Nido – di Erri De Luca

erridelucaLa lingua tedesca ha il vocabolo “nestbeschmutzer”, sporcatore di nido, persona che denigra e insudicia il proprio luogo con azioni, parole, omissioni.
Tra chi guasta solo, aria, acqua e clima di convivenza, e chi tiene pulito il proprio ambiente e le relazioni coi vicini, si svolge una contesa silenziosa e totale. Non si affrontano in piazza, non c’è urto frontale, ma una polarità di comportamenti opposti.
La politica non se ne accorge, incapace di trattare l’etica personale che coinvolge il sentimento della dignità, praticata da una parte e calpestata dall’altra. Così aumenta l’astinenza dal voto, manifesta dissociazione dall’andazzo.
La gioventù se ne va in esilio o resta a casa in limbo, parola latina che indicava bordo, orlo, e ora è parcheggio di anime in attesa.
Dei governi che si sono succeduti negli anni recenti, il presente è il seguito aggravato degli sporcatori del nido Italia. Non solo per metafora: a Taranto in meno di due anni i livelli di diossina sono aumentati del 916 percento. Leggi tutto “Nido – di Erri De Luca”

Brasile: uno scalpo per Bolsonaro – di Gianni Sartori

L’omicidio di Rosane Santiago Silveira è frutto della campagna d’odio condotta giorno dopo giorno dal nuovo presidente brasiliano.

Cosa c’è al momento di più fastidioso per il neopresidente brasiliano – misogino, omofobo, razzista, militarista e fascista, ma anche cattolico e forse, per convenienza politica, pure evangelico – Jair Bolsonaro?

Presumibilmente – insieme a sindacalisti, comunisti, antifascisti e anticapitalisti vari – i difensori dei Diritti umani e dell’Ambiente. Militante per entrambe le cause, Rosane Santiago Silveira era quindi  candidata, quasi automaticamente, a diventare l’ennesima vittima delle squadre della morte parastatali al servizio delle compagnie estrattive e dei grandi proprietari di allevamenti e di terreni utilizzati per le monoculture (previa deforestazione, ovviamente).

Dopo aver subito la tortura, Rosane Silveira è stata assassinata nella sua abitazione a Nova Vicosa (città di Bahia). Il suo cadavere è stato ritrovato, mani e piedi legati, il 29 gennaio 2019. Strozzata, con segni inequivocabili di percosse e ferite da coltello. Leggi tutto “Brasile: uno scalpo per Bolsonaro – di Gianni Sartori”

Sedici – di Erri De Luca

Forse faccio in tempo a vederla. Lei, la generazione che inventerà l’economia della riparazione.

Il tempo presente è oppresso dall’accumulo di catastrofi prodotte dallo sfruttamento tossico dell’ambiente e da micidiali incurie. Il clima reagisce imbizzarrito all’asfissia delle emissioni.

Ai contemporanei la vista e la prospettiva si riducono all’immediato e all’irrimediabile. C’è da mettere mano sanitaria al futuro che cade a pezzi da generazioni.

Ne sta spuntando una, sedicenne, nata nel millennio del numero due, il più avvelenato di ogni altra epoca. Questa nuova generazione si stacca dalle precedenti e fronteggia schiettamente il potere adulto e le sue responsabilità.

Greta Thunberg, svedese, ha sedici anni. Da diversi mesi ogni venerdì si siede davanti al Parlamento di Stoccolma, mancando alle lezioni, per chiedere al suo governo di agire per il clima. La sua voce ha già coinvolto molti coetanei in varie città di Europa. Leggi tutto “Sedici – di Erri De Luca”

L’invasione degli “aiuti umanitari” – di Raul Zibechi

Quella che si prepara per il Venezuela non sarà un’invasione classica con lo sbarco dei marines sulle spiagge caraibiche. Il paese chiave dell’intervento è il Brasile di Jair Bolsonaro, dove le alte gerarchie in divisa stanno occupando gli incarichi nevralgici dell’intero paese. Ben cinque generali dell’attuale governo sono veterani della scandalosa Missione Onu ad Haiti (Minustah), comandata per oltre 10 anni dal Brasile, forte della sua esperienza di controllo dei poveri con l’occupazione militare delle favelas, connessa con le politiche sociali e, soprattutto, gli “aiuti umanitari”. Guaidó ha annunciato l’apertura del secondo centro di raccolta di nello stato brasiliano di Roraima, confinante con il Venezuela. I militari di Bolsonaro faranno entrare nel paese “aiuti umanitari”, coordinandosi con la Colombia. Intanto, un generale brasiliano entra a far parte, per la prima volta nella storia, del Comando Sud delle forze armate degli Stati Uniti. La possibile invasione del Venezuela segna il passaggio dell’esportazione della democrazia dalle “missioni di pace” alla strategia degli “aiuti umanitari”, che i militari brasiliani (e latinoamericani) hanno preparato per 13 anni ad Haiti con l’appoggio dei governi progressisti

Puerto Principe, Haiti. Una retata dei “caschi blu” latinoamericani dell’Onu. Foto cdn.com.do

di Raúl Zibechi

Finalmente conosciamo nel dettaglio la partecipazione dei militari nel governo di Jair Bolsonaro. Un rapporto del quotidiano Zero Hora, di Porto Alegre, assicura che 100 ufficiali occupano i più alti livelli del governo, dal presidente al suo vice fino ai ministri, ai dirigenti delle grandi aziende statali e ai posti chiave per il funzionamento dell’apparato statale. Leggi tutto “L’invasione degli “aiuti umanitari” – di Raul Zibechi”

Omissioni e menzogne di stato sui Global Hawk Usa di Sigonella

L’Italia continua ad essere una delle principali portaerei statunitensi in Europa

di Antonio Mazzeo

L’immancabile sortita quotidiana sino ai confini occidentali della Russia, sorvolando provocatoriamente Ucraina, Donbass, Mar Nero e Crimea; un blitz di tanto in tanto pure in Siria per monitorare le attività delle unità navali e dei velivoli russi; le periodiche

operazioni d’intelligence a supporto dei reparti USA schierati in nord Africa. Sono queste le principali missioni di guerra dei droni Global Hawk dell’aeronautica militare degli Stati Uniti d’America che operano da più di dieci anni dalla grande stazione aeronavale di Sigonella, senza alcun controllo da parte delle autorità italiane e sempre più spesso in contrasto con gli interessi politici ed economici nazionali dichiarati e/o perseguiti.

Velivoli senza pilota in grado di volare ininterrottamente per decine di ore, a grandi altezze e in ogni condizione climatica, utilizzati per spiare e mappare ogni centimetro quadrato del continente africano, del Medio oriente e dell’Europa orientale, individuando obiettivi da colpire e, se necessario, guidando i bombardieri e i droni killer nei loro strike di morte. Leggi tutto “Omissioni e menzogne di stato sui Global Hawk Usa di Sigonella”