e con il Niger (cinquecento milioni di euro)

per bloccare i migranti sub-sahariani. Anche l’Italia, con il governo Renzi ed ora con Gentiloni, ha perseguito la stessa politica del Migration Compact  firmando un patto scellerato con la Libia di El Serraj e un altro con i capi ‘tribali’ del Fezzan, per bloccare i migranti dell’Africa nera. Il governo italiano ha fatto altrettanto con il governo del Niger regalandogli duecento milioni di euro. Questa è la politica europea : esternalizzare le frontiere siglando patti con i peggiori dittatori e pagata a caro prezzo dai disperati della terra. Inoltre la UE ha pesantemente militarizzato il Mediterraneo trasformandolo in un cimitero(sono oltre cinquantamila i migranti che vi sono sepolti!). Leggi tutto “La resistenza è un lavoro sacro, di Alex Zanotelli”

Sui prigioneri palestinesi

Scheda informativa sui prigionieri palestinesi in occasione della giornata per i prigionieri palestinesi e dello sciopero della fame “Libertà e Dignità”.

Nel corso degli anni, Israele ha tenuto centinaia di migliaia di Palestinesi in carcere, per periodi che vanno da diversi mesi a diversi decenni. Da quando, nel 1967, Israele ha occupato la Cisgiordania con Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, circa 800.000 Palestinesi sono stati detenuti nelle carceri israeliane.

Questo numero rappresenta il 20% di tutta la popolazione palestinese dei Territori Occupati e addirittura il 40% della popolazione maschile. Ogni famiglia palestinese è stata colpita dal dramma di avere uno o più dei suoi componenti in prigione. I Palestinesi, quindi, sono stati oggetto di unodei più altitassi di carcerazione del mondo, e rappresentano l’esempio più impressionante di carcerazione di massa per motivi politici di tutta la storia contemporanea. Leggi tutto “Sui prigioneri palestinesi”