Pino entra in manicomio a 9 anni e… – di Doriana Goracci

… ne esce a 42: come se la legge Basaglia non ci fosse

Nel 1967 Pino, Giuseppe Astuto, aveva 9 anni e la mamma lo mandò a comprare il pane, lui ultimo di 6 figli, orfano di padre ma non di tanti schiaffi.

Lo compra ma tanta era la fame che lo mangia tutto e torna indietro magari per rubarne un altro… Fino a qui ci siamo?

Si era fatto tardi e lui rimase chiuso dentro, in una meraviglia da mangiare… crollò sfinito di cibo e si addormentò dentro a una cesta del pane, si, proprio del pane.
Arrivarono all’indomani i carabinieri, chiamarono la mamma: “Signora Teresa, suo figlio non lo vedrà più“.

Era l’una e mezza, racconta Pino, dice che a quell’ora lui vedeva Rin Tin Tin. Leggi tutto “Pino entra in manicomio a 9 anni e… – di Doriana Goracci”

Sul “Manifesto per la verità” – di Gian Marco Martignoni

ovvero «Donne, guerre, migranti e altre notizie manipolate»: Gian Marco Martignoni riflette sul libro di Giuliana Sgrena

Ormai in qualsiasi sala d’aspetto, in metropolitana o nelle carrozze ferroviarie, per non parlare delle riunioni sindacali, si conta sul palmo della mano chi ancora sente il bisogno di leggere un quotidiano. Il Rapporto sulla situazione sociale del paese 2018, a cura del Censis, evidenzia come la maggioranza degli italiani si documenta prevalentemente su Internet (46,1 per cento ) mentre stante il crollo della vendita dei quotidiani solo il 37,4 è rimasto affezionato alla loro lettura. Al punto che Il Corriere della sera e La Repubblica hanno dimezzato in un decennio le loro vendite, che sono scese nel primo caso a 220.969 copie vendute quotidianamente e nel secondo addirittura a 175.106, pur se la domenica per un euro di sovrapprezzo è allegato un glorioso settimanale come L’Espresso. Sono dati preoccupanti, che incidono sugli orientamenti dell’opinione pubblica e quindi sullo scarto che interviene nella popolazione fra la percezione e la realtà effettiva dei fatti, come poi rilevano le statistiche a livello internazionale, che ci collocano in posizioni invereconde. Leggi tutto “Sul “Manifesto per la verità” – di Gian Marco Martignoni”

La ley es como una serpiente, unicamente ataca a quien está descalzo (O. Romero) – di Maria T. Messidoro

di Maria Teresa Messidoro (*)

Questo post è dedicato a Beatriz morta l’8 ottobre 2017, dopo aver commosso il mondo nel 2013 quando, a 22 anni, chiese allo Stato salvadoregno di poter interrompere la gravidanza che metteva a rischio la sua vita, essendo affetta dalla malattia rara detta lupus eritematoso sistemico discoide. I magistrati la obbligarono a portare a termine la gravidanza: il bambino visse poche ore e Beatrice fu colpita da una malattia renale. La causa contro lo Stato salvadoregno, presentata alla Commissione interamericana dei Diritti Umani, è ancora in corso.

PUEBLO MEXICANOS: jurisdicción di San Salvador, El Salvador, 3 luglio 1792.

«Io mi chiamo Gregoria, anche se per molti sono Petrona. Sono figlia di Pablo de Jesús. Oggi la Real Sala del Crimen di San Salvador analizzerà il processo iniziato il 18 del mese scorso contro di me e mio padre, entrambi siamo accusati di incesto. Secondo la testimonianza di una donna, mi pare si chiami Ana Silveria, ma non ne sono sicura perché non è nostra parente, più di una volta, di notte, quando mio padre batte sul pavimento con il piede o il bastone, io sono costretta a coricarmi con lui e a subire le sue violenze. Secondo Ana io scelgo liberamente di farlo, ma non è vero; mio padre ha dichiarato durante il processo che era geloso del rapporto intimo che avevo con Juan, era convinto che questo ragazzo mi avesse già fatto perdere la mia verginità, ma nemmeno questa accusa è vera. Tra me e Juan ci sono state soltanto delle carezze e dei sorrisi, in totale innocenza; è stato invece mio padre a rendermi donna, mio malgrado a soli 13 anni. Ho paura di essere incinta». Leggi tutto “La ley es como una serpiente, unicamente ataca a quien está descalzo (O. Romero) – di Maria T. Messidoro”

Posti per due – di Erri De Luca

In una vallata, accanto a una sorgente, tra 3800 e 4000 metri di quota, Diego dice che sarebbe un bel posto per portarci Franziska. Lui conosce i dieci punti più appartati delle Dolomiti per fare all’amore.
Sull’altopiano ai piedi del vulcano Cotopaxi, intorno alla linea mediana di equatore, nominiamo qualcuno di questi angoli perfetti.
Non si trovano alla portata di impianti di salita, vanno raggiunti lentamente a piedi. L’amore insegna il passo, dilata i pori, assorbe ossigeno dalle conifere. Si profuma di erbe e di fiori da chiamare per nome, uno per uno: il ranuncolo, la genzianella, la nigritella, il tarassaco, l’artemisia, il buonenrico. Le scarpe stanno attente a non pestare, la mano lascia stare e non raccoglie. Leggi tutto “Posti per due – di Erri De Luca”

Contro poveri e senza terra Bolsonaro torna al ‘68: l’AI-5 è già realtà – di Claudia Fanti

Il governo sta pensando di riproporre l’atto che 51 anni fa istituzionalizzò la repressione e propone la legittima difesa per i poliziotti che si macchiano di crimini e abusi durante gli sgomberi.

Spaventato dalle rivolte popolari registrate in diversi paesi dell’America latina, il governo di Jair Bolsonaro si sta attrezzando nel migliore dei modi per impedire che il contagio arrivi in Brasile. E che ciò sia destinato a tradursi in un’ulteriore deriva autoritaria, lo indica assai bene l’evocazione di un nuovo AI-5: l’Atto istituzionale, promulgato nel dicembre del 1968 dal generale Artur da Costa e Silva, che ha dato avvio alla fase più brutale della dittatura attraverso la chiusura del Congresso, l’istituzionalizzazione della repressione e della tortura, la censura dei mezzi di comunicazione, la sospensione dei diritti politici degli oppositori.

Era stato Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente, a riferirsi per primo al provvedimento: «Se la sinistra si radicalizza – aveva detto –, sarà necessario trovare una risposta che potrebbe arrivare da un nuovo AI-5». E subito gli aveva fatto eco, in una conferenza stampa negli Stati uniti il 25 novembre, il ministro dell’Economia Paulo Guedes, il volto più antidemocratico dell’ultraliberismo brasiliano, osservando – a proposito dell’esortazione rivolta da Lula ai brasiliani a scendere in piazza contro il governo – che nessuno dovrebbe stupirsi «se poi qualcuno chiede che sia applicato l’AI-5». Leggi tutto “Contro poveri e senza terra Bolsonaro torna al ‘68: l’AI-5 è già realtà – di Claudia Fanti”

Quattro domande sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania – di Doc Vaxman


La costruzione di un insediamento israeliano a Beitar Illit, in Cisgiordania, il 7 aprile 2019 (Ronen Zvulun, Reuters/Contrasto)

Dov Waxman, professore di studi israeliani e autore di un nuovo manuale sul conflitto palestinese, traccia la storia degli insediamenti e spiega perché sono così controversi.

Il 18 novembre il segretario di stato statunitense Mike Pompeo ha dichiarato che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania non violano il diritto internazionale. Le parole di Pompeo sono state accolte con entusiasmo dagli israeliani, che si considerano i legittimi proprietari dei territori, alimentando al contempo la rabbia dei palestinesi che li abitano e ne rivendicano il possesso. Dov Waxman, professore di studi israeliani e autore di un nuovo manuale sul conflitto palestinese, traccia la storia degli insediamenti e spiega perché sono così controversi.

Perché il possesso dei territori in Cisgiordania è così contestato? Leggi tutto “Quattro domande sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania – di Doc Vaxman”

Metafore – di Erri De Luca

erridelucaDi sera accendo il fuoco nel camino, uno dei gesti più antichi della specie umana. Irradia luce, scalda, non ha corpo e non proietta ombra. Mentre lo guardo divorare il legno, passano dei pensieri suscitati dalle sue forme mobili.
Dante nel canto 26 dell’Inferno incontra Ulisse trasformato in fuoco e così scrive: ”Lo maggior corno della fiamma antica”. Dove la metafora corrente vede una lingua di fuoco, lui sceglie di vedere un corno, dal cui interno sta per uscire una voce.
Il fervore poetico insiste poco dopo: ”pur come quella cui vento affatica”. Sa bene che il vento aizza la fiamma, la rinforza, ma vuol vedere invece uno sforzo, una fatica nei guizzi del fuoco sbattuto dal vento. Leggi tutto “Metafore – di Erri De Luca”