Amazzonia: continua la “guerra di conquista” – di Marina Forti

(foto Felipe Werneck/Ibama via AP)

L’Amazzonia è di nuovo scomparsa dai nostri schermi, dopo il clamore suscitato dalla crisi degli incendi della scorsa estate nell’Amazzonia brasiliana. Eppure, la deforestazione accelera: secondo l’Istituto nazionale di ricerca spaziale del Brasile (Inpe, Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais), che con i suoi satelliti monitora i cambiamenti nel territorio amazzonico, da agosto 2018 a fine luglio 2019 sono scomparsi 9.762 chilometri quadrati di foresta, quasi il 30 per cento più dell’anno precedente quando erano scomparsi 7.536 chilometri quadrati.

Non solo. Analizzando quei dati, l’Istituto di ricerca ambientale dell’Amazzonia (Ipam) osserva che il 35 per cento delle foreste distrutte in quell’arco di tempo erano in terre “non designate o su cui non ci sono informazioni”, cioè territorio pubblico. E questo è grilagem, termine che indica l’appropriazione illegale di terra pubblica attraverso la contraffazione dei documenti di proprietà: “Quelle foreste sono patrimonio di tutti i brasiliani e vengono dilapidate illegalmente per finire nelle mani di pochi” dice Ane Alencar, direttora scientifica dell’Ipam. Inoltre, sono raddoppiati gli incendi all’interno delle riserve indigene, in particolare in quelle del fiume Xingu, e a nord, nel Roraima: perché sono aumentate le invasioni di terre demarcate e assegnate a comunità native. Ad aggravare le cose, le stagioni secche sono più intense e più lunghe. Leggi tutto “Amazzonia: continua la “guerra di conquista” – di Marina Forti”

Thomas Sankara: ritrovato il video… – di Roberto Savio

… del suo straordinario intervento alle Nazioni Unite il 4 ottobre 1984; la traduzione in italiano di Marinella Correggia e una breve presentazione.

New York, 4 ottobre 1984, 39ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Traduzione di Marinella Correggia

di Roberto Savio (*)

Alle Nazioni Unite avevano “smarrito” il video dello straordinario discorso di Thomas Sankara di cui trascriviamo di seguito il testo.

Per anni e anni si è fatto di tutto, dopo averlo eliminato fisicamente, perché di Thomas Sankara non rimanesse traccia, se ne perdesse ogni memoria.

Si voleva l’oblio sulla più grande speranza mai sorta in Africa, su di un’idea di politica come servizio alla felicità di tutti, sull’uomo che per primo, profeticamente, denunciò la nascita del più grande e odioso dei poteri, quello finanziario e sul pericolo di una nuova schiavitù globale. Quella finanziaria.

Ora, finalmente, dagli archivi della televisione del Burkina liberatosi dalla dittatura è venuto fuori il video realizzato, in quell’occasione, con i poveri mezzi di un media africano. Leggi tutto “Thomas Sankara: ritrovato il video… – di Roberto Savio”

I muri e le statue che cadono in Cile – di Raúl Zibechi

È dalla metà di ottobre, quando il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e avviato una repressione di inaudita violenza, che il Cile vive una lunga e drammatica rivolta contro le abissali disuguaglianze del paese, le discriminazioni di classe, il razzismo contro le popolazioni indigene e l’oppressione quotidiana e sanguinosa del patriarcato.

La centrale Plaza de la Dignidad, nome con il quale la rivolta cilena ha ribattezzato Plaza Italia, sembra una zona di guerra. Nei paraggi i commerci sono chiusi per vari isolati, ornati da scritte multicolori che denunciano la repressione, incitano alla rivolta e affrontano le più diverse oppressioni. I giovani e le giovani non la vogliono abbandonare, anche se ne rimangono di meno, perché sostengono che il giorno in cui la protesta abbandonerà la strada, tutto sarà perduto. Una logica implacabile, ma difficile da sostenere dopo 40 giorni di protesta. Leggi tutto “I muri e le statue che cadono in Cile – di Raúl Zibechi”

Iran: proteste e stragi – di Marina Forti

La scintilla è stata il rincaro del prezzo dei carburanti: ha provocato l’ondata di proteste più ampia dei 40 anni di storia della Repubblica islamica dell’Iran, e la più sanguinosa. Anche se il quadro dei fatti è ancora incompleto, numerose testimonianze e perfino alcune notizie ufficiali dicono che la repressione è stata brutale. In almeno un caso, le Guardie della Rivoluzione hanno sparato sui dimostranti con mitragliatrici automatiche.

Il bilancio è contestato. Le forze di sicurezza avrebbero ucciso oltre 300 persone, secondo la stima più recente di Amnesty International. Fonti ufficiali respingono queste stime come “menzogne”, ma non hanno ancora fornito un bilancio delle vittime. Eppure il Leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ha ammesso in modo implicito la violenza quando ha decretato, il 4 dicembre, che “i cittadini che non hanno avuto ruolo nelle violenze e hanno perso la vita saranno considerati martiri”, definizione allo stesso tempo simbolica e molto concreta (permette alle famiglie di ottenere risarcimenti). Leggi tutto “Iran: proteste e stragi – di Marina Forti”

Filippine: sotto accusa 47 società e multinazionali

La Commissione sui diritti umani delle Filippine, rappresentata dal commissario Roberto Cadiz, ha annunciato che 47 società potrebbero essere considerate legalmente ed eticamente responsabili per violazioni dei diritti umani nei confronti degli abitanti delle Filippine colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici.

articolo e foto tratti da Il Cambiamento

La Commissione sui diritti umani delle Filippine (CHR), rappresentata dal Commissario Roberto Cadiz, ha annunciato nelle scorse ore durante la COP25 che 47 società – tra cui Eni, Shell, Italcementi, ExxonMobil, Chevron, BP, Repsol e Total – potrebbero essere considerate legalmente ed eticamente responsabili per violazioni dei diritti umani nei confronti degli abitanti delle Filippine colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici.

La Commissione inoltre ha segnalato che la condotta di alcune delle società sotto indagine potrebbe essere considerata ostruzionistica e responsabile di offuscamento intenzionale e negazionismo climatico, con possibili conseguenze legali. Leggi tutto “Filippine: sotto accusa 47 società e multinazionali”

Pino entra in manicomio a 9 anni e… – di Doriana Goracci

… ne esce a 42: come se la legge Basaglia non ci fosse

Nel 1967 Pino, Giuseppe Astuto, aveva 9 anni e la mamma lo mandò a comprare il pane, lui ultimo di 6 figli, orfano di padre ma non di tanti schiaffi.

Lo compra ma tanta era la fame che lo mangia tutto e torna indietro magari per rubarne un altro… Fino a qui ci siamo?

Si era fatto tardi e lui rimase chiuso dentro, in una meraviglia da mangiare… crollò sfinito di cibo e si addormentò dentro a una cesta del pane, si, proprio del pane.
Arrivarono all’indomani i carabinieri, chiamarono la mamma: “Signora Teresa, suo figlio non lo vedrà più“.

Era l’una e mezza, racconta Pino, dice che a quell’ora lui vedeva Rin Tin Tin. Leggi tutto “Pino entra in manicomio a 9 anni e… – di Doriana Goracci”

Sul “Manifesto per la verità” – di Gian Marco Martignoni

ovvero «Donne, guerre, migranti e altre notizie manipolate»: Gian Marco Martignoni riflette sul libro di Giuliana Sgrena

Ormai in qualsiasi sala d’aspetto, in metropolitana o nelle carrozze ferroviarie, per non parlare delle riunioni sindacali, si conta sul palmo della mano chi ancora sente il bisogno di leggere un quotidiano. Il Rapporto sulla situazione sociale del paese 2018, a cura del Censis, evidenzia come la maggioranza degli italiani si documenta prevalentemente su Internet (46,1 per cento ) mentre stante il crollo della vendita dei quotidiani solo il 37,4 è rimasto affezionato alla loro lettura. Al punto che Il Corriere della sera e La Repubblica hanno dimezzato in un decennio le loro vendite, che sono scese nel primo caso a 220.969 copie vendute quotidianamente e nel secondo addirittura a 175.106, pur se la domenica per un euro di sovrapprezzo è allegato un glorioso settimanale come L’Espresso. Sono dati preoccupanti, che incidono sugli orientamenti dell’opinione pubblica e quindi sullo scarto che interviene nella popolazione fra la percezione e la realtà effettiva dei fatti, come poi rilevano le statistiche a livello internazionale, che ci collocano in posizioni invereconde. Leggi tutto “Sul “Manifesto per la verità” – di Gian Marco Martignoni”

La ley es como una serpiente, unicamente ataca a quien está descalzo (O. Romero) – di Maria T. Messidoro

di Maria Teresa Messidoro (*)

Questo post è dedicato a Beatriz morta l’8 ottobre 2017, dopo aver commosso il mondo nel 2013 quando, a 22 anni, chiese allo Stato salvadoregno di poter interrompere la gravidanza che metteva a rischio la sua vita, essendo affetta dalla malattia rara detta lupus eritematoso sistemico discoide. I magistrati la obbligarono a portare a termine la gravidanza: il bambino visse poche ore e Beatrice fu colpita da una malattia renale. La causa contro lo Stato salvadoregno, presentata alla Commissione interamericana dei Diritti Umani, è ancora in corso.

PUEBLO MEXICANOS: jurisdicción di San Salvador, El Salvador, 3 luglio 1792.

«Io mi chiamo Gregoria, anche se per molti sono Petrona. Sono figlia di Pablo de Jesús. Oggi la Real Sala del Crimen di San Salvador analizzerà il processo iniziato il 18 del mese scorso contro di me e mio padre, entrambi siamo accusati di incesto. Secondo la testimonianza di una donna, mi pare si chiami Ana Silveria, ma non ne sono sicura perché non è nostra parente, più di una volta, di notte, quando mio padre batte sul pavimento con il piede o il bastone, io sono costretta a coricarmi con lui e a subire le sue violenze. Secondo Ana io scelgo liberamente di farlo, ma non è vero; mio padre ha dichiarato durante il processo che era geloso del rapporto intimo che avevo con Juan, era convinto che questo ragazzo mi avesse già fatto perdere la mia verginità, ma nemmeno questa accusa è vera. Tra me e Juan ci sono state soltanto delle carezze e dei sorrisi, in totale innocenza; è stato invece mio padre a rendermi donna, mio malgrado a soli 13 anni. Ho paura di essere incinta». Leggi tutto “La ley es como una serpiente, unicamente ataca a quien está descalzo (O. Romero) – di Maria T. Messidoro”