Il nuovo petrolio è il coltan e il Venezuela ne è pieno – di Roberta Errico

Da mesi ci viene descritto un Paese sull’orlo del collasso, eppure le ricchezze della Repubblica bolivariana del Venezuela sono invidiabili: il Paese sudamericano conserva nel suo sottosuolo cospicue quantità di oro (le riserve stimate sono intorno alle 15 tonnellate), possiede le più grandi scorte petrolifere del pianeta e negli ultimi anni ha scoperto di avere giacimenti ricchissimi di coltan, un minerale destinato a diventare il petrolio del futuro. 

Il coltan è una combinazione di columbite, manganesio e tantalite, e contiene un’alta percentuale di tantalio, un superconduttore che sopporta elevate temperature, resiste alla corrosione e possiede una grande capacità di immagazzinare cariche elettriche. Il coltan è il materiale fondamentale per la fabbricazione di condensatori, microchip, console per videogiochi, sistemi di posizionamento globale, satelliti, missili telediretti, apparati di microelettronica e nella chirurgia estetica viene utilizzato per gli impianti mammari. Per il suo utilizzo sempre più massiccio in diversi settori strategici, gli esperti prevedono un’impennata nella richiesta globale che potrebbe triplicare entro il 2025.

Leggi l’articolo completo su The Vision

Sorella, non smettere di lottare – le donne zapatiste

C’è un angolo del mondo nel quale si resiste e si combatte rifiutando armi e violenza. C’è un angolo del mondo nel quale non una sola donna è stata uccisa da molti anni. C’è un angolo del mondo che ha imparato a mettere in discussione anche la “parità di genere”, perché parla solo di parità tra donne e uomini, “e invece noi, che ci dicono ignoranti e arretrate – scrivono le donne indigene zapatiste -, sappiamo bene che ci sono coloro che non sono né uomini né donne e che noi chiamiamo otroas…”. C’è un angolo del mondo che non accetta il “progresso” di quelli che sono in alto, secondo i quali “ciò che vogliamo è solo il salario…”. Abbiamo bisogno di difendere ogni giorno ovunque la libertà di tutte le donne, la terra, la nostra dignità, tra inevitabili difficoltà e contraddizioni, gridano quelle donne. “Prenditi cura di te compagna e sorella…”. Lo splendido messaggio delle zapatiste alle donne che lottano nel mondo

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. MESSICO

Febbraio 2019.

Sorella, compagna:

Ti mandiamo un saluto come le donne in lotta che siamo, a nome delle donne zapatiste.

Quello che vogliamo dire o informare è un po’ triste perché ti diciamo che non saremo in grado di fare il II° Incontro Internazionale delle Donne che Lottano, qui nelle nostre terre zapatiste, questo marzo 2019.

Le ragioni per cui non possiamo, può essere che forse le conosci già, e se no allora ti raccontiamo un po’.

Bene, si scopre che i nuovi cattivi governi hanno già detto chiaramente che stanno per fare i megaprogetti dei grandi capitalisti. Dal loro Treno Maya, al loro piano per l’Istmo di Tehuantepec, al loro piantare alberi per i mercati di legname e frutta. Hanno anche detto che entreranno le compagnie minerarie e le grandi aziende alimentari. E hanno anche un piano agrario che porta a compimento l’idea di distruggerci come popoli originari, in modo da convertire le nostre terre in merci, che quindi vogliono completare ciò che Carlos Salinas de Gortari ha lasciato in sospeso perché non poteva, perché lo fermammo con la nostra rivolta. Leggi tutto “Sorella, non smettere di lottare – le donne zapatiste”

Lo Scisma – di Raniero La Valle


Care amiche ed amici,
è un momento drammatico per la Chiesa; film libri e giornali l’accusano, vecchie storie e nuove denunce si affollano, mentre essa stessa, con la riunione di tutti i presidenti delle Conferenze episcopali a Roma insieme col papa fa una scelta di campo definitiva contro gli abusi sessuali, di coscienza e di potere del suo stesso clero, pur tra le proteste di qualche porporato riottoso.
Ma dietro questa facciata c’è un’altra partita anche più seria che si sta giocando: è la partita di quanti mirano a uno scisma nella Chiesa, gli uni per distruggerla, gli altri per distaccarla dalla guida di papa Francesco.
Tra i primi ci sono gli officianti del pensiero unico, che ritengono ormai incompatibile la persistenza della predicazione evangelica con la volata finale di un mondo senza pensiero forgiato e governato dal denaro nella sua ultima forma globale di liberismo selvaggio. A questo fronte senza saperlo dà un notevole apporto la campagna della destra teologica che in nome della tradizione si oppone al rinnovamento dell’annuncio evangelico “in quella forma” – come chiedeva papa Giovanni – “che i nostri tempi esigono”; la lettera del cardinale Müller contro il magistero di papa Francesco ne è l’ultimo esempio. Leggi tutto “Lo Scisma – di Raniero La Valle”

Mercalli: “Dai Sì TAV solo slogan, hanno un’idea sbagliata del progresso” – intervista di Giacomo Russo Spena

“Hanno un’idea sbagliata del progresso”. Luca Mercalli ce l’ha con un mondo che in maniera fideistica ha scelto le ragioni Sì Tav: “Vanno avanti a slogan, non supportati da numeri e dati”. Meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo, è in attesa di analizzare la relazione costi/benefici del governo che sarà resa pubblica a giorni. Nel frattempo Mercalli prova a smontare, una ad una, la propaganda dei favorevoli alla tratta Torino-Lione. Tra le loro ragioni ci sarebbe quella ecologista. Su questo, il climatologo sorride: “Come si fa ad affermare tale assurdità? E’ vero l’esatto contrario, meglio spendere per azioni che diano subito un risultato in termini di emissioni di Co2 e non per progetti che lo potrebbero dare forse tra oltre 20 anni”. 

 

A breve si conoscerà il verdetto di questo dossier sui costi e i benefici. Ma era veramente indispensabile?

Se ne sentiva il bisogno dalla bellezza di quasi trent’anni! Il progetto della Tav in Val di Susa nasce nel 1991 senza alcuna analisi di terza parte e per volontà fondamentalmente dei proponenti, ovvero da coloro che maneggiano soldi pubblici e hanno profitti. Se chiedi al macellaio se la carne è buona, ovviamente ti dirà di sì. Bisognava, già da tempo, passare per il parere di una struttura composta da esperti neutrali.

 

Ma conosce il team che ha elaborato il dossier? E’ affidabile il loro responso e sono davvero neutrali?

Tenderei a fidarmi: Marco Ponti è uno dei maggiori esperti di economia dei trasporti. Tra l’altro, non credo che l’analisi costi/benefici, essendo elaborata fondamentalmente da economisti e da ingegneri, prenda in considerazione gli aspetti ambientali che sono personalmente il mio campo di ricerca. Se aggiungiamo pure questi, il giudizio sulla Tav diventa ancor più negativo. Leggi tutto “Mercalli: “Dai Sì TAV solo slogan, hanno un’idea sbagliata del progresso” – intervista di Giacomo Russo Spena”

La guerra fra metropoli e periferie. La Francia, i gilet gialli e la crisi della sinistra – di Carlo Formenti

Fra le tesi che ho sostenuto ne “La variante populista” – e rilanciato nel mio nuovo libro, “il socialismo è morto. Viva il socialismo” (Meltemi) – ve n’è una che ha suscitato critiche particolarmente aspre: mi riferisco all’affermazione secondo cui il conflitto di classe, nell’attuale fase di sviluppo capitalistico, si manifesta soprattutto come antagonismo fra flussi e luoghi. L’idea di fondo è che il capitalismo globalizzato e finanziarizzato – fatto di flussi sempre più veloci di merci, servizi, capitali e persone che ignorano i confini politici e geografici – opprime e sfrutta i territori – laddove resta confinata la stragrande maggioranza dell’umanità che non gode delle chance di mobilità fisica e sociale riservate alle élite – dai quali estrae risorse senza restituire nulla in cambio.

Constato ora che questa tesi trova conforto nei lavori di un geografo francese, Christophe Guilluy, di cui ho recentemente letto due importanti lavori: “La France périphérique” e “No society. La fin de la classe moyenne occidentale” (entrambi pubblicati da Flammarion). Queste due opere, segnalatemi da un amico di Podemos, aiutano più di tutte le idiozie proferite da media, politici ed “esperti” a comprendere il fenomeno dei gilet gialli (ma anche il voto americano per Trump, l’esito del referendum inglese sulla Brexit e il trionfo elettorale dei “populisti” italiani). Nelle pagine seguenti descriverò sinteticamente le argomentazioni dell’autore, riservandomi di commentarle nelle righe conclusive. Leggi tutto “La guerra fra metropoli e periferie. La Francia, i gilet gialli e la crisi della sinistra – di Carlo Formenti”

Il vero estremista è Papa Francesco – di Raffaele Carcano

 

“Un modello di convivenza, di fratellanza umana e di incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità”.

No, non è la Svezia. È un giudizio riferito alla politica degli Emirati Arabi Uniti. L’autore dell’apologia si chiama Jorge Mario Bergoglio: da quasi sei anni, anche papa Francesco. Il cristiano più potente al mondo.

Che, tuttavia, non sembra essere al corrente che negli Emirati non si lavora “liberamente”. Come negli altri paesi arabi vige infatti il kafala: prevede che qualche residente si faccia garante del lavoratore straniero. Ma la garanzia può essere revocata in ogni momento e per qualunque motivo, con le conseguenze del caso. Lo sfruttamento dei migranti più poveri, che pure il pontefice denuncia in continuazione, laggiù è una venerata tradizione. Vivere “liberamente” è altrettanto difficile, almeno per i nostri standard. La lista di divieti è lunga: basta baciarsi in pubblico per finire in carcere (ma il papa l’ha fatta franca). E non finisce certo qui. Come ha puntualmente denunciato Amnesty International, negli Emirati la situazione dei diritti umani è, molto semplicemente, “drammatica”. Leggi tutto “Il vero estremista è Papa Francesco – di Raffaele Carcano”

Documentario mostra la realtà dell’incontro storico dei sem-terrinha a Brasília

Filme mostra realidade do encontro histórico dos sem-terrinha em Brasília

Documentário da Brigada de Audiovisual Eduardo Coutinho, do MST, é lançado um dia após os ataques da Record e retrata a alegria de quem, desde cedo, reconhece o valor de sua história

São Paulo – Num palco, crianças tímidas leem seus textos. Sorriso no rosto e brilho no olhar expressam o orgulho de viver um momento tão especial.

As imagens do documentário Brincar, Sorrir, Lutar!poderiam ser confundidas com a festa de final de ano em alguma grande escola. Mas as palavras que brotam dos discursos e entrevistas dizem mais sobre a realidade dos 1.200 sem-terrinha que se reuniram, no final de julho de 2018, em Brasília, para falar do seu ponto de vista da luta que ajudam a travar. Leggi tutto “Documentario mostra la realtà dell’incontro storico dei sem-terrinha a Brasília”

Venezuela: tutti contro Maduro – di David Lifodi

Gran parte dei paesi europei riconoscono l’usurpatore Juan Guaidó come legittimo presidente, mentre non si arresta nemmeno la campagna di stampa ostile al chavismo.

Il vecchio continente ha deciso di voltare definitivamente le spalle al Venezuela bolivariano. Il primo paese a riconoscere Juan Guaidó è stata la Spagna. Poi si sono accodati tutti gli altri: Francia, Inghilterra, Austria, Paesi bassi, Portogallo ecc… . Mentre l’Italia è ancora indecisa sul da farsi, l’usurpatore che si è autoproclamato presidente senza alcuna legittimità dal punto di vista elettorale, ripete che Maduro ha i giorni contati e convoca nuove mobilitazioni di piazza apparentemente spontanee, ma in realtà cavalcate dalla vecchia destra.

Maduro si è rivolto direttamente sia a Papa Francesco sia al popolo statunitense per far capire che il paese è vittima di una vera e propria aggressione (ancora una volta, oggi, Trump ha ripetuto che l’opzione militare non è da scartare), ma su gran parte della stampa la narrazione è un’altra. Giorni fa, il Corriere della Sera ha sottolineato l’ospitalità dell’ambasciata cilena di Caracas, che ha accolto dei dirigenti di Voluntad Popular, senza dire però che questo è un partito parafascista né precisare che l’attuale governo cileno non sia proprio il massimo campione di democrazia, considerando i molti simpatizzanti del presidente Piñera tra le fila del partito pinochettista Udi e le enormi responsabilità del suo ministro degli Interni negli ultimi episodi di repressione ai danni dei mapuche. Per questi fatti, però, nessuno si è mai sognato di invocare un “intervento umanitario” – leggi aggressione militare – contro un presidente democraticamente eletto. Leggi tutto “Venezuela: tutti contro Maduro – di David Lifodi”

Agente provocatore alla World Bank – di Luca Manes

La Banca Mondiale ha un nuovo presidente. Lo ha nominato, come vuole la consolidata tradizione, il presidente degli Stati Uniti. Dopo aver ricoperto incarichi di un certo rilievo nelle amministrazioni Reagan e Bush, David Malpass era fino ad oggi il sottosegretario al Tesoro di Donald Trump, postazione da cui aveva criticato con asprezza l’Istituzione che va a presiedere – la cui mission ufficiale (non ridete!) è di metter fine alla povertà estrema nel pianeta – perché “intrusiva”, cioè responsabile di concedere troppi prestiti alla Cina. Il contributo annuale italiano alla prestigiosa istituzione di cui Malpass assume gagliardamente la guida è di 200 milioni di euro. 

Un falco, uno scettico, un grande sostenitore del mercato. Così i media italiani e internazionali hanno definito Malpass, il nuovo presidente della Banca mondiale scelto da Donald Trump – gli Usa hanno da sempre questa “prerogativa”. Il sostituto di Jim Yong Kim – uomo di Barack Obama, dimessosi con tre anni di anticipo – ha un passato da capo economista della banca d’investimento Bear Stearns e nell’esecutivo trumpiano ha occupato la carica di sottosegretario al Tesoro. Da quello scranno ha sparato delle bordate pesantissime alla World Bank, accusata di spendere troppi soldi per i salari del suo cospicuo staff e per i prestiti, soprattutto all’odiata Cina e al suo mega corridoio internazionale Belt and Road Initiative, visto come un chiaro attacco al dominio Usa nell’economia mondiale. Leggi tutto “Agente provocatore alla World Bank – di Luca Manes”