Abboniamoci ad Adista

Carissima, carissimo,
questa lettera di Marcelo Barros, brasiliano e teologo è uno sprone a salvaguardare la “libera informazione”. Nonostante il momento di crisi cerchiamo di non cedere ai padroni del “vapore”. Conoscere e documentarsi, sono la migliore risposta a chi quotidianamente ci inganna con falsità e notizie insignificanti.
Per questo accogliamo l’invito di ADISTA a sollecitarci affinchè possiamo dare il nostro contributo affinchè certe testate non debbano chiudere.
Per il 2014, chi vuole (leggi sotto) può sottoscrivere un abbonamento cumulativo:
Adista e la nostra rivista In Dialogo a 93€, invece di 105€.
Sotto trovi altre varie soluzioni per l’abbonamento ad Adista.
Antonio Vermigli

Un invito a costruire speranza
Fratelli e sorelle carissimi della Rete Radié Resch,
se avete fame e sete di giustizia e, oltre a ciò, credete alla possibilità di ricostruire la speranza nel cuore delle persone che amano e nel mondo in cui viviamo, allora appartenete di certo alla famiglia di ADISTA. Questa pubblicazione che percorre il mondo con i suoi dorsi di NOTIZIE, DOCUMENTI e SEGNI NUOVI.
Nella Bibbia, un discepolo del profeta Isaia vede la vocazione profetica come quella di una sentinella che si pone sui muri di Gerusalemme, sia per allertare gli abitanti della città su un pericolo imminente sia per esortarli a vivere la giustizia e la gioia del convivio (cfr Is 62, 1 ss). È così che vedo l’attuale vocazione di ADISTA. Come un attento profeta, ci dà notizia su come va o non va la relazione tra Chiesa e mondo, come procedono i movimenti popolari e le comunità di base e a che punto siamo della notte per far sì che l’alba possa sorgere. Questa missione bellissima e urgente è oggi una rarità nel panorama informativo e possiamo solo essere grati ad ADISTA per il fatto che esiste e si mantiene salda in questo cammino che non poche volte gli ha attirato critiche e ostilità.
Leggi tutto “Abboniamoci ad Adista”

Conferita la laurea honoris causa ad Alex Zanotelli

Laurea honoris causa ad Alex Zanotelli

Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

Laurea honoris causa

ALESSANDRO ZANOTELLI
missionario comboniano

Lunedì 23 settembre 2013 – ore 16,00
AULA MAGNA – Ex Caserma Rossarol – Via Duolo – TARANTO

Il Magnifico Rettore Corrado Petrocelli e il Direttore del Dipartimento Jonico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture” Antonio Uricchio sono lieti di invitare la S.V. alla cerimonia di conferimento della Laurea honoris causa in Giurisprudenza a ALESSANDRO ZANOTELLI
Leggi tutto “Laurea honoris causa ad Alex Zanotelli”

Cena di solidarietà per Casa Cor – sabato 28 settembre

Sabato 28 settembre 2013 alle ore 20,00
presso la Casa della Solidarietà in via delle Poggiole 225 a Lucciano, Quarrata

cena di solidarietà
a sostegno del progetto CASA COR – borsa lavoro per adolescenti a rischio –  San Paolo Brasile

menu
antipasto fantasia; tagliatelle ai funghi; arrosto misto in forno a legna con contorno di patate e verdure di stagione; dolci della Casa

Il contributo è di € 20,00 (adulti); € 10,00 (bambini)
Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione entro giovedi 26 settembre
Telefonare 0573 750539 ore serali. Mariella cell. 3332654911, Angela  cell. 3478543597

Teologia della Liberazione e Roma, la guerra è finita – di Gianni Valente

Gerhard Ludwig Müller, il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, rende omaggio alla TdL.

Nel segno della sua lunga amicizia con il teologo peruviano Gustavo Gutièrrez «Il movimento ecclesiale e teologico dell’America Latina, noto come “teologia della liberazione”, che dopo il Vaticano II ha trovato un’eco mondiale, è da annoverare, a mio giudizio, tra le correnti più significative della teologia cattolica del XX secolo». A consacrare la teologia “liberazionista” con questa lusinghiera e perentoria valutazione storica non è qualche attempato reduce sudamericano di stagioni ecclesiali tramontate. L’attestato di merito arriva direttamente dall’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto in carica dello stesso dicastero vaticano – la Congregazione per la dottrina della Fede (CdF) – che negli anni Ottanta, su impulso del Papa polacco e sotto la guida dell’allora cardinale Ratzinger, intervenne con ben due istruzioni per segnalare le deviazioni pastorali e dottrinali che pure incombevano sui cammini imboccati dalle teologie latino-americane.

La decisa valorizzazione della Tdl non è una boutade sfuggita per incidente all’attuale custode dell’ortodossia cattolica. Lo stesso, soppesato giudizio pervade le dense pagine dell’intero volume da cui la frase è tratta: una raccolta di saggi scritta a quattro mani, già stampata in Germania nel 2004, che ora sta per essere pubblicato anche in Italia con il titolo Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa (Edizioni Messaggero Padova/Emi).
Leggi tutto “Teologia della Liberazione e Roma, la guerra è finita – di Gianni Valente”

Comunicato stampa – Cécile Kyenge oggi, 11 settembre, ha parlato all’Onu

Comunicato stampa
Orgogliosi della nostra ministra Cécile Kyenge che oggi, 11 settembre, ha parlato all’Onu.

“Per alcuni (per la verità davvero pochi) non sarebbe adeguata per rappresentare l’Italia, per le Nazioni Unite è, invece, assolutamente la degna rappresentante dell’Europa. Oggi la nostra Cécile Kyenge, ministra modenese dell’Integrazione, è intervenuta all’Assemblea generale delle Nazioni Unite con il compito di portare il punto di vista europeo su di un tema di estrema attualità per un Paese, come il nostro, che rappresenta uno dei confini meridionali dell’Unione europea: la “responsabilità” di proteggere.
Leggi tutto “Comunicato stampa – Cécile Kyenge oggi, 11 settembre, ha parlato all’Onu”

NO alla guerra! – di Alex Zanotelli

“NO alla guerra!”, ha gridato Papa Francesco per bloccare l’attacco militare alla Siria e ha indetto per il 7 settembre una giornata di preghiera e di digiuno, per scongiurare il flagello di un’altra guerra che potrebbe diventare mondiale .
Il nostro è un NO secco alla guerra in Siria. Dovremmo aver capito dalle guerre in Iraq, Afghanistan, Libia e Mali che questi interventi armati, che hanno costato la vita a milioni di civili innocenti, donne e bambini,non hanno risolto nulla. Basta con la GUERRA! “L’intervento americano in Siria nasce nell’illusione di una ‘guerra lampo’- ha scritto il massimo poeta arabo,il siriano Adonis. Rischia invece di sfuggire di mano, di aizzare il conflitto e di ripetere il peccato mortale in cui sono scivolati sia l’opposizione armata , sia il regime siriano. La guerra è un’attrazione demoniaca.”
Leggi tutto “NO alla guerra! – di Alex Zanotelli”

Il PD verso la disfatta o la rinascita?

“Io resto qui, io non mollo” sta qui il succo del dopo sentenza della Cassazione, detto con forza da B. nel suo comizio, non autorizzato, la domenica dopo la condanna gravissima per frode fiscale.

I suoi servili cortigiani dopo essere saliti al Colle, continuano la loro disponibilità a immolarsi per il loro padre padrone, dopo aver espresso con abbondanza di lacrime la loro sudditanza al suo demiurgo. L’Italia ormai è appesa alle sorti e agli interessi personali di colui che l’ha ridotta in queste condizioni. Ricorrendo come sempre al vittimismo, alla persecuzione giudiziaria.

Ieri sera Napolitano (voci affermano che di nascosto lo abbia prima visitato lo zio Gianni) è uscito dal suo riserbo, dopo il moltiplicarsi delle voci su una possibile sua dichiarazione prima di ferragosto. Ha giustamente confermato che la sentenza non si tocca, lasciando però una porta “spalancata” per la grazia: nessuno l’ha richiesta! Se la chiederanno, verrà esaminata. Incredibile, verrà esaminata! L’evasore fiscale ha ancora in corso quattro processi: due a Milano dove ha già ricevuto due condanne, 7 per il processo Ruby e uno per Fassino, il terzo a Bari (Tarantini-Lavitola), il quarto a Napoli (compra del senatore De Gregorio). Dopo l’esperienza della grazia (senza richiederla) a Sallustri e al capo della CIA in Italia, diciamo che questa volta, per adesso, non è andata male. E il PD, “apprezza”!

Attualmente il PD è “perso”, “senza rotta”. Epifani doveva già aver terminato il suo compito, è ancora lì! Di questo nessuno si vergogna, ogni regola salta, gli schieramenti mutano continuamente, per Renzi sia sono già aggiunti i “giovani turchi”, la Lombardia e Cofferati. Avendo ormai con i suoi discorsi scavalcato tutti a sinistra.

E’ rimasto solo l’uomo del “noi” che l’ha sempre inteso per “se stesso” a sbarragli la strada. Lui che aveva trattato al Colle le grandi intese: tre cose da fare oltre alla nuova legge elettorale e poi di nuovo a votare. Siamo invece alle larghe intese trasformatesi in grandi attese. Con un presidente del consiglio moderato e impassibile, che al momento, non sapendo che pesci prendere minaccia gli italiani dicendo: se cade il governo, a settembre pagate l’IMU. Sembra che stia diventando, con i suoi ricatti di potere, un perfetto scolaro alla scuola di B.

Lui, geneticamente disabituato agli scatti d’ira, lui, mai stato giovane, neanche nell’aspetto.

Lui, noto equilibrista della politica, resosi disponibile a Bersani, contro Renzi, perché non lo voleva B., ma principalmente il “noi” per se stesso”!

Lui, che fin da bambino adorava e venerava Andreotti che normalmente incontrava a casa dello zio.

Lui, oggi è sempre più somigliante all’ex-segretario Forlani, del quale ricorderete una delle sue massime storiche: “Parlo senza dire niente? Potrei farlo per ore”. Frase che da sola, racchiude buona parte della carriera politica dell’Enrico.

Diventerà il PD un nuovo soggetto politico? Le attuali sue difficoltà hanno riproposto un dibattito sul significato e le possibili prospettive della sinistra. Rappresenta o no la sinistra l’inaccettabilità contro l’oscenità delle disuguaglianze? Se si, possiamo discutere se può essere declinata in modo radicale o moderato, immediato o graduale. Ma non possiamo accettare un governo gestito dai potenti, per gli interessi di chi non ha bisogno, di chi non vuole trasformare la politica al servizio dei veri bisogni della gente. Altrimenti la sinistra perde la sua ragione di essere. Il dramma di oggi è questo!

Veniamo da un partito oligarchico, autoreferenziale e chiuso in se stesso. Dobbiamo creare una nuova prospettiva governativa. Dobbiamo capire se è importante vincere o no. Questo è il vero problema. Non pensare di vincere con il falso “noi” e fare di tutto per perdere, pensando di aver già vinto. Presentando gli otto punti dopo non aver vinto, perché come ha detto Civati a Bosco Albergati: poteva presentarli in campagna elettorale, così la gente avrebbe capito il nostro programma!

Occorre di conseguenza il carburante umano e sociale del cambiamento, facendo piazza pulita dei più, ancora presenti. Il dramma delle ultime elezioni non è ancora stato ben compreso: l’enorme astensionismo e l’esplosione di Grillo, non sono sintomi di antipolitica. Al contrario, sono segnali di una politica rabbiosa e sconfitta perché non ascoltata, interpretata e resa visibile. Questo è il vero nodo. Dispersi, soli e spaesati, senza nessun appiglio per migliorare la propria vita per renderla più giusta e libera. Siamo giunti al punto in cui la sofferenza non viene più riconosciuta socialmente,ricacciata com’è nelle proprie singole vite e famiglie, creando pesantezza spesso impossibili a sostenere.

Che fare allora? Occorre, radicalmente ripartire da lì: dalle persone. Tale spinta per essere politica deve trasformarsi in sovranità diffusa che non si limiti a scegliere i leaders, ma decide le fondamentali opzioni politiche a partire da chi ha più bisogno. Basta con i verbalismi radicali che non hanno mai portato a niente. Tutto deve avvenire attraverso procedure democratiche semplici, certe e continuative. Partendo dai tanti circoli, trasformandoli, cacciando i tanti piccoli capibastone che non hanno niente da invidiare ai livelli più alti, abituati soltanto a rispondere al capo più in alto o alla corrente, o alle mire personali.

Questo è il momento in cui urge riunire e mischiare tutti i democratici che in modo diverso hanno il medesimo sguardo sul mondo. Ci siamo divisi in molti casi pretestuosamente sui programmi o su presunte identità che non esistono e che sono solo funzionali alla conservazione di orticelli di potere. Non esistono riformismi perfetti, calati dall’alto. Gli attuali partiti sono assai meno del passato in grado di capire e di interpretare. Serve una nuova elaborazione. Adesso ci dobbiamo accontentare di tentarla questa strada. La società di oggi ci impone che le soluzioni debbono essere sempre aperte a una verifica continua. L’importante è far prevalere ciò che ci unisce. Un metodo trasparente. Questa è la sfida per il congresso del PD (se i “cattivi gestori di oggi” avranno il coraggio di indirlo e non di rinviarlo a mai…). La mia speranza è che ciò riguardi tutte le forze del cambiamento.

In Dialogo, numero 101

in dialogo 101

Fai clic qui o sulla copertina per leggere una selezione di articoli del Notiziario In Dialogo.

(per proseguire la lettura di alcuni articoli vi preghiamo di richiedere la rivista In Dialogo a uno dei recapiti elencati a destra)

20a Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata – sabato 14 settembre 2013

20a Marcia per la Giustizia Agliana – Quarrata
Sabato 14 settembre 2013

“Diritti per tutti”

saranno presenti:

Cecile KYENGE, ministra dell’Integrazione
Luigi CIOTTI, Gruppo Abele, Libera
Antonietta POTENTE, suora domenicana, Bolivia
Gherardo COLOMBO, presidente Garzanti Libri
Benedetta TOBAGI, giornalista e scrittrice
Wuer KAIXI, leader protesta piazza Tienanmen del 1989

Comunicato Stampa

Da cinque anni l’Occidente, e il nostro paese in particolare, sono alle prese con una depressione economica gravissima. Sotto i suoi colpi sono caduti uno dopo l’altro i dogmi liberisti su cui era stato edificato il nuovo ordine mondiale globalizzato. Fondata su questi ultimi, governata da oligarchie ostinatamente arroccate in loro difesa, l’Unione europea è nel marasma.
Il suo pilastro, l’euro, traballa, e rischia di essere la causa prima dello sfaldamento dell’Unione. Anche in Italia è aperta la battaglia tra le forze della conservazione e quelle del cambiamento.
Emerse in modo impetuoso nelle recenti elezioni, queste ultime si trovano davanti alla sfida più grande: governare il paese per portarlo fuori dal marasma in cui l’hanno ficcato le classi dirigenti e il loro personale politico.
Ma qual è l’alternativa al disordine, alla disoccupazione, alla miseria e alla disperazione che afferrano la maggioranza dei cittadini? Quali sono le misure di trasformazione più urgenti? E’ possibile superare la crisi? E pensabile uscire dal marasma senza riconquistare sovranità politica e monetaria?

Eppure, il principio della condivisione dei beni della Terra e dell’equa distribuzione del benessere deve essere fondamento imprescindibile dell’economia. Non deve più accadere che organismi privati, agenzie di rating al servizio degli interessi speculativi di chi costruisce il suo benessere scommettendo sul debito e sulla debolezza altrui, rastrellando ricchezze senza contribuire in nulla al progresso dell’umanità, decidano sulle sorti di interi paesi e sulla vita di centinaia di milioni di esseri umani. Le decisioni essenziali della politica devono avere la più ampia partecipazione, soprattutto quando riguardano la gestione di beni essenziali come il cibo, l’acqua, l’istruzione, la salute, l’energia, l’ambiente e non possono rispondere esclusivamente alle regole del profitto. La gravità dell’attuale situazione che vede intrecciarsi sullo scenario globale una crisi finanziaria, una crisi sociale e una crisi ecologica, richiede una svolta culturale e morale per costruire un futuro migliore
I soldi per una rivoluzione sostenibile ci sono. Sono solo 12 milioni le persone su 7,1 miliardi di abitanti della terra, che hanno una ricchezza pari a 46.200 miliardi di dollari (più della metà del Pil mondiale).

Anche con la crisi, i super ricchi continuano a non passare di moda. L’uguaglianza è un valore cui pochi, almeno a parole, sarebbero disposti a rinunciare. Eppure lo sappiamo, ci sono alcuni più uguali degli altri. E sono in aumento.
I più uguali di tutti hanno ormai raggiunto il ragguardevole numero di 12 milioni di individui: all’incirca, ironia della sorte, la popolazione della Grecia, lo 0,15% della popolazione del mondo.
Ciascuno dei quali ha una disponibilità liquida di almeno 5 milioni di dollari.
Non pensi che la “politica”, quella vera, non quella della gestione del potere, debba tornare ad avere la regolamentare e gestire la finanza?
Dipende da ognuno di noi.
Diritti per tutti significa principalmente creare una società all’interno della quale tutti possano viverci con dignità, partendo dai diritti essenziali: scuola, salute, lavoro, integrazione, relazione ecc…

Note organizzative

Ritrovo ore 18,00 ad Agliana, Piazza Gramsci – Arrivo a Quarrata – Piazza Risorgimento ore 21
Per informazioni: Tel. 0573-750539; 339-5910178
E-Mail: rete@rrrquarrata.it – casasolidarieta@rrrquarrata.it – www.rrrquarrata.it

Alle ore 17 è prevista la partenza da Quarrata di un autobus per Agliana al fine di portare i partecipanti che desiderano lasciare la macchina a Quarrata.
Al termine della Marcia i bus navetta provvederanno a riportare ad Agliana i partecipanti

Chi è provvisto di sacco a pelo sarà ospitato presso il Palazzetto dello Sport di Quarrata g.c.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: