Rete di Quarrata – Lettera Novembre-Dicembre 2017

Carissima, carissimo,

l’importanza della “responsabilità condivisa”, è l’unica strada che può portare alla “corresponsabilità” e “alla crescita comune”.
Sono la cultura e la conoscenza che sciolgono le coscienze. Quando vado in giro per l’Italia a fare incontri, quando parlo nelle parrocchie ricordo sempre una frase del cardinale di Milano, Carlo Maria Martini: “Dio non è cattolico, Dio è di tutti”.
Accogliere è creare uno spazio, lasciare andare, lasciar essere, non fermare i sogni, non fare ombra al sole che arriva, saper chiedere aiuto, saper ringraziare, saper attendere, saper piangere.
Penso che dobbiamo riscoprire ciò che fa bene alla nostra vita e alla vita degli altri. In questi ultimi cinquanta anni ci siamo ubriacati di falsi valori che hanno avuto la conseguenza, dietro un apparente benessere, di peggiorare la vita di tutti.

Ma ci guardiamo mai intorno? Siamo circondati di rapporti umani pietosi, la terra è malata, l’aria irrespirabile, il cibo avvelenato. Per questo non credi sia necessario ricominciare da ciò che, dentro queste macerie, può aiutarci a ricostruire una politica più autentica?
Oggi pensiamo di aver capito tutto, di non aver bisogno di nessuno, invece abbiamo bisogno di imparare da tutti, farsi piccoli.
Il rispetto io l’ho verso queste storie, verso le persone che piangono, perchè le lacrime ripuliscono gli occhi, facendoti vedere e sentire la vita in modo nuovo.
Oggi siamo offuscati dall’ideologia, il tema dell’ideologia è all’ordine del giorno: ideologia di genere, politica, economica, religiosa, ecc. Proviamo a mettere ordine in questa questione.
Tutti noi abbiamo una certa ideologia. Cioè, ognuno si fa un’idea della vita e del mondo, sia quello che vende per strada castagne arrostite, sia una centralinista come pure un insegnante universitario. Inevitabile, perché siamo esseri pensanti per mezzo di idee. Voler una scuola senza ideologia vuol dire non capire niente di ideologia.
Ogni raggruppamento sociale o classe si costruisce una sua propria ideologia, una visione generale delle cose. Se uno vive in una favela di San Paolo, che ho visitato da poche settimane, avrà una determinata idea del mondo e della società. Se uno vive in un appartamento di lusso fronte mare, avrà un’idea differente del mondo e della società. Conclusione: non solo l’individuo, ma anche il gruppo sociale o classe, inevitabilmente elabora una sua propria visione del mondo e della vita partendo dalla sua posizione sociale.
Tutte le ideologie, personali o sociali, come del resto ogni tipo di sapere, hanno qualche interesse, che però spesso, non è sempre esplicitato. L’interesse dell’operaio è aumentare il suo salario. L’interesse del padrone è aumentare i suoi guadagni. L’interesse di un favelado è uscire da quella situazione e avere una casa decente. L’interesse di un inquilino di un appartamento di classe media è riuscire a mantenere il suo status sociale. Gli interessi non sono convergenti, perché se aumenta il salario, diminuisce il lucro e viceversa. A questo punto nasce un conflitto.
L’ideologia è un discorso di potere, soprattutto del potere dominante. Il potere è dominante, perché domina varie aree sociali. Esempio, le élite brasiliane hanno tanto potere, al punto di poter comprare le altre élite. Per il fatto di essere dominanti impongono la loro idea sulla crisi brasiliana, dando la colpa allo Stato che sarebbe inefficiente e scialacquatore, accusando i leaders di corruzione e descrivendo la politica come un mondo sudicio. Da un altro punto di vista, esaltando le virtù del mercato, i vantaggi delle privatizzazioni e la necessità di ridurre le riserve forestali dell’Amazzonia, per consentire il progresso dell’agroindustria. Qui si occulta coscientemente la corruzione del mercato in mano a grandi imprese, che sottraggono milioni di imposte dovute, promuovono alti tassi di interesse che favoriscono il sistema speculativo finanziario che drena denaro pubblico strappato al popolo, per metterlo nelle tasche di minoranze. Sempre analizzando il caso Brasile, si tratta di sei miliardari, che posseggono una ricchezza pari a quella di 100 milioni di brasiliani poveri. Queste élite nascondono le aggressioni ecologiche e la denazionalizzazione dell’industria. Praticano questa sbiadita ideologia per ingannare. Sempre in Brasile, ci sono reti televisive che funzionano come macchine produttrici di ideologia adatta a occultare e manipolare il pensiero. Negano al popolo, i dati sulla gravità della situazione attuale, generando spettatori alienati, che arrivano a credere in tali versioni irreali. Per coprire la loro posizione dominante, appoggiano progetti a favore dei bambini o assecondano grandi eventi artistici per apparire benefattori pubblici. Inoltre nascondono trabocchetti e appoggiano apertamente determinati candidati, demonizzando l’immagine del principale oppositore.
Presentando un partito neoliberale che ha il progetto di far diminuire i salari, ridurre le pensioni e privatizzare i beni pubblici, che ha già venduto la più grande e importante azienda di stato come la Petrobras, cancellato le riserve indigene, dato il controllo della base spaziale di Alcantara che si trova nello stato di Maranhao, che ha depenalizzato la legge sul lavoro schiavo e che ha programmato esercitazioni militari in Amazonia, insieme agli USA, Colombia e Perù. Si presenta come uno che lotterà per i diritti dei lavoratori, dei pensionati e per difendere la ricchezza del Brasile. Lui ideologicamente nasconde i reali interessi di partito per non perdere voti. Questo occultamento è l’ideologia come falsità e lui, un ipocrita.
Esiste anche l’ideologia dei senza-potere, dei senza-terra, e i senza-tetto e altri che per sostentarsi elaborano discorsi di resistenza e di speranza. Ma questa ideologia è benefica perché ci aiuta a vivere e a lottare.
L’ideologia è come la nostra ombra: ci accompagna sempre. Per superare quelle illegittime è necessario smascherarle e portare alla luce i progetti nascosti. E quando parliamo a partire da un determinato luogo sociale, conviene esplicitare nel discorso la nostra ideologia. Coscientizzata, l’ideologia si legittima e democraticamente può essere discussa o accettata.

Antonio

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