L’eventuale amministrazione di Biden potrebbe isolare ulteriormente il Brasile, dice l’analista

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Il candidato democratico alla presidenza Joe Biden ha criticato la deforestazione in Brasile durante il primo dibattito tra lui e il presidente Donald Trump

Sputnik Joe Biden, il candidato presidenziale democratico per gli Stati Uniti, Biden ha detto che cercherà di riunire altri paesi per fare pressione sul governo brasiliano e ha fatto minacce che potrebbe imporre sanzioni economiche al Brasile.

“La foresta pluviale amazzonica in Brasile viene distrutta, lacerata. Lì viene assorbita più anidride carbonica di qualsiasi carbonio emesso dagli Stati Uniti. Cercheranno di assicurarmi che i paesi di tutto il mondo 30 miliardi di dollari 3 e diranno [al Brasile]: “Qui ci sono 20 miliardi di dollari, smettila di devastare la foresta. Se non ti fermi, affronterai conseguenze economiche significative”, ha detto.

In un’intervista con Sputnik Brasile, Denilde Holzhacker, professore di relazioni internazionali presso la Scuola di pubblicità e marketing di San Paolo (ESPM), ha detto che la dichiarazione di Biden è servita come un modo per soddisfare i settori più giovani e più di sinistra del suo partito. Leggi tutto “L’eventuale amministrazione di Biden potrebbe isolare ulteriormente il Brasile, dice l’analista”

Il governo federale ha dirottato per il programma di Michelle Bolsonaro 7,5 milioni di dollari dati per i test covid

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Il governo di Bolsonaro ha dirottato 7,5 milioni di dollari di donazioni per l’acquisto di test rapidi di Covid-19 per il programma Voluntary Homeland, coordinato dalla first lady, Michelle Bolsonaro.

Il  Marfrig, uno dei più grandi del paese, ha annunciato il 23 marzo che avrebbe donato tale importo al Ministero della Salute per l’acquisto di 100.000 test rapidi del nuovo coronavirus. Il Brasile era già in una pandemia e non aveva questo materiale per seguire le indicazioni dell’OMS (Organizzazione delle Nazioni Unite) per testare la popolazione in massa.

Ma i fondi non sono stati applicati per questo scopo specifico e sono stati dirottati alla Collezione di Solidarietà, legata alla Patria Volontaria amministrata da Michelle Bolsonaro, informa la giornalista Constanà Rezende a Folha de S.Paulo

Lo stesso programma condotto da Michelle Bolsonaro ha passato, senza preavviso di concorso, denaro pubblico alle istituzioni evangeliche legate al ministro Damares Alves (Donne, Famiglia e Diritti Umani). Leggi tutto “Il governo federale ha dirottato per il programma di Michelle Bolsonaro 7,5 milioni di dollari dati per i test covid”

Rete di Quarrata – Lettera di Settembre 2020

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Carissima, carissimo,

il 19 e il 20 settembre il coordinamento della Rete Radiè Resch si è riunito presso il monastero degli Stimmatini a Sezano (VR) per rinnovare la segreteria, essendo la precedente giunta alla scadenza biennale. E’ stato un incontro di profonda relazione umana (ne avevamo bisogno tutti) ancor prima del trattare la situazione dei problemi, sia locali che mondiali. Ne è risultato un impegno ad essere positivi, a continuare a credere nelle azioni quotidiane, attraverso il mettersi insieme in piccoli gruppi e a vedere il mondo nella sua universalità e interdipendenza.

Ricominciare! Sembra una parola d’ordine. Ma da dove ricominciamo? E come?

La quarantena è alle nostre spalle, o quasi, ma nulla sembra superato… o almeno non con quella tranquillizzante sensazione di soluzione trovata in tutti gli ambiti che forse qualcuno tra noi sperava. Però ricominciare si deve. Lo dobbiamo a noi stessi, al nostro futuro, ma anche al mondo che ci ruota intorno.

Ricominciare si può, perché la resilienza è una forza innata di cui tutta la natura è capace da sempre, dalla prima comparsa sulla Terra. Siamo capaci di mutare, anche radicalmente, adattandoci alle nuove condizioni di esistenza. Certamente pur riportando ferite profonde, ce la faremo anche questa volta. Leggi tutto “Rete di Quarrata – Lettera di Settembre 2020”

Il Brasile in fiamme – di Frei Betto

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Ben prima che The Economist si rivolgesse al presidente brasiliano definendolo BolsoNero, io gli avevo già affibbiato quel soprannome. Quel che non mi sarei aspettato è che i fatti avrebbero confermato l’analogia di comportamenti tra l’imperatore romano Nerone, che suonava la lira mentre Roma bruciava, e il principale occupante del Palácio do Planalto.

Il Brasile è oggi in fiamme per l’incuria del governo, e il presidente continua a ignorare il disastro ambientale ed economico, così come ignora il genocidio sanitario che ha già mietuto quasi 140 mila vite a causa del Covid-19.

Nelle prime due settimane di settembre sono divampati in Amazzonia più incendi che in tutto il mese di settembre del 2019. Secondo dati del programma Queimadas dell’Inpe (Istituto nazionale per le ricerche spaziali), solo nelle prime due settimane di settembre l’Amazzonia ha registrato 20.485 focolai, mentre, nell’intero mese di settembre dello scorso anno, i focolai erano stati 19.925. Leggi tutto “Il Brasile in fiamme – di Frei Betto”

Amazzonia, così il popolo dei Tembé ha «isolato» Bolsonaro e il Covid – di Lucia Capuzzi

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Da “Avvenire”

Hanno danzato. Danzato. E danzato ancora. Per «entrare in comunione» con quanti li hanno preceduti nella resistenza. E chiedere loro forza per continuare a combattere. La battaglia non è ancora finita. Ma, incredibilmente, i Tembé – circa tremila persone appartenenti al ramo indigeno dei Tenetehara – stanno vincendo. E, per questo, nell’ultima settimana, hanno deciso di celebrare con una grande festa, in vista di martedì, Giornata dell’Amazzonia per i popoli indigeni. Per l’occasione, le comunità di Tekohaw, Cajueiro e Canindé – situate nell’Alto Rio Guamá, far west dello Stato brasiliano del Pará – hanno accolto qualche visitatore dopo sei mesi di isolamento totale.

«Abbiamo chiuso per il bene nostro e di tutti», spiega Regis Tufo Moreira, una delle “guardie volontarie” incaricate di sbarrare il passo agli estranei. La quarantena auto-organizzata era l’unico modo per affrontare un nemico che, a differenza dei cacciatori di legname e schiavi responsabili della quasi estinzione dei Tembé nel passato recente, attacca e uccide senza far rumore: il Covid. Il virus è arrivato, per la prima volta, in una comunità indigena amazzonica lo scorso primo aprile: da allora, ogni giorno, 339 nativi sono stati contagiati e dieci sono morti, quattro di questi in Brasile, secondo gli ultimi dati della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam). L’intera regione – che abbraccia nove Paesi latinoamericani – è uno degli epicentri della pandemia con quasi 1,2 milioni di casi e 30mila vittime. Se fosse uno Stato, l’Amazzonia sarebbe il quarto più colpito al mondo. Nei 3mila chilometri di terra dei Tembe, però, nessuno si è ammalato. Eppure, l’Alto Rio Guamá dista meno di 170 chilometri da Paragominas, dove già 3mila persone hanno preso l’infezione e 94 sono morti. A salvare la comunità, finora, è stato il lockdown totale. Una scelta autonoma.

A sei mesi dall’esplosione dell’epidemia, il governo di Brasilia non ha ancora elaborato un piano efficace per mettere in sicurezza le zone indigene – particolarmente vulnerabili per mancanza di strutture sanitarie –, riducendo i contatti con il resto della popolazione. Nemmeno l’ordine della Corte Suprema, l’ha smosso. Nell’inerzia istituzionale, i Tembé hanno preso in mano la situazione. «Abbiamo deciso di restare nei nostri villaggi. I viaggi in città o in altre comunità sono stati consentiti solo per causa di forza maggiore. Soprattutto abbiamo chiuso le porte all’esterno», afferma Sergio Muty, leader di Tekohaw. I Tembé sono riusciti a predisporre un efficace controllo degli accessi grazie alla lunga esperienza di sorveglianza contro i taglialegna di frodo. Un sistema modellato su quello dei “guardiani” del popolo cugino del Pará: i Guajajara. Leggi tutto “Amazzonia, così il popolo dei Tembé ha «isolato» Bolsonaro e il Covid – di Lucia Capuzzi”

I crimini (resi invisibili) dei fascisti italiani: intervista a Michael Palumbo – di Ivan Serra

 

Michael Palumbo, autore del libro “L’olocausto rimosso” mandato al macero dall’editore Rizzoli, e dei testi per il documentario “Fascist Legacy” (prodotto dalla Bbc e poi comprato dalla Rai per NON trasmetterlo)

di Ivan Serra (*)

Dopo la pubblicazione dell’articolo “Da Fascist Legacy a L’Olocausto Rimosso: il libro ritrovato di Michael Palumbo” e in vista di una riedizione del testo censurato nel 1992, abbiamo contattato l’autore che da 25 anni vive a Taiwan. Gli abbiamo posto una serie di questioni, a partire dall’articolo “Come trucidavamo” apparso su Panorama n.1356 del 12 aprile 1992 (**) .

Michael Palumbo ci dice, a proposito dell’articolo “Da Fascist Legacy a L’Olocausto Rimosso” :

Prima dell’intervista vorrei rilasciare una dichiarazione di apertura, ringraziandoti per il tuo prezioso aiuto. A causa delle rivelazioni  che ho aperto in così tanti paesi su così tanti argomenti  (la copertura israeliana di nazisti per il finanziamento di armi nucleari, i 150 milioni di intoccabili della casta bassa nascosti dell’India , lo scandalo Waldheim, l’espulsione dei palestinesi dalla loro patria nel 1948 , l’assassinio di Kennedy, la creazione di cyborg schiavi da parte dell’élite tecnologica) sono stato un comprensibile obiettivo per coloro che cercavano di rubare credito dalle mie ricerche. Questo è in parte colpa mia, poiché preferisco passare il tempo a cercare nuovi argomenti piuttosto che a rispondere a piccola gente. Sfortunatamente, individui gelosi in Italia hanno usato ogni trucco e in verità ne hanno inventati di nuovi per rubare credito dal mio lavoro sulla copertura dei criminali di guerra fascisti. Consentimi di presentare alcuni fatti innegabili.

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